9 August, 2022
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Seconda tappa nel sud Sardegna, a Iglesias, per la Compagnia Teatrale dei Barbariciridicoli. Dopo lo spettacolo itinerante, del 13 agosto scorso, con “Giarrettiere e Tacchi a Spilla” arriva il 19 agosto, alle 20,30, in piazza Sella, “Bingo Bongo e la partita di bolle di sapone”, spettacolo comico e di bolle di sapone con la regia di Tino Belloni e gli attori Roberto Piredda, Mattea Cherubini e Maddalena Solinas.

«Attraverso la valorizzazione di uno tra i giochi più belli al mondo quale la creazione delle bolle di saponespiega Tino Belloni -, proponiamo agli spettatori l’esperienza stupefacente di una rappresentazione in cui la fantasia e la creatività sono il motore di una perfetta macchina teatrale il cui tema di fondo è la spettacolarità e la poesia della leggerezza. Uno spettacolo anche interattivo, con il coinvolgimento diretto degli spettatori nella gara e in alcuni giochi di bolle.»

L’appuntamento si inserisce nel fitto calendario estivo di eventi organizzato dalla Compagnia teatrale di Ottana I Barbariciridicoli in collaborazione con le amministrazioni comunali. Oltre ai quattro festival teatrali di Sennariolo, Montresta e Borore e Ottana, il gruppo si è esibito e si esibirà ancora per tutto il mese di agosto e settembre in numerose piazze dal nord al sud dell’isola. La sua attività è improntata principalmente sul filone dell’intrattenimento comico ma non mancano anche le rappresentazioni che veicolano importanti messaggi sociali. 
Gli eventi sono gratuiti. Sono resi possibili grazie al contributo economico delle amministrazioni comunali interessate, della Fondazione di Sardegna e della Regione Sardegna.
 

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Nella mattinata odierna, il prefetto di Nuoro  Anna Aida Bruzzese ha presieduto presso questa Prefettura la riunione tecnica di coordinamento delle Forze di polizia, alla presenza del questore, dott. Massimo Alberto Colucci, del maggiore Marco Keten dell’Arma dei carabinieri del comandante provinciale della Guardia di Finanza, colonnello Antonio Urgeghe, e del commissario Capo della Polizia Stradale, dott. Roberto Piredda.

Il consesso interforze, cui ha partecipato il sindaco di Orsogolo, dott. Dionigi Deledda ha esaminato la questione relativa agli atti intimidatori nei confronti di militari dell’Arma dei carabinieri verificatisi in quella cittadina lo scorso 20 maggio.

Il primo cittadino ha espresso la massima solidarietà all’Arma, rappresentando il forte disappunto della cittadinanza per i gravi episodi avvenuti a ridosso della cerimonia di inaugurazione della nuova sede della Caserma dei carabinieri, intitolata al maresciallo dei carabinieri medaglia d’oro al valor militare alla memoria Ettore D’Amore, svoltasi alla presenza dei massimi rappresentanti nazionali dell’Arma e assai partecipata dalla popolazione. Detti episodi non scalfiscono, comunque, la solennità e il valore istituzionale e sociale dell’evento, fortemente voluto dall’Amministrazione comunale oltre che dalle istituzioni.

I rappresentanti delle Forze dell’Ordine hanno unanimemente evidenziato come la prossimità alla popolazione sia ormai consolidata con beneficio dell’efficacia dell’azione di contrasto alla criminalità. Altamente auspicabile è tuttavia una chiara presa di distanza dall’accaduto.

Nella circostanza, il Prefetto ha assicurato pieno supporto all’Amministrazione Comunale per la promozione di ogni utile iniziativa volta a favorire, specie nelle nuove generazioni, la cultura della legalità e il rafforzamento della coesione sociale.

Infine, tra gli altri argomenti all’ordine del giorno, è stata esaminata la congruità della pianificazione delle le misure di vigilanza e il raccordo operativo per il profilo di interesse a garanzia del regolare svolgimento delle operazioni di voto, in vista delle elezioni europee del prossimo 26 maggio.

 

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«Abbiamo il dovere di non farci sopraffare dalla rassegnazione e credere che il bene può prevalere. Perché questa è l’eredità che ci ha lasciato Emanuela: la storia può cambiare solo se gli uomini sono disposti a cambiare. La strage di via D’Amelio ha segnato nei familiari delle vittime solchi profondi di sofferenza. Ma noi non vogliamo vendetta, perché siamo animati solo da un desiderio di giustizia, legalità e memoria.»

Le parole di Claudia Loi, la sorella dell’agente di scorta del giudice Paolo Borsellino, morta a Palermo, sono risuonate forti oggi in piazza del Carmine a Cagliari in occasione della manifestazione regionale della 24a Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, organizzata dall’associazione Libera in collaborazione con Sardegna Solidale. 

Oltre quattromila tra studenti provenienti da tutta l’isola, volontari e rappresentanti delle istituzioni si sono incontrati nel capoluogo per leggere e ascoltare i nomi delle 1012 vittime innocenti delle mafie, un elenco nel quale sono presenti anche quattro sardi. Insieme alla giovane agente di Sestu, nelle piazza di Cagliari e in quelle di tutt’Italia sono risuonati anche i nomi di Bonifacio Tilocca (padre del sindaco di Burgos e ucciso da un attentato dinamitardo nel 2004), del sacerdote don Graziano Muntoni, ucciso ad Orgosolo nel 1998, e del carabiniere di Nuxis Antonio Pubusa, caduto nella strage di Bellolampo nel 1949 per mano del bandito Salvatore Guliano.

«Nel nostro paese diminuiscono i morti ma non diminuisce l’illegalità, e anzi aumenta la commistione tra economia legale e illegale – ha affermato Pino Tilocca, esponente di Libera Memoria e figlio di Bonifacio Tilocca, ucciso da una bomba piazzata nella sua abitazione nel 2004 a Burgos -. Proprio per denunciare questa commistione che dilaga nelle aree più ricche del nostro paese, come quel nord-est in cui avanzano idee di società escludenti ed egoiste, non di rado razziste e fasciste, Libera ha voluto organizzare la manifestazione nazionale di quest’anno a Padova. Ma noi di Libera non ci occupiamo solo di mafia, perché abbiamo una idea di società solidale, dove i porti sono sempre aperti.»

La giornata si era aperta in piazza dei Centomila dove i giovani dell’Istituto Nautico hanno scoperto un pannello in ricordo di Emanuela Loi e dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. La breve cerimonia ha preceduto l’inizio del corteo, conclusosi in piazza del Carmine dove i giovani cagliaritani si sono uniti agli studenti provenienti dal resto dell’isola.

Sul palco, prima della lettura dei nomi, si sono susseguiti gli interventi di saluto da parte degli organizzatori e delle autorità. «C’è un’Italia che si ribella all’indifferenza, all’illegalità, alle mafie e alla corruzione e si riunisce oggi, il primo giorno di primavera, giorno nel quale la vita ricomincia e in cui vogliamo ricordare tutte le vittime innocenti perché tutte hanno pari dignità», ha affermato Giampiero Farru, referente regionale di Libera. 

Per Paola Dessì, delegata del prefetto di Cagliari, «come ci insegna don Luigi Ciotti, la memoria deve diventare impegno e non riempire solo vuote parole di circostanza. E voi ragazzi, dovete tramandare questa memoria». Parole riprese dalla rappresentante del Comune di Cagliari, l’assessora Claudia Medda, secondo cui «gli orizzonti di giustizia sono orizzonti di libertà. Come amministratori testimoniamo ogni giorno che una alternativa è possibile». 

Lungo e appassionato è stato l’intervento del questore di Cagliari Pierluigi D’Angelo, che ha ricordato gli anni bui delle stragi di mafia. «Questa giornata nasce perché la madre di uno degli agenti morti a Capaci fece notare che non sentiva mai il nome di suo figlio nel corso delle cerimonie di commemorazione. Invece è giusto ricordare tutti i nomi. Le immagini delle stragi di Capaci e di via D’Amelio sono per noi indelebili e se non avete percezione di ciò che accadeva in quegli anni non potete capire il senso di questa giornata – ha detto rivolgendosi ai ragazzi -. Questa giornata serve per creare in voi giovani il ricordo di quanto è accaduto. Perché voi siete il futuro e vi dovete battere perché la piaga della criminalità organizzata venga definitivamente sconfitta».

In piazza del Carmine, in rappresentanza della procura di Cagliari, è intervenuto anche il magistrato della Direzione Distrettuale Antimafia Guido Pani. «Contro le mafie lo stato negli anni ha creato una struttura straordinaria, unica al mondo per professionalità. Questo ci dà la speranza di ottenere dei risultati positivi. Ma solo con l’appoggio dei cittadini noi possiamo combattere veramente la criminalità organizzata».

La mattinata è poi proseguita con gli interventi di don Roberto Piredda, delegato dell’arcivescovo di Cagliari (“Lo spettacolo di questa piazza dà ragione a Borsellino, che fino alla fine ha sempre avuto fiducia nei giovani”), dei Comandanti provinciali della Guardia di Finanza Patrizio Verzoli (“Il silenzio è complice e va spezzato”) e dei Carabinieri Luca Minniti (“L’impegno di tutti noi prosegua per tutto l’anno, nel segno della legalità”).  

A Cagliari non ha voluto mancare l’amministrazione algherese, che lo scorso anno ospitò la Giornata della Memoria e dell’Impegno. «In Italia non c’è territorio immune da infiltrazioni criminali – ha affermato l’assessore dei servizi sociali Angela Cavazzuti -. Per questo l’impegno di Libera va affiancato e sostenuto. La partecipazione dei giovani è un segnale incoraggiante. Con loro e per loro, quella della memoria e della legalità è una battaglia che non può essere perduta».

Parole riprese da Bruno Loviselli, presidente del Co Ge Sardegna. «Come disse don Ciotti nel 2002 a Nuoro, in Sardegna la mafia non ha né storia né radicamento. Ma il fenomeno che dobbiamo combattere è quello degli attentati agli amministratori. Le nostre 1.700 associazioni di volontariato sono in campo anche per contrastare la non-cultura che genera questo fenomeno». 

Dopo gli interventi del dirigente scolastico dell’Istituto Buccari-Marconi di Cagliari Giancarlo Della Corte (“Ciò che ci unisce è la voglia di lottare contro le mafie, gli abusi e le prevaricazioni”) e della rappresentante della Città Metropolitana di Cagliari Michela Mura (“La mafia muore ogni volta che uno di noi sceglie la legalità, muore con la cultura. Ognuno faccia la propria parte”), sono stati gli alunni dell’Istituto comprensivo di Suelli a concludere in poesia la lunga parte della mattinata che ha preceduto la lettura dei 1012 nomi delle vittime. 

Una lettura che ha coinvolto decine di giovani, rappresentanti delle istituzioni, studenti e volontari e semplici cittadini. Insieme, uniti dalla voglia di non dimenticare. «È stato quasi un momento sacro», ha commentato al termine don Angelo Pittau, presidente del comitato promotore di Sardegna Solidale, che ha sollecitato i giovani a prendere esempio dalle vite di chi ha sempre creduto nei valori della giustizia e della legalità.

Al termine della lettura dei nomi piazza del Carmine si è collegata con Padova (città dove si è tenuta la manifestazione nazionale della Giornata) per seguire l’intervento di don Luigi Ciotti e ha chiuso in musica, con gli interventi della Carovana Folk e di Mor e la sua band, una mattinata di impegno, entusiasmo e commozione.