30 June, 2026
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Riflettori puntati su Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, programma simbolo del giornalismo d’inchiesta, che (si) racconta in “Diario di un Trapezista”, in cartellone venerdì 12 giugno, alle 20.30, al Teatro Centrale di Carbonia sotto le insegne del CeDAC Sardegna: un one-man-show dai ritmi incalzanti dove il pluripremiato autore di importanti inchieste e reportages di scottante attualità ripercorre i momenti più significativi della sua carriera, mettendo l’accento sugli incontri e le scelte che hanno definito il suo percorso. Un monologo avvincente, per una riflessione sulla libertà d’informazione e sul ruolo della stampa e dei mass media alle soglie del terzo millennio: la storia personale e professionale del giornalista romano, dalla collaborazione con Paese Sera all’approdo in Rai, dal TG3 a Rai News 24, alla redazione di Report, si intreccia a alcuni degli eventi cruciali tra la fine del Novecento e gli inizi del Terzo Millennio. Inviato nei Balcani poi a New York dopo l’11 settembre, Sigfrido Ranucci ha curato inchieste sulla mafia e sul traffico di rifiuti, sull’uso di missili all’uranio impoverito nella ex Jugoslavia e sui bombardamenti con il fosforo bianco a Fallujah; nel 2001 ha ritrovato l’agenda di Paolo Borsellino, è stato a Sumatra dopo lo tsunami del 2004 e ha contribuito alla scoperta della pinacoteca segreta di Calisto Tanzi, ex patron di Parmalat.

Nel “Diario di un Trapezista” il conduttore di Report (che dal 2021 vive sotto scorta dopo le minacce della criminalità organizzata, e nel 2025 è sfuggito a un attentato dinamitardo) ricorda anche le persone fondamentali della sua esistenza, come il padre e come il suo maestro, Roberto Morrione, fondatore di Rai News 24, e tutti coloro che hanno fornito notizie e indicazioni preziose, rendendo possibile la realizzazione delle inchieste. E, citando Jorge Luis Borges, per il quale «ogni persona e passa nella nostra vita è unica… sempre lascia un po’ di sé, e si porta via un po’ di noi…»Sigfrido Ranucci aggiunge alla «prova evidente che due anime non s’incontrano per caso» dello scrittore e poeta argentino, il suo pensiero: «Ogni persona che passa nella nostra vita ha un compito. Chi se ne va ha finito il suo. Ma tutte le persone che incontriamo nella vita ci insegnano qualcosa, Alcune persino a non essere come loro».

Alla Fiera del Libro 2021 “Quando siete felici fateci caso” nel pomeriggio di sabato 2 ottobre, ore 15.30, al Teatro Electra di Iglesias, si terrà l’incontro “Giornalismo d’inchiesta oggi”.
L’evento vedrà la partecipazione di Stefano Lamorgese – giornalista RAINEWS e redazione di REPORT e vice presidente dell’Associazione Amici di Roberto Morrione, di Mariangela Pira – giornalista di SkyTG24, e di Matteo Giusti, giornalista di LIMES. Quest’ultimo è in particolare autore della pubblicazione “L’omicidio Attanasio” (Castevecchi edizioni), libro inchiesta sulla morte dell’ambasciatore italiano in Congo.
Sarà in questa occasione di centrale importanza il ricordo del carabiniere Vittorio Iacovacci, già parte della Scuola Allievi Carabinieri di Iglesias, barbaramente ucciso nell’atto di difendere l’ambasciatore Luca Attanasio.
All’evento parteciperà una rappresentanza della Caserma Allievi Carabinieri di Iglesias, oltre che delle principali associazioni cittadine, al fine di trasmettere il ricordo e di celebrare la memoria di un atto così eroico, anche a favore delle nuove generazioni e della cittadinanza tutta. La discussione si aprirà poi al tema del giornalismo d’inchiesta e all’importanza del coraggio nell’esercizio di ogni professione.

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Domenica 4 ottobre, la splendida location del Teatro Electra di Iglesias, ha ospitato il talk ”Le parole del Giornalismo d’Inchiesta”, con la partecipazione del giornalista di Report Stefano Lamorgese, del giovane collega Mario Catalano e del presidente dell’Ordine dei Giornalisti della regione Sardegna, Francesco Birocchi. L’incontro era uno degli appuntamenti dell’ultima giornata della 5ª Fiera del Libro, iniziata ad Iglesias giovedì 1 ottobre, evento posticipato dallo scorso mese di aprile a causa dell’emergenza sanitaria, si è svolto in collaborazione col Premio Roberto Morrione, del quale Stefano Lamorgese è vicepresidente.

Il Premio Roberto Morrione, nato in memoria di un grande giornalista italiano venuto a mancare nel 2011, è riservato agli Under 30, si occupa di giornalismo investigativo e la partecipazione consta nella presentazione di un progetto d’inchiesta. L’obiettivo del concorso è valorizzare l’importanza di portare alla luce fatti incresciosi, caratterizzati da atti di corruzione che, se non ci fossero delle inchieste giornalistiche., spesso rimarrebbero nascosti ed impuniti. Le tematiche spaziano dalla criminalità ai fenomeni di costume o socioculturali, allo sfruttamento in generale e a volte, per essere affrontate e sviluppate, richiedono lunghi tempi di lavorazione. L’auspicio è che si torni ad avere l’opportunità di leggere e seguire un maggior numero di inchieste giornalistiche, in virtù di un crescente bisogno di trasparenza nello svolgimento dei fatti che spesso coinvolgono grandi movimenti di denaro in affari non sempre leciti. Il mondo dell’informazione necessita di giovani ed intraprendenti giornalisti, disposti ad impegnarsi per rivelare verità nascoste, sfidando potere e censura, con una ricerca attenta e precisa dei fatti, che devono essere sempre narrati oggettivamente e corredati di prove inconfutabili.

Nadia Pische