16 September, 2021
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Il giornalista e saggista Luca Telese sarà ospite, domenica 2 maggio, di Liberevento, il festival culturale organizzato dall’associazione Contramilonga, sotto la direzione artistica del giornalista e scrittore Claudio Moica.

L’appuntamento è come sempre alle 17.00, in streaming, sulla pagina Facebook del festival dove Luca Telese, in dialogo con il giornalista Carlo Floris, parlerà del suo libro “Qualcuno era comunista”, pubblicato all’inizio del 2021 per Solferino editore.

Sono 199 i nuovi casi di positività al Covid-19 accertati nelle ultime 24 ore in Sardegna, su 3.516 test eseguiti (5,66%). Salgono a 53.789 i casi di positività dall’inizio dell’emergenza. In totale sono stati eseguiti 1.175.188 tamponi.
Si registrano 9 nuovi decessi (1.372 in tutto). Sono 371 (+9) le persone attualmente ricoverate in ospedale in reparti non intensivi, 46 (-1) i pazienti in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 17.131 e i guariti sono complessivamente 34.869 (+402).
Sul territorio, dei 53.789 casi positivi complessivamente accertati, 14.057 (+80) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 8.090 (+19) nel Sud Sardegna, 4.744 (+22) a Oristano, 10.520 (+18) a Nuoro, 16.378 (+60) a Sassari.

McDonald’s, una delle più grandi catene di ristorazione nel mondo, è presente in Italia con 610 ristoranti dove lavorano oltre 25.000 persone, che servono ogni giorno quasi un milione di clienti. Le nuove assunzioni di personale riguardano soprattutto Addetti alla Ristorazione, i quali si divideranno tra cucina e sala ristorante: i Crew di cucina dovranno preparare prodotti dalla qualità eccellente, collaborare con i colleghi e gestire al meglio le richieste dei clienti; i Crew di sala dovranno accogliere i clienti e supportarli ai kiosk nella scelta dei diversi menù e permettere loro di vivere un’esperienza piacevole all’interno dei ristoranti. Le altre assunzioni riguardano Gestori del Ristorante, che dovranno svolgere in autonomia le procedure operative del ristorante, mantenendo costantemente gli standard di sicurezza, igiene e qualità del prodotto, gestire l’organizzazione del ristorante e delle squadre, verificare che durante il turno siano mantenuti gli standard critici per tempi di tenuta del prodotto, velocità e qualità del servizio, igiene e sicurezza del cibo e organizzare la formazione dei nuovi collaboratori; Manutentori sistemi Elettrico Idraulico, che si occuperanno di malfunzionamenti delle attrezzature elettriche, manutenzione di impianti igienico-sanitari, di riscaldamento e climatizzazione e di semplici riparazioni edilizie e dovranno garantire l’efficienza di ogni apparecchiatura presente nel ristorante. Il Gruppo offre anche opportunità di stage ad Amministratori delle Risorse Umane i quali, dopo aver seguito un corso di formazione di 6 mesi, dovranno elaborare la reportistica relativa al personale, analizzare e gestire i dati, supportare la gestione amministrativa dei ristoranti e occuparsi delle attività di chiusura del ciclo paghe mensili.

Per verificare tutte le figure…

L’articolo completo è consultabile nel sito: http://suntini.it/diariolavoro_mcdonalds_4_21.html

Il consigliere regionale Fabio Usai (PSd’Az) ha scritto una lettera aperta al presidente della Regione, Christian Solinas, sul grave momento che vive la Sardegna e sulla necessità di un nuovo grande patto sociale.

Il testo integrale.

Caro Presidente, com’è noto, oramai non solo agli addetti ai lavori, l’attuale situazione economico-sociale della Sardegna è progressivamente sempre più drammatica; apparentemente senza via d’uscita.
Solo la mitigazione generata dagli interventi nazionali e regionali (bonus, cig, rdc e prestiti agevolati) per sostenere imprese e lavoratori, ha evitato, finora, il formarsi di fenomeni di vera e propria ribellione sociale.

Ma le prospettive, soprattutto quando verrà revocato il divieto di licenziamento, introdotto dall’esecutivo nazionale poco più di un anno or sono e più volte, per fortuna, rinnovato, come ben sai, sono a tinte fosche.

Gli indicatori economici emergono impietosi: dagli allarmanti livelli di disoccupazione e inoccupazione, al crollo verticale delle esportazioni (in media più di ogni altra regione italiana poiché concentrato in gran parte, ahimè, sui prodotti petroliferi), al crescente livello di indebitamento divenuto oramai insostenibile per decine di migliaia di aziende sarde sull’orlo del fallimento, agli atavici fattori strutturali e infrastrutturali di diseconomia che si sono aggravati, la nostra isola è diventata una grande pentola a pressione dove le problematiche delle partite iva e dei lavoratori, inequivocabilmente, stanno per esplodere.

Ovviamente il PNRR (per i progetti di pertinenza regionale) potrebbe dare un netto impulso all’economia e in qualche modo sostenere la ripartenza di gran parte dei comparti produttivi in grande sofferenza. Ma non è detto che i benefici generabili da esso possano essere sprigionati per tempo o in un arco temporale sufficientemente breve per evitare il tracollo economico-sociale verso il quale siamo inesorabilmente avviati.

E in ogni caso l’epocale crisi sanitaria cambierà la faccia della nostra terra in maniera radicale e ancora oggi imprevedibile: come in ogni cambio di paradigma ci saranno tanti sconfitti che necessiteranno di essere sostenuti. Nella nostra regione più che altrove.

In gioco, ossia a rischio, nei prossimi mesi, inutile girarci intorno, ci sarà la tenuta sociale delle nostre comunità. E l’unico modo per scongiurare l’esplosione di un conflitto, i cui prodromi sono già chiari dai proclami lanciati dalle forze sociali, è quello di mettere da parte le polemiche, qualsivoglia interesse di partito, palazzo e maggioranza, per lavorare alla realizzazione di un grande PATTO SOCIALE con tutti i corpi intermedi dell’isola, allo scopo di concorrere al suo salvataggio e al rilancio in ogni specifico ambito dell’economia; della società sarda..

Uno storico patto come quelli, storicamente, promossi durante e dopo i conflitti (quella di oggi contro il virus e la crisi economica, è una guerra a tutti gli effetti) e nei quali si mettono da parte fraintendimenti, contrapposizioni ideologiche e ogni elemento divisivo, per concentrarsi su ciò che più accomuna e unisce.

Per concentrarsi sugli interessi dei cittadini: ovvero delle persone in carne e ossa.

Il sindacato, pur nelle sue sfumature e a volte (in alcune componenti) posizioni strumentali, è la forza sociale più radicata nella società sarda. Presente in ogni posto di lavoro e in quegli uffici, CAF e Patronati, che spesso rappresentano l’ultima spiaggia per le persone in cerca d’aiuto rispetto alla burocrazia e alla negazione dei loro diritti.

Nell’ultimo anno il suo ruolo è stato fondamentale: ha lavorato alla tenuta del Paese; ha stretto accordi nei posti di lavoro a tutela della salute e del salario dei lavoratori, ma anche in un’ottica di preservazione del lavoro e quindi delle aziende; ha instancabilmente operato per mantenere unita la nostra società.

Perché è anche questo il ruolo che storicamente gli è stato affidato dalla Costituzione: ossia quello di incanalare il conflitto sociale, regolandolo e mitigandolo, su direttrici di carattere democratico.
Lo ha ben capito il nuovo Governo nazionale che, in ogni sua componente, da subito si è affrettato a stringere accordi con le parti sociali, riconoscendo a esse dignità e titolarità sulle questioni dirimenti la vita degli italiani. Ad esempio, anche nel contesto del PNRR dove è stato lasciato uno spazio, così come accaduto in altri Paesi europei, per il contributo e la visione sindacale.

Impossibile non vedere, guardando alla società sarda, la brace che cova sotto la cenere: le innumerevoli tensioni che dai ceti produttivi, passando dal sistema sanitario fino alle periferie fisiche ed esistenziali dell’isola, si riverberano pericolosamente.

La tua, la nostra, è stata finora una legislatura irta di ostacoli e, in primis quella della pandemia, immani sfide. Anche di errori ma allo stesso tempo di spunti legislativi positivi e importanti. Ma ora serve di più; serve un cambio di passo che deve partire dalla consapevolezza che per superare l’attuale, inedito nella sua drammaticità, periodo storico, è necessaria una più grande condivisione dei problemi e delle soluzioni.

Fabio Usai
Consigliere regionale

Verrà inaugurato lunedì 3 maggio, alle 9.00, a Iglesias, il nuovo ecocentro comunale di Monte Agruxiau, una struttura dotata di una superficie pavimentata di circa 900 m², nella quale, analogamente a quanto avviene nell’ecocentro di Corso Colombo, sarà possibile per gli utenti conferire i rifiuti separati secondo le diverse tipologie della racconta differenziata.
«Il nuovo ecocentro di Monte Agruxiau, vuole rendere più efficiente il servizio e vuole rispondere alle esigenze degli utentiha commentato il sindaco Mauro Usaisoprattutto, per quanto riguarda le frazioni e per fare in modo che i loro abitanti non siano costretti a recarsi in Corso Colombo per conferire i propri rifiuti.»
Per l’assessore dell’Ambiente Francesco Melis «dopo quasi 10 anni, un’altra opera incompiuta viene realizzata, l’ecocentro garantirà sicuramente un miglioramento nel servizio per le frazioni ed anche per i cittadini di Iglesias. Oltre a questo porterà ad un incremento nella raccolta differenziata dopo gli ottimi risultati ottenuti negli ultimi due anni».
L’ecocentro di Monte Agruxiau osserverà i seguenti orari di apertura:
– lunedì ore 08.00 – 14.00
– martedì ore 12.00 – 18.00
– mercoledì ore 12.00 – 18.00
– giovedì 8.00 – 14.00
– venerdì 8.00 – 14.00
– sabato 8.00 – 14.00
– domenica chiuso.

Sono riprese oggi, 27 aprile, le vaccinazioni nei vari hub dislocati nel Sulcis Iglesiente, per le categorie degli over 80 (prime e seconde dosi) i pazienti dializzati (prima e seconda dose), gli over 70 (prima dose) e i pazienti fragili.
I pazienti prenotati devono recarsi nel luogo comunicato al momento della conferma dell’appuntamento rispettando l’orario.
Per le categorie previste ci si può registrare nella piattaforma regionale https://vaccinocovid.sardegnasalute.it
martedì 27-apr PVT CARBONIA (over 80 prima dose)
martedì 27-apr PVO SIRAI (dializzati seconda dose)
martedì 27-apr PVM IGLESIAS – FLUMINIMAGGIORE (over 80 seconda dose)
martedì 27-apr PVT SAN GIOVANNI SUERGIU (pazienti fragili prima dose)
mercoledì 28-apr PVT CARBONIA (età 70-79 prima dose)
mercoledì 28-apr PVM IGLESIAS – FLUMINIMAGGIORE (over 80 seconda dose)
mercoledì 28-apr PVT SAN GIOVANNI SUERGIU (età 70-79 prima dose)
giovedì 29-apr PVT IGLESIAS (over 80 prima dose)
giovedì 29-apr PVT CARBONIA (età 70-79 prima dose)
giovedì 29-apr PVT SAN GIOVANNI SUERGIU (età 70-79 prima dose)
venerdì 30-apr PVM IGLESIAS – SCUOLA CARABINIERI (prima dose)
venerdì 30-apr PVM CARLOFORTE (over 80 seconda dose)
venerdì 30-apr PVT SAN GIOVANNI SUERGIU (over 80 seconda dose)
sabato 01-mag PVM CARLOFORTE (over 80 seconda dose)
sabato 01-mag PVT SAN GIOVANNI SUERGIU (over 80 seconda dose)
sabato 01-mag PVT IGLESIAS (età 70-79 prima dose)
domenica 02-mag PVT CARBONIA (pazienti fragili prima dose)
domenica 02-mag PVT IGLESIAS (età 70-79 prima dose)
domenica 02-mag PVT SANT’ANTIOCO (età 70-79 prima dose)

Sono 17 gli attualmente positivi al Covid-19 tra i residenti nel comune di San Giovanni Suergiu, 96 le persone in quarantena fiduciaria. Lo ha comunicato stamane la sindaca, Elvira Usai, dopo aver ricevuto l’ultimo aggiornamento dall’Ats.

“Cerchiamo di stare a casa e di uscire solo per urgenti e reali esigenze; non dimentichiamo di applicare le regole sanitarie basilari come igienizzare le mani, il distanziamento sociale e l’utilizzo costante della mascherina ha aggiunto Elvira Usai -. Ricordiamo, inoltre, che oggi riprendono le vaccinazioni presso la palestra comunale di via Mascagni.”

E’ iniziato ieri e si concluderà giovedì 29 aprile, online, il terzo meeting del Fondo di Transizione Equa (JTF, Just Transition Fund), organizzato dalle Direzioni generali per le politiche regionali e l’energia della Commissione Europea, a cui sono invitate le parti interessate delle regioni della stessa UE ad alta intensità di carbone, carbonio e combustibili fossili.
Questa terza riunione sulla piattaforma per una transizione equa giunge in un momento chiave, in cui gli Stati membri, in collaborazione con una più ampia comunità di parti interessate, stanno definendo i loro piani territoriali. In questo contesto l’evento consentirà un dialogo aperto tra gli Stati membri, le autorità locali e regionali, le parti sociali, le organizzazioni non governative e le istituzioni dell’UE.
Gli uomini e le donne della lista civica “FrAzioni e Quartieri per Carbonia Coraggiosa”, si fanno portatori e portatrici di interessi sociali ed ambientali, utili a proporre una progettualità che nei contenuti faccia prevalere la specificità del territorio, come evidenziato all’interno dello stesso Regolamento per il Fondo di transizione equa, tenendo in adeguata considerazione la necessità di ottenere indicatori massimi nel sistema di valutazione per le schede dei progetti, facenti parte integrante del Piano territoriale del Sulcis.
A questo proposito, occorre rilevare che il Comune di Carbonia, come gli altri comuni del territorio, si trova davanti ad una sfida che richiede non solo contenuti coerenti con i punteggi massimi attribuibili alle tematiche dei progetti da presentare, ma una messa a sistema degli stessi progetti, traguardando il risultato di un’integrazione tra gli stessi, che permetta in tempi stretti, quali quelli necessari ad affrontare una situazione emergenziale che è sotto gli occhi di tutte e tutti. In quest’ottica risulterà fondamentale la progettazione sulle fonti rinnovabili per garantire un supporto alla risoluzione delle problematiche ambientali, sociali ed occupazionali, ma legandola alla specificità di Carbonia. La città poggia letteralmente sul bacino carbonifero, per cui, come proposto anche dal Comitato di Ricerca della Commissione europea (JRC), occorre sfruttare gli esempi virtuosi di altre cittadine aventi la stessa peculiarità, proponendo l’utilizzo della geotermia a bassa entalpia, da integrarsi con sistemi in cui si preveda anche un up grade degli impianti che trattano la FORSU (Frazione Organica dei Rifiuti solidi urbani), valutandone l’opportuna integrazione con un’infrastruttura cittadina che possa, da un lato prevedere l’integrazione con altre fonti rinnovabili, come il fotovoltaico, dall’altro che preveda l’utilizzo di biogas post cattura dell’anidride carbonica. La capacità progettuale deve essere tale da poter mettere a sistema non solo le stesse fonti rinnovabili, la mobilità elettrica e l’efficientamento energetico degli edifici, ma da farsi anche carico, nella valutazione degli impatti sociali, del ruolo fondamentale che in questo tipo di progetti rivestono il know how, le competenze, maturate nei decenni da ricercatori, sondatori, saldatori, addetti alle manutenzioni e all’impiantistica nel nostro territorio, puntando anche alla necessità di integrarle ulteriormente e di porre le basi per un sistema formativo che sia degno di percorsi 4.0. Ciò che ci caratterizza è un’estrema attenzione per le nuove generazioni, “costruttrici di futuro”, che meritano un ruolo fondamentale nei processi sopra descritti.
Il tema è, dunque, quanto mai attuale e prioritario. Chi lavora nel nostro territorio nelle realtà a maggior intensità di carbonio, come la miniera di carbone e la centrale termoelettrica, conosce la lunga gestazione del Meccanismo di transizione equa e del JTF, partito con la proposta del 14 gennaio 2020 e giunto alla modifica del maggio 2020, con la notevole integrazione (passando da 7,5 a 40 miliardi di euro) delle risorse economiche a disposizione del fondo, in seguito alla pandemia da COVID-19.
Sulla base di ciò, concludiamo evidenziando che, come già rilevato dal Comitato europeo delle Regioni, gli enti locali e regionali svolgono un ruolo cruciale nell’attuazione di questa importantissima misura, che non ha precedenti. Citiamo testualmente «abbiamo bisogno dei cittadini e delle cittadine affinché il JTF abbia successo, così come i nostri concittadini e le nostre concittadine hanno bisogno delle istituzioni per creare le condizioni appropriate per fare in modo che nessuno e nessuna sia lasciato indietro». Ci anima il civismo, che ci spinge a sostenere questo metodo, la sensibilità per le esigenze della comunità in cui viviamo è il nostro perno. Il tempo dell’emergenza non richiede proroghe, ma capacità e metodo condiviso e partecipativo.

Ing. Elisabetta Fois

È Gino Porru il nuovo gonfaloniere della festa di Sant’Efisio. Alla cerimonia, svoltasi con un rito semplice ma carico di valore, impegno e responsabilità, ha preso parte anche la sindaca, Carla Medau.
«Nonostante la festa si svolgerà in modo diverso rispetto al solitoqueste le parole del primo cittadinoè importante tenere vivi i riti che anticipano l’arrivo del nostro caro Sant’Efisio.»
Gino Porru succede a Michele Bilello.
Antonio Caria

I carabinieri di San Gavino Monreale hanno denunciato a piede libero per guida in stato di ebbrezza un operaio 33enne di Marrubiu. Il giovane, alle ore 19.20 del 5 marzo scorso, nel comune di Guspini, mentre percorreva la SS126 alla guida di una Volkswagen Golf, al km 96+600 aveva perso il controllo del mezzo ed era uscito dalla sede stradale. Sottoposto ad accertamenti clinici presso l’ospedale “Nostra Signora di Bonaria” di San Gavino Monreale, era risultato positivo all’esame alcolemico con tasso di 1,67 g/l.  A parte l’inevitabile informativa diretta all’autorità giudiziaria, di tali risultanze verrà informata anche la Prefettura di Cagliari, per i dovuti provvedimenti sulla patente dell’uomo che verrà quantomeno sospesa.