21 February, 2026

Il racconto di una vita dedicata ai tesori nascosti della Sardegna: debutta, con una proiezione in anteprima, “Antonio Zara – L’uomo che amava scavare”, film documentario di Antonio Sanna prodotto da ArKaosfilm in collaborazione con Società Umanitaria Carbonia e Associazione Amici della Miniera.

L’appuntamento è per giovedì 12 febbraio, al Cineteatro centrale di piazza Roma, a Carbonia, con ingresso gratuito a partire dalle 18.00.

Dopo i saluti istituzionali dell’assessora regionale della Cultura Ilaria Portas e del sindaco Pietro Morittu, interverranno il regista del film Antonio Sanna, il direttore regionale dei CSC della Società Umanitaria in Sardegna Paolo Serra, Piero Agus, presidente dell’associazione Amici della Miniera e i familiari del compianto Antonio Zara.

Il film, della durata di 49 minuti, alterna tra immagini in bianco e nero e a colori, materiali d’archivio e riprese contemporanee per raccontare la vita e le scoperte di Antonio Zara, figura fondamentale – e a lungo rimasta ai margini dei riflettori – dell’archeologia sarda.

Nato a Gairo e cresciuto a Carbonia, Zara scopre giovanissimo la passione per l’archeologia grazie ai racconti degli anziani e all’esplorazione dei nuraghi e delle grotte del territorio. A 14 anni compie il suo primo ritrovamento nel Monte Crobu, consegnando poi i reperti alla Soprintendenza. L’incontro con l’ispettore Vittorio Pispisa segna l’inizio di un apprendistato sul campo che lo porterà, nel 1962, a soli 16 anni, alla scoperta del Tofet di Monte Sirai, sito chiave per lo studio della civiltà fenicio-punica in Sardegna.

Da quel momento Antonio Zara parteciperà a decine di campagne di scavo, in qualità di assistente tecnico della Soprintendenza, sviluppando una straordinaria capacità di “leggere” il paesaggio e individuare siti archeologici di grande importanza. Tra le campagne più importanti cui partecipò Zara ricordiamo il lavoro di scavo e ripristino del Pozzo Sacro di Santa Cristina e quella che portò al ritrovamento del celebre bronzetto del cosiddetto “Sardus Pater” a Fluminimaggiore (oggi conservato al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari).

Il documentario, scritto e diretto da Antonio Sanna, che firma anche fotografia, editing e riprese con drone insieme a Renzo Gualà, nasce da un’idea di Sergio Zara e si avvale delle musiche originali di Mauro Usai per il pianoforte di Omar Bandinu; e delle voci narranti di Maria Giovanna Ganga e Gianni Cossu, con un testo introduttivo di Enea Bagiella e brani tratti dai libri di Antonio Zara Io c’ero – I racconti dell’assistente e I racconti del pozzo.

Il film intreccia testimonianze di studiosi, amici e familiari – tra cui Piero Bartoloni, Giorgio Secci, Angelo Saba e Giovanna Pietra – con fotografie originali di Antonio Zara, Ugo Virdis, Piero Bartoloni e Peter Paul Mackey, restituendo un ritratto intimo e corale di un uomo mosso da curiosità, ostinazione e amore per la terra.

La proiezione sarà un’occasione per riscoprire non solo la figura di Antonio Zara, ma anche un pezzo fondamentale della storia archeologica e culturale del Sulcis Iglesiente.

L’iniziativa è realizzata con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna (L.R. 48/2018, art. 11, comma 26), della Fondazione di Sardegna e dei Comuni di Carbonia e Paulilatino, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, il Sistema Museale di Carbonia, Archeotour Paulilatino e il Parco e Museo Genna Maria di Villanovaforru.

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Elio Cancedda (79 anni), coordinatore delle Partite Iva del Sulcis (già vicepresidente), considerato l’acuirsi della tragica crisi del polo industriale di Portovesme e l’intensificarsi dei fenomeni di depauperamento socioeconomico nel territorio, aveva scritto un’articolata lettera indirizzata al ministro e al direttore del Made in Italy (Mimit), alla presidente della Regione Sardegna, al presidente della provincia del Sulcis Iglesiente, nella quale esprimeva con determinazione la necessità di fare il punto sulla Zona Franca Urbana (ZFU) istituita nei Comuni della ex provincia di Carbonia Iglesias.
La risposta è giunta nei giorni scorsi. «Una risposta che non è una risposta alla crisi del territorio – afferma Elio Cancedda -. Abbiamo chiesto di verificare: gli importi delle agevolazioni concesse alle imprese, le eventuali rinunce e revoche, conseguentemente verificare le agevolazioni effettivamente fruite e i valori ancora disponibili. La risposta – a firma del direttore generale Mimit, Giuseppe Bronzino – arrivata dopo insistenti contatti con il Ministero, è del tutto insoddisfacente. Scrive il Mimit “…la proposta di rifinanziare un bando ZFU, utilizzando risorse non ancora fruite, non risulta attualmente praticabile. … le agevolazioni ZFU possono essere utilizzate per l’esenzione dalle imposte sui redditi, entro i limiti percentuali previsti, fino al quattordicesimo periodo d’imposta successivo a quello in cui è stata concessa l’agevolazione. … le agevolazioni saranno fruibili fino al 2028, non sono state ancora accertate economie residue; di conseguenza, al momento non è prevista l’apertura di nuovi bandi”.»
«Fin dai primi incontri con l’allora presidente della provincia, interlocutore con il Ministero – aggiunge Elio Cancedda -, avevamo espresso le nostre perplessità sia sull’ammontare complessivo degli aiuti, sia sulle modalità di  fruizione. Possiamo affermare che le nostre considerazioni erano fondate. La nostra attività non si ferma, interverremo sul ministero dell’Economia e delle Finanze e nei confronti della Regione, affinché siano individuate le risorse. Ribadiamo il principio costituzionale dell’art. 119, ai sensi del quale, per promuovere lo sviluppo economico, la coesione e la solidarietà sociale, per rimuovere gli squilibri economici e sociali, per favorire l’effettivo esercizio dei diritti della persona, lo Stato destina risorse aggiuntive ed effettua interventi speciali in favore di determinati territori.»
«L’auspicioconclude Elio Cancedda è che vi sia la volontà di dare risposte concrete di vitale importanza, e non trincerarsi dietro il sistema burocratico.»

Domani, martedì 10 febbraio 2026, dalle ore 14.00, presso la sala dei F.lli Fois, in via Fermi, a Portoscuso, si terrà l’assemblea dei metalmeccanici del polo industriale.

«La convinzione è quella di essere arrivati al crocevia, tra il continuare a lavorare e ambire ad un posto di lavoro, oppure rinunciare definitivamente ad un lavoro nel nostro territorio, come hanno fatto oltre 10000 persone negli ultimi annisi legge in una nota delle segreterie territoriali FIOM, FIM, UILM -. Sul polo industriale, si rischia di chiudere definitivamente i battenti. Un rischio che non esclude nessuno, chi si trova in mobilità, in cassa integrazione, negli appalti dell’Enel, della Portovesme, chi è assunto direttamente o indirettamente nella SiderAlloys. Come segreterie del territorio abbiamo fatto l’impossibile per fare arrivare nel nostro territorio i segretari nazionali. La prima occasione è martedì con la partecipazione in assemblea generale del segretario nazionale della FIOM CGIL, Michele De Palma, che parlerà del rinnovo del CCNL che è ormai alle battute finali e della crisi industriale che drammaticamente coinvolge tutti noi concludono le segreterie territoriali FIOM,FIM, UILM -. Ognuno di noi si deve sentire coinvolto nella giornata di martedì.»

Impegni casalinghi per Iglesias e Carbonia, rispettivamente con Nuorese e Tempio, nella 20ª del campionato di Eccellenza. La squadra di Giampaolo Murru con la Nuorese insegue la prima vittoria del girone di ritorno, iniziato male con un solo punto conquistato in quattro partite, dopo il titolo di campione d’inverno e la conquista della Coppa Italia, manifestazione tricolore che mercoledì 11 febbraio la vedrà impegnata al Monteponi nell’incontro di andata del primo turno della fase nazionale, con la Boreale di Roma. Dirige Gabriele Mulas di Oristano. Il tecnico iglesiente deve fare ancora a meno dell’infortunato Fabricio Alvarenga e non dispone neanche di Stefano Crivellaro, squalificato. Questi i 20 convocati: Daga Riccardo I, Slavica, Fidanza, Arzu, Mancini, Leroux-Batte, Di Stefano, Mechetti, Piras Edoardo, Frau, Abbruzzi, Piras Alberto, Piga, Capellino, Erbini, Salvi Costa, Canciliedri, Corrias, Tiddia. Daga Riccardo II.

Il Carbonia con il Tempio cerca punti salvezza dopo la sconfitta subita sul campo del Buddusò. Graziano Mannu dispone dell’intera rosa, con il recupero di Lorenzo Melis che ha scontato una giornata di squalifica e di Rosario Gurzeni, reduce da un infortunio. Dirige Mario Corrias di Nuoro. Questi i 20 convocati: Floris, Saiu, Pavone, Boi, Basciu, Hundt, Gurzeni, Zazas, Mastino Andrea, Mastino Fabio, Brisciani, Ponzo, Melis, Massoni, Ponzo, Melis, Massoni, Serra, Barrenechea, Porcheddu, Ollargiu, Tatti, Carboni.

Sugli altri campi, spicca l’impegno della capolista Ilvamaddalena sul campo della Ferrini, mentre l’Ossese ospita il Taloro Gavoi. Trasferta a Calangianus per l’Atletico Uri, derby ogliastrino tra Lanusei e Tortolì. Completano il programma le partite Santa Teresa Gallura-Buddusò e Villasimius-Sanbt’Elena.

Proseguono i lavori di messa in sicurezza della SP 83, la strada per Nebida, a seguito del distacco di una parte del costone roccioso.

Il maltempo di queste settimane ha causato gravi danni a tutta la viabilità provinciale, ma il tempestivo intervento ha fatto in modo che venisse garantita la sicurezza della viabilità.

Le operazioni non si limitano alla sola rimozione dei massi. L’obiettivo dell’amministrazione provinciale è quello di risolvere una criticità che si trascina da decenni.

«A seguito dell’evento di mercoledì notte abbiamo subito avviato un intervento di bonifica d’urgenzaha commentato il presidente Mauro Usai -. Contestualmente stiamo lavorando per un intervento che possa essere risolutivo per mettere in sicurezza tutto il costone roccioso che da oltre 30 anni non viene attenzionato da questo punto di vista.»

Giovedì 12 febbraio, alle 18.30, presso la Sala Soci Euralcoop, in Piazza Marmilla, a Carbonia, verrà presentato il libro di Antonio Cesare Gerini “L’alba tra le brume”. Introdurrà e modererà la presentazione la prof.ssa Cinzia Crobu, giornalista delle arti teatrali.

Venerdì 27 febbraio, ore 19.00, presso la Comunità di via Marconi, a Carbonia, si terrà lo spettacolo teatrale “Memorie dal Reparto 6” di Anton Čechov, con Daniele Giuliani in scena.

La sala conferenze del Centro direzionale del comune di Iglesias ha ospitato stamane la presentazione del Master universitario di II livello in “Progettazione per la transizione sostenibile dei territori post-industriali”, organizzato dall’Università degli Studi di Cagliari in collaborazione con il Consorzio AUSI e con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna. Il Master è gestito dal Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Architettura (DICAAR) in collaborazione con il Dipartimento  di Scienze Chimiche e Geologiche (DSCG). Il Comitato tecnico organizzativo scientifico è formato da Ivan Blečić, direttore del Master; Giorgio Massacci, coordinatore (già direttore del Master); Gian Piero Deidda; Battista Grosso e Andrea Porcheddu.

Il progetto è stato presentato dal direttore Ivan Blečić e dal coordinatore Giorgio Massacci, presenti una dozzina di laureati, prevalentemente dipendenti del comune di Iglesias, interessati alla partecipazione al Master. Presente anche il direttore del Consorzio AUSI, Marco Piras.

Il Master di II livello è rivolto a laureati e laureate magistrali in:

Ingegneria civile, ambientale, edile-architettura, chimica, meccanica, gestionale, ingegneria della sicurezza
Architettura e Pianificazione architettura e architettura del paesaggio, pianificazione territoriale urbanistica e ambientale
Scienze geologiche, geofisiche, ambientali, chimiche, dei materiali, matematiche

Le materie insegnate al Master abbracciano saperi pluridisciplinari in:

Materie prime e seconde – Tecniche e tecnologie legate all’ingegneria delle materie prime e seconde e al recupero delle materie prime, comprese le conoscenze geologico-minerarie e le tecniche e tecnologie di coltivazione di cave e miniere, metodi di preparazione di minerali e Impianti mineralurgici.
Recupero ambientale – Tecnologie di bonifica, decontaminazione e recupero ambientale, anche in chiave di riuso dei residui delle vecchie lavorazioni attraverso processi di ritrattamento in grado di produrre materiali riutilizzabili nel territorio e concentrati commerciali inseribili nei processi produttivi della metallurgia, in un’ottica di economia circolare.
Progetto del territorio – Politiche di rigenerazione territoriale tramite approcci progettuali paesaggistico-ambientali in contesti urbani, peri-urbani e rurali, orientati ai servizi ecosistemici, alle infrastrutture verdi e alla progettazione di soluzioni nature-based.

Dopo un modulo di corsi seguiti in comune, gli allievi e le allieve verranno suddivisi in piccoli team progettuali per sviluppare progetti di innovazione, accompagnati ed assistiti dai docenti, esperti e professionisti. I temi del laboratorio di progetto, concepiti in stretta collaborazione con le imprese e le pubbliche amministrazioni partner, tesi ad affrontare esigenze di progetti e innovazione, sono i seguenti: tecniche e tecnologie di coltivazione di cave e miniere; metodi di preparazione di minerali; impianti mineralurgici; riuso dei residui delle vecchie lavorazioni; ritrattamento per riutilizzo materiali e concentrati commerciali; economia circolare; rigenerazione territoriale e approcci progettuali paesaggistico-ambientali; pianificazione di servizi ecosistemici, infrastrutture verdi; progettazione di soluzioni basate sulla natura.

E’ possibile presentare domanda di iscrizione entro le ore 12.00 di lunedì 16 febbraio 2026, attraverso il portale: https://unitelsardegna.it/masterpts/. Verrà costituito un unico gruppo, con un minimo di 10 e un massimo di 25 allievi. L’iscrizione non è vincolante, nel senso che in prima battuta non è previsto il versamento della quota di iscrizione, verranno prima verificati i requisiti per la partecipazione al Master e solo in una seconda fase verrà formalizzata l’iscrizione.

Il Master inizierà il 16 marzo 2026 e si concluderà a fine anno.

Giampaolo Cirronis

Allegate le interviste con il direttore del Master Ivan Blečić e il direttore del Consorzio AUSI Marco Piras

 

 

 

«Le nuove Linee guida erano attese dai Comuni, confidando nella semplificazione delle procedure. Su 72 comuni costieri ben 31 hanno lo strumento di pianificazione vigente, 21 hanno il procedimento di approvazione in itinere e 20 non hanno ancora provveduto. Perciò, è necessario che tutti i Comuni si affrettino a pianificare per garantire, senza alcun atteggiamento ideologico, il sano rapporto tra l’esigenza della tutela delle coste e del ‘sistema spiaggia’, riconoscendo l’importante opportunità che questa pianificazione assegna all’economia del turismo e dell’accoglienza.»

Ignazio Locci, presidente del Cal (Consiglio delle Autonomie locali), ha commentato così la presentazione, da parte dell’assessore regionale degli Enti locali e Urbanistica, Francesco Spanedda, delle nuove Linee guida per la redazione dei Piani di utilizzo dei litorali (Pul).

«Resta da risolvere il nodo delle funzioni, non è più sostenibile che sul Demanio decida la Regione e non i Comuniha aggiunto Ignazio Locci -. Non è accettabile che, per tenere buono il mondo dei gestori delle concessioni, non si diano opportunità di sviluppo a quei Comuni che potrebbero sottoporre a bando nuove aree, che nulla hanno a che fare con quelle già sottoposte a concessione. Non si può chiedere agli enti locali di pianificare, mentre la Regione non è strutturata né per realizzare i bandi né per le nuove ipotesi concessorie. Infine, c’è anche il mondo della cantieristica nautica che merita attenzione e stabilità. Invece, continua ad essere considerato un settore di secondo piano. Per tutti questi motivi, prima dell’approvazione delle Linee guida in Giunta regionale, sarebbe opportuno un confronto con gli enti locali.»

Venerdì 6 febbraio, dalle ore 9.00, presso il Centro Direzionale del comune di Iglesias (via Isonzo), verrà presentato il Master universitario di II livello in “Progettazione per la transizione sostenibile dei territori post-industriali”, a cura dell’Università degli Studi di Cagliari in collaborazione con il Consorzio AUSI.

Il Master integrerà ambiti di ingegneria delle materie prime, di recupero ambientale e di progettazione del territorio.
Il percorso formerà figure con competenze nell’analisi, progettazione, e gestione di progetti, in interventi e investimenti di valorizzazione delle materie prime e seconde, nel recupero ambientale e nella rigenerazione del territorio, con approcci progettuali paesaggistico-ambientali.
L’enfasi verrà posta su progetti relativi ai territori post-industriali, in riferimento alle condizioni in cui essi si trovano a seguito dell’attività industriale pregressa, con particolare riferimento alle aree interessate in passato da attività minerarie e metallurgiche e ai residui inquinanti che esse hanno prodotto, come nel caso del territorio del Sulcis Iglesiente.

Il master è destinato a studenti con laurea magistrale in Ingegneria, Scienze e Architettura e Pianificazione.
E’ possibile presentare domanda di iscrizione entro le ore 12.00 di lunedì 16 febbraio 2026, attraverso il portale: https://unitelsardegna.it/masterpts/