22 January, 2022
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Questa mattina, nelle province di Cagliari, Sassari e Alessandria, i militari della Compagnia CC di Carbonia, coadiuvati da personale dei comandi competenti per i territori in cui sono condotte le operazioni, hanno eseguito 6 ordinanze di applicazione di custodia cautelare in carcere, disposte dal Tribunale di Cagliari su richiesta della locale D.D.A. nei confronti di 6 soggetti stranieri (un algerino, un tunisino e quattro nigeriani), gravemente indiziati dei reati di Associazione a delinquere, sfruttamento e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, sfruttamento della prostituzione, sfruttamento della prostituzione, detenzione di banconote contraffatte, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti a minorenni).
I provvedimenti scaturiscono dagli esiti investigativi dell’operazione convenzionalmente denominata “ARRUGA“, condotta dal dicembre 2014 al mese di dicembre 2018 dal Nucleo Operativo della Compagnia CC di Carbonia, che, attraverso due principali filoni d’indagine ha svelato l’esistenza di altrettante distinte tratte di extracomunitari clandestini che, giunti in Sardegna, venivano gestiti e sfruttati da due organizzazioni criminali.

A finire in carcere, accusati di associazione a delinquere, detenzione e spaccio di droga, sfruttamento e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e della prostituzione, e detenzione di banconote contraffatte sono: Yacine Messadi, 45 anni, algerino residente a Cagliari, Nidham Hammouda, di 32, tunisino residente a Selargius, e le nigeriane Sofia Tony, 32enne di Sassari e Bridget Tina Edomwony, di 36 di Alessandria. Le indagini sono state avviate nel 2014 su iniziativa dell’allora comandante della Compagnia di Carbonia, il maggiore Giuseppe Licari, e si sono concluse sotto la guida dell’attuale comandante, il capitano Lucia Dilio.

Le indagini si sono sviluppate sul fronte dell’immigrazione illegale e su quello della tratta di donne destinate alla prostituzione. Da anni si registrano in Sardegna arrivi con barchini di fortunata di migranti algerini sulle coste del Sulcis, molti di questi poi utilizzati dall’organizzazione come spacciatori di droga. Il capo viene indicato in Yacine Messadi: avrebbe organizzato i viaggi dall’Algeria alla Sardegna acquistando l’imbarcazione ed il motore, pagando e dando istruzioni allo scafista di turno e tenendo anche i contatti con le famiglie dei profughi. Avrebbe anche suggerito ai migranti clandestini come evitare il rimpatrio in caso di fermo: la tecnica più usata, quella di dichiararsi minorenni. Una volta in Sardegna, gli algerini venivano utilizzati come spacciatori sulle piazze cagliaritane, soprattutto nel quartiere Marina. Ad aiutarlo, secondo la ricostruzione dei carabinieri, c’era il tunisino: a lui il compito di acquistare la droga e rifornire la rete di smercio.

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Una donna anziana di Carbonia, 87 anni, ieri mattina è stata derubata da finti tecnici del servizio idrico. Intorno alle 10.00, un uomo di circa 35-40 anni, con accento sardo, alto circa 1,75 metri, di corporatura robusta e di bell’aspetto, con una maglietta a maniche corte di colore blu e pantaloni di jeans corti, capelli castani corti, ha suonato al campanello dell’abitazione della signora, dicendole, senza qualificarsi o presentarsi, che doveva effettuare un controllo qualitativo dell’acqua. La donna lo ha fatto entrare in casa e lo ha accompagnato in bagno per l’effettuazione del controllo, dove sono rimasti per circa una decina di minuti, nel corso dei quali l’uomo ha fatto finta di parlare al telefono spiegando la situazione dell’acqua.

In quell’arco temporale, molto probabilmente un complice si è introdotto nell’abitazione, lasciata aperta, e si è recato nella camera da letto della donna, asportando quanto contenuto in una borsa custodita all’interno di un mobiletto. Del furto l’anziana donna si è accorta solo successivamente, dopo l’allontanamento del presunto tecnico dell’acqua. Dalla borsa è stata rubata una cifra da quantificare, con alcuni buoni fruttiferi, uno dei quali dell’importo di 25.000 euro, fortunatamente inesigibili.

La donna ha riferito ai carabinieri intervenuti di non aver mai visto prima il soggetto spacciatosi per tecnico dell’acqua. Una vicina di casa ha affermato di aver visto, nelle adiacenze dell’abitazione, due uomini, uno dei quali sui 60-70 anni, senza capelli ma con un cappellino di colore verde-grigio e l’altro di circa 50 anni che indossava jeans lunghi, capelli neri, alto circa 1,70 metri, che stazionava nei pressi dell’abitazione della donna derubata. La testimone ha notato un veicolo, presumibilmente un furgoncino, di colore grigio, con a bordo tre persone.

Il maggiore Giuseppe Licari, comandante della compagnia carabinieri di Carbonia, in una nota ricorda di non fare entrare sconosciuti in casa, di chiamare subito il numero di emergenza pubblica 112 ogni qualvolta qualche persona, qualificandosi per dipendenti Enel, Abbanoa, Servizi sociali ed altro, vogliano entrare in casa.

 

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Nella tarda serata di ieri, a Carbonia, presso il campo nomadi “non autorizzato”, una donna di 27 anni, N.M., nel corso di una lite ha accoltellato al ventre M.D., 28 anni. Dai primi accertamenti – si legge in una nota del Maggiore Giuseppe Licari, comandante della Compagnia dei carabinieri di Carbonia – vista anche l’omertà regnante nel campo e nella mancanza di testimonianze attendibili, il ferimento è avvenuto presumibilmente mentre il 28enne (cugino e testimone di nozze della ragazza) stava litigando con il padre di quest’ultima. Immediatamente dopo il fatto, la donna ha chiamato l’utenza di soccorso pubblico 112, asserendo di aver subito un tentativo di violenza sessuale da parte della vittima e di averlo colpito, solo per difendersi, con una coltellata.

L’uomo è stato subito trasportato dai parenti presso l’ospedale Sirai, dove gli è stata diagnosticata una “ferita da arma da taglio a carico del fianco sinistro di circa 5 centimetri, con abbondante sanguinamento in atto” ed è stato sottoposto ad un intervento chirurgico che ha escluso lesioni interne ed ha ricucito la profonda ferita.

L’uomo si trova tutt’ora ricoverato in ospedale, non è in pericolo di vita, ma i medici fino a questa mattina non avevano ancora sciolto la prognosi.

Dall’immediato controllo effettuato presso il campo nomadi, la donna è risultata irreperibile unitamente a tutti i familiari più stretti, in quanto all’arrivo dei carabinieri si erano già eclissati.

I carabinieri stanno sentendo in audizione eventuali testimoni per risalire soprattutto al movente dell’accoltellamento, che sembra sia legato alla diatriba tra le due famiglie in merito alla fuga di una ragazza (sorella dell’accoltellatrice), fatta andare in Francia presso alcuni parenti, contro la volontà della famiglia di origine. I carabinieri, che stanno conducendo le indagini, hanno diramato le ricerche, fino a stamane con esito negativo.

 

 

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Nel corso della cerimonia dell’intitolazione della sala “ M.O.V.M Generale Enrico Barisone”, effettuata presso la sede del Comando Legione Carabinieri Sardegna, il generale Paolo Nardone, attuale comandante dei carabinieri in Sardegna, ha assegnato per attività di servizio particolarmente significative delle note di elogio premiali (encomi):

• Magg. Giuseppe Licari – Cap. Massimo Fornasier – Mar. Ca. Stefano Melis – Mar. Ord. Benedetta Berti – Mar. Antonio Catagnoti – Brig. Ca. Robertino Medda – Brig. Giuseppe Cingolani – App. Sc. Swippy Saba (del Comando Compagnia di Carbonia),

per l’operazione denominata Calesse sviluppata tra la Sardegna e l’Olanda che ha consentito la disarticolazione di diverse organizzazioni criminali dedite al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti. L’attività investigativa si è conclusa nella mattina del 17 maggio 2016 con l’arresto complessivo di 26 persone, tra le quali due pregiudicati sardi residenti in Olanda, e  la denuncia in stato di libertà di altre 22 persone, il sequestro di stupefacenti ed il completo smantellamento dei sodalizi.

• Mar. Ord. Benedetta Berti (Comandante della stazione di Tratalias) – V. Brig. Marco Porricino (della Stazione di Sant’Antioco),

in quanto nel giugno del 2016, a Calasetta, soccorrevano tempestivamente un giovane, già cianotico per gravi difficoltà respiratorie, praticandogli manovra di primo soccorso per liberarlo da un tappo di plastica che gli ostruiva le vie aeree e rischiava di soffocarlo, scongiurando così nefaste conseguenze.

• Mar. Ord. Gaya Zirizzotti – Brig. Luca Mariani (della Stazione di San Giovanni Suergiu),

per aver effettuato, nella sera del 6 luglio 2015, il primo intervento partecipato, congiuntamente ai militari del Comando provinciale di Cagliari, a tutte le attività nei confronti di un soggetto che, colto da crisi depressiva, si era barricato armato all’interno della propria abitazione, attività che si è conclusa con la resa e l’arresto del malcapitato ed il sequestro di cinque pistole detenute illegalmente.

Da segnalare come due marescialle della Compagnia siano state premiate e che una di esse, il maresciallo Benedetta Berti, Comandante della stazione di Tratalias, è stata encomiata due volte.

 

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Nuova tragedia della strada questa mattina sulla statale 293, all’altezza del km 56,5. Ne è rimasto vittima Andrea Giordano, 42 anni, cagliaritano, che alle 12.35 circa si trovava alla guida di una Honda Civic di proprietà della famiglia, quando per cause sconosciute, lungo un rettilineo, ne ha perso il controllo e, fuoriuscendo dalla sede stradale, è andato a sbattere contro il guard rail che, a  seguito dell’impatto, è penetrato all’interno dell’autovettura, provocando il decesso dell’uomo.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i carabinieri della stazione di Nuxis e Santadi che hanno effettuato i rilievi del caso, mentre per estrarre il corpo dall’autovettura letteralmente trafitta dal guard rail, sono dovuti intervenire i vigili del fuoco di Carbonia.

Il personale medico del 118, prontamente intervenuto sul posto, non ha potuto che constatare la morte dell’uomo che stava rientrando a Cagliari al termine di una giornata di lavoro, per le gravi ferite riportate.

Il maggiore Giuseppe Licari, comandante della Compagnia dei carabinieri di Carbonia, in una nota ha segnalato che la dinamica dell’incidente è in corso di accertamento, il veicolo non è stato sottoposto a sequestro e che l’autorità giudiziaria, informata dai carabinieri della stazione di Nuxis, hanno disposto la restituzione della salma ai familiari.

 

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Ieri, giorno di Pasqua, carabinieri di Nuxis hanno ritrovato a Narcao un trattore rubato sabato nelle campagne di Iglesias. Sabato, presso gli uffici della stazione dei carabinieri di Iglesias, un pensionato di Villamassargia, aveva denunciato che ignoti gli avevano rubato un trattore agricolo marca New Holland, con annesso carrello, nonché un moto compressore ed una saldatrice, custoditi all’interno della sua azienda agricola. Ieri mattina, i carabinieri della stazione di Nuxis, al termine di attività investigativa, hanno denunciato in stato di libertà per ricettazione M.M., meccanico di Narcao. Lo stesso, nel corso dell’attività di polizia giudiziaria successiva al furto, è stato sottoposto a controllo e a Narcao, all’interno delle pertinenze della sua abitazione, è stato trovato in possesso del trattore marca New Holland rubato con il carrello a due ruote marca Francini, entrambi privi di targhe, rubati nelle campagne di Iglesias.

Il giovane, privo di una plausibile giustificazione del possesso, ha riferito ai militari di aver avuto in consegna il trattore da una persona a lui sconosciuta solo per effettuare una piccola riparazione, ma non ha saputo fornire alcuna indicazione per risalire al ladro o alla banda di ladri che si sono impossessati di un mezzo agricolo, nuovo, del valore di 55.000 euro, oltretutto portandolo, con molti rischi, da Iglesias a Narcao.

I carabinieri della Compagnia di Carbonia, guidati dal maggiore Giuseppe Licari, ritengono si tratti di una banda di ladri che imperversa nelle campagne del Sulcis Iglesiente e prende di mira le case di campagna.

 

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E’ stato ritrovato in buone condizioni di salute Aldo Murgia, il pensionato di Bacu Abis scomparso il 15 marzo scorso, quando si era allontanato da casa a bordo della sua VW Golf, senza dare più notizie di sé.

Il 6 aprile i familiari di Aldo Murgia (nato a Carbonia il 12 dicembre 1949, ivi residente in Bacu Abis via Caltanissetta n° 26, separato, pensionato) hanno informato i carabinieri di Cortoghiana della sua scomparsa. Il gesto del pensionato era sicuramente da ricondurre a problematiche familiari inerenti la sua recente separazione. I tentativi di contattarlo nei giorni successivi erano risultati vani, in quanto il cellulare in suo possesso risultava spento.

I carabinieri, pertanto, hanno proceduto ad un preliminare controllo sulla banca dati dove è stato possibile appurare che il Murgia era stato controllato in data 18 marzo 2017 da una pattuglia della Stazione dei carabinieri di Sant’Antioco presso quel porto industriale, verso le 2.00 di notte e che, la denuncia di scomparsa, era stata presentata dall’ex moglie presso la Questura di Prato il 5 aprile 2017.

Il controllo subito effettuato presso gli ospedali della zona ha dato esito negativo, pertanto i carabinieri di Cortoghiana (dove ricade Bacu Abis località di residenza del Murgia) hanno proceduto ad indagare e ad acquisire informazioni presso parenti e amici nei centri abitati di Cortoghiana, Bacu Abis e Sant’Antioco dove, come detto, era stato avvistato l’ultima volta, oltre ad avvisare tutti i Comandi di Stazione del Sulcis.

Intanto ,anche i familiari molto preoccupati, per dare maggior risalto alla scomparsa, si sono allertati, chiamando la trasmissione “CHI L’HA VISTO” che ha inserito il Murgia tra le persone scomparse.

http://www.chilhavisto.rai.it/dl/clv/Scomparsi/ContentSet-b09b74cb-a0de-4ef3-ae16-64639bf3d2c4.html-

Sono state raccolte informazioni varie e, dai successivi accertamenti, è emerso che il Murgia era stato avvistato in data 21 marzo 2017 nei pressi del centro abitato di Portoscuso, pertanto le ricerche sono state estese oltre che tra i centri abitati di Cortoghiana, Bacu Abis anche verso Portoscuso.

Nel corso delle ricerche, opportunamente predisposte, nella serata di ieri 7 aprile, presso la strada provinciale 108, in località “Sa Conca de Masoni” di Portoscuso, la pattuglia dei carabinieri di Cortoghiana ha notato un bagliore provenire dalla macchia mediterranea a circa 200 metri dalla strada asfaltata. Il sospetto della  presenza di un’autovettura è stato subito confermato, in quanto veniva rinvenuta proprio la VW Golf da ricercare, all’interno della stessa vi era Aldo Murgia.

Il pensionato è apparso in buone condizioni di salute, spossato e dimagrito ma lucido. Ha riferito di essersi allontanato da casa perché stanco della vita che stava conducendo e dei dissidi familiari che l’avevano trasformato in un uomo solo. Non ha voluto essere visitato da personale medico né ha voluto allontanarsi da quel luogo. Ha confermato di aver vissuto nell’autovettura per tutto il tempo della sua assenza e di essere privo di collegamento telefonico, in quanto il suo cellulare aveva smesso di funzionare.

Solo dopo una grande opera di convincimento del comandante della stazione e dopo essere stato messo in contatto con la figlia Valentina, il pensionato ha accettato l’invito di seguire i militari presso la caserma di Cortoghiana per prendere un caffè.

Qui è stato rifocillato ed ascoltato e, infine, convinto a seguire la sorella Annamaria che, nel frattempo, è stata convocata e alla quale è stato affidato.

«Grazie alla collaborazione dei carabinieri di Cortoghiana – ha detto il maggiore Giuseppe Licari, comandante della Compagnia dei carabinieri di Carbonia – tutto è finito bene e il signor Aldo Murgia è rientrato presso la sua famiglia.»

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Nello scorso mese di gennaio, un cuoco di Sant’Antioco ha denunciato ai carabinieri della locale stazione che ignoti, con artifici e raggiri, qualificandosi telefonicamente come maresciallo dei carabinieri in servizio a Carloforte e pubblicando un falso annuncio di vendita di un cellulare iPhone 5S sul sito internet www.subito.it , si sono fatti versare una somma di 140 euro, mediante ricarica PostePay, senza mai consegnare quanto da lui ordinato, dandogli appuntamento per la consegna all’arrivo del traghetto da Carloforte, cosa mai avvenuta.

Nei giorni scorsi, i carabinieri di Sant’Antioco, a conclusione delle indagini, hanno denunciato a piede libero quale autore della truffa, un pluripregiudicato 50enne, disoccupato, di Taranto.

Il maggiore Giuseppe Licari, comandante della compagnia dei carabinieri di Carbonia, invita a diffidare di chi vuole far fare un affare su internet, soprattutto di chi si spaccia per appartenente alle forze dell’ordine.

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Si è conclusa con l’arresto in Olanda di Roberto Aurelio Porru l’indagine “Calesse” della Compagnia dei carabinieri di Carbonia.

Sabato pomeriggio, a seguito dell’attività tecnica compiuta dal Comando della Compagnia dei carabinieri di Carbonia con la successiva localizzazione del latitante internazionale e la conseguente attivazione fatta attraverso la D.C.P.C. – Servizio per la cooperazione internazionale di polizia, servizi Interpol e SI.RE.NE. in Tilburg (Olanda) il “Fugitive active search team” della polizia olandese (l’Unità di polizia europea della cooperazione di polizia finalizzata alla localizzazione e all’arresto di criminali ricercati a livello internazionale e che hanno commesso reati gravi. Enfast è, quindi, una rete di operatori di polizia, attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7, in grado di operare immediatamente per localizzare ed arrestare latitanti), ha arrestato Roberto Aurelio Stefano Porru, nato a Tilburg (Olanda), 38 anni, residente a Waalwjk (Olanda), coniugato, pregiudicato, cittadino italiano iscritto Aire, colpito da mandato di arresto europeo emesso il 10 maggio 2016 dal GIP del Tribunale di Cagliari nell’ambito del P.P. NR. 8933/13 DDA, operazione convenzionalmente denominata “Calesse”, della Compagnia dei carabinieri di Carbonia e dove il Porru è indagato per associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti ed altro.

L’uomo era il capo dell’organizzazione sardo olandese che inviava la sostanza stupefacente dall’Olanda alla Sardegna smantellata dai carabinieri di Carbonia il 17 maggio 2016 ed era ormai rimasto l’unico da catturare, in quanto sfuggito alla polizia olandese, poiché il giorno delle catture lui era temporaneamente all’estero.

Su di lui, il quale non ha mai avuto nemmeno il pensiero di costituirsi, la Compagnia dei carabinieri di Carbonia aveva sin dal mese di giugno 2016 attivato una grossa indagine finalizzata alla sua cattura, monitorando i suoi contatti in Italia, soprattutto a Suelli, suo paese di origine, e dove tornava diverse volte l’anno, cercando così di stabilire i suoi movimenti, le sue frequentazioni italiane e quant’altro utile per la sua cattura.

Nel corso dell’attività investigativa è emerso come l’uomo fosse molto scaltro e, con la sua mentalità criminale molto avanzata, infatti, riusciva a mantenere i suoi contatti a Suelli, sfruttando canali di comunicazione alternativi, addirittura aveva inviato un telefono “dedicato” dall’Olanda direttamente ad un suo parente che serviva per le comunicazioni tra di loro (ritrovato nel corso delle due perquisizioni fatte stamattina).

Nell’indagine “Calesse”, per comunicare con i sodali, è stato accertato che utilizzava solo la rete dei telefoni Blackberry.

«Però anche i più furbi commettono qualche imprudenza – sottolinea il maggiore Giuseppe Licari, Comandante della compagnia dei Carabinieri di Carbonia – infatti l’uomo in Olanda conduceva una vita sotto traccia, anche se sul suo profilo facebook si ricavavano alcune notizie utili per la sua cattura. E’ stata inoltre monitorata la partenza verso Tilburg di un suo parente, che ha dato la prima svolta all’indagine, ma soprattutto verificando una foto scattata in occasione del compleanno del padre dell’anno scorso si è avuto un indizio importante. Infatti, l’occasione ottima per la cattura era il compleanno del 2017 del padre che cadeva il 21 gennaio.»

«La cosa è stata immediatamente comunicata all’Interpol che ha interessato Europol – aggiunge il maggiore Giuseppe Licari – e la Polizia olandese, in un mirato e specifico servizio, ha catturato il latitante che, nei prossimi giorni, al termine di tutte le operazioni di rito, sarà estradato in Italia, come già accaduto al suo amico e sodale Luigi Farci, anch’esso arrestato a Tilburg e che di Porru era uno dei principali collaboratori, possiamo dire il contatto con il gruppo criminale di Pirri.»

Grande soddisfazione è stata espressa anche dall’autorità giudiziaria (Pubblico ministero dott. Alessandro Pili) per la cattura dell’uomo che, se non catturato, non si sarebbe mai costituito volontariamente.

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Sei ex consiglieri comunali sono coinvolti nell’indagine su irregolarità nella sottoscrizione delle liste alle Amministrative di Carbonia dello scorso 5 giugno. Le indagini coinvolgono anche disoccupati, casalinghe e pensionati, in totale 22 persone e dieci liste.

Le indagini – come riporta una nota diramata ieri dal maggiore Giuseppe Licari, comandante della compagnia dei carabinieri di Carbonia –, sono scaturite da una segnalazione inviata direttamente all’autorità giudiziaria da parte della prima sottocommissione elettorale, che aveva notato delle irregolarità formali nelle liste presentate. Nello specifico, alcuni nominatìvi risultavano ripetuti in più elenchi di sottoscrittori di liste elettorali. I militari, dopo aver sentito numerosissime persone per l’accertamento dei fatti, hanno indagato in stato di libertà 22 persone per i seguenti reati.

15 persone, tra operai, disoccupati, casalinghe e pensionati, tutti residenti a Carbonia, i quali hanno sottoscritto due liste elettorali: responsabili del reato di cui all’art. 93 co. 2° legge 570 del 16.05.1970 (Testo unico delle leggi per la composizione e l’elezione degli organi delle Amministrazioni comunali):

1 persona, per aver falsificato la firma del padre, apponendola in una lista per la presentazione dei candidati: responsabile del reato di cui all’art. 482 C.P. (falso materiale commesso dal privato);

6 ex consiglieri comunali della precedente consiliatura (l’ex presidente del Consiglio comunale Ignazio Cuccu, Maria Luisa Poggi, Cinzia Grussu e Roberto Cotza, eletti nel 2011 nella lista del Partito Democratico; Mario Porcu (ex Pdl) e Giuseppe Meletti (eletto nella lista “Riformare Carbonia”): responsabili del reato di cui all’art. 479 C.P. (falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici), che hanno autenticato le firme ai sensi dell’art. 21 co. 2° del D.P.R. nr. 445 del 28.12.2000, in diversi elenchi dove le persone sentite a sommarie informazioni testimoniali da parte dei carabinieri hanno disconosciuto la loro firma perché palesemente false e, pertanto, si sono resi responsabili del reato di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici.

Le indagini – si legge ancora nella nota del maggiore Licari – sono scaturite dalle anomalie e irregolarità riscontrate dalla commissione elettorale, che ha vagliato la documentazione presentate dalle liste per l’ammissione delle candidature all’elezione alla carica di sindaco e di consigliere comunale nella tornata elettorale del 5 giugno 2016 per il comune di Carbonia. Gli accertamento effettuati hanno permesso di acclarare che nelle liste elettorali vi erano diverse firme false e le firme di diverse persone riportate su più liste, il tutto avvallato dai presentatori della lista, tutti consiglieri comunali allora in carica. Le liste coinvolte risultano essere 10. A tutti gli indagati è stato redatto verbale di elezione di domicilio e nomina del difensore ai sensi degli artt. 161 e 162 del C.P.P.. e notificate l’informazione di garanzia e l’informazione della persona sottoposta alle indagini sul diritto di difesa, ai sensi degli artt. 369 e 369 bis C.P.P.