22 September, 2026
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«La Regione Sardegna rischia di trasformare un’opportunità per i giovani agricoltori in un autentico percorso a ostacoli. Il bando SRE01 – Annualità 2026 impone infatti l’esclusività assoluta dell’attività agricola per cinque anni.»
È quanto denuncia il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Gianluigi Rubiu, primo firmatario dell’interrogazione sottoscritta anche dai consiglieri regionali del gruppo, rivolta alla presidente della Regione Alessandra Todde e all’assessore dell’Agricoltura Francesco Agus.
«La clausola prevista dalla Regionesottolinea Gianluigi Rubiu rischia di colpire anche giovani che, pur dedicando all’agricoltura il proprio impegno prevalente e costruendo concretamente il futuro dell’azienda, mantengano attività complementari e strettamente connesse alla sostenibilità familiare o produttiva. Pensiamo, ad esempio, alla partecipazione come socio in una piccola impresa di famiglia, come un mini caseificio o simili. Una regola eccessivamente rigida che penalizza chi lavora davvero nelle campagne e prova a rendere economicamente sostenibile una nuova impresa. La disciplina nazionale sull’imprenditore agricolo professionale IAP, del resto, prevede già parametri chiari legati al tempo di lavoro e al reddito derivante dall’attività agricola: criteri seri e verificabili, più equilibrati di un divieto assoluto.»
Secondo il consigliere di Fratelli d’Italia, la Sardegna avrebbe scelto una strada «più restrittiva rispetto ad altre Regioni, come Toscana, Puglia e Sicilia, dove vengono richiesti requisiti di professionalità, prevalenza dell’attività agricola o il conseguimento dello status di agricoltore in attività entro un determinato termine, senza imporre un divieto assoluto per l’intero quinquennio».
«La Regione deve spiegare con chiarezzaprosegue Gianluigi Rubiuquali siano le ragioni giuridiche, tecniche ed economiche alla base di questa scelta. Se l’esclusività assoluta non è imposta dalla normativa europea, dal Piano strategico nazionale della PAC o dalla legislazione statale, perché la Sardegna ha deciso di introdurre il vincolo più severo? E quanti giovani rischiano concretamente di essere esclusi o di perdere il beneficio per una semplice attività integrativa?».
«Sostenere chi investe e non scoraggiare i giovani. L’agricoltura sarda ha bisogno di nuovi imprenditori, di energie giovani e di strumenti capaci di accompagnare concretamente chi decide di investire nelle campagne e nelle aree rurali. Non possiamo chiedere ai giovani di subentrare nelle aziende familiari, recuperare terreni abbandonati e affrontare i costi dell’avvio d’impresa, per poi imporre condizioni irragionevoli che rischiano di comprometterne la sostenibilità economica.»
Per Gianluigi Rubiu, l’obiettivo della Regione deve essere quello di garantire che l’attività agricola sia effettiva, qualificata e prevalente, non quello di «punire automaticamente chi, soprattutto nei primi anni, è costretto a mantenere un’attività integrativa per sostenere sé stesso e la propria famiglia».
«Servono regole chiare, proporzionate e uguali per tutti. La Regione deve rivedere il requisito dell’esclusività assoluta e sostituirlo con parametri oggettivi legati alla prevalenza dell’attività agricola, al reddito, al tempo di lavoro e al raggiungimento degli obiettivi del Piano di sviluppo aziendale. In caso contrario, il rischio è quello di restringere la platea dei beneficiari, rallentare il ricambio generazionale e favorire l’abbandono dei terreni».
«La Sardegnaconclude Gianluigi Rubiudeve fare di tutto per sostenere la nascita di nuove imprese agricole e rafforzare quelle già esistenti. Ogni scelta amministrativa dovrebbe andare nella direzione di semplificare, accompagnare e incentivare chi produce, non di creare ostacoli burocratici e condizioni più penalizzanti rispetto al resto d’Italia.»

Iglesias e Nuoro sono le città sarde finaliste per il titolo di Capitale italiana del libro 2027. La giuria del Ministero della Cultura ha selezionato i due centri sardi tra le 31 candidature pervenute da tutta Italia. Un riconoscimento che premia la qualità dei lavori presentati: “Iglesias – Il libro nel Mediterraneo” e “Nuoro: radici di carta, visioni di futuro”.

«La presenza di due importanti centri della nostra isola tra le sette finaliste su scala nazionale è un segnale straordinario che testimonia la vivacità e la ricchezza del patrimonio culturale sardoha dichiarato l’assessora regionale della Pubblica Istruzione e Beni Culturali, Ilaria Portas -. Nuoro, con la sua forte e indiscussa vocazione letteraria e Iglesias, con la sua capacità di far dialogare identità e memoria storica, rappresentano la Sardegna che produce cultura in maniera intelligente e riesce a guardare al futuro con grandi prospettive.»

L’assessorato della Pubblica Istruzione e Beni Culturali ha accompagnato questo percorso fin dal principio, garantendo un supporto concreto ai progetti territoriali.

«La Regioneha aggiunto l’assessora Ilaria Portasnon lascia soli i territori e le amministrazioni comunali in questo percorso ambizioso. Crediamo fermamente che investire nella lettura, nell’editoria e nella rete delle biblioteche – cuore vivo e pulsante delle nostre comunità – sia la chiave per la crescita sociale ed economica di tutta la Sardegna.»

In vista delle audizioni pubbliche fissate per il 29 e 30 settembre 2026 a Roma presso il Ministero della Cultura, la Regione conferma la propria presenza al fianco delle delegazioni cittadine per sostenere i progetti “Iglesias – Il libro nel Mediterraneo” e “Radici di carta, visioni di futuro” (Nuoro).

Dall’11 al 25 settembre l’isola di San Pietro torna a essere luogo di ricerca e creazione contemporanea con Orme, la residenza artistica della seconda edizione di Rizomi, progetto dell’associazione Tersicorea, diretto da Simonetta Pusceddu, dedicato alla memoria, al patrimonio e al rapporto tra identità e futuro.

«A Carloforte il passato non è qualcosa da conservare semplicemente negli archivi: diventa materia viva da interrogare, trasformare e restituire attraverso l’arte. È da questa prospettiva che nasce Orme, una ricerca che intreccia danza, musica, teatro e memoria per interrogarsi su ciò che una comunità sceglie di custodire e su ciò che, invece, decide di trasmettere alle generazioni che verranno», spiega Simonetta Pusceddu.

Tracce del passato, rituali, miti, racconti, reperti e memorie del territorio entrano così nel processo creativo, insieme a temi come antropologia culturale, archeologia, studi sulla memoria, museografia critica, educazione ambientale e sviluppo sostenibile. Un intreccio di saperi che gli artisti saranno chiamati a trasformare in nuovi linguaggi e possibili narrazioni del futuro.

Il progetto, realizzato con il contributo del Ministero della Cultura e della Regione Autonoma della Sardegna, il Patrocinio del Comune di Carloforte e in collaborazione dell’associazione Botti du Shcoggiu, nasce dalla sinergia creativa e dalla co-ideazione di Santo Pablo Krappmann e Giorgia Gasparetto, direttori artistici della compagnia La Bruma. Al centro del lavoro si colloca una residenza artistica che punta sulla contaminazione multidisciplinare, riunendo tre performer internazionali dai background differenti: la danzatrice e artista circense tedesca Nis Fee Brender, il musicista, clown e compositore austriaco Vitus Denifl, e la coreografa e danzatrice italiana Giorgia Gasparetto. In questa fase, la componente performativa si fonderà con quella visiva grazie a Santo Pablo Krappmann, che curerà la scenografia e l’impianto visivo delle riprese, realizzate in stretta collaborazione con il videomaker Francesco Rosso. L’intera ricerca confluirà nella produzione di un cortometraggio.

A guidare e accompagnare il percorso come tutor sarà Emita Frigato, scenografa regista e costumista cinematografica, vincitrice nel 2011 del David di Donatello per la scenografia di Noi credevamo di Mario Martone e, nel 2023, dell’European Film Award per la miglior scenografia di La Chimera di Alice Rohrwacher. La sua presenza si inserisce in modo particolarmente significativo nel percorso di “Rizomi”. La Chimera, infatti, attraversa temi come archeologia, memoria, paesaggio e trasformazione sociale, gli stessi territori di ricerca che “Orme” porta nel contesto carlofortino.

Uno degli elementi centrali della residenza sarà il coinvolgimento della comunità di Carloforte, chiamata a condividere racconti, memorie ed esperienze che potranno diventare parte del processo creativo. La danza sarà il principale strumento espressivo, in dialogo con musica, voce e parola, per costruire una drammaturgia capace di attraversare epoche e dimensioni differenti. Storie locali, reperti, testimonianze e immaginari del territorio contribuiranno alla nascita di personaggi e figure provenienti da tempi diversi, in un continuo passaggio tra memoria e invenzione.

L’esito del lavoro sarà presentato al pubblico il 23 e 24 settembre, con un’anteprima di alcune riprese del cortometraggio Orme, realizzato nel corso della residenza.

La presenza di “Rizomi” sull’isola proseguirà inoltre con “Monster Porcelain”, la ricerca avviata nella prima sessione di residenza, dal 19 gennaio al 7 febbraio 2026, da Lupa Maimone e Vinka Delgado, che torneranno a Carloforte entro la fine dell’anno per un nuovo periodo di lavoro.“Monster Porcelain” si sviluppa come un’indagine artistica complessa e stratificata, costruita intorno alla relazione tra corpo, oggetto e suono. Un processo aperto nel quale i diversi elementi si incontrano, si influenzano e si trasformano reciprocamente, attraverso una ricerca che mette in discussione i confini tra materia, presenza e movimento, in vista della futura restituzione di un’opera compiuta.

Dura replica della sindaca di Villamassargia Debora Porrà alle organizzazioni sindacali che stamane hanno manifestato in Piazza Pilar sul servizio di mensa scolastica.
«Oggi si è svolta una manifestazione in Piazza Pilar, promossa dai sindacati, sul servizio mensa scolastica per contestare le scelte della nostra Amministrazioneha scritto Debora Porrà in un post pubblicato su Facebook -. Ritengo quindi necessario fare ulteriore chiarezza, perché tutti i nostri atti sono pubblici e supportati da pareri tecnici e finanziari. Ma da parte di chi protesta, c’è qualcosa di anomalo: presenziano i rappresentanti sindacali dei metalmeccanici e dei chimici, hanno partecipato più sindacalisti che famiglie e/o lavoratori, la minoranza che prende il palcoscenico agli organizzatori…»
«Signori, la campagna elettorale è finitaha aggiunto Debora Porrà -. Oggi abbiamo la responsabilità di amministrare Villamassargia, nel rispetto del mandato ricevuto dai cittadini e con l’obiettivo di fare scelte serie, sostenibili e nell’interesse della nostra comunità. Lavoriamo per una scuola di tutti e non di pochi.»
«Comprendo il confronto, le preoccupazioni delle famiglie e le diverse opinioni. Infatti, per primi come Amministrazione abbiamo organizzato riunioni con le famiglie. Quello che è inaccettabile è che si usino famiglie e gli alunni per alimentare uno scontro e la strumentalizzazione politicaha concluso la sindaca di Villamassargia -. Continueremo ad ascoltare, confrontarci per trovare le soluzioni migliori nell’interesse pubblico, cioè di tutti e non di alcuni, come abbiamo sempre fatto.»

Nuovo sit-in di protesta delle segreterie sindacali FLC Cgil, FILCAMS Cgil, CISL Scuola, FISASCAT CISL, UIL Scuola e UILTuCS Sardegna, questa mattina, in piazza Pilar, a Villamassargia, contro «la decisione del comune di Villamassargia di non garantire, per l’anno scolastico 2026/2027, il servizio di ristorazione scolastica agli alunni della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo “F. Meloni”».

La prima presa di posizione delle organizzazioni sindacali risale al 26 agosto scorso, quando diffusero un durissimo comunicato stampa, nel quale chiedevano alla sindaca Debora Porrà di «chiarire pubblicamente quale sia la strategia dell’Amministrazione comunale sulla ristorazione scolastica e sul tempo pieno nel medio periodo, anche in relazione agli investimenti realizzati e agli impegni assunti nell’ambito del finanziamento PNRR». Le spiegazioni fornite dalla sindaca in un’intervista in cui ha fornito le motivazioni della scelta di attivare i servizi di Pre scuola, Dopo scuola e Spazio compiti, non hanno soddisfatto le organizzazioni sindacali, secondo le quali «la sua soppressione rischia di produrre conseguenze dirette sull’offerta formativa, sull’occupazione e sulle condizioni di lavoro; la mancata attivazione del servizio di ristorazione e la conseguente contrazione del tempo pieno e del tempo prolungato determinerebbero rilevanti ricadute occupazionali e organizzative», motivazioni ribadite nella nuova protesta odierna.

 

 

Sabato 12 settembre, alle 21.00, l’Ex Caserma di via Roma 30, a Quartu Sant’Elen, ospiterà Alessandro Carlini, autore di I battiti della montagna. Una storia vera di rinascita, pubblicato da CAI Edizioni. L’incontro è organizzato da Argonautilus in collaborazione con ViaConvento, con il patrocinio del comune di Quartu Sant’Elena. Ingresso libero e gratuito.

Quella raccontata da Alessandro Carlini è, innanzitutto, una storia di rinascita. Dopo un rarissimo trapianto cuore-reni, l’autore ha ritrovato nel cammino una possibilità concreta di tornare alla vita, affrontando a piedi sentieri e montagne dell’Appennino, delle Langhe e delle Alpi. Un viaggio fisico che diventa anche un viaggio nella memoria, attraverso i luoghi e le vicende di uomini e donne che hanno attraversato la storia del Novecento.
È proprio lungo questi percorsi che il libro costruisce il suo dialogo con la letteratura e con la memoria della guerra e della Resistenza, seguendo le tracce di figure come Beppe Fenoglio, Nuto Revelli, Mario Rigoni Stern e altri scrittori e protagonisti di quella stagione. Tra le tracce incontrate nel viaggio di Alessandro Carlini ci sono anche quelle di Emilio Lussu: un riferimento particolarmente significativo nell’appuntamento di Quartu Sant’Elena, perché porta il racconto della montagna e della memoria del Novecento a incrociare direttamente la storia e la cultura della Sardegna.
Nel libro, dunque, il cammino non è soltanto movimento nello spazio: è un modo per riappropriarsi del proprio corpo, confrontarsi con la fragilità e, passo dopo passo, tornare a guardare il mondo.
L’incontro di Quartu Sant’Elena sarà l’occasione per dialogare con Alessandri Carlini sulla genesi del libro, sulla sua esperienza personale e sul rapporto tra montagna, memoria e letteratura.

Archiviata la delusione per l’eliminazione dalla Coppa Italia, maturata con una sconfitta interna per 1 a 3 dopo la vittoria esterna per 3 a 2 ottenuta sette giorni prima a Sant’Antioco, l’Atletico Masainas si “regala” un attaccante di grande potenzialità classe 2000 (compirà 26 anni il prossimo 10 ottobre) alla vigilia dell’esordio in campionato in programma domenica 13 settembre sul campo del Cus Cagliari: Andrea Iesu.

«Giocatore offensivo e straordinariamente versatile, Andrea può ricoprire diversi ruoli: trequartista, esterno sinistro e seconda puntaannuncia la società su Facebook -. Rapidità, capacità di smarcarsi e grande abilità con entrambi i piedi sono le sue armi migliori. È inoltre uno specialista nei calci di punizione, forte nel gioco aereo e capace di mettere qualità, fantasia ed energia al servizio della squadra.»
Cresciuto nella squadra della sua città, il Carbonia, ha vestito le maglie di Carloforte e Villamassargia ed è tornato al Carbonia nell’estate 2019, nella squadra che vinse campionato di Eccellenza e Coppa Italia, nella quale però rimase fino a dicembre, quando passò all’Iglesias. Successivamente ha vestito le maglie di Cortoghiana, Villasimius, Santa Giusta, Alghero, Sant’Elena, Terralba e ancora Sant’Elena. La stagione migliore l’ha vissuta a Villasimius da capocannoniere del girone A del campionato di Promozione, ma è andato più volte in doppia cifra.

Ogni tanto una buona notizia. Sui Corsi di Laurea in Infermieristica si registra in questi giorni un dato a suo modo epocale: le giovani generazioni di studenti sardi tornano a credere ed investire nel mondo della Sanità, con l’ambizione di riversare il sapere scientifico di una professione intellettuale in un servizio di una azienda sanitaria pubblica o nella sanità privata o in cooperativa o in uno studio associato o nella libera professione dopo avere conseguito laurea in infermieristica, una delle ventidue professioni sanitarie per le quali il prossimo 16 settembre si terrà il test di ingresso in tutta Italia.

Questi i dati nazionali:

rispetto al 2025/2026, (quando per la prima volta ci sono stati meno candidati che posti a disposizione), le domande per il corso di laurea in infermieristica fanno un deciso balzo in avanti crescendo del 14% e sfiorando i 21.500 candidati per 20.672 posti,  quando per l’anno accademico 2025/26 erano stati 18.836 per 20.409 posti.

Questi i primi dati regionali Sardegna

Infermieristica Università Cagliari: 419  domande per 122 posti.

Sede staccata Nuoro: 104 domande per 40 posti.

Infermieristica Università di Sassari : 281 domande per 150 posti, di cui 50 sede staccata Olbia.

Una risposta incoraggiante dopo il tanto lavoro nel Sulcis Iglesiente ed in Sardegna  per valorizzare la professione, la sua dignità, il suo decoro e la sua immagine anche a fronte di una moltitudine di detrattori soprattutto nascosti dietro una tastiera.

Il grave delta negativo della carenza di 70mila infermieri in Italia mette in crisi il sistema sanitario a partire dai nostri presidi ospedalieri sino ai nuovi servizi territoriali ma oggi arriva una prospettiva di capovolgere il trend.

Certo non risolviamo l’affannosa questione infermieristica con questi nuovi numeri ma consentono ai decisori politici di fare una qualche riflessione sulle strategie prossime future.

Ci è sempre stato narrato che non si fanno le nozze con i fichi secchi, ma questo ritorno di fiamma per la laurea infermieristica dopo il preoccupante declino post pandemico è forse più di una boccata d’ossigeno.

Per infermieristica le richieste superano di nuovo i posti a bando. Da qui si ri-parte.

Ad influire sull’aumento delle domande a bando sono state anche le iniziative di indirizzo dei singoli Opi provinciali, l’offerta  formativa implementata dalle nuove lauree magistrali infermieristiche (su cure primarie, emergenza e pediatria), la maggiore “cura” sindacale con il rinnovo in sequenza di due  contratti del comparto sanità che hanno previsto miglioramenti economici e normativi: anche qui non siamo al punto di arrivo ma di ri-partenza.

Sui numeri della regione Sardegna emerge un dato inconfutabile: le sedi staccate di Nuoro e Olbia assorbono 90 posti sui 362 posti complessivi a bando. Non proprio una inezia. E’ del tutto evidente che se avessimo potuto avere nel nostro bellissimo territorio una sede staccata di infermieristica anche presso il consorzio Ausi dí Iglesias, non meno di altri 40 studenti avrebbero potuto intraprendere un percorso di studio che in Asl Sulcis avrebbe garantito anche l’esercizio della formazione pratica di tirocinio oltre che contare su professionisti per la didattica e il tutoraggio.

Dobbiamo provare ad ottenere quello che è un diritto e non una concessione: dare la possibilità a decine di famiglie e studenti di ambire ad intraprendere formazione universitaria e una professione direttamente sui luoghi di vita e di lavoro.

Richiamo ancora una volta l’attenzione in primis dei nostri consiglieri regionali eletti nel collegio Sulcis Iglesiente onorevoli Alessandro Pilurzu, Luca Pizzuto, Gigi Rubiu, dei 23 sindaci, del Presidente della Conferenza Socio Sanitaria Paolo Dessì, del Presidente della Provincia Mauro Usai, del Direttore della Asl Sulcis Paolo Cannas, del Rettore Università di Cagliari ed in ultimo ma non per ultima dell’assessora della Cultura della Regione Sardegna Ilaria Portas che è il momento di continuare una battaglia di dignità: quella del diritto allo studio, quella del CdL in infermieristica nel Sulcis Iglesiente.

E’ necessario ri-trovarsi e fare sintesi dello stato dell’arte anche in prospettiva se non dall’anno accademico 2027/2028, quantomeno dal 2028/2029.

I segnali e i numeri sono incoraggianti, così come saranno coraggiosi gli uomini e le donne delle istituzioni competenti per contribuire ognuno per la propria parte al raggiungimento di una realtà e di una impresa.

Graziano Lebiu

Presidente Opi Carbonia Iglesias

L’Antiochense ribalta il 2 a 3 dell’andata, vince 3 a 1 a Masainas e si qualifica per gli ottavi di finale della Coppa Italia di Promozione. Le due squadre, neopromosse, si sono presentate in campo per la partita di ritorno in formazioni ampiamente rimaneggiate e l’Antiochense ha trovato nei giovani la spinta decisiva per compiere l’impresa, con una partenza decisa, assumendo il controllo della partita, mettendo alle corde i padroni di casa con ritmo e aggressività.

L’equilibrio è stato spezzato da Federico Sais, classe 2007, protagonista di una prestazione di grande spessore. L’Antiochense ha continuato a premere e ha trovato il goal del raddoppio con un altro giovane fuoriquota, Christian  Basciu, classe 2006. L’Atletico Masainas ha reagito per “riacciuffare” la qualificazione e ha dimezzato lo svantaggio con un goal di Andrea Montalto ma nel finale l’Antiochense ha realizzato il terzo goal con un altro prodotto del vivaio, Alessandro Melis, classe 2009, che ha messo la sua firma sul definitivo 3 a 1 della qualificazione agli ottavi di finale all’Antiochense, con una rimonta importante anche per l’autostima del gruppo, alla vigilia dell’inizio del campionato, con l’esordio in programma domenica sul campo del Vecchio Borgo Sant’Elia. L’Atletico Masainas bagnerà l’esordio in campionato sul campo del Cus Cagliari.

 

 

Un edificio chiuso da tempo tornerà ad avere una funzione importante per la città di Carbonia. L’ex circoscrizione di via Tanas sarà completamente riqualificata e diventerà il nuovo Centro per la Famiglia di Carbonia: uno spazio dedicato alle famiglie, alla genitorialità e alle situazioni che richiedono maggiore supporto e attenzione.
Il progetto prevede una nuova organizzazione degli ambienti, con uno spazio neutro per gli incontri protetti, una sala polivalente per attività di gruppo e laboratori, uno sportello informativo, spazi per colloqui individuali e per gli operatori e servizi pienamente accessibili.
Giovani, famiglie, donne e uomini che attraversano un momento di difficoltà devono sapere di poter trovare nella propria città ascolto, sostegno e spazi adeguati. È anche così che lavoriamo per una Carbonia più accogliente, inclusiva e attenta alle fragilità.
«L’intervento riguarderà anche il rifacimento delle finiture e degli infissi e il rinnovo degli impianti elettrico, idrico-sanitario, di illuminazione e climatizzazione, insieme a interventi per migliorare l’efficienza energetica dell’edificiospiega il sindaco di Carbonia, Pietro Morittu -. È un progetto a cui teniamo particolarmente perché mette insieme due obiettivi:
• recuperare un immobile pubblico che da troppo tempo non viene utilizzato
• ⁠Restituirlo alla città con una funzione nuova, dedicata alle persone.»
«Il Centro per la Famiglia sarà un punto di riferimento per chi avrà bisogno di ascolto, orientamento, sostegno e servizi, ma anche uno spazio in cui costruire relazioni e occasioni di incontroconclude Pietro Morittu -. Un altro patrimonio della città che torna a essere utile alla comunità.»