18 June, 2021
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Un grande goal di Luca Ceppitelli ha dato la vittoria al Cagliari, nell’ultima decisiva partita con l’Atalanta dei miracoli, 3 punti che valgono la salvezza, al termine di una stagione tormentata. E’ stata festa grande alla Sardegna Arena per questa felice conclusione del campionato, ma bisogna dire che la paura di retrocedere è stata forte, due settimane fa, quando la squadra è precipitata al terz’ultimo posto in classifica, con due partite in calendario da far venire i brividi, a Firenze e in casa con l’Atalanta, due squadra in lotta per la qualificazione all’Europa League. E’ stato proprio nel momento più difficile che è venuto fuori l’orgoglio dei rossoblu che sono stati capaci di conquistare due vittorie di misura, con l’identico punteggio di 1 a o (a Firenze con goal di Leonardo Pavoletti, oggi con quello di Luca Ceppitelli), e di salvarsi con le proprie forze, senza dover approfittare dei risultati delle dirette concorrenti.

Non è stata una partita facile, come d’altronde era ampiamente prevedibile. Le emozioni nono sono state molte, anche perché l’atteggiamento delle due squadre è stato inevitabilmente condizionato, a lungo, da quanto accadeva sugli altri campi, in particolare a Napoli, dove la squadra partenopea s’è portata sul 2 a 0 sul Crotone (diretta concorrente del Cagliari nella corsa salvezza) già al 32′, e a Milano, dove il Milan (diretta concorrente dell’Atalanta nella corsa al sesto posto che vale la qualificazione diretta all’Europa League), dopo aver subito un goal dalla Fiorentina, ha pareggiato subito ed ha chiuso il primo tempo in vantaggio, prima di dilagare nella ripresa.

Il Cagliari ha avuto due chances con Diego Farias ed Alessandro Deiola, una l’Atalanta con un cross di José Luis Palomino sventato da Leonardo Pavoletti.

In avvio di secondo tempo, l’arbitro Davide Massa ha annullato un goal a Leonardo Pavoletti per un’azione fallosa. A 3′ dal 90′, quando tutto lasciava pensare ad un pareggio senza goal, il Cagliari ha sbloccato il risultato con Luca Ceppitelli, bravo a deviare di testa, sotto la traversa, un angolo ben calciato da Luca Cigarini.

Al 91′ l’ultima emozione: l’arbitro ha assegnato un calcio di rigore all’Atalanta, sul dischetto s’è portato Mattia Caldara (all’ultima partita a Bergamo perché in partenza per Torino, sponda Juventus) che ha spedito il pallone altissimo, oltre la traversa.

Al fischio finale tifoseria in festa alla Sardegna Arena, la grande paura è passata, il Cagliari di Diego Lopez (subentrato in corso d’opera all’esonerato Massimo Rastelli) resta in serie A, ma ora dovrà riflettere sull’andamento di una stagione sicuramente assai inferiore alle attese che, ad un certo punto, due settimane fa, sembrava quasi compromessa! In serie B ci va il Crotone, sconfitto 2 a 1 al San Paolo di Napoli.

 

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Dopo la brillante vittoria sulla Spal ed il pareggio sul campo del Sassuolo, che hanno consolidato la classifica, il Cagliari affronta oggi il terzo scontro salvezza consecutivo, alle 18.00, sul campo del Chievo.

Il Cagliari ha giocato 13 volte in campionato sul terreno del Chievo, dove non ha mai vinto (il bilancio riporta 6 pareggi e 7 sconfitte). I rossoblu hanno vinto al “Bentegodi” contro il Chievo solo in Coppa Italia, la prima volta in assoluto tra le due squadre: 3 a 2 con la doppietta di Cozza e il gol di Dario Silva per il Cagliari e di Stefano Fiore e del cagliaritano Martino Melis (attuale tecnico dell’Under 17 rossoblù) per il Chievo. Sulla panchina del Cagliari c’era Gregorio Perez, su quella clivense Alberto Malesani.

Il Chievo, contrariamente al Cagliari, arriva a questa sfida reduce da un periodo negativo che ha vanificato in parte le ottime cose fatte nel corso del girone d’andata, quando tra l’altro violò meritatamente la Sardegna Arena nello scontro diretto con i rossoblu allora guidati da Massimo Rastelli.
Diego Lopez oggi è costretto a fare a meno di due pedine importanti, Luca Cigarini e Filippo Romagna, entrambi infortunati.

Chievo-Cagliari sarà diretta da Luigi Nasca di Bari, assistenti di linea Costanzo e Tolfo, quarto uomo Abisso, Var Doveri, Avar Marini.

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Inizia questo pomeriggio allo stadio Olimpico di Roma, contro la Lazio di Simone Inzaghi, la nuova esperienza di Diego Lopez alla guida del “suo” Cagliari. Dopo dodici stagioni vissute da protagonista sul campo da calciatore, il 43enne uruguayana affronta la sua terza da tecnico, in coppia con il coetaneo Michele Fini che, dopo aver giocato al suo fianco, da alcune stagioni è il suo vice in panchina (insieme hanno guidato il Bologna e il Palermo).

Diego Lopez è subentrato a Massimo Rastelli in settimana e si è tuffato subito nel lavoro sul campo, consapevole di dover affrontare subito un esame durissimo, sul campo della Lazio, probabilmente la squadra italiana più in forma, protagonista sia in campionato sia in Europa League (giovedì sera ha espugnato il campo del Nizza di Mario Balotelli con un netto 3 a 1).

Il Cagliari affronterà la Lazio cosciente della forza dell’avversario e delle difficoltà dell’impegno ma, al tempo stesso, con la ferma determinazione di fare bene e di invertire quindi il trend negativo che l’ha portato a quattro sconfitte consecutive, dopo l’impresa compiuta sul campo della Spal che aveva fatto sperare in ben altro proseguo in questo avvio di stagione.

Il Cagliari però di contro scenderà in campo con tutte le intenzioni di stroncare la serie negativa che ha fatto dilapidare il tesoretto conquistato dalle due vittorie conquistate contro Crotone e Spal. Si riparte da zero, consapevoli che ogni partita di campionato presenta tranelli insidiosi e ogni punto va sudato sul campo lottando su tutti i palloni. Lopez nella conferenza stampa di presentazione ha parlato chiaro: vuole vedere una squadra combattiva e coraggiosa, che esprima il suo gioco nelle ultime settimane rimasto nel novero delle buone intenzioni. Ha ragione, il tecnico, quando sostiene che il Cagliari possieda un elevato tasso tecnico; soltanto un micidiale mix di sfiducia e di timore, determinati dall’assenza dei risultati, ha fatto sì che i rossoblù nelle ultime settimane non siano riusciti ad esibirlo sul campo. Bisogna ritrovare in fretta il vero Cagliari perché il campionato non aspetta: quello di Milano, ad esempio, quando i rossoblù furono piegati soltanto da una punizione di Suso dopo aver a lungo tenuto il pallino del gioco.

«La formazione ce l’ho in testa, ma preferisco darla ai ragazzi – ha detto alla vigilia Diego Lopez –. A prescindere da chi giocherà e dal modulo che adotteremo conterà l’atteggiamento. Voglio vedere una squadra coraggiosa, compatta, stretta, aggressiva non solo quando hanno palla gli altri ma anche quando ce l’abbiamo noi. Dobbiamo pensare a fare 34-35 punti, quelli necessari per raggiungere la salvezza: domani inizia il nostro nuovo cammino. Inutile chiudersi in difesa e basta: prima o poi il gol lo prendi. La Lazio è forte ma anche il Cagliari ha un tasso tecnico molto alto e può fare male. Credo molto in questa squadra: non appena ritroverà fiducia dimostrerà sul campo tutte le sue qualità. Abbiamo una gran voglia di far bene.»
«Curioso, pure durante la prima esperienza da tecnico della prima squadra dovemmo affrontare tre partite in sette giorni, anche se non all’inizio. Non penso al Benevento, sono concentrato sulla Lazio. È vero che dobbiamo dosare le forze in previsione dei prossimi impegni – ha concluso Diego Lopez –, ma andiamo a Roma per giocarcela.»

Lazio – Cagliari sarà diretta da Luca Pairetto di Nichelino (figlio d’arte), assistenti di linea Luca Mondin di Treviso e Pasquale De Meo di Foggia. Quarto ufficiale Antonio Giua di Olbia. Addetti al VAR Fabrizio Pasqua di Tivoli e Antonello Balice di Termoli.

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Il Cagliari ha scelto Diego Lopez per guidare la squadra, dopo l’esonero di Massimo Rastelli, con un contratto che lo legherà al club rossoblù sino al 30 giugno 2019. Per il tecnico uruguayano, 43 anni, si tratta di un ritorno a Cagliari, dove è di casa, avendo vestito la maglia rossoblu da calciatore per ben 12 anni consecutivi, dal 1998 al 2010, e guidato la squadra dalla panchina per due stagioni, la prima in coppia con Ivo Pulga (2012/2013, 11° posto; 2013/2014, 15° posto). In precedenza aveva guidato prima i Giovanissimi rossoblu, poi la Primavera. Dopo aver contattato Massimo Oddo e Giuseppe Iachini, il presidente Tommaso Giulini ha scelto Diego Lopez che, intanto, proprio ieri ha rescisso consensualmente il contratto che lo legava ancora al Palermo, dopo l’esonero della passata stagione. Diego Lopez ritorna a Cagliari con Michele Fini (43 anni, originario di Sorso) come vice (anche lui ex calciatore rossoblu, è stato vice di Diego Lopez sia a Bologna sia a Palermo).

Diego Lopez verrà presentato questo pomeriggio, al termine del secondo allenamento odierno che è stato il suo primo della nuova esperienza alla guida del “suo” Cagliari.

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L’esonero di Massimo Rastelli era nell’aria e puntualmente è arrivato. La società rossoblu lo ha ufficializzato pochi minuti fa con un breve comunicato.

«Il Cagliari Calcio comunica di avere sollevato Massimo Rastelli dalla guida tecnica della prima squadra.

A Rastelli vanno i ringraziamenti per il lavoro svolto in oltre due anni con professionalità e passione. Protagonista nella vittoria del campionato di serie B e nel raggiungimento dell’undicesimo posto della passata stagione, a lui il più sentito in bocca al lupo per il prosieguo della carriera.

Viene interrotto il rapporto di collaborazione anche con l’allenatore in seconda Nicola Legrottaglie e con il tecnico Dario Rossi ai quali va un sincero ringraziamento per il lavoro svolto e la dedizione dimostrata.»

Al tecnico campano è stata fatale la quarta sconfitta consecutiva subita domenica con il Genoa, la terza casalinga, alla Sardegna Arena, come contro Sassuolo e Chievo, contro una diretta concorrente nella lotta per la salvezza.

Per la sostituzione di Massimo Rastelli circolano i nomi di Massimo Oddo, Giuseppe Iachini e Francesco Guidolin.

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Dopo il Sassuolo ed il Chievo, anche il Genoa ha violato la Sardegna Arena, infliggendo al Cagliari la quarta sconfitta consecutiva, la terza con dirette concorrenti nella lotta per la salvezza: 3 a 2 (reti di Galabinov all’8′, Taarabt al 35′, Paovoletti al 48′, Rigoni al 75′ e Joao Pedro su rigore al 79′). Al di là della sconfitta, è l’andamento della partita che preoccupa, considerato peraltro che i due portieri del Cagliari (Rafael è subentrato a Cragno, infortunato, nell’ultima mezz’ora), sono risultati i migliori in campo, sventando numerose occasioni da goal costruite da un Genoa che è sembrato rinato, dopo il disastroso avvio di stagione. Una delle poche note positive per il Cagliari è rappresentato dal primo goal in maglia rossoblu dell’ex Leonardo Pavoletti, che in avvio di ripresa ha illuso di poter riaprire la partita, poi richiusa dal terzo goal di Rigoni.

Il nuovo ko casalingo, inevitabilmente, mette in discussione la posizione del tecnico Massimo Rastelli che, a fine partita, ha riconosciuto la delicatezza del momento.

«Abbiamo disputato un primo tempo al di sotto delle nostre possibilità, facendo poco di quello che avevamo preparato in settimana, ovvero concedere pochi spazi e aspettare che il Genoa si scoprisse per colpire con veloci ripartenze – ha detto Massimo Rastelli –. Una squadra forte e fisica come il Genoa ne ha approfittato, muovendosi bene tra le linee: ha segnato due gol, ma avrebbe potuto farne altri. Il nostro errore, una volta preso il primo gol, è stato di volere andare subito a cercare di pareggiare, invece di mantenere gli equilibri ed attendere un loro rallentamento per prendere in mano la gara. Siamo stati bravi ad accorciare subito le distanze e a creare i presupposti per pareggiarla, anche col rigore di Joao Pedro, ma purtroppo è arrivata la sconfitta.»

«Un ciclo negativo mina le certezze ed agisce sulla testa e sulle gambe dei giocatori. Sapevamo che la partita era allo stesso tempo importante e pericolosa perché anche il Genoa cercava una vittoria scacciacrisi. I ragazzi si allenano con impegno – ha concluso Massimo Rastelli -, purtroppo in queste ultime quattro partite non hanno espresso quel che sanno fare.»

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Ritorna il campionato di serie A con le partite dell’ottava giornata e per il Cagliari, alla Sardegna Arena, c’è l’ostacolo Genoa (fischio d’inizio ore 15,00, dirige Davide Massa di Imperia, assistenti di linea Ranghetti e Bresmes, quarto uomo Serra, arbitro designato al Var Pairetto, addetto all’Avar Pillitteri). Reduce da tre sconfitte consecutive, le prime delle quali pesantissime, contro Sassuolo e Chievo (la terza sul campo della capolista Napoli), la squadra di Massimo Rastelli ha l’obbligo di tornare alla vittoria, per allontanare i fantasmi (sia quelli della quadra, risucchiata ai confini della zona calda della classifica, sia quelli personali, considerato che una nuova battuta d’arresto metterebbe fortemente in discussione la posizione del tecnico campano sulla panchina rossoblu).

Il Genoa ha solo 2 punti in classifica ma finora non ha avuto molta fortuna, perché per quanto espresso sul campo, la squadra allenata da Ivan Jurić (anche lui a rischio esonero) avrebbe meritato sicuramente un bottino di punti migliore.

Massimo Rastelli si attende molto dalla sua squadra in termini di orgoglio e di gioco, con un occhio particolare verso gli uomini più rappresentativi, soprattutto nel reparto offensivo, ad iniziare da Joao Pedro, Diego Farias e, soprattutto, Leonardo Pavoletti, il grande ex di turno, ancora alla ricerca del primo goal con la nuova maglia rossoblu. Sarà a disposizione anche Marco Sau. Prima convocazione per il difensore olandese Gregory van der Wiel. Il Genoa riproporrà in prima linea l’ex centravanti del Milan Gianluca Lapadula.

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Che non sarebbe stato il Napoli, per il Cagliari, l’avversario giusto per pensare ad un rilancio, dopo le due pesanti consecutive sconfitte casalinghe subite con Sassuolo e Chievo, lo si sapeva, ed il campo, al San Paolo, non ha fornito alcuna sorpresa. La squadra di Maurizio Sarri ha dominato l’incontro dall’inizio alla fine ed il punteggio avrebbe potuto assumere proporzioni ancora più pesanti se i partenopei, come fanno spesso spesso, non avessero sciupato tantissime occasioni.
Il Cagliari ha subito il primo goal dopo soli quattro minuti, autore Marek Hamsik, liberato solo davanti ad Alessio Cragno da Dries Mertens, e dopo ripetuti tentativi, il Napoli ha raddoppiato a 5′ dal riposo, su calcio di rigore, concesso dal direttore di gara per un fallo commesso dal giovane Romagna sullo scatenato Mertens che si è incaricato della battuta e non ha sbagliato. In avvio di ripresa il terzo goal, autore il difensore Koulibaly. La partita è finita praticamente lì.

Il campionato ora si ferma per gli impegni della Nazionale e alla ripresa il Cagliari affronterà alla Sardegna Arena il Genoa, in un’altra importantissima sfida-salvezza.

«Il Napoli è talmente bravo e veloce a fare girare la palla che ti manda fuori giri, diventa dura per gli avversari – ha commentato a fine partita Massimo Rastelli -. Dispiace se i ragazzi hanno potuto dare l’impressione di poca cattiveria o aggressività: non è così. Siamo stati in partita nonostante il gol subìto all’inizio, abbiamo mantenuto compattezza e non ci siamo disuniti sino alla fine. Il secondo gol è arrivato su rigore, il terzo su una palla inattiva.»

Massimo Rastelli resta fiducioso sul futuro e sulle prospettive della sua squadra che ha come obiettivo la salvezza.

«Il campionato è spezzato in tre tronconi, nel primo ci sono le squadre che lotteranno per il titolo, in quello di mezzo quelle che faranno un torneo tranquillo, nell’ultimo quelle che si giocheranno la salvezza. Il nostro torneo dipenderà dal percorso di continuità. Siamo partiti bene poi abbiamo pagato a caro prezzo una condizione non ottimale, fisica e mentale. Pesano le due sconfitte precedenti, non quella di oggi. Continueremo a lavorare – ha concluso il tecnico rossoblu -, solo così potremo tornare sul livello di inizio campionato.»

In un periodo certamente poco felice, è arrivata ieri la bella notizia della convocazione in Nazionale del giovane centrocampista Nicolò Barella, per le partite di qualificazione ai Mondiali contro Macedonia e Albania, in programma venerdì 6 ottobre a Torino e lunedì 9 contro l’Albania a Scutari.

Per Nicolò Barella è la prima convocazione nella Nazionale maggiore dopo aver vestito tutte le maglie delle Nazionali giovanili.

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Dopo le due sconfitte consecutive subite alla Sardegna Arena nei match con Sassuolo e Chievo, il calendario non avrebbe potuto proporre al Cagliari avversario peggiore del Napoli di Maurizio Sarri, autentica macchina da goal, capolista a punteggio pieno sulla stessa linea della scudettata Juventus (stadio San Paolo di Napoli, fischio d’inizio ore 12.30, arbitro Rosario Abisso di Palermo).

Sulla carta è una “sfida impossibile”. Il Napoli è stata finora un’autentica macchina da goal, trascinata dal suo trio d’attacco terribile Insigne-Callejon-Mertens. Massimo Rastelli recupera Diego Farias e Leonardo Pavoletti ma deve fare a meno di Fabio Pisacane, squalificato dopo l’espulsione rimediata sette giorni fa nel finale della partita con il Chievo, e di Luca Ceppitelli, infortunato.

«Andiamo a Napoli per fare la nostra gara – ha detto alla vigilia Massimo Rastelli -. Ci siamo allenati bene, lavorando nei minimi dettagli, cosa che non abbiamo potuto fare nel turno infrasettimanale. Abbiamo  recuperato fisicamente tutti quelli che avevano giocato tre partite in una settimana e gli acciaccati come Farias e Pavoletti, che hanno lavorato col resto della squadra negli ultimi due giorni e che quindi sono regolarmente convocati (leggi la lista completa).»

«Dovremo metterci massima concentrazione ed applicazione. I giocatori del Napoli sono talmente bravi a trovare soluzioni che non ti puoi permettere di arrivare in ritardo di una frazione di secondo. Non dovremo dare profondità, cercando di restringere gli spazi che loro riescono a trovare con una velocità di pensiero impressionante. Dobbiamo ripartire, rialzare la testa con coraggio, idee chiare e quella compattezza di gruppo che ci permetterà di superare questo momento e riprendere a fare le cose fatte sino alla partita di Ferrara. Giocare alle 12.30 è un orario insolito – ha concluso Massimo Rastelli -, ma daremo comunque il massimo.»

Diego Farias.

 

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In quattro giorni il calendario offriva al Cagliari una grande possibilità di spiccare il volo verso posizioni di classifica molto tranquille, dopo la splendida impresa di Ferrara, con due partite casalinghe con dirette concorrenti nella lotta per la salvezza: prima il Sassuolo, poi il Chievo. Massimo Rastelli non aveva nascosto le insidie che si celavano dietro questo doppio impegno davanti ai propri tifosi alla Sardegna Arena, ma certamente non avrebbe mai potuto pensare che la sua squadra sarebbe rimasta a mani vuote alle 17.00 di ieri, 24 settembre, al termine del secondo impegno, contro il Chievo.

Dopo il Sassuolo, anche il Chievo ha lasciato la Sardegna Arena con il bottino pieno ed al Cagliari resta tanto amaro in bocca ed altrettante occasioni per riflettere sugli errori commessi e sulla grande occasione mancata. La partita di ieri è stata equilibrata per tutto il primo tempo, equilibrio spezzato dal gol di testa segnato da Inglese (attaccante di grandi potenzialità, prossimo rinforzo della capolista Napoli di Maurizio Sarri) all’inizio del secondo tempo. A quel punto il Chievo ha stretto le maglie difensive ed trovato spazi invitanti per affondare in contropiede con il Cagliari inevitabilmente sbilanciato alla ricerca del goal del pareggio. Il Cagliari ci ha provato sino all’ultimo, senza fortuna e sempre più sbilanciato in avanti e in dieci per l’espulsione di Pisacane, ha incassato anche il secondo gol nei minuti di recupero.

«Il Chievo ha vinto meritatamente, ha sofferto nei primi 25’ poi piano piano ci siamo spenti e usciti dalla gara – ha commentato Massimo Rastelli a fine partita -. Una squadra di grandissima esperienza come il Chievo ne ha approfittato, è stata cinica e alla prima occasione ha fatto gol. Eravamo al terzo impegno in una settimana e le tante assenze si sono fatte sentire nella gestione della partita. Quando sono venute meno le energie e la gamba di qualche giocatore poi abbiamo iniziato ad allungarci e commettere errori banali: il Chievo è stato bravo a giocare su tutto questo. Le scelte sono state obbligate, avevo diversi infortunati e altri che avevano speso tanto nelle gare precedenti.»

«Prendiamo queste due gare come incidenti di percorso che possono capitare in un campionato – ha aggiunto il tecnico rossoblu -. Dal punto di vista fisico e mentale non siamo riusciti a ricaricare le batterie; abbiamo dimostrato all’inizio del campionato di essere una squadra tosta, con una identità, cogliendo due vittorie importanti, dobbiamo continuare su queste certezze.»

Domenica la squadra è attesa da una trasferta quasi “impossibile”, sul campo del Napoli. «Una partita difficile ma non mi piace partire battuto, le gare voglio giocarmele. Abbiamo una settimana tipo per preparare al meglio l’impegno – ha concluso Massimo Rastelli -, andiamo a Napoli per cercare di portare qualcosa a casa».