1 December, 2022
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E’ tutto pronto alla Basilica di Saccargia (comune di Codrongianos) per l’esordio assoluto del festival di letteratura giornalistica Liquida – tre serate, 27 28 e 29 settembre 2019 – evento organizzato da Lìberos con la consulenza dell’agenzia Altrove di Luca Zoccheddu e realizzato grazie al fondamentale finanziamento concesso ai festival letterari dall’assessorato della Cultura della Regione Sardegna. Obiettivo è indagare il giornalismo in maniera differente e innovativa, partendo dalla produzione letteraria in un mondo fatto ormai di notizie liquide. Nostri ospiti saranno i giornalisti, penne volti e voci di carta stampata e  rete, della radio e della TV. Affonderemo pensieri e discorsi fra le maglie del giornalismo online, ascolteremo da autorevoli voci cosa vuol dire fare giornalismo inchiesta e che rischi comporta realizzare una inchiesta. Da Mafia Capitale a Tutto il Calcio Minuto per Minuto, Politica, Costume, Cultura, Società, Cronaca: mondi che si sfiorano, uomini e donne che vivano fianco a fianco fra le scrivanie delle redazioni giornalistiche, elementi che collimano nella passione per lo scrivere. Nel lavoro dello scrivere. Sul palco di Liquida, fra proiezioni e musica, accompagnati da moderatori scelti ad hoc e chiamati a interloquire con loro, Sergio Rizzo, i rappresentanti dell’Associazione Stampa Sarda, Riccardo Cucchi e Piero Trellini, Floriana Bulfon (in collaborazione con il festival Éntula), Raffaele Manca, Francesco Deplano, Serena Marchi (in collaborazione con il festival Éntula), Flavia Perina, Luca Telese, i Siki(tikis), Lisa Camillo, Pino Corrias e Saverio Tommasi. Opportunità di collaborazione, dato che gli incontri con Floriana Bulfon e Serena Marchi sono realizzati in sinergia con il festival Éntula Opportunità d’indagine in cui l’Amministrazione comunale di Codrongianos, Lìberos e Altrove hanno creduto sin dalla prima riga del progetto. Opportunità di crescita, comune, perché un festival è regalo fatto alla comunità e al suo futuro.

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Emozioni, ricordi, ma non solo nostalgia, anzi uno sguardo al futuro, alle nuove tecnologie, comunque nel rispetto della tradizione insieme alle voci che hanno accompagnato diverse generazioni di italiani. “Tutto il calcio minuto per minuto” – la storica trasmissione di Radio 1 Rai – ha festeggiato i suoi 58 anni di vita, un vero primato, rispolverando dall’archivio anche le radiocronache che hanno fatto storia e altre che hanno celebrato un’impresa particolare.

La voce narrante per eccellenza era quella di Enrico Ameri, famoso anche per i suoi “rimpalli di linea” dialettici con Sandro Ciotti. Il campo principale è ora affidato alla voce di Giovanni Scaramuzzino a cui Riccardo Cucchi ha passato il testimone. Un rinnovamento all’insegna della continuità anche nello studio centrale. Dopo Roberto Bortoluzzi, Massimo De Luca e Alfredo Provenzali, è ora Filippo Corsini a gestire i collegamenti con i vari inviati all’insegna della radiocronaca che corre alla velocità del pallone nel rispetto della lingua italiana, dei protagonisti, degli spettatori allo stadio e degli ascoltatori. E come diceva proprio Provenzali: «Nell’epoca della corsa ai diritti, non è male che qualcuno si occupi anche dei doveri». Da cinquantotto anni “Tutto il calcio minuto per minuto” fa soprattutto questo.

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Inter-Empoli è stata l’ultima radiocronaca di Riccardo Cucchi, giornalista e radiocronista della RAI dal 1979, arrivato al traguardo del collocamento in pensione. Ieri, a San Siro, ha ricevuto un’accoglienza da “fuoriclasse” dai tifosi dell’Inter, che gli hanno dedicato uno striscione che, come ha detto alla Domenica Sportiva e poi ai tantissimi media che lo hanno intervistato, lo ha molto colpito.

Perché dedico questo spazio all’ultima radiocronaca di Riccardo Cucchi?

A Riccardo Cucchi è legato un piccolo episodio (per me grande, grandissimo) verificatosi l’11 giugno 1990, sulla tribuna stampa dello stadio Sant’Elia di Cagliari, dove venne disputata Inghilterra-Eire, prima partita del girone F della prima fase dei Campionati del Mondo.

All’epoca ero direttore responsabile di Telegamma e decisi di seguire le partite in programma al Sant’Elia, per documentare al meglio l’evento nello Speciale programmato nella Tv che dirigevo, con ospite fisso, come commentatore, Elvio Salvori.

L’11 giugno mi recai con largo anticipo al Sant’Elia, quando la tribuna stampa era ancora semivuota. Mi si avvicinò un collega che, lo confesso, non conoscevo, microfono in mano, e mi chiese la disponibilità ad intervenire nel corso della partita, per un commento. Non mi disse per quale testata lavorava e, ripeto, non lo conoscevo. Mi chiese la testata per cui lavoravo, gli dissi che dirigevo una televisione privata, Telegamma, mi fece capire che ci sarebbe stato qualche problema e allora gli dissi che lavoravo anche per La Nuova Sardegna (giornale per il quale erano accreditati altri colleghi) e annuì, facendomi capire che il problema sarebbe stato superato, presentandomi come giornalista del quotidiano sassarese.

Iniziò la partita, l’Inghilterra sbloccò il risultato nel primo tempo ma non la chiuse e nel secondo tempo venne raggiunta dall’Eire, protagonista di una partita superiore alle aspettative. Quando mancava un quarto d’ora al fischio finale, negli angusti spazi della tribuna stampa vidi farsi largo ed arrivare verso di me quel giornalista con uno straordinario casco di capelli che mi chiese un giudizio sull’andamento dell’incontro. Sinceramente non provai particolare emozione e risposi come forse meglio non avrei potuto, elogiando l’Eire che, in una partita certamente non brillante, rispetto al potenziale delle due squadre, aveva fin lì fatto decisamente meglio dell’Inghilterra.

Concluso il mio intervento, quel giornalista che non conoscevo, si riprese il microfono e con un “Grazie Cirronis, a te Ameri” che, non dimenticherò mai, mi bloccò il sangue nelle vene!!!

Solo allora capii che si trattava di Riccardo Cucchi, giornalista della Rai che curava le interviste in tribuna stampa nelle radiocronache del “mostro sacro” dei radiocronisti: Enrico Ameri!

Cinque giorni dopo, all’ingresso del Sant’Elia per Inghilterra-Olanda, incontrai Giorgio Porrà, allora giornalista di Videolina oggi caporedattore di Sky Sport, che mi fece i complimenti per l’intervento fatto nel corso della radiocronaca di Enrico Ameri…

Oggi, dopo quasi 27 anni, non ho difficoltà a confessare che quel piccolo/grande episodio, resta uno dei ricordi più belli di una carriera professionale iniziata, quasi per caso, nel 1977, quando frequentavo la 4ª Liceo Scientifico.

Giampaolo Cirronis

Riccardo Cucchi (foto tratta dal suo profilo facebook).