13 April, 2021
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«Con 20 positivi, 6 dei quali sono bambini, abbiamo deciso di chiudere le scuole Primavera, nido e materna per una settimana, mentre elementari e medie passano in Dad al 100%, solo l’Istituto Nautico continuerà le lezioni in presenza con una percentuale in Didattica a distanza, almeno per oggi, decisione assunta in accordo con la dirigenza scolastica.»

Il sindaco di Carloforte, Salvatore Puggioni, ha annunciato poco fa la sofferta decisione, adottata per cercare di contenere quanto più possibile la diffusione dei virus e quindi i contagi. La situazione, purtroppo, nelle ultime ore si è complicata ed il rischio di nuovi contagi è alto, anche per la presenza di bambini tra i nuovi positivi al Covid-19. I bambini, spesso non manifestano alcun sintomo e, di conseguenza, la loro condizione accresce il rischio di nuovi contagi, sia in famiglia sia negli ambienti che frequentano, a scuola e tra i coetanei. Da qui la decisione del sindaco, Salvatore Puggioni, di cercare di spezzare la catena dei contagi con forti restrizioni nelle scuole, per una settimana, salvo valutare un’eventuale proroga. L’auspicio, ovviamente, è che non ce ne sia bisogno.

 

Siamo veramente basiti su come ci stanno trattando per i contributi destinati al settore dello spettacolo, eventi, agenzie di viaggio, palestre ed i settori maggiormente colpiti dal Covid-19 dalla nostra Regione.

La legge è uscita a dicembre con data presentazione al 28 dicembre proroga a gennaio, infine, il 4 febbraio con un clic day veramente umiliante.

Quel giorno, 6.300 lavoratori, aziende, persone che hanno avuto un grave danno economico e sono fermi ripeto fermi da troppo tempo, erano lì cercando di essere tra i primi ad inviare la domanda.

Dopodiché, il silenzio.

A fine marzo, una graduatoria delle domande pervenute, promesse sui pagamenti poi la lista dei primi 100 beneficiari.

A metà aprile, nuovo silenzio.

Questi ristori servono a noi partite iva per andare avanti, in quanto non possiamo lavorare e non abbiamo altre entrate per vivere.

Oggi abbiamo creato un gruppo, straordinariamente numeroso, andremo presto a chiedere conto alla Presidenza.

Alessia Littarru
Referente U.S.E. (Unione Sarda Eventi)

Dopo quelli Iglesias, Carbonia, Sant’Antioco e Fluminimaggiore-Buggerru, diventa operativo domani e sabato anche il Centro di vaccinazione anti Covid-19 nel Sulcis Iglesiente, nel comune di San Giovanni Suergiu.

«Nei giorni 9 e 10 aprile ci si potrà vaccinare presso la palestra comunale di via Mascagni. Le categorie da vaccinare saranno gli ultra 80enni e gli ultra 65enni con patologie. Sono previste 420 vaccinazioni domani e 420 sabato 10 aprile.

La procedura di prenotazione prevede l’impegnativa del proprio medico di base e poi la registrazione presso il Cup di Carbonia.»

Martedì 6 ed oggi 8 aprile, nello stesso centro vaccinale di San Giovanni Suergiu, sono stati vaccinati gli insegnanti.

I carabinieri di Santadi hanno denunciato a piede libero due coniugi conviventi, rispettivamente di 46 anni lui e 47 lei, residenti a Cisterna di Latina, indiziati del reato di truffa aggravata. I due avevano pubblicato a settembre 2020 sul noto sito di trading online “subito.it” un annuncio concernente l’offerta di una motosega di una nota marca tedesca, ad un prezzo assolutamente accattivante. Un 28enne di Santadi aveva ritenuto molto interessante quell’offerta ed aveva eseguito bonifici per la somma totale di 3.000 euro. Gli anonimi del web gli avevano comunicato che la prima transazione da 1.500 euro non era andata a buon fine e lui l’aveva incredibilmente ripetuta. Il prezzo di 1.500 euro era di molto inferiore al valore di mercato. La motosega non sarebbe mai stata spedita. I militari, con l’aiuto dell’amministrazione delle Poste e l’ausilio dei colleghi laziali, sono arrivati ai due coniugi che non sono nuovi ad analoghe imprese. Verranno processati a Cagliari.

 

Sono 305 i nuovi casi di positività al Covid-19 accertati nelle ultime 24 ore in Sardegna, su 6.598 test eseguiti (4,62%). Salgono a 47.935 i casi di positività dall’inizio dell’emergenza. In totale sono stati eseguiti 1.049.497 tamponi.

Si registrano 5 nuovi decessi (1.255 in tutto). Sono 302 i pazienti attualmente ricoverati in ospedale in reparti non intensivi (+8), 49 (+2) i pazienti in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 15.848. I guariti sono complessivamente 30.469 (+91), mentre le persone dichiarate guarite clinicamente nell’Isola sono attualmente 12.

Sul territorio, dei 47.935 casi positivi complessivamente accertati, 12.197 (+76) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 7.331 (+22) nel Sud Sardegna, 4.126 (+45) a Oristano, 9.458 (+83) a Nuoro, 14.823 (+79) a Sassari.

Nella seduta del 5 marzo 2021, il Consiglio Direttivo del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna ha deliberato il patrocinio al progetto “Sardegna paesaggio culturale del Patrimonio Universale UNESCO”, unendosi ai patrocini già espressi dalla Regione Sardegna e dai Comuni dell’isola, per sostenere, d’intesa con il Comitato “La Sardegna verso UNESCO“, l’istanza per l’iscrizione nella tentative list del bene “I Monumenti nuragici della Sardegna”.
Nel vasto territorio del Parco Geominerario, con i suoi circa 3800 kmq, i monumenti nuragici sono diffusi in ogni angolo, a testimoniare la capillare distribuzione culturale di questo periodo storico, meglio noto come “Civiltà Nuragica”. Un intenso ed articolato periodo che si protrae per ben 1.500 anni, dal 1800 a.C, al 238 a.C, inizio della dominazione romana.
Questo arco di tempo è parte importante della storia affidata al Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna, chiamato oggi alla tutela e valorizzazione dei geositi e dei siti minerari della Sardegna.
In un gran numero di geositi l’uomo, sin dal Paleolitico (Età della pietra), ha lasciato tracce del suo passaggio sfruttando le cavità naturali e servendosi dei componenti geologici come i manufatti litici ritrovati nell’Anglona e databili tra i 450.000 ed i 120.000 a.C. Mentre, diciamo, più recenti e maggiormente noti sono i manufatti litici dell’ossidiana del Neolitico Antico, riconducibili al VI-V millennio a.C.
L’obiettivo è certamente candidare i monumenti nuragici della Sardegna, ma questi hanno una storia che li precede e che sostiene con forza questo momento storico dell’isola. Tutti noi riconosciamo nella Civiltà Nuragica una cultura maturata in simbiosi con il territorio e che dal territorio trae le ragioni della sua esistenza e del suo progresso, oggi rappresentato, in maniera figurata, dai nuraghi.
Questo simbolo di un popolo fiero e solidale rappresenta, come ci ricorda il prof. Giovanni Lilliu: «…Un grande sforzo umano economico e sociale e l’esito di una situazione storico – politica di non poca efficienza…».
Certo è che questo nostro simbolo, poi ampliatosi con i diversi nuraghi complessi, adotta la tecnica costruttiva circolare dei grandiosi ipogei, con corridoi e pseudo cupola, diffusa nel mondo per l’edificazione, in sotterraneo, dei monumenti funerari, meglio nota come Thòlos. L’esempio più rappresentativo lo ritroviamo nel Tesoro di Atreo o Tomba di Agamennone, a Micene (Grecia), databile al 1250-1300 a.C.

Questa interessante tecnica, costituita da cerchi concentrici di blocchi lapidei, nell’isola si caratterizza non per l’edificazione di edifici sepolcrali, ma assume una nuova inedita ed unica rappresentazione nel mediterraneo e nel mondo. Tutti i nuraghi (circa 7000), con le loro Thòlos, sono in elevato e fuori terra, a connotazione simbolica del popolo che le erige, e per molti studiosi rappresentano le demarcazioni territoriali delle comunità isolane che vivono in ambiti cantonali ed in simbiosi tra loro.
Le uniche Thòlos sotterranee con corridoio della Cultura Nuragica, sono i pozzi sacri, ma anche questi non nascono come edifici sepolcrali ma, in linea con la nostra attuale cultura, potremmo chiamarli templi nuragici. I templi a pozzo o pozzi sacri sono i luoghi di culto legati in particolare alle acque purificatrici e lustrali, nonché luoghi di pellegrinaggio e di incontro delle comunità.
L’elemento che caratterizza questa nostra Civiltà è anche il diffuso megalitismo che non troviamo solo nei nuraghi e pozzi sacri, ma a queste due testimonianze vanno aggiunte le Tombe dei Giganti e fortificazioni nuragiche.
La tomba dei giganti è l’edificio sepolcrale per eccellenza, composto da un corridoio e dall’esedra, struttura a forma di semi luna, che racchiude al suo centro la porta di ingresso, in molti casi rappresentato da una stele modanata. Anche questo monumento megalitico è totalmente aereo e rappresentano sepolture collettive, nello spirito solidale delle comunità territoriali. La combinazione corridoio ed esedra, molti studiosi la interpretano come congiunzione tra la Dea Madre ed il Dio Toro, nella rinascita dei defunti, in quanto già elementi generativi della vita.
Le fortezze nuragiche sono elementi megalitici dotati di alte mura con agli apici le torri nuragiche, probabilmente luoghi di produzione, in particolare per alcuni elementi ritrovati di matrici di fusione.
Una delle più significative è la fortezza di “Saurecci” in territorio di Guspini, pur non scavata, ha restituito un frammento di matrice in steatite di una bipenne. Il complesso da sempre suscitò l’interesse del prof. Lilliu che avrebbe voluto indagarlo, anche per la sua vicinanza alle miniere di Montevecchio.
Proprio in questo periodo si ritiene vi sia stato il grande sviluppo metallurgico e minerario che ha portato poi alle estrazioni dell’Ottocento.
A testimoniarlo è la grande produzione bronzea sinora ritrovata e composta dalla straordinaria molteplicità dei bronzetti, a rappresentare la vita delle comunità con i numerosi animali, ma anche la forza e l’evoluzione della Civiltà Nuragica e del suo popolo, con i guerrieri e le navicelle, a conferma dell’ormai sempre più riconosciuto Popolo del Mare, che l’illustre studioso prof. Giovanni Ugas ci rivela nella sua poderosa opera: Shardana e Sardegna – I Popoli del Mare, gli alleati del Nordafrica e la fine dei Grandi Regni (XV-XII secolo a.C.).
Tarcisio Agus

Dal 2017 al 2019 la Sardegna ha registrato una crescita di assunzioni nel mercato privato del 10% in tre anni. Nel 2020 la crescita si è fermata per effetto del Covid e il mercato privato ha segnato un profondo rosso di un terzo in meno di assunzioni, solo 66.000 contro le 99.000 del 2019. La metà delle persone che sarebbero state assunte senza la pandemia sono persone con qualifica o diploma professionale (-47%), ma mancano all’appello 1500 laureati (-13%), 6.000 diplomati (-20%) e 7.000 lavoratrici/tori senza titolo di studio (-24%). In termini di mancate assunzioni la Sardegna si situa al 4 posto nazionale superata solo da Toscana, Umbria e Marche e subito prima di Basilicata, Emilia e Veneto, tutto regioni che hanno ridotto le assunzioni di più del 30’% rispetto al triennio precedente.

«Sono oltre 33mila persone assunte in meno nel 2020 rispetto al 2019 che si aggiungono a chi perderà il lavoro dopo lo sblocco dei licenziamenti – dice il presidente delle ACLI Franco Marras -: serve un sistema di sicurezza e un piano di riqualificazione professionale, un paracadute sociale per almeno 50.000 persone nei prossimi mesi che va predisposto subito, per evitare di infoltire le fila dei poveri.»

 Il livello occupazionale è crollato nonostante resti “drogato” dal blocco dei licenziamenti che richiederà una grande attenzione nel momento in cui il divieto sarà eliminato per fornire un supporto e un progetto di ripartenza e di reimpiego. Ma quante sono esattamente le persone che sarebbero state assunte e sono restate disoccupate?

Al fine di valutare limpatto del Covid sul mercato del lavoro sardo, abbiamo analizzato la banca dati fornita dalla Unioncamere-ANPAL, attraverso il sistema informativo Excelsior. Questi dati si limitano al mercato del lavoro privato, e sono dunque più correlati alle condizioni reali dell’economia, sono depurati dai dati delle assunzioni nella pubblica amministrazione, dei contratti inferiori ai 20 giorni e delle forme di trasformazione, spesso elusive, dei contratti dello stesso lavoratore nellambito del medesimo sistema d’impresa. Questa “depurazione” motiva il rapporto 1:3 con i dati regionali ASPAL dello stesso periodo.

Abbiamo analizzato il periodo dal 2017 al 2020. Come si rileva, landamento del numero di nuovi assunti (con qualsiasi tipologia contrattuale) era in costante crescita nel periodo 2017-2019 con un incremento di circa il 10% nel triennio e arrivando quasi a 100mila assunzioni nel solo 2019. Tale aumento riguardava in particolare coloro che possedevano una qualifica o un diploma professionale. Nel 2020 appare invece in maniera drammatica la contrazione dei nuovi assunti con circa 33mila persone in meno in totale.

Sul piano delle competenze richieste dalle aziende in Sardegna, nel triennio 2017-19 solo un terzo è diplomato e meno del 10% laureato, questo rapporto nel 2020 si rafforza a vantaggio di chi ha titoli di studio nel 2020 che resiste meglio alla crisi del mercato con una riduzione delle assunzioni meno marcata. Di fronte alla pandemia gli individui in possesso di una qualifica o diploma professionale sembrano essere i più sensibili alle variazioni nel mercato del lavoro: rispetto allanno precedente si osserva addirittura un crollo di circa il 50% anche se soffrono i diplomati (-.20%) e i laureati (-13%). Il raffronto con il dato nazionale porta ad una minore riduzione delle assunzioni (-26%) rispetto all’isola (-30%), anche se la crisi morde anche chi ha titoli di studio più elevati.

In sintesi

1- Il mercato del lavoro in Sardegna ha registrato nel triennio 2017-2019 una crescita delle assunzioni da parte delle imprese private del 10% passando da 90.000 a 99.000 assunzioni. Questo dato si è interrotto nel 2020 con un crollo del 30% delle assunzioni rispetto al triennio precedente scendendo da 99.000 nel 2019 a 66.000 . Il crollo delle assunzioni da parte delle imprese private in Sardegna è il quarto dato negativo tra le regioni italiane.
2- Sono state maggiormente colpite dalla riduzione delle assunzioni le richieste di personale privo di titolo di studio o con la solo qualifica o diploma professionale rispetto a quelle per personale con livello secondario o universitario. Si tratta di un mercato ampio e correlato alle attività stagionali sia turistiche e commerciali che copre la maggioranza delle richieste di risorse umane per contratti subordinati. La metà delle persone che sarebbero state assunte senza la pandemia sono persone con qualifica o diploma professionale (-47%), ma mancano allappello 1500 laureati (-13%), 6000 diplomati (-20%) e 7000 lavoratrici/tori senza titolo di studio (-24%).
3. In sintesi il personale con bassa qualifica o con la sola qualifica professionale è stato più esposto alleffetto COVID. La presenza di un titolo di studio elevato costituisce un elemento di difesa nelle variazioni del mercato del lavoro anche se si tratta solo di un terzo del mercato del lavoro per le imprese private quello che riguarda il personale diplomato (30%) o laureato (7%). Rispetto al dato nazionale dove i laureati sono il 10% delle assunzioni nel privato, in Sardegna lo spazio per i laureati appare angusto (solo 7%) e li spinge verso gli spazi decrescenti della pubblica amministrazione o verso lemigrazione.

4. In generale guardando ai settori più colpiti dalla riduzione delle assunzioni in Sardegna, il turismo si conferma il settore in cui è concentrato il dato negativo delle assunzioni nel 2020 qualunque sia il titolo di studio o la sua assenza con il calo complessivo del 42%.

5. In termini di riduzione delle assunzioni nell’anno 2020, nel quadro nazionale, la Sardegna si situa al quarto posto nazionale preceduta da Toscana, Umbria e Marche e seguita da vicino da Basilicata, Emilia e Veneto. Considerata la fragilità della condizione sociale dell’isola rispetto ad Emilia Romagna o Toscana, il quarto posto dell’isola rappresenta un dato negativo al quale occorre guardare con un’attenzione maggiore rispetto a regioni che hanno lo stesso dato e una perdita percentuale analoga di assunzione sia per la maggiore difficoltà di ripartenza del sistema economico che per gli effetti sociali radicati e correlati.

Spettacoli, laboratori e incontri in presenza e in streaming animeranno la stagione primaverile ed estiva di Spazi di Frontiera, organizzata da La Cernita Teatro insieme al Gruppo Teatro Albeschida. Il calendario è stato pensato con incontri in presenza che potranno eventualmente essere fruibili in streaming: venticinque appuntamenti tra spettacoli, performance, letture, presentazioni di libri, laboratori e residenze artistiche che si svilupperanno tra aprile e luglio nel Sulcis, tra Bacu Abis, Carbonia e Sant’Antioco, e il Medio Campidano, in collaborazione con i centri di salute mentale di Sanluri e San Gavino, Carbonia, Iglesias.

Il cuore di “Spazi di Frontiera”, diretto da Monica Porcedda di La Cernita Teatro, è Bacu Abis, piccolo centro del Sulcis in una zona ad alto rischio di marginalità per crisi economica, bassa scolarità, disoccupazione e povertà: è qui che La Cernita ha avviato da anni progetti di Teatro sociale per promuovere  esperienze artistiche ed educative destinate prevalentemente a bambini, anziani, persone in condizioni di difficoltà. Accanto a La Cernita c’è il lavoro di Albeschida, gruppo nato dentro il Centro di Salute Mentale di Carbonia con l’obiettivo di creare percorsi di inclusione e abbattere lo stigma legato al disturbo mentale.

La stagione prenderà il via nel mese di aprile con i primi laboratori dei Cantieri creativi: il 13 aprile a Carbonia con Giampietro Orrù della Compagnia Fueddu e Gestu di Villasor ed il 15 a San Gavino Monreale con Andrea Meloni del Teatro Alkestis. Sabato 17 aprile ci sarà una diretta streaming per la presentazione dei lavori con la direttrice artistica Monica Porcedda.

Venerdì 23 aprile il primo degli spettacoli in calendario: Il Crogiuolo porterà a Bacu Abis, ex scuola elementare, “Riccino e Riccetta, fiabe di Antonio Gramsci per bambini di e con Rita Atzeri. Ancora a Bacu Abis venerdì 30 aprile La Cernità presenterà “Le madri, un omaggio alle Madri costituenti di e con Monica Porcedda con musiche dal vivo di Francesco Manca.

Tra maggio e luglio proseguiranno i Cantieri creativi con Marco Nateri, costumista e scenografo, Maria Giulia Cirronis, psicologa e psicoterapeuta di Sant’Antioco e Monica Porcedda, e andranno in scena spettacoli, presentazioni di libri, incontri. Tra questi la presentazione di “Nessun destino è segnato”, libro di Luca Mirarchi che racconta il grande lavoro di Casa Emmaus di Iglesias (venerdì 7 maggio a Bacu Abis), lo spettacolo di Albeschida “Rimedius sul tema della cura nella malattia mentale e a seguire “Il racconto e la vita” di Antonio Cesare Gerini, psicoterapeuta e medico psichiatra a Carbonia, con Monica Porcedda, (venerdì 11 giugno a Sanluri e poi in replica a Portoscuso, Curcuris, Guasila, Fluminimaggiore).

Si rinnova l’appuntamento con il progetto “Promemoria Auschwitz” finanziato dal comune di Sant’Antioco e gestito dall’Associazione ARCI Sardegna in cooperazione con l’Associazione “Deina”. 13 i giovani che potranno prendere parte al percorso di alta formazione. Le domande scadono il 18 aprile.

La tappa più importante e intensa del progetto era, fino all’arrivo della pandemia, il viaggio a Cracovia, i cui momenti centrali erano rappresentati dalla visita al Museo Fabbrica di Oscar Schindler, al quartiere e all’ex ghetto ebraico di Cracovia, e quella ai campi di concentramento e sterminio di Auschwitz e Birkenau. L’attuale situazione pandemica COVID, tuttavia, ha imposto di rimodulare il progetto nel rispetto delle misure di contenimento adottate sia a livello nazionale che europeo. Ciò significa che le visite saranno in modalità telematica, così come tutte le attività formative iniziali e successive alle visite stesse.

Possono partecipare al progetto esclusivamente i giovani residenti nel Comune di Sant’Antioco, di età compresa tra i 18 e 25 anni, che si impegnino a partecipare a tutte le fasi del progetto – comprese la formazione post visite e le successive restituzioni – pena l’automatica esclusione e che si impegnino a contribuire con una quota di 10,00 € che dovrà essere versata nel corso delle riunioni preparatorie antecedenti le visite virtuali.

Gli interessati dovranno compilare – esclusivamente on-line – la domanda di partecipazione entro le 24.00 di domenica 18 aprile 2021.  La domanda di partecipazione è rintracciabile al link: https://docs.google.com/forms/d/1ybgjdlbnq6sGwAVfwZ0rJPMTaG9eg9dqAHr2TdRQxyY/viewform?edit_requested=true

Il bando, invece, è reperibile al link: https://www.comune.santantioco.ca.it/sites/default/files/santantioco.pdf

Sono 24, a Carbonia, i casi attualmente positivi al Covid-19, 4 dei quali ospedalizzati. Lo ha comunicato la sindaca, Paola Massidda, che oggi ha presentato il quadro della situazione dei contagi. I nuovi casi dal 25 marzo ad oggi sono 12, 18 le persone negativizzate, 63 i cittadini in quarantena.
«Faccio notare che dal 25.03.2021 (dati comunicati via radio) rileviamo 6 positivi in meno, dunque, un calo anche rispetto al trend regionale che vede una curva epidemiologica in aumentoha sottolineato Paola Massidda -. Per quanto riguarda la campagna vaccinale nella nostra città sono state effettuate finora 1.116 vaccinazioni presso il centro vaccinale di Carbonia. Ricordo che NEL NOSTRO TERRITORIO per le prenotazioni alle vaccinazioni occorre sempre rivolgersi ai centri unici di prenotazione (CUP) presso il distretto sanitario di Carbonia (Ex Inam) e all’Ospedale Sirai. Consiglio sempre di rivolgersi, comunque, al proprio medico di base per ogni altra informazione.»