14 April, 2021
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E’ stato siglato oggi il protocollo d’intesa tra la Polizia di Stato e SOGAER, gestore dell’aeroporto di Cagliari, per la prevenzione e il contrasto ai crimini informatici delle infrastrutture.

L’accordo è stato firmato alla presenza del questore di Cagliari, Pierluigi d’Angelo, dal presidente SOGAER, Monica Pilloni e dal dirigente del Compartimento Polizia postale e delle Comunicazioni per la Sardegna, Francesco Greco. Alla firma, presso il Terminal di Aviazione Generale del principale scalo sardo, era presente anche l’amministratore delegato SOGAER, Renato Branca.

Partendo dal presupposto di garantire la massima sicurezza del territorio e del suo sistema economico e sociale, ormai fortemente dipendenti dai sistemi informatizzati, l’accordo tra la polizia e la SOGAER ha l’obiettivo di avviare una cooperazione più stretta ed efficace tra enti, come peraltro previsto dal Quadro Strategico nazionale e dal piano nazionale per la Protezione Cibernetica e la Sicurezza informatica. Il protocollo firmato oggi prevede lo sviluppo e l’avvio di forme di collaborazione e la condivisione di procedure, informazioni e competenze con lo scopo di potenziare a livello regionale i rapporti sinergici che consentano l’implementazione di attività di prevenzione e contrasto dei crimini informatici, compito istituzionalmente demandato alla Polizia postale e delle Comunicazioni.

La Polizia di Stato svolge già da tempo, in via esclusiva tramite il C.N.A.I.P.C., Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche del Servizio Polizia postale e delle Comunicazioni di Roma, una rilevante attività di prevenzione e repressione dei crimini informatici, di matrice comune, organizzata o terroristica, che hanno per obiettivo le infrastrutture informatizzate di natura critica o sensibile e di rilevanza Nazionale come quelle degli aeroporti.

La collaborazione si concretizzerà nella condivisione ed analisi di informazioni idonee a prevenire attacchi o danneggiamenti che possano pregiudicare la sicurezza delle infrastrutture informatiche dell’Aeroporto di Cagliari e della sua società di gestione, fino ad arrivare alla segnalazione di emergenze relative a vulnerabilità, minacce ed incidenti che possano inficiare la regolarità dei servizi di comunicazione e all’identificazione dell’origine degli attacchi subiti dalle infrastrutture informatiche aeroportuali.

«La firma di questo protocollo con la SOGAER è un modo avanzato e altrettanto efficace di fare sicurezza partecipata – ha chiarito il questore Pierluigi d’Angelo –, in un contesto socio economico in cui ormai tutto è informatizzato. La collaborazione tra gli enti pubblici e privati e la Polizia di Stato tramite lo scambio di informazioni è fondamentale, ancor più se mira alla prevenzione e al contrasto dei cybercrime, che non hanno confini territoriali. Anche in questo caso il valore aggiunto è il gioco di squadra, l’interconnessione tra le elevate professionalità della Polizia Postale e il livello sicuramente alto di competenze tecnologiche in ambito di sicurezza informatica della SOGAER. Il proposito è sicuramente quello di proseguire nella stessa strada, andando avanti con altre collaborazioni.»

La presidente SOGAER, Monica Pilloni, ha commentato: «Ancora una volta la società di gestione dell’Aeroporto di Cagliari conferma il suo impegno nello sviluppo e nell’implementazione di buone pratiche tecnologiche, al fine di assicurare la piena sicurezza e regolarità dei servizi e delle operazioni. Quella della sicurezza informatica è una problematica particolarmente stringente ed attuale e siamo lieti di poter collaborare con gli specialisti della Polizia postale e delle Comunicazioni per garantire i massimi standard ai nostri passeggeri, alle compagnie aeree e a tutti gli attori della comunità aeroportuale».

«Il rischio di attacchi informatici in danno di infrastrutture critiche e di rilevanza nazionale è sempre più elevato – ha proseguito il dirigente del Compartimento Polizia postale e delle Comunicazioni per la Sardegna, Francesco Greco –. Questo accordo si inquadra nell’ambito di un più vasto piano per la protezione cibernetica, all’interno del quale è fondamentale incrementare sempre più gli accordi bilaterali con le infrastrutture pubbliche e private presenti sul territorio, non solo per potenziare competenze e condividere informazioni, ma anche per assicurare, attraverso il Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche (C.N.A.I.P.I.C.) di Roma, la salvaguardia delle strutture informatiche della società di gestione dell’aeroporto di Cagliari dalle sempre nuove e più rilevanti minacce del web.»

«La stipula di questo accordo – spiega l’amministratore delegato di SOGAERRenato Branca – consentirà l’elaborazione di un modello operativo di collaborazione per la prevenzione e il contrasto dei crimini informatici che hanno per oggetto i sistemi e i servizi informatici critici della società di gestione dell’aeroporto e delle sue aziende partner.»

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Il segretario della Funzione pubblica CGIL della Sardegna Sud Occidentale, Giovanni Zedde, e Roberto Fallo, componente della segreteria CISL Funzione Pubblica, hanno comunicato al questore di Cagliari, Pierluigi D’Angelo, che mercoledì 8 luglio, dalle 9,30 alle 14.00, si terrà una manifestazione dei lavoratori dell’ex Casa famiglia “Il Girasole” di Fluminimaggiore, con un presidio sit-in davanti alla sede dell’ATS – ASSL di Cagliari, in via Piero della Francesca, a Selargius.

La manifestazione, che vedrà la partecipazione di una trentina di persone, mira ad ottenere l’immediata riapertura della struttura, chiusa per la realizzazione di urgenti lavori di ristrutturazione nei primi mesi del 2018, portati a termine nel settembre del 2019. A tutt’oggi, nonostante le innumerevoli sollecitazioni fatte, il servizio non è stato riattivato e nessuna garanzia si ha che ciò possa avvenire in futuro.

L’assurda situazione della Casa Famiglia di Fluminimaggiore è stata denunciata a più riprese dal sindaco, Marco Corrias, anche sabato mattina, in occasione della manifestazione dei sindaci svoltasi a Buggerru.

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Ricorre oggi il 168° anniversario della fondazione della Polizia. Le celebrazioni, a causa dell’emergenza sanitaria in atto, si sono limitate a rendere gli onori a tutti gli appartenenti della Polizia di Stato che hanno sacrificato la propria vita per tener fede al motto “Esserci Sempre”. Questa mattina il questore Pierluigi d’Angelo ed il prefetto Bruno Corda hanno deposto una corona di alloro alla lapide commemorativa posta all’ingresso della questura di Cagliari.

Mai come in questo particolare periodo di grande emergenza sanitaria, connotata purtroppo anche da negativi risvolti socio-economici, le donne e gli uomini della Polizia di Stato stanno dando prova tangibile di che cosa voglia dire “Esserci Sempre”..

Questo impegno, ora ancor più accentuato, costituisce il proseguo del quotidiano contributo a tutela della cittadinanza e delle nostre famiglie, sempre profuso nella convinzione di tenere il passo, lasciando il segno in tutti gli ambiti della nostra società civile.

La ricorrenza del nostro anniversario costituisce, dunque, occasione per fare un bilancio dei risultati che nell’ultimo periodo sono stati raggiunti mettendo in campo strategie di prevenzione e di contrasto, sia ai fenomeni criminali che di ogni turbativa all’ordine e alla sicurezza pubblica.

Sono stati organizzati nell’ultimo anno 1.546 servizi di Ordine e Sicurezza pubblica per i piccoli e i grandi eventi – quasi il doppio rispetto allo scorso anno -, in cui sono state impiegate tutte le preziose professionalità della Polizia di Stato, iniziando dall’Ufficio di Gabinetto che insieme alla DIGOS compiono il certosino lavoro di pianificazione dei servizi, per rispondere al meglio alle esigenze dettagliate nei tavoli di coordinamento svolti presso la Prefettura e per affrontare le problematiche che caratterizzano ogni singola manifestazione.

In questo “gioco di squadra” è stato fondamentale costruire e mantenere un costante raccordo con le amministrazioni locali interessate e con gli organizzatori degli eventi: dalla vertenza sul prezzo del latte, che ha interessato l’intera Isola dall’inizio dello scorso anno; fino ai grandi eventi, come la conferenza della Società israeliana “Elbit System Ltd”, che per oltre un mese ha visto transitare e soggiornare oltre 24mila cittadini israeliani; attraverso il lavoro continuo durante tutto il campionato di calcio di serie A per rafforzare i servizi con l’impiego di donne e uomini delle Forze di Polizia, coordinati non solo presso e nelle vicinanze dell’impianto sportivo, ma anche nelle zone più sensibili della città, soprattutto il centro cittadino, e per tutto il tempo di permanenza delle tifoserie ospiti nella Provincia. In tutti i servizi è stato di fondamentale importanza il supporto del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica e del XII Reparto Mobile “Sardegna”, contraddistintisi sempre per competenza e professionalità.

In prima linea, sul piano delle strategie di prevenzione, le Volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico e degli Uffici Controllo del Territorio dei Commissariati di Pubblica Sicurezza Distaccati, anche in questo periodo in cui è stato necessario dare il massimo impegno nei servizi di controllo finalizzati a contenere la diffusione del coronavirus,  hanno garantito la massima copertura di tutte le zone, in Città e in Provincia, con servizi mirati e rafforzati anche con la presenza degli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine di Abbasanta.

Solo nel territorio cagliaritano sono stati più di 3.000 gli interventi, quasi 11.000 le persone identificate, oltre 3.000 i veicoli controllati e circa 70.000 le chiamate al 113, gestite dal Centro Operativo Telecomunicazioni della Questura.

L’attività di contrasto dei reati studiata e attuata alla luce dell’analisi sugli episodi delittuosi, sia in termini quantitativi che temporali, nelle diverse zone del territorio di competenza, ha consentito, inoltre, di dare risposte efficaci e tempestive, “colpo su colpo”, ai fenomeni criminali più avvertiti dalla cittadinanza in termini di percezione.

Anche l’attività investigativa compita dalla Squadra Mobile, in tutti gli ambiti in cui era necessario dare un’immediata risposta ai gravi fatti criminali che hanno interessato la Città Metropolitana di Cagliari, sia in centro che nelle periferie.

Grazie alla profonda conoscenza del territorio e a mirate strategie investigative, sono stati compiuti 22 arresti di autori di furti, scippi seriali e rapine. 94 sono stati gli arresti per spaccio di sostanza stupefacente e sono stati sequestrati oltre 118 Kg. di droga.

Nel delicatissimo ambito delle indagini per i reati contro la persona, per i reati di atti persecutori (stalking) e maltrattamenti in famiglia, l’attività della Squadra mobile e dei commissariati di Pubblica sicurezza distaccati, in particolare il commissariato di P.S. Quartu Sant’Elena, è spesso sfociata in arresti, esecuzioni di misure cautelari in carcere, misure di Allontanamento dalla casa famigliare o di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, che hanno assicurato una concreta tutela alle vittime di questi reati, la cui fiducia è accresciuta.

Insieme alla costante attività di impulso della Divisione Polizia Anticrimine, che costituisce il motore della grande macchina della prevenzione dei reati di atti persecutori, maltrattamenti in famiglia e femminicidio, nell’ambito della campagna permanente della Polizia di Stato “…Questo non è Amore”, e in collaborazione con le associazioni antiviolenza, è stato garantito un costante contributo al cambiamento culturale che mira ad un’autentica parità di genere; attraverso la promozione di iniziative quali convegni e il “Progetto Camper”, sono stati attivati, in ambito provinciale 1.230 contatti con cittadini, donne, ragazze e molti uomini che spesso hanno dato un aiuto a far emergere un dolore sommerso. Le richieste di Ammonimento del Questore seguono un trend in costante aumento, sintomo di una maggiore fiducia da parte del cittadino e dell’efficacia della campagna informativa circa gli strumenti alternativi ai rimedi giudiziari a disposizione delle vittime per combattere la violenza di genere.

L’attività della Polizia Amministrativa e Sociale, si è contraddistinta ancora una volta per il contrasto alle irregolarità nella gestione degli esercizi pubblici, nonché al gioco e alle scommesse illegali.

Numerosi sono stati gli esercizi pubblici controllati, con i servizi mirati a prevenire ed a reprimere il gioco illegale ed a tutela dei minori, con il sequestro di 43 apparecchi irregolari e sanzioni per oltre 360.000,00 euro. Nel corso dei servizi finalizzati alla verifica dell’osservanza, da parte delle varie attività commerciali e locali pubblici, delle misure disposte per contenere la diffusione del Coronavirus, è stato effettuato anche un sequestro di  mascherine prive del marchio CE.

E’ stato dato particolare impulso anche all’attività di controllo dell’immigrazione e di contrasto all’immigrazione clandestina, con un’attenta osservanza e applicazione delle misure antiterrorismo.

La gestione meticolosa degli episodi di sbarchi cosiddetti “diretti” di stranieri nelle coste del Sulcis-Iglesiente e l’attenta applicazione delle procedure di identificazione hanno consentito, oltretutto, di sviluppare attività di indagine, volte al contrasto dei reati connessi al fenomeno dell’immigrazione clandestina, con adozione di provvedimenti di arresto o segnalazioni all’Autorità Giudiziaria.

Con le Specialità della Polizia di Stato è stata garantita la nostra presenza per reprimere e prevenire ogni forma di criminalità.

Così, grazie al costante impegno della Polizia Ferroviaria, “Ci siano sempre” mentre la gente viaggia per lavoro o per svago, perché possa continuare a farlo in sicurezza sui treni e nelle stazioni; nei porti e negli aeroporti, con le quotidiane attività di controllo, nel rispetto delle misure antiterrorismo e non solo, svolte dalla Polizia di Frontiera; lungo le nostre strade, in tutte le ore della giornata, rassicurati dalla costante presenza della Polizia Stradale, la quale, insieme all’Ufficio Sanitario, mediante l’organizzazione di servizi specifici, lavora per contrastare il fenomeno delle stragi del sabato sera che prevedono drug test ed analisi di laboratorio su strada.

E “Ci siano sempre”, anche nel mondo informatizzato, con l’instancabile lavoro della Polizia Postale e delle Comunicazioni, per proteggere i cittadini dalle insidie del web. L’impegno degli investigatori ha consentito, anche negli ultimi mesi, di sconfiggere estese reti criminali che avevano costruito piattaforme virtuali per commettere truffe telematiche e dissipare i patrimoni di ignari fruitori, oppure che avevano intessuto le loro maglie anche nell’Isola per l’adescamento di adolescenti, vittime dei reati di pedopornografia online. Di particolare rilievo l’indagine condotta agli inizi del mese di marzo dal compartimento della Polizia postale di Cagliari su tutto il territorio nazionale, che si è conclusa con l’arresto di un soggetto residente nella provincia di Venezia  per detenzione di materiale pedopornografici e adescamento di minori e la denuncia di altri 7 soggetti.

L’encomiabile lavoro delle nostre Specialità si è espresso, tra l’altro, insieme all’Ufficio Relazioni Esterne della Questura, attraverso le numerose iniziative di prossimità, volte a divulgare soprattutto tra i più giovani i valori della sicurezza e della legalità.      

Tutti i risultati ottenuti sono il frutto della professionalità, della dedizione e del senso del dovere di tutti gli appartenenti alla Polizia di Stato, degli uffici di Pubblica scurezza distaccati e delle Specialità, delle Sezioni di Polizia Giudiziaria presso i Tribunali ordinario e per i minorenni e del N.O.P.

E’ grazie, dunque, anche all’”Esserci sempre” del personale dell’UTL, dell’Ufficio amministrativo contabile, dell’Ufficio del Personale e dell’Ufficio sanitario provinciale, degli uffici tecnici dell’Autocentro, della Zona TLC e del VECA Regionale, che forniscono continuo apporto collaborativo verso la Questura e all’Esserci sempre” di tutti coloro che nei diversi uffici assolvono a funzioni strumentali e di supporto, che viene garantita la funzionalità della struttura, con un contributo fondamentale per l’intero apparato.

http://www.poliziadistato.tv/c_EX9vA4E3q

 

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Ricorrerà domani, 10 aprile, il 168° anniversario della fondazione della Polizia.

Le celebrazioni, a causa dell’emergenza sanitaria in atto, saranno limitate a rendere gli onori a tutti gli appartenenti della Polizia di Stato caduti in servizio.

Il questore Pierluigi d’Angelo ed il prefetto Bruno Corda deporranno una corona di alloro alla lapide commemorativa posta all’ingresso della questura di Cagliari.

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«Abbiamo il dovere di non farci sopraffare dalla rassegnazione e credere che il bene può prevalere. Perché questa è l’eredità che ci ha lasciato Emanuela: la storia può cambiare solo se gli uomini sono disposti a cambiare. La strage di via D’Amelio ha segnato nei familiari delle vittime solchi profondi di sofferenza. Ma noi non vogliamo vendetta, perché siamo animati solo da un desiderio di giustizia, legalità e memoria.»

Le parole di Claudia Loi, la sorella dell’agente di scorta del giudice Paolo Borsellino, morta a Palermo, sono risuonate forti oggi in piazza del Carmine a Cagliari in occasione della manifestazione regionale della 24a Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, organizzata dall’associazione Libera in collaborazione con Sardegna Solidale. 

Oltre quattromila tra studenti provenienti da tutta l’isola, volontari e rappresentanti delle istituzioni si sono incontrati nel capoluogo per leggere e ascoltare i nomi delle 1012 vittime innocenti delle mafie, un elenco nel quale sono presenti anche quattro sardi. Insieme alla giovane agente di Sestu, nelle piazza di Cagliari e in quelle di tutt’Italia sono risuonati anche i nomi di Bonifacio Tilocca (padre del sindaco di Burgos e ucciso da un attentato dinamitardo nel 2004), del sacerdote don Graziano Muntoni, ucciso ad Orgosolo nel 1998, e del carabiniere di Nuxis Antonio Pubusa, caduto nella strage di Bellolampo nel 1949 per mano del bandito Salvatore Guliano.

«Nel nostro paese diminuiscono i morti ma non diminuisce l’illegalità, e anzi aumenta la commistione tra economia legale e illegale – ha affermato Pino Tilocca, esponente di Libera Memoria e figlio di Bonifacio Tilocca, ucciso da una bomba piazzata nella sua abitazione nel 2004 a Burgos -. Proprio per denunciare questa commistione che dilaga nelle aree più ricche del nostro paese, come quel nord-est in cui avanzano idee di società escludenti ed egoiste, non di rado razziste e fasciste, Libera ha voluto organizzare la manifestazione nazionale di quest’anno a Padova. Ma noi di Libera non ci occupiamo solo di mafia, perché abbiamo una idea di società solidale, dove i porti sono sempre aperti.»

La giornata si era aperta in piazza dei Centomila dove i giovani dell’Istituto Nautico hanno scoperto un pannello in ricordo di Emanuela Loi e dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. La breve cerimonia ha preceduto l’inizio del corteo, conclusosi in piazza del Carmine dove i giovani cagliaritani si sono uniti agli studenti provenienti dal resto dell’isola.

Sul palco, prima della lettura dei nomi, si sono susseguiti gli interventi di saluto da parte degli organizzatori e delle autorità. «C’è un’Italia che si ribella all’indifferenza, all’illegalità, alle mafie e alla corruzione e si riunisce oggi, il primo giorno di primavera, giorno nel quale la vita ricomincia e in cui vogliamo ricordare tutte le vittime innocenti perché tutte hanno pari dignità», ha affermato Giampiero Farru, referente regionale di Libera. 

Per Paola Dessì, delegata del prefetto di Cagliari, «come ci insegna don Luigi Ciotti, la memoria deve diventare impegno e non riempire solo vuote parole di circostanza. E voi ragazzi, dovete tramandare questa memoria». Parole riprese dalla rappresentante del Comune di Cagliari, l’assessora Claudia Medda, secondo cui «gli orizzonti di giustizia sono orizzonti di libertà. Come amministratori testimoniamo ogni giorno che una alternativa è possibile». 

Lungo e appassionato è stato l’intervento del questore di Cagliari Pierluigi D’Angelo, che ha ricordato gli anni bui delle stragi di mafia. «Questa giornata nasce perché la madre di uno degli agenti morti a Capaci fece notare che non sentiva mai il nome di suo figlio nel corso delle cerimonie di commemorazione. Invece è giusto ricordare tutti i nomi. Le immagini delle stragi di Capaci e di via D’Amelio sono per noi indelebili e se non avete percezione di ciò che accadeva in quegli anni non potete capire il senso di questa giornata – ha detto rivolgendosi ai ragazzi -. Questa giornata serve per creare in voi giovani il ricordo di quanto è accaduto. Perché voi siete il futuro e vi dovete battere perché la piaga della criminalità organizzata venga definitivamente sconfitta».

In piazza del Carmine, in rappresentanza della procura di Cagliari, è intervenuto anche il magistrato della Direzione Distrettuale Antimafia Guido Pani. «Contro le mafie lo stato negli anni ha creato una struttura straordinaria, unica al mondo per professionalità. Questo ci dà la speranza di ottenere dei risultati positivi. Ma solo con l’appoggio dei cittadini noi possiamo combattere veramente la criminalità organizzata».

La mattinata è poi proseguita con gli interventi di don Roberto Piredda, delegato dell’arcivescovo di Cagliari (“Lo spettacolo di questa piazza dà ragione a Borsellino, che fino alla fine ha sempre avuto fiducia nei giovani”), dei Comandanti provinciali della Guardia di Finanza Patrizio Verzoli (“Il silenzio è complice e va spezzato”) e dei Carabinieri Luca Minniti (“L’impegno di tutti noi prosegua per tutto l’anno, nel segno della legalità”).  

A Cagliari non ha voluto mancare l’amministrazione algherese, che lo scorso anno ospitò la Giornata della Memoria e dell’Impegno. «In Italia non c’è territorio immune da infiltrazioni criminali – ha affermato l’assessore dei servizi sociali Angela Cavazzuti -. Per questo l’impegno di Libera va affiancato e sostenuto. La partecipazione dei giovani è un segnale incoraggiante. Con loro e per loro, quella della memoria e della legalità è una battaglia che non può essere perduta».

Parole riprese da Bruno Loviselli, presidente del Co Ge Sardegna. «Come disse don Ciotti nel 2002 a Nuoro, in Sardegna la mafia non ha né storia né radicamento. Ma il fenomeno che dobbiamo combattere è quello degli attentati agli amministratori. Le nostre 1.700 associazioni di volontariato sono in campo anche per contrastare la non-cultura che genera questo fenomeno». 

Dopo gli interventi del dirigente scolastico dell’Istituto Buccari-Marconi di Cagliari Giancarlo Della Corte (“Ciò che ci unisce è la voglia di lottare contro le mafie, gli abusi e le prevaricazioni”) e della rappresentante della Città Metropolitana di Cagliari Michela Mura (“La mafia muore ogni volta che uno di noi sceglie la legalità, muore con la cultura. Ognuno faccia la propria parte”), sono stati gli alunni dell’Istituto comprensivo di Suelli a concludere in poesia la lunga parte della mattinata che ha preceduto la lettura dei 1012 nomi delle vittime. 

Una lettura che ha coinvolto decine di giovani, rappresentanti delle istituzioni, studenti e volontari e semplici cittadini. Insieme, uniti dalla voglia di non dimenticare. «È stato quasi un momento sacro», ha commentato al termine don Angelo Pittau, presidente del comitato promotore di Sardegna Solidale, che ha sollecitato i giovani a prendere esempio dalle vite di chi ha sempre creduto nei valori della giustizia e della legalità.

Al termine della lettura dei nomi piazza del Carmine si è collegata con Padova (città dove si è tenuta la manifestazione nazionale della Giornata) per seguire l’intervento di don Luigi Ciotti e ha chiuso in musica, con gli interventi della Carovana Folk e di Mor e la sua band, una mattinata di impegno, entusiasmo e commozione.

 

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La RSU Eurallumina ha incontrato oggi il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Giancarlo Giorgetti. L’incontro segue di pochi giorni quello avuto con il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte. Hanno partecipato anche il prefetto di Cagliari Romilda Tafuri, ed il questore Pierluigi D’Angelo. Anche in questa occasione, la rappresentanza sindacale unitaria dello stabilimento di Portovesme ha esposto al rappresentante del Governo quelli che sono ancora i motivi di preoccupazione e di criticità, chiedendo reali e concreti interventi per superarli. Al termine, i lavoratori hanno consegnato al sottosegretario di Stato un dettagliato dossier in cui è ricostruita, tappa dopo tappa, la lunga vertenza.

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«Stiamo facendo una capillare azione di informazione sulle opportunità offerte dal nuovo bando per le reti di videosorveglianza e per incentivare l’adesione dei comuni. Non solo copriamo tutto il territorio regionale ma miglioriamo il servizio sul piano tecnologico. Gli strumenti a disposizione ci consentiranno di avere maggiori informazioni, pur nel rispetto del diritto alla privacy, con vantaggi concreti in termini di dissuasione e prevenzione dei reati ma anche per i dati che gli investigatori potranno acquisire durante le indagini.»

Lo ha detto l’assessore degli Affari Generali Filippo Spanu che ha partecipato a Cagliari, al Centro regionale di formazione professionale, insieme all’assessore degli Enti locali Cristiano Erriu, all’incontro di approfondimento sulla seconda fase del progetto per le nuove reti di monitoraggio e controllo del territorio promosso dalla Regione. Con il nuovo avviso il piano viene esteso a tutti i comuni della Sardegna.

Sono intervenuti inoltre il sindaco di Cagliari e presidente della Città Metropolitana Massimo Zedda, il prefetto Romilda Tafuri, il questore Pierluigi D’Angelo e il direttore generale dell’assessorato Affari generali Antonello Pellegrino insieme a Piero Berritta, Giampiero Mugheddu e Simone Cugia che fanno parte del gruppo di lavoro che segue il progetto per la realizzazione dei nuovi sistemi.

«La qualità istituzione – ha aggiunto Filippo Spanu – è soprattutto capacità di collaborare e interagire proficuamente con altre istituzioni. Con la videosorveglianza stiamo dialogando in modo molto costruttivo con le prefetture, le questure e i comuni per assicurare maggiore sicurezza ai cittadini. La Regione, presso il proprio Data Center di Cagliari, ha realizzato un nodo centralizzato di controllo, supervisione e monitoraggio delle reti sicurezza locali, che utilizzerà la Rete Telematica Regionale (RTR) come piattaforma di comunicazione. Attraverso il nodo centralizzato le forze di polizia possono avere accesso ai sistemi di videosorveglianza dei singoli Comuni.»

L’assessore Cristiano Erriu ha messo in evidenza che la «Sardegna ha fatto da apripista con le nuove reti di videosorveglianza. Abbiamo investito ingenti risorse, in totale 27 milioni di euro, a fronte dei 30 milioni che il Governo ha stanziato per tutto il territorio nazionale. Stiamo realizzando nuovi impianti e sostituendo quelli preesistenti ormai obsoleti. Tutto questo nell’ambito di un grande progetto di cooperazione tra comuni e di collaborazione tra i comuni e le forze dell’ordine per creare un perfetto raccordo tra carabinieri, polizia di Stato, Guardia di finanza da una parte e polizia locale dall’altra».

Cristiano Erriu ha inoltre ricordato che «la Regione ha organizzato corsi di formazione specifici sulle reti di videosorveglianza e sulla privacy rivolti al personale della polizia locale».

Sinora 120 Comuni, su un totale di 267 centri coinvolti in questa seconda fase, hanno presentato la domanda per ottenere il finanziamento che deve essere redatta esclusivamente on line. La richiesta di contributo si può trovare al seguente indirizzo: http://www.regione.sardegna.it/retisicurezza-fase2/. Allo stesso indirizzo è reperibile tutta la documentazione relativa al procedimento. Il prossimo 19 novembre contenuti e finalità del nuovo avviso per le reti di videosorveglianza saranno illustrati nel corso di un incontro in programma a Nuoro, nella sede della Provincia.

 

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Questa mattina si svolge, a Cagliari, nel Centro regionale di Formazione professionale (ex Cisapi), in via Caravaggio (quartiere Mulinu Becciu), l’incontro sulla nuova fase del progetto per la realizzazione delle reti di videosorveglianza. E’ l’occasione per approfondire con gli amministratori locali del sud Sardegna contenuti e finalità del nuovo bando promosso dalla Regione, con il quale l’intervento viene esteso a tutti i comuni dell’isola.

La Giunta ha deciso di prorogare di almeno due settimane il termine per la presentazione delle domande originariamente previsto il prossimo 16 novembre. L’incontro segue di pochi giorni l’iniziativa che ha avuto luogo a Sassari nella sede di Promocamera. Intervengono gli assessori degli Affari Generali e degli Enti locali Filippo Spanu e Cristiano Erriu, il sindaco di Cagliari Massimo Zedda, il presidente dell’ANCI Sardegna Emiliano Deiana, la prefetta Romilda Tafuri, il questore Pierluigi D’Angelo ed il direttore generale dell’assessorato degli Affari Generali Antonello Pellegrino. Il prossimo 19 novembre il progetto delle nuove reti di controllo e monitoraggio del territorio sarà al centro di un nuovo incontro in programma a Nuoro, nella sede della Provincia.

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Venerdì 9 novembre, con inizio alle 10.00, si svolge, a Cagliari, nel Centro regionale di Formazione professionale (ex Cisapi), in via Caravaggio (quartiere Mulinu Becciu), l’incontro sulla nuova fase del progetto per la realizzazione delle reti di videosorveglianza. Sarà l’occasione per approfondire con gli amministratori locali del sud Sardegna contenuti e finalità del nuovo bando promosso dalla Regione, con il quale l’intervento viene esteso a tutti i comuni dell’isola.

La Giunta ha deciso di prorogare di almeno due settimane il termine per la presentazione delle domande originariamente previsto il prossimo 16 novembre. L’incontro segue di pochi giorni l’iniziativa che ha avuto luogo a Sassari nella sede di Promocamera. Intervengono gli assessori degli Affari Generali e degli Enti locali Filippo Spanu e Cristiano Erriu, il sindaco di Cagliari Massimo Zedda, il presidente dell’ANCI Sardegna Emiliano Deiana, la prefetta Romilda Tafuri, il questore Pierluigi D’Angelo e il direttore generale dell’assessorato degli Affari Generali Antonello Pellegrino. Il prossimo 19 novembre il progetto delle nuove reti di controllo e monitoraggio del territorio sarà al centro di un nuovo incontro in programma a Nuoro, nella sede della Provincia.

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«Una sinergia sempre più stretta tra l’ufficio della Garante per l’infanzia e per l’adolescenza e la Questura di Cagliari per combattere il fenomeno del cyberbullismo che purtroppo anche in Sardegna sta assumendo proporzioni allarmanti.»

E’ la richiesta fatta ieri dalla Garante Grazia Maria De Matteis al Questore del capoluogo sardo, Pierluigi D’Angelo.

«Solo con una collaborazione tra istituzioni pubbliche, come la Polizia di Stato,  che da sempre è impegnata  a prevenire e contrastare i fenomeni della devianza giovanile – ha detto Grazia Maria De Matteis – si può creare una  rete idonea ad assumere iniziative concrete finalizzate alla tutela dei minori.»

Tra gli argomenti affrontati durante l’incontro, anche i temi della violenza assistita intrafamiliare e delle false adozioni internazionali per i quali si è assunto l’impegno di mettere a punto delle azioni mirate di monitoraggio.