11 April, 2021
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Il traguardo delle 50.000 firme necessarie per depositare la proposta di legge di iniziativa popolare per l’inserimento del principio di Insularità in Costituzione è vicino.

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Il traguardo delle 50.000 firme necessarie per depositare la proposta di legge di iniziativa popolare per l’inserimento del principio di Insularità in Costituzione è vicino. Il Comitato Promotore per l’Insularità insieme alla Fasi, la federazione che raccoglie gli emigrati sardi in Italia, hanno fatto, questa mattina, il punto della situazione. «Durante le sue brevi vacanze nell’isola – ha detto Roberto Frongia – il presidente della Repubblica ha ricordato che i sardi hanno diritto ad avere pari opportunità, è esattamente ciò che chiediamo».

Inserire il principio di insularità nella Carta Costituzionale – è stato sottolineato – offre un ventaglio di vantaggi molteplici, tra cui una rinnovata autonomia, che deve essere rilanciata in modo nuovo. Per quale ragione? Per il semplice motivo che la Sardegna, in quanto isola, fa storia a sé, con tutto ciò che ha comportato e che comporta per la nostra cultura, per la nostra storia millenaria e per le nostre tradizioni: l’insularità rappresenta l’incontestabile necessità per i sardi di organizzare il proprio assetto istituzionale,economico e sociale con una Autonomia di scelta assai più ampia e profondamente diversa dalle altre regioni. Ma è necessario gridare con altrettanta forza che i sardi non vogliono più ricevere il “pesce pescato da altri e regalato dallo Stato”, proseguendo un andazzo che li condanna ad essere servi senza dignità. Vogliono, al contrario, che siano azzerati gli attuali svantaggi strutturali legati all’insularità e che sia dunque finalmente consentito loro  di competere con pari punti di partenza con tutti gli altri cittadini italiani. Essere “un’isola” comporta costi aggiuntivi che devono essere compensati in nome della coesione nazionale, con l’obiettivo di rendere uguali i punti di partenza di tutti i cittadini italiani.

La presidente della Fasi Serafina Maxia ha ricordato che il problema dell’insularità si trascina da troppi anni per questo la Federazione ha deciso di lavorare accanto al Comitato. Con la firma è possibile esercitare un diritto dando alla soluzione del problema un contributo fattivo. I sardi non chiedono un privilegio, ma diritti, le stesse opportunità dei connazionali. Tonino Mulas, già presidente della FASI, oggi responsabile trasporti della Federazione, ha sottolineato come siano stati coinvolti nella raccolta delle firme i 70 circoli della Fasi sparsi in tutta Italia. Ha poi rammentato che il problema della continuità territoriale deve essere condotta in modo unitario. Troppo alti i costi che i sardi sopportano sia sul fronte del trasporto marittimo sia su quello aereo. Rita Dedola del Comitato scientifico ha ricordato la trasversalità dell’iniziativa, mentre la coordinatrice del Comitato scientifico, prof.ssa Maria Antonietta Mongiu, ha concluso mettendo in risalto che «il Comitato per l’insularità in Costituzione non ha interrotto la sua azione in questa estate così problematica per la nostra nazione. Queste settimane sono state  anzi un’ulteriore opportunità per la raccolta di firme ma pure di diffusione del progetto e del percorso che abbiamo intrapreso».

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giampaolo.cirronis@gmail.com

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