10 December, 2022
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Un percorso di gusto, eventi, emozioni, tradizioni, folclore, con il meglio che il territorio può presentare a livello artistico ed enogastronomico. Un evento, insomma, che per il quarto anno ha scelto di allestire un grande palcoscenico all’aperto. Mirtò arriva alla quarta edizione con l’abito della festa. Il festival internazionale del mirto è partito oggi, da Porto Rotondo, per un’anteprima suggestiva nel borgo capitale del turismo, per spostarsi poi a Olbia, lungo una direttrice che coinvolgerà tutto il centro storico della città. Da domani, sabato 18 agosto a lunedì 20 agosto, un percorso che si snoda da piazza Elena di Gallura, davanti al Comune e a ridosso del Molo Brin, passando per gli stand di Corso Umberto, fino a raggiungere le piazze Regina Margherita e Matteotti. Un insieme di isole tematiche, dall’Isola del Mirto a quella del Gusto, a quelle degli Artigiani e del Miele, che rappresentano vetrine delle eccellenze enogastronomiche, artistiche e culturali. Un’idea di festival che rompe i confini locali, per diventare festa di tutta la Sardegna, all’interno di una vocazione sempre più regionale, di valorizzazione del meglio delle produzioni dell’Isola.

All’interno di un format innovativo, ecco una serie di eventi a loro modo unici per Olbia. A partire dal concerto del grande chitarrista Marino De Rosas, che si esibirà domenica 19 agosto, dalle 21,30, nella terrazza del Museo Archeologico. Per chiudere con il concerto di Piero Marras, che ha deciso di festeggiare i 40 anni di una straordinaria carriera proprio all’interno del Festival Mirtò, durante il quale suonerà brani del suo incredibile repertorio lunedì 20 agosto, dalle 22.00, in piazza Elena di Gallura, all’interno dell’Isola del Gusto.

«Si tratta di eventi nell’evento, siamo felici che Mirtò sia l’occasione per portare a Olbia grandi artisti e questo grazie al patrocinio dell’assessorato comunale alla Cultura e di quello al Turismo, con in prima fila il sindaco, Settimo Nizzi e gli assessori Marco Balata e Sabrina Serra – sottolinea Salvatore Azzena, presidente di Mirtò -. Con l’anteprima di Porto Rotondo e l’evento di Mirtò ad Olbia completiamo un percorso iniziato ad aprile a Porto Cervo, con l’evento organizzato grazie alla grande disponibilità del Consorzio Costa Smeralda. Si conferma così l’obiettivo di Mirtò, quello di promuovere tutta la Sardegna in tutti i territori e tutto l’anno.»

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Isola e isole. C’è la Sardegna, con la sua cultura e la sua storia, rappresentata dalle eccellenze enogastronomiche. Poi ci sono le isole, quelle tematiche, che rappresentano il meglio della cucina, dell’artigianato e delle tradizioni della nostra terra. La quarta edizione di Mirtò, il Festival internazionale del Mirto, è partita venerdì sera da Ollolai per proseguire il suo cammino e portare avanti questa vocazione: valorizzare i piatti della tradizione “povera” della Sardegna per farli diventare in un futuro prossimo l’emblema di un turismo enogastronomiche che superi l’unico tema del mare e delle spiagge, per far conoscere la cultura e le tradizioni dell’Isola nel mondo. Da qui l’accordo con l’Unione dei Comuni della Barbagia, ieri a Ollolai rappresentati dal sindaco del paese barbaricino, Efisio Arbau. Quegli stessi Comuni che avranno i loro stand all’interno del Festival Mirtò, che inizierà con un’anteprima a Porto Rotondo, il prossimo venerdì 17 agosto, prima dell’evento vero e proprio che sarà ospitato nel centro di Olbia da sabato 18 a lunedì 20 agosto.

«La nostra missione è quella di promuovere le eccellenze della Sardegna in tutti i contesti, anche internazionali – spiega Salvatore Azzena, presidente di Mirtò -. Siamo qui, nel cuore della Sardegna, in un territorio ricco di tradizione e cultura, per sposare questa unione di intenti nel segno di Mirtò, che sposa la filosofia del nostro marchio: quella di creare vetrine di prestigio per i prodotti della tradizione della nostra Sardegna». Proprio Porto Rotondo rappresenta in qualche modo la porta dell’isola per l’eccellenza del turismo, il gioiello del comune di Olbia, un borgo che punta sul proprio patrimonio artistico e sulle tradizioni oltre la bellezza del mare e delle spiagge.

«L’Unione dei Comuni della Barbagia ha risposto con entusiasmo a questa iniziativa, con un primo passo per una collaborazione con Mirtò che crediamo sarà molto utile per la promozione del territorio – ha sottolineato Efisio Arbau, sindaco di Ollolai e presidente dell’Unione dei Comuni -. Il Festival Mirtò sarà un’occasione per far conoscere i prodotti dei nostri espositori, dopo la quale pensiamo ad altre iniziative comuni per lavorare in fiere e mostre all’estero. La prima potrebbe essere una settimana di esposizione di prodotti sardi ad Amsterdam, nella rassegna che si chiamerà “Little Italy” per la quale stiamo ragionando insieme a Mirtò ed al comune di Olbia. Per la prossima edizione di Mirtò, invece, pensiamo a un prologo qui ad Ollolai con tutti gli espositori.»

Nella serata in cui si è svolta la finale del reality show olandese “Het Italiaanse Dorp: Ollolai”, che ha decretato vincitori Marije Grafsma (olandese) e Ovan Adbullah (del Kurdistan iracheno), la coppia di stilisti che hanno organizzato la grande sfilata con le creazioni del loro marchio Amkin, si è concluso il patto per il turismo tra Olbia ed Ollolai.

«Vogliamo dare un segnale importante a tutta la Sardegna – ha spiegato Marco Balata, assessore del Turismo del comune di Olbia -. Crediamo sia arrivato il momento di sollevare l’asticella, qui si compie un connubio tra un privato, Mirtò con la sua “Casa Sardegna”, e due Comuni diversi che vogliono completarsi. La promozione delle eccellenze dei Comuni della Barbagia all’interno del Festival internazionale Mirtò credo sia un messaggio forte».

 

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A cavallo, lungo i sentieri appena visibili della Gallura centrale, proprio come gli uomini degli stazzi di un tempo. La gara di Endurance che si è svolta ieri a Luogosanto ha rappresentato un ritorno alle origini per cavalli e cavalieri che hanno partecipato alla manifestazione sportiva organizzata nelle tenute Siddùra, a Luogosanto, dalla Fise Endurance in collaborazione con l’associazione Lu Juali e con il circolo ippico Li Nibbari di Santa Teresa Gallura.

La “Coppa Sardegna – Siddùra Endurance Cup” si è svolta in tre competizioni differenti: tre percorsi da 30, 60 e 90 chilometri, da ripetere su un circuito di 27 chilometri. La gara da 30 km è stata vinta da Anastasia Cassoni; in quella da 60 km ha trionfato Costantino Sanna mentre nel percorso più lungo, da 90 km, la vittoria è andata a Ignazio Mallei, in sella a Orchidea. La partenza e l’arrivo sono stati posizionati all’interno delle vigne Siddùra, nei pressi dell’ingresso della cantina. I 30 iscritti, e il centinaio di persone al seguito, hanno quindi potuto ammirare lo spettacolare fascino della vallata su cui sorge l’azienda agricola.

Per i partecipanti, non è stata una passeggiata come ha sottolineato Giancarlo Guaraglia, giudice nazionale e delegato tecnico Fise Endurance. «Il percorso è stato ricavato in una delle zone più belle della Sardegna, un percorso molto tecnico dove non prevale la velocità ma la resistenza del cavallo e l’abilità dei cavalieri. Si tratta di un vero percorso di Endurance, dove bisogna saper gestire le forze del cavallo».

Un circuito lungo gli antichi sentieri, ormai semidimenticati, che collegavano il Limbara con la punta nord della Sardegna: Santa Teresa Gallura. Anna Teresa Vincentelli, referente della Fise Endurance Sardegna: «Il percorso è molto tecnico, mi ricorda i veri percorsi delle vecchie gare di Endurance nelle quali contava l’abilità del fantino e la resistenza del cavallo».

Nelle gare di endurance c’è una tabella di tempi da rispettare, arrivando nel tempo stabilito. La classifica si stabilisce in base al tempo più vicino a quello determinato (00 in gergo) e soprattutto sulla base dei battiti cardiaci del cavallo, che non devono superare determinate soglie al minuto. Mauro Ardu, presidente commissione veterinaria: «In queste gare la salute del cavallo viene tutelata primariamente, prima della partenza il cavallo passa per un controllo veterinario della Commissione esaminatrice, poi ogni 30 km si ripassa per un “cancello” veterinario per stabilire se il cavallo è in grado di continuare il percorso».

Salvatore Azzena, comitato organizzatore: «Siamo molto soddisfatti, è stata una grande giornata. Avevamo un po’ di preoccupazione per i cavalieri su un percorso così complesso, molto impegnativo, ma tutto è andato bene e gli stessi partecipanti hanno apprezzato i paesaggi e il grande contesto naturalistico della manifestazione».

Massimo Ruggero, amministratore delegato di Siddura, ha detto: «Siamo onorati di aver ospitato questa bellissima competizione, che si sposa molto bene con le caratteristiche ambientali del nostro territorio. L’azienda è strettamente connessa alla comunità di Luogosanto ed è vicina a tutte le realtà associative che si occupano di valorizzare il contesto naturalistico della Sardegna».

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