8 December, 2021
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È la sarda Daniela Pes la vincitrice del “Premio dei Premi” 2018, il contest che riunisce i vincitori dei concorsi italiani di canzone d’autore e world music intitolati ad artisti scomparsi.

L’evento si è tenuto sabato nell’ambito del Mei di Faenza ed ha visto un podio tutto al femminile. Infatti, dietro la vincitrice, che rappresentava il Premio Andrea Parodi di Cagliari, si sono piazzate, a pari merito, Federica Morrone (in lizza il Premio Bianca d’Aponte di Aversa) ed Agnese Valle (per il Premio Mario Panseri di Cairo Montenotte).

La serata è stata una occasione unica per vedere, tutti insieme, i migliori cantautori emergenti del nostro Paese, in quella che è stato definita la “Champions League” della nuova canzone d’autore.

Alla vincitrice numerosi bonus: un “immediate video” della propria canzone, realizzato da Marco Billeci, videomaker e giornalista di Gedi Digital, che sarà pubblicato su repubblica.it; uno speciale su JamTV e una corposa intervista per il bimestrale “Vinile”. Ma per Daniela Pes ci sarà anche la possibilità di partecipare come ospite a “EdicolAcustica” di Grosseto e al Festival Internazionale della Sardegna Città di Uta.

A Federica Morrone invece è andato il premio speciale dell’Officina della Musica e delle Parole di Milano, consistente nella possibilità di partecipare a un corso della stessa Officina del valore di euro 1500.

Nel Premio dei Premi, ideato e diretto da Enrico Deregibus e Giordano Sangiorgi, si sono fronteggiati anche Salvario in rappresentanza del Premio Pierangelo Bertoli, Lisbona per il Premio Bindi, i Yosh Whale per il Premio Buscaglione, La Quadrilla per il Premio Alberto Cesa/Folkest, Luchi per il Premio Ciampi, i Mislead per il Premio Augusto Daolio, Giulio Wilson per il Premio Bruno Lauzi e gli Helena per il Premio Manente.

Ognuno di loro ha eseguito un brano proprio ed una cover di un protagonista della musica italiana, in una sorta di passaggio di testimone. Ad esempio Daniela Pes ha proposto “Carne”, di un personaggio di rilievo della scena indipendente degli ultimi anni come Iosonouncane, mentre Federica Morrone ha cantato “Mi sono innamorato di te” di Luigi Tenco ed Agnese Valle “Un paese di gente bambina” di Mario Panseri. Ma si sono ascoltate anche canzoni di Niccolò Fabi, Fabrizio De André, CCCP, Francesco De Gregori, Piero Ciampi, Mina, Pierangelo Bertoli, Fred Buscaglione.

A presentare lo stesso Deregibus insieme alla cantautrice Roberta Giallo, che era stata la vincitrice della scorsa edizione e che si è anche esibita in chiusura di serata. A salire sul palco in veste di ospiti ci sono stati anche Mauro Ermanno Giovanardi (a cui è andato un premio speciale del Mei) e il duo composto da Roberto Angelini e Rodrigo D’Erasmo che ha presentato un omaggio a Nick Drake. Ad inizio serata spazio anche per la giovane band Il generatore di tensione, presentata dalla Fondazione Lucio Dalla. Il “Premio dei Premi” era dedicato ai 40 anni del disco “Pigro” di Ivan Graziani, omaggiato dal cantautore triestino Cortellino.

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Torna al MEI 2018 sabato 29 settembre il Premio dei Premi, il contest che l’anno scorso ha riunito i vincitori dei più importanti concorsi italiani di canzone d’autore e world music intitolati ad artisti scomparsi.

Saranno presenti quest’anno sul palco del Teatro Masini di Faenza i vincitori di questi concorsi: Premio Pierangelo Bertoli, Premio Umberto Bindi, Premio Buscaglione, Premio Alberto Cesa, Premio Piero Ciampi, Premio Bianca d’Aponte, Premio Fabrizio De André, Premio Bruno Lauzi, Premio Andrea Parodi.

La scorsa edizione, ideata e diretta da Enrico Deregibus e Giordano Sangiorgi, ha visto prevalere la bolognese Roberta Giallo, con al secondo posto i siciliani Pupi di Surfaro e al terzo la siculo-belga Sighanda.

Anche quest’anno ogni artista eseguirà un brano proprio ed una cover di un nome storico della musica italiana, in una sorta di passaggio di testimone dai grandi protagonisti della nostra canzone ai giovani che ne stanno raccogliendo l’eredità. A decidere il vincitore sarà una nutrita giuria composta da importanti addetti ai lavori italiani e internazionali e da giornalisti aderenti al Forum del giornalismo musicale.

Nella serata si esibiranno poi vari ospiti, che saranno annunciati prossimamente.

Fra i partner dell’evento ci sarà l’Officina della Musica e delle Parole di Milano, che, grazie ai responsabili Alberto Salerno e Tino Silvestri, offrirà al vincitore una borsa di studio del valore di euro 1.500. Oltre a questo, il vincitore avrà diritto ad un pacchetto promozionale del circuito del Mei e a vari altri bonus che sono in via di definizione.

Resta aperta per chiunque, la possibilità di proporre premi e bonus.

 

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Si riaccende il respiro dei versi dei poeti a Seneghe, il piccolo e affascinante borgo storico del Montiferru, pronto per accogliere la 13° edizione del Cabudanne de sos poetas, non solo il festival di poesia più importante dell’isola, ma una grande festa: della poesia, degli scrittori, degli artisti, ma anche una festa dei giovani, della popolazione seneghese, del pubblico. Filo conduttore sarà stavolta il tema delle Rivoluzioni in occasione dell’anniversario quest’anno di grandi momenti di svolta nella storia europea: dalla Riforma luterana del 1517, alla Rivoluzione russa del 1917, passando attraverso la rivoluzione culturale e i movimenti per i diritti civili degli anni ’60 e ’70, fino alla rivoluzione sarda nella produzione letteraria. Tema centrale anche delle anteprime estive che vedono il 30 agosto, alla vigilia del Cabudanne, l’ultimo appuntamento alle ore 21,00 nella Partza de sos Ballos con la proiezione del film “Nel mondo grande e terribile” di Daniele Maggioni, alla presenza del regista e dell’attore protagonista Corrado Giannetti.

Giovedì 31 agosto invece prende il via ufficialmente il festival di poesia, musica, letteratura e teatro che si articolerà nelle quattro giornate dalla mattina alla sera fino al 3 settembre. L’apertura ufficiale è alle 18.30 a Prentza de Murone  con  il consueto appuntamento degli esiti del laboratorio teatrale al Campo della Quercia, curato dai ragazzi della non-scuola di Seneghe, Domenico Cubeddu, Mariano Mastinu, Giuseppina Pintus e Manuela Flore, e subito dopo a Putzu Arru con il laboratorio di musica diretto da Simone Marzocchi.

La sera, alle 22.30, l’evento inaugurale più importante tra i più attesi di questa edizione è nella Partza de sos ballos con una straordinaria protagonista della musica d’autore italiana ai più alti livelli: Nada. Cantante, scrittrice, attrice. Un’artista coraggiosa, libera, fiera, la cui carriera è fatta di cuore  e passione, ben lontana dal ricercare momenti effimeri di successo, è considerata dalla critica tra le più importanti rappresentanti della canzone d’autore in Italia, scrive testi e da anni interpreta quelli di alcuni tra i più importanti cantautori nazionali come Piero Ciampi e Paolo Conte che hanno scritto canzoni apposta per lei. Una carriera ricca di successi e riconoscimenti e un percorso musicale di altissima qualità. Al Cabudanne porterà insieme a Julian Barrett, pianista della Toys Orchestra, il concerto di musica leggera per voce e pianoforte “Parole che si cantano anche”. Uno spettacolo di musica, parole e poesia che comprende brani come la struggente “Sul porto di Livorno” di Piero Ciampi, la popolare “Ma che freddo fa” con cui fece il suo esordio a quindici anni sul palco del Festival di Sanremo nel 1969, i grandi successi come “Il cuore è uno zingaro”, “Ti stringerò“, “Amore disperato”, insieme ai classici della tradizione popolare italiana come “Maremma” e “Malachianta”, fino all’ultima produzione di Nada che comprende “Guardami negli occhi”, “Luna piena” e “Senza un perché”, colonna sonora di The Young Pope di Sorrentino, tratto dall’album “Tutto l’amore che mi manca” del 2004 prodotto da John Parish. Non mancherà, come in ogni concerto della cantautrice livornese, un tributo al grande amico e musicista Fausto Mesolella scomparso di recente, con il brano “La posa”, titolo del brano e del loro ultimo album, uscito ad aprile di quest’anno. Nel 2016 ha vinto il premio Amnesty International” per la difesa dei diritti umani con la canzone “Ballata triste”, un brano sul femminicidio. Il live della cantante e artista poliedrica ligure sarà anticipato alle 21.30 dalla proiezione del documentario “Indiani metropolitani. Ironia e creatività nel movimento del ’77” da un’idea di Pablo Echaurrenscritto da Claudia Salaris, diretto da Antonella Sgambati e prodotto dalla Fondazione Echaurren Salaris. Un’opera che ricorda uno dei momenti più intensi, creativi e drammatici della storia italiana degli ultimi decenni: il movimento rivoluzionario del ’77 ed il clima sociale e culturale di quegli anni.