13 April, 2021
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Mattinata di audizioni, ieri, in commissione “Attività Produttive” sulla situazione delle società Igea e Carbosulcis e sulla proposta di legge di riordino delle professioni turistiche con particolare riferimento alle guide ambientali ed escursionistiche.

Igea e Carbosulcis:

La situazione delle due società regionali, una in house (Igea) e l’altra partecipata (Carbosulcis) è stata illustrata alla Commissione dai due commissari Michele Caria e Francesco Lippi.

«Il piano di chiusura dell’ex miniera di Nuraxi Figus, avviato nel 2014, va avanti – ha spiegato Francesco Lippi – stiamo rispettando le prescrizioni e le tempistiche indicate dalla Commissione europea. Nel 2018 c’è stato lo stop definitivo all’attività estrattiva e proseguiamo negli interventi di messa in sicurezza e bonifica del sito che si concluderanno nel 2026». Il commissario della Carbosulcis ha indicato alcune criticità riscontrate nell’attuazione del piano di dismissione: la gestione del personale e la chiusura della discarica delle ceneri provenienti dall’ex centrale Enel di Portovesme: «Sugli esuberi e gli incentivi all’esodo del personale il piano ha subito un rallentamento a causa di alcuni interventi legislativi – ha affermato Francesco Lippi – dai 450 dipendenti del 2014 siamo passati ai 130 attuali, 70 in più rispetto alle previsioni iniziali. Tra gli attuali dipendenti, il numero più consistente è rappresentato dagli impiegati. Per questo abbiamo attivato una procedura di mobilità  che ci consentirà di poter utilizzare 12 persone (10 provenienti da Igea e due dalla miniera di Olmedo) per portare a termine alcuni interventi di ripristino ambientale». Francesco Lippi ha poi parlato dello stato finanziario della società: «Il piano di chiusura aveva una dotazione di 100 milioni di euro per il periodo 2014-2027 – ha detto Francesco Lippi – gran parte delle risorse sono state incamerate, quando la miniera era attiva, sotto forma di aiuti di Stato. Oggi abbiamo in cassa circa 30 milioni di euro che non saranno sufficienti a raggiungere il traguardo del 2027. Il costo attuale è di circa 18 milioni all’anno. Ciò significa che dal 2023 occorrerà pianificare un nuovo percorso per arrivare alla definitiva chiusura della miniera».

Il commissario della Carbosulcis ha poi parlato dei progetti di riconversione, di ricerca scientifica e di promozione di nuova imprenditorialità che stanno interessando il sito: «La buona notizia di questi giorni arriva da Bruxelles – ha rimarcato Francesco Lippi – Nuraxi Figus, insieme a Taranto, sembra essere uno dei siti prescelti per i progetti di riconversione energetica nell’ambito del Green New Deal approvato dal Parlamento europeo e voluto dalla presidente Ursula von Der Leyen. Una partita da 350 milioni che rappresenta un’opportunità straordinaria per la Sardegna». Un’altra grande opportunità  per il rilancio del sito minerario è offerta dalla ricerca e dall’innovazione tecnologica: «Nel 2018 è partito il progetto ARIA, voluto dall’Istituto nazionale di fisica nucleare. La miniera di Seruci ospita la più grande torre di distillazione criogenica del mondo per la produzione di isotopi in purezza da impiegare nella ricerca della materia oscura. In futuro potrebbero esserci sviluppi commerciali con l’utilizzo degli isotopi in campo medico, farmaceutico, ambientale ed agricolo. Ci sono già importanti manifestazioni di interesse da parte di gruppi internazionali che la Regione sta valutando».

Non si parla più di chiusura, invece, per Igea che dopo le grave crisi di qualche anno fa, culminata nell’apertura di una procedura di liquidazione, è stata ricapitalizzata e ha ripreso la sua attività. «Siamo usciti dalla procedura di liquidazione nel 2017 – ha detto il commissario Michele Caria – da tre anni abbiamo ripreso con le bonifiche ambientali e assunto nuovi incarichi anche nel campo della messa in sicurezza le  miniere dismesse. Stiamo inoltre procedendo a un censimento dei siti che una volta concluso sarà trasmesso alla Regione per la predisposizione di un piano complessivo di interventi che avrà bisogno di molte risorse da reperire attraverso i fondi europei. E’ la prima volta nella storia che si predispone un piano di questa portata».

Caria ha poi annunciato il censimento del patrimonio immobiliare di Igea: «Abbiamo ereditato da Emsa un consistente numero di immobili – ha spiegato il commissario – sono oltre 4.500 le posizioni catastali censite. Vogliamo avere un  quadro complessivo del patrimonio disponibile per provvedere alla dismissione dei beni privilegiando la cessione, come previsto dalla legge 33, ai comuni che ne faranno richiesta per pubblica utilità. Igea non ha la forza di gestire un patrimonio di questa consistenza».

Anche Igea, come Carbosulcis, sta intanto pensando a possibili utilizzi alternativi dei siti minerari: «A Lula, nella miniera di Sos Enatos, va avanti un grande progetto di ricerca sulle onde gravitazionali promosso dall’Università di Sassari – ha sottolineato Michele Caria – un altro possibile utilizzo è quello dello stoccaggio di prodotti alimentari (vino e formaggio) per il quale ci sono già delle richieste presentate da alcuni gruppi imprenditoriali. Per finire con i progetti di recupero e riciclaggio dei rifiuti rimossi con le bonifiche».

Piena disponibilità a lavorare a progetti innovativi di sviluppo è arrivata dall’assessore dell’Industria Anita Pili: «E’ importante coinvolgere il Consiglio sul ruolo che le società partecipate potranno avere in questo percorso – ha detto Anita Pili – come assessorato stiamo pensando ad aprire alcuni tavoli tecnici per valutare le proposte. L’avvio della collaborazione per la mobilità del personale tra Igea e Carbosulcis è un importante passo in avanti che consentirà di valorizzare le risorse umane e realizzare una cultura d’impresa condivisa».

Proposta di legge su guide ambientali:

In Commissione va avanti l’esame della proposta di legge presentata dal centrosinistra, primo firmatario il consigliere del Pd Salvatore Corrias, per il riordino delle professioni ambientali. Obiettivo: consentire alle guide ambientali che operano in Sardegna di specializzarsi per poter accompagnare i turisti su percorsi escursionistici attrezzati.

Il parlamentino presieduto da Piero Maieli ha sentito il direttore generale dell’assessorato del Turismo Angela Maria Porcu che ha rilevato alcuni possibili profili di illegittimità costituzionale. «E’ una materia sottoposta alla competenza legislativa concorrente Stato-Regioni che riserva allo Stato la definizione dei principi fondamentali – ha detto Anna Maria Porcu – la proposta di legge interviene su professioni specialistiche che prevedono l’uso di materiali e attrezzature riservati in modo esclusivo alle guide alpine. In passato ci sono stati diversi tentativi di introdurre figure simili che sono stati però vanificati dall’intervento della Corte Costituzionale. Per questo la Giunta sta pensando di avviare dei corsi, in collaborazione con il Conaga (Collegio nazionale delle guide alpine) che permettano alle guide ambientali della Sardegna di conseguire il titolo di Guida alpina o Accompagnatore di media montagna, qualifiche disciplinate dalla legge nazionale n.2 del 1989. In questo modo anche le nostre guide potrebbero accompagnare gli escursionisti nei percorsi ferrati, con corda o in pareti rocciose».

Di diverso avviso il primo firmatario della proposta di legge: «Siamo consapevoli delle criticità presenti nella proposta ma riteniamo che possano essere superate – ha detto Salvatore Corrias – questa iniziativa non mira a creare nuove professioni ma a dare una specializzazione alle guide che già lavorano nei nostri territori. Vogliamo mettere i nostri ragazzi nelle condizioni di operare al meglio. I tratti da percorrere in “ferrata” o con l’ausilio di una corda sono brevi, non è necessaria la presenza di una guida alpina, basta una formazione adeguata che consenta alle guide ambientali di offrire i loro servizi in massima sicurezza».

Posizione condivisa dai rappresentanti delle guide sarde: «Il turismo ambientale non è lo stesso di 20 anni fa – ha detto Alessandro Abis, vice presidente dell’AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche)occorre cambiarlo ed innovarlo. La proposta di legge non è finalizzata alla creazione di nuove figure professionali, si tratta solo della possibilità di dare una ulteriore qualifica alle guide esistenti. La legge nazionale del 1989 non è sacra come hanno dimostrato diverse sentenze del Tar. E’ una norma obsoleta, la proposta di legge va nella giusta direzione. L’esclusiva alle guide alpine dovrebbe essere riservata solo per i percorsi alpini, in questo caso si parla di percorsi escursionistici attrezzati».

«Non vogliamo alzare muri contro le guide alpine – ha aggiunto Gianluigi Paffi di Guide Confesercenti – noi siamo per la massima collaborazione. Ciò che occorre evitare è l’abuso della professione».

«Le guide sarde devono essere messe nelle condizioni di svolgere al meglio il loro lavoro – ha detto Luciano Murgia, rappresentante delle Guide del Supramonte – il turismo ambientale è completamente cambiato nell’ultimo decennio, i professionisti sardi devono essere messi nelle condizioni di svolgere attività che oggi sono precluse. Vogliamo lavorare a casa nostra, il futuro dei piccoli paesi dipende anche da questo.»

Massima disponibilità ad appoggiare le richieste degli operatori è arrivata da tutte le forze politiche rappresentate in Commissione. «Ci confronteremo con la Giunta e con gli uffici per trovare una soluzione percorribile – ha detto il presidente Maieli – le richieste degli operatori sono legittime, nostro obiettivo è dare la possibilità alle guide sarde di lavorare nel nostro territorio e di offrire ai turisti servizi sempre più efficienti e sicuri».

 

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Nel corso del tavolo d’incontro tra l’Amministrazione regionale, il comune di Iglesias e la società IGEA SpA, convocato lunedì 3 febbraio presso l’assessorato dell’Industria della Regione Sardegna, sono prevalse le ragioni esposte dall’Amministrazione comunale, circa il contratto di comodato d’uso dei siti minerari nel comune di Iglesias.
L’assessorato regionale dell’Industria ha reso pubblica una nota nella quale si ribadisce la piena responsabilità del comune di Iglesias nella gestione dei siti e nelle questioni inerenti la sicurezza, già affrontate in sede di conferenza di servizi e confortate dal parere positivo degli Enti preposti, tra i quali non risulta compresa la società IGEA, alla quale sono state riperimetrate le concessioni minerarie escludendo la competenza della Società nella gestione dei siti interessati dalle attività turistiche.
La nota si conclude invitando le parti a proseguire nel rapporto contrattuale, al fine di dare continuità alle attività turistiche nei siti in questione.
La Regione sottolinea come le motivazioni addotte da IGEA non trovino riscontro nei contratti di comodato d’uso, che anzi esplicitano – nell’art. 5 – le responsabilità di IGEA nella manutenzione ordinaria e straordinaria dei siti minerari, per i quali, il Piano di gestione adottato dalla Giunta Regionale, assegna alla Società 1.200.000,00 euro l’anno.
«E’ la conferma di quanto sostenuto fin dall’inizio – ha detto il sindaco Mauro Usai -. Si poteva evitare questa figuraccia? Sicuramente sì. E’ ora che la Società IGEA faccia quello per cui è nata e per cui i cittadini sardi la pagano. Da troppo tempo IGEA si comporta come se fosse una repubblica autonoma, manifestando atteggiamenti poco costruttivi per quanto riguarda il rilancio e la valorizzazione delle aree ex minerarie.
La cosa più sconcertante – ha aggiunto Mauro Usai -, è stata quella di apprendere che, tra tutti i contratti che riguardano i siti minerari, gli unici contestati da IGEA sono quelli che riguardano il comune di Iglesias, a riprova di come questa contestazione scomposta e immotivata sia solo una ripicca a seguito dei passi doverosi che l’Amministrazione comunale ha dovuto intraprendere nei confronti della Società, al fine di tutelare la sicurezza dei cittadini e del territorio.»
«In qualità di presidente della commissione di Indagine del comune di Iglesias, sulle aree minerarie dismesse – ha spiegato la consigliera comunale Valentina Pistisho avuto modo di sentire l’assessore regionale dell’Ambiente e quello dei Lavori pubblici. Sarà mia cura sentire nei prossimi giorni l’assessore regionale dell’Industria, e contestualmente chiederò, ancora una volta, l’audizione del dott. Michele Caria, Amministratore Unico di IGEA, che fino a questo momento si è sottratto al confronto – ha concluso Valentina Pistis -. IGEA ha un ruolo fondamentale per lo sviluppo del nostro territorio, solo se si uniscono le forze tra gli Enti, con autorevolezza e programmazione, possiamo invertire la tendenza.»

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L’’aula consiliare del comune di Sant’Antioco ha ospitato lunedì pomeriggio un convegno organizzato dalla Cgil e dalla Filctem Cgil con il patrocinio del comune di Sant’Antioco, nel corso del quale è stato fatto un focus sulle bonifiche e, in particolare, sul caso della Seamag di Sant’Antioco, le cui operazioni di risanamento ambientale non sono state ancora terminate, nonostante siano trascorsi parecchi anni dalla dismissione della fabbrica che sorgeva alle porte del centro abitato, rimasta in attività dal 1965 al 1997.

Dopo la relazione introduttiva svolta da Emanuele Madeddu, segretario territoriale (Sulcis Iglesiente e Medio Campidano) Filctem, ed i saluti del sindaco di Sant’Antioco Ignazio Locci e del segretario della Camera del Lavoro territoriale (Sulcis Iglesiente e Medio Campidano) Antonello Congiu, la relazione tecnica è stata fatta da Mario Cabriolu (“Bonifica e progettazione area Seamag”). Sono poi intervenuti i capi di gabinetto degli assessorati regionali dell’Industria Alberto Urpi e Vincenzo Corrias; l’amministratore unico di Igea, Michele Caria; il portavoce del Comitato Porto Solky, Rolando Marroccu; l’ex coordinatore del Piano Sulcis, Tore Cherchi. Ha concluso lavori, coordinati dal segretario regionale della Filctem, Francesco Garau, il segretario generale della CGIL sarda Michele Carrus.

Allegati gli interventi dei capi di gabinetto degli assessorati regionali dell’Industria Alberto Urpi e Vincenzo Corrias e dell’amministratore unico di Igea, Michele Caria. Alberto Urpi ha annunciato l’avvio delle bonifiche.

               

 

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L’ingresso di Sant’Antioco ai tempi della Sardamag (poi Seamag).

Questo l’argomento del convegno che si terrà lunedì 25 novembre, alle 16.30, nell’aula consiliare del comune di Sant’Antioco, Piazzetta Italo Diana, 1. Organizzato dalla Cgil e dalla Filctem Cgil con il patrocinio del Comune di Sant’Antioco,  propone un focus sulle bonifiche e, in particolare, sul caso della Seamag di Sant’Antioco, le cui operazioni di risanamento ambientale non sono state ancora terminate, nonostante siano trascorsi parecchi anni dalla dismissione della fabbrica che sorgeva alle porte del centro abitato.

Il programma prevede la relazione introduttiva di Emanuele Madeddu, segretario Filctem SSO, i saluti del sindaco di Sant’Antioco Ignazio Locci e del segretario della Camera del Lavoro SSO Antonello Congiu. Seguiranno la relazione tecnica di Mario Cabriolu (“Bonifica e progettazione area Seamag”) e gli interventi degli assessori regionali dell’Industria, Anita Pili, dei Lavori pubblici, Roberto Frongia, e dell’Ambiente, Gianni Lampis, nonché dell’amministratore unico di Igea, Michele Caria. Concluderà io lavori il segretario generale della CGIL sarda Michele Carrus. Coordina i lavori Francesco Garau, segretario regionale Filctem.

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Per i prossimi 3 anni i 27 lavoratori della miniera di bauxite di Olmedo (Sassari) lavoreranno alle dipendenze di Igea nell’ambito della convenzione Ati-Ifras relativa ai siti minerari dismessi.

La notizia al termine di un incontro fra i lavoratori, il presidente del Consiglio Michele Pais, l’amministratore unico di Igea Michele Caria ed il segretario dell’Ugl Simone Testoni. «Sono molto soddisfatto – ha dichiarato il presidente del Consiglio – per la soluzione positiva, lungamente attesa, di una vertenza difficile che dà finalmente ai lavoratori un futuro di certezze e stabilità.»

«Con la mia presenza qui nella miniera – ha concluso il presidente – ho voluto anche dare la prima testimonianza concreta dell’impegno annunciato fin dal primo giorno del mio insediamento: operare attivamente con meno forma e più sostanza interpretando in modo dinamico il ruolo di una istituzione che non si chiude nel palazzo e sceglie di stare fra la gente.»

 

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Il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, l’assessore dell’Industria, Maria Grazia Piras, e l’amministratore di IGEA SpA, Michele Caria, hanno presentato questa mattina, nella sede di IGEA, a Campo Pisano, nel corso di una conferenza stampa, il Piano Industriale della società in house della Regione.

Il Piano Industriale 2018-2021, predisposto dalla società ed approvato dalla Giunta regionale con deliberazione n° 41/51 dell’8 agosto scorso, supera completamente ogni previsione di crisi aziendale e rappresenta il piano di rilancio che consente alla società di intervenire in modo significativo al servizio dell’Amministrazione regionale per l’esecuzione delle bonifiche dei luoghi, con particolare riguardo alle bonifiche in ambito minerario.

Nel corso della conferenza stampa è stato sottolineato come, dopo aver registrato nel quinquennio 2009/2013 risultati costantemente negativi, IGEA dal 2014 presenta un utile di esercizio ed una capacità di realizzazione di interventi in continua crescita, con valore della produzione pari nel 2015 a 13,3 milioni di euro, nel 2016 di 15,2 milioni di euro, nel 2017 di 16,4 milioni di euro.

Gli interventi, dapprima concentrati nelle attività di manutenzioni e messa in sicurezza minerarie, hanno iniziato a svilupparsi maggiormente verso la bonifica dei territori inquinati da attività mineraria e la valorizzazione del patrimonio immobiliare e documentale. IGEA è titolare del più importante archivio minerario d’Europa (oltre 5 km lineari di documenti).

Dal 2015 la società ha dato nuovo impulso alle attività propedeutiche alla cessazione dei titoli minerai portando a termine la messa in sicurezza dei siti, consentendo la restituzione delle aree minerarie alla libera fruizione degli aventi diritto (enti e privati).

Nel 2016 sono state avviate le procedure per la cessione definitiva della parte turistica del sito per Porto Flavia e Galleria Henry ai Comuni di Iglesias e Buggerru e della Galleria Anglo Sarda al comune di Guspini, mentre è in corso l’avvio da parte dei Comuni interessati, per la cessione degli altri siti turistici.

Sempre nel 2016, è stata avviata l’attività di smaltimento dei rifiuti nell’area ex Seamag di Sant’Antioco e nel mese di agosto 2017, perfettamente in linea con il cronoprogramma presentato, è stato concluso l’intervento di smaltimento.

Nel 2017 sono stati presentati i progetti per l’esecuzione delle bonifiche dell’area ex Seamag di Sant’Antioco e dell’area di Montevecchio, per le quali sono in corso le relative conferenze di servizio.

A fine 2017, a seguito dell’approvazione del “Progetto definitivo-operativo degli interventi di bonifica e messa in sicurezza dell’area mineraria dismessa di Santu Miali”, a Furtei, presentato da IGEA, sono state avviate le attività di progetto ed inaugurato il cantiere di bonifica e, nel frattempo, sono proseguite le attività di custodia, gestione e messa in sicurezza d’emergenza del sito.

Il Piano prevede lavori per 161,7 milioni di euro in 4 anni, investimenti per 7,6 milioni di euro e l’assorbimento circa 130 unità (oggi i dipendenti IGEA sono 310), fra assunti a tempo indeterminato e determinato. Prevede inoltre il pagamento integrale di tutti i debiti pregressi del periodo di crisi ante 2014, in questo momento dilazionati con i fornitori ed il mantenimento del sostanziale equilibrio finanziario che IGEA ha raggiunto. Proseguiranno le attività di chiusura e messa in sicurezza dei siti minerari, consentendo la restituzione di ulteriori aree alla libera fruizione degli aventi diritto (enti e privati).

E’ prevista, infine, un’evoluzione dell’attività, con una marcata specializzazione nel campo delle bonifiche:

  • Bonifica nell’area di Santu Miali a Furtei;
  • Bonifica delle aree industriali all’interno del comune di Sant’Antioco, a partire dai lavori nell’area Palmas Cave;
  • Successive fasi di bonifica dell’area industriale ex Seamag nel comune di Sant’Antioco;
  • Bonifica dell’area mineraria di Masua;
  • Bonifica dell’area mineraria dismessa di Montevecchio Ponente;
  • Altri lavori nelle aree minerarie di San Giorgio per la regolarizzazione e stabilizzazione delle discariche e delle aree degradate.

Dal punto di vista finanziario, i principali impegni di IGEA saranno appunto la bonifica del sito di Santu Miali a Furtei, per la quale sono previsti lavori pari a 67,7 milioni di euro. Altra attività di rilievo è il proseguo della messa in sicurezza e chiusura e recupero ambientale degli oltre 50 siti minerari propri di IGEA, che vedrà impegnata la società in un arco temporale di medio/lungo periodo, con una previsione di circa 68,7 milioni di euro.

Al termine della conferenza stampa è stata effettuata una visita in alcuni siti ex minerari della zona oggetto di interventi da parte di IGEA.

                           

 

 

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Il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, l’assessore dell’Industria, Maria Grazia Piras, e l’amministratore di IGEA SpA, Michele Caria, domani venerdì 7 settembre, alle ore 9.30, nella sede di IGEA, a Campo Pisano, Iglesias, terranno una conferenza stampa per illustrare i dettagli del Piano Industriale della società in house della Regione. Seguirà una visita in alcuni siti ex minerari della zona oggetto di interventi da parte di IGEA.

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Si è svolta questa mattina la cerimonia del taglio del nastro per il restauro della pensilina di San Giovanni in Miniera, nella frazione di Bindua, a Iglesias, alla presenza dell’assessore dell’Industria, Maria Grazia Piras, insieme all’amministratore di IGEA, Michele Caria, il presidente del Parco Geominerario, Tarcisio Agus, il sindaco di Iglesias, Mauro Usai, il consigliere regionale Gianluigi Rubiu e rappresentanti dei sindacati e delle associazioni dei minatori. Il sontuoso ingresso, noto anche come ‘Ponte Cartau’, rappresenta l’accesso alle bellezze del Parco Geominerario, tra cui la Grotta di Santa Barbara, visitata ogni anno da migliaia di turisti.
La pensilina venne eretta negli anni ‘50 a sottolineare l’importanza del complesso minerario che racchiude. La ristrutturazione, a cura di IGEA, è costata circa 150 mila euro e i lavori sono durati un anno e mezzo.

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La Giunta regionale, su proposta dell’assessore dell’Industria Maria Grazia Piras, ha approvato il bilancio al 31 dicembre 2017 di IGEA S.p.A. Anche nel 2017 il bilancio della partecipata è in attivo e IGEA si rafforza proseguendo nell’attività di contenimento della spesa e di risanamento. Confermato per altri tre anni l’amministratore unico Michele Caria. Sempre su proposta dell’assessore Maria Grazia Piras, è stato approvato il bilancio 2017 di un’altra partecipata, Fluorite di Silius S.p.A. in liquidazione.
Su proposta dell’assessore della Sanità, Luigi Arru, sono stati assegnati 11 milioni e 580mila euro all’Areus. Le risorse saranno ripartite in quote mensili a partire dal prossimo mese di agosto. La Giunta ha poi approvato il bilancio preventivo e quello di previsione pluriennale 2018-2020 dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna così come deliberato dal Consiglio di amministrazione dello stesso Istituto.
Non sarà sottoposto all’ulteriore procedura di valutazione di impatto ambientale, condizionato alle prescrizioni, l’intervento per l’impianto di smaltimento e recupero di rifiuti pericolosi a Settimo San Pietro e quello per la produzione di conglomerati bituminosi e il recupero di rifiuti speciali non pericolosi nella zona di Sassari. Su proposta dell’assessore Donatella Spano la Giunta ha inoltre accolto una richiesta di subentro nella titolarità della delibera n. 9/33 di febbraio 2018, relativa all’intervento per la coltivazione nella cava Calzoneddu a Bonorva. Ha quindi prorogato l’efficacia temporale della delibera n. 16/10 di settembre 2013, relativa all’intervento denominato “Realizzazione di un impianto per la generazione di energia elettrica da fonte solare fotovoltaica della potenza nominale di 4,032 3/3 MWp sito in agglomerato industriale di Ottana, comune di Bolotana (NU)”, proposto dal Consorzio Industriale Provinciale di Nuoro, richiamandone integralmente le prescrizioni.
La Giunta ha concesso il nulla osta all’esecutività sul bilancio di previsione per gli anni 2018-2020 dell’Agenzia regionale Laore Sardegna. Sempre su proposta dell’assessore dell’Agricoltura, Pier Luigi Caria, il nulla osta è stato concesso all’Agenzia Argea Sardegna sul bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2018 e pluriennale per il 2018-2020. L’Esecutivo ha inoltre dato il via libera a Laore Sardegna per trasferire gratuitamente in proprietà al comune di Terralba un terreno, ubicato nel medesimo Comune, per destinarlo ad uso di pubblico generale interesse. Il terreno è ricompreso all’interno della perimetrazione del SIC “Stagno di Corru S’Ittiri”, caratterizzato dalla presenza di habitat naturali, specie animali e vegetali. Il Comune intende realizzare nel sito un progetto di valorizzazione ambientale del terreno, rendendolo fruibile a fini didattici e turistici compatibili con la tutela ambientale ed in armonia con gli obiettivi del Piano di gestione del SIC. Il comune di Terralba si farà carico di tutte le operazioni tecniche necessarie, nonché delle spese relative, inerenti al trasferimento del bene.

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Altri cinque lavoratori saranno impiegati nella miniera di Olmedo. Salgono così a 17 le unità lavorative attualmente in forza a IGEA che ha in carico le attività di manutenzione e messa in sicurezza del sito. «C’è l’impegno mio personale e della società in house della Regione per arrivare alla ricollocazione di ulteriori cinque lavoratori che dal 18 luglio prossimo usciranno dal sistema degli ammortizzatori sociali e che rischierebbero perciò di trovarsi in una situazione di forte disagio», afferma l’assessora dell’Industria, Maria Grazia Piras. Oggi a Cagliari si è svolto un incontro tra lo stesso assessore, l’amministratore unico di Igea, Michele Caria, i sindacati e una delegazione dei lavoratori della miniera di Olmedo per un esame della vicenda che riguarda il sito produttivo.
La riunione è servita per fare una verifica a tutto campo sul verbale d’accordo siglato nello scorso mese di aprile in merito all’andamento delle attività nel sito dopo l’assunzione a tempo determinato in IGEA di 12 minatori. Gli ulteriori cinque lavoratori da inserire nell’ambito delle attività affidate a IGEA verranno scelti attraverso una selezione pubblica. Dall’incontro, inoltre, è emerso che si attendono le verifiche per incrementare ulteriormente i livelli occupati con i progetti del programma Lavoras in capo alle amministrazioni comunali. Per quanto riguarda il futuro del sito, invece, è in pieno svolgimento l’avviso di procedura a evidenza pubblica, pubblicato il 6 giugno scorso, per il conferimento della concessione di coltivazione del giacimento di bauxite nella miniera. La scadenza del bando è fissata per il 5 novembre di quest’anno e l’auspicio è che eventuali soggetti imprenditoriali interessati possano presentare quanto prima le istanze per la concessione.