15 June, 2026
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I sindaci e i consigli comunali eletti nei 6 Comuni della Provincia del Sulcis Iglesiente nelle Amministrative di domenica 7 e lunedì 8 giugno 2026.

Santadi

Sindaco: Massimo Impera.

Consiglio comunale.

Maggioranza (8 seggi): Elisena Anedda, Veronica Impera, Mauro Pia, Matteo Peddis, Claudio Pirosu, Gioele Aramini, Monica Aru, Pierluigi Aresu.

Minoranza (4 seggi): Simona Garau, Federico Acca, Cristian Pilloni, Gianluca Nonnis.

Villamassargia

Sindaca: Debora Porrà.

Consiglio comunale.

Maggioranza (8 seggi): Stefano Osanna, Marco Mandis, Sara Cambula, Maria Francesca Pisano, Nicola Mancosu, Roberto Piras, Arianna Porcu, Sabrina Vacca.

Minoranza (4 seggi): Francesco Mameli, Fabio Secci, Roberta Perra, Elisa Bernardini.

Giba

Sindaco: Andrea Pisanu.

Consiglio comunale.

Maggioranza (8 seggi): Emanuele Pistis, Alberto Pittoni, Francesco Uccheddu, Maria Dolores Piroddi, Francesco Marongiu, Cristian Loi, Nicola Demontis, Roberto Pireddu.

Minoranza (4 seggi): Stefania Portas, Elisabetta Cosa, Claudio Fai, Matteo Contini.

Piscinas

Sindaco: Giacomo Bachis.

Consiglio comunale.

Maggioranza (7 seggi): Camilla Concas, Orsolina Atzori, Pierluigi Muscas, Martino Matteu, Katia Matteu, Edoardo Atzori, Melania Floris.

Minoranza (3 seggi): Gian Luca Trastus, Fabrizio Pintus, Federica Palmas.

Tratalias

Sindaco: Emanuele Pes.

Consiglio comunale.

Maggioranza (10 seggi): Marco Antonio Piras, Fabrizio Pes, Michelangelo Pirosu, Claudia Carboni, Viviana Murgia, Mauro Antonio Cuccu, Carlotta Uccheddu, Roberta Pisà, Patrizia Cani, Stefania Piredda.

Musei

Sindaco: Sasha Sais

Consiglio comunale.

Maggioranza (12 seggi): Marco Todde, Silvio Usai, Germano Pireddu, Alessandra Murru, Giulia Manca, Miriam Anna Chiara Pinna, Riccardo Franzina, Severino Francesco Pinna, Eleonora Bernardini, Nicola Accocci, Michele Floris, Massimiliano Congiu.

Giampaolo Cirronis

 

Massimo Impera, candidato della lista “Viviamo Santadi”, è stato confermato sindaco di Santadi con 1.187 voti (59,32%). La sua lista ha eletto 8 consiglieri:

Elisena Anedda 190 preferenze

Veronica Impera 143

Mauro Pia 101

Matteo Peddis 82

Claudio Pirosu 77

Gioele Aramini 72

Monica Ariu 70

Pierluigi Aresu 63

Candidati consiglieri non eletti: Davide Sundas 51, Sergio Balia 38, Federico Del Rio Uccheddu 35, Erica Corona 29.

Simona Garau, candidata sindaca della lista “Progetto Santadi” ha ottenuto 814 voti (40,68%) e con la candidata sindaca con eletta, ha eletto altri 3 consiglieri:

Federico Acca 217 preferenze

Cristian Pilloni 150

Gianluca Nonnis 86

Candidati consiglieri non eletti: Nicolò Pirosu 69, Nicola Peddis 51, Antonello Atzeni 34, Luisella Etzi Carboni 34, Luigi Caddeo noto Gigi 26, Silvia Aresu 21, Loredana Pinna 17.

 

 

Emanuele Pes (lista “Tratalias Unita”) e Sasha Sais (lista “Musei Protagonista”), unici candidati, sono stati confermati sindaci di Tratalias e Musei. Alle 23.00 di ieri nei due Comuni del Sulcis Iglesiente aveva votato rispettivamente il 54,49% e il 64,67% degli aventi diritto, molto al di là della soglia minima del 40% prevista dalla legge per rendere valida la consultazione elettorale. Entrambi risultavano già eletti alla rilevazione delle 19.00, quando a Tratalias aveva votato il 40,96% degli aventi diritto, a Musei il 48,19% degli aventi diritto.

A Tratalias la percentuale è in calo rispetto alle precedenti elezioni, quando alle 23.00 della domenica aveva votato il 58,61% degli aventi diritto. Percentuale invece in crescita a Musei, dove nel 2020 aveva votato il 61,48% degli aventi diritto.

Oggi in tutti i Comuni interessati, sei nella provincia del Sulcis Iglesiente, si vota fino alle 15.00.

A Giba alle 23.00 di ieri aveva votato il 52,76% degli aventi diritto (52,99% nel 2020), a Piscinas il 54,11% (49,29% nel 2020), a Santadi il 50,4% (44,77% nel 2020), a Villamassargia il 57,13% (48,68% nel 2020).

In questi quattro Comuni le liste in campi sono due: a Giba, “Giba e Villarios uniti” (candidato a sindaco Andrea Pisanu) e “Giba e Villarios 2.0” (candidata a sindaca Stefania Portas); a Piscinas, “Per Piscinas” (candidato a sindaco Giacomo Bachis) e “Per continuare a crescere” (candidato a sindaco Gian Luca Trastus); a Santadi, “Viviamo Santadi” (candidato a sindaco Massimo Impera) e “Progetto Santadi” (candidata a sindaca Simona Garau); a Villamassargia, “Villamassargia Futura” (candidato a sindaco Francesco Mameli) e “Il paese che vorrei” (candidata a sindaca Debora Porrà).

Giampaolo Cirronis

 

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Con il nuovo sindaco Massimo Impera, candidato della lista “Viviamo Santadi”, impostosi con 1.115 voti (56,89%), su Marco Loi, candidato della lista “Crescere insieme”, domenica 25 e lunedì 26 ottobre è stato eletto il nuovo Consiglio comunale.

Questa la composizione dell’Assemblea civica, con eletti, non eletti e relative preferenze.

La lista “Viviamo Santadi” ha eletto 8 consiglieri:

Federico Acca 212, Paolo Secci 168, Veronica Impera 127, Elisena Anedda 88, Claudio Pirosu 53, Pier Luigi Aresu 52, Loredana Pinna 50, Davide Sundas 44.

Candidati non eletti: Anna Lucia Pintus 37, Simone Piredda 36, Matteo Secci 23.

La lista “Crescere insieme” ha eletto 4 consiglieri:

Marco Loi candidato sindaco non eletto, Monia Atzeni 114, Simona Garau 100, Marco Balia 77.

Candidati non eletti: Sergio Balia 76, Mauro Pia 75, Luigi Caddeo 57, Gianmarco Lampis, 53, Stefania Spada 53, Sergio Sulas 44, Marta Poeta 43, Carmelo D’Urso 29, Federica Lai 28.

 

 

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A Tratalias, la famiglia di Dario Garau, 67 anni, attende da un anno giustizia per la morte dell’uomo, deceduto il 10 luglio dello scorso anno in seguito ad un incidente sul luogo di lavoro, le Saline di Sant’Antioco.
Alla famiglia fu raccontato di una caduta accidentale dal mezzo su cui Dario Garau stava lavorando, ovvero una pala meccanica. L’uomo morì in ospedale dopo più di un’ora, in seguito alle numerose fratture riportate nell’incidente.
Dai primi dati di anamnesi riportati dai verbali dell’ambulanza che soccorse l’uomo e da quelli del pronto soccorso dell’ospedale “Sirai” di Carbonia dove fu trasportato, si leggono i numerosi traumi e le fratture riportate dal 67enne. Tuttavia, i dati dell’autopsia a cui fu sottoposto non sono mai stati depositati ed i risultati non sono stati resi noti.
La moglie e i figli del signor Dario, non credono alle circostanze della morte del loro congiunto e ritengono che le fratture riportate dall’uomo siano troppo gravi ed estese, per essere relative ad una semplice caduta da un’altezza di poche decine di centimetri.
Anche su questo punto, le teorie si fanno confuse, perché in alcuni verbali è riportata un’altezza di circa 60 centimetri, mentre altre testimonianze parlano addirittura di due metri.
Insomma, sulle cause che portarono al decesso di Dario Garau, c’è ancora molta nebbia.
Dalle prime analisi, risultarono traumi costali sul fianco sinistro, con fratture multiple e scomposte dalla prima alla dodicesima costola e conseguente foratura della pleura; un danno importante alla milza; fratture al bacino e all’osso dell’anca ed una leggera contusione cranica, con taglio del sopracciglio sinistro.
L’uomo, però, a quanto è stato comunicato verbalmente ai familiari, all’arrivo in ospedale risultava cosciente. In seguito, era sopraggiunto un arresto cardiaco, ma la morte resta imputata alla diffusa perdita emorragica.
I figli di Dario Garau però non si danno pace e hanno deciso di mettere tutto in mano agli avvocati, per cercare di far luce su quello che realmente successe quel pomeriggio al loro padre, durante il turno di lavoro appena iniziato.
«Noi familiari chiediamo di sapere la verità su quanto è accaduto il 10 luglio del 2019 dice Simona Garau -. Per noi è necessario conoscere la verità perché è stato un anno di dolore, sia per la morte di nostro padre ma anche per il fatto che non conosciamo appieno le cause che hanno portato a questa caduta e a questi traumi così importanti che ha riportato. Quindi chiediamo che la magistratura ci dia delle risposte, perché meritiamo di sapere la verità e di mettere la parola fine. Per darci finalmente pace.»
In questa vicenda sono tante le cose che la famiglia non sa, perché la carenza di informazioni in merito alle modalità dell’incidente, all’orario in cui è realmente avvenuto e a cosa sia realmente successo quel giorno, è veramente enorme. Una risposta sarebbe potuta arrivare dal referto dell’autopsia, effettuata due giorni dopo l’accaduto, ma neppure su quei dati le cose sono andate come dovevano.
«La famiglia attende da un anno il deposito dell’esame autoptico che doveva essere depositato entro 60 giorni – afferma l’avvocato Alberto Cani -. Ad oggi non si sa come sia deceduto il povero Dario Garau. Noi attendiamo il deposito, da parte dei consulenti del Pubblico ministero, del referto dell’autopsia.»
Si brancola nel buio, quindi, mentre la giustizia aspetta in un angolo, in attesa di poter fare il suo corso senza ulteriori ostacoli.
«Noi chiediamo di avere accesso agli atti di indagineribadisce l’avvocato Marco Zusa, secondo legale incaricato dalla famiglia Garau -. Chiediamo di sapere gli esiti della perizia autoptica. Chiediamo di avere contezza delle sommarie informazioni rilasciate nell’immediatezza, dell’ordine delle chiamate fatte da parte dei presenti. Quello che chiediamo, sostanzialmente, sono degli elementi che ci facciano capire cosa sia realmente successo.»
Fino a quando questo non avverrà, i figli di Dario Garau, operaio di 67 anni che, nonostante l’età, ancora lavorava per continuare a dare un sostegno economico alla propria famiglia, non potranno trovare la giusta pace.
Federica Selis

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«Se mi abbandoni crollo»: è questo lo slogan che campeggia su quattro siti cardine dell’archeologia del Sulcis Iglesiente. Il 30 giugno chiuderanno i cantieri di manutenzione e scavo di quattro aree archeologiche del Sud Sardegna: il nuraghe Sirai di Carbonia, Pani Loriga di Santadi, il nuraghe Seruci di Gonnesa e la zona archeologica di Sant’Antioco. Gli operai addetti ai lavori saranno dirottati verso altre tipologie lavorative ma i siti di Seruci e Pani Loriga, già gestiti da cooperative, resteranno comunque aperti alla fruizione pubblica.
«Esprimiamo profonda amarezza perchè si chiude, in parte, una cosa che funziona spiega Hansel Cabiddu, sindaco di Gonnesa -. Abbiamo predisposto per poter riaprire il sito al pubblico la settimana prossima e in concomitanza con la riapertura perdiamo personale qualificato che ha curato il sito. Quindi una cosa che funziona viene messa nelle condizioni di perdere un pezzo importante.»
Come sottolinea anche Marco Valdes, responsabile del sito archeologico di Seruci per conto del Cammino di Santa Barbara: «Attualmente stiamo facendo diserbo, pulizia e manutenzione generale. Questo sito ci mancherà. Entreremo con la nuova ditta e vedremo il da farsi».
A Santadi, al sito di Pani Loriga, l’atmosfera è la stessa. Il cantiere archeologico chiude e gli 8 operai che curano la manutenzione dell’area saranno impiegati in altre mansioni.
«La chiusura del cantiere archeologicointerviene Simona Garau, assessore dei Beni culturali del comune di Santadi vuol dire lasciare un sito senza l’ordinaria manutenzione. Santadi vive anche dalle bellezze archeologiche che offre il territorio. La chiusura del cantiere vorrebbe dire un danno d’immagine che né il comune di Santadi né gli altri comuni che hanno in gestione questi siti si possono permettere. Siti che restano comunque aperti al pubblico e che, proprio per questo, necessitano di manutenzione. Il comune di Santadi non può farsene carico. Questo la Regione lo sa benissimo e ciononostante non ha avuto intenzione, fino ad oggi, di porre rimedio a questa incresciosa situazione. Faremo di tutto per rinvenire finanziamenti che consentano la prosecuzione del cantiere archeologico.»
Quella di Pani Loriga è un’area molto estesa, che comprende testimonianze di diverse epoche storiche, dal Neolitico fino al periodo bizantino. Rappresenta, a tutt’oggi, uno dei punti di riferimento culturale per l’intero Basso Sulcis, come spiega l’archeologa Simona Ledda, responsabile del sito: «Parliamo di un sito plurimillenario, che rappresenta una parte importante della storia della Sardegna. Dal 30 giugno chiude il cantiere di manutenzione perché all’interno di un bando internazionale, promosso dalla regione Sardegna, non sono stati inseriti i siti archeologici. Chiedo direttamente al presidente Solinas di trovare una soluzione».
Diverso il destino del Nuraghe Sirai di Carbonia, che, a differenza delle aree di Seruci e Pani Loriga, non è mai stato sottoposto a gestione e non è quindi fruibile al pubblico. I lavoratori, che ininterrottamente dal 2018, si occupano della manutenzione del sito, dal 30 giugno saranno spostati e l’area archeologica chiuderà i battenti. Le strutture capannicole e gli scavi verranno ricoperti con dei teli bianchi, in modo da preservarli da intemperie e atti di vandalismo.
«Qui stiamo andando a porre fine ad un’attività di scavo e di valorizzazione ma anche di manutenzione costantespiega l’archeologo Matteo Tatti -, che ha portato questi monumenti archeologici a poter essere resi alla collettività. Questi lavoratori si sono formati in questo sito, assumendo professionalità specifiche nella cura dello scavo archeologico. Adesso verranno spostati chissà dove.»
Anche Carla Perra, responsabile scientifico e direttore dello scavo, si interroga sul destino dei lavoratori. «Questi operai sono stati formati attraverso corsi di formazione e hanno acquisito professionalità elevate nel restauro, nello scavo e nella documentazione. Ora chissà dove verranno mandati. Forse in qualche cantiere di bonifica o di archeologia industriale. Inoltre, gli scavi hanno bisogno di una manutenzione continua. Sarà un problema, perché i comuni non hanno le risorse per potersi occupare della manutenzione.»
Mafalda Maxia, capo cantiere nel sito del nuraghe Sirai, esprime il dispiacere, da parte di tutti i colleghi, per il trasferimento.
«Dal 30 giugno ci ritroveremo a fare chissà quale lavoro e vorremmo cercare di mantenere la stessa tipologia di occupazione, in modo tale da continuare la professionalità che abbiamo acquisito in tutti questi anni. Non chiediamo altro.»
Rammarico viene espresso anche dall’assessore della Cultura del comune di Carbonia, Sabrina Sabiu. «Questo è stato un processo virtuoso, che è riuscito a dare nuova formazione a dei lavoratori che prima si occupavano di tutt’altro ma che si sono dedicati a questo settore con passione. Con la loro formazione ci hanno consentito di rendere il sito fruibile e visitabile. Interrompendo questo percorso si sta facendo un danno enorme.»
Attraverso le pagine social istituzionali, il sindaco di Sant’Antioco, Ignazio Locci, ringrazia la Fondazione Cammino di Santa Barbara per l’impegno profuso in questi due anni nella cura e nella manutenzione delle aree archeologiche dell’isola.
Federica Selis

 

Doppio appuntamento con la FieraOFF della Fiera del Libro di Iglesias 2020 con l’autore e giornalista Vindice Lecis ed il suo nuovo romanzo storico “Il visitatore” per Nutrimenti Mare edizioni. Prima serata, venerdì 20 settembre, alle ore 18.30, presso la biblioteca comunale di Santadi, interverrà l’assessore della Cultura, dottoressa Simona Garau. Seconda serata, sabato 21 settembre, alle ore 18.30, nella sala conferenze della Biblioteca comunale di Iglesias (ingresso da via Diana). Interverrà l’archivista e paleografa Dottoressa Daniela Aretino dell’Archivio Storico di Iglesias. Ne “Il visitatore” l’accurata ricostruzione della società della Sardegna e del Mediterraneo del XVII secolo – con l’ausilio di documenti d’archivio anche inediti – fa da sfondo a un grande e appassionante romanzo storico, fitto di eventi in cui le figure storiche reali si mescolano a personaggi d’invenzione. Gli eventi sono organizzati dall’Associazione Argonautilus e rientrano nella FieraOFF della Fiera del Libro di Iglesias 2020.

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Dopo l’esito positivo dell’anteprima di “Ballus”, 19° Incontro internazionale del Folklore, tenutosi giovedì 18 luglio, allo Spazio DomOSC (in via Newton, 12 – piano superiore edificio Room Club), giovedì 25 luglio, dalle 20,30 si svolgerà la seconda serata dedicata alle feste popolari. In cartellone, l’anteprima del Matrimonio Mauritano – Sa Coia Maurreddina, giunto alla sua 51ª edizione e presentato oggi, presso DomOSC, a Cagliari, dalla presidente della Proloco Ilaria Forresu e l’assessore della Pubblica Istruzione, Politiche Sociali, Beni Culturali, Cultura Simona Garau.

La serata comprende prevede suoni, canti e balli popolari locali di alcuni gruppi folk sulcitani e la degustazione del piatto tipico “Pecora a cassola” stufato di pecora tagliata a piccoli pezzi, cucinata a fuoco lento, con pomodori secchi, cipolle, carote, sedano, foglie di alloro e pelati.

Durante l’evento saranno proiettati alcuni video con i Visuals di Marco Quondamatteo.

A presenziare e presentare la serata: Ottavio Nieddu, Nicole Nieddu, Roberto De Martis, Ilaria Nina Zedda, Marco Lutzu, Aquilone Di Viviana, Video Gum, Produzioni Sardegna, Cristian Urru. Inoltre, parteciperanno gli sposi della scorsa edizione, oltre ad una coppia che vestirà gli abiti della cerimonia nuziale.

Il costo della serata con degustazione è di 10 euro.

L’evento storico sulcitano che si svolgerà successivamente a Santadi dal 1° al 4 agosto 2019 con un fittissimo programma che comprenderà musica, mostre, letture, concerti e degustazioni in attesa del rito di domenica 4 agosto, in cui gli sposi coroneranno il loro sogno d’amore in una rievocazione degli usi e costumi tradizionali, una cornice unica sapientemente animata e organizzata dall’operosità della Pro Loco di Santadi.

«Ci occupiamo dello svolgimento dell’evento in tutti i suoi aspetti. Come ogni anno, abbiamo invitato numerosi gruppi folk; abbiamo scelto i cavalieri; preparato il corteo nuziale con le traccas e, infine, organizzato mostre e spettacoli – racconta entusiasta e frizzante, la giovane presidente della Pro Loco Ilaria Forresu -. Gli sposi sono di due ragazzi di Carbonia ormai in Friuli da molto tempo, Stefania e Flavio (32 e 36 anni), ma hanno deciso di tornare nella loro terra e sposarsi secondo quest’antico rito. Noi daremo loro gli abiti nuziali, confezionati su misura dai nostri sarti con stoffe e tessuti scelti insieme.»

La manifestazione, così come la conosciamo oggi, de “Sa Coia Maurreddina” nasce nel 1968 grazie all’iniziativa di un gruppo di cittadini di Santadi i quali erano intenzionati a riproporre il matrimonio di un tempo ormai perduto, rievocando usanze e tradizioni quasi del tutto scomparse, ma ancora sentite dalla comunità sulcitana.

«Le prime edizioni sono state celebrate in giugno. Col passare degli anni, sia per una questione turistica, sia per consentire ai lavoratori di andare in ferie e tornare finalmente in paese, la festa è stata spostata ad agosto», aggiunge Ilaria Forresu.

«Inizieremo con la vestizione degli sposi a “Sa Domu Antiga” una casa meravigliosa di inizi ‘900 dove prepareremo gli sposi.

Verranno poi prelevati dalle traccas che saranno a disposizione per lo sposo, la sposa, i testimoni e autorità (i sindaci dei paesi degli sposi). Tutte le traccas saranno adornate dai cittadini di Santadi e sono un simbolo della vita contadina.

Inizialmente, la messa veniva celebrata su un palco installato appositamente per l’occasione, mentre oggi ci si è spostati di fronte al sagrato della chiesa di San Nicolò di Bari dove viene officiato il rito tradizionale della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, benché questo matrimonio abbia origini pagane. Dalla casa sino alla chiesa, gli sposi saranno scortati dagli invitati, dai cavalieri e dai suonatori di launeddas

Una festa che coinvolge i cittadini, i turisti (sia esteri sia dello stesso circondario) oltre ai parenti e agli amici della coppia.

Dopo il Rito dell’Acqua e de Sa Gratzia, eseguito dalle madri degli sposi, le quali preparano anche il piatto con grano, fiori e monete che verrà spaccato come gesto benaugurante. Dopo il ricevimento si tornerà al centro del paese per proseguire la festa con balli e canti, mentre ai presenti verranno distribuiti dolci tipici e le torte nuziali.