22 January, 2022
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Paola Massidda: «Tristezza, indignazione, e tanta rabbia, sono questi i sentimenti e le emozioni di questa FESTA DEL LAVORO»

Tristezza, indignazione, e tanta rabbia, sono questi i sentimenti e le emozioni di questa vigilia della FESTA DEL LAVORO.
Ieri, 30 aprile 2021, sono stati chiusi i cantieri archeologici più importanti del nostro territorio, cantieri che in oltre 20 anni hanno restituito ricchezza in termini di lavoro e ricerca scientifica, hanno dato lustro e ritorno di immagine nella promozione del Sulcis, che nell’ottica del turismo sostenibile è diventato meta di turismo culturale di qualità. Il nostro Nuraghe Sirai è la punta di diamante di un sistema dei beni archeologici del territorio ed ha portato il nome di Carbonia nelle conferenze internazionali del settore e questa amministrazione si apprestava a farne una meta di visita continuativa nel contesto del sistema museale cittadino.
Tutto ciò, da oggi non sarà possibile, perché in altra sede (quella della Regione) si sono fatte scelte diverse: i lavoratori che in questi 20 anni si sono specializzati e hanno lavorato con dedizione e passione allo scavo e alla cura del sito, sono stati destinati ad altri compiti in altre sedi “per realizzare il Parco Geominerario”.
Questa amministrazione si è spesa in questi tre anni con ogni mezzo e sino ad oggi è stato possibile mantenere aperti i cantieri, grazie al prezioso sostegno della Fondazione del Cammino Minerario di Santa Barbara, che ha presentato il nuovo progetto nel 2019. E’ stato chiesto un impegno preciso sul destino di queste attività agli Assessorati di competenza, sia per iscritto che negli incontri, insieme agli atri Comuni interessati (Santadi, Gonnesa e Sant’Antioco), così come è stato chiesto il diretto coinvolgimento degli Assessorati del Turismo e della Cultura, il cui silenzio in questo frangente è, a dir poco, assordante quanto quello della Soprintendenza archeologica.
I cantieri archeologici sono stati cancellati dal progetto senza un’apparente e plausibile motivo, una scelta che non capiamo alla luce dei proclami e delle velleità della nostra Regione di realizzare l’”ORIZZONTE SARDEGNA” ossia fare dell’Isola la meta del turismo sostenibile e di qualità, dando valore alle nostre ricchezze storiche e culturali. Se le premesse sono queste, oltre quell’orizzonte vediamo il NULLA basato sull’azzeramento e la mortificazione delle professionalità e del lavoro ventennali e le risorse economiche investite, gettate al vento.
La Cultura (con la C maiuscola) non è un orpello di decoro con cui fare bella figura e riempirsi la bocca di proclami vuoti di contenuto. Cultura significa coltivare; significa lavoro e formazione; significa programmare ed avere una visione chiara del futuro; significa costruire prospettive a lungo termine perché la comunità possa beneficiarne in termini di occupazione, di ricaduta economica ed infine di qualità della vita.
A parole (e sottolineo A PAROLE) la Regione ha detto che i Cantieri riprenderanno, non si sa quando né come. Vogliamo crederci.
Paola Massidda
Sindaco di Carbonia
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