17 January, 2022
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Nuova iniziativa della Regione per far conoscere ai cittadini gli interventi realizzati attraverso i finanziamenti del Programma Operativo Regionale Fondo Sociale Europeo 2007-2013. In particolare, la giornata di oggi è stata dedicata alle iniziative rivolte all’istruzione universitaria, in un convegno organizzato nell’aula magna dell’Università di Sassari, alla presenza dell’assessore del Lavoro Virginia Mura. «Con il Fondo Sociale Europeo la Regione investe nell’istruzione e nella formazione, in linea con le previsioni programmatiche già delineate nel Piano regionale di sviluppo e con l’Agenda europea, anche attraverso il confronto con le altre istituzioni, innanzitutto con l’università, con la quale in questi mesi abbiamo avviato un dialogo proficuo», ha detto l’assessore Mura nel suo intervento.

A testimoniare la collaborazione fra Regione e università sarde, la presenza dei rettori dei due atenei di Cagliari e Sassari, Maria del Zompo e Massimo Carpinelli. «L’idea di fondo è che per far ripartire la Sardegna occorra investire nel capitale umano e rafforzare la conoscenza – ha proseguito l’esponente dell’esecutivo – che è fattore essenziale per lo sviluppo sociale ed economico della nostra isola.»

Oltre a presentare obiettivi già raggiunti e buone pratiche attraverso la testimonianza di giovani beneficiari di borse di studio e Master and Back, la Regione attraverso l’incontro odierno ha voluto sottolineare la volontà di investire in innovazione, competitività e qualità. «La consistente diminuzione delle risorse pubbliche e in particolare del FSE che ha subito una riduzione di 200 milioni rispetto al precedente settennio – ha dichiarato l’assessore – ci impone di programmare con maggiore attenzione gli interventi, prediligendo la qualità e le potenziali ricadute positive sul tessuto sociale ed economico. Il ruolo dell’università in questo scenario è decisivo per impostare una governance delle politiche per l’istruzione universitaria e l’alta formazione, capace di migliorare l’offerta formativa, renderla più competitiva e più consona alle esigenze del mercato».

«Il Fondo Sociale Europeo gioca un ruolo fondamentale – ha concluso l’assessore del Lavoro – essendo il fondo che sostiene gli interventi sulle persone, attraverso il quale stiamo realizzando azioni in grado di incidere oltre che su istruzione e formazione, anche su occupazione e inclusione sociale. L’abbiamo fatto con le misure che puntano al reinserimento nel mercato del lavoro di chi è uscito dagli ammortizzatori sociali, come il programma Flexicurity, e a creare occasioni lavorative per i giovani, le donne e gli appartenenti alle fasce più deboli.»

All’incontro hanno partecipato anche il presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau, il sindaco di Sassari Nicola Sanna e il presidente della commissione consiliare Lavoro, cultura e formazione professionale, Gavino Manca.

Virginia Mura 2 copia

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Si è insediata oggi la Consulta per la ricerca scientifica e l’innovazione prevista dalla legge 7.
«La ricerca è un argomento strategico per questa Giunta – ha detto l’assessore della Programmazione e del Bilancio, Raffaele Paci – perché è uno dei temi più importanti per lo sviluppo, per la crescita delle imprese e delle nostre Università, per la formazione del nostro capitale umano e dei giovani laureati.»
«Abbiamo tanto lavoro da fare: le risorse ci sono, quelle della legge 7, che ammontano a 5 milioni di euro, più i 120 milioni su 6 anni nell’asse 1 Fesr per l’innovazione, di cui 30 spendibili già nel 2015, a cui vanno aggiunti i fondi che abbiamo già stanziato per l’Università, circa 180 milioni per orientamento, formazione, Master and Back, edilizia universitaria, dottorati di ricerca. Dobbiamo cercare di fare sinergia fra questi fondi e soprattutto sinergia fra Università e imprese, perché l’obiettivo è creare impresa, fare innovazione, fare cioè in modo che tutto questo si trasformi in nuova occupazione per i nostri giovani.»La Consulta, che si è insediata e riunita per la prima volta questa sera nell’assessorato della Programmazione, ha il compito di supportare la Giunta regionale nell’individuare i fabbisogni principali di ricerca e alta formazione e gli strumenti per attuarli. Deve poi indicare una rosa di nomi per la composizione dei comitati tecnici consultivi regionali d’area, previsti dalla stessa legge 7, e può esprimere pareri preventivi, proposte e linee d’indirizzo. Ne fanno parte i rettori dell’Università di Cagliari, Maria Del Zompo, che ha sottolineato l’esigenza di conoscere perfettamente la realtà che circonda l’Università per capire bene dove e come interagire e fare sistema, e di Sassari, Massimo Carpinelli, secondo cui è importante definire i criteri di valutazione della qualità della ricerca perché con risorse così misurate saranno inevitabili bandi molto competitivi; e un rappresentante di: Fondazione Banco di Sardegna, Agris, Sardegna Ricerche, centri di ricerca privati, associazioni di categoria e sindacati.

«Quello che stiamo facendo per ricerca e università, settore che difendiamo fortemente e con convinzione, è importante perché supportare per esempio la ricerca finalizzata significa portare la ricerca di base, che viene fatta molto bene dalle nostre Università, nella innovazione delle imprese. Pensiamo a come si trasforma la ricerca nel settore della biologia sull’agroalimentare, la ricerca sui nuovi materiali o nel settore matematico a vantaggio delle nostre start up. È importante la ricerca di base, e senza un Paese non cresce – ha concluso il vicepresidente della Regione – ma è altrettanto importante far capire ai nostri ricercatori che la loro ricerca deve, quando è possibile, portare a nuovo sviluppo, a nuove imprese e a nuova occupazione.»

 

Palazzo del Consiglio regionale 2 copia

I rettori degli Atenei di Cagliari e Sassari, Giovanni Melis e Massimo Carpinelli, nel corso dell’audizione in 3ª commissione sulla Manovra finanziaria 2014, hanno rivolto un appello alla Regione perché non faccia mancare il sostegno alle Università della Sardegna.

Giovanni Melis, ha definito “difficile” la situazione dell’Università, a seguito delle modifiche intervenute per effetto della riforma statale, in ordine al sistema di finanziamento degli atenei. «Nel periodo 2009-2013 – ha spiegato Melis – il fondo di finanziamento ordinario è passato da 7.5 e 6.5 miliardi di euro».

«Fino ad oggi – ha aggiunto il Magnifico – anche grazie al sostegno della Regione, siamo riusciti ad attenuare gli effetti delle politiche ministeriali e a mantenere l’equilibrio economico e sostenere le attività formative e di ricerca». Melis ha quindi illustrato, i nuovi criteri ministeriali per l’assegnazione delle risorse ed ha evidenziato come «l’Università sia l’unica pubblica amministrazione finanziata in rapporto ai risultati ottenuti».

«Ma – ha proseguito il rettore cagliaritano – le Università sarde devono fronteggiare una competizione sempre più incalzante e l’introduzione del criterio del numero degli “studenti regolare” per l’attribuzione dei fondi ministeriali, avvantaggia gli atenei del Nord Italia e fa emergere le carenze strutturali del sistema Sardegna».

Melis ha quindi ribadito la necessità di poter continuare a contare sul sostegno della Regione, per mantenere un’adeguata offerta formativa e garantire pari opportunità agli studenti sardi ma più in generale per migliorare le politiche finalizzate al potenziamento del capitale umano.

Nelle osservazioni alla Manovra 2015, Giovanni Melis, ha lamentato «significative contrazioni nelle voci relative alle politiche attive a favore dell’Università» ed in particolare ha evidenziato come, rispetto agli anni scorsi, non sia previsto il finanziamento della mobilità internazionale studentesca (tra gli altri, progetto Erasmus) che rappresenta un indicatore di premialità per l’accesso ai fondi ministeriali.

Melis ha criticato, quindi, il taglio di 7 milioni per la ricerca (L.R. 7/2007) che si aggiunge a quello praticato in sede di assestamento di bilancio 2014, e definito “non congruo” lo stanziamento complessivo di 5 milioni di euro per i due Atenei sardi. L’ulteriore sottolineatura negativa ha riguardato la drastica riduzione del finanziamento per le borse di specializzazione medica che passa dagli 11 milioni del 2014, ai 6 milioni e 900mila euro per il 2015.

Il rettore di Cagliari ha auspicato una rimodulazione delle somme per far sì che si mantengano gli investimenti in istruzione, formazione, ricerca: «Perché sono condizioni strutturali per lo sviluppo socio economico della nostra Isola».

«La Regione, se è convinta che gli Atenei sardi possano giocare un ruolo fondamentale nella politica di accumulazione di competenze e della conoscenza, deve ragionare insieme alle Università sul tipo di azioni da finanziare per raggiungere un’efficiente allocazione delle risorse pubbliche». Così, il neo rettore dell’Università di Sassari, Massimo Carpinelli, ha ribadito, nel corso della sua audizione, la necessità di una maggiore concertazione tra Regione e Atenei sardi in sede di definizione dei finanziamenti. «Perché – ha spiegato il rettore del Capo di Sopra – l’utilità che per un ateneo sardo può avere un finanziamento regionale dipende in maniera cruciale dal fatto che quel finanziamento possa essere utilizzato o meno per il tipo di azioni che migliorano gli indicatori ministeriali, da cui dipenderà sempre più la sostenibilità economico-finanziaria dell’ateneo stesso».

In ordine ai temi specifici della Manovra 2015, Carpinelli ha evidenziato come gli Ateni sardi siano esclusi dalla detassazione Irap («Sassari risparmierebbe circa 2.5 milioni e Cagliari oltre 6 milioni») ed ha confermato perplessità per il mancato finanziamento della mobilità internazionale.

La critica più ferma è stata rivolta allo stanziamento di oltre 3 milioni di euro per l’abbattimento dei costi relativi al “fitto-casa” anche per gli studenti universitari che frequentano Università del Continente e estere. «Sembra – ha dichiarato Carpinelli – che la Giunta voglia supportare politiche di mobilità internazionale, ma a condizione che siano radicalmente alternative rispetto a un percorso universitario che si svolga nelle Università sarde».

Un’ulteriore sottolineatura negativa ha riguardato la scelta dell’esecutivo regionale di destinare fondi ad istituzioni che si occupano di istruzione universitaria e di ricerca ma che, a differenza delle Università, non sono oggetto di valutazione né sulla qualità, né sull’efficienza.

In conclusione del suo intervento, il rettore di Sassari, ha affrontato il tema delle tasse universitarie ed ha dichiarato che «gli Atenei sardi hanno tasse universitarie tra le più basse d’Italia, nonostante la Sardegna sia una Regione con una capacità contributiva al di sopra di molte delle regioni del Meridione». «Siamo favorevoli al regime delle tasse universitarie basse – ha concluso Carpinelli – ma la sostenibilità di questa politica è messa in discussione dai tagli orizzontali al sistema universitario proposti dalla Giunta regionale con la Manovra 2015».