27 May, 2022
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Si è conclusa con l’arresto in Olanda di Roberto Aurelio Porru l’indagine “Calesse” della Compagnia dei carabinieri di Carbonia.

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Si è conclusa con l’arresto in Olanda di Roberto Aurelio Porru l’indagine “Calesse” della Compagnia dei carabinieri di Carbonia.

Sabato pomeriggio, a seguito dell’attività tecnica compiuta dal Comando della Compagnia dei carabinieri di Carbonia con la successiva localizzazione del latitante internazionale e la conseguente attivazione fatta attraverso la D.C.P.C. – Servizio per la cooperazione internazionale di polizia, servizi Interpol e SI.RE.NE. in Tilburg (Olanda) il “Fugitive active search team” della polizia olandese (l’Unità di polizia europea della cooperazione di polizia finalizzata alla localizzazione e all’arresto di criminali ricercati a livello internazionale e che hanno commesso reati gravi. Enfast è, quindi, una rete di operatori di polizia, attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7, in grado di operare immediatamente per localizzare ed arrestare latitanti), ha arrestato Roberto Aurelio Stefano Porru, nato a Tilburg (Olanda), 38 anni, residente a Waalwjk (Olanda), coniugato, pregiudicato, cittadino italiano iscritto Aire, colpito da mandato di arresto europeo emesso il 10 maggio 2016 dal GIP del Tribunale di Cagliari nell’ambito del P.P. NR. 8933/13 DDA, operazione convenzionalmente denominata “Calesse”, della Compagnia dei carabinieri di Carbonia e dove il Porru è indagato per associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti ed altro.

L’uomo era il capo dell’organizzazione sardo olandese che inviava la sostanza stupefacente dall’Olanda alla Sardegna smantellata dai carabinieri di Carbonia il 17 maggio 2016 ed era ormai rimasto l’unico da catturare, in quanto sfuggito alla polizia olandese, poiché il giorno delle catture lui era temporaneamente all’estero.

Su di lui, il quale non ha mai avuto nemmeno il pensiero di costituirsi, la Compagnia dei carabinieri di Carbonia aveva sin dal mese di giugno 2016 attivato una grossa indagine finalizzata alla sua cattura, monitorando i suoi contatti in Italia, soprattutto a Suelli, suo paese di origine, e dove tornava diverse volte l’anno, cercando così di stabilire i suoi movimenti, le sue frequentazioni italiane e quant’altro utile per la sua cattura.

Nel corso dell’attività investigativa è emerso come l’uomo fosse molto scaltro e, con la sua mentalità criminale molto avanzata, infatti, riusciva a mantenere i suoi contatti a Suelli, sfruttando canali di comunicazione alternativi, addirittura aveva inviato un telefono “dedicato” dall’Olanda direttamente ad un suo parente che serviva per le comunicazioni tra di loro (ritrovato nel corso delle due perquisizioni fatte stamattina).

Nell’indagine “Calesse”, per comunicare con i sodali, è stato accertato che utilizzava solo la rete dei telefoni Blackberry.

«Però anche i più furbi commettono qualche imprudenza – sottolinea il maggiore Giuseppe Licari, Comandante della compagnia dei Carabinieri di Carbonia – infatti l’uomo in Olanda conduceva una vita sotto traccia, anche se sul suo profilo facebook si ricavavano alcune notizie utili per la sua cattura. E’ stata inoltre monitorata la partenza verso Tilburg di un suo parente, che ha dato la prima svolta all’indagine, ma soprattutto verificando una foto scattata in occasione del compleanno del padre dell’anno scorso si è avuto un indizio importante. Infatti, l’occasione ottima per la cattura era il compleanno del 2017 del padre che cadeva il 21 gennaio.»

«La cosa è stata immediatamente comunicata all’Interpol che ha interessato Europol – aggiunge il maggiore Giuseppe Licari – e la Polizia olandese, in un mirato e specifico servizio, ha catturato il latitante che, nei prossimi giorni, al termine di tutte le operazioni di rito, sarà estradato in Italia, come già accaduto al suo amico e sodale Luigi Farci, anch’esso arrestato a Tilburg e che di Porru era uno dei principali collaboratori, possiamo dire il contatto con il gruppo criminale di Pirri.»

Grande soddisfazione è stata espressa anche dall’autorità giudiziaria (Pubblico ministero dott. Alessandro Pili) per la cattura dell’uomo che, se non catturato, non si sarebbe mai costituito volontariamente.

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giampaolo.cirronis@gmail.com

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