19 September, 2026
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«L’azione del Mimit, finalizzata a costruire le condizioni per una soluzione positiva e per lo scongelamento degli asset di Eurallumina non ha prodotto, al momento, l’esito auspicato.»
Lo hanno detto Federica Tilocca, segretaria regionale della Cisl Sardegna, e Antonello Saba, segretario generale della Cisl Sulcis Iglesiente, dopo l’incontro svoltosi ieri al ministero delle Imprese e del Made in Italy.
«A rappresentare le difficoltà dello stabilimento è stata la stessa dirigenza, attraverso il presidente di Eurallumina, che ha evidenziato una situazione di grave carenza di risorse necessarie alla gestione dell’impiantosi legge in una nota dell’organizzazione sindacale -. Una condizione che, secondo quanto rappresentato al tavolo, rischierebbe di compromettere persino il pagamento delle bollette dell’energia elettrica già emesse.»
«A questo si aggiungesottolineano i due segretarilo scenario delicato rappresentato dal Mimit nei rapporti con la proprietà, dal quale non sono ancora arrivate risposte né sulle reali intenzioni di rilancio delle attività, né sulla disponibilità a cedere lo stabilimento.»
Per il sindacato, la priorità resta quella di mantenere aperto il confronto e lavorare affinché l’attuale proprietà garantisca la propria permanenza nel sito e assuma fino in fondo la responsabilità del rilancio industriale. Allo stesso tempo, però, è necessario iniziare a valutare ogni possibile alternativa in grado di salvaguardare la continuità produttiva e occupazionale.
Il Ministero ha inoltre comunicato che nelle prossime settimane sarà definito uno strumento normativo adeguato alla salvaguardia di imprese come Eurallumina, strumento che potrebbe portare anche all’individuazione di un commissario.
«Pur mantenendo, come Cisl, a tutti i livelli, un comportamento costruttivo e dialoganteproseguono Federica Tilocca e Antonello Sabail giudizio sulla situazione emersa oggi non può che essere negativo. Ci accompagna un sentimento di grande preoccupazione per il futuro dell’attività produttiva, ma anche per il destino dei lavoratori coinvolti nella vertenza.»
«È necessario continuare a lavorare per costruire una soluzione positiva – concludono i due segretarima servono risposte chiare e concrete sulla volontà di rilanciare l’attività e sulla possibilità di garantire un futuro allo stabilimento e ai lavoratori.»

«Buggerru è un luogo che appartiene alla storia del lavoro, del movimento sindacale e della Sardegna. E il modo migliore per ricordare quello che qui accadde nel 1904 non è soltanto guardare al passato, ma provare a capire che cosa quella storia continua a dire al nostro presente.»
Così  il segretario generale della CISL Sardegna Pier Luigi Ledda questa mattina a Buggerru, in occasione del convegno “Eccidio di Buggerru e Prospettive future”, al quale ha partecipato insieme al segretario generale della CISL Sulcis Iglesiente Antonello Saba, nel 122° anniversario dell’eccidio.
Un giornata di memoria che per la CISL diventa un’occasione per interrogarsi sul lavoro di oggi e sulle prospettive di sviluppo dell’Isola. Dalla dignità del lavoro al rapporto tra sviluppo e diritti, fino ad un principio che resta immutato: nessuno dovrebbe perdere la vita per lavorare.
«Nel 1904 i lavoratori di Buggerru chiedevano condizioni di lavoro più giuste e umane. Oggi il lavoro è cambiato, ma non è cambiata la domanda di dignità. Anche nel nostro territorio dobbiamo continuare a lavorare perché chi ha un’occupazione abbia sicurezza, stabilità, un salario adeguato e la possibilità di costruire il proprio futuro qui. È questo il modo più concreto per trasformare la memoria in responsabilità», dichiara Antonello Saba.
Nel 2024, proprio da Buggerru, CGIL, CISL e UIL hanno scelto di avviare con la Regione Sardegna il percorso del Patto di Buggerru sulla salute e sicurezza sul lavoro. Una scelta che ha voluto trasformare la memoria in un impegno concreto e condiviso, di fronte a una situazione ancora segnata da infortuni, morti sul lavoro, difficoltà nei controlli, lavoro irregolare e condizioni nelle quali la prevenzione risulta più difficile.
In questi due anni alcuni passi avanti sono stati compiuti, con 5 milioni di euro all’anno destinati alla sicurezza per il triennio 2026-2028 e l’istituzione dell’Osservatorio regionale per la qualità, la salute e la sicurezza sul lavoro. Ora, però, per la CISL è il momento di fare un passo ulteriore:  il Patto deve arrivare concretamente nei luoghi di lavoro.
«Il Patto adesso deve camminare – ribadisce Pier Luigi Ledda -. Un’urgenza resa ancora più evidente dai numeri: nei primi sei mesi del 2026 sono state otto le persone che hanno perso la vita sul lavoro nell’Isola, una in più rispetto all’anno precedente. La vera sfida è arrivare prima. Prima dell’incidente, prima dell’infortunio, prima che una situazione di rischio diventi emergenza. Servono le regole, i controlli e servono anche le sanzioni quando le regole non vengono rispettate. Ma la sicurezza non si costruisce soltanto con le norme. Si costruisce nei luoghi di lavoro attraverso formazione, consapevolezza, organizzazione del lavoro, responsabilità delle imprese e partecipazione dei lavoratori.»
Per la CISL è proprio dalla tutela della persona che deve partire una riflessione più ampia sul valore del lavoro in Sardegna. Perché sicurezza, salario, stabilità, professionalità, contrattazione e produttività non sono questioni separate, ma parti dello stesso ragionamento sulla qualità del lavoro e sulla qualità dello sviluppo.
«I dati ci dicono che in Sardegna l’occupazione è crescita nell’isola ed è certamente una buona notiziasottolinea Pier Luigi Ledda -. Ma oggi non basta chiedersi quanti posti di lavoro vengono creati: bisogna interrogarsi sulla loro qualità e su quanto valgono. Un valore che si misura nel salario, nella stabilità, nel riconoscimento delle professionalità e nella possibilità di costruire un progetto di vita.»
Una riflessione che guarda anche alle prospettive future dell’isola chiamata nei prossimi anni ad affrontare investimenti importanti, nuovi cantieri, infrastrutture, trasformazioni industriali ed energetiche e processi legati alla transizione ambientale e digitale.
Ma parlare di futuro, soprattutto in un territorio come il Sulcis Iglesiente, significa anche risolvere le vertenze ancora aperte e restituire prospettive concrete di sviluppo e di occupazione. «Non possiamo limitarci a gestire le crisi e le emergenze. Dobbiamo chiudere positivamente le vertenze che da troppo tempo attendono una soluzione e, nello stesso tempo, costruire nuove opportunità di lavoro e di investimento. Questo territorio ha bisogno di certezze, di una prospettiva industriale e produttiva e della possibilità, soprattutto per i giovani, di immaginare qui il proprio futuro», sottolineano Pier Luigi Ledda e Antonello Saba.
«Più lavoro non può significare più rischi. Più investimenti non possono significare più infortuni. Più sviluppo non può significare più vite perdute. La sicurezza non è un costo dello sviluppo. È una condizione dello sviluppo che vogliamo», sostengono i due segretari.
È questa, per la CISL, la lezione che a 122 anni di distanza Buggerru continua a consegnare al presente: la dignità del lavoro non è una questione del passato, ma una responsabilità che riguarda le scelte di oggi e il futuro che si vuole costruire. «Vogliamo una Sardegna che cresca. Vogliamo più lavoro, salari migliori, maggiore produttività, più contrattazione, più investimenti e più opportunità per i nostri giovani. Ma vogliamo che sia buon lavoro: un lavoro che riconosca la persona, le sue competenze, i suoi diritti e la sua dignità», concludono Pier Luigi Ledda e Antonello Saba.

E’ stata completata ieri, nel corso della riunione del direttivo del Sulcis Iglesiente-Medio Campidano, a Iglesias, la segreteria territoriale della Fit Cisl. Ad Alessandro Melis (segretario di presidio) e Giuseppe Pinna, si unisce Daniele Fuino, 31enne di Carbonia, attualmente dipendente Arst, dopo precedenti esperienze  nel trasporto privato.

Alla riunione del direttivo che ha eletto Daniele Fuino hanno partecipato la segretaria generale della Fit Cisl, Claudia Camedda, e il segretario della Cisl del Sulcis Iglesiente, Antonello Saba. «Scegliendo un trentenne, la segreteria del Sulcishanno sottolineato –  ha deciso di perseguire la linea di direttiva nazionale di inserimento dei giovani nei ruoli più operativi.»

“Rilanciare l’industria: lavoro, sviluppo e futuro per il Sulcis Iglesiente”: è il tema del Consiglio Generale Sardo promosso dalla Federatzione Sarda Metalmeccanicos (FSM CISL), che si è tenuto ieri pomeriggio nella sala convegni Fratelli Fois in via E. Fermi 9, a Portoscuso. L’obiettivo è quello di porre al centro dell’attenzione il tema del rilancio industriale del Sulcis Iglesiente, un’area che necessita di politiche concrete per la sua crescita economica e per la tutela del lavoro. E’ stata un’importante occasione di confronto e di proposta sul futuro del territorio tra istituzioni, organizzazioni sindacali e rappresentanze del territorio.
Per gli organizzatori, dopo la relazione del segretario regionale FSM CISL Marco Angioni, sono intervenuti Ferdinando Uliano, segretario generale FIM CISL; Valerio D’Alò, segretario nazionale FIM CISL; Marco Angioni, segretario regionale FSM CISL; Pier Luigi Ledda, segretario generale USR CISL Sardegna; Antonello Saba, segretario generale UST CISL Sulcis Iglesiente; Giuseppe Masala, segretario FSM CISL del Sulcis Iglesiente. Emanuele Cani, assessore dell’Industria della Regione Sardegna; Ignazio Atzori, sindaco di Portoscuso; Mauro Usai, sindaco di Iglesias e presidente della provincia del Sulcis Iglesiente; Pietro Morittu, sindaco di Carbonia e presidente del Consorzio Industriale del Sulcis Iglesiente; sindaci e amministratori dei Comuni del territorio; don Antonio Mura, responsabile della Pastorale per il Sociale e il Lavoro della diocesi di Iglesias.
Nel corso dei lavori, sono state affrontate le tematiche legate alla crisi dell’apparato industriale del Sulcis Iglesiente, che vede due infinite vertenze, Eurallumina ed ex Alcoa oggi Sider Alloys, aperte rispettivamente da 17 e 14 anni; una situazione di grande incertezza su presente e futuro sia alla Portovesme srl sia alla Centrale Enel Grazia Deledda; conseguentemente, una situazione di crisi profonda dell’intero tessuto economico che per diversi decenni si è basato prevalentemente sulla realtà industriale. Qualsiasi ipotesi di rilancio dell’industria nel territorio non può prescindere dalla sistemazione del porto industriale di Portovesme, in attesa da diversi lustri del dragaggio dei fondali e di un riassetto complessivo, e dalle bonifiche delle aree inquinate con conseguente recupero di quelle inutilizzate da anni, da destinare all’insediamento di nuove piccole e medie imprese. Tutti gli intervenuti hanno rimarcato quanto sia indispensabile il mantenimento di una realtà industriale per il rilancio socio-economico del Sulcis Iglesiente, da affiancare a nuove iniziative per il superamento della monocoltura industriale che ha messo in ginocchio il territorio una volta entrate in crisi prima la realtà mineraria, poi quella della grande industria.
Giampaolo Cirronis

Si terrà domani, mercoledì 8 aprile, alle ore 15.00, nella sala convegni Fratelli Fois in via E. Fermi 9, a Portoscuso, il Consiglio Generale Sardo “Rilanciare l’industria: lavoro, sviluppo e futuro per il Sulcis Iglesiente” promosso dalla Federatzione Sarda Metalmeccanicos (FSM CISL).
L’obiettivo è quello di porre al centro dell’attenzione il tema del rilancio industriale del Sulcis Iglesiente, un’area che necessita di politiche concrete per la sua crescita economica e per la tutela del lavoro.
Un’occasione di confronto e proposta sul futuro del territorio tra istituzioni, organizzazioni sindacali e rappresentanze del territorio.
Interverranno: Ferdinando Uliano (Segretario generale FIM Cisl), Valerio D’Alò (segretario nazionale FIM Cisl), Pier Luigi Ledda (segretario generale USR Cisl Sardegna), Antonello Saba (segretario generale UST Cisl Sulcis), don Antonio Mura (responsabile Diocesano UPSL), Emanuele Cani (assessore dell’Industria della Regione Sardegna), Ignazio Atzori (sindaco di Portoscuso), Mauro Usai (sindaco di Iglesias e presidente della provincia del Sulcis Iglesiente), Pietro Morittu (sindaco di Carbonia e presidente del Consorzio Industriale) e i sindaci del territorio.

«La riunione odierna è stata l’occasione per rilanciare un metodo di lavoro più propositivo nei confronti del Governo nazionale. Come evidenziato dalla presidente Alessandra Todde, la Regione Sardegna deve presentarsi con una proposta organica di politica industriale capace di garantire la tenuta delle filiere strategiche  a partire dall’alluminio – investire su infrastrutture, innovazione tecnologica e bonifiche e dare finalmente forma operativa al Libro Bianco sull’industria. In questa prospettiva è stata condivisa la necessità di costituire una cabina di regia stabile con tutti i soggetti istituzionali e sociali per costruire un piano integrato regionale su industria e lavoro.»

Lo scrive, in una nota, la segreteria della Cisl Sardegna.

«Particolare attenzione è stata dedicata al tema della formazione: le risorse ci sono, ma vanno utilizzate meglio, superando frammentazioni territoriali e ragionando in termini regionali, collegando in modo diretto i percorsi formativi alle professionalità richieste dalle imprese. È stata evidenziata l’urgenza di un incontro operativo per promuovere corsi mirati e coerenti con i fabbisogni produttivi dei territori. La CISL ribadisce che il ripristino degli ammortizzatori è una risposta necessaria ma non sufficiente: va accompagnata da politiche attive efficaci e da un vero rilancio del sistema industriale sardo, affrontando con continuità tutte le vertenze aperte e mantenendo il metodo di confronto strutturato già avviato con l’assessorato all’Industria.»

«Il risultato ottenuto sugli ammortizzatori in deroga dimostra che quando le istituzioni lavorano insieme e il territorio fa sentire la propria voce si possono evitare emergenze sociali gravissimedice Antonello Saba, segretario generale Cisl Sulcis Iglesiente -. Ora però non possiamo limitarci a inseguire le crisi. Il Sulcis e l’intera Sardegna hanno bisogno di una politica industriale vera, stabile, che metta insieme tutela del lavoro, riconversione produttiva, innovazione e formazione. Servono scelte coraggiose e una cabina di regia permanente che trasformi le vertenze in un progetto di sviluppo. Gli ammortizzatori devono essere un ponte verso nuova occupazione, non una soluzione definitiva.»

La Cisl Sardegna riconosce lo sforzo unitario messo in campo da Regione e Governo per superare la criticità e ribadisce che lo stesso impegno, in chiave strutturale e di prospettiva, deve ora essere indirizzato al vero rilancio dell’industria e dello sviluppo dell’Isola.

«La complessità delle crisi che investe il polo industriale di Portovesme ci impone una riflessione lucida e responsabile: non si può parlare di rilancio senza partire dall’esistente. Le competenze, le infrastrutture, la storia produttiva del nostro territorio non rappresentano un peso del passato, ma una risorsa fondamentale su cui costruire il futuro. Oggi più che mai serve un cambio di passo nella visione industriale del Paese.»
Lo ha detto il segretario territoriale della FSM Cisl, Giuseppe Masala, nel corso della riunione dei delegati e quadri sindacali del Sulcis Iglesiente, presente il segretario generale della Cisl sulcitana Antonello Saba. Basta con le promesse astratte e i piani calati dall’alto: per Giuseppe Masala «occorre valorizzare ciò che c’è, sostenere i lavoratori, investire in tecnologie sostenibili, garantire continuità produttiva e occupazionale. La situazione industriale del polo di Portovesme continua a rappresentare una delle vertenze più complesse e delicate del panorama produttivo sardo. La crisi che da anni investe le principali realtà del territorio, in particolare Eurallumina, Portovesme Srl e Sideralloys e Centrale Enel, è il risultato di anni di mancate scelte strategiche, ritardi istituzionali e assenza di una politica industriale concreta e di lungo termine».
Il segretario FSM ha sottolineato ancora che «le lavoratrici e i lavoratori vivono nell’incertezza e il territorio è stanco di aspettare: le responsabilità sono condivise tra aziende, politica e istituzioni. Gli impegni presi nei tavoli ministeriali non si sono tradotti in fatti concreti. Serve un impegno delle istituzioni per fermare la logica del massimo ribasso, che penalizza lavoratori, imprese qualificate del territorio. Ex Alcoa, Eurallumina, Portovesme Srl anche attraverso un rapido rilancio delle infrastrutture (del porto di Portovesme in particolare), sono in attesa di risposte urgenti che potrebbero rilanciare economia ed occupazione, anche attraverso ulteriori opportunità (cantiere nautico)».

In questo contesto, l’avvenuta firma del rinnovo del contratto nazionale Federmeccanica-Assistal rappresenta un primo importante risultato, «frutto della mobilitazione e della determinazione di migliaia di lavoratori. Il nuovo contratto contiene elementi di avanzamento sul piano salariale, dei diritti, della formazione e della sicurezza sul lavoro, ma deve essere accompagnato da un impegno istituzionale concreto a tutela dei poli produttivi in difficoltà».

Concludendo il suo intervento, Giuseppe Masala ha annunciato che «la Fsm Cisl continuerà a battersi senza arretrare di un passo. Siamo davanti a un territorio devastato, privo di politiche industriali adeguate, non si può più attendere: è il momento delle decisioni, non più dei rinvii»

Questa mattina, nella sede di via Mazzini 41, a Carbonia, si è riunito il gruppo dirigente della UST CISL Sulcis Iglesiente per lanciare la mobilitazione territoriale “Maratona per la Pace”, un grande percorso di impegno civile contro ogni guerra e violazione dei diritti umani. Ha partecipato all’incontro don Antonio Mura, Responsabile della Pastorale del Lavoro e il Sociale della diocesi di Iglesias.
L’impegno territoriale confluirà nella riunione regionale del 10 novembre a Losa e nella grande Assemblea nazionale del 15 novembre a Roma, traguardo simbolico di un cammino collettivo che vuole superare ogni divisione. La CISL invita tutta la società civile a unirsi a questo percorso di solidarietà e speranza.

Durante lo svolgimento dei lavori, abbiamo intervistato il segretario generale della UST CISL Sulcis Iglesiente, Antonello Saba.

 

«Dal punto di vista tecnico, la vertenza è chiusa, ma ora serve la volontà politica per realizzare le infrastrutture necessarie a portare il gas nel Sulcis e un intervento sul CSF per quanto riguarda le sanzioni alla Russia. Il ministro ha preso l’impegno di intervenire e convocare un incontro specifico sulle sanzioni, ma ricordiamo che il tempo passa e abbiamo circa un mese e mezzo di autonomia prima che Rusal finisca in liquidazione. Parliamo di un’azienda che, in questi sedici anni, ha mantenuto la pace sociale, che ogni mese paga gli stipendi e i fornitori, che ha investito e dichiarato di voler continuare ad investire nello stabilimento. La politica deve creare le condizioni perché possa restare nel Sulcis.»

E’ il commento di Nino D’Orso e Simone Zucca della Femca Cisl e Antonello Saba, segretario Cisl Sulcis, all’esito della riunione svoltasi oggi al Mimit sulla vertenza Eurallumina.

La Cisl del Sulcis Iglesiente accoglie con favore e forti aspettative il ritorno della Provincia, in attesa del superamento della legge Delrio: per il segretario generale Antonello Saba «è un’occasione strategica e concreta per favorire il rilancio del territorio». 

«Le elezioni di secondo livelloaggiunge Antonello Sabasono un’opportunità unica che sindaci e consiglieri comunali non possono mancare. Per il Sulcis Iglesiente è importante avere un’amministrazione provinciale che conosca e interpreti a fondo le specifiche esigenze del territorio e delle singole comunità.»

La Cisl pone l’accento sulla necessità che la nuova Provincia non si limiti a essere un mero ente burocratico, «ma diventi un punto di riferimento per lo sviluppo economico e sociale, accorciando le distanze tra Istituzione, cittadini e comunità. Tra le priorità del prossimo consiglio provinciale devono esserci, oltre alle competenze previste, la gestione delle vertenze industriali, la transizione ecologica, la riqualificazione dei siti dismessi, un piano di sviluppo del turismo sostenibile che valorizzi il patrimonio culturale e naturale del Sulcis Iglesiente e un sistema di servizi di trasporto ferroviario, portuale e viario efficiente, competitivo ed interconnesso. Rafforzare il sistema delle infrastrutture e le precondizioni strutturali per lo sviluppo è un elemento essenziale per costruire un futuro credibile e concreto, che sia antidoto e argine allo spopolamento e al disagio sociale che colpisce il territorio. È fondamentale – conclude Antonello Sabache le decisioni vengano prese in un’ottica di concertazione con le forze sociali e produttive del territorio, per garantire una crescita inclusiva, diversificata e complementare che non lasci indietro nessuno».

La Cisl invierà nei prossimi giorni una lettera aperta a tutte le amministrazioni, per un un nuovo modello di sviluppo territoriale, ripartendo dal “Piano Sulcis” e superando le consolidate diseconomie e carenze infrastrutturali.