Eurallumina, Cisl Sardegna e Cisl Sulcis: «Dal tavolo Mimit un quadro di forte incertezza. Servono risposte e una soluzione industriale»
«L’azione del Mimit, finalizzata a costruire le condizioni per una soluzione positiva e per lo scongelamento degli asset di Eurallumina non ha prodotto, al momento, l’esito auspicato.»
Lo hanno detto Federica Tilocca, segretaria regionale della Cisl Sardegna, e Antonello Saba, segretario generale della Cisl Sulcis Iglesiente, dopo l’incontro svoltosi ieri al ministero delle Imprese e del Made in Italy.
«A rappresentare le difficoltà dello stabilimento è stata la stessa dirigenza, attraverso il presidente di Eurallumina, che ha evidenziato una situazione di grave carenza di risorse necessarie alla gestione dell’impianto – si legge in una nota dell’organizzazione sindacale -. Una condizione che, secondo quanto rappresentato al tavolo, rischierebbe di compromettere persino il pagamento delle bollette dell’energia elettrica già emesse.»
«A questo si aggiunge – sottolineano i due segretari – lo scenario delicato rappresentato dal Mimit nei rapporti con la proprietà, dal quale non sono ancora arrivate risposte né sulle reali intenzioni di rilancio delle attività, né sulla disponibilità a cedere lo stabilimento.»
Per il sindacato, la priorità resta quella di mantenere aperto il confronto e lavorare affinché l’attuale proprietà garantisca la propria permanenza nel sito e assuma fino in fondo la responsabilità del rilancio industriale. Allo stesso tempo, però, è necessario iniziare a valutare ogni possibile alternativa in grado di salvaguardare la continuità produttiva e occupazionale.
Il Ministero ha inoltre comunicato che nelle prossime settimane sarà definito uno strumento normativo adeguato alla salvaguardia di imprese come Eurallumina, strumento che potrebbe portare anche all’individuazione di un commissario.
«Pur mantenendo, come Cisl, a tutti i livelli, un comportamento costruttivo e dialogante – proseguono Federica Tilocca e Antonello Saba – il giudizio sulla situazione emersa oggi non può che essere negativo. Ci accompagna un sentimento di grande preoccupazione per il futuro dell’attività produttiva, ma anche per il destino dei lavoratori coinvolti nella vertenza.»
«È necessario continuare a lavorare per costruire una soluzione positiva – concludono i due segretari – ma servono risposte chiare e concrete sulla volontà di rilanciare l’attività e sulla possibilità di garantire un futuro allo stabilimento e ai lavoratori.»
NO COMMENTS