Nasce dal Coordinamento nazionale PD delle Isole Minori il primo documento programmatico: l’insularità come criterio permanente delle politiche pubbliche
Dall’Arcipelago toscano a Lampedusa, da Procida e Ischia a La Maddalena, Carloforte e Sant’Antioco, passando per Capraia, Ventotene, Portovenere, le Eolie e le Tremiti. Realtà diverse per storia, dimensioni e geografia, ma unite dalla volontà di costruire una proposta politica comune. Le isole coinvolte: Arcipelago Toscano – Lampedusa – Procida – Ischia – La Maddalena – Carloforte – Sant’Antioco – Capraia – Ventotene – Portovenere – Eolie – Tremiti.
È questo il senso di “Diritto a restare e a tornare”, il primo documento del Coordinamento nazionale PD delle Isole Minori, nato dal lavoro avviato durante la prima Festa Nazionale dell’Unità delle Isole Minori all’Isola d’Elba. Il documento raccoglie il confronto sviluppato tra amministratori e amministratrici locali, rappresentanti politici, istituzioni, categorie economiche e sociali e mette a sistema esperienze e problematiche che, pur con caratteristiche differenti, accomunano le comunità insulari. Sanità, scuola, mobilità, diritto alla casa, lavoro, formazione, acqua, energia, gestione dei rifiuti, tutela ambientale e sviluppo economico sono alcuni dei temi affrontati. La premessa è chiara: l’insularità non può tradursi in una disuguaglianza nell’accesso ai diritti e ai servizi fino a diventare una delle cause dello spopolamento. Da qui la proposta di riconoscere l’insularità come criterio permanente nella costruzione delle politiche pubbliche, attraverso una valutazione di impatto insulare, fondi dedicati e strumenti legislativi di sistema a livello regionale e nazionale, superando una logica basata prevalentemente su deroghe, interventi occasionali e risposte emergenziali.
Il documento, sottoscritto da rappresentanti politici e amministratori e amministratrici di diverse realtà delle isole minori, rappresenta anche il primo passo verso una rete stabile dei circoli, delle federazioni e degli amministratori democratici delle isole. Ora il lavoro entra in una nuova fase: le proposte saranno portate al confronto con il Partito Democratico nazionale, le Regioni, il Parlamento e le istituzioni europee, con l’obiettivo di contribuire alla costruzione del programma del PD e fare della questione insulare un tema strutturale dell’agenda politica nazionale.
«Non chiediamo privilegi – sottolineano i promotori – ma condizioni che permettano alle comunità insulari di esercitare gli stessi diritti di ogni altro cittadino e cittadina. Vivere su un’isola deve essere una possibilità, non una penalizzazione. Restare, partire e tornare devono essere scelte libere, non conseguenze della mancanza di servizi, opportunità e diritti.»
I promotori del Coordinamento Nazionale Isole Minori PD Per troppo tempo le isole minori sono state raccontate soprattutto attraverso la loro bellezza estiva o affrontate attraverso l’emergenza. Il Coordinamento chiede invece di riconoscerle come comunità vive e parte integrante della costruzione delle politiche del Paese.

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