11 October, 2026
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L’“Itinerario Minerario della Sardegna Sud-Occidentale”, progetto ideato e realizzato dal Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna, è entrato a far parte della prestigiosa European Route of Industrial Heritage (ERIH), la rete europea che promuove e valorizza il patrimonio dell’archeologia industriale in Europa. ERIH è certificata dal 2019 come Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa.

La candidatura presentata dal Parco Geominerario ha ricevuto una valutazione positiva dal board della rete internazionale che ha inserito il tragitto tra i propri percorsi ufficiali. Il nuovo itinerario, che comprende il Centro Italiano per la Cultura Mineraria del Carbone a Carbonia e la Miniera di Montevecchio a Guspini, offre ai visitatori un percorso di grande valore storico, paesaggistico e naturalistico che permette di leggere, attraverso luoghi e testimonianze industriali, il rapporto tra attività estrattive, trasformazione del paesaggio, sviluppo degli insediamenti e identità culturale dell’Isola.

«L’inserimento nell’ERIH rappresenta un importante riconoscimento per il patrimonio minerario della Sardegna. Non un traguardo bensì un punto di partenza e una significativa opportunità di promozione per i territori e le amministrazioni locali interessate», ha sottolineato il professor Massimo Preite, membro del Comitato direttivo di ERIH, che ha altresì elogiato il direttore del Parco Geominerario Fabrizio Atzori e il suo staff per la professionalità e lo spirito di collaborazione dimostrati nel corso dell’istruttoria del progetto.

Il Commissario Straordinario del Parco Geominerario Roberto Curreli, che al momento del suo insediamento ha trovato il progetto avviato, ritiene il risultato conseguito un successo per il Sulcis Iglesiente e il Guspinese Arburese, un modello che potrà essere efficacemente replicato in altre aree della Sardegna. A breve riceverà il professor Massimo Preite che giungerà nell’Isola con una delegazione di alto profilo per la visita di alcuni fra i più significativi e suggestivi siti storico‑minerari d’Europa, in vista delle due candidature del Parco all’UNESCO Global Geoparks Network e al Paesaggio Storico Minerario della Sardegna per accedere al patrimonio mondiale dell’Umanità.

Nella foto di copertina Roberto Curreli, commissario straordinario del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna

Grande partecipazione ieri sera, nel borgo medievale di Tratalias per l’assemblea pubblica che ha segnato l’avvio ufficiale del percorso di costruzione del Piano strategico della Provincia del Sulcis Iglesiente “Giacimenti/Nutrimenti”.

Oltre 250 persone hanno preso parte all’iniziativa promossa dalla Provincia del Sulcis Iglesiente, confermando l’interesse e l’attenzione del territorio verso un processo che punta a definire una visione condivisa di sviluppo per i prossimi anni. All’incontro hanno partecipato il vescovo della diocesi di Iglesias monsignor Mario Farci, sindaci, assessori e amministratori locali, consiglieri regionali del territorio, rappresentanti delle istituzioni, imprenditori, associazioni, stakeholder e cittadini.

La serata, coordinata dallo scrittore Flavio Soriga e dal giornalista Giampaolo Cirronis, è stata aperta dal presidente della Provincia Mauro Usai, che ha illustrato il significato e gli obiettivi del percorso strategico avviato dall’Ente.

Nel corso dei lavori sono intervenuti la direttrice generale della Provincia Speranza Schirru, che ha illustrato il ruolo dell’amministrazione provinciale e il lavoro affidato a un’équipe multidisciplinare, e i componenti del gruppo di lavoro Barbara Cadeddu, Mauro Coni, Simone Mangili, Barbara Argiolas e Marco Tortoioli Ricci, che hanno presentato il quadro conoscitivo del territorio, le principali criticità, le opportunità di sviluppo e le visioni raccolte attraverso il confronto con gli amministratori locali. Sono parte del team di progetto anche l’ing. Franco Piga e l’avv. Gianluca Atzori.

Dalle analisi presentate emerge il ritratto di un territorio che affronta sfide importanti – dal calo demografico alla crisi industriale, dalle infrastrutture all’accessibilità dei servizi – ma che al tempo stesso dispone di straordinarie risorse culturali, ambientali, produttive ed energetiche sulle quali costruire nuove prospettive di crescita. Il lavoro del Piano strategico si propone proprio di trasformare queste potenzialità in una visione condivisa e in una programmazione capace di orientare le scelte future della Provincia e dell’intero territorio.

«Abbiamo voluto aprire questo percorso con un grande momento pubblico perché crediamo che il futuro del Sulcis Iglesiente non possa essere scritto da una singola istituzione, ma debba nascere dal contributo di tutta la comunità – ha dichiarato il presidente della Provincia Mauro Usai -. La partecipazione registrata a Tratalias è andata oltre le aspettative e rappresenta un segnale importante: esiste una forte domanda di confronto, ascolto e progettazione condivisa.»

Nel suo intervento il Presidente ha sottolineato il ruolo della Provincia come soggetto di coordinamento e di costruzione di una visione territoriale comune: «Il Sulcis Iglesiente è una terra che vive difficoltà profonde ma che possiede risorse straordinarie. Il nostro compito è mettere in relazione queste energie, costruire una regia territoriale unitaria e creare le condizioni affinché le opportunità diventino sviluppo concreto, lavoro e qualità della vita. Il Piano Strategico nasce per questo: per aiutare il territorio a ragionare come una comunità unica, capace di valorizzare le proprie differenze e trasformarle in una forza».

Il Presidente ha inoltre evidenziato il valore del metodo partecipativo adottato per la costruzione del Piano: «Non stiamo presentando un documento già scritto, ma aprendo un cantiere. Vogliamo che il Piano Strategico sia il risultato di un percorso condiviso con i Comuni, con il sistema produttivo, con il mondo della cultura, della scuola, del sociale e con tutti coloro che vivono e lavorano nel Sulcis Iglesiente. Le migliori strategie sono quelle che nascono dall’ascolto e dalla conoscenza reale dei bisogni e delle aspirazioni delle persone».

L’assemblea di Tratalias rappresenta il primo appuntamento pubblico di un percorso che proseguirà nelle prossime settimane con incontri tematici, tavoli di lavoro e ulteriori momenti di partecipazione dedicati ai diversi settori strategici individuati dal Piano.

L’obiettivo finale è arrivare alla definizione di uno strumento di programmazione capace di orientare le politiche territoriali, valorizzare le risorse esistenti e rafforzare la capacità del Sulcis Iglesiente di affrontare le grandi trasformazioni economiche, sociali ed energetiche dei prossimi anni.

 

 

 

Fervono i preparativi, a Oristano, per la quinta edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile, promosso da Legacoop Sardegna e Dromos: da giovedì (25 giugno) a sabato (27 giugno)tre giornate di incontri, approfondimenti, dialoghi, spettacoli e concerti che quest’anno si raccoglieranno sotto un titolo tanto semplice quanto urgente, “PEACE PLEASE”, in sintonia con l’annuale Giornata Internazionale delle Cooperative delle Nazioni Unite, in programma il prossimo 4 luglio, all’insegna de “Le Cooperative per un mondo di pace”.

Mai come oggi il tema della pace appare strettamente intrecciato alle questioni economiche, sociali e ambientali che attraversano il pianeta. Le guerre che infiammano diverse aree del mondo, le tensioni geopolitiche che ridefiniscono gli equilibri internazionali, la crescita delle disuguaglianze, la crisi climatica e la progressiva erosione di molti degli strumenti di cooperazione multilaterale costruiti nel secondo dopoguerra impongono una riflessione profonda sul significato stesso dello sviluppo sostenibile. A poco più di dieci anni dall’approvazione dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite – il programma d’azione globale per guidare il mondo verso un futuro più sostenibile, equo e pacifico -, il rischio è che la logica della contrapposizione e della forza prevalga sulla cultura del dialogo, della cooperazione e della solidarietà.

Da questa consapevolezza nasce l’edizione 2026 del Festival dello Sviluppo Sostenibile: non un semplice appuntamento di approfondimento, ma un’occasione per interrogarsi sulle condizioni necessarie per costruire una pace duratura, intesa non soltanto come assenza di conflitti armati ma come capacità di garantire diritti, opportunità, inclusione sociale, partecipazione democratica e sviluppo equilibrato delle comunità.

Il tema scelto dagli organizzatori pone al centro una domanda fondamentale: può esistere uno sviluppo sostenibile senza pace? E, allo stesso tempo, è possibile costruire la pace senza affrontare le disuguaglianze economiche, sociali e culturali che alimentano i conflitti? Attorno a queste domande si svilupperà il confronto tra studiosi, economisti, rappresentanti delle istituzioni e del mondo cooperativo, amministratori pubblici, operatori culturali e cittadini.

L’edizione 2026 assume anche un particolare valore simbolico perché coincide con il centoquarantesimo anniversario di Legacoop: fondata a Milano il 10 ottobre 1886, la più antica organizzazione di rappresentanza delle imprese cooperative italiane celebra una storia che attraversa tre secoli e che si intreccia profondamente con le vicende economiche, sociali e democratiche del Paese. Un percorso costruito attorno a valori come mutualità, partecipazione, solidarietà e responsabilità collettiva, oggi più che mai attuali in un contesto globale segnato da crescenti fragilità. Il Festival di Oristano diventa così anche un’occasione per riflettere sul contributo che il movimento cooperativo può offrire alla costruzione di modelli economici capaci di generare benessere diffuso, coesione sociale e sviluppo sostenibile.

La sostenibilità, in ogni sua dimensione, è il tema centrale della Staff Week EDUC “Empowering Sustainability: The EDUC Alliance in Action”, evento di formazione e confronto internazionale inaugurato questa mattina nella facoltà di ingegneria e architettura di UniCa.

La tre giorni coinvolge i e le rappresentanti delle università partner dell’Alleanza europea EDUC, istituita per creare alleanze transnazionali tra università, sviluppando cooperazioni strategiche a lungo termine attraverso modelli di mobilità fisica e virtuale di studenti e studentesse, docenti e staff e progetti di ricerca comuni.

Fino a giovedì, docenti, ricercatori e ricercatrici, personale tecnico-amministrativo, studenti e studentesse di UniCa e degli atenei di Potsdam (Germania) Paris-Nanterre e Rennes (Francia), Masaryk (Brno, Repubblica Ceca), Pécs (Ungheria) e Jaume I (Spagna) dialogheranno sulla costruzione di modelli universitari sempre più sostenibili, inclusivi e orientati al futuro, capaci di seminare la cultura della sostenibilità nelle comunità accademiche e nei territori di riferimento.

I primi approfondimenti in aula riguardano i vari aspetti legati alla sostenibilità sociale, intesa come strategia fondamentale per costruire comunità universitarie attente e accoglienti, capaci di garantire pari opportunità a tutti gli studenti e le studentesse.

Ampio spazio verrà dato anche alla sostenibilità ambientale e alle sue declinazioni concrete in tema di mobilità, gestione dei rifiuti, economia circolare, alimentazione e incremento delle aree verdi.

Ad arricchire le sessioni formative, workshop interattivi quotidiani e le visite ai laboratori del dipartimento di ingegneria civile, ambientale e architettura e alla Cittadella Universitaria di Monserrato, esempio concreto dell’impegno dell’Ateneo verso l’innovazione e la sostenibilità.

Scadono il 30 giugno le iscrizioni al Premio Internazionale Pula Letteraria 2026, inserito nel programma ufficiale del Festival Pula Letteraria 2026.
Il Premio nasce con l’obiettivo di valorizzare la narrativa contemporanea e dare visibilità ad autrici e autori provenienti da tutta Italia e dall’estero, purché con opere in lingua italiana.
Per completare l’iscrizione è necessario inviare:
  • l’opera in formato PDF;
  • la scheda di iscrizione compilata e firmata;
  • copia del pagamento della quota di partecipazione.
La quota di partecipazione è pari a € 15,00 per ciascuna opera presentata. Tale contributo è richiesto esclusivamente a sostegno delle spese organizzative del concorso, promosso da una ONLUS e realizzato senza finalità di lucro.
Il pagamento può essere effettuato tramite:
Bonifico intestato a Fondazione Pula Cultura Diffusa
IBAN: IT73E0306909606100000176437
Causale: Quota di iscrizione Premio Pula Letteraria
oppure tramite PayPal all’indirizzo fondazione@comune.pula.ca.it
La scadenza per l’invio delle candidature è fissata al 30 giugno 2026.
Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito: https://www.pulaletteraria.it/premio-2026/
Per qualsiasi domanda o necessità è possibile contattare al n. 329 490 33 99.

Questo pomeriggio, alle ore 17.00, presso la sala polifunzionale di Piazza Roma, a Carbonia, verrà presentato il libro di Franco Meloni intitolato: “Volevo essere l’ingegner Carta”. L’autobiografia del manager, scava nelle sue origini, con un viaggio nel passato che riporta i lettori nella Carbonia degli anni ’50 e dove si stagliava la figura dell’ingegner Carta allora direttore generale della Società Carbonifera Sarda e punto di riferimento per l’allora fanciullo che lo portò nel corso della sua vita a conseguire importanti traguardi in ambito sanitario. Apriranno i lavori i saluti istituzionali del sindaco di Carbonia Pietro Morittu.
Converseranno con l’autore: Simona De Francisci, Peppino La Rosa e Giancarlo Gambula.

Sopralluogo questa mattina della Direzione ASL Sulcis Iglesiente e del sindaco di Carbonia nel reparto di Rianimazione dell’Ospedale Sirai, tornato operativo dopo i lavori di adeguamento dell’impianto di climatizzazione.
E’ stata un’occasione per fare visita anche al Pronto Soccorso e al reparto di Medicina, confrontandosi sul percorso di riorganizzazione in atto nel Presidio e sulle novità in ambito territoriale, destinate ad avere ricadute positive anche sull’Ospedale.
Un momento di dialogo tra istituzioni e professionisti sanitari sulle misure che l’Azienda sta mettendo in campo per affrontare al meglio il periodo estivo, garantendo continuità assistenziale e risposte sempre più efficaci ai cittadini.
Un lavoro di squadra che guarda al futuro e punta a rendere sempre più efficienti alcuni servizi strategici, attraverso interventi e progettualità che prenderanno forma nelle prossime settimane.

Il progetto della Fondazione Maria Carta “Voci e strumenti di solidarietà – Musica in corsia” ha fatto tappa ieri, lunedì 22 giugno all’Ospedale Sirai di Carbonia. Dopo Ozieri, Alghero, Cagliari e San Gavino Monreale, la Fondazione Maria Carta, in collaborazione con la Asl del Sulcis Iglesiente, ha riproposto l’iniziativa che porta un momento di conforto, cultura e vicinanza tramite la musica. I pazienti ospitati nei reparti del presidio ospedaliero hanno potuto ascoltare un concerto itinerante a loro riservato, con la partecipazione della cantante Maria Giovanna Cherchi, del duo Fantafolk (Vanni Masala all’organetto e Andrea Pisu alle launeddas) e di Beppe Dettori (chitarra e voce). Momenti di leggerezza e soprattutto di conforto e vicinanza con i suoni e i canti della musica sarda (da “Nanneddu Meu” e “No potho reposare” fino al sassarese di “La mirinzana”), che hanno coinvolto, oltre ai pazienti, i medici e l’intero personale sanitario.

“Curare l’anima” è il messaggio dell’’iniziativa. «Anche questa volta abbiamo portato in ospedale la musica, una carezza quanto mai importante per i pazienti che stanno attraversando momenti difficili – ha detto Leonardo Marras, presidente della Fondazione Maria Carta -. Il nostro viaggio continuerà negli ospedali delle altre province per toccare con mano la sofferenza in luoghi dove si vive anche tanta speranza. E, soprattutto,vedere il lavoro straordinario del personale medico e sanitario.»

«La musica è uno strumento potente per avvicinare le persone in ospedale a momenti più sereni e ridurre le paure, l’ansia e lo stress, facilitando anche unione e solidarietà nei reparti», ha detto in apertura di iniziativa Francesca Bruder, direttrice sanitaria della Asl del Sulcis Iglesiente.

 

La sala Blu del Centro culturale di Iglesias ha ospitato ieri pomeriggio l’evento “Il Cammino che genera Impresa”, organizzato dalla Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara e dal Banco di Sardegna, nel corso del quale sono state appronfondite le reali opportunità di crescita offerte dal territorio e di conoscere i servizi e gli strumenti finanziari specifici messi a disposizione dal Banco di Sardegna per supportare le tue idee imprenditoriali.
Si è parlato delle modalità di avvio di nuove imprese, del consolidamento delle attività esistente e dello sviluppo di nuove iniziative.
L’incontro è stato organizzato dopo la sottoscrizione di un accordo quadro di collaborazione strategica tra il Banco di Sardegna e la Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara, avvenuta il 12 maggio scorso, finalizzato a sostenere lo sviluppo economico, sociale e turistico dei territori attraversati dal Cammino Minerario di Santa Barbara.
L’intesa nasce dalla comune volontà di valorizzare il Cammino come infrastruttura territoriale permanente e motore di crescita sostenibile per il Sulcis Iglesiente, l’Arburese, il Guspinese e per l’intera regione.
Attraverso l’accordo, il Banco di Sardegna metterà a disposizione un sistema articolato di strumenti finanziari e servizi dedicati per accompagnare la nascita e la crescita delle attività economiche legate al Cammino Minerario di Santa Barbara. Particolare attenzione sarà rivolta al microcredito imprenditoriale, pensato per sostenere giovani, donne, nuove imprese e piccoli operatori del territorio che intendano investire nei settori dell’accoglienza, della ristorazione, dell’artigianato identitario, dei servizi turistici, della mobilità sostenibile e dell’innovazione digitale.
L’obiettivo è favorire un accesso più semplice e concreto alle opportunità di impresa anche per chi, spesso, incontra maggiori difficoltà nell’avvio di un’attività economica. Accanto agli strumenti finanziari, il Banco di Sardegna offrirà servizi di accompagnamento e orientamento imprenditoriale, supportando gli operatori nella costruzione dei progetti, nell’accesso ai bandi pubblici, ai contributi a fondo perduto e agli strumenti di finanza agevolata, creando così un percorso di affiancamento stabile dalla fase di avvio fino al consolidamento delle attività.
L’accordo prevede inoltre la realizzazione di attività informative dedicate presso alcune filiali del territorio, che diventeranno punti di riferimento per imprese, giovani imprenditori e comunità locali, con funzioni di consulenza, supporto preliminare all’accesso al credito e accompagnamento allo sviluppo delle iniziative economiche connesse al Cammino.
L’accordo avrà una durata di 36 mesi e prevede anche iniziative di comunicazione condivisa, eventi territoriali e attività di promozione rivolte ai dipendenti del Gruppo BPER, con l’obiettivo di rafforzare la conoscenza e il valore del Cammino Minerario di Santa Barbara come una delle principali esperienze di turismo lento e rigenerazione territoriale dell’Isola.

Il 26 e 27 giugno 2026 si terrà il convegno scientifico internazionale “Gesto, funzione, significato: il tiro con l’arco tra archeologia, tradizione e contemporaneità”. Percorsi materiali, simbolici e sociali dall’antichità al presente, organizzato dagli archeologi Marco Matta, Alessandra Gaviano, Giacomo Paglietti e da Vannuccio A. Serafini con l’ASD Arco Club San Giovanni Suergiu.
L’evento è stato organizzato grazie al patrocinio e al contributo del comune di San Giovanni Suergiu e del Consorzio Sistema Culturale Sardegna e patrocinato dal comune di Carbonia, dall’Università degli Studi di Cagliari e dalla Federazione Italiana Tiro con l’Arco, in collaborazione con la Società Umanitaria e la Fabbrica del Cinema di Carbonia.
La manifestazione si terrà venerdì 26 giugno presso il museo archeologico Villa Sulcis di Carbonia e sabato 27 giugno presso l’aula consiliare del comune di San Giovanni Suergiu. Il convegno si propone di esplorare, in prospettiva interdisciplinare e diacronica, la storia, la funzione e il significato del tiro con l’arco in differenti contesti culturali e cronologici, indagando la pratica arcieristica non soltanto come disciplina agonistica ma anche come espressione simbolica, sociale e identitaria. Il programma vede la partecipazione di ricercatori affiliati a università e istituti di ricerca italiani e internazionali.
Il convegno vede, inoltre, la collaborazione della Soprintendenza ABAP, delle associazioni culturali Quadrifoglio ’95, D’Altra Parte, della Pro Loco San Giovanni Suergiu, del Sistema Bibliotecario Interurbano del Sulcis, di UNICApress e della rivista Traces in Time.