Il cortometraggio di Paolo Carboni “Stelle nel pozzo” verrà presentato a Carbonia il 6 luglio all’Arena Mirastelle
Lunedì 6 luglio 2026, alle ore 21.30, l’Arena Mirastelle di Carbonia ospiterà la presentazione di “Stelle nel Pozzo”, il nuovo cortometraggio scritto e diretto da Paolo Carboni, prodotto da Areavisuale Film con Terra de Punt (Salvatore Cubeddu) e Art&Show Srl (Maria Elena Garau). L’evento è organizzato dal Centro Servizi Culturali della Società Umanitaria di Carbonia in collaborazione con la casa di produzione Areavisuale Film, e si avvale del contributo della Regione Autonoma della Sardegna e del comune di Carbonia, con il sostegno del Centro Servizi Culturali della Società Umanitaria Cineteca Sarda di Cagliari. L’ingresso alla proiezione è gratuito e aperto alla cittadinanza.
La storia. Carbonia, fine anni ’80. Dopo la chiusura delle miniere, la città vive gli effetti della crisi postindustriale: disoccupazione, degrado, senso di abbandono. In questo contesto, Caterina (interpretata da Elisa Luciano) e Cinzia (interpretata da Manuela Cambuli), sedici anni, amiche unite dalla passione per la pallavolo, cercano un futuro diverso da quello che la loro terra sembra riservare loro. Caterina nasconde una fragilità dietro un carattere forte: la crisi mineraria ha segnato la sua famiglia e lei sogna di allontanarsi da una realtà che sente soffocante. Cinzia condivide lo stesso desiderio di fuga. Le due ragazze finiscono così coinvolte in situazioni rischiose, in una spirale da cui diventa sempre più difficile uscire, fino a un epilogo drammatico. Liberamente ispirato a una vicenda sarda rimasta a lungo senza una piena risoluzione, il film racconta amicizia e ricerca di dignità in un contesto di marginalità, offrendo uno sguardo sulla Sardegna post-industriale e sulle sue contraddizioni, tra ferite sociali e capacità di resistenza.
Lo sguardo del regista. «Stelle nel Pozzo nasce dal desiderio di tornare su una storia già raccontata più volte, ma di farlo da una prospettiva diversa: quella della condizione di vita delle giovani coinvolte – spiega il regista Paolo Carboni -. Mi interessa meno la cronaca e più ciò che la cronaca lascia spesso fuori: l’adolescenza in una Sardegna post-industriale di fine anni ’80, fatta di amicizie profonde, sogni di fuga e fragilità acuite dal contesto sociale.»
La regia segue un approccio naturalistico – luce naturale, ambienti reali, una macchina da presa discreta che osserva senza giudicare. Il montaggio, essenziale e con tempi dilatati, lascia spazio alle protagoniste e alla loro forza espressiva. Il formato anamorfico dona al racconto un respiro cinematografico, allontanandolo dai toni della cronaca nera per restituire dignità alle protagoniste come personaggi, non come casi di cronaca.


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