La Regione Sardegna proroga di due settimane la pesca del riccio. Ignazio Locci: «Una scelta inopportuna e non condivisibile»
La fine della stagione della pesca del riccio, a Sant’Antioco, viene solitamente salutata con favore: un sollievo per chi vive in quest’isola, ha a cuore la sua tutela e conservazione, e sa bene quanto sia profondamente in sofferenza questa preziosa risorsa, che evidentemente non è eterna. Alcuni anni fa, infatti, proprio in ragione della sua sofferenza, era stato imposto lo stop alla pesca per favorirne il ripopolamento (ordinanza poi inspiegabilmente revocata anzitempo).
«Ma nonostante gli studi certifichino quanto questo patrimonio sia in diminuzione – commenta il sindaco del comune di Sant’Antioco, Ignazio Locci – la Regione ha deciso di prorogare la pesca fino al 16 maggio, che si sarebbe invece dovuta concludere il 2. Trovo oltremodo inopportuna la scelta di estendere la normale stagione di pesca del riccio sulla base di maltempo e inverno rigido e conseguenti mancati guadagni per gli operatori. Molto più logico, e anche usuale, alla luce appunto dei mancati guadagni che comprendo e rispetto, concedere dei ristori economici, piuttosto che offrire la possibilità di proseguire nella pesca di una risorsa che, diciamolo, sappiamo bene in questo periodo essere peraltro rappresentata da esemplari cosiddetti “vuoti” o comunque non al meglio della “forma”: insomma, uno spreco inutile che si sarebbe potuto evitare con un pizzico di buon senso in più.»
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