23 January, 2022
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La direzione della Asl 7 chiede qualche giorno di tempo per fornire assistenza ai pazienti ADI di area critica (III livello) attraverso Medici e Infermieri di Rianimazione.

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«Piena volontà di fornire assistenza ai pazienti ADI di area critica (III livello) attraverso Medici e Infermieri della UO di Rianimazione aziendale che volontariamente e individualmente aderiscono al progetto nel rispetto dei limiti di orario stabiliti dal CCNL: questa in estrema sintesi la posizione della ASL 7 riguardo le richieste dei pazienti e dell’Associazione di volontariato Le Rondini.»

Lo scrive, in una nota diffusa oggi, la direzione della Asl 7.

«La Direzione aziendale, in ottemperanza agli accordi assunti durante l’incontro dell’11 marzo in presenza dell’Assessore alla Sanità Luigi Arru – si legge ancora nella nota -, ha avviato immediatamente le procedure per attivare la suddetta modalità assistenziale; per questo si stanno raccogliendo le adesioni volontarie e individuali dei singoli medici e infermieri: sulla base del numero di adesioni verranno organizzati i turni di lavoro finalizzati a garantire la necessaria assistenza, svolgendo l’attività con la necessaria flessibilità pur nel rispetto dei turni di lavoro. Come stabilito dal CCNL di lavoro infatti, potrà essere utilizzato orario aggiuntivo fino a un massimo di 10 ore per Medico e 10 ore per Infermiere, rendicontate tramite timbratura del cartellino. La procedura, indispensabile e imprescindibile si concluderà presumibilmente entro qualche giorno.»

«La Direzione Aziendale, come ribadito dal Commissario Straordinario alla delegazione dell’Associazione le Rondini in occasione dell’incontro del 16 marzo scorso, chiede ai pazienti a ai familiari qualche giorno di pazienza, non si tratta di “parole vane” ma del tempo necessario per poter fornire l’assistenza tramite il personale della Rianimazione con le modalità previste dalla normativa vigente: invitiamo pertanto l’Associazione Le Rondini – conclude la nota -, nell’interesse della tutela della salute dei pazienti, a desistere dall’organizzazione del presidio permanente previsto per domani 31 marzo.»

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