11 October, 2026
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Un’area finora inaccessibile entra per la prima volta, dal 1936 ovvero dopo 90 anni, nei percorsi di visita del Parco archeologico di Nora, offrendo al pubblico l’opportunità di scoprire uno dei più importanti contesti funerari fenici e punici del Mediterraneo occidentale. L’apertura al pubblico dell’area della necropoli fenicia e punica situata nell’ex area militare di Nora rappresenta un traguardo di straordinaria rilevanza per la valorizzazione del patrimonio storico e archeologico della Sardegna. Finora interdetto alle visite in attesa della sua piena sistemazione, questo ampio settore del sito archeologico entra oggi a far parte dell’offerta culturale del Parco, consentendo ai visitatori di accedere a una porzione significativa della città antica e di comprenderne più profondamente la storia e l’estensione.

La fruizione dell’area è stata resa possibile grazie all’impegno congiunto del comune di Pula, della Fondazione Pula Cultura Diffusa e della Soprintendenza per i Beni archeologici, che hanno promosso l’apertura di uno spazio di eccezionale valore scientifico e culturale.

Al suo interno sono custodite testimonianze fondamentali per la ricostruzione delle origini e dello sviluppo della città di Nora e dei rapporti che essa intrattenne con il resto del Mediterraneo.

Nel settore settentrionale dell’ex base militare, dal 2013, l’Università di Padova conduce un articolato programma di ricerca archeologica che ha portato alla scoperta di una vasta necropoli utilizzata per circa sette secoli, dall’età fenicia fino a quella punica. Le sepolture più antiche, databili alla fine del IX secolo a.C., appartengono ai primi decenni della presenza fenicia a Nora. Si tratta di tombe a incinerazione realizzate mediante piccoli pozzetti scavati nella roccia, nei quali venivano deposte le ceneri dei defunti.

La necropoli di Nora costituisce un caso unico nel panorama archeologico sardo: è infatti la prima e, ad oggi, l’unica necropoli fenicia dell’isola rinvenuta in eccellente stato di conservazione e indagata attraverso metodologie scientifiche moderne. Le analisi antropologiche sui resti umani hanno inoltre fornito importanti informazioni sulla provenienza e sulla mobilità delle comunità che frequentavano il centro urbano nel corso del I millennio a.C. Tra il V e il III secolo a.C., in età punica, l’area funeraria continuò a essere utilizzata con modalità differenti. Alle pratiche di incinerazione si sostituì progressivamente il rito dell’inumazione e furono realizzate grandi camere funerarie ipogee, analoghe a quelle documentate in altri importanti centri della Sardegna punica.

Uno degli aspetti più significativi delle ricerche riguarda il rinvenimento di numerose tombe fenicie e puniche rimaste inviolate nel corso dei secoli. I corredi funerari recuperati – costituiti da ceramiche, oggetti metallici e manufatti vitrei – rappresentano una fonte preziosa per la conoscenza delle attività produttive, dei commerci e della vita quotidiana degli abitanti dell’antica Nora. I reperti sono oggi conservati ed esposti presso il Museo Civico “Giovanni Patroni” di Pula. Lo studio delle sepolture e dei materiali archeologici ha inoltre permesso di ricostruire una complessa rete di relazioni che collegava le comunità fenicie alle popolazioni nuragiche del territorio e, allo stesso tempo, inseriva Nora all’interno dei principali circuiti commerciali e culturali del Mediterraneo, con contatti documentati con la penisola italiana, la Spagna, il Nord Africa, la Grecia e le regioni del Levante.

Le testimonianze emerse dagli scavi attestano anche la continuità di frequentazione dell’area in età romana, quando il più antico spazio funerario venne progressivamente occupato da un quartiere residenziale e produttivo rimasto in uso fino alla tarda Antichità.

Le attività di ricerca dell’Università di Padova riprenderanno il 31 agosto e proseguiranno fino al 9 ottobre, confermando il ruolo della necropoli occidentale di Nora come uno dei più importanti laboratori di studio per la conoscenza delle civiltà fenicia e punica nel Mediterraneo.

Per il sindaco di Pula, Walter Cabasino, si tratta di una data storica per tutta l’Isola: «Restituire alla comunità e ai visitatori provenienti da tutto il mondo uno spazio archeologico di questa importanza ha una valenza doppia: l’apertura della necropoli occidentale non solo aumenta gli spazi aperti al pubblico, ma avrà anche ricadute economiche sul territorio. Non dobbiamo dimenticare la fragilità di questo sito archeologico; i danni provocati dall’uragano Harry sono ancora visibili. Ci auguriamo che gli enti preposti contribuiscano alla tutela e alla conservazione di Nora, per permettere anche alle generazioni future di godere della sua bellezza».

Jacopo Bonetto, docente di archeologia classica presso l’Università degli Studi di Padova, parla dei tesori rinvenuti nell’area della necropoli, che ricadeva sino al 2012 nella zona militare: «Abbiamo scavato in una zona dove prima nessun archeologo aveva mai messo piede, un’area che dal 1936 era interdetta ai civili. Dopo dieci anni di ricerca, portati avanti in collaborazione con la Soprintendenza, sono finalmente visibili i risultati del nostro lavoro: dalle scoperte fatte nella necropoli oggi sappiamo molto di più sugli abitanti di Nora. Tombe, arredi funerari, monili e gioielli: dallo scavo sono emersi numerosi reperti, oggi custoditi nel Museo Patroni di Pula. Questa porzione dell’area archeologica è stata una necropoli dall’VIII secolo a.C. al II secolo a.C., ma in seguito ha ospitato anche una cava di arenaria, una zona artigianale e un’area edificata. L’opera di scavo in quella zona non è affatto conclusa: presto torneremo al lavoro per aggiungere nuovi tasselli alla storia di Nora».

Chiara Pilo, archeologa della Soprintendenza, rimarca il delicato compito di scavare in un sito fragile come Nora: «Non esistono campagne a impatto zero, ma su quest’area archeologica si continua a lavorare con il duplice obiettivo di scoprire sempre più informazioni sulla storia di questa antica città e di garantire ai posteri la possibilità di conoscerla così come la vediamo noi oggi. Le campagne e i progetti su Nora proseguono: ci sono ancora zone su cui non abbiamo mai indagato, ma nuove scoperte vengono fatte anche nelle aree già conosciute e continuano ad ampliare il racconto di Nora».

Andrea Boi, presidente della Fondazione Pula Cultura Diffusa, sottolinea il valore scientifico del lavoro degli archeologi: «Rendere accessibili spazi dell’antica città preclusi ai visitatori per 90 anni apre il sito archeologico a nuove opportunità. La necropoli e i suoi reperti, oggi esposti al Museo Patroni, consentono di rendere ancora più interessante la visita al Parco archeologico di Nora».

Clara Pili, direttrice della Fondazione Pula Cultura Diffusa, si concentra sulle nuove esperienze che potrà vivere chi visiterà il Parco archeologico di Pula: «Nora amplia il proprio percorso di visita con l’apertura di nuove aree, finora oggetto di studio e valorizzazione e oggi finalmente accessibili al pubblico. La necropoli, di grande pregio storico e culturale, entra così a far parte di un racconto più completo e condiviso. Sempre più visitatori, soprattutto turisti provenienti da tutta la Sardegna, scelgono Nora per vivere esperienze  culturali e immersive, confermando l’attrattività del sito. In questo percorso virtuoso si inserisce la nuova apertura, pensata per offrire un’esperienza in continua evoluzione e un motivo in più per tornare, anche grazie all’integrazione con visite tematiche, percorsi serali ed esperienze sul territorio».

Manuela Serra, assessora della Cultura, parla di una giornata epocale: «Stiamo vivendo un vero e proprio momento storico: un evento che restituisce non solo a Pula, ma all’intera Sardegna e alla comunità internazionale, un patrimonio archeologico di inestimabile valore. Una straordinaria operazione di restituzione e condivisione che oggi è realtà grazie alla preziosa collaborazione con l’Università di Padova e al fondamentale lavoro sinergico svolto insieme alla Soprintendenza, alla quale va il nostro più sentito ringraziamento per aver creduto e investito in questo progetto».

FP CGIL, CISL FP e UIL FPL hanno diffuso una nota nella quale esprimono forte preoccupazione per il mancato pagamento della produttività 2024, per l’assenza del bando relativo ai Differenziali Economici di Professionalità
(DEP) e per la mancata erogazione delle indennità spettanti al Personale del Pronto Soccorso.
«A fine giugno centinaia di lavoratrici e lavoratori della ASL Sulcis Iglesiente attendono ancora risposte concrete su risorse economiche già maturate e attese da mesi. Al di là delle motivazioni tecniche e amministrative, resta un dato oggettivo: il personale continua a non percepire quanto dovuto nonostante il lavoro svolto quotidianamente in condizioni sempre più difficili, tra carenze di organico e crescenti carichi assistenziali. FP CGIL, CISL FP e UIL FPLchiedono all’Azienda tempi certi e un immediato chiarimento sulle procedure ancora in corso, partecipano e sostengono l’Assemblea Pubblica dei Lavoratori con sit-in davanti alla Direzione Generale della ASL Sulcis Iglesiente, in via Dalmazia, a Carbonia, lunedì 29 giugno 2026 dalle ore 9.00 alle ore 11.00. I lavoratori meritano risposte, certezze e il rispetto degli impegni assunti. I lavoratori hanno già dimostrato senso di responsabilità e spirito di servizio. Ora attendono risposte, atti concreti e il rispetto degli impegni assunti.»

La RSU della ASL Sulcis Iglesiente esprime forte preoccupazione e profondo disappunto per l’esito dell’incontro con il Collegio dei Revisori, che di fatto impedisce, allo stato attuale, sia il pagamento della produttività 2024 sia la
pubblicazione del bando relativo ai Differenziali Economici di Professionalità (DEP), attese da centinaia di lavoratrici e lavoratori.
«Nei giorni scorsi, attraverso una comunicazione indirizzata a tutto il personale, la Direzione Aziendale aveva illustrato un percorso che lasciava intravedere una rapida conclusione degli adempimenti necessari. Oggi, invece, i lavoratori si trovano ancora una volta senza alcuna certezza sui tempi di liquidazione della produttività e senza la possibilità di avviare le procedure per le progressioni economiche. Al di là delle motivazioni tecniche e amministrative, il risultato concreto è sotto gli occhi di tutti: siamo ormai a fine giugno e il personale della ASL Sulcis Iglesiente non ha ancora percepito la produttività maturata nel 2024, né può accedere alle procedure per le progressioni economiche previste dal contratto. Una situazione che la RSU considera inaccettabile, soprattutto alla luce dell’impegno quotidiano garantito dalle lavoratrici e dai lavoratori dell’Azienda, che continuano ad assicurare servizi essenziali nonostante le persistenti carenze di organico, le difficoltà organizzative e i crescenti carichi di lavoro.

La mancata erogazione della produttività e il blocco delle DEP rappresentano un grave danno economico e professionale per il personale, che ancora una volta si vede costretto ad attendere il completamento di procedure e verifiche che si protraggono ben oltre tempi ragionevoli. Ulteriore aggiunta è la certezza che nella mensilità di Giugno 2026 anche le indennità di Pronto Soccorso non verranno erogate ai dipendenti che ne hanno diritto. Per tali ragioni, la RSU ASL Sulcis Iglesiente indice un’Assemblea Pubblica dei Lavoratori con sit-in davanti alla Direzione Generale della ASL Sulcis Iglesiente, in via Dalmazia a Carbonia, lunedì 29 giugno 2026 alle ore 10.00. L’assemblea sarà l’occasione per informare il personale sulla situazione attuale e valutare insieme tutte le iniziative necessarie affinché vengano garantiti il pagamento della produttività 2024, la pubblicazione del bando DEP e il pieno rispetto degli impegni assunti nei confronti dei lavoratori. La pazienza dei lavoratori è finita. A fine giugno non sono più accettabili ulteriori rinvii su produttività e progressioni economiche.»

Sono state tre serate indimenticabili, dal 19 al 21 giugno, quelle della rassegna musicale “DNA Music Festival”, che nel cuore pulsante della città di Carbonia, piazza Roma, ha portato un numero eccezionale di persone di tutte l’età.

Ad organizzare la Pro Loco di Carbonia con il patrocinio del comune di Carbonia, un grande dispiegamento di forze che in sinergia hanno saputo regalare un evento dal sapore emozionale unico, come solo la musica live vissuta tutti insieme sa regalare.

La serata del 19 giugno è stata dedicata ai tributi, sul palco prima “Idol” Achille Lauro Experience Tribute e subito dopo “Max Forever” 883 tribute band.

Il sosia e imitatore di Achille Lauro, nome di battesimo Marco Rosati, arrivato quarto nel programma Tali e Quali su Rai 1, ha coinvolto con simpatia ed abilità musicale tutto il pubblico che ha duettato con lui riconoscendogli grande apprezzamento attraverso numerosi applausi. Dopo la conclusione della sua esibizione si è trattenuto a grande richiesta per fermare il momento tra selfie e foto.

A seguire un tuffo nel passato con i brani iconici degli anni ’90, successi degli 883 e di Max Pezzali, portati sul palco della band “Max Forever”, accompagnata da un pubblico che non ha perso una sola nota cantando e ballando senza mai stancarsi.

La serata del 20 giugno ha visto protagonista la tanto attesa Irene Grandi, una tra le voci più amate della musica pop italiana.

Un “Giamburrasca” dall’indole vivace e travolgente, che in ogni nota pone un battito del suo cuore. Combattente, focosa e al tempo stesso dolce e melodica, ma sempre portatrice di messaggi importanti, spesso dedicati all’amore. Un sorriso carico di simpatia ed uno sguardo brillante, una voce che ha emozionato attraverso ritmi ed armonie capaci di arrivare dritti al cuore.

L’ultima sera, il 21 giugno, gran finale dedicato alla “Festa della Musica”, che si celebra a livello internazionale proprio in questa data e ha come usanza organizzare concerti gratuiti nella piazza delle città.

Primi sul palco per dedicare al folto pubblico alcuni brani famosi della musica italiana Fabio Bellia, musicista bassista e carboniense speaker Radiofonico e David Colaiacomo, cantante e chitarrista romano, dalla voce calda che unisce sonorità pop e rock. Un brano su tutti che ha infiammato la piazza l’indimenticabile “Che sarà”.

A catapultare il pubblico nei mitici anni ’60 il gruppo Skaosss che si è esibito subito dopo con un carico di energia contagiosa che, nonostante la serata caldissima, ha fatto muovere tutti ad un ritmo di una vitalità esplosiva.

Finale col botto con la Special Guest Ivana Spagna, protagonista importante della scena musicale italiana ed internazionale.

Un’artista che ha portato sul palco a Carbonia i suoi più grandi successi che hanno scaldato e conquistato i migliori posti nelle classifiche europee.

Un’icona della musica dance internazionale negli anni ‘80 e ’90, hit mondiali come “Easy Lady” e “Call me” oltre ad un suo cavallo di battaglia italiano “Gente come noi”.

La regina dell’Italo disco ha coinvolto il pubblico sino a tarda notte regalando emozioni, una su tutte quando ha cantato la canzone dedicata ai suoi genitori Gemma e Teodoro “Davanti agli occhi miei”.

Un omaggio commovente che ha messo in luce le varie sfaccettature dell’artista.

Non resta che dare appuntamento all’anno prossimo con il DNA Music Festival Sardegna perché, dove c’è musica ci sono cuori che battono e si emozionano.

Nadia Pische

E’ stato presentato ieri pomeriggio, nella sala polifunzionale del comune di Carbonia, il libro di Franco Meloni intitolato: “Volevo essere l’ingegner Carta”. Davanti a tanti amici di gioventù, compagni di scuola, della professoressa Gabriella Marmotti Pasqui, colleghi medici, politici con i quali ha condiviso l’esperienza in Consiglio regionale, Franco Meloni ha fatto un lungo viaggio nel passato, nella Carbonia degli anni ’50, nella quale la sua infanzia e il percorso scolastico sono stati fortemente influenzati dalla figura dell’ingegner Giorgio Carta, allora direttore generale della Società Carbonifera Sarda.
I lavori sono stati aperti dall’intervento del sindaco di Carbonia Pietro Morittu che ha preceduto la conversazione dell’autore con Peppino La Rosa e Giancarlo Gambula, compagni al Liceo Classico rimasti grandi amici, coordinata dalla giornalista Simona De Francisci.
Franco Meloni è nato a Carbonia il 10 dicembre 1947 e ha conseguito la maturità al Liceo Classico di via Brigata Sassari nel 1966. Laureato in Medicina e Chirugia all’Università di Cagliari nel 1974, l’anno successivo ha conseguito la specializzazione in Igiene e Direzione ospedaliera all’Università di Genova. Ha iniziato la carriera di medico nel 1975 a Iglesias e da allora per alcuni decenni ha ricoperto un ruolo di primissimo piano nel panorama sanitario regionale. Il 19 marzo 2009 è stato eletto consigliere regionale.
Vediamo l’intervista realizzata nella sala polifunzionale del comune di Carbonia.

Il nuovo Consiglio comunale di Villamassargia si insedierà venerdì 26 giugno, alle 18.30, presso la sala consiliare sita in via Santa Maria, denominata “Casa Fenu”.

I punti inseriti all’ordine del giorno sono otto:

1. Insediamento del Consiglio comunale e convalida degli eletti a sindaco e a consigliere comunale ai sensi dell’art. 41 del D.Lgs. n° 267/2000;

2. Giuramento della sindaca;

3. Comunicazione della sindaca al Consiglio comunale dei componenti la Giunta comunale, art. 46, comma 2, D. Lgs. n° 267/2000;

4. Elezione commissione elettorale comunale;

5. Costituzione dei gruppi consiliari e designazione dei rispettivi capigruppo;

6, Elezione commissione giudici popolari;

7. Presentazione al Consiglio delle linee programmatiche ai sensi dell’art. 46, comma 3, D. Lgs. n° 267/2000;

8. Modifiche e integrazioni agli artt. 6, 11, 21, 33, 41, 62 e 63 dello Statuto comunale.

 

 

La letteratura weird non si lascia incasellare: è un viaggio che sfida le definizioni convenzionali. Dalla penna di Lovecraft a quella di Stephen King, questo libro esplora la linea sottile tra il normale e il perturbante. Attraverso un percorso che parte dal Satyricon di Petronio e arriva fino a Haruki Murakami passando per Giorgio Manganelli, l’autrice offre chiavi di accesso per comprendere un genere spesso trascurato. Un’opera che non solo affascinerà i cultori, ma incuriosirà anche i neofiti, invitandoli a intraprendere un nuovo, affascinante viaggio letterario.

C’è stato un tempo in cui si diceva che la fantascienza fosse l’unico tipo di letteratura popolare definibile per esclusione, ovvero per “ciò che non era”. Oggi potremmo usare lo stesso espediente per definire la letteratura weird: non è fantascienza, e non e fantasy, non e paranormal, horror ne gotico; non e mystery e non e thriller. Può essere un po’ di tutto questo, ma siamo ancora lontani da una definizione esauriente. Il weird puo includere un elemento soprannaturale, ma non è necessario che lo contenga. Può prevedere elementi irrazionali, surreali o assurdi, ma sempre in via eventuale. Spesso trasporta il lettore su inesplorati territori della psiche, costringendolo a confrontarsi con situazioni «ai confini della realtà» – per citare una popolare serie televisiva weird – o con fenomeni che si muovono su differenti livelli di percezione. Solitamente lascia il lettore con molte piu domande di quante non ne avesse all’inizio della lettura. Talvolta trae in inganno utilizzando immagini o situazioni fuori contesto. Proprio questa distonia, il mancato allineamento tra quel che ci aspettiamo e quel che troviamo, e la vera chiave, perché altera gli elementi di base del nostro immaginario e smuove qualcosa nelle profondità del nostro inconscio. (Eleonora Carta)

Eleonora Carta (1974), vive tra Torino e la Sardegna. Conseguita la laurea in Legge, ha capito che i palazzi di giustizia non facevano per lei e si è dedicata alla scrittura di gialli (in libreria per Newton Compton, Piemme, Ischire) e all’organizzazione di eventi come la Fiera del libro di Iglesias e il Big Blue Festival di Portoscuso. Con Graphe.it ha pubblicato la Breve storia della letteratura gialla e un racconto di Natale; ha, inoltre, curato la Breve storia del romanzo poliziesco di Leonardo Sciascia.

 

A Carbonia anche gli ultraottantenni sono “smart”. Sono oltre 350 su 2200, infatti, i residenti in città di ottant’anni o più, che hanno già scaricato l’App “P” di Poste Italiane, punto unico di accesso digitale a tutti i prodotti e servizi del gruppo, sul proprio cellulare o dispositivo portatile.
Considerando il dato complessivo dei residenti, sono oltre 10.000 i cittadini di Carbonia che usano l’applicazione su un totale di oltre 25.000 abitanti, con una percentuale complessiva di utilizzo che supera il 42%.
Tra i molteplici servizi della nuova app “P”, prima applicazione italiana per numero di utenti (oltre 16 milioni), la possibilità di prenotare il proprio turno all’ufficio postale, utilizzare la funzione “Mappe” per cercare l’ufficio postale o l’ATM Postamat più vicino o più comodo, individuare i Punto Poste, i Punto Lis e i locker per ritirare o fare il reso di un pacco.
Dalla app “P” si possono anche seguire le spedizioni di pacchi e corrispondenza e basta un tocco sullo smartphone per fare ricariche e ordinare bonifici, inviare e ricevere denaro, prelevare contanti senza carte agli Atm Postamat, domiciliare le bollette e pagare bollettini, bolli auto e moto, amministrare il proprio conto corrente BancoPosta, le carte di pagamento Postepay e i prodotti di risparmio e molti altri servizi senza aver bisogno di recarsi in ufficio postale.
Il sempre più diffuso utilizzo della App “P” va di pari passo con la crescente attenzione, da parte di Poste Italiane, verso lo sviluppo di conoscenze e competenze digitali tra i cittadini, in coerenza con la sua storica vocazione di Azienda socialmente responsabile che aderisce ai principi internazionali ESG, promossi dall’Organizzazione delle Nazioni Unite.
Tra le numerose iniziative, Poste Italiane ha intrapreso da anni il progetto di Educazione digitale che si propone di fornire agli utenti, anche over 80, conoscenze e strumenti utili a comprendere e utilizzare le innovazioni tecnologiche e digitali. A questo scopo, l’azienda offre webinar gratuiti e contenuti multimediali sempre disponibili all’interno della sezione web al link https://www.posteitaliane.it/it/educazione-digitale.html, tra cui podcast, giochi, infografiche, videopillole e videopodcast tradotti in LIS.

Su proposta della presidente Alessandra Todde, anche in qualità di Assessore ad interim dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza Sociale, di concerto con l’assessora del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale, Desirè Manca, la Giunta ha deliberato di istituire, presso la Presidenza della Regione, “l’Osservatorio per la qualità, la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro in Sardegna”, quale organismo strutturale e paritetico incaricato di programmare, monitorare e indirizzare tutte le attività previste dal Protocollo d’Intesa “Patto di Buggerru”, sottoscritto con i sindacati confederali a settembre 2024.

Proprio a Buggerru, in ricordo dell’eccidio dei minatori in sciopero del 4 settembre 1904, la presidente Alessandra Todde e i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil sottoscrissero un protocollo comune per combattere la striscia di sangue sul lavoro e il precariato.

Il Protocollo si propone di costruire nuovi strumenti e politiche pubbliche capaci di vigilare sul mercato del lavoro sardo. Tra le finalità più stringenti vi è il miglioramento delle attività di controllo attraverso un sistema integrato di scambio informativo tra le istituzioni pubbliche competenti (come gli Ispettorati del lavoro, i servizi SPRESAL delle ASL, INAIL e INPS) e i sindacati, utile anche a contrastare efficacemente il lavoro irregolare.

L’articolo 3 del “Patto di Buggerru” prevede la costituzione di un organismo di coordinamento, strutturale e paritario, denominato “Osservatorio per la qualità, la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro in Sardegna”, quale sede di programmazione, monitoraggio e indirizzo di tutte le attività previste dall’accordo. L’istituzione dell’Osservatorio presso la Presidenza della Regione rappresenta un adempimento fondamentale per rendere concreto ed operativo il Protocollo che, senza la sua formale costituzione e attivazione, rimarrebbe una dichiarazione d’intenti. Spetta proprio all’Osservatorio il compito cruciale di pianificare l’utilizzo delle risorse finanziarie, monitorare i dati sui rischi nei settori più esposti e tradurre gli obiettivi di sicurezza in azioni pratiche sul territorio. Si tratta di un organismo paritetico con un perfetto equilibrio tra la rappresentanza delle istituzioni regionali e di tre componenti nominati dalle confederazioni regionali firmatarie del Patto: CGIL, CISL e UIL della Sardegna. L’Osservatorio avrà un nucleo tecnico composta da quattro figure qualificate a disposizione mentre è espressamente previsto che i componenti ne faranno parte a titolo completamente gratuito.

Serata in due atti, domani (giovedì 25), a Portoscuso, per la rassegna di concerti che fa da corollario spettacolare alle giornate didattiche dei seminari di musica, canto e danza popolare di Mare e Miniere, in corso fino a domenica nella cittadina costiera del Sulcis.

A salire per prima sul palco della tonnara Su Pranu, alle 21:30, sarà la cantautrice messinese Luisa Briguglio, accompagnata da Ernesto Nobili e Fabrizio Lai alle chitarre con Matteo Nocera alle percussioni. La vincitrice dell’ultima edizione del Premio Andrea Parodi ha firmato per l’etichetta Liburia Records il suo primo lavoro discografico solista, “Truvatura”, uscito lo scorso settembre in versione digitale e poi a gennaio in versione fisica. L’album è un viaggio tra memoria, identità e ricerca interiore, ispirato al significato siciliano di truvatura: un tesoro nascosto che simboleggia desiderio, speranza e ostinazione. Attraverso il canto in lingua siciliana, Luisa Briguglio racconta storie di solitudine, distanza e desiderio, intrecciando testi originali, materiali autobiografici e riletture poetiche. “Truvatura” unisce la tradizione dei cantastorie e dei trovatori a una ricerca sonora contemporanea sviluppata con il produttore e arrangiatore Ernesto Nobili, creando atmosfere sospese tra sogno e realtà. Il concerto di domani (giovedì 25) a Portoscuso è presentato in collaborazione con la Fondazione Andrea Parodi.

Arrivano invece dalla Catalogna Magalí Sare e Manel Fortià, protagonisti della seconda parte della serata con il progetto “re-tornar”. L’incontro fra la cantante di Cerdanyola del Vallès e il contrabbassista, compositore e polistrumentista di Cassà de la Selva dà vita a una proposta musicale di grande raffinatezza, capace di muoversi liberamente fra jazz, canzone d’autore, musica popolare e sonorità mediterranee. Cresciuta in una famiglia di musicisti e protagonista di importanti esperienze artistiche nella scena catalana contemporanea, Magalí Sare unisce una vocalità elegante e versatile a una forte sensibilità interpretativa. Dopo gli studi e gli anni trascorsi a New York accanto ad alcuni protagonisti del jazz internazionale, Manel Fortià ha sviluppato una personalissima visione musicale, aperta all’incontro fra culture e linguaggi differenti. In “re-tornar” le loro esperienze convergono in un viaggio sonoro che attraversa lingue, paesaggi e tradizioni, trasformando la musica in uno spazio di dialogo e scoperta.

La serata, come tutte quelle in programma, è ad ingresso libero e presentata da Ottavio Nieddu.

E’ stata completata ieri, nel corso della riunione del direttivo del Sulcis Iglesiente-Medio Campidano, a Iglesias, la segreteria territoriale della Fit Cisl. Ad Alessandro Melis (segretario di presidio) e Giuseppe Pinna, si unisce Daniele Fuino, 31enne di Carbonia, attualmente dipendente Arst, dopo precedenti esperienze  nel trasporto privato.

Alla riunione del direttivo che ha eletto Daniele Fuino hanno partecipato la segretaria generale della Fit Cisl, Claudia Camedda, e il segretario della Cisl del Sulcis Iglesiente, Antonello Saba. «Scegliendo un trentenne, la segreteria del Sulcis – hanno sottolineato –  ha deciso di perseguire la linea di direttiva nazionale di inserimento dei giovani nei ruoli più operativi.»