6 July, 2022
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Vent’anni di attività che hanno cambiato il volto dell’ex isola carcere che, trasformata in oasi naturalistica, ha puntato a preservare l’ambiente e la natura dei suoi 52 km quadrati di superficie. Un traguardo che il Parco nazionale dell’Asinara il 28 novembre festeggerà con un annullo filatelico e la possibilità di timbrare i francobolli creati nel 2007 e nel 2015. Un’occasione per ricordare la nascita di quell’area e dell’istituzione Parco, avvenuta grazie al decreto del ministero dell’Ambiente che perimetrò l’intera isola. Da quel 28 novembre 1997 è passato un ventennio e l’Ente di via Josto ha lavorato con impegno per raggiungere gli obiettivi istituzionali.

In questo periodo si sono succeduti tre presidenti: Eugenio Cossu, Pietro Deidda e Pasqualino Federici. Da oltre un anno le funzioni di presidente sono esercitate dal vicepresidente Antonio Diana, coadivato dal consiglio direttivo composto da Marco Vannini, Luciano Mura, Sean Wheeler, Gigi Pittalis, Delfo Poddighe, Riccardo Paddeu e Angelo Amelio e dal direttore Pierpaolo Congiatu.

«Il parco si è contraddistinto per aver puntato da subito sulla conservazione della natura e la cura della biodiversità dell’isola – afferma il vicepresidente Antonio Diana – con un occhio di riguardo all’educazione ambientale e alla ricerca scientifica. È importante ricordare che il Centro di educazione ambientale alla sostenibilità Ceas Asinara ha ottenuto l’eccellenza della regione Sardegna, e ospitato migliaia di ragazzi di tutte le scuole della Sardegna.»

Vent’anni durante i quali il Parco non ha mai dimenticato la storia dell’isola che lo ospita, con la realizzazione dell’Osservatorio della Memoria a Cala d’Oliva volto al recupero degli archivi del carcere. E poi la Casa del Parco e il recupero delle strutture di Cala Reale. La realizzazione dell’Osservatorio del mare alla casa del fanalista, il centro di recupero animali marini, l’Osservatorio della fauna a Tumbarino, con oltre un ventennio di attività di studio delle migrazioni, rappresentano poi i fiori all’occhiello dell’attività di valorizzazione della natura che il parco ha costantemente ricercato.

«Il turismo sostenibile – aggiunge Antonio Diana – con la creazione di un sistema di operatori e di servizi per la visita sull’isola ha rappresentato un altro punto fermo per il Parco che deve puntare a aprirsi al territorio e al mondo. Si sono sviluppate oltre 50 microaziende con più di 300 addetti che offrono attività come escursioni a vela, visite guidate, pesca turismo, bici, trekking, cavallo.»

Numerosi gli eventi organizzati quest’anno per festeggiare questi lunghi 20 anni di attività. A partire dalla giornata di pulizia delle spiagge dell’Asinara, organizzata dagli operatori del parco, per passare alla festa di Legambiente e al seminario sulle aree protette che ha posto l’accento sull’importanza anche delle aree marine. E ancora il Life Cleansea Life, la liberazione di tartaruge marine curate all’Asinara, Monumenti Aperti, l’apertura del sito archeologico sommerso di Cala Reale, la “Officina Cosmetica Farmasinara”, il viaggio del Postale, la rassegna di cinema Pensieri&Parole a Cala Reale, quindi dalla rassegna di poesia sardo-catalana con Obra Cultural di Alghero, la traversata a nuoto Fornelli-Porto Torres, l’Osservatorio della memoria al tour della Pace in bici dall’Ungheria all’Asinara, dalla scuola residenziale di economia e ecologia all’annullo filatelico. È proprio da qui, punto di partenza e di arrivo allo stesso tempo, che il Parco vuole proseguire la sua attività. In occasione dell’annullo, intanto, potranno essere timbrati i francobolli realizzati nel 2007, in occasione dei 10 anni del parco e che nel bozzetto di Anna Maria Maresca rappresenta le razze italiane di asini da tutelare e tra queste quella sarda e quella dell’Asinara, e nel 2015 con un’opera di Giustina Milite che ritrae il faro dell’Asinara.

«Sono ancora tanti gli obiettivi che il Parco ha davanti a sé – conclude il vicepresidente Antonio Diana – sfide importanti che metteranno al centro l’isola dell’Asinara, bene comune di tutto il territorio. La nostra ambizione è quella di far diventare il parco un centro europeo di scienza e cultura.»

Tra i progetti in cantiere quello per la scuola residenziale di formazione all’ex carcere di Campo Perdu, quello che punta a un’isola a emissioni zero e che grazie ai fondi dellla Fondazione di Sardegna potrà portare a un futuro solo con macchine elettriche che circoleranno sull’isola. Si lavora anche al libro dei venti anni del Parco, al concorso di idee per l’ex carcere di Fornelli porta del parco, alla videosorveglianza del Parco, al marchio del Parco, un processo di qualificazione delle aziende del parco e del territorio, e alla nuova e prestigiosa sede del Parco a Porto Torres nel 2018.

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Dopo una sentenza del Tribunale di Cagliari e la conseguente applicazione della legge “Severino”, nel corso della seduta odierna del Consiglio regionale, a Oscar Cherchi (Forza Italia), in base alla decisione della Giunta per le elezioni, è subentrato dopo un rilievo sull’ineleggibilità del candidato Emanuele Cera, il candidato Domenico Gallus.

La surroga del consigliere Oscar Cherchi a favore di Domenico Gallus è stata approvata con 29 voti favorevoli, 11 contrari e 3 astenuti; subito dopo il neo consigliere Gallus ha prestato giuramento.

Successivamente l’Assemblea ha iniziato ad esaminare il Testo unificato sulla raccolta e la commercializzazione dei funghi epigei ed ipogei ed il presidente ha dato la parola al relatore Eugenio Lai (Art. 1 – Sdp) per illustrare il provvedimento.

Aprendo il suo intervento Lai ha affermato di sentirsi «in imbarazzo perché, in effetti, non è cambiato nulla rispetto a 15 giorni fa: molti consiglieri non conoscono la legge, molti, pur conoscendola, hanno presentato emendamenti che la modificano in profondità, nell’Aula si registrano significative divisioni». «Per cui – ha proseguito – è arrivato il momento di discutere la legge ma se qualcuno ha opinioni diverse (anche radicali) è bene che le manifesti, purché non si continui con la politica del rinvio con motivazioni strumentali, perché la Sardegna ha bisogno di una legge». «Anche perché – ha detto ancora Lai – stanno nascendo complessi contenziosi giudiziari, molte amministrazioni stanno procedendo con regolamenti fai da te e il territorio sta subendo gravi danni ambientali causati dalla raccolta selvaggia». «Se non si discute oggi – ha avvertito il consigliere – mi dimetto da relatore, purché credo che tutti debbano assumersi la responsabilità di non intervenire».

Il capogruppo di Forza, Italia Pittalis, ha ricordato che la questione è stata affrontata in conferenza dei capigruppo ma, nello stesso tempo, ha richiamato l’attenzione del presidente Ganau sulla necessità che, nella prossima riunione, il presidente Francesco Pigliaru riferisca al Consiglio sulla crisi politica della Regione e sulla questione degli assessorati vacanti.

Iniziando la discussione generale il consigliere Pier Mario Manca (Pds) ha dichiarato che «la Regione ha bisogno di una legge organica su raccolta commercializzazione dei funghi unita alla salvaguardia dell’eco sistema». Il testo, a suo avviso, «raccoglie proposte diversificate e risente probabilmente di un certo appesantimento burocratico, anche se non vanno dimenticati gli aspetti positivi: la distinzione dei tesserini fra raccoglitori amatoriali e professionali, i permessi speciali a pagamento per i non residenti e la formazione, tutte misure che assicurano un impatto minimo sui territori; così come sono positivi gli interventi per la salvaguardia dell’habitat naturale e la tutela della salute dei raccoglitori e dei consumatori, anche per gli ipogei che in alcune zone stanno diventando fonti di integrazione al reddito per molte comunità della Regione».

Il consigliere dei Riformatori Luigi Crisponi ha lamentato, come già era stato evidenziato nel dibattito precedente, «la presenza di appesantimenti burocratici mentre singolarmente vengono trascurate le competenze dell’assessorato della Sanità che invece va coinvolto proprio per introdurre norme a tutela della corretta conoscenza del prodotto ed inoltre, quanto ai tesserini, occorre che possano essere rilasciati on line, cosa che ora non è possibile». Ci sono poi altre dimenticanze, secondo Crisponi, «che vanno senza dubbio corrette, se si vuole anche in Aula, a cominciare dalla commercializzazione in cui vanno messe a punto le differenze fra epigei e ipogei (tartufi) con questi ultimi che fanno registrare movimenti interessanti di mercato».

Il vice capogruppo del Pd Roberto Deriu, concordando in buona parte con le osservazioni di Crisponi e dello stesso relatore Lai, ha osservato che «il testo risente di composizioni e ricomposizioni per cui non può essere approvata cosi com’è e ci sono molte osservazioni da fare, a partire da una sorta di regionalizzazione dei funghi piuttosto discutibile, da un sistema di autorizzazioni troppo macchinoso e da una burocrazia aggiuntiva non adatta all’argomento, una sorta di nuova burocrazia del fungo scientifica e tecnica appesantita oltretutto da sanzioni eccessive». «Ci sono insomma molte cose su cui riflettere ancora anche in commissione – ha concluso Deriu – senza dimenticare che si sta intervenendo su rapporto fra uomo e terra e sulla salute del bosco, abbastanza per chiedersi se la legge in esame è fatta bene».

Dopo l’on. Roberto Deriu ha preso la parola l’on. Lorenzo Cozzolino (Pd), che ha definito questa legge «un notevole passo avanti che va a tutelare un bene economico privo a oggi in Sardegna di tutele normative. Molto ancora si può e si deve fare per emendare la proposta, come le norme sulla modalità per il rilascio del patentino per la raccolta».

Per l’on. Antonio Solinas (Pd) «non serve entrare pere la seconda volta nel merito di una proposta che il Consiglio conosce bene. Questa non è una legge che nasce per punire ma per prevenire sotto il profilo sanitario i rischi derivanti da una vendita e da un commercio indistinti dei funghi. Ma tutti gli emendamenti presentati priverebbero di  senso questa proposta, al punto che sarebbe meglio lasciare le cose come sono».

Ha preso poi la parola l’on. Attilio Dedoni (Riformatori sardi), che ha detto: «La Sardegna attende l’approvazione di questa norma e mi chiedo chi sia interessato dentro quest’Aula a che la legge non passi. C’è un grande giro di affari tra Sardegna e Umbria, dove il prodotto sardo viene preso, venduto e trasformato come se fosse di Norcia».

Per l’on Gianluigi Rubiu (Udc) «questa è una legge burocratizzante e punitiva. Una legge preistorica, che nasce per complicare la vita ai sardi. In particolare, sono ridicole le norme sul rilascio del tesserino che abilita alla raccolta. Che senso ha consentire a chi ha 65 anni di effettuare la raccolta senza il patentino ma solo nel territorio comunale? E siete sicuri che tutti conoscono i confini?».

L’assessore all’Ambiente, Donatella Spano, ha preso la parola per la Giunta e ha detto: «La Regione ha senza dubbio necessità di una normazione puntuale del settore, sia per gli aspetti sanitari che per quelli economici. Alcuni funghi sono poi un ottimo indicatore biologico della qualità dei nostri ecosistemi  e vanno pertanto considerate le modalità di raccolta e di commercializzazione. Un apporto dell’assessore alla Sanità, peraltro, può essere importante».

Il presidente Gianfranco Ganau ha dato poi la parola all’on. Eugenio Lai, che ha detto. «Se c’è l’assessorato pronto a garantire che lavorerà su questa legge velocemente, possiamo essere d’accordo sul ritorno in commissione del testo. Non possiamo però perdere tempo: vogliamo un impegno chiaro della Giunta».

L’on. Piermario Manca (Pds) ha chiesto «date certe, una volta per tutte. Se è necessario sospendiamo il Consiglio e vediamo in commissione gli emendamenti».

L’on. Domenico Gallus ha chiesto il ritorno in commissione del testo di legge e ha rivolto dai banchi un saluto all’on. Oscar Cherchi. «Mi tocca l’onore ma anche il dispiacere di sostituirlo. Dichiaro sin d’ora che in questo anno di presenza in Consiglio regionale non avrò vincolo di partito e di coalizione».

Su proposta del presidente l’Aula ha votato a favore del rinvio in commissione della legge.

L’Aula ha deciso di rinviare alla prossima seduta di mercoledì prossimo 21 giugno (ore 10.00) la nomina del Difensore civico e del Garante regionale per l’Infanzia.