15 August, 2022
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Parte domani, con oltre 120 iscritti, a Cagliari, la Scuola di formazione politica promossa dai Riformatori sardi. In apertura della prima giornata il senatore del Pd Luigi Zanda. Seguiranno gli interventi sul funzionamento della macchina regionale con Gianmario De Muro, costituzionalista e docente universitario e Riccardo Porcu, direttore generale Assessorato regionale degli Affari generali. Pomeriggio interamente dedicato alla sanità con ospiti d’eccezione quali Francesco Nicola Zavattaro, direttore generale dell’Azienda Zero Friuli VG, Nicola Colacurci, presidente dell’associazione ginecologi universitari, Marcello Giannico, direttore generale dipartimento finanziario Sanità Lazio, Giovanni Raimondi, presidente Gemelli ed amministratore delegato del Mater Olbia, Paolo Cannas, commissario dell’Ospedale Brotzu di Cagliari.

Le lezioni potranno essere seguite anche in streaming, previa iscrizione sulla piattaforma e-learning dell’Ente di Formazione S.O.So.R. (il corso rimarrà disponibile anche in seguito) e/o di acquistare i moduli di interesse nella stessa piattaforma, soluzioni individuate dagli organizzatori per far fronte al record di domande pervenute nelle ultime settimane.

Rivolta ai giovani e a tutti coloro che intendono conoscere da più vicino la politica, la macchina regionale e i meccanismi di governo dell’Isola – sempre con lo sguardo punto sulle prospettive future – la Scuola si presenta con una offerta formativa di assoluto rilievo, ospiti politici di carattere nazionale  e un parco docenti di altissimo profilo ed indiscusse capacità ed esperienza. Non a caso, il target degli iscritti varia passando dai numerosi amministratori locali, ai giovani studenti universitari, imprenditori, professionisti, fino ad alcuni consiglieri regionali che anno deciso di iscriversi.

Seconda giornata di formazione venerdì 31 gennaio, con il deputato della Lega, già sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti in apertura. Seguirà una sessione dedicata all’economia e all’innovazione con il Prorettore per il Territorio dell’Università di Cagliari, Chiara Di Guardo ed il Presidente dell’Osservatorio Banche Imprese Salvatore Matarrese, per proseguire con esempi virtuosi, tutti made in Sardinia, che punteranno a disegnare il profilo della Sardegna che verrà, con esempi pratici di aziende già proiettate sul futuro: Daniela Ducato con la sua Edilana, Pierluigi Pinna con Ab Insula, Alessandro Vagnozzi con  J-Service. Pomeriggio dedicato alla comunicazione con Nicola Bonaccini, docente di comunicazione, Francesco Di Costanzo, Presidente di PA Social, esperto di comunicazione e uso dei social network nel pubblico e Fabrizio Meloni, giornalista  e autore del libro “Comunicare la Salute”.

Ad aprire la terza e ultima giornata, nel corso della quale è prevista la partecipazione del presidente della Regione Christian Solinas, il parlamentare europeo, già ministro delle Politiche regionali, Raffaele Fitto. Tema principe della mattinata sarà l’insularità, di cui si parlerà con Tommaso E. Frosini, Costituzionalista, docente universitario e vicepresidente Cnr, Michele Cossa, presidente della Commissione speciale per l’insularità, Roberto Frongia, presidente del Comitato promotore insularità e assessore regionale dei Lavori pubblici, Maria Antonietta Mongiu, presidente del Comitato scientifico per l’insularità. Il “nodo finanziario”, quindi l’’economia italiana, le prospettive future, le leve da spingere e i freni allo sviluppo economico e finanziario negli interventi di Rodolfo Panbianco, Academic Fellow Università Bocconi e Carlo Stagnaro, economista e direttore Ricerche e Studi dell’Istituto Bruno Leoni. Spetterà invece ad Alessandra Todde, sottosegretaria del MISE, fotografare gli effetti dell’insularità sui costi energetici ed al professor Carlo Bernardini fare una panoramica delle sfide future per la Sardegna legate all’energia. Chiuderà i lavori della giornata e la Scuola di formazione politica dei Riformatori sardi Mario Segni.

Modalità per seguire le lezioni.

a) – In presenza nei giorni 18 e 31 gennaio e 15 di febbraio

b) – In streaming in diretta video durante gli stessi giorni di erogazione – € 80

c) – In FAD (formazione a distanza) video-lezioni in differita scaricabili in e-learning – € 40

Le iscrizioni potranno essere effettuate presso l’Ente Sosor sul sito www.sosor.eu nella sezione E-LEARNING

 

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Al via la Scuola politica dei Riformatori sardi, fiore all’occhiello della strategia politica 2020 dei Riformatori sardi. Rivolta ai giovani e a tutti coloro che intendono acquisire nuove competenze in materia, si presenta con un’offerta formativa di assoluto rilievo, ospiti politici di carattere nazionale ed un parco docenti di altissimo profilo ed indiscusse capacità ed esperienza.

Tre giornate piene di politica, divise tra i lavori della mattina e quelli del pomeriggio, con tematismi che spaziano dalla macchina regionale e la sanità (prima giornata di lavoro dal titolo “Capacità di governo”) all’economia, innovazione e comunicazione (“Capacità di visione” è il titolo scelto per la seconda giornata di lavoro) fino ad entrare nello specifico di temi quali l’insularità, con focus specifici sugli effetti della condizione di insularità nei diversi comparti della nostra economia (“Identità e coesione sociale” è il titolo della terza giornata).

Una scuola di politica che punta sulla formazione, trasversale agli schieramenti politici, concentrata sul momento storico che stiamo vivendo ma già proiettata sui nuovi trend politici, economici e sociali.

In apertura della prima giornata, il 18 gennaio, il senatore del Pd Luigi Zanda. Seguiranno gli interventi sul funzionamento della macchina regionale con Gianmario De Muro, costituzionalista e docente universitario e Riccardo Porcu, direttore generale assessorato regionale degli Affari generali. Pomeriggio interamente dedicato alla sanità con ospiti d’eccezione quali Francesco Nicola Zavattaro, direttore generale Azienda Zero Friuli VG, Giovanni Raimondi, presidente Gemelli e amministratore delegato Mater Olbia, Paolo Cannas, Commissario Ospedale Brotzu, Marcello Giannico, direttore generale dipartimento finanziario Sanità Lazio.

Via alla seconda giornata di formazione il venerdì 31 gennaio, con il deputato della Lega, già sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti in apertura. Seguirà una sessione dedicata all’economia e all’innovazione, con il presidente dell’Osservatorio Banche Imprese Salvatore Matarrese e Rodolfo Panbianco, Academic Fellow Università Bocconi, per proseguire con esempi virtuosi, tutti made in Sardinia, che punteranno a disegnare il profilo della Sardegna che verrà, con esempi pratici di aziende già proiettate sul futuro: Daniela Ducato con la sua Edilana, Pierluigi Pinna con Ab Insula, Alessandro Vagnozzi con  J-Service. Pomeriggio dedicato alla comunicazione con Francesco Di Costanzo, presidente di PA Social, esperto di comunicazione e uso dei social network nel pubblico e Fabrizio Meloni, giornalista ed autore del libro “Comunicare la Salute”.

Ad aprire la terza ed ultima giornata, nel corso della quale è prevista la partecipazione del presidente della Regione Christian Solinas, il parlamentare europeo, già ministro delle Politiche regionali, Raffaele Fitto. Tema principe della mattinata sarà l’insularità, di cui si parlerà con Tommaso E. Frosini, Costituzionalista, docente universitario e vicepresidente Cnr, Michele Cossa, presidente della Commissione speciale per l’insularità, Roberto Frongia, presidente del Comitato promotore insularità e Assessore regionale, Maria Antonietta Mongiu, presidente del Comitato scientifico per l’insularità. Spetterà invece ad Alessandra Todde, sottosegretaria MISE, fotografare gli effetti dell’insularità sui costi energetici. L’economia italiana, le prospettive future, le leve da spingere e i freni allo sviluppo economico nell’intervento di Carlo Stagnaro, economista dell’Istituto Bruno Leoni. Chiuderà i lavori della giornata e la Scuola di formazione politica dei Riformatori sardi, Mario Segni.

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Pino Cabras, Maria Antonietta Mongiu, Franciscu Sedda e Giovannino Deriu sono i relatori della Assemblea conclusiva del ciclo di incontri-dibattito a carattere seminariale dal titolo “Istituzioni democratiche in Sardegna e partecipazione popolare”, organizzati dal Circolo Palmiro Togliatti nella sede di via San Domenico 10, a Cagliari.

In particolare l’evento di chiusura, che avrà inizio alle 17.00, tratterà il tema della “Sovranità e autodeterminazione del popolo sardo tra Costituzione repubblicana e Statuto speciale”. Un confronto approfondito che metta al centro la Sardegna a partire dal dibattito politico in corso sull’autonomia differenziata, sull’inserimento del principio di insularità in Costituzione e sulla rinnovata rivendicazione di spazi di autogoverno nel sistema dei poteri.

Introduce e coordina Giovannino Deriu e a seguire interverranno:
Pino Cabras, parlamentare del Movimento 5 stelle, membro della Commissione esteri alla Camera dei Deputati;
Maria Antonietta Mongiu, coordinatrice del Comitato per l’insularità;
Franciscu Sedda, autore del libro “Manuale d’indipendenza nazionale”.

Pino Cabras (Movimento 5 Stelle).

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Lettera di Roberto Frongia e Maria Antonietta Mongiu (Comitato per l’Insularità in Costituzione) al ministro per gli Affari regionali e le Autonomie on. Francesco Boccia.

Onorevole Ministro Prof. Francesco Boccia,

Le scriviamo come rappresentanti del Comitato per l’inserimento del principio di Insularità in Costituzione che ha costruito, negli ultimi due anni, un percorso condiviso in tutta la Sardegna, affinché le cittadine e i cittadini sardi possano godere, come sancito dalla Costituzione, di pari diritti, di pari dignità, e di pari servizi con il resto d’Italia.

Nelle ultime sintetiche righe Le abbiamo riassunto lo stato delle cose e la missione del Comitato: ovviare a una storica discriminazione attraverso l’inserimento in Costituzione di quel “principio di Insularità”, considerata a buon diritto la “battaglia dei sardi” di quelli residenti e di quelli emigrati. Un’iniziativa trasversale che unisce gli schieramenti politici, nessuno escluso; imprese; associazioni di categoria, datoriali e sindacali; cultura; sport; università. In sintesi tutta la Sardegna.

Come ricordano i verbali parlamentari, Emilio Lussu, uno dei padri della Patria, intervenendo, il 14 novembre 1946, nella discussione sulle autonomie locali, per la redazione dell’art. 116 della Costituzione «Fa presente che la Sicilia e la Sardegna sono delle isole […] onde la necessità di metterle in condizioni di poter funzionare […] concedendo loro una particolare forma autonomista». Ma, come ben sa, la riforma del titolo V ha cancellato dall’art. 119 il riferimento alle Isole.

In questa diversa fase dell’autonomismo, non ultimo quello delle Regioni a Statuto speciale, la Sardegna si interroga sui fondamenti stessi della sua Autonomia che nell’insularità ebbe le ragioni fondanti, riconosciute dai padri e dalle madri costituenti. Il Comitato ben per questo si è fatto portavoce del diffuso sentire che si è materializzato in una Proposta di legge di iniziativa popolare, che sottoponiamo alla Sua attenzione, che chiede l’inserimento del “principio di Insularità in Costituzione” affinché venga finalmente riconosciuto il grave e permanente svantaggio naturale per essere un’isola, geograficamente, altro dalla terraferma.

Una differenza che nei decenni si è vieppiù tradotta in un aumentato gap infrastrutturale certificato da un’indebolita coesione nei trasporti, all’interno dell’isola e tra questa e la terraferma, nei ritardi nelle reti energetiche e di comunicazione, nel freno allo sviluppo socio-economico. Di fatto la Sardegna a differenza degli altri territori nazionali di terraferma è gravata da una servitù che inerisce negativamente in un’ampia gamma di diritti costituzionali che facilmente si possono declinare dall’Istruzione alla Sanità. Lo riferiscono tutte le statistiche disponibili.

Le più gravi? Essere la Sardegna di recente rientrata tra le regioni dell’Obiettivo 1 dell’Unione Europea o avere un indice di competitività del 23,75%, contro quello medio europeo del 60,3% e del 57% della Lombardia. Nel mentre 3.500 giovani sardi, in gran parte laureati e diplomati, lasciano ogni anno l’isola perché come spiegano i sociologi non vi trovano alcuna opportunità.

Ecco la ragione per cui oltre 100.000 sardi e sarde, di cui il 30% costituito da giovani, hanno sottoscritto la Proposta di legge di iniziativa popolare per modificare l’art. 119 della Costituzione con l’inserimento del principio di insularità. Ciò interpella, contestualmente, il Governo e il Parlamento della Repubblica se la Riforma delle Autonomie, con cui non vorremo si confondesse la nostra Proposta di legge, punti davvero a introdurre una effettiva uguaglianza e pari opportunità tra i territori che fanno parte dello stesso Stato oppure se ne accresca le differenze e le distanze che diventano incolmabili se tutt’altri sono stati, storicamente, i punti di partenza.

Potremo intraprendere, anche con Lei, il percorso che comunque stiamo conducendo nei nostri territori, di analisi sulle classi dirigenti sarde, passate e recenti, per non aver ravvisato, nei confronti dello Stato centrale la necessità di un’azione efficace per emancipare la Sardegna da uno stato di minorità. D’altra parte lo stesso Emilio Lussu avvertì le carenze dello Statuto speciale della Sardegna e se ne dispiacque per tutta la vita.

L’azione positiva del Comitato per l’inserimento del principio di Insularità in Costituzione ha mirato e mira a coinvolgere cittadine e cittadini, classi dirigenti dei settori pubblico e privato, intellettuali e studiosi, nella creazione di un modello di confronto che attualizzi con nuove parole d’ordine, proposte, approfondimenti, una rinnovata idea autonomistica. È per questo motivo che il riconoscimento del principio di Insularità in Costituzione deve essere la condizione necessaria perché la Riforma delle Autonomie non sia elemento di ulteriori disequilibrio e preludio a un assetto istituzionale che favorisce alcune regioni a discapito di altre.

La Sardegna, come è noto, non è definibile sud e nemmeno nord e soprattutto la sua storia, le sue ragioni, le sue esigenze e le sue prospettive non sono omologabili a quelle del nord o del mezzogiorno d’Italia. Ad oggi i sardi, a differenza degli altri italiani del nord e del sud, non vedono attuata nei propri territori la Costituzione della Repubblica nella sua pienezza.

Auspichiamo pertanto che il Suo Governo avverta la necessità di intervenire quanto prima non concedendo favori o un sostegno particolari alla Sardegna quanto un riconoscimento non più dilazionabile. Certi che Lei condividerà l’esigenza di arrivare quanto prima a una discussione della proposta di legge che ormai giace in Commissione da oltre un anno, in attesa, se vuole, di poterLa incontrare per meglio discuterne La preghiamo di gradire i nostri più cordiali saluti.

Roberto Frongia

Maria Antonietta Mongiu

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Un tavolo di lavoro nel corso del quale ogni comparto produttivo sardo ha declinato l’insularità in ogni sua forma, individuando i principali ostacoli e chiedendo un impegno “immediato, forte e deciso”. Un incontro a porte chiuse, per tracciare un percorso condiviso che guardi al futuro. Il mondo produttivo si schiera dalla parte dell’insularità: recepisce e accoglie l’invito del Comitato affinché le Associazioni di categoria nazionali di riferimento, ognuna per la propria parte, possano sostenere quella che ormai è da tutti considerata la “battaglia dei sardi”. L’obiettivo è duplice: l’inserimento nella Carta costituzionale del principio di insularità attraverso la dicitura “Lo Stato riconosce il grave e permanente svantaggio naturale derivante dall’insularità e dispone le misure necessarie a garantire una effettiva parità e un reale godimento dei diritti individuabili e inalienabili”; l’avvio della stagione della rivendicazione in sede europea di un diritto fin qui negato, ovvero la mancata applicazione dell’articolo 174 TFUE, che riconosce gli svantaggi naturali e geografici permanenti specifici della condizione di insularità.
Al tavolo di lavoro promosso dal Comitato per l’insularità hanno partecipato stamani tutti i settori produttivi, rappresentati dalle Associazioni di categoria. Presente il comparto dell’agricoltura, tutto il mondo delle imprese e dell’edilizia, l’artigianato, il commercio, il turismo e tutti coloro che fanno girare l’economia dell’Isola.
«Oggi chiediamo che chi è portavoce del mondo produttivo sia determinato nel dire che non si può più prescindere dal riconoscimento del principio di insularità, la più importante sfida per il futuro della Sardegna – spiegano i rappresentanti del Comitato Roberto Frongia e Maria Antonietta Mongiu -. Si tratta di una battaglia che chiama in causa tutti i settori dell’economia della Sardegna qui e oggi ben rappresentanti.»
Come poter correre alla velocità dei competitors della Penisola se non si parte dalle stesse condizioni e non si hanno le medesime opportunità? È la domanda che hanno posto Roberto Frongia e Maria Antonietta Mongiu alla platea.
Esiste, e per i vertici del Comitato “è freno allo sviluppo della nostra Isola”, un’insularità che si riflette direttamente sull’agricoltura, sul commercio, sull’artigianato, sull’edilizia, sul turismo, sulla capacità di fare impresa in genere e che «finisce per ostacolare lo sviluppo e, nell’epoca dell’innovazione digitale, frena il rinnovamento e l’applicazione delle nuove tecnologie in tutti i settori dell’economia sarda, specie in quelli tradizionali, con evidenti riflessi sulla propensione al cambiamento in chiave moderna delle aziende». Una condizione alla quale è necessario ed urgente porre rimedio per mettere a nudo un Parlamento fin qui sordo alla richiesta di discussione della proposta di legge di iniziativa popolare ancora inspiegabilmente ferma in Commissione Affari Costituzionali al Senato: «Non si può perdere altro tempo».

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Nelle diverse stagioni che hanno connotato il percorso del Comitato Promotore e del Comitato Scientifico per il riconoscimento del Principio d’Insularità in Costituzione l’obiettivo che tutta la comunità regionale vuole ottenere non sembra irraggiungibile. Dopo le ultime iniziative che hanno visto compatti tutti gli schieramenti politici, senza gerarchie e primogeniture, e le loro rappresentanze istituzionali; rappresentanze del mondo del lavoro, datoriale e sindacale; autorevoli esponenti della ricerca, delle professioni, della pubblica amministrazione, della cultura, dello sport, dello spettacolo, dell’associazionismo, Roberto Frongia e Maria Antonietta Mongiu, a nome di tutte le componenti intendono aprire l’interlocuzione con l’Europa.

«Aprire un tavolo con l’Europa, dopo le comunicazioni con il Presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato Stefano Borghesi è l’ulteriore passo che, a nome della comunità regionale e in particolare di quanti hanno firmato la proposta di legge di iniziativa popolare, intendiamo compiere, attivando l’interlocuzione col Presidente del Parlamento Europeo on. David Sassoli, che abbiamo invitato in Sardegna affinché il tema dell’insularità sia il focus che riassuma le tante problematiche e i diversi dossier sulla nostra Isola, aperti e mai arrivati al traguardo – hanno affermato Roberto Frongia e Maria Antonietta Mongiu – perché le criticità dell’isola derivano dalla discontinuità territoriale rispetto al continente europeo e dalla non applicazione dell’art. 174 del TFUE.»

Per i promotori tornare a calcare il terreno europeo sul tema dell’insularità in questa stagione assume un significato assai differente rispetto al passato. Intanto va sottolineata la trasversalità e la compattezza nella proposta ma insieme la presa d’atto del ritardo  dell’Europa su un tema così importante che attiene i diritti dei singoli e dei popoli che compongono l’Unione Europea e che evidentemente non godono delle stesse pari opportunità ed insieme delle classi dirigenti sarde che sul tema nel passato sono state assai evasive.

«Le isole d’Europa non comprese in quelle ultraperiferiche hanno diritto finalmente a veder riconosciuta la loro situazione di svantaggio strutturale con l’applicazione dell’art. 174 del TFUE. L’ultraperificità non attiene infatti soltanto la matericità delle distanze chilometriche ma qualcosa di più profondo e strutturale derivante dalle differenti condizioni storiche di partenza, nel passato ed oggi, nelle diverse nazioni di appartenenza – affermano Roberto Frongia e Maria Antonietta Mongiu –. Ecco perché nei diversi documenti ed iniziative, cospicue sono state le riflessioni sull’idea di sviluppo che le attuali classi dirigenti sarde intendono proporre per il futuro dell’isola visto che quella del passato si intende superata e non soddisfacente a leggere gli sconfortanti dati relativi all’occupazione, alla natalità, all’istruzione, alla sanità, ecc.»

Richiedere l’inserimento del principio di insularità in Costituzione e l’applicazione dell’art. 174 del TFUE significa contestualmente e necessariamente interpellare chiunque svolga un ruolo se effettivamente svolga la funzione conseguente, assumendosene senza alibi tutta la responsabilità. Questo fanno le vere classi dirigenti e solo così possono richiedere pari opportunità fin qui negate.

Ecco perché i promotori, oltreché contattare i massimi vertici nazionali ed europei continueranno ad organizzare iniziative in diversi centri della Sardegna perché ogni proposta nasca nella condivisione della Comunità regionale per quella che è ormai la battaglia dei sardi.

Maria Antonietta Mongiu

 

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Il presidente del Comitato per l’Insularità Roberto Frongia ha incontrato il presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato Stefano Borghesi. Robert0 Frongia ha illustrato nel dettaglio la proposta di legge per la modifica dell’Articolo 119 della Costituzione, ferma proprio in Commissione Affari Costituzionali.
«Il Presidente si è reso disponibile a trovare nel più breve tempo possibile la strada utile per arrivare alla discussione della proposta di legge. La volontà di procedere in quel senso è un importantissimo segnale che raccolgo con estrema gioia.»
«L’insularità è una condizione che produce ritardi di sviluppo sociale ed economico e  fa dei sardi cittadini con diritti ridotti e affievoliti rispetto ai cittadini della terraferma. Dal riconoscimento del principio di insularità dipende lo sviluppo futuro della Sardegna, una battaglia che va combattuta soprattutto per le future generazioni», è il commento della presidente del Comitato Scientifico Maria Antonietta Mongiu.
L’attivismo dimostrato dai deputati e dai senatori sardi, spiega Frongia riferendosi alla partecipazione all’ultimo convegno sul tema e alle interlocuzioni che sono seguite da parte dei parlamentari sardi con alcuni esponenti del Governo, «dimostra la volontà di andare avanti spediti in una battaglia che per la prima volta è riuscita a riunire tutta la politica e che oggi, davanti alla Riforma delle Autonomie, ha una rilevanza ancora maggiore. Proprio in questo senso ho voluto rimarcare al presidente Stefano Borghesi la nostra posizione. Né col Nord, né col Sud: la Sardegna marca una posizione distinta, anche rispetto alle regioni del Sud con le quali comunque condivide alcune sofferenze strutturali tipiche del Mezzogiorno. Se la Riforma delle Autonomie punta davvero a introdurre una effettiva uguaglianza tra i territori che fanno parte di uno stesso Stato – aggiunge Roberto Frongia – questa si può realizzare solo se c’è un’effettiva parità di punti di partenza. È per questo motivo che il riconoscimento del principio di insularità in Costituzione deve essere la condizione necessaria perché la Riforma delle Autonomie non sia elemento di disequilibrio e preludio a un assetto istituzionale che favorisce alcune regioni a discapito di altre».

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Si terrà domani, venerdì 12 luglio, alle ore 10,30, presso la sala conferenze dell’hotel Regina Margherita, a Cagliari, la conferenza stampa organizzata dal Comitato per l’Insularità, alla presenza dei vertici Roberto Frongia e Maria Antonietta Mongiu, dei consiglieri regionali e dei parlamentari sardi.

La Sardegna rivendica il riconoscimento del principio di insularità in Costituzione, un diritto fin qui negato, causa ed effetto dello svantaggio che sconta in termini di pari opportunità rispetto alle altre regioni d’Italia.

L’incontro, appositamente organizzato a Cagliari, vedrà la partecipazione dei parlamentari sardi ed intende dare un segnale forte e chiaro al Parlamento affinché la legge per la modifica dell’Articolo 119 della Costituzione, ferma in Commissione Affari Costituzionali del Senato, venga discussa e adottata quanto prima.

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E’ in programma questa sera, a Cagliari, la presentazione del nuovo libro in sardo di Giuseppe Corongiu, già direttore delle politiche linguistiche regionali fino al 2014, saggista ed attivista del Coordinamentu pro su Sardu Ufitziale.

Nel cortile del Marina Hostel, Scalette San Sepolcro, a partire dalle ore 18.30 fino alle 21.00 circa, si parlerà dell’opera narrativa “Metropolitània e àteros contos tòpicos, distòpicos e utòpicos” pubblicato da Palabanda Edizioni di Maria Gabriella Ranno. A parlare dell’esordio narrativo di Corongiu, che già aveva pubblicato diversi saggi sulla questione linguistica tra cui “Il sardo una lingua normale” nel 2013, ci saranno Maria Antonietta Mongiu e Francesco Casula.

Si tratta di una raccolta di racconti in lingua sarda che cerca apertamente il rinnovamento, se non la rottura, con temi e argomenti di una tradizione ormai asfittica. L’autore, con una personalissima macchina del tempo, viaggia in varie epoche, da un futuro distopico agli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso, per raccontare una Sardegna allo stremo, in via di dissoluzione. Battaglie, fughe, amori disperati, eros, vita quotidiana, paradossi narrativi, cinismo e inchieste giudiziarie fanno da sfondo alle vicende sempre originali, mai banali. La lingua sfida la contemporaneità con leggerezza e profondità. A una ricerca filologica ossessiva, quasi maniacale, fa riscontro una scorrevolezza e una piacevolezza della scrittura e della lettura. Per questo il libro si propone anche a chi non conosce bene la lingua sarda letteraria.  

L’ingresso è libero. La serata, che si svolgerà in un cortile all’aperto, sarà allietata dalle musiche con chitarra di Andrea Porcu ed Enrico Putzolu. La Cantina dei Fratelli Fulghesu “Le Vigne” di Meana (NU) proporrà una degustazione dei suoi vini. Sarà possibile acquistare il libro e ottenere una copia firmata dall’autore.  

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Roberto Frongia e Maria Antonietta Mongiu hanno scritto ai parlamentari sardi per sollecitare il loro impegno nell’iter parlamentare della legge per il riconoscimento dell’insularità.

Scrivono i rappresentanti del Comitato:

«Mentre noi ci accontentiamo degli annunci il Veneto, la Lombardia e l’Emilia proseguono con determinazione nella loro strada col rischio che la loro richiesta di autonomia, ancora una volta, possa crearci ulteriori danni per le prevedibili diminuite risorse a disposizione della Sardegna.

Il Vostro ruolo di rappresentanza impone di guidarci nella più importante tra le sfide per il nostro futuro. A Voi parlamentari sardi, chiediamo dunque di rompere gli indugi e pressare pesantemente il Senato perché inizi immediatamente l’esame della legge.»

E’ questo il senso della lettera aperta, che si conclude con la mano tesa dell’intero Comitato, che però ricorda come il popolo sardo, «questa volta andrà sino in fondo, senza fare sconti a nessuno!»