12 July, 2026
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Poste Italiane si conferma, ancora una volta, un’azienda in ‘rosa’ anche nella Sardegna Meridionale. La quota di dipendenti donna negli uffici postali e nella struttura della direzione provinciale di Cagliari, infatti, si attesta al 58%, 5 punti oltre la media nazionale. Tra le dipendenti c’è Pamela Pinna, originaria di Portoscuso, 41 anni il prossimo 13 aprile e una laurea in Ingegneria. In Poste Italiane dal 2020, è applicata come direttrice dell’ufficio postale di vico Mercato Vecchio a Iglesias.
Nel 2020 Pamela propone la sua candidatura sul sito posteitaliane.it .

«Dopo aver inserito il mio curriculum vitae sul sito posteitaliane.itracconta e dopo aver superato l’iter selettivo sono stata chiamata. Il mio primo incarico è stato quello di direttore della sede di Seulo. Nel 2021 mi sono avvicinata a casa, con un nuovo incarico nell’ufficio centrale di Serra Perdosa a Iglesias e poi a Musei, dove sono arrivata nel mese di luglio del 2024. Dal mese di marzo dello scorso anno dirigo l’ufficio postale di Iglesias 2, nel centro storico della città.»
Tra gli aspetti che Pamela preferisce del suo ruolo e del suo lavoro c’è la “variabilità” quotidiana, dettata dagli incontri che, di volta in volta, si succedono in ufficio postale.

«Ogni giornata, nel nostro lavoro, è diversa dall’altraammetterichiede tanta attenzione, disponibilità all’ascolto e una forte propensione alla capacità di trovare soluzioni. Ciò che amo di più del mio ruolo è il contatto con le persone, a cui è connessa la possibilità, nel mio piccolo, di mettermi al servizio del cliente e della comunità.»
Per Pamela anche la crescita professionale è fondamentale, che passa necessariamente dalla voglia di migliorare, di ampliare le conoscenze «e che mi spinge continuamente a provare ad acquisire nuove competenze, ad affrontare nuove sfide lavorative e a confrontarmi con gli obiettivi. Tutto questo contribuisce a farmi sentire, quotidianamente, parte integrante dell’azienda».
Parità di genere, per la direttrice di Iglesias 2, significa avere le stesse opportunità, lo stesso rispetto e lo stesso riconoscimento delle capacità, indipendentemente dal genere.

«All’interno di Poste Italiane è un valore fondamentalespiegaperché un ambiente inclusivo è in grado di valorizzare il talento e le competenze della persona. Quando tutti hanno la possibilità di esprimersi e crescere professionalmente, l’azienda diventa necessariamente più forte. Mi viene in mente un paragone, che nasce dalla mia passione per il calcio e il calcio a 5, due discipline che pratico fin da piccola: nel lavoro, come nello sport, il vero successo nasce dal rispetto, dalla collaborazione e dalla possibilità offerta a tutti, uomini o donne che essi siano, di esprimere il proprio talento.»
In Poste Italiane la parità di genere è una realtà costruita e coltivata nel tempo: lo dimostrano i numeri, i riconoscimenti, il welfare avanzato e i molteplici progetti dedicati di una azienda che rappresenta uno degli esempi più avanzati e virtuosi in Italia in materia di Diversity & Inclusion.
In un contesto di cui fanno parte 120mila persone, puntare oggi su una popolazione aziendale composta per il 53% da donne è uno dei tratti identitari di Poste Italiane che ad esempio nel welfare si esprime concretamente garantendo misure avanzate per la genitorialità, tra cui congedi più ampi di quelli previsti dalla legge, un’indennità pari al 100% dello stipendio durante maternità e paternità, programmi di coaching dedicati alle neomamme, come Mums at Work, insieme al percorso Lifeed che valorizza le competenze sviluppate dall’esperienza genitoriale.
L’iniziativa filatelica per la giornata internazionale della donna. Poste Italiane celebra anche quest’anno la Giornata Internazionale della Donna con una cartolina filatelica disponibile nell’ufficio postale con sportello filatelico di Serra Perdosa, oltre che negli Spazio Filatelia del territorio.

L’assessore regionale dell’Industria, Emanuele Cani, e l’amministratore unico di Igea Spa, Salvatore Mattana, hanno presentato ieri sera ai sindaci dei comuni interessati la bozza preliminare del Piano di Gestione, Valorizzazione e Dismissione del Patrimonio Immobiliare della società in house della Regione Sardegna preposta alla bonifica, messa in sicurezza e ripristino dei siti minerari dismessi.

Il Piano, uno dei tre obiettivi prioritari per il rilancio di Igea – assieme al piano industriale e al potenziamento dell’organico – individuati dalla delibera adottata dalla Giunta regionale lo scorso agosto, illustra le attività previste per la gestione e valorizzazione dell’ingente patrimonio immobiliare nella disponibilità della società, che include circa 3.841 beni, di cui 2.811 terreni e 1.029 fabbricati, ubicati prevalentemente nell’Iglesiente, nell’Arburese e nel Guspinese.

All’incontro hanno preso parte numerosi sindaci dei 28 comuni convocati, tra cui i primi cittadini di Iglesias, Guspini, Lula, Sant’Antioco, Buggerru, Ballao e Villacidro che sono intervenuti attivamente nel dibattito.

«Vogliamo che la proposta di Piano abbia la massima condivisione con i diretti interessati, ovvero le amministrazioni nei cui territori ricadono i beni in questione, che avranno la priorità nell’acquisizione degli immobili che hanno interesse a valorizzare, e pertanto siamo qui oggi proprio per avviare un confronto sul lavoro svolto finora al fine di migliorarlo sulla base delle esigenze che saranno sottoposte alla nostra attenzione», ha detto l’assessore Emanuele Cani nel suo intervento introduttivo.

Gli immobili censiti dal Piano includono edifici storici, impianti di trattamento mineralurgico e strutture di servizio, abitazioni, uffici, depositi, magazzini, capannoni industriali, edifici sociali, terreni agricoli, aree urbane edificabili e aree verdi.

Il confronto proseguirà nelle prossime settimane anche mediante incontri con i singoli comuni.

E’ durissimo il giudizio di Daniela Garau, coordinatrice cittadina di Carbonia di Fratelli d’Italia e consigliera della provincia del Sulcis Iglesiente, sull’adesione della provincia del Sulcis Iglesiente agli ambulatori di Talità Kum, annunciata ieri dal presidente Mauro Usai e dalle consigliere Isangela Mascia e Daniela Massa.

«Non possiamo accettare che la tutela della salute si trasformi da diritto inalienabile in una concessione benevola, né che le decisioni sul futuro del nostro territorio vengano prese nel chiuso di una stanza, ignorando il confronto democratico. Ferma contrarietà all’adesione della Provincia del Sulcis Iglesiente al progetto privato della cooperativa sociale “Talità Kum”scrive in una nota Daniela Garau -. L’adesione al progetto è avvenuta tramite decreto presidenziale del 3 marzo c.a., mentre la commissione competente è stata convocata solo due giorni dopo per prenderne conoscenza. Siamo davanti a uno spregio delle regole di confronto collegiale tra rappresentanti provinciali eletti. Prendere atto a posteriori delle scelte già adottate non è democrazia, è gestione monocratica della cosa pubblica.»

«Contesto fermamente – pur riconoscendo l’immenso valore umano del volontariato e di realtà quali ‘Casa Emmaus’ -, la visione di società che questo contributo di 20.000 euro sottintendeaggiunge Daniela Garau -. Finanziare ambulatori privati non convenzionati con soldi pubblici significa firmare la resa della Regione. Si avalla l’esistenza di una sanità di serie A per chi può pagare e una ‘sanità della carità’ per pochi eletti. Il nostro compito non è tappare i buchi del sistema con i ‘cerotti’ del terzo settore, ma pretendere che la Regione e l’ASL potenzino gli ospedali di Carbonia e Iglesias e garantiscano una medicina di prossimità che assicuri costantemente la prevenzione, diagnosi, cura e assistenza dei pazienti del nostro territorio.»

«Evidenzio, inoltre, dubbi concreti sull’accessibilità al serviziorimarca Daniela Garau -. L’obbligo di SPID e iscrizioni online rappresenta una “barriera” per anziani e persone in estrema indigenza. La soglia fissata a 10.140 euro esclude i “lavoratori poveri” e i pensionati sociali, che restano troppo “ricchi” per la carità, ma troppo poveri per le cure private. È assurdo usare risorse pubbliche per finanziare un progetto privato anziché potenziare i presidi pubblici locali.»

«Non voglio essere complice dello smantellamento del Servizio Sanitario pubblico, perché se accettiamo che l’emergenza diventi la norma, la Regione avrà sempre una giustificazione per non riaprire i reparticonclude la consigliera provinciale di Fratelli d’Italia -. Ho chiesto che la Commissione Provinciale si faccia carico di un atto d’indirizzo forte verso la Regione Sardegna, perché il Sulcis non chiede elemosina, chiede il ripristino dei servizi sanitari essenziali. Ogni cittadino deve poter entrare in un ospedale pubblico a testa alta, perché la salute è un diritto e non un favore.»

Dalle ore 5.00 di questa mattina, 6 marzo 2026, su richiesta del 112, i vigili del fuoco sono stati impegnati nella ricerca di due turisti di nazionalità Repubblica Ceca dispersi in località Gutturu Mannu, nel comune di Assemini. La centrale operativa dei vigili del fuoco di Cagliari ha inviato sul posto la squadra di pronto intervento e la squadra specializzata Saf (Speleo alpino fluviale) che hanno perlustrato l’area impervia.
Le operazioni di ricerca sono state rese difficoltose dalle condizioni meteo avverse. I due turisti sono stati ritrovati in buone condizioni di salute dalla squadra Saf dei vigili del fuoco alle ore 9.15 dopo aver percorso circa 6 km su sentieri in salita e impervi.
Visto e confermato dai ragazzi stessi il loro buono stato di salute non è stato richiesto l’intervento del 118.

Sinistra Futura Carbonia prende atto che, a oggi, non è arrivato nessun riscontro alla richiesta di riattivazione della Commissione Pari Opportunità nel nostro comune. Sottolineiamo che la CPO era stata annunciata nel 2022 come strumento centrale contro le discriminazioni di genere, salvo poi lasciarla senza risorse, senza supporto e, infine, senza alcuna operatività. Nessuna comunicazione ufficiale, nessuna spiegazione pubblica, nessun atto che ne motivi l’inattività, nonostante la Commissione sia ancora prevista dal regolamento comunale.
In vista dell’8 marzo, “Giornata internazionale della donna” Sinistra Futura Carbonia auspica una risposta e un cronoprogramma chiaro per la riattivazione della CPO. In caso contrario, sarà evidente che l’Amministrazione considera la parità di genere un tema di facciata.
Luisa Poggi
segretaria cittadina
Sinistra Futura Carbonia

Il 6 marzo, alle 17.30, nella sala della sezione di storia locale, Grande Miniera di Serbariu, verrà presentato il libro di Francesco Carta – “ECCIDIO”.

Settembre 1904. L’eco degli spari ancora rimbombava tra le rocce della gola di Buggerru. I morti, colpevoli d’aver “espropriato gli espropriatori”, non avevano ancora trovato degna sepoltura. I feriti soffrivano nelle baracche di fango. Dalla Camera del Lavoro di Milano, alcuni giorni dopo quel tragico 4 settembre, partì il primo sciopero generale nazionale per contestare il massacro voluto dal padrone, colonialista straniero, che chiamò l’esercito per domare la protesta proclamata per dire no ad una “arbitraria modifica dell’orario di lavoro”. Un poeta e uno sparuto gruppo di minatori, avanguardie del proletariato, raccontando la vita di tutti i giorni nelle miniere del tempo, racconteranno quello che, dopo l’eccidio, il nascente sindacato dei minatori, guidato a Buggerru da Alcibiade Battelli, mise in agenda. Poche pagine per dare voce ai veri protagonisti, dimenticati, della protesta e per rendere giustizia alle innumerevoli fatiche e ai sacrifici fatti da uno dei più importanti nuclei del sindacalismo moderno. Da quelle gallerie partirono le lotte: per la riduzione dell’orario di lavoro: si lavorava dodici ore al giorno, sei giorni alla settimana; per migliorare le condizioni di vita all’interno delle gallerie e prevenire il rischio degli infortuni; per abolire il lavoro dei minori nel sottosuolo; per un salario dignitoso. Rivendicazioni che il Partito Socialista dell’epoca portò tra i banchi del parlamento. Leggerete di frane, infortuni e vessazioni di ogni tipo. Caporali, sorveglianti, direttori e di “lui”: il greco. La storia svelerà tra le righe quello che la cronaca del tempo riuscì a minimizzare, attribuendo la responsabilità dei fatti ad una moltitudine di avventati, invasati e pretenziosi: i tanti morti di fame che chiedevano pane, un orario di lavoro umano e un salario equo. Racconterò, come scrisse Girolamo Sotgiu: «Uno dei periodi più tristi per la classe lavoratrice e per il popolo sardo».

A novant’anni dalla scomparsa di Giorgio Asproni, una delle figure più significative del panorama economico e industriale della Sardegna, tra Ottocento e Novecento, il Villaggio Minerario Asproni e la Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara promuovono una giornata dedicata alla memoria, alla storia e al paesaggio minerario del territorio.

L’appuntamento è in programma sabato 7 marzo 2026, quando natura e memoria si intrecceranno in un’iniziativa che unisce cammino, racconto e commemorazione nel suggestivo scenario dell’altipiano di Seddas Moddizzis, tra Iglesias e Gonnesa.

La giornata prenderà il via con una escursione organizzata dalla Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara, un percorso ad anello di circa 8 chilometri lungo antichi sentieri minerari che conducono al Villaggio Asproni, sorto tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento per ospitare i lavoratori della miniera e le loro famiglie. Un cammino tra paesaggi silenziosi e testimonianze di archeologia industriale che raccontano la vita quotidiana di una comunità costruita attorno al lavoro minerario.

L’escursione culminerà con l’arrivo al villaggio, dove alle ore 10.00 è in programma l’evento celebrativo – dal titolo “Legàmi” – promosso dal Villaggio Minerario Asproni per ricordare la figura dell’ingegner Asproni.

Proprio il tema dei legàmi rappresenta il filo conduttore della giornata: legàmi profondi che Giorgio Asproni seppe coltivare nel corso della sua vita: con Bitti, suo paese natale, che volle simbolicamente ricreare in miniatura proprio a Seddas Moddizzis accanto alla sua miniera; e con Iglesias, sua città d’adozione, dove costruì rapporti duraturi con il tessuto sociale, imprenditoriale e culturale, ricevendo la cittadinanza onoraria e dove oggi riposa.

Alla commemorazione, su invito del Villaggio Minerario Asproni, parteciperanno tra gli altri, i sindaci dei comuni di Iglesias e Bitti, i presidenti dell’Associazione Mineraria Sarda e della Fondazione Giorgio Asproni, il commissario del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna, oltre alla Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara, che con l’escursione dedicata, contribuirà a ricalcare idealmente le orme di una figura centrale della storia mineraria sarda.

Una giornata che vuole essere non solo un momento commemorativo, ma anche un’occasione per riscoprire e condividere una memoria collettiva fatta di lavoro, comunità e identità, nel cuore di uno dei luoghi simbolo della storia mineraria del Sulcis Iglesiente.

 

Riparte la mobilitazione del Comitato No alla Discarica di Is Urigus. Ieri 4 marzo 2026 il Comitato No Alla Discarica si è riunito.
«La decisione è unanime: la nostra pazienza è finitasi legge in una nota -. Chi ha avuto l’ardire di chiudere la strada comunale “Monserrato” deve sapere che sta sfidando non solo un comitato, ma la storia stessa. Abbiamo i documenti. La Giunta Municipale di Palmas Suergiu, il 7 marzo 1869, classificava questa strada come comunale. San Giovanni Suergiu non era ancora un Comune autonomo, ma quella strada era già dei cittadini! Non è solo un sentiero. È la via che da Is Urigus porta a Matzaccara e alla SS 126. È il diritto di chi possiede terreni e proprietà lungo il percorso di accedervi senza chiedere permesso a nessuno. Per valorizzare la nostra terra, organizzeremo nel prossimo mese di maggio una grande passeggiata comunitaria attraverso i nostri colli, con arrivo a Is Loccis Santus per il pranzo. Sarà una giornata di festa e di rivendicazione.»

«La legge è dalla nostra parte (Cassazione 3604/2017)conclude il Comitato No alla Discarica -. L’attività di cava non può sequestrare 150 anni di vita pubblica. Useremo ogni strumento legale per far saltare quelle sbarre. Riparte la mobilitazione del Comitato No alla Discarica di Is Urigus. Il 4 marzo 2026 il Comitato No Alla Discarica si è riunito. La decisione è unanime: la nostra pazienza è finita. Chi ha avuto l’ardire di chiudere la strada comunale “Monserrato” deve sapere che sta sfidando non solo un comitato, ma la storia stessa. La strada tornerà ai cittadini. Perché è la cosa giusta.»

La Giunta regionale della Sardegna, su proposta dell’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi, di concerto con l’assessore dell’Agricoltura e Riforma agro-pastorale Francesco Agus, ha approvato la deliberazione con la quale sono state aggiornate le modalità di realizzazione dei censimenti delle popolazioni di Cormorano (Phalacrocorax carbo), superando il metodo adottato con la deliberazione del 2015.

Il provvedimento rappresenta una prima risposta concreta alle esigenze del comparto della pesca e dell’acquacoltura lagunare, che negli ultimi anni ha segnalato con crescente preoccupazione l’impatto della specie sugli stock ittici degli stagni sardi. Il censimento dei cormorani costituisce infatti la base tecnica per la determinazione del numero medio degli individui presenti e per la successiva quantificazione economica dei danni arrecati alle produzioni ittiche.

Alla luce delle risultanze scientifiche emerse dai censimenti regionali e dalla letteratura internazionale di settore, la deliberazione introduce una revisione del metodo di campionamento dell’attività di pesca nei compendi ittici. In luogo delle cinque fasce di rilevazione giornaliere previste dal metodo adottato nel 2015, i rilievi verranno ora effettuati in tre fasce orarie mattutine – 08:00, 10:00 e 12:00 – ritenute più rappresentative dell’effettiva attività di predazione della specie. Gli studi evidenziano infatti che, durante il periodo invernale, la maggior parte dei cormorani concentra l’attività alimentare nelle prime ore del giorno, mentre l’intensità della pesca tende progressivamente a diminuire nel corso della giornata.

«Con questo provvedimentodichiara l’assessora Rosanna Laconi interveniamo su un elemento fondamentale per la corretta gestione del fenomeno, aggiornando il metodo con cui vengono raccolti i dati e rendendo le rilevazioni più aderenti alla realtà. Disporre di dati più accurati significa poter valutare meglio l’impatto della specie e sostenere in modo più efficace e trasparente le imprese della pesca e dell’acquacoltura che operano nei nostri sistemi lagunari.»

L’aggiornamento metodologico approvato dalla Giunta si colloca nella prospettiva della realizzazione di uno studio scientifico più ampio, previsto dalla legge regionale di stabilità per il 2026, che ha autorizzato uno stanziamento di 70mila euro annui per il biennio 2026-2027 a favore delle Università della Sardegna per attività di censimento del cormorano e per lo sviluppo di nuove metodologie di studio e gestione della specie.

Lo studio consentirà di aggiornare ulteriormente le metodiche di rilevazione alla luce dei progressi scientifici e tecnologici maturati negli ultimi anni, con l’obiettivo di affinare gli strumenti di monitoraggio e avvicinare sempre di più le stime della presenza della specie ai dati reali, migliorando anche i criteri di determinazione degli indennizzi. Il lavoro di ricerca potrà inoltre valorizzare il significativo patrimonio di esperienza e di conoscenza maturato nel tempo dagli operatori del comparto ittico dei compendi lagunari, che rappresenta una risorsa preziosa per il miglioramento delle metodologie di osservazione e di analisi del fenomeno.

«La gestione dei rapporti tra fauna selvatica e attività produttive aggiunge l’assessora Rosanna Laconi richiede conoscenze scientifiche solide, strumenti di monitoraggio aggiornati e una collaborazione costante con il sistema della ricerca. Il lavoro che avvieremo con le università sarde ci permetterà di compiere un ulteriore salto di qualità nella conoscenza del fenomeno e nella capacità di costruire risposte sempre più efficaci per il comparto.»

La deliberazione stabilisce inoltre che le nuove modalità di censimento trovino applicazione a partire dalla stagione 2024-2025, dando mandato agli uffici competenti di assicurare la diffusione dei nuovi criteri presso le amministrazioni territoriali affinché ne venga garantita un’applicazione uniforme.

Con questo intervento la Regione Sardegna conferma il proprio impegno nel coniugare la tutela della biodiversità con la salvaguardia delle attività economiche tradizionali, promuovendo strumenti di gestione sempre più fondati sulla conoscenza scientifica e sulla corretta valutazione degli equilibri ecosistemici dei sistemi lagunari dell’isola.

Calasetta in festa per i 100 anni di nonna Antonietta Sorgia Biggio. Questa sera il sindaco Antonello Puggioni le ha portato gli auguri dell’Amministrazione comunale per il raggiungimento dello splendido traguardo dei 100 anni. Antonietta Sorgia Biggio ha due figli maschi, Giampaolo ed Ernesto, che l’hanno festeggiata con tutta la famiglia.

Calasetta ieri ha dato l’ultimo saluto a Luigi Scopelliti, noto “Titin”, morto all’età di 102 anni. Il 14 gennaio scorso è tornato alla “Casa del Padre” don Giovanni Cauli, all’età di 101 anni. Antonietta Sorgia Biggio ha raggiunto nel “Club dei centenari” di Calasetta Angelo Marcia, che prossimamente festeggerà il suo compleanno numero 101.