Prende il via lunedì prossimo, 16 marzo, nella Casa Circondariale di Uta, il percorso formativo Costruire Relazioni e Comunicazioni efficaci
Prende il via lunedì prossimo, 16 marzo, nella Casa Circondariale di Uta, il percorso formativo Costruire Relazioni e Comunicazioni efficaci, iniziativa che mette al centro il fattore umano all’interno delle mura del carcere.
Inserita nel progetto quadriennale Liberi dentro per crescere fuori, selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, l’iniziativa coinvolge oltre 30 professionisti, tra cui agenti di Polizia Penitenziaria, equipe multidisciplinare di progetto, funzionari giuridico-pedagogici e operatori Asl, impegnati quotidianamente nel complesso contesto della giustizia.
Il percorso è condotto da Emanuele Faina, formatore professionale e direttore pedagogico del Gruppo Eleusis, ideatore del Metodo teatrico. Questa azione specifica, promossa dal partner di progetto Panta Rei Sardegna, punta a costruire la relazione consapevole.
L’obiettivo finale è la costruzione di una comunità educante solida, capace di sostenere il diritto alla continuità affettiva e di migliorare i processi di inclusione sociale attraverso la qualificazione professionale di chi opera dentro e fuori le mura dell’istituto.
Il fulcro dell’intervento formativo risiede nell’utilizzo del Metodo teatrico, strumento professionale depositato e accreditato che impiega le modalità proprie della teatralità per la formazione personale e professionale. Tale metodo usa il teatro per imparare a comunicare meglio e a lavorare bene in gruppo. Attraverso laboratori intensivi e interattivi, i partecipanti saranno accompagnati nella costruzione dei processi di comunicazione rendendo l’ambiente di lavoro più sereno e collaborativo.
«Questo percorso nasce per rafforzare le competenze relazionali degli operatori impegnati nei contesti della giustizia, nel solco del lavoro di comunità – sottolinea Bianca Ingletto, direttrice operativa e amministratrice della Cooperativa sociale Panta Rei Sardegna -. Al centro c’è la relazione, fondamento del percorso trattamentale, della prevenzione e del benessere organizzativo nei servizi rivolti ai detenuti e alle persone in misura alternativa. Attraverso metodi partecipativi e laboratoriali, la formazione valorizza comunicazione, ascolto e collaborazione tra professionisti. Investire nella qualità delle relazioni significa rendere più efficaci gli interventi e sostenere percorsi autentici di responsabilizzazione e reinserimento sociale.»
L’azione riflette l’approccio relazionale e partecipativo dell’intero progetto, coordinato dalla cooperativa Elan in collaborazione con una fitta rete di partner istituzionali e del Terzo settore. Oltre a Panta Rei sono coinvolti Exmè & Affini, Solidarietà Consorzio, Casa delle Stelle, la Direzione del carcere di Uta, l’Uiepe, il Comune di Cagliari, l’associazione Prohairesis e Aragorn S.r.l.
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