7 April, 2026

Venerdì 10 alle 10.00 e domenica 12 aprile alle 9.30, nella spiaggia di Fontanamare a Gonnesa e nella prima spiaggia di Porto Pino, sono in programma due giornate della 36ª campagna di Legambiente Sardegna “Spiagge e Fondali Puliti 2026” .
Obiettivo della campagna è quello di denunciare l’incuria e l’abbandono delle coste, accendere i riflettori sulla raccolta differenziata e la gestione sostenibile dei rifiuti, promuovere la tutela dell’ecosistema marino.
Quest’anno lo slogan della campagna è “tiriamolisù, una spiaggia più pulita è una spiaggia più felice”.
Non è un caso che l’immagine scelta per questa edizione 2026 di “Spiagge e Fondali Puliti” sia una “faccina” triste realizzata con i rifiuti spiaggiati, che però può ritrovare presto il sorriso grazie all’impegno e ad una maggiore cura dei cittadini come testimonia la clip pubblicata sui social di Legambiente.
Legambiente ricorda che il marine e il beach litter, ossia il tema dell’abbandono dei rifiuti in spiaggia o in mare, è un’emergenza seria e importante da affrontare. Sulle spiagge di tutta la Penisola spopolano troppi rifiuti di ogni genere, forma e tipo.
Quest’anno la campagna, insieme all’indagine Beach Litter, porterà in primo piano il tema dei mozziconi di sigaretta. Un’emergenza silenziosa figlia di un grave gesto di inciviltà ma anche della carenza di politiche e controlli.
L’abbandono dei mozziconi di sigaretta in spiaggia o in mare, così come quella dei rifiuti, rappresenta una minaccia anche per la biodiversità e per diverse specie a rischio.
In Italia tra quelle più a rischio c’è ad esempio il fratino (Anarhynchus alexandrinus), piccolo uccello che nidifica proprio in questo periodo lungo gli ecosistemi dunali e le spiagge naturali delle coste.

Prenderà il via mercoledì 8 aprile a Carbonia, alla presenza dei principali protagonisti del mondo della sanità del Sulcis, la terza giornata della Scuola di formazione politica promossa dai Riformatori Sardi e incentrata appunto sulla sanità (Hotel Lu, via Costituente, ore 17.00).

Dopo i saluti istituzionali del Sindaco, Pietro Morittu, e del Vicesindaco, Michele Stivaletta, e l’introduzione del responsabile della Scuola di formazione, Umberto Ticca, si aprirà l’analisi e il confronto sullo stato della sanità sarda tra emergenze, nodi strutturali e soluzioni, con un’attenzione particolare al Sulcis. Il cuore del confronto sarà sul Manifesto sulla salute, un documento che di incontro in incontro si arricchisce di nuovi spunti e contributi.

Sarà Franco Meloni, uno dei più autorevoli manager della sanità, a guidare subito dopo la tavola rotonda incentrata sul Manifesto e le cure di cui necessita la sanità sarda. Parteciperanno, chiamati a dare il loro contributo per un ulteriore arricchimento del documento in fase di predisposizione, Daniele Maria Agulli, Dirigente ARES Sardegna e Segretario regionale FEDIR; Paolo Cannas, Direttore generale Asl Sulcis Iglesiente; Salvatore Ierna, Direttore F.F.S.C. Cardiologia Sulci Iglesiente; Rosaria Montisci, medico di base –Narcao; Carlo Murru, Direttore Distretto socio-sanitario di Iglesias. Le conclusioni saranno affidate ad Andrea Tunis.

Il terzo appuntamento della Scuola di formazione politica rappresenta un nuovo momento di confronto dedicato alle criticità, all’analisi dei problemi, alla ricerca delle soluzioni e alle prospettive del sistema sanitario regionale.

La Scuola di formazione politica, che nell’edizione 2026 è itinerante (verranno toccate diverse città della Sardegna) e incentrata sulla sanità, nasce proprio dalla volontà di mettere attorno allo stesso tavolo i principali protagonisti del settore sanitario per condividere analisi, esperienze e possibili linee di intervento in una fase particolarmente delicata per la sanità sarda.Non a caso, gli appuntamenti hanno come filo conduttore il “Manifesto sulla sanità” che verrà illustrato al ministro della Sanità, Orazio Schillaci, nella giornata in programma il 10 aprile a Cagliari.

Preparatevi a vivere una serata che rimarrà nella storia del Pilau International Fest. Sabato 16 maggio, Piazza Principato di Monaco, a Calasetta, si accenderà con le note degli of NEW TROLLS, un nome che da 60 anni rappresenta l’eccellenza della musica italiana nel mondo.
A guidare la band sul palco ci saranno i due pilastri originali, Gianni Belleno e Nico Di Palo, pronti a farci sognare con i successi che hanno segnato intere generazioni. Dai ricordi del tour con Fabrizio De André alle vette del “Concerto Grosso”, fino alle collaborazioni internazionali e ai nuovi successi, gli of NEW TROLLS portano a Calasetta l’energia di chi ha scritto le pagine più belle del rock progressivo e della canzone d’autore.
Sarà un viaggio incredibile tra passato e presente, un’occasione unica per festeggiare insieme i loro 60 anni di carriera proprio qui, tra il bianco delle nostre case e l’azzurro del nostro mare. Non mancate!

Ieri ha seguito il derby dalla tribuna, attaccato alla recinzione per dare indicazioni ai suoi calciatori che hanno eseguito tutto alla perfezione, aggiudicandosi la vittoria e i tre punti in palio che valgono tantissimo in prospettiva salvezza. Grazie ai concomitanti risultati delle dirette concorrenti, il Carbonia è salito al settimo posto con 36 punti, e il vantaggio sulla quota playout è ora di cinque punti. Graziano Mannu ieri pomeriggio, al termine del derby, negli spogliatoi del Comunale “Carlo Zoboli, non ha potuto rilasciare interviste, perché squalificato per una giornata dopo l’espulsione rimediata la scorsa settimana sul campo della capolista Ossese, lo ha fatto stamane, esprimendo tutta la sua soddisfazione per la prestazione fornita dalla sua squadra e per l’importantissimo passo in avanti compiuto in classifica e nella corsa salvezza.

Graziano Mannu

Il Carbonia domina il derby con l’Iglesias, vince 2 a 0 con goal dell’ex Tomas Pavone e Fabricio Ponzo e sale al 7° posto in classifica.  La squadra di Graziano Mannu ha confermato un ottimo periodo di forma, dopo il pari ottenuto sul campo della capolista Ossese, vincendo il derby davanti al pubblico delle grandi occasioni, in uno splendido pomeriggio primaverile.
Prima del fischio d’inizio si è svolta l’iniziativa “NO WAR – SAVE THE CHILDREN” organizzata dalla società biancoblù insieme ai Carbonia Ultras. I calciatori delle due squadre sono entrati in campo accompagnati da 22 bambini che indossavano una maglietta bianca con la scritta “NO WAR – SAVE THE CHILDREN” con in mano un palloncino bianco e in tribuna gli Ultras hanno esposto un lunghissimo striscione con la scritta “I bambini devono giocare, non morire” e un altro quadrato nel quale erano raffigurati bambini impegnati nei loro giochi in un territorio pieno di macerie causate dagli ordigni bellici.
Carbonia al gran completo, nell’Iglesias una sola assenza, quella dello squalificato Vincent Di Stefano.
Il Carbonia è sceso in campo con una grande determinazione, deciso a sbloccare subito il risultato e indirizzare la partita dalla sua parte e al 10′ è andato in goal con l’ex Tomas Pavone, a conclusione di una splendida azione manovrata: ha assunto l’iniziativa sulla trequarti campo avversaria Lorenzo Melis, appoggio su Andrea Mastino che ha saltato due avversari e ha cambiato gioco sulla destra su Leonardo Boi, tocco al limite dell’area per Andrea Porcheddu, assist di prima intenzione su Tomas Pavone in piena area che ha “bruciato” il suo marcatore Romain Leroux-Batte e na battuto Riccardo Daga con un destro forte e angolato. Per Tomas Pavone si tratta dell’11° goal in campionato.
Il Carbonia, pur giocando il primo tempo contro vento, ha continuato a mantenere un atteggiamento molto aggressivo in tutte le zone del campo e ha concesso poco all’Iglesias che si è resa pericolosa solo con un calcio d0angolo indirizzato direttamente su Maurizio Floris che ha respinto con i pugni. Nel finale del tempo è stato ancora il Carbonia a rendersi pericoloso con uno scatenato Lorenzo Melis e Leonardo Boi.
Nel secondo tempo, dopo una prima fase priva di grandi emozioni, Gianfranco Ibba ha cercato di scuotere i suoi inserendo al 55′ Renato Piga x Mauro Abbruzzi e al 61′ Antony Cancilieri per Bartolomeo Erbini ma al 62′ ha subito il raddoppio del Carbonia: calcio d0’angolo di Andrea Porcheddu, Tomas Pavone ha cercato la girata al volo, il pallone è stato ribattuto da Romain Leroux-Batte, nella mischia si è infilato Fabricio Ponzo che ha avuto la lucidità di calciare con il destro a botta sicura nell’angolo alla destra di Riccardo Daga.
Sul 2 a 0 la partita non ha avuto più storia, Gianfranco Ibba per tenere due fuoriquota in campo, ha inserito il portiere Fabio Slavica per Riccardo Daga ed Edoardo Piras per Mirko Fidanza.

L’Iglesias si è sbilanciata nel tentativo di creare qualche problema alla difesa del Carbonia che in contropiede ha avuto più volte l’occasione per andare ancora in goal, con Tomas Pavone (non ha centrato la porta rimasta sguarnita dopo un errore di Fabio Slavica), Ayrton Hundt e Andrea Porcheddu. Nel finale Graziano Mannu, in tribuna perché squalificato dopo l’espulsione rimediata a Ossi, ha inserito Brisciani, Barrenechea e Basciu, al posto di Andrea Mastino, Lorenzo Melis e Tomas Pavone; Gianfranco Ibba ha effettuato l’ultimo cambio, inserendo Alberto Piras per Tomaso Arzu. Al triplice fischio finale, dopo quasi 7′ di recupero, è esplosa la festa in casa biancoblù.

Il Carbonia fa uno scatto importante verso la salvezza, agganciando l’Iglesias a quota 36 punti. Per la salvezza matematica potrebbe essere sufficiente un punto nelle ultime tre partite. Anche l’Iglesias ora deve guardarsi alle spalle, perché la salvezza non è ancora certa. La squadra rossoblù, campione d’inverno con 29 punti e vincitrice della Coppa Italia, nel girone di ritorno ha avuto un calo vistoso, testimoniato dai numeri: 78 punti messi insieme in 12 partite, con una vittoria, quattro pareggi e ben otto sconfitte.
Carbonia: Floris, Mastino Andrea (87′ Brisciani), Mastino Fabio, Gurzeni, Zazas, Hundt, Ponzo, Boi, Pavone (92′ Basciu), Porcheddu, Melis (91′ Barrenechea). A disposizione: Saiu, Tatti, Carboni, Serra, Ollargiu, Massoni. All. Graziano Mannu (squalificato), in panchina Fabrizio Manca.
Iglesias: Daga Riccardo I (75′ Slavica), Crivellaro, Arzu (88′ Piras Alberto), Leroux-Batte, Fidanza (75′ Piras Edoardo), Abbruzzi (55′ Piga), Alvarenga, Frau, Salvi Costa, Erbini (61′ Cancilieri), Capellino. A disposizione: Daga Riccardo II, Tiddia, Corrias, Mancini. Allenatore: Gianfranco Ibba.
Arbitro: Gabriele Dascola di Cagliari.
Assistenti di linea: Giuseppe Puddu di Oristano e Annamaria Sabiu di Carbonia.
Marcatori: 10′ Pavone (C), 62′ Ponzo (C).
Ammoniti: Mastino Andrea (C), Melis (C), Fidanza (I).
Spettatori: 500.
Giampaolo Cirronis

Una rete capillare di assistenza, più vicina ai cittadini e supportata dalla tecnologia: il Sulcis Iglesiente si prepara a cambiare volto alla sanità territoriale.
Tra maggio e giugno saranno inaugurate sei nuove Case di Comunità, organizzate secondo un modello “hub & spoke” con centri Hub a Carbonia (San Ponziano) e Iglesias (PO Santa Barbara) e sedi spoke a Carloforte, Giba, Sant’Antioco e Fluminimaggiore (pressso le attuali Case della Salute). Strutture pensate per semplificare l’accesso alle cure e rafforzare il legame tra territorio e servizi sanitari nelotica di un nuovo e concreto coinvolgimento delle Conunità.
Un progetto che prende forma dopo settimane di sopralluoghi e confronti diretti con operatori sanitari, medici di medicina generale e amministratori locali. Un lavoro di ascolto e pianificazione condivisa, con un obiettivo preciso: costruire una sanità più moderna ed efficiente.
Le nuove Case di Comunità saranno dotate di servizi innovativi per telemedicina, teleconsulto e telemonitoraggio, strumenti destinati a rivoluzionare la presa in carico dei pazienti. Grazie a queste tecnologie, medici di famiglia e specialisti potranno collaborare in tempo reale, riducendo tempi di attesa e migliorando l’efficacia delle cure.
Al centro del progetto, la gestione delle patologie croniche: scompenso cardiaco, broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e diabete. Il telemonitoraggio consentirà di seguire i pazienti a distanza in modo continuativo, intercettando precocemente eventuali peggioramenti e intervenendo prima che si trasformino in emergenze.
Una strategia che punta a ridurre ricoveri e accessi al pronto soccorso, alleggerendo la pressione sugli ospedali e migliorando al tempo stesso la qualità della vita dei cittadini.

Nello stesso periodo sarà operativo anche il primo Ospedale di Comunità presso il Presidio Santa Barbara di Iglesias: una struttura intermedia dedicata ai pazienti che non necessitano più di cure intensive, ma che hanno ancora bisogno di assistenza clinica e monitoraggio.
Un tassello fondamentale per garantire continuità nelle cure e accompagnare in modo sicuro il percorso di recupero.

Finanziati con fondi del PNRR, gli interventi in corso segnano un importante salto di qualità nei servizi sul territorio, puntando su innovazione e assistenza di prossimità per garantire cure più accessibili, continue ed eque.

Tradizione e folklore, fede e devozione, cultura e intrattenimento saranno ancora una volta i cardini su cui si regge la festa di Sant’Antioco Martire, patrono di Sardegna, giunta alla 667ª edizione. Dal 16 al 20 aprile prossimi Sant’Antioco si vestirà a festa per rendere omaggio al Santo di tutti i sardi, in un tripudio di colori e sapori. E se gli immancabili appuntamenti simbolo della tradizione e della spiritualità si ripetono da secoli (la processione de Is Coccois in programma sabato 18 e la processione Solenne di lunedì 20, giorno de Sa Festa Manna) il forbito cartellone di eventi laici si arricchisce e si rinnova di anno in anno, spaziando tra musica di qualità e iniziative che ambiscono a celebrare le eccellenze antiochensi, nel segno della tradizione più profonda.

Musica dal vivo con il concerto clou de “Le Vibrazioni” in piazza Ferralasco alle 21.30 di sabato 18 aprile, e con l’esibizione dell’armonicista sardo agli onori della ribalta Moses Concas, in piazza De Gasperi alle 20.00 di domenica 19 aprile. I due spettacoli saranno preceduti dal live della band antiochense Wa’ in bon’ora, che porterà sul palco di piazza Italia lo spettacolo “Furasantus”, venerdì 17 aprile alle 20.00. Non solo musica, grazie all’evento “Cammino dei sapori e delle tradizioni della festa di Sant’Antioco”: itinerario con stand enogastronomici e artigianali dedicati alle tradizioni ed eccellenze locali tra Piazza Italia, Corso Vittorio Emanuele, Piazza Umberto, Via Regina Margherita e Piazza De Gasperi. Un cammino ideale del gusto impreziosito dallo Show Cooking a cura dello chef antiochense premiato da “Gambero Rosso”, Achille Pinna, dall’incontro con Ylenia Parente, che proporrà una dimostrazione sulle tecniche di lavorazione della pasta fresca, dalla preparazione e degustazione di ricette tipiche della cucina antiochense a cura dell’Associazione Cuochi Cagliari Sud Sardegna, e dalla gara di cucina con gli allievi dell’Istituto Alberghiero di Sant’Antioco.

E poi cultura, folklore e tradizione a partire da giovedì 16, con il Convegno “Liturgia, devozione e santità nel Mediterraneo moderno”, presso l’aula consiliare, alle 17.30: nell’occasione, il giovane e talentuoso artista sardo Jacopo Scasselati presenterà la sua scultura raffigurante Antioco Martire; tre giornate di Cori e animazione folkloristica itinerante nelle vie del centro: nella sera di sabato 18 con il coro “Eufonia” di Gavoi e il coro “Priamo Galisay” di Nuoro e doppio appuntamento domenica 19, alle 10.30 e alle 18.30, con i cori “Eufonia” di Gavoi, “Priamo Galisay” di Nuoro, “Su BonuCaminu” di Ardauli e il gruppo Folk “Is Massaieddas” di San Nicolò D’Arcidano, insieme ai suonatori di launeddas. Infine, lunedì 20, dalle 17.30, “Aspettando la Processione”, intrattenimento folk con cori polifonici e suonatori di launeddas su cinque postazioni suddivise tra il lungomare Cristoforo Colombo, piazza Italia e piazza Umberto.

Tornano anche le bellissime Traccas, vere e proprie opere d’arte che ornate a festa verranno esposte nelle vie del centro sabato (alle 17.00) e domenica (alle 10.00). Menzione speciale per “Intrecci al Telaio” – Dimostrazione di tessitura con telaio dell’800 ed esposizione manufatti a cura delle sorelle Pes, presso il Palazzo del Capitolo – Piazza De Gasperi, sabato (dalle 17.00), domenica e lunedì dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00, e per “Giochi dei nonni” Animazione per bambini, attività ludiche della tradizione in Piazzetta Efisio Piria, dalle 17.00 di domenica 19.

Ma il giorno più importante al centro del considerevole programma, quello che stringe le maglie della comunità antiochense da 667 anni all’insegna della fede e della devozione, è “sa Festa Manna” del lunedì, che come da tradizione si celebra 15 giorni dopo Pasqua con la processione solenne in onore del Santo Patrono (trasmessa in diretta TV e in streaming su Videolina), in cui il simulacro di Antioco e le sue reliquie sfilano per le vie della città accompagnati da gruppi folkloristici e a cavallo, cori e suonatori di launeddas, preceduta dalla Solenne celebrazione eucaristica nella basilica di Sant’Antioco Martire presieduta dal Vescovo della Diocesi di Iglesias, monsignor Mario Farci. Chiuderà la giornata di “Festa Manna” lo spettacolo pirotecnico nel lungomare cittadino, alle 22.00.

«Come ogni anno ci siamo impegnati con devozione con lo scopo di offrire a cittadini e ospiti un ricco programma – commenta il sindaco Ignazio Locci – a partire dai consueti appuntamenti con la tradizione e la fede, dalla processione nelle principali strade del paese del simulacro e delle reliquie del Patrono, fino ai fuochi d’artificio che si specchiano in laguna. E poi musica di qualità, eventi nel segno della tradizione e del folklore. Mi preme, ancora una volta, porre l’accento su quanto sia dispendiosa l’organizzazione di questo momento di comunità e festa, l’appuntamento più importante per la comunità antiochense: si tratta di un’attività che dura mesi e che coinvolge diversi uffici comunali, nonché numerose associazioni, locali e non soltanto. Tutti chiamati a fornire il proprio impegno per assicurare che ogni singolo evento si svolga in sicurezza e nel migliore dei modi possibili. I miei ringraziamenti, a nome della comunità, vanno dunque a coloro che si adoperano per garantire questi giorni di festa.»

«Il “Cammino dei Sapori” nasce da un’idea semplice ma forte: mettere al centro la nostra Festa, l’Isola, le sue tradizioni e le persone che ogni giorno le tengono vive – dice l’assessora del Turismo e delle Attività produttive Roberta Serrenti – vogliamo valorizzare ciò che siamo, partendo dalle eccellenze enogastronomiche e artigianali che raccontano la nostra storia, come il vino Carignano e l’abito tradizionale, trasformandole in una risorsa concreta per il territorio. Attorno alla figura del Santo possiamo costruire qualcosa di ancora più grande: un attrattore turistico che unisca la fede, la devozione e il senso di comunità con i sapori, i prodotti e le tradizioni che rendono unica la nostra Terra. È un modo per accogliere visitatori non solo come turisti, ma come ospiti, offrendo loro un’esperienza vera e unica. Questa è anche una scelta politica chiara: investire nelle nostre radici per creare opportunità, lavoro e sviluppo sostenibile. Con una promozione sempre più mirata, vogliamo raccontare la festa come un’esperienza autentica e condivisa, capace di rafforzarne il valore, consolidarla nel panorama regionale e darle il riconoscimento che merita, portandola anche su scenari nazionali.»

«La festa di Sant’Antioco è l’appuntamento più sentito e identitario della nostra comunità, il momento in cui fede, tradizione e cultura si intrecciano e si rinnovano da secoli – aggiunge l’assessore della Cultura Luca Mereu – la 667ª edizione conferma il valore profondo di questa celebrazione, con al centro la solenne processione del Santo, espressione di una devozione popolare autentica e partecipata. Accanto alla dimensione religiosa, il programma valorizza anche il folklore e la cultura. Tra le novità di quest’anno spiccano le giornate dedicate al folklore con traccas itineranti nel centro cittadino, momenti musicali e balli tradizionali e la partecipazione di gruppi femminili per celebrare il centenario del Nobel di Grazia Deledda. Previsti inoltre momenti di musica liturgica dedicati al Santo, con l’esibizione di musicisti di fama come Moses Concas e un convegno storico sulla devozione popolare a Sant’Antioco, durante il quale verrà donata alla cittadinanza la statua del Santo. Un programma che racconta una comunità viva, orgogliosa delle proprie radici e sempre più consapevole del valore del proprio patrimonio identitario.»

Archiviato l’ultimo turno di riposo, il campionato di Eccellenza regionale riparte per la volata finale. Il pareggio imposto dal Carbonia alla capolista Ossese ha riaperto i giochi per la prima posizione che vale la promozione diretta al termine della stagione regolare, con tre squadre racchiuse in 4 punti: Ossese 52 punti, Ilvamaddalena 49, Nuorese 48. Oggi 4 aprile al Comunale “Franco Frogheri”, è in programma Nuorese-Ossese…

Alle spalle delle tre squadre di testa s’è creato il vuoto, con quattro squadre in corsa per gli ultimi due posti per i playoff, con l’attenzione rivolta al divario tra la seconda e la quinta e tra la terza e la quarta, perché il primo turno di play off si disputerà solo se il divario non sarà superiore ai 9 punti. Alla vigilia della 12ª giornata di ritorno, tra Ilvamaddalena (2ª) e l’Atletico Uri (5°) ci sono 9 punti, tra Nuorese (3ª) e Tempio (4°) 6 punti. Sperano ancora di riagganciare il 5° posto il Lanusei (6°, distanzato di 12 punti dall’Ilvamaddalena) e l’Iglesias (7ª), a 13 punti dall’Ilvamaddalena.

Gli ultimi risultati hanno allontanato sensibilmente l’Iglesias dal quinto posto. Quando è stato chiamato a ricoprire la guida della squadra dopo le dimissioni di Giampaolo Murru, Gianfranco Ibba ha ricevuto dal presidente Giorgio Ciccu un mandato preciso: portare la squadra ai playoff. Arrivato dopo la settima giornata con la squadra al 7° posto a 12 punti dalla capolista Ossese e 10 dall’Ilvamaddalena seconda, la squadra rossoblù ha centrato una vittoria sul campo del Sant’Elena, interrompendo un digiuno di vittorie che durava dalla 14ª giornata di andata, 2 a 1 sul Lanusei, e messo insieme tre pareggi consecutivi: 1 a 1 con il Tortolì, 1 a 1 a Buddusò, 0 a 0 con il Tempio. Per sperare ancora nei playoff l’Iglesias dovrebbe fare un filotto di quattro vittorie nelle ultime quattro giornate: a Carbonia, in casa con il Santa Teresa, a Lanusei e in casa con il Villasimius.

Il derby della vigilia di Pasqua al “Carlo Zoboli” di Carbonia promette emozioni, perché le ambizioni play off dell’Iglesias si scontrano con quelle salvezza del Carbonia, rilanciate da tre vittorie casalinghe e un pareggio esterno nelle ultime cinque giornate. Oggi Iglesias e Carbonia sono divise in classifica da soli tre punti, situazione che testimonia il grande equilibrio del campionato, nel quale con una vittoria o una sconfitta si passa dai margini della zona playoff a quelli della zona playout. Il Carbonia guarda avanti con fiducia e punta a mettere insieme nelle ultime quattro partite (dopo il derby, trasferta a Cagliari con la Ferrini, poi in casa con l’Atletico Uri e, infine, sul campo della vicecapolista Ilvamaddalena) i punti che mancano per arrivare alla salvezza diretta, ma nei giorni di riposo dello scorso fine settimana il pensiero di tanti è tornato alle numerose occasioni perse, in particolare alla clamorosa sconfitta interna subita con il Sant’Elena alla terza giornata di ritorno, oggi matematicamente retrocesso (dopo Carbonia ha raccolto 1 solo punto in 8 partite giocate).

Il derby, come sempre, sfugge a tutti i pronostici. All’andata, al Monteponi, il 30 novembre, si impose l’Iglesias per 2 a 1, ma il Carbonia lasciò il campo con tanti rimpianti. Nel primo tempo, sullo 0 a 0, la squadra di Graziano Mannu sciupò due grandi occasioni con Leonardo Boi e l’Iglesias sbloccò il risultato al 41’ con un calcio di rigore tra sformato da Joel Salvi Costa. Il Carbonia riportò il risultato in parità con un goal dell’ex Tomas Pavone al 77’, spinto dall’entusiasmo cercò il goal della vittoria e venne punito da Joel Salvi Costa, in goal di testa su assist di Nicolas Capellino, per la doppietta personale.

Negli ultimi giorni di vigilia è cresciuta l’attesa per una partita che promette di riportare sulla tribuna del “Carlo Zoboli” il pubblico delle grandi occasioni.

Il fischio d’inizio è fissato alle ore 16.00. Dirigerà Gabriele Dascola di Cagliari, assistenti di linea Mirko Pili e Giuseppe Puddu di Oristano.

Giampaolo Cirronis

Da Narcao, piccolo grande paese del Basso Sulcis, è arrivata una giornata che va oltre lo sport e parla direttamente all’anima.
Le Vecchie Glorie del calcio sardo, che per anni hanno fatto sognare sui campi, oggi continuano a lasciare il segno fuori dal terreno di gioco. Non più solo protagonisti di partite, ma testimoni di valori profondi: solidarietà, impegno e responsabilità verso gli altri.
È proprio grazie a loro e al loro instancabile spirito che ha preso vita un’importante iniziativa di sensibilizzazione sulla talassemia. Un momento intenso, reso possibile anche dalla sensibilità del Sindaco e dell’amministrazione comunale di Narcao, che hanno accolto con attenzione e partecipazione questo messaggio.
Le parole dei relatori, il dottor Pietro Manca, la dottoressa Maria Serrau e il moderatore, il dottor Paolo Porcella, hanno dato voce a una realtà che non può e non deve essere ignorata. Una realtà che chiede consapevolezza, vicinanza, ma soprattutto azione.
E proprio qui emerge il messaggio più forte: il bisogno di coinvolgere le nuove generazioni, troppo spesso distanti da queste tematiche. Perché donare il sangue non è solo un gesto medico, ma un atto d’amore, un legame invisibile che unisce chi dona a chi riceve.
Le Vecchie Glorie lo sanno bene: oggi come ieri, il vero valore non sta solo nel vincere, ma nel fare la differenza. E a Narcao, ancora una volta, hanno dimostrato che il cuore può battere forte anche lontano da uno stadio.
Donare è vita…diventa protagonista pure tu.
Antonio Mura

Pietro Cui, famiglia originaria di Desulo, nasce a Iglesias nel 1942 e fin da bambino, dopo aver frequentato solo la quarta classe di scuola elementare, viene avviato all’attività di pastorello.
Sono gli anni Cinquanta e la poesia estemporanea, con valenza di intrattenimento e talvolta come disputa competitiva, era un radicato fenomeno che alimentava in modo determinante la cultura orale del mondo pastorale e contadino. La poesia nasceva e veniva coltivata nella naturalezza e trasmessa con semplicità, da maturi poeti, nelle lunghe giornate trascorse al pascolo o nelle faccende agricole. La solitudine dei lavori di campagna erano spesso – almeno per i giovani più dotati e appassionati – occasione per improvvisare versi e familiarizzare nel costruttivo realizzo delle rime in endecasillabo: metrica regina delle otadas che animavano le esibizioni in su palcu dei rinomati poeti come tziu Remundhu Piras, e altri di qualità, in occasione delle gare strutturate a tema per le feste patronali. Sa gara era da considerare un distintivo evento sociale condiviso e per dimensione una vera forma di teatro sardo popolare, dopo la regolarizzazione operata nel 1896 dall’aedo ozierese Antoni Cubeddu.
Certamente anche il piccolo pastorello Pietro ascoltava sos mannos, i poeti de sa pinneta, e memorizzava la struttura dell’ottava, la rima e le diverse forme metriche in una libera formativa scuola di oralità che formerà il futuro poeta estemporaneo e a taulinu. Attraverso sistematiche letture acquisisce una vasta cultura letteraria e di conoscenze che, sapientemente e con intenso lirismo, riversa nella poesia sarda scritta e cantata.
Con l’idea di migliorare la propria condizione sociale, matura l’intenzione di emigrare. Dieci anni tra Torino e Milano, svolgendo il lavoro di carpentiere edile, fino a riconsiderare, nel 1978, il fattibile progetto di rientro nell’Isola; si ristabilisce, con moglie e i quattro figli, nel luogo identitario d’origine. Il rientro a Iglesias significa anche una determinata ripresa dell’attività poetica che lo porta a distinguersi come abile e apprezzato improvvisatore de sustantzia e di piacevole espressiva teatrale gestualità.
Di Pietro Cui, dotato di una voce melodiosa, energica e di vigoria espressiva, si ricordano memorabili disputas: a Nurachi nell’edizione 2013 de Sa Gara, documentata come video in You Tube; l’eccezionale concorso di poesia estemporanea, nel 1989 a Silanus, in cui conseguì un importante riconoscimento da una commissione giudicante composta, tra gli altri, dal silanese Francesco Mura e dall’illoraese Giovanni Antonio Carta e nella sua Iglesias, artefice di apprezzate gare poetiche in logudorese, in occasione dei festeggiamenti settembrini in onore della Madonna di Valverde. Tantissime le affermazioni e attestati ricevuti, in diversi premi letterari, che legittimano la qualità e concettualità delle composizioni meditate a taulinu.
La considerevole produzione lirica di Pietro Cui è raccolta nel volume “Umiles Poesias” e nella corposa silloge “Da Su Colle De Su Bonu Caminu”, pubblicata postuma, ma fedele alle scelte operate a suo tempo dallo stesso autore; l’opera, a cura del prof. Mario Urru, è stata fortemente voluta dalla figlia Susanna Cui che ne ha amorevolmente seguito la pubblicazione e così realizzato il sogno di immortalare i versi del genitore-poeta, scomparso il 30 settembre 2016.
Un lascito letterario, quello di Pietro Cui, con una vastità di argomenti, sentimenti e ricca gamma di emozioni esplorate; un autore sensibile che ha “sondato” con semplicità il mondo interiore ed esteriore con estrema versatilità poetica.

Cristoforo Puddu

A SA MADONNA DE SU BONU CAMINU
Da su Colle de su Bonu Caminu
O Madonna cun sa tua potentzia
Beneighe sa nostra residentzia
Ogni umanu e vivente cittadinu.
Laores animales cun terrinu
Cun sa sublime tua magnificentzia
Manda salude paghe e beneficentzia
Da s’altu chelu cun Deus divinu.
Domines ogni cosa ’e sa natura
Maria dae s’altu ’e sa collina
Terra ortos binzas e pastura.
Da sa nostra ariosa montagnina

Sas baddes cun tottu s’agricoltura
Da sos montes finas a sa marina.

MODA A SA SARDIGNA
Isterrida
Po render a sos posteros s’idea
Tue puru possedis un’istoria
As lassadu s’impronta in sa memoria
De un’era patida orrenda e fea.
Po sos dirittos tuos in pelea
As affrontadu lottas e cunflittos
Sentza paura de inimigas flottas
Mandande a monte sos disignos suos.
In pelea po sos dirittos tuos
As affrontadu lottas e cunflittos
In pelea po sos tuos dirittos
As affrontadu cunflittos e lottas.
Sentza paura de inimigas flottas
Mandande a monte sos suos disignos
De su sardu eroismu sos impignos
E s’ammentu de s’animu gagliardu
Sos impignos de s’eroismu sardu
Gagliardu de s’animu s’ammentu
In sas oras de su cumbattimentu
Non teniat paura ’e su nemigu.

Primu fiore
Sa Sardigna est famada in casu e trigu
Che granaiu de Roma fit giamada
Opera de su pastore e su massaiu
Chi l’an de custu onore fatta digna
Famada in casu e trigu est sa Sardigna
Che granaiu de Roma fit giamada
Sa Sardigna in casu e trigu est famada

Chi fit giamada de Roma su granaiu
Opera de su pastore e su massaiu
Chi l’an fatta digna de cust’onore
Opera de su massaiu e su pastore
Chi digna de cust’onore l’an fatta
Dedita a sas fadigas e cumpatta
Ospitale a personas amigas
Dedita e cumpatta a sas fadigas
A personas amigas ospitale
E cuss’antiga usantzia locale
Finas in custu tempus tenet dura.

Segunda retroga
Po render a sos posteros s’idea
………………………………..
De su nemigu non teniat paura.

Segundu fiore
As bella ammirativa posidura
Distinta de su mare in s’attrattiva
Cun ispiaggias de imbidiare
Chi non tenen sos mares sa gemella
As posidura e ammirativa bella
Distinta de su mare in s’attrattiva
As bella posidura ammirativa
Distinta in s’attrattiva de su mare
Cun ispiaggias de imbidiare
Chi sa gemella sos mares non tenen
Sos ch’amana sa marina si trattenen
Godindesi s’aera genuina
Si trattenen sos ch’aman sa marina
Genuina godindesi s’aera
Ca proite sa sarda atmosfera
In s’organismu benessere cria

Ultima retroga
Po render a sos posteros s’idea
………………………………..
Paura ’e su nemigu non teniat.

Ultimu fiore
Poetas importantes possediat
Chi an lassadu operas brillantes
Est Bustianu Satta numenadu
Chi s’est distintu in operas perfetas
Possediat importantes poetas
Chi an lassadu operas brillantes
Possediat poetas importantes
Chi operas brillantes an lassadu
Est Bustianu Satta numenadu
Ch’in operas perfetas s’est distintu
E d’appretzare est de Mossa s’istintu
Mereu e Montanaru a facca a pare
S’istintu de Mossa est d’appretzare
Mereu a facca a pare a Montanaru.

Dispedida
Tue Nurachi cun impignu raru
Ti ses disposta cun coro benignu
Chirchende de sas musas su tesoro
Battinde dilettantes da tottue
Nurachi cun impignu raru tue
Ti ses disposta cun coro benignu
Nurachi tue cun raru impignu
Ti ses disposta cun benignu coro
Chirchende de sas musas su tesoro
Battinde da tottue dilettantes
Cun s’ispera chi enzan importantes
Che sos poetas de s’era passada

S’opera ’ostra tantu appretziada
Potat sighire in s’andare ’e sos annos
E a tottu cantos sos iscultadores
Bos ringratzio tottu amada zente
E perdonade sos mios errores
Po cantu che nd’at minores e mannos
Su cumitadu cun su presidente
Ringratzio de sa ’ostra accoglientzia
Saludo a tottus e bona permanentzia.

BARANTABATOR'ANNOS COJADU
Fit s’undighi de austu su mese
Su seculu passadu sessantotto
Barantabator’annos narrer potto
A tie o lettore si mi crese.
In sa nostra imponente cattedrale
Intitulada a Santa Chiara
Deo cun sa mia isposa cara
Nos at unidu cun s’ostia sacrale.
Ammento su die subra ’e s’altare
Cantu bellu est istadu su momentu
Cun Lughia amus fatu giuramentu
Sos duos coros a unire a pare.
A Santa Chiara deo app’invocadu
De essere sa nostra protettora
Unida impare a Nostra Signora
S’invocatzione nos at accansadu.
Batoro fizas suni arrivadas
Tottas batoro las amus in coro
De nois cussu est su nostru tesoro
E las tenimos totus cojadas.
Noe feminas tra fizas e netas
Signu chi amus tentu sorte ona
Paren sas noe sorres ’e s’Elicona

Cuddas chi cantan tottus sos poetas.
Riposu cun Lughia mai un’ora
Deo in cantieri e issa in domo
Solu su riposu tenimos como
E paret differente s’aurora.
Amus nepodes cun pulidos pannos
Si nos assistit Gesus e sa Madonna
Nos an a faghet bisnonnu e bisnonna
Essende unu giovanu ’e vintibator’annos.
No amus tentu ne dinari ne oro
Ne mai ricchesa in cantidade
Ma tribagliu sa paghe e s’onestade
Sa ricchesa est custa e mi onoro.
Como so nonnu de sette nepodes
E cun muzere mia so serenu
Mi parzo padronu ’e s’arcubalenu
Lasso a sos ateros a tesser lodes.
Como chi so mannitu a pilos canos
Chelzo solamente trancuillidade
Gosare sa etzesa a tarda edade
Su disizu est de nois antzianos.
Ma ite narrer po sa gioventude
Amore e paghe cun tanta allegria
Mai chi molzat sa sarda poesia
Cun su tribagliu fortuna e salude.

A SU PROFESSORE MARIO PUDHU
De professores nde conosco tantos
E calecunu ma dadu batosta
Ma deo fattu l’appo sa proposta
Nendeli ca’ manch’issos suni Santos.

Ma tue Mariu as fattu ispantos
C’a m’as dadu lestru sa risposta

Si puru non l’as fattu per posta
Ca oe amus modernos’impiantos.

E sa risposta intro e s’ora
Si pode torrare sen’ingannos
Sena ch’ispunte s’ater’aurora.

Medas de custos si creene mannos
E risposta no m’an dadu ancora
E gai passan sos meses e annos.

Non ba passadu nemnc’una chida
Chi tue subitu ti ses fattu intendere
Ma deu Mariu ti potto comprendere
Ca tenes coro e anima pulida?

E sa risposta tua mes gradida
E s’omaggiu dae coro chelzo rendere
E noes ca mi chelzo difendere
Ma a t’augurare benes toda vida.

Sigas Mariu in camminu erettu
A insegnare s’amor’e sa paghe
Tantu l’as’afferradu su cuncettu.

A mi risponded’in manera faghe
Intantu ti saludo cun rispettu
Restami fort’e sanu che nuraghe.

Ti saludo Professore caramente

Da parte de Pedru Cui s’Iglesiente.