22 September, 2026
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Siamo giunti alla 32ª edizione della Downhill Monte Leone 2026, la gara più longeva al mondo. Ebbene sì, da ricerche fatte su Google, la nostra gara risulta la gara downhill che ha effettuato più edizioni ininterrottamente dal 1994 senza mai fermarci neanche nel periodo della pandemia, facendoci raggiungere il record e appellata come “Gara downhill più longeva al mondo”, ma non la più vecchia, in quanto il primato lo detiene la gara di Repak in California.
Dal 1994 il Team Spakkaruote di Carbonia, spinti dalla passione agonistica di questa disciplina la downhill, ovvero discesa libera con le mountain bike, nata negli USA nei primissimi anni ‘80, ha riscosso grande successo per la particolarità delle biciclette e dei tracciati che venivano percorsi ad altissima velocità tra sassi, radici e sentieri impervi, rendendo queste gare altamente adrenaliniche. La stessa cosa è avvenuta anche in Francia nei fine anni ‘80, ma come negli USA, non hanno proseguito consecutivamente negli anni questa tipologia di gara fermandosi a una decina di edizioni.
La nostra società è stata una delle prime in Sardegna e in Italia ad organizzare questo tipo di gare che nell’arco degli anni ha richiamato tantissimi atleti spinti dalla nostra ospitalità, dalla nostra storia, dal nostro mare e da tutto il contesto organizzativo.
La nostra pista, ricavata nel bosco di Monte Leone, a pochissimi passi dal centro della nostra cittadina, è la più apprezzata in Sardegna e non solo. Alle nostre gare, infatti, molti atleti da oltre regione scelgono la nostra gara, sia per la particolarità della pista, sia perché da noi si respira un’aria familiare e sia perché nel periodo che noi la organizziamo, coincide con la fine stagione delle gare internazionali e mondiali, facendo in modo così che per tale evento i piloti vengano in Sardegna a trascorrere alcuni giorni di mare e sport dopo una lunga stagione agonistica.
La 32ª edizione della downhill di Monte Leone sarà supportata come sempre avviene dall’Amministrazione del comune di Carbonia, da numerosi sponsor che sono linfa vitale per il nostro evento oltre dagli appassionati della disciplina e dagli iscritti del nostro Team Spakkaruote.
Come sempre avviene, alla nostra gara verranno i più forti atleti regionali, nazionali e mondiali che tutt’ora calcano le piste di mezzo mondo, da non dimenticare il nostro concittadino, nonché nostro atleta, Davide Palazzari, che è uno dei più forti rider a livello internazionale, avendo vinto 4 titoli italiani e tra i primi 20 al mondo, che tutti aspetteranno ad applaudire ed incitare il nostro “Daddy”. Insomma, sarà un evento unico per la nostra cittadina vedere i più forti riders mondiali nella nostra pista spettacolo, vero gioiello e unica del genere.
L’appuntamento per gli appassionati è fissato per l’11 ottobre 2026 nella pista spettacolo di Monte Leone, a Carbonia, a partire dal sabato, dove ci saranno le prove libere e domenica le gare con la prima manche a partire dalle ore 11.00 e la seconda manche intorno alle ore 12.30. Quest’ anno la nostra gara sarà anche valevole come ultima prova del circuito “Gran Prix Oro In 2026” sotto l’egida della Federazione Ciclistica Italiana.
Il Team Spakkaruote

Il 16, 17 e 18 settembre nuovi appuntamenti a Villacidro: dagli spettacoli per famiglie all’incontro con Pablo Trincia, dalla riflessione sulla rappresentazione della disabilità alla comicità di Gioia Salvatori, fino alla presentazione del cortometraggio “Piccolo Vuoto”

Prosegue a Villacidro la XLI edizione del Premio Letterario Giuseppe Dessì, con tre giornate di appuntamenti in programma dal 16 al 18 settembre, tra teatro, incontri, presentazioni e cinema.

Si parte mercoledì 16 settembre, alle 18.00, al Mulino Cadoni, con Tre bottoni e la casa con le ruote di Cada Die Teatro, con Francesca Pani e Laura Farci, per la regia di Mauro Mou. Rivolto a bambini e famiglie, lo spettacolo racconta la storia di un falegname che, costretto a lasciare la propria città, costruisce una piccola casa su ruote, trasformandola in un luogo capace di accogliere tutti.

Alle 21.30, a Casa Dessì, Pablo Trincia sarà protagonista di Come nascono le storie. A partire dalla propria esperienza di giornalista e storyteller, Trincia racconterà il lavoro che precede la costruzione di una narrazione: la ricerca, l’ascolto, la scelta delle fonti e il modo in cui una vicenda reale prende forma attraverso la voce e il racconto.

Giovedì 17 settembre, alle 18.00, al Mulino Cadoni, Giulia Giornaliste Sardegna presenterà Donne, disabilità e media, un volume che analizza il modo in cui le persone con disabilità vengono rappresentate dai media, soffermandosi in particolare sull’uso di linguaggi stereotipati e discriminatori e sulla persistenza di una cultura abilista.

Alle 21.30, a Casa Dessì, sarà in scena Gioia Salvatori con Cuoro – Inciampi per sentimenti altissimi, spettacolo che affronta con ironia e comicità il tema dell’amore, attraverso una galleria di esperienze, dubbi, sentimentalismi e disillusioni.

Venerdì 18 settembre, alle 21.30, a Casa Dessì, sarà presentato Piccolo Vuoto, il cortometraggio realizzato dagli studenti del Liceo “E. Piga” di Villacidro nell’ambito di “La voce dei giovani. La Villacidro che vorrei”, progetto ideato e promosso dalla Fondazione Giuseppe Dessì, con la collaborazione artistica e operativa di Giffoni Innovation Hub e il sostegno della Regione Sardegna. Dopo l’anteprima a Venezia, nell’ambito della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, il cortometraggio torna nei luoghi dove ha visto la luce, e sarà presentato alla presenza del regista Elio Di Pace, di Luigi Sales per Giffoni Innovation Hub, insieme agli studenti che hanno partecipato al percorso.

Il programma della XLI edizione del Premio Dessì proseguirà nelle settimane successive con altri incontri e spettacoli, fino alla cerimonia conclusiva del 4 ottobre. In lizza tra i finalisti: Luigi Nacci, Matteo Nucci e Romana Petri per la Narrativa; Federico Italiano, Isabella Leardini e Alfredo Panetta per la Poesia. Saranno inoltre assegnati i tre Premi Speciali a Rosa Oliva, Alessandro Cattelan e Licia Colò.

La quarantunesima edizione del Premio Letterario Giuseppe Dessì è promossa e organizzata dalla Fondazione Giuseppe Dessì, con il contributo dell’Assessorato Regionale della Pubblica Istruzione e Beni Culturali della Regione Autonoma della Sardegna, del Comune di Villacidro, della Provincia del Medio Campidano, della Fondazione di Sardegna e del MiC – Ministero della Cultura.

Si è concluso il Press Tour Slow Food Travel Sulcis Iglesiente, che dal 10 al 13 settembre ha accompagnato un gruppo di giornalisti della stampa nazionale in un viaggio alla scoperta del territorio, delle sue comunità e delle eccellenze che ne raccontano l’identità.

Quattro giornate intense che hanno permesso agli ospiti di conoscere da vicino un Sulcis Iglesiente nel quale paesaggio, archeologia, patrimonio minerario, cultura, artigianato ed enogastronomia si intrecciano in una proposta territoriale capace di coniugare autenticità, sostenibilità ed esperienza.

L’iniziativa, promossa dalla Provincia del Sulcis Iglesiente in collaborazione con Slow Food Cagliari e Slow Food Travel, ha puntato su un modello di promozione che parte dalle comunità e mette in relazione luoghi, persone, produzioni e saperi.

Il viaggio, iniziato il 10 settembre con la presentazione del progetto nell’Aula consiliare della Provincia a Carbonia, ha attraversato alcune delle realtà più rappresentative del territorio. A Sant’Antioco i giornalisti hanno conosciuto il Villaggio Ipogeo, le catacombe, l’antica arte della lavorazione del bisso marino e la viticoltura del Carignano del Sulcis, con una masterclass nella vigna La Scogliera dedicata al vitigno simbolo del territorio.

La seconda giornata è stata dedicata all’Iglesiente, dal centro storico medievale di Iglesias e dalle sue botteghe artigiane fino allo straordinario patrimonio minerario e paesaggistico rappresentato dalla Grotta di Santa Barbara, Porto Flavia, Masua e dal Belvedere di Nebida, in un itinerario capace di raccontare il profondo legame tra la storia del lavoro, il paesaggio e l’identità delle comunità.

Il 12 settembre il Press Tour ha raggiunto Carloforte e l’isola di San Pietro, con la visita all’antica tonnara e un approfondimento sulla cultura e sulla tradizione del tonno rosso. La giornata è poi proseguita a Tratalias, nel suo antico borgo, dove si è svolta la “Vetrina delle eccellenze del Sulcis Iglesiente Slow Food Travel”.

La manifestazione ha rappresentato uno dei momenti centrali dell’intero progetto: produttori, artigiani, chef e cantine del territorio hanno incontrato il pubblico e la stampa attraverso lavorazioni dal vivo, degustazioni enogastronomiche e show cooking tenuti dagli chef Manuele Fanutza e Nicola Paulis, trasformando il Borgo Vecchio in una vetrina dell’identità e della qualità del Sulcis Iglesiente. L’ultima giornata ha condotto la delegazione nel Basso Sulcis, con la visita alla necropoli di Montessu a Villaperuccio e la tappa conclusiva a Nuxis, dedicata anche alla cucina legata ai fiori eduli, alle piante endemiche, alle erbe e ai prodotti del territorio.

«Questi quattro giorni hanno dimostrato concretamente quanto il Sulcis Iglesiente abbia da raccontare e quanto sia importante farlo con una voce unitariadichiara il presidente della Provincia del Sulcis Iglesiente, Mauro Usai –. Abbiamo accompagnato i giornalisti dentro un territorio fatto non soltanto di luoghi straordinari, ma soprattutto di comunità, persone, competenze e storie. Dall’archeologia al patrimonio minerario, dal mare all’artigianato, dalle produzioni agricole alla cucina e al vino, ogni tappa ha mostrato un tassello di un’identità molto più ampia.»

«La sfidaprosegue Mauro Usai è fare in modo che queste esperienze non rimangano episodi isolati, ma diventino parte di una strategia stabile di promozione del Sulcis Iglesiente. Vogliamo presentarci all’esterno come un territorio unico, riconoscibile e capace di mettere in rete le proprie eccellenze. La presenza di giornalisti di importanti testate nazionali rappresenta per noi una grande opportunità: attraverso il loro sguardo il racconto del Sulcis Iglesiente potrà raggiungere un pubblico nuovo e contribuire a generare attenzione, interesse e nuove occasioni di sviluppo per le nostre comunità.»

«Il risultato più importante di questo Press Tour è stato mettere in contatto diretto chi racconta i territori con chi ogni giorno il territorio lo vive, lo custodisce e lo rende autentico – dichiara la consigliera provinciale delegata Maria Beatrice Collu -. I giornalisti hanno potuto incontrare produttori, artigiani, chef, viticoltori e operatori locali, conoscere le loro storie e comprendere che dietro ogni prodotto, ogni tradizione e ogni luogo esiste un patrimonio umano di enorme valore.»

«La collaborazione con Slow Foodaggiunge Maria Beatrice Colluci consente di lavorare su un’idea di promozione che non consuma semplicemente i luoghi, ma li conosce, li rispetta e crea relazioni con le comunità. La Vetrina delle eccellenze di Tratalias ne è stata una bellissima rappresentazione: un territorio che si racconta attraverso i propri protagonisti, i propri saperi e i propri sapori. Vogliamo continuare su questa strada, rafforzando la rete tra istituzioni, operatori e comunità e facendo della qualità e dell’autenticità gli elementi distintivi del nostro territorio.»

Un ringraziamento particolare va ai giornalisti che hanno accolto l’invito e partecipato alle quattro giornate: Silvia Frau per Bell’Italia, Silvana Benedetti per Caravan e Camper, Franca Dell’Arciprete Scotti per Turismo all’aria aperta, Virginia Simoni per Foster Magazine, Camilla De Meis per Dove, Francesco Fadda per La Stampa, Nicoletta Moncalero per Il Gusto – Repubblica e Fabio Fimiani per Radio Popolare.

La Provincia del Sulcis Iglesiente ha ringraziato Slow Food Cagliari, rappresentata dalla presidente Antonella Angioni, e Slow Food Travel Sulcis Iglesiente, rappresentata dalla team leader Rossella Pisano, per la collaborazione e per il lavoro svolto nella costruzione di un’esperienza capace di mettere al centro le comunità locali e di raccontare il territorio attraverso la qualità delle sue produzioni, la cultura, il paesaggio e le persone.

Il ringraziamento si estende ai Comuni coinvolti, agli amministratori, alle guide, ai produttori, agli artigiani, agli chef, ai ristoratori, alle cantine, agli operatori turistici e culturali e a tutte le persone che hanno contribuito all’organizzazione e all’accoglienza. Una partecipazione corale che ha permesso di mostrare agli ospiti non una semplice successione di destinazioni, ma un territorio vivo, unito da una storia e da un’identità comuni.

Il Press Tour si chiude così con l’obiettivo di dare continuità al percorso avviato: fare del Sulcis Iglesiente una destinazione capace di essere riconosciuta e raccontata nel suo insieme, costruendo attorno alle sue eccellenze un modello di turismo sostenibile, esperienziale e profondamente legato alle comunità.

 

E’ stato presentato oggi alla stampa il percorso che apre una nuova fase per il compendio industriale ex Keller di Villacidro: il Consorzio industriale e il Gruppo Bertolotti hanno sottoscritto il contratto di locazione dell’area, formalizzando le condizioni per l’avvio del piano di reindustrializzazione dello stabilimento.
Il risultato è il frutto dell’impegno congiunto del Consorzio industriale di Villacidro, della Regione Sardegna e dell’Assessorato regionale dell’Industria, che hanno lavorato per creare le condizioni necessarie a restituire una prospettiva produttiva a un’area segnata nel corso degli anni da profonde difficoltà e da una lunga fase di inattività. Un percorso nel quale è stata mantenuta ferma la volontà di valorizzare il compendio e di individuare una soluzione industriale concreta e sostenibile per il territorio.
Il piano è stato illustrato nella sede del Consorzio industriale di Villacidro, alla presenza della presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde, dell’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani, dell’amministratore delegato del Gruppo Bertolotti Luca Barneschi e del presidente del Consorzio industriale Enrico Caboni.
Dopo anni di incertezza e di ipotesi di rilancio, un patrimonio industriale di straordinario valore per Villacidro e per l’intero territorio torna ad avere una concreta prospettiva produttiva. Un risultato al quale il Consorzio ha contribuito mantenendo fermo l’obiettivo di preservare l’identità industriale del compendio e la sua vocazione produttiva, costruite attraverso decenni di lavoro. L’ex Keller, parte significativa della storia industriale di Villacidro e del Medio Campidano, si prepara così a tornare a essere un luogo di lavoro e di produzione.
Il piano di reindustrializzazione che sarà attuato dal Gruppo Bertolotti prevede la progressiva riattivazione dello stabilimento e la realizzazione di un nuovo polo dedicato al trasporto pubblico leggero e a una nuova generazione di produzioni e componenti ferroviari. L’iniziativa punta a integrare le competenze industriali del territorio con innovazione, tecnologie avanzate e nuovi processi produttivi, dando vita a una realtà moderna e competitiva. Particolare attenzione sarà inoltre rivolta al recupero delle professionalità maturate nell’ex Keller e alla formazione di nuove competenze, in funzione dello sviluppo delle attività previste.
Con questo nuovo insediamento produttivo, il Consorzio industriale, con il supporto della Regione Sardegna e dell’assessorato regionale dell’Industria, porta a compimento un percorso che restituisce una funzione produttiva a un’area strategica del territorio e crea nuove opportunità per il lavoro, le imprese e l’indotto locale.
Dietro questo risultato c’è un lavoro fatto di continuità, attenzione e confronto, portato avanti dagli uffici consortili con il costante supporto del direttore 
Simone Rivano e con l’impegno di tutto lo staff del Consorzio. Un lavoro che ha trovato nella relazione con gli ex dipendenti Keller, con le rappresentanze sindacali e con le istituzioni locali un elemento importante di confronto e di collaborazione, contribuendo a mantenere sempre aperta la ricerca di una soluzione concreta.
L’intero cda del Consorzio Industriale esprime la sua piena soddisfazione per il risultato raggiunto.
«Il Consorzio ha svolto fino in fondo il proprio ruolo, lavorando per rendere possibile il ritorno di un’attività produttiva in un’area strategica come l’ex Keller – dice il presidente, Enrico Caboni –. La presentazione di oggi dimostra che, quando istituzioni e soggetti industriali lavorano nella stessa direzione, anche una situazione complessa può essere superata e trasformarsi in una prospettiva concreta, consentendo di guardare nuovamente al futuro con fiducia.»«Si chiude un percorso avviato nel 2017 e che oggi, grazie all’impegno profuso dagli uffici, ha consentito l’individuazione di un operatore risultato serio ed affidabile con un progetto di rilancio del sitosottolinea Luca Argiolas, consigliere del CdA CIV -. Tutto ciò è stato possibile grazie al costante supporto dell’assessorato dell’Industria che ha dimostrato con fatti concreti di credere e puntare sul rilancio del sito industriale».

«Abbiamo creato una opportunità, frutto di un lavoro perseverante, portato avanti con impegno anche dagli uffici – dice Gianni Massa, altro membro del Cda -. Un’opportunità che ritengo significativa per un territorio che ha tante potenzialità troppe volte disattese. Ora si apre la fase decisiva: trasformare questa opportunità in uno sviluppo concreto. Il nostro compito sarà accompagnare questo percorso perché le potenzialità del territorio possano finalmente tradursi in risultati.»

«Abbiamo ufficialmente acquisito la gestione di un importante compendio industriale tramite un contratto di affitto strategico. Questo passo fondamentale punta ad ampliare la nostra capacità produttiva e a consolidare la presenza di Bertolotti sui mercati internazionali – afferma Luca Barneschi, amministratore delegato di Bertolotti -. È un traguardo frutto di un eccezionale lavoro di squadra: ringraziamo la Presidenza della Regione, l’assessorato dell’Industria e il Consorzio Industriale di Villacidro per la costante collaborazione e l’approccio proattivo. È l’esempio di come la sinergia pubblico-privato possa rilanciare asset strategici creando valore per il territorio. Con basi operative e accordi istituzionali ormai solidi, la concretizzazione dei primi ordini e l’apporto di parte del backlog di gruppo saranno il volano iniziale per spingere sul mercato una strategia in costante evoluzione. Troppo spesso confrontiamo il presente con un passato glorioso con un senso di malinconia; qui, invece, vogliamo costruire una realtà che non cerchi una semplice rivincita, ma che sappia essere un punto di riferimento e di visione per le nuove generazioni. Abbiamo scelto questo sito specifico proprio con questa chiara visione sociale: individuare risorse sul territorio, formarle e farle crescere per proiettarle verso una competitività internazionale. Il sito ospiterà infatti una propria Academy, dove confluiranno altissime professionalità di settore con l’obiettivo di realizzare qualcosa di mai visto prima in questo ambito.»

«Quella che presentiamo oggi non è soltanto la riapertura di uno stabilimento industriale. È la dimostrazione che la Sardegna può tornare a essere terra di produzione, innovazione e lavoro qualificato. Per troppo tempo l’ex Keller è stata il simbolo di una crisi industriale che sembrava senza soluzione. Oggi quel simbolo cambia segno e diventa il punto di partenza di un nuovo progetto capace di riportare attività produttive, competenze e prospettive occupazionali in un territorio che ha pagato un prezzo molto alto alla deindustrializzazione – dichiara la presidente della Regione, Alessandra Todde -. La Regione ha scelto di accompagnare questo percorso con determinazione, lavorando insieme al Consorzio industriale e agli attori coinvolti per creare le condizioni necessarie all’investimento. L’arrivo del Gruppo Bertolotti conferma che esiste fiducia nelle potenzialità della Sardegna quando istituzioni e imprese condividono una visione industriale credibile e di lungo periodo.»
«La Regione e il Consorzio industriale di Villacidrospiega l’assessore dell’Industria, Emanuele Cani -, hanno lavorato mesi dietro le quinte per giungere a questo traguardo, la reindustrializzazione di un sito che ha segnato una parte importante della storia industriale della Sardegna e che è rimasto fermo per oltre 17 anni. Oggi abbiamo l’opportunità concreta di riportarlo alla produzione, restituendo a questo territorio un presidio industriale e creando nuove opportunità di lavoro e di sviluppo non soltanto per il Medio Campidano, ma per l’intero sistema industriale regionale. Non siamo semplicemente davanti alla riapertura di uno stabilimento ma siamo davanti alla possibilità di costruire, su un sito industriale storico, una nuova piattaforma produttiva moderna, tecnologicamente avanzata e competitiva, inserita nella filiera ferroviaria. C’è anche un elemento di continuità con la storia della Keller. Il settore di riferimento rimane quello della produzione di manufatti e veicoli ferroviari, ma dopo quasi vent’anni le tecnologie, i processi produttivi e i prodotti sono cambiati. Il nuovo progetto guarda in particolare alla mobilità leggera e a una nuova generazione di produzioni ferroviarie, mettendo insieme competenze industriali, innovazione e nuove tecnologie.»

La prima partita del nuovo campionato tra Iglesias e Ilvamaddalena è terminata senza goal ma le emozioni non sono mancate tra due delle squadre più ambiziose dell’Eccellenza regionale 2026/2027. Entrambe le squadre si sono presentate con un organico profondamente rinnovato rispetto alla passata stagione che ha visto l’Iglesias aggiudicarsi per la prima volta nella sua storia centenaria la Coppa Italia di categoria e l’Ilvamaddalena piazzarsi al secondo posto alle spalle della promossa Ossese e sperare fino all’ultimo in un ripescaggio in serie D dopo la disputa dei playoff e, se il buon giorno si vede dal mattino, c’è da ritenere che saranno protagoniste tra le squadre che lotteranno per la promozione in serie D.

Al via, tra le due, la squadra dichiaratamente in corsa per la serie D è l’Ilvamaddalena, ma anche l’Iglesias punta al vertice e in cuor suo un pensierino sulla promozione lo fa sicuramente.

L’avvio di partita ha visto più intraprendente l’Ilvamaddalena che al 4′ ha costruito una ghiottissima occasione per sbloccare il risultato: la difesa dell’Iglesias è stata sorpresa da un contropiede maddalenino che ha portato Max Galic solo davanti a Riccardo Daga ma quando un po’ tutti si aspettavano il goal facile, il calciatore croato ha spedito il pallone sul fondo alla sinistra del portierone rossoblù.

L’Iglesias non è rimasta a guardare, la partita è rimasta equilibrata e alla mezz’ora il 21enne centrocampista argentino Leon Mancini ha calciato di poco a lato da favorevole posizione.

Replica dell’Ilvamaddalemna al 34′ con Jacopo Fragnelli che si è incuneato da sinistra nell’area piccola dell’Iglesias ma al momento della conclusione ha trovato sulla sua strada un attentissimo Riccardo Daga.

Squadre al riposo sullo 0 a 0, con l’immagine di un’Ilvamaddalena un po’ più brillante rispetto all’Iglesias.

Nella ripresa già in avvio la fisionomia della partita è cambiata, con un’Iglesias più decisa e vogliosa di provare a far sua l’intera posta in palio. Al 51′ violento scontro tra Federico Domunguez e Tomas Carlucci a centrocampo, il calciatore ospite ha avuto la peggio ed è stato costretto a lasciare il campo, sostituito da Alvaro Lima Scandellari, Federico Domunguez è stato ammonito.

Per registrare le prime occasioni da goal si è dovuto attendere una ventina di minuti, quando Federico Dominguez ha spedito sull’esterno della rete maddalenina un calcio di punizione da favorevole posizione, poi Leon Mancini non ha trovato lo specchio della porta con un gran destro dai trenta metri che ha spaventato il 18enne portiere ospite Leonardo Macchi.

Al 73′ Daniele Porcu ha inserito Nicolas Capellino al posto di Yanic Beugré e la mossa ha avuto un effetto immediato. All’85’ Leon Mancini ha lanciato l’attaccante argentino sulla fascia destra, controllo perfetto, grandissimo destro in corsa e splendida risposta di Leonardo Macchi.

Squadre ancora in parità al 90′ ma al 6′ di recupero l’Iglesias ha fatto tremare la difesa maddalenina: lancio dalla fascia sinistra, colpo di testa di Facundo Maitini (ottima la sua partita pur senza conclusioni a rete pericolose), il pallone è rimbalzato sul terreno, gli si è avventato di testa Nicolas Capellino che ha evitato l’intervento di Jacopo Fragnelli. ha colpito di fronte piena a botta sicura ma il pallone ha terminato la sua corsa sulla traversa a portiere battuto.

Pochi istanti dopo triplice fischio finale del direttore di gara Gabriele Dascola che ha posto fine ad una bella partita il cuoi risultato, in fondo, soddisfa entrambe le squadre per l’avvio del nuovo campionato di Ecellenza regionale.

Iglesias: Daga, Adriano Leroux Batte, Arzu (93′ Lambroni), Federico Dominguez, Rodrigues, Montisci, Floris, Santiago Dominguez (80′ Piras), Beugré (73′ Capellino), Mancini (89′ Crivellaro), Maitini. A disposizione: Bonifacio, Bahlaouan, Figus, Santos, Roman Leroux Batte. Allenatore: Daniele Porcu.

Ilvamaddalena: Macchi, Moretti, Fragnelli, Markic, Contucci, Vrdoliak, Izzillo, Carlucci (56′ Lima Scandellari), Parravano, De Cenco, Galic (85′ Bevilacqua). A disposizione: Ceppi, Tessaro, Galiano, Solinas, Animobono, Bravoco, Casazza. Allenatore: Giancarlo Favarin.

Arbitro: Gabriele Dascola di Cagliari.

Assistenti di linea: Marco Pilleri di Cagliari e Simone Pilloni di Carbonia.

Ammoniti: Rodrigues, Federico Dominguez, Contucci, Moretti.

Spettatori: 200.

Giampaolo Cirronis

La Sala Operativa dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Carloforte ha coordinato l’intervento di soccorso che ha consentito, nella giornata di domenica 13 settembre 2026, di prestare assistenza a un’imbarcazione da diporto in difficoltà nelle acque antistanti la località “Porto Susciao”, sull’isola di Sant’Antioco, con sette persone a bordo, tra cui tre minori.

L’allarme è giunto alla Sala Operativa della Guardia Costiera di Carloforte alle ore 14.29, attraverso il Numero Unico di Emergenza NUE 112. Ricevuta la richiesta di assistenza, la Sala Operativa attivava immediatamente il dispositivo di soccorso, disponendo l’intervento della motovedetta CP 869, che mollava gli ormeggi alle ore 14.31 per dirigersi verso la posizione segnalata.
Nel corso delle comunicazioni con la Sala Operativa, il conduttore dell’unità riferiva che il motore era in avaria e che, a causa delle condizioni meteomarine avverse, non riusciva a mantenere il controllo dell’imbarcazione. Il segnalante, particolarmente agitato per la situazione, manifestava il timore di essere trascinato verso la costa e di finire contro gli scogli, rendendo necessario un intervento tempestivo da parte dei soccorritori.
Particolarmente importante si è rivelato, sin dalle prime fasi dell’emergenza, il costante contatto telefonico tra la Sala Operativa e le persone a bordo. L’operatore di guardia, mantenendo un collegamento continuo con il segnalante, provvedeva a tranquillizzare gli occupanti, invitandoli a mantenere la calma e fornendo loro aggiornamenti costanti circa la posizione e l’avvicinamento dell’unità di soccorso. Tale attività ha consentito di mantenere un contatto diretto con le persone in difficoltà e di accompagnarle, sotto il profilo operativo e psicologico, fino all’arrivo della motovedetta.
Alle ore 15.02, la CP 869 raggiungeva l’imbarcazione in difficoltà e prestava immediatamente assistenza, verificando le condizioni delle persone presenti a bordo e la situazione dell’unità.
Una volta assicurate le necessarie condizioni di sicurezza, l’imbarcazione veniva scortata dall’unità S.A.R. fino al porto di Calasetta, dove poteva raggiungere la banchina in sicurezza, senza ulteriori conseguenze per le persone coinvolte.
L’intervento, conclusosi positivamente, evidenzia ancora una volta l’importanza della tempestività nell’attivazione della catena dei soccorsi, della pronta disponibilità dei mezzi navali e, soprattutto, del costante coordinamento tra la Sala Operativa e le unità S.A.R. impegnate in mare.
La Guardia Costiera richiama l’attenzione di tutti i diportisti sull’importanza di verificare preventivamente le condizioni meteomarine, prestando particolare attenzione alle previsioni meteo marine di verificare prima della partenza l’efficienza dell’apparato propulsivo e delle dotazioni di sicurezza. In caso di emergenza, è fondamentale mantenere la calma, fornire alla Sala Operativa tutte le informazioni utili alla localizzazione dell’unità e mantenere, ove possibile, il contatto con i soccorritori fino al loro arrivo.

Il “feudalesimo” fu un’istituzione medioevale in cui la società era divisa in due parti: i Signori e i “servi della gleba “ che cogli artigiani formavano il popolo sottoposto. I Signori erano la classe dominante, ed erano i proprietari sia delle terre che di tutte persone che le abitavano. I servi della gleba erano sempre la proprietà di qualcuno e non avevano il potere di autodeterminarsi.
Questo meccanismo di esclusione del popolo dalle decisioni politiche finì, in Francia, con un decreto del 1789 ad opera del Comitato Rivoluzionario, del Terrore e della ghigliottina. In Italia si passò dal feudalesimo allo Stato Nazionale nel 1861. La Sardegna uscì dal sistema feudale molto più tardi. Il popolo, con l’avvento degli stati nazionali e la democrazia, prese in mano le briglie del potere. Da allora impose i propri deputati, i sindaci, e iniziò a governare il proprio futuro. Da questa nuova condizione storica, che si perfezionò in Italia nel 1946, quando si riconobbe a tutti, anche alle donne, il potere di votare, nacque la Sanità pubblica. Le Asl (Aziende sanitarie locali), nate nel 1979, vennero governate da un Comitato formato da rappresentanti dei Consigli Comunali e dai Sindaci del territorio. Furono gli anni della migliore Sanità dello Stato moderno.
Poi si insinuò il seme di un nuovo feudalesimo e le ASL iniziarono ad assumere l’assetto di feudi, con un capo al centro e il popolo escluso da ogni decisione in ambito sanitario. Poi, come al tempo dei feudi, il popolo perdette progressivamente il potere di governare la gestione del Servizio Sanitario pubblico.
Così le Asl divennero Usl e i sindaci vennero esclusi dal controllo e dalla programmazione del Servizio sanitario. Quel potere era passato a entità burocratiche, non elettive. Da allora il popolo iniziò a sperimentare una gestione che condusse alla carenza di posti letto in ospedale, alla carenza di specialisti e, infine, sperimentò le “liste d’attesa” e la necessità di acquistare la sanità dai privati. Dagli stessi anni si iniziò a registrare la drastica riduzione delle nascite di bambini a causa della crescente insicurezza economica e sociale.
Questo meccanismo di esclusione del popolo dal governo della Sanità è assimilabile alla feudalizzazione della società europea innescata nel 476 d.c..
Col passare del tempo, con l’evoluzione della cultura e delle nuove tecnologie, stanno comparendo altri meccanismi, fino ad oggi sconosciuti, di feudalizzazione. Si intende con questo termine l’esclusione della volontà popolare dai programmi sociali. Il metodo è sempre lo stesso: in momenti di difficoltà si prendono le redini del governo facendosi delegare dal popolo tutto il potere, poi si esclude il popolo dalla’mministrazione della cosa pubblica. Vale come esempio più recente quello di un politico straniero che sta contrattando una forte somma di denaro in cambio della delega a se stesso del potere di decidere per tutti. Questa proposta contiene una dinamica commerciale molto chiara: «Io compro il tuo voto; tu me lo vendi; io divento il titolare del tuo diritto a gestire il potere, secondo la mia esclusiva volontà».
Questa proposta non è un inganno; è un contratto limpido. Se va a buon fine significa che il venditore cede all’acquirente il proprio potere di avere una volontà e di poter controllare la gestione politica futura. Ne consegue un nuovo stato sociale con un contratto simile a quello stabilito dal feudalesimo: il compratore diventa il feudatario e il venditore diventa il servo della gleba obbediente, che perde la proprietà di se stesso e rimane senza diritti. E’ un perfetto meccanismo di “feudalizzazione”. In tal modo, i pochissimi ricchi acquirenti potrebbero diventare i titolari del potere politico per sempre.
Oltre a questo, che è piuttosto semplice, esistono altri meccanismi di feudalizzazione della società con caratteristiche più pericolose. A tutti è noto come il sistema di comunicazione digitale abbia pervaso la società, soprattutto quella giovanile, orientandone i gusti nei consumi, nel linguaggio, nella morale privata e pubblica, nell’orientamento politico. La realtà digitale può stravolgere la realtà concreta. La stessa moneta digitale può subire controllo e modifiche attraverso reti internet dedicate. Attraverso un estesissimo impiego della comunicazione e del controllo digitale, le più grandi ricchezze della terra stanno confluendo nei conti di pochissimi soggetti al mondo. Come nella gerarchia medioevale la cosiddetta classe media è scomparsa e la società si divide in due classi: quella ristretta dei gestori dei grandi motori digitali e quella vastissima di una popolazione uniforme, simile al volgo medioevale, senza poteri di controllo.
Il Sistema sanitario, essendo la prima voce di spesa degli Stati, è un bersaglio appetibile. Così come lo sono le spese per la difesa e per l’accaparramento dell’energia. Non a caso la Sanità pubblica, gratuita, sta scomparendo a vantaggio di quella privata. Nelle grandi città del Nord gli ospedali privati sono diventati sedi di Università private generatrici di conoscenze riservate ai propri iscritti, in competizione con le Università pubbliche, al fine di contenderne il primato sociale. Si tratta di un nuova forma di nobiltà, inaccessibile ed ereditabile all’interno di società ristrette avulse dallo Stato. E’ un sistema che comporta una gerarchia sociale ed economica simile a quella del medio evo feudale e diventerà ancora più potente e incontrollabile quando l’intelligenza artificiale super-umana subentrerà nella gestione sanitaria della intelligenza umana. Questa sarà una feudalizzazione molto più drastica di quella del Medio Evo dei secoli bui.
L’impiego dell’intelligenza artificiale super-umana sta già creando problemi nella coscienza di numerosi scienziati informatici, come Jacob Coxon di Anthropic o come l’esperto Geoffrey Hinton e i guru di
Open AI, che si stanno dimettendo dalle aziende per non condividerne le responsabilità, deputati e senatori del Congresso americano sono pentiti di non aver regolamentato le reti sociali e ora si rendono conto che nei confronti dell’Intelligenza artificiale non sanno come fare a metterla sotto controllo. Quelli di AI sono meccanismi capaci di interferire sulle decisioni umane fino a mettere in pericolo la stessa esistenza dell’umanità. Questo fu un allarme lanciato da Elon Musk quando decise di fermare le ricerche per almeno sei mesi.
Da queste premesse si comprende come sia incombente un possibile nuovo Medi Evo dove il popolo sarà ancora di più privato della capacità di utilizzare il proprio diritto naturale ad autodeterninarsi.
Ciò premesso, ora che abbiamo perso il controllo umano sui nostri ospedali sulcitani, dobbiamo pensare a come riprenderlo prima dell’arrivo dell’Intelligenza Artificiale che controllerà tutto: dal finanziamento degli ospedali ai posti letto, alle terapie e alla stessa vita dei pazienti presi in cura. Non è un problema di tecnologia. E’ un problema etico. Il problema etico non se lo posero gli autori del depotenziamento dei nostri ospedali, immaginiamo quale problema etico si potrebbe porre AI la quale non ha una struttura etica.
La politica attuale non pare attrezzata per gestire questo problema. Il popolo sulcitano, similmente, non è né preparato né addestrato a tanto. Se lo fosse stato nessuno lo avrebbe privato degli ospedali che aveva prima.
In questa incertezza, sul cosa fare, tornano alla mente i suggerimenti proposti da uno scienziato biochimico americano, scrittore d fantascienza: Isaac Asimov. Egli si rese conto che i robot (AI) forniti di intelligenza artificiale, se resi autonomi, potevano essere estremamente pericolosi per l’Umanità. Il pericolo era soprattutto legato alla mancanza di etica nelle macchine. Pertanto, elaborò tre leggi etiche da imporre nei programmi elettronici dei robot (AI).
– Prima legge della robotica: «L’Intelligenza Artificiale non può danneggiare un essere umano e non deve permettere che l’essere umano subisca danni in caso di un suo mancato intervento».
– Seconda legge della robotica: «L’Intelligenza Artificiale è obbligata ad obbedire agli ordini degli esseri umani, tranne se in conflitto con la prima legge».

– Terza legge della robotica: «L’Intelligenza Artificiale ha il dovere di proteggere la propria esistenza, purché non contrasti con la prima e seconda legge».

Una legge etica simile andrebbe adattata anche ai politici eletti e ai loro sostenitori, in questa forma: «Il politico eletto alla carica di deputato o di sindaco non può recare danno al popolo che lo ha eletto e non può permettere che il suo popolo riceva danno a causa del suo mancato intervento».
I partiti politici assumeranno la struttura di “Comitati etici” per controllare la corrispondenza tra azione dei politici eletti e il programma etico concordato con gli elettori.
Probabilmente, potremmo evitare di ridiventare servi della gleba sotto il dominio di un barone, sia esso umano oppure AI.

Mario Marroccu

 

Un tempestivo intervento di soccorso coordinato dalla Sala Operativa dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Carloforte ha consentito, nella giornata di ieri, di trarre in salvo una donna rimasta in difficoltà durante un’uscita in mare a bordo del proprio SUP, lungo la costa occidentale dell’isola di Sant’Antioco, in località Totem Su Diru.
L’allarme è giunto alla Sala Operativa della Guardia Costiera di Carloforte attraverso il Numero Unico di Emergenza NUE 112, a seguito della segnalazione di una persona impossibilitata a fare autonomamente rientro verso il punto di partenza. La donna, durante la navigazione a causa delle condizioni del mare e della corrente non riusciva, infatti, a riguadagnare la costa, venendo progressivamente allontanata dalla zona di partenza. La situazione stava diventando particolarmente delicata quando la stessa ha perso la pagaia, rimanendo di fatto impossibilitata a governare il mezzo e a proseguire autonomamente.
Nonostante la difficoltà, la donna è riuscita a raggiungere una scogliera e a mettersi temporaneamente in sicurezza, portando con sé il proprio telefono cellulare, grazie al quale ha potuto mantenere i contatti con i soccorritori.
Ricevuta la richiesta di assistenza, la Sala Operativa dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Carloforte ha attivato immediatamente il dispositivo di soccorso, disponendo l’intervento della motovedetta CP 869. Contestualmente, gli operatori hanno mantenuto un costante contatto telefonico con la donna, fornendole indicazioni, invitandola a mantenere la calma e rassicurandola durante tutte le fasi dell’emergenza, fino all’arrivo dell’unità S.A.R.
Raggiunta la zona interessata, l’equipaggio della CP 869 è riuscito a individuare la donna sulla scogliera e, dopo aver valutato le condizioni meteomarine e le modalità più sicure per effettuare l’avvicinamento, ha dato inizio alle operazioni di recupero.
Mediante l’impiego di un sacchetto da lancio, dispositivo di salvataggio in dotazione all’unità, i militari sono riusciti a stabilire un collegamento con la donna e a procedere al suo recupero in sicurezza, traendola infine a bordo della motovedetta.
Una volta accertate le buone condizioni di salute, la stessa è stata condotta presso il vicino porto di Calasetta, dove ad attenderla erano presenti i familiari.
L’intervento, conclusosi senza ulteriori conseguenze, ha evidenziato ancora una volta l’importanza della tempestività nell’attivazione della catena dei soccorsi e del coordinamento tra la Sala Operativa e i mezzi navali della Guardia Costiera, impegnati quotidianamente nella salvaguardia della vita umana in mare.
La Guardia Costiera. infine, richiama l’attenzione di tutti coloro che praticano attività sportive e ricreative in mare, in particolare mediante SUP, kayak e piccoli mezzi da diporto, sull’importanza di verificare preventivamente le condizioni meteorologiche e del mare, prestando particolare attenzione all’intensità e alla direzione del vento e delle correnti. È inoltre fondamentale disporre di idonei dispositivi di sicurezza e, ove possibile, di un mezzo di comunicazione protetto dall’acqua, così da poter richiedere tempestivamente assistenza in caso di necessità.

Tra dieci anni qualcuno deciderà com’è il posto in cui si vive. La Provincia del Sulcis Iglesiente ha scelto di non lasciare che a deciderlo siano solo gli altri: è online la call per la Task Force Giovani, l’iniziativa che coinvolgerà 25 giovani tra i 18 e i 30 anni nella costruzione del nuovo Piano Strategico del territorio.

Non un tavolo simbolico, ma uno spazio di lavoro vero: il gruppo selezionato affiancherà chi scrive il Piano,portando idee, esperienze e proposte delle nuove generazioni sui temi che disegneranno il futuro del territorio – infrastrutture, lavoro, opportunità.

«Con questa iniziativa vogliamo aprire uno spazio reale di partecipazione per i nostri giovanidichiara il presidente della Provincia del Sulcis Iglesiente, Mauro Usai -. Le decisioni che assumiamo oggi avranno conseguenze soprattutto sulla loro vita e sulle opportunità che questo territorio sarà in grado di offrire domani. Per questo non vogliamo limitarci a parlare dei giovani, ma vogliamo costruire insieme a loro. Li invitiamo a partecipare, a portare idee, esigenze e anche critiche: il Sulcis Iglesiente ha bisogno del loro sguardo e della loro capacità di immaginare il futuro.»

La Task Force nasce, infatti, con l’obiettivo di creare uno spazio nel quale i giovani possano confrontarsi sui principali temi che interessano il territorio, individuare priorità e opportunità e tradurre il proprio punto di vista in
proposte concrete da portare all’interno del Piano Strategico.

«Vogliamo che le ragazze e i ragazzi del Sulcis Iglesiente sentano che questo percorso appartiene anche a lorosottolinea la consigliera provinciale delegata Isangela Mascia -. La Task Force non sarà un semplice momento di ascolto, ma un luogo di partecipazione nel quale i giovani potranno confrontarsi, avanzare proposte e contribuire concretamente alle scelte che riguardano il territorio. Le politiche rivolte alle nuove generazioni sono più efficaci quando vengono costruite insieme a loro, partendo dalle esperienze, dai bisogni e dalle aspirazioni che vivono ogni giorno. Per questo il nostro invito è a mettersi in gioco e a partecipare: abbiamo bisogno delle loro idee per costruire un Sulcis Iglesiente capace di offrire opportunità e nel quale sia possibile scegliere di restare, tornare e progettare il proprio futuro.»

Il percorso della Task Force prevede quattro incontri tra ottobre e dicembre 2026, della durata media di quattro ore, presso la sede della Provincia a Carbonia. I partecipanti lavoreranno insieme e si confronteranno anche con amministratori, imprese, associazioni, scuole, università e cittadini. Tra un appuntamento e l’altro, i componenti della Task Force avranno il compito di raccogliere idee, bisogni e osservazioni di altri giovani, diventando vere e proprie “antenne” delle nuove generazioni sul territorio. Il lavoro confluirà nella costruzione di una Agenda Generazionale, attraverso la quale saranno individuate priorità e proposte da presentare pubblicamente e mettere a disposizione del percorso di elaborazione del Piano Strategico del Sulcis Iglesiente.

La partecipazione è volontaria e gratuita e non sono richieste competenze tecniche o esperienze specifiche. L’obiettivo è creare un gruppo eterogeneo, capace di rappresentare sensibilità, esperienze e punti di vista differenti. La call è aperta ai giovani tra i 18 e i 30 anni che vivono, studiano o lavorano nel Sulcis Iglesiente, ma anche a chi oggi si trova fuori dal territorio e continua a sentirsene parte.

Le candidature sono aperte fino al 30 settembre 2026. Per partecipare è sufficiente compilare il modulo online previsto dalla call: non serve lo SPID e non occorre allegare documenti. L’esito della selezione sarà comunicato entro il 9 ottobre 2026, insieme alla convocazione del primo incontro.
«Il futuro del Sulcis Iglesienteconclude il presidente Mauro Usainon può essere progettato senza chi quel futuro dovrà viverlo. Ai ragazzi e alle ragazze del nostro territorio chiediamo quindi di mettersi in gioco e di prendere parte al cambiamento. È un’occasione per far sentire la propria voce, ma soprattutto per contribuire concretamente alla costruzione di nuove prospettive per la nostra comunità.»

Per informazioni e candidature
Call “Task Force Giovani – Prendi parte al cambiamento”

Call Task Force Giovani. Prendi parte al cambiamento.


E-mail: partecipa@pianosulcisiglesiente.it
Il testo integrale dell’avviso pubblico, con i requisiti e i criteri di selezione, è disponibile all’Albo pretorio della Provincia del Sulcis Iglesiente.

L’Iglesias di Daniele Porcu inizia oggi il nuovo campionato di Eccellenza con l’Ilvamaddalena, una delle grandi favorite per la promozione in serie D. Fischio d’inizio alle 15.30, dirige Gabriele Dascola di Cagliari, assistenti di linea Marco Pilleri di Cagliari e Simone Pilloni di Carbonia. Iglesias-Ilvamaddalena è la partita più attesa della prima giornata, tra la detentrice della Coppa Italia 2025/2026 e la seconda classificata in campionato, a lungo in corsa per il ripescaggio in serie D dopo la disputa dei playoff. Le due squadre si presentano dopo il primo turno della Coppa Italia che ha visto l’Iglesias avere la meglio sull’ambizioso Villasimius e l’Ilvamaddalena uscire subito di scena con il Santa Teresa, proprio come un anno fa.

Sugli altri campi, si giocano una partita tra due neopromosse, Bonorva e Villacidrese; Atletico Uri e Villasimius, entrambe eliminate in Coppa Italia, in casa rispettivamente con Calangianus e Lanusei; l’ambizioso neopromosso Alghero a Tortolì; la matricola Terralba Francesco Bellu a Gavoi contro il Taloro; il Tempio in casa con l’altra matricola Usinese; e, infine, Santa Teresa-Nuorese.