3 November, 2026
HomePosts Tagged "Vincenzo Castelli"

Oltre 4.300 prestazioni sanitarie, un ambulatorio fisso a Iglesias, un poliambulatorio mobile capace di raggiungere diversi centri del territorio e una rete di collaborazione tra enti locali, professionisti volontari, servizi pubblici e Terzo settore. Sono i risultati e le prospettive dI Talità Kum, gli ambulatori di Casa Emmaus che, nella mattinata di venerdì 23 ottobre, ha riunito a Iglesias istituzioni, rappresentanti dei Comuni, professionisti e partner per fare il punto sulle attività e presentare la nuova fase del progetto Comuni-Care, con l’estensione del modello anche a Nuoro.
L’incontro ha rappresentato un momento di restituzione pubblica del percorso avviato nel giugno 2025 e di confronto sul ruolo che esperienze di questo tipo possono svolgere nel rispondere ai bisogni sanitari e sociali delle persone, soprattutto di chi incontra maggiori difficoltà nell’accesso alle cure.
I numeri di un’esperienza cresciuta insieme al territorio
Nel corso della giornata, Gianni Salis, responsabile degli Ambulatori Talità Kum, ha illustrato i dati di attività aggiornati al 16 ottobre 2026. La presentazione restituisce un bilancio complessivo ben al di sopra delle più rosee aspettative, con ben 4.381 prestazioni: 3.793 erogate negli ambulatori fissi di Iglesias e 588 attraverso il poliambulatorio mobile CareVan, impegnato nelle attività di screening sul territorio.
Gli utenti registrati sono 1.177. Le attività dell’ambulatorio fisso comprendono visite mediche, prestazioni psicologiche e altri interventi sanitari, distribuiti tra numerose specialità. Accanto alla risposta diretta ai bisogni di salute, il progetto investe nella prevenzione e nell’informazione: 16 incontri tra seminari e workshop dedicati a temi come salute mentale, prevenzione dei tumori femminili, malattie rare, diabete, salute cardiovascolare, primo soccorso e benessere hanno coinvolto complessivamente 893 partecipanti.
I dati mostrano un’esperienza che non si limita a offrire prestazioni, ma cerca di avvicinare i servizi alle persone, rafforzando la capacità delle comunità di riconoscere e affrontare i bisogni emergenti.
Le istituzioni: portare i servizi vicino alle persone
Nel corso degli interventi istituzionali è emersa con forza la necessità di intercettare il disagio sociale e sanitario, in particolare nelle periferie e nei contesti in cui l’accesso ai servizi può risultare più difficile.
Il sindaco di Iglesias e presidente della Provincia del Sulcis Iglesiente, Mauro Usai, ha sottolineato che il disagio deve essere «intercettato, capito, se possibile anche anticipato». Ha inoltre definito Talità Kum «il progetto più importante della propria amministrazione», evidenziando il valore dei risultati raggiunti e le ulteriori prospettive di sviluppo.
L’onorevole Alessandro Pilurzu, componente della Commissione regionale Sanità, ha richiamato il numero delle prestazioni che, senza questa realtà, non sarebbero state effettuate, sottolineando anche la scelta di Nuoro di replicare il modello.
Un tema ripreso da Francesca Piras, direttrice generale delle Politiche sociali della Regione Sardegna, che ha evidenziato la necessità di affiancare alla rigidità del sistema sanitario tradizionale modelli più flessibili, capaci di rispondere ai bisogni reali. «Bisogna pensare alle istituzioni che vanno dalle persone, non il contrario», ha affermato, richiamando anche la possibilità di leggere i bisogni sociali attraverso quelli sanitari.
Marika Batzella, della Direzione generale delle Politiche sociali della Regione Sardegna, ha posto l’accento sull’importanza della collaborazione tra istituzioni locali, aziende sanitarie ed enti del Terzo settore, anche alla luce dell’evoluzione del quadro normativo in materia di disabilità. Perché le norme possano tradursi in risposte efficaci, ha sottolineato, sono fondamentali regolamenti attuativi, linee operative e tavoli di lavoro condivisi.
Nel suo intervento, monsignor Mario Farci, vescovo della Diocesi di Iglesias, ha richiamato il significato del nome Talità Kum, traducibile con l’espressione «Fanciulla, io ti dico: risorgi!», formulando l’augurio che il progetto possa continuare ad aiutare le persone a ritrovare fiducia e possibilità di una vita nuova.
Comuni-Care: la cura come risorsa condivisa
Il progettista di Comuni-Care, Vincenzo Castelli, ha ripercorso la genesi dell’esperienza, nata da un’intuizione condivisa e cresciuta grazie al coinvolgimento delle comunità. Un percorso reso possibile anche dal sostegno della Fondazione Intesa Sanpaolo e della Banca d’Italia, che hanno scelto di finanziare il progetto.
Castelli ha descritto Talità Kum come un’esperienza di «medicina circolare»: un modello in cui competenze scientifiche, mediche e sociali vengono messe a disposizione della comunità e le risorse presenti nei territori diventano parte essenziale della risposta ai bisogni.
La sfida, ha spiegato, è costruire una clinica di comunità capace di generare valore condiviso, nella quale la collaborazione tra soggetti diversi consenta di raggiungere le persone e contribuire allo sviluppo di un welfare di prossimità, virtuoso e sostenibile. Un’esperienza nata localmente che può offrire indicazioni utili anche su scala regionale.
Carlo Perelli, del Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Cagliari e valutatore esterno del progetto, ha richiamato il rapporto tra geografia, modelli di intervento e trasformazioni dei territori. Talità Kum, ha osservato, è un progetto nato a livello locale che ha già acquisito una portata regionale. In questo percorso, l’università può svolgere un ruolo di collegamento e contribuire alla lettura e alla valutazione delle esperienze.
Una rete che si costruisce attraverso le persone
La giornata ha dato spazio anche agli interventi dei Comuni convenzionati, delle professioniste e dei professionisti sanitari e infermieristici volontari, veri protagonisti quotidiani delle attività. La loro presenza ha ricordato che dietro i numeri ci sono persone, competenze e relazioni che rendono possibile il funzionamento del servizio.
A chiudere l’incontro, Giovanna Grillo ha rivolto un ringraziamento a tutte le persone che lavorano negli Ambulatori Talità Kum, richiamando il valore della riconoscenza e della responsabilità verso gli altri. «Ognuno è chiamato a fare la propria parte, senza riservare in maniera egoistica ciò che è possibile fare per gli altri», ha ricordato: un impegno che può trasformare la solidarietà in una possibilità concreta di speranza.
Con la nuova fase di Comuni-Care e l’estensione del modello a Nuoro, Talità Kum si prepara ora a proseguire il proprio percorso, mettendo al centro la prossimità, la collaborazione tra istituzioni e comunità e il diritto delle persone ad accedere alle cure. Perché la salute non sia soltanto un servizio da raggiungere, ma una responsabilità condivisa capace di avvicinare le istituzioni ai bisogni reali dei territori.

Oltre 4.000 prestazioni sanitarie gratuite in un anno e quattro mesi di attività, una rete territoriale in continua crescita e una nuova sede in arrivo a Nuoro. Gli ambulatori gratuiti Talità Kum si preparano a un nuovo importante passaggio del proprio percorso: venerdì 23 ottobre 2026, alle ore 11.00, presso la sede di via XX Settembre 42A, a Iglesias, si terrà un incontro pubblico dedicato ai risultati raggiunti dal progetto Comuni-Care e alle sue prospettive future, con la presentazione ufficiale della seconda fase dell’iniziativa.
L’appuntamento sarà l’occasione per condividere numeri, dati e risultati di un’esperienza che, in poco più di un anno, ha costruito una risposta concreta alle difficoltà di accesso alle cure per le persone in condizioni di fragilità economica e sociale. Ma sarà soprattutto un momento per raccontare come la collaborazione tra istituzioni, terzo settore, professionisti e professioniste della salute e comunità locali possa trasformarsi in un modello di assistenza più accessibile e vicino alle persone.
Promossi dalla cooperativa sociale Casa Emmaus e con il sostegno della diocesi di Iglesias, gli ambulatori Talità Kum offrono prestazioni specialistiche gratuite a chi incontra difficoltà economiche nell’accesso ai servizi sanitari. Il progetto si fonda sul contributo di un’équipe multidisciplinare di professionisti e professioniste volontari, sul sostegno delle amministrazioni locali e su una rete di collaborazione che continua ad ampliarsi.
A questa attività si affianca Comuni-Care, il progetto che punta a rafforzare la sanità di prossimità attraverso l’integrazione tra servizi, prevenzione e collaborazione territoriale. Un percorso che comprende anche il CareVan, il poliambulatorio mobile attrezzato per portare visite e attività di screening direttamente nei comuni, nelle aree periferiche e nelle comunità che incontrano maggiori ostacoli nell’accesso ai servizi.
I risultati raggiunti e il crescente coinvolgimento del territorio aprono ora una nuova prospettiva: l’apertura di una seconda sede a Nuoro, che segna un ulteriore sviluppo dell’esperienza Talità Kum e l’avvio di una nuova fase di lavoro per estendere il modello di assistenza.
La mattinata si aprirà alle ore 11.00 con i saluti istituzionali di Biagio Sciortino, presidente di Casa Emmaus; Mauro Usai, Sindaco di Iglesias e presidente della provincia del Sulcis Iglesiente; Mario Farci, vescovo della diocesi di Iglesias; Alessandro Pilurzu, della commissione Sanità della Regione Autonoma della Sardegna; Marika Batzella, dell’assessorato regionale alle Politiche sociali; e Paolo Cannas, direttore generale della ASL Sulcis Iglesiente.
Alle ore 11.20, sarà presentato il progetto Comuni-Care con Vincenzo Castelli, Project Manager, Carlo Perelli, del dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Cagliari, e rappresentanti della Fondazione Intesa Sanpaolo e della Banca d’Italia, che contribuiscono al percorso progettuale.
Alle ore 11.40, Gianni Salis, responsabile degli ambulatori Talità Kum, illustrerà le attività svolte, i risultati conseguiti e le prospettive di sviluppo della rete. Seguiranno, alle ore 12.00, gli interventi programmati dei professionisti e delle professioniste Talità Kum e dei sindaci dei Comuni convenzionati con Casa Emmaus.
L’iniziativa è realizzata con il contributo del Fondo di Beneficenza Intesa Sanpaolo e della Banca d’Italia.
Un appuntamento per raccontare non soltanto la crescita di un servizio, ma la costruzione di una rete di cura che mette al centro le persone e lavora per rendere il diritto alla salute più concreto e accessibile.

Casa Emmaus inaugura ufficialmente EduCare, il nuovo progetto educativo e socio-educativo rivolto a ragazze e ragazzi tra gli 11 e i 17 anni, pensato come spazio di crescita, prevenzione, formazione, relazione e valorizzazione dei talenti individuali.
L’evento di inaugurazione si terrà venerdì 16 gennaio, dalle ore 11.00 alle 13.00, presso il Centro Giovanile “Santa Barbara” di Iglesias, e rappresenterà un momento pubblico di presentazione del progetto, dei suoi obiettivi e del valore del partenariato che lo rende possibile.
EduCare nasce infatti nell’ambito dei programmi finanziati da Next Generation EU, con il coinvolgimento dell’Agenzia per la Coesione Territoriale, e si fonda su una forte alleanza territoriale che vede insieme Casa Emmaus, il Centro di Giustizia Minorile di Cagliari, il Comune di Iglesias, l’Istituto Comprensivo Pietro Allori, Anffas, Key Company Srl e la Cooperativa L’Idea.
Durante l’incontro sono previsti:
  • saluti istituzionali;
  • intervento dell’assessora delle Politiche sociali del comune di Iglesias, Angela Scarpa;
  • presentazione del progetto EduCare, a cura di Vincenzo Castelli, coordinatore del progetto per Casa Emmaus;
  • focus sul valore aggiunto del partenariato, con gli interventi di Claudia Friargiu (Cooperativa L’Idea), Monica Saurra (Anffas) e Uriam Casari (Key Company);
  • dibattito aperto con i partecipanti, coffee break e conclusioni finali.
EduCare si configura come uno spazio educativo gratuito, attivo il pomeriggio dal lunedì al venerdì, che unisce laboratori, sport, supporto allo studio e alla formazione professionale, attività creative e digitali, con l’obiettivo di rafforzare competenze sociali, emotive e relazionali, prevenendo situazioni di disagio e di dispersione scolastica.
Con EduCare, Casa Emmaus conferma il proprio impegno nella costruzione di comunità educanti, capaci di accompagnare i più giovani in percorsi di crescita sani, inclusivi e orientati al futuro.

È partito ufficialmente il progetto territoriale EduCare, di cui è capofila la cooperativa sociale Casa Emmaus di Iglesias. È finanziato dal Pnrr (risorse 2024) e ha l’obiettivo di contrastare la povertà socioeducativa nel Sulcis Iglesiente, con un intervento strutturato che risponda a esigenze reali del territorio. L’Hub è concepito come contenitore per l’attuazione di interventi per il contrasto alla povertà educativa, che riguarderanno la presa in carico di adolescenti tra gli 11 e i 17 anni in situazione di vulnerabilità socioeconomica, formativa, culturale e di disagio, adolescenti migranti, che verranno segnalati dal partenariato (Casa Emmaus, Comune di Iglesias, Centro per la giustizia minorile della Sardegna, Istituto comprensivo “Pietro Allori” di Iglesias, Fondazione Anffas, cooperativa sociale “L’Idea”, Key Company Srl).
Le azioni coinvolgeranno 108 adolescenti in laboratori, attività di gioco, tempo libero, culturali e sportive, attività di supporto extra-scolastico e orientamento, formazione professionale. Si terranno incontri formativi e di sensibilizzazione nelle scuole e con i genitori (supporto alla genitorialità), coinvolgendo i Servizi sociali dei Comuni del territorio, le parrocchie, l’Azione cattolica, le società sportive, le associazioni scout e musicali, e più in generale tutti i principali luoghi d’incontro dei ragazzi.
«In questo modo sarà presa in carico tutta la comunità educante, con un supporto extrascolastico di riferimento e sicuro – spiega Vincenzo Castelli, responsabile progettazione di Casa Emmaus -. Il comune di Gonnesa, pur non essendo partner del progetto, metterà a disposizione gli spazi per ospitare le attività che coinvolgeranno i ragazzi di Gonnesa e dei paesi limitrofi che fanno capo al Plus di Carbonia. Un altro supporto importante ci sarà fornito dal Centro di giustizia minorile. Operatori esperti effettueranno incontri formativi e di sensibilizzazione nelle scuole aderenti, riservati a insegnanti e alunni.»
Il Sulcis Iglesiente è un’area con un forte disagio socioeconomico. Soltanto il 43,5% dei residenti tra i 25 e i 65 anni ha completato la scuola secondaria superiore, mentre il 4% dei giovani di 15-19 anni non ha ancora la licenza media o il diploma. Il tasso di occupazione, pari al 36,4%, è nettamente inferiore alla media nazionale e incide sullo scarso ricambio occupazionale tra le generazioni. È del 13,3% la quota dei Neet, i giovani tra i 15 e i 29 anni che non sono occupati, né impegnati in percorsi di istruzione o formazione. Nel 2023 sono state 675 le segnalazioni di under 18 denunciati e arrestati o fermati dalle forze di polizia. Nel dossier 2022 della Polizia di Stato, si rileva in Sardegna un aumento dei reati contro i minori: violenze sessuali, violenze sessuali aggravate, reati di abuso dei mezzi di correzione, prostituzione minorile e corruzione di minorenne.
«Il progetto EduCare adotta una metodologia multitasking, che mette in campo diverse strategie: lavoro di rete, con il coinvolgimento di stakeholders e attori del territorio che ricoprono un ruolo educativo per adolescenti vulnerabili e a rischio di esclusione sociale; lavoro di outreach, funzionale all’individuazione dei beneficiari; didattica interattiva, cooperative learning e peer education, in cui i ragazzi dovranno lavorare in gruppo e saranno stimolati a creare dinamiche positive, al rispetto e alla collaborazione, per rafforzare le proprie competenze relazionali e la conoscenza di sé – spiega Emanuela Sanna, direttrice generale di Casa Emmaus -. Siamo consapevoli delle difficoltà di aggancio degli adolescenti, perciò abbiamo previsto di individuarne altri in corso d’opera, ampliando il raggio d’azione del progetto.»
L’iniziativa è aperta a tutti i professionisti e gli enti che interagiscono con questi ragazzi. Chi fosse interessato ad aderire, può contattare il coordinamento del progetto all’indirizzo email info@casaemmausiglesias.it.

[bing_translator]

La Regione, insieme alla Congregazione Figlie della Carità, ha programmato interventi ed attività per il contrasto alla tratta degli esseri umani, un fenomeno che anche in Sardegna ha assunto dimensioni gravi e preoccupanti alla luce dei recenti flussi migratori. Di questo tema si è discusso nel corso di un incontro che si è svolto a Cagliari, nella sede della Congregazione.

Con un finanziamento di 500mila euro, che rientra nell’avviso del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Regione e Congregazione realizzeranno una serie di azioni per assicurare tutela e protezione alle vittime, il loro inserimento in strutture protette e l’assistenza necessaria per affrontare una vita diversa, libera dai precedenti terribili vincoli. In via di rafforzamento le attività di primo contatto (Unità di strada, Sportello anti tratta, presenza agli sbarchi), gli interventi di sostegno educativo e psicologico, consulenza ed orientamento e l’intera rete di aiuto e supporto a chi ha subito le conseguenze di questa attività criminale.

La Giunta ha inoltre destinato altre risorse (10mila euro per il 2017) per la realizzazione di attività di informazione e sensibilizzazione, sempre in raccordo con la Congregazione. Si tratta delle azioni inserite nel Piano flussi migratori non programmati, strumento di pianificazione regionale, che dedica una intera sezione alla lotta alla tratta degli esseri umani. Sono previsti incontri nelle scuole e nelle università, percorsi formativi rivolti agli operatori che si occupano di immigrazione e la progettazione di percorsi di formazione pratica nelle imprese per i migranti vittime di tratta per favorire il processo di inclusione.

La tratta di esseri umani, nota anche come trafficking, è un’attività criminale che rende vittime, ogni anno, migliaia di uomini, donne e bambini. Inizialmente maggiormente diffusa ai fini di sfruttamento sessuale, si è ormai ramificata in diverse tipologie e ciò rende molto più difficile identificare tale reato. Il trafficking è ora, infatti, praticato con anche diverse finalità: lo sfruttamento lavorativo, l’accattonaggio, i matrimoni forzati, il traffico illegale di organi, il compimento di attività illecite come il traffico di droga. I minori vittima di schiavitù e grave sfruttamento nel mondo sarebbero, secondo le stime, un milione e 200mila. Una vittima di tratta su cinque è un bambino o un adolescente.
All’incontro sono intervenuti Vincenzo Castelli, esperto di politiche sociali, Tonia Cattari e Corinne Vigo che si sono soffermate sul progetto ‘Elen Joy’ per sostenere l’assistenza alle vittime della tratta, Silvana Tilocca, responsabile del Dipartimento di Prevenzione dell’Ats, Marco Basile, dirigente della Squadra Mobile della Questura e Marco Sechi, in rappresentanza della Regione Sardegna.