28 October, 2021
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Dopo l’Isola di San Pietro, anche l’’Isola di Sant’Antioco è stata inserita nella campagna vaccinale di massa per le isole minori. Lo hanno annunciato questa sera i sindaci di Sant’Antioco Ignazio Locci e di Calasetta Claudia Mura, al termine del vertice tenutosi questo pomeriggio a Sant’Antioco, alla presenza del Commissario straordinario dell’ATS Sardegna, Massimo Temussi, del generale dell’Esercito Francesco Olla, della coordinatrice del progetto Ad Adiuvandum Maria Antonietta Mongiu, del medico Daniela Ibba, in rappresentanza dei medici di base dell’isola.
Nel video allegato la comunicazione congiunta di Ignazio Locci e Claudia Mura.

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Venerdì 5 marzo, con l’approvazione della relazione tecnico scientifica di congruità della Collezione Manunta, il consiglio direttivo del Consorzio del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna ha definitivamente deliberato l’acquisto di questa preziosa collezione mineralogica, che rimarrà patrimonio di questo territorio e di tutta la Sardegna mineraria.
L’Associazione Mineraria Sarda, in una nota, si felicita per questo risultato, nuova importante tappa di un cammino iniziato diversi anni fa, a partire dall’esperienza che vide l’associazione impegnata nel 2016 con il Fai Sardegna, all’epoca presieduto dalla prof.ssa Maria Antonietta Mongiu, per la campagna dei Luoghi del Cuore, con cui si portò all’attenzione nazionale il valore identitario della Scuola Mineraria di Iglesias e la battaglia per evitare la dispersione della collezione ora acquisita.
«È un successo delle tante associazioni della Sardegna – commenta il presidente dell’Associazione Mineraria Sarda, l’ing. Giampaolo Orrùche assieme al nostro sodalizio si sono riunite il 18 dicembre 2018 nell’aula magna dell’Istituto Minerario per il rilancio del Museo Sardo di Mineralogia attraverso l’acquisizione della Collezione Manunta e portare l’attenzione sulla tutela dei beni mineralogici che sono dei beni identitari di un territorio e come tali appartengono al patrimonio storico culturale da valorizzare.»
L’Associazione Mineraria Sarda, parte attiva dal 1896 nel panorama industriale della Sardegna e riconosciuta per il suo ruolo ben oltre i confini dell’Isola, conferma il proprio impegno per la difesa e la valorizzazione del patrimonio minerario isolano, testimonianza storica del progresso tecnico, economico e sociale legato allo sviluppo dell’attività estrattiva, e per la valorizzazione delle odierne opportunità nella lavorazione delle materie prime, dello sviluppo sostenibile e dell’economia circolare.

Si è conclusa, a San Giovanni Suergiu, la prima giornata di screening del progetto “Ad Adiuvandum”. In totale, nel corso di tutta la mattinata, sono stati effettuati 160 test sierologici, in forma gratuita, alle categorie di persone maggiormente esposte al pubblico nelle loro attività professionali.

«Ringraziamo la professoressa Maria Antonietta Mongiu e l’Esercito, promotori dell’iniziativa, tutto il personale volontario medico ed infermieristico che ha prestato ” ” la propria attività e l’Auser di San Giovanni Suergiu ha detto Elvira Usai, sindaco di San Giovanni Suergiu –. Il progetto prevede lo svolgimento di altre due giornate che si terranno rispettivamente giovedì 25 febbraio e giovedì 4 marzo. Le categorie interessate per l’appuntamento del 25 febbraio saranno tutte quelle che lavorano a contatto con la popolazione anziana o con gli ammalati (badanti, assistenti familiari) e le categorie fragili (diabetici, malati oncologici, cardiovascolari e con patologie pregresse). Nei prossimi giorni verranno comunicate le modalità e i contatti per la prenotazione.»

Coloro che parteciperanno dovranno presentarsi all’appuntamento obbligatoriamente muniti di tessera sanitaria e del modulo di informazione e consenso già compilato in ogni sua parte, rintracciabile nel sito istituzionale del comune di San Giovanni Suergiu al link: https://comune.sangiovannisuergiu.ci.it/2021-02-15-capagna-screening-covid-19/.

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Ha preso il via stamane, a Museo archeologico Ferruccio Barreca di Sant’Antioco, la tappa sulcitana del progetto della rete di solidarietà sociale “Ad Adiuvandum”. Il progetto, nato dalla collaborazione della Regione Sardegna con le Forze armate, associazioni e altri promotori, quali il gruppo L’Unione Sarda, Amici di Sardegna Uniti contro COVID-19 e Sarda Bellezza e, con il contributo attivo di personale infermieristico e medico, si propone di contribuire a tracciare la circolazione del virus individuando soggetti asintomatici portatori, rafforzare la tutela sanitaria, accrescere le misure di protezione nei confronti di lavoratori che assicurano servizi essenziali e aumentare la consapevolezza sociale del rischio, sostenendo l’osservanza delle regole di prevenzione sanitaria.

Test sierologici, dunque, a partire dai dipendenti comunali e da una folta rappresentanza di commercianti antiochensi raggruppati grazie all’impegno del Centro Commerciale Naturale, tutti autotassatisi per contribuire allo scopo ultimo (150 soggetti circa): «Siamo molto felici di dare il via a questo progettocommenta il sindaco Ignazio Locciringrazio i promotori dell’iniziativa: nello specifico la professoressa Maria Antonietta Mongiu, la quale si avvale della preziosa collaborazione del nostro concittadino Francesco Olla, Generale e Comandante del Comando Militare Esercito Sardegna, e di personale medico e infermieristico. Non meno importante, in questa prima fase, il ruolo dei dipendenti comunali e dei commercianti locali, che daranno il via agli esami. Successivamente, grazie al supporto degli uffici del Servizio Politiche Sociali, procederemo individuando tutte le fasce più a rischio da invitare, sempre su base volontaria, ad eseguire i test.»

Oltre agli uomini dell’Esercito, che si sono occupati dell’accoglienza, della Mongiu e del Generale Francesco Olla, oggi erano presenti un medico cardiologo e quattro infermieri, compreso Graziano Lebiu, Presidente dell’associazione infermieristica “OPI Sulcis Iglesiente”, organismo attivo sin dalla prima ora sul fronte della lotta al virus, nonché quattro studenti della Laurea in Scienze Infermieristiche: «La contestuale  campagna di vaccinazione rende indispensabile questa iniziativa di monitoraggio sierologico della popolazionecommenta Graziano Lebiuche ha lo scopo di individuare i soggetti già esposti o immunizzati e rendere conseguentemente più adeguato ed efficace in piano vaccinale che sta entrando a regime con la fase 2. È del tutto evidente l’importanza di consentire di rilevare una popolazione più ampia di anticorpi generati da una risposta immunitaria, in funzione della razionalizzazione delle scorte di vaccino, che sappiamo avere qualche criticità nelle forniture. Saremo presenti al massimo livello perché la professione infermieristica fonda le sue attività sostenendo la ricerca e le evidenze scientifiche, fondamentali di fronte all’aggressione del virus – conclude Graziano Lebiu -. Come Ordine Professionale abbiamo interesse a fare in modo che via sia la più alta partecipazione e copertura vaccinale possibile: solo con una efficace svolgimento della campagna si ridurranno anche le sfiducia dei cittadini».

 

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«L’insularità e il riconoscimento della sua condizione devono offrire l’occasione storica  per trovare soluzioni ai problemi che gravano sulla Sardegna. Il Comitato per l’insularità prosegue nella propria attività e rilancerà a brevissimo il tema con nuove iniziative tese ad evidenziare la specificità e unicità della Sardegna dall’ambiente naturale e storico alla lingua ed alla cultura materiale sul solco di quella presa di coscienza che è stato il motore in questi ultimi anni.»
Così il presidente del Comitato per l’insularità, Roberto Frongia, e la responsabile del Comitato Scientifico, Maria Antonietta Mongiu.
I rappresentanti del Comitato augurano buon lavoro a Efisio De Muru, responsabile delle politiche insulari del Pd: «Siamo certi che De Muru, con serietà e professionalità, saprà veicolare l’importanza e la strategicità del tema, affinché la condizione di insularità non sia più percepita come una caratteristica localistica ma un tema nazionale che attiene i territori caratterizzati dalla dimensione geografica insulare. In tutte le isole ma soprattutto in Sardegna è una delle cause del gap socio-economico che pesa sulle Isole e sulla Sardegna in particolare».

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Mercato locale limitato, frammentato, distante e fondato su pochi settori strategici; costi di trasporto elevati (per logistica, merci ed assicurazioni) per via della distanza ma anche di situazioni di concorrenza imperfetta; impossibilità di realizzare economie di scala, tenuto conto delle piccole dimensioni del mercato che comportano costi unitari elevati sia a livello di funzionamento delle imprese e sia di servizi pubblici; elevati costi di infrastrutturazione del territorio, tenuto conto della maggiorazione indotta dai costi di trasporto delle materie prime necessarie. Sono i quattro effetti più evidenti dell’insularità messi in evidenza dal presidente del Comitato per l’insularità Roberto Frongia nel corso dell’audizione al Senato sulla modifica della Costituzione.

Al collegamento hanno partecipato anche Maria Antonietta Mongiu (Presidente del Comitato Scientifico per l’insularità), Andrea Pubusa (Università di Cagliari), Omar Chessa (Università di Sassari), Giovanni Lobrano (Università di Sassari e componente Comitato Scientifico Insualrità), Enrico Atieri (ex magistrato e componente ), Benedetto Torrisi (Università degli Studi di Catania), Franco Angelo Siddi (Presidente Confindustria-Radiotelevisioni).

Uno squilibrio evidente e decisivo per il futuro dell’Isola, reso evidente dai numeri elaborati dall’Istituto Tagliacarne  per categoria di infrastruttura: fatto 100 l’indice di dotazione infrastrutturale, la Sardegna si ferma al 43,88% per quanto riguarda le strade, il più basso se raffrontato alla media nazionale e al resto delle aeree geografiche (88,17% nel Mezzogiorno, 111,19% nel Nord Ovest); ad appena  il 17,39 per quanto riguarda le ferrovie (76,28% nel Mezzogiorno, 102,62% nel Nord Ovest). Indici scadenti si riscontrano anche per quanto riguarda impianti e reti energetico-ambientali (38,35% contro il 67,11% del Mezzogiorno e il 127,35% nel Nord Ovest), telefonia (44% contro il 96,79% del Mezzogiorno e del 112,80% del Nord Ovest); reti bancarie e di servizi (38% contro il 64,99% del Mezzogiorno e il 135,25% del Nord Ovest).

Cosa significa vivere isolati? Frongia e Mongiu hanno cercato di dare una risposta a questo interrogativo, entrando nello specifico di quegli effetti dell’insularità che fanno dei sardi cittadini di serie B in termini di eguali diritti e condizioni di partenza rispetto ai cittadini del resto della Penisola e di opportunità rispetto al resto d’Europa. «I diritti della Sardegna non possono più attenderespiegano Frongia e Mongiu -. Con l’inserimento del principio di insularità in Costituzione vogliamo riaffermare la nostra specialità che riteniamo ci sia stata scippata con la riforma del 2001. Cancellare il riferimento all’insularità concludonosignifica aver tradito quel principio che aveva portato i Padri Costituzionali a riconoscere la specialità di Sardegna e Sicilia. Oggi abbiamo la possibilità e il dovere di intervenire».

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Parlamentari sardi e rappresentanti delle massime Istituzioni sarde uniti nel chiedere che il Parlamento italiano non resti più sordo alla richiesta che arriva dalla Sardegna e oggi manifestata a Roma in occasione del corteo per la mobilità. In contemporanea, grande partecipazione per il sit-in promosso in tutti gli aeroporti sardi dal Comitato per l’insularità, per ribadire la specificità della Sardegna e la necessità di ottenere pari condizioni, anche e soprattutto in termini di diritto alla mobilità. Ma le bandiere e gli striscioni per l’insularità hanno sventolato anche a Milano-Linate, Caselle-Torino e Roma-Fiumicino, esposti dagli emigrati sardi che hanno partecipato numerosi alla mobilitazione per una battaglia che unisce tutti.

Non un privilegio, ma la possibilità di avere le stesse opportunità. Questa, in sintesi, la richiesta sottoscritta 3 anni fa e diventata quella proposta di legge di iniziativa popolare che ha di recente ha mosso i primi passi in Commissione Affari Costituzionali del Senato, supportata da 100mila firme, di cui 14mila raccolte in molte città d’Italia e nelle Isole minori proprio grazie all’impegno della Federazione delle Associazioni Sarde in Italia che insieme con il Comitato per l’insularità ha rappresentato in tutte le sedi e le piazze quella che oggi è diventata la madre di tutte le battaglie.

Sardegna e trasporti sono i temi al centro del confronto, uniti dal filo conduttore dell’insularità, dal cui riconoscimento dipenderà lo sviluppo futuro della Sardegna. Due i tavoli di confronto, che da qualche mese vedono anche la partecipazione attiva della Commissione regionale speciale per l’insularità, uno nazionale per il riconoscimento del principio di insularità nella Carta e uno europeo per costituire un fronte unico con le altre regioni insulari d’Europa ed interloquire con maggior decisione e forza con le Istituzioni Europee.
«In Sardegna viviamo uno svantaggio oggettivo che impedisce di avere pari dignità e pari opportunità rispetto ai nostri connazionali – spiega Roberto Frongia, presidente del Comitato – e l’unico modo per colmare tale gap è il riconoscimento del principio di insularità nella Carta Costituzionale.»

Obiettivo principe è quello di sanare i ritardi infrastrutturali; di sviluppo socio-economico dell’Isola; delle reti di comunicazione, energia e trasporti. Per rimanere ancorati all’attualità e fare alcuni esempi pratici, si chiedono aerei e navi frequenti e a basso costo per spostare facilmente persone e merci, e anche energia elettrica per famiglie e industria a prezzi uguali al resto degli italiani.
Al sit-in di questa mattina erano presenti gli emigrati sardi della Fasi e l’Associazione Nazionale dei Comuni delle Isole Minori, oltre tanti cittadini comuni che hanno voluto dare man forte e far sentire la propria voce. Soddisfatti i promotori, Roberto Frongia e Maria Antonietta Mongiu, che promettono battaglia per un riconoscimento che non è più procrastinabile.

Interviste a Tonino Mulas, responsabile Trasporti FASI a Linate, e Maria Gemma Azuni, sit in Fiumicino, componente Esecutivo Nazionale FASI.

https://www.facebook.com/giampaolo.cirronis/videos/10221888075218959/

https://www.facebook.com/giampaolo.cirronis/videos/10221892245243207/

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Sit in per l’insularità nei principali aeroporti, compresi alcuni scali nazionali come Linate, Fiumicino, Torino, Caselle che vedranno la partecipazione della Fasi e del Comitato per l’insularità. Con l’occasione del corteo organizzato dal presidente del Consiglio regionale, a Roma, prenderanno avvio anche una serie di iniziative volte ad evidenziare il tema centrale per i diritti dei sardi, l’insularità.
«Il nodo trasporti, i ritardi nello sviluppo economico e sociale, il gap infrastrutturale e nelle reti di comunicazione (comprese quelle energetiche) rappresentano l’insieme degli effetti legati all’insularità che ci hanno portati oggi a Roma, per ribadire ancora una volta l’importanza del riconoscimento della condizione sarda da parte dello Stato, con l’inserimento del principio di insularità in Costituzione». Così i vertici del Comitato per l’insularità Roberto Frongia e Maria Antonietta Mongiu.

Nei principali scali verranno esposti gli striscioni per l’insularità.

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«La calendarizzazione della proposta di legge di iniziativa popolare per l’inserimento del principio di insularità in Costituzione non è solo la notizia che aspettavamo con ansia da oltre un anno ma anche la speranza, che si riaccende, di veder cambiato il futuro della Sardegna. Da domani sarà possibile scrivere una nuova pagina di Storia.»
Lo dicono Roberto Frongia e Maria Antonetta Mongiu, esponenti del Comitato per l’insularità, che esprimono soddisfazione, evidenziando la portata dell’iniziativa che «grazie all’impegno di tutte le forze politiche, in special modo dei parlamentari sardi», ha consentito alla proposta di legge firmata da oltre 100mila cittadini e cittadine sarde di venire fuori dalle sabbie mobili del Senato.
«È una battaglia trasversale che ha unito tutti gli schieramenti politici sardi, il mondo delle imprese, le Associazioni di categoria, la Cultura, lo Sport e le Università – proseguono Roberto Frongia e Maria Antonietta Mongiu – tutti uniti per l’inserimento del principio di insularità in Costituzione, condizione necessaria affinché venga finalmente riconosciuto il grave e permanente svantaggio naturale derivante proprio dall’essere un’Isola. Uno svantaggio che si traduce in gap infrastrutturale, inefficienze sui trasporti, ritardi nelle reti energetiche e di comunicazione, freno allo sviluppo socio-economico.»
«Non si può, oggi, tenere slegata la battaglia per l’insularità da quelle che sono le principali criticità della nostra Isola – concludono Roberto Frongia e Maria Antonietta Mongiu – a partire dall’annosa questione dei trasporti, che vede una regione ostaggio della burocrazia e dei tempi dell’Europa.»

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«L’endorsement sull’insularità per la calendarizzazione in tempi brevi della proposta di legge arrivato ieri durante la riunione dei capigruppo al Senato, è il segnale che la battaglia che stiamo combattendo trova finalmente eco anche a Roma.»

Così Roberto Frongia e Maria Antonietta Mongiu in relazione alla sollecitazione arrivata ieri da Lucio Malan per la calendarizzazione della discussione sulla proposta di legge popolare di inserimento dell’Insularità in Costituzione.
«Il fronte unito che vede schierati in prima fila anche i parlamentari sardi – spiegano Roberto Frongia e Maria Antonietta Mongiu – deve essere l’occasione per sanare quella ferita causata nel 2001 dalla modifica del titolo V della Costituzione, con l’eliminazione dall’art. 119 di ogni riferimento all’insularità. È stata, in quel momento, cancellata quella condizione di svantaggio che per anni era stata la base della specialità delle Isole e che oggi la Sardegna chiede a gran voce di rinserire.»
«Nessuno di noi – spiegano ancora i rappresentanti del Comitato per l’insularitàpuò considerarsi al riparo dai danni nefasti che scaturirebbero per i sardi di oggi e di domani se la Sardegna rimanesse immobile mentre le altre regioni d’Italia già combattono per i propri interessi. Nonostante  i trattati comunitari e internazionali – concludono Frongia e Mongiu – l’Isola continua ad avere uno svantaggio infrastrutturale e strutturale che si concretizza in danni di carattere sociale, economico, culturale. La battaglia che stiamo portando avanti a tutti i livelli per il riconoscimento del principio di insularità in Costituzione va proprio in questa direzione.»