Questa mattina nell’Istituto comprensivo di Uta è stata inaugurata l’Aula Natura, uno spazio didattico all’aperto dove i bambini e le bambine potranno imparare ma anche esplorare e connettersi con le meraviglie dello spazio circostante.
All’evento hanno partecipato il sindaco di Uta, Giacomo Porcu, insieme a tutta l’Amministrazione comunale, i rappresentanti del Ceas WWF di Uta e la scuola, sino al Consiglio d’istituto in rappresentanza dei genitori.
L’iniziativa è il frutto di un anno di lavoro portato avanti dal Centro educazione ambientale WWF di Uta insieme ai piccoli studenti grazie al progetto ScuolAmica, finanziato dalla Regione, e dedicato ad attività che sensibilizzino i ragazzi sui temi dell’ambiente e della sua tutela.
Dopo aver individuato l’area (una parte non utilizzata del giardino scolastico) questa è stata ripulita dalle erbacce e abbellita con la piantumazione di 150 essenze della macchia mediterranea e la sistemazione di coloratissimi arredi in legno. Successivamente, il WWF si è occupato della creazione di un laghetto artificiale, della piantumazione di diversi alberi caratteristici della zona del Monte Arcosu, come leccio, carrubo e quercia, e della realizzazione di un percorso sensoriale che alterna posidonia, sabbia e foglie di bosco.
A impreziosire questo ecosistema in miniatura è il murales realizzato dall’artista Andrea Sabbiucciu sul muro perimetrale dell’Istituto comprensivo: raffigura il cervo sardo, simbolo del territorio.
«La tutela dell’ambiente passa per la conoscenza dei luoghi e delle specie animali e vegetali che lo popolano – afferma il sindaco di Uta, Giacomo Porcu -. Per questo, va avanti, è importante promuovere e sostenere i progetti dedicati ai nostri alunni. Comune e scuola, come fatto in questi anni, continueranno nella strada che mette al centro la crescita consapevole dei cittadini di domani mettendo a loro disposizione ogni attività e strumento utile.»
Le donne della comunità di Carloforte si raccontano grazie al collettivo Giacinta, protagonista della terza edizione di Giudicesse, la residenza artistica al via sull’isola di San Pietro a partire da domenica 28 settembre.
Il progetto è promosso dal CSC Carbonia della Società Umanitaria, realizzato da U-BOOT Lab, con il patrocinio del comune di Carloforte e in collaborazione con Ottovolante Sulcis.
Giacinta è il collettivo selezionato dalla call di Giudicesse e riunisce tre artiste multidisciplinari impegnate a indagare l’interdipendenza tra ecologia, intimità e dimensione collettiva: Sara Basta, Miriam Goi e Maria Luisa Usai. La loro ricerca intreccia sperimentazione audiovisiva e processi analogici, strumenti capaci di attivare pratiche di autonarrazione e comunità.
Durante il periodo di residenza a Carloforte, in programma sino al 10 ottobre, il collettivo lavorerà insieme alle donne dell’isola, con l’obiettivo di costruire una narrazione corale che restituisca visibilità al quotidiano femminile e marino, aprendo possibilità nuove di appartenenza, rappresentazione e immaginazione comune.
L’obiettivo del progetto Giudicesse, sin dalla sua prima edizione, è duplice: da un lato – ispirandosi alla figura della donna in Sardegna nel periodo delle “regine giudicali”, riflettere sulle disequità di genere e sull’autodeterminazione di donne e ragazze; dall’altro esplorare nuovi approcci per la scoperta del territorio, attraverso il coinvolgimento attivo delle comunità che lo abitano, per creare un’opera artistica esito di un processo di ricerca e azione attiva sul territorio.
«Le storie che vorremmo raccogliere a Carloforte – spiegano le artiste – non sono fatte di gesti eroici, ma della ripetizione quotidiana che attraversa il lavoro, la cura, lo spazio domestico e quello pubblico. La figura del Rais e i racconti sui tonnarotti hanno a lungo oscurato le pratiche femminili, eppure lì possiamo trovare tracce importanti della relazione tra comunità e ambiente. Durante Giudicesse cercheremo queste tracce insieme alle donne di Carloforte, interrogandoci su come vorrebbero essere rappresentate, su quale legame le unisca all’acqua e alle altre specie che abitano l’isola, su quali memorie resistono e quali si trasformano. Proporremo pratiche di narrazione e auto-narrazione che raccolgano oggetti, immagini, suoni e storie personali, intrecciando passato e presente. Useremo la cinepresa come strumento partecipativo: saranno le donne stesse a filmare e filmarsi, a diventare co-autrici di un racconto aperto anche alla comunità e alla natura. Le immagini nasceranno da procedimenti artigianali che intrecciano la materia viva del territorio – erbe, alghe, acqua di mare – con la memoria condivisa.»
La terza edizione di Giudicesse si concluderà con una restituzione pubblica del lavoro in residenza in programma venerdì 10 ottobre tra l’EXMA, l’antica Tonnara dismessa e gli spazi pubblici del paese.
Iglesias si prepara a vivere una stagione di bellezza e creatività, grazie alla 33ª edizione del concorso “Balconi e giardini fioriti” organizzato dalla Fidapa Sezione Iglesias e patrocinato dall’assessorato comunale dell’Ambiente.
La premiazione è in programma venerdì 26 settembre, in Piazza Lamarmora, alle 19.00.
Nel corso della serata, tra letture e musica, verranno premiati tutti i cittadini che hanno partecipato, addobbando le proprie abitazioni con fiori e piante colorate, ma anche contribuendo a rendere più belli e decorosi alcuni angoli verdi della città.
Il concorso, infatti, rappresenta da anni un’opportunità per la cittadinanza di esprimere la propria creatività e senso estetico, ma anche di sentirsi parte di una comunità unita e coinvolta. I partecipanti potranno così mostrare la propria abilità nel creare giardini e balconi fioriti unici e suggestivi, utilizzando fiori, piante e materiali vari per trasformare le case in vere e proprie oasi di bellezza.
«Da quando abbiamo indetto la prima edizione del concorso ad oggi – ha sottolineato la presidente della Fidapa sezione di Iglesias, Giulia Fronteddu – sono state apportate leggere modifiche di adeguamento al contesto cittadino e sociale, ma sempre lo spirito iniziale è prevalso. La “qualità di una città” è la capacità di offrire un ambiente vivace e stimolante sia dal punto di vista culturale che naturale, combinando la ricchezza del suo patrimonio artistico, con la presenza diffusa di spazi verdi e fioriti che migliorano la qualità della vita dei cittadini e la sostenibilità ambientale. Il concorso tende a coinvolgere tutti per rendere Iglesias una città sostenibile e infondere la cultura della responsabilità ambientale che porta al benessere sociale – conclude Giulia Fronteddu -. La nostra amministrazione comunale ci ha sempre appoggiato e aiutato in questo viaggio, non è un caso che da sempre anche gli spazi verdi, polmone della città, sono sempre curati, biglietto da visita per il turista che arriva per la prima volta a Iglesias.»
La Giunta regionale, riunita questa sera a partire dalle 21.00, ha deliberato un supplemento di istruttoria per la Valutazione di Impatto Ambientale ex post per la realizzazione di nuovi impianti della RWM – Campo Prove R140 e i nuovi reparti R200 e R210 di RWM Italia – tra Domusnovas e Iglesias.
Tra le motivazioni la disponibilità di nuovi documenti presentati dalle associazioni ambientaliste che configurano scenari inediti che meritano ulteriori approfondimenti tecnici.
«La Giunta rileva che la proposta di deliberazione pone questioni di particolare rilevanza e dal forte impatto economico, politico, sociale, oltreché tecnico e pratico, che richiedono un accurato esame da parte di tutti gli assessori.»
Durante la manifestazione di mercoledì 16 settembre, le associazioni ambientaliste hanno presentato al Gabinetto della Presidenza un documento contenente una relazione tecnica sull’ampliamento di RWM. Gli assessori della Giunta «rilevano in esso la presenza di aspetti complessi e non conosciuti che comportano numerose criticità e per questo necessitano di un ulteriore approfondimento, non solo sotto il profilo prettamente politico di competenza della Giunta, ma soprattutto sotto il profilo pratico e tecnico-specialistico di competenza di diversi uffici dell’Amministrazione. Appare quindi indispensabile che lo stesso studio sia quanto prima portato a conoscenza delle Direzioni generali interessate per consentire loro di formulare le valutazioni di competenza», si legge ancora nella delibera.
In Giunta è emersa la necessità «di un più ampio margine di tempo per consentire un compiuto esame della proposta di deliberazione in argomento da parte di tutti gli Assessori. Da ciò consegue che un consapevole e adeguato pronunciamento della Giunta potrà̀ aversi solo all’esito di un indispensabile supplemento istruttorio, per consentire alle Direzioni generali competenti di esprimersi sotto il profilo tecnico e verificare se quanto riportato nella suddetta relazione necessiti di ulteriore attività in capo all’Amministrazione (chiarendo, se del caso, che tipo di attività) e, soprattutto, se le risultanze cui è pervenuto l’assessorato della Difesa dell’Ambiente possano o meno essere confermate o debbano essere modificate”».
«Finalmente il MIMIT ha preso atto della necessità di individuare una soluzione alternativa a SiderAlloys per il rilancio industriale dell’ ex Alcoa. Sono anni che noi denunciamo il fallimento del progetto di rimessa in marcia dello smelter di Portovesme, partita nel 2018 ma che ad oggi vede, all’interno del sito, solo macerie, impianti smantellati e rifiuti.»
Lo hanno detto Guglielmo Gambardella, segretario nazionale Uilm, Carla Meloni, segretaria Uil Sardegna e Renato Tocco, responsabile Uilm Sulcis, al termine dell’incontro odierno tenutosi presso il MiMIT presieduto dal ministro Adolfo Urso, e al quale erano presenti il sottosegretario Fausta Bergamotto, i rappresentanti di Invitalia, SiderAlloys e Regione Sardegna.
«Riteniamo estremamente difficile che vengano soddisfatte le condizioni di apporto di nuovo capitale, permanenza di Invitalia e proroga contratto di fornitura di energia Enel a condizioni tariffarie di miglior favore fino al 2032, richieste dal pool di banche affinché SiderAlloys possa ottenere un nuovo finanziamento – sottolineano -. Se il finanziamento non si realizzasse e ci fosse l’ uscita dal capitale del socio pubblico, il progetto si arresterebbe definitivamente e la possibilità di ricollocazione di tutti i lavoratori dell’ ex Alcoa potrebbe essere compromessa. Abbiamo quindi apprezzato l’approccio deciso del ministro Urso nei confronti del rappresentante della multinazionale svizzera invitandolo a favorire il subentro di un nuovo investitore internazionale fra quelli che hanno manifestato interesse al progetto .»
«Riteniamo l’incontro odierno un punto di svolta sul percorso di ricerca di una nuova soluzione che possa dare una prospettiva certa allo smelter di Portovesme. Auspichiamo che prevalga il senso di responsabilità da parte di SiderAlloys. Ma occorre fare presto – concludono – ci sono centinaia di lavoratori che subiscono da troppi anni le difficoltà della cassa integrazione, che sopravvivono con l’indennità di mobilità in deroga e che sono in attesa di ricollocazione dopo essere stati licenziati.»
Si è tenuta questa mattina, dalle 8.00 alle 10.00, l’assemblea generale delle lavoratrici e lavoratori SiderAlloys, GMS e dei lavoratori in mobilità. L’assemblea ha espresso con forza la volontà di non perdere ulteriore tempo e di fronte ad una nuova opportunità di rilancio di alluminio primario, chiede alla politica a tutti i livelli, di mettere in campo qualsiasi azione che non permetta il prosieguo di SiderAlloys, ritenuto principale responsabile di un settennato gestionale fallimentare.
«Anche Invitalia non è ritenuta esente da responsabilità, soprattutto in considerazione di due componenti che fanno parte del consiglio di amministrazione di SiderAlloys, ma nonostante questo, ha sperperato il tempo e il denaro che aveva a disposizione», sostengono le segreterie territoriali FIOM, FSM, UILM e CUB che, oggi più di ieri, ribadiscono che «un ulteriore finanziamento all’attuale proprietà risulterebbe ingiustificabile, a fronte del consuntivo che abbiamo davanti: debiti a lavoratori, fornitori, appaltatori, istituzioni, nessun idea o piano industriale credibile, risorse pubbliche buttate all’aria con fantomatici investimenti (dove sono finiti i container provenienti dalla Cina, più volte annunciati?), per non parlare dei rischi ambientali denunciati».
«Il Governo, il Mimit, la regione Sardegna, dimostrino che le dichiarazioni di strategicità più volte annunciate sono davvero una volontà imprescindibile e che produrre alluminio primario in Italia non è una chimera, sopratutto lo facciano immediatamente. Il tempo delle parole è terminato!», concludono le segreterie territoriali FIOM FSM UILM e CUB.
Venerdì 19 settembre, a Domusnovas, il Gruppo Marteddu ha tagliato il traguardo del 40° anno di attività e ha inaugurato la nuova sede operativa, con un grande evento cui hanno partecipato circa 500 invitati. Tra loro numerosi rappresentanti delle istituzioni locali e regionali ed il vescovo della diocesi di Iglesias, monsignor Mario Farci, che ha benedetto la nuova struttura dopo il taglio del nastro.
Il Gruppo Marteddu venne fondato nel 1985 dal geometra Ignazio Marteddu, con la creazione della Edil.Sar., azienda che opera nella realizzazione di reti idriche. Affiancato dalla moglie Giuditta, ha riposto grande fiducia nei tre figli, Arianna, Matteo e Andrea ed i risultati raggiunti con la creazione di due nuove società, Sardegna Piscine e M Group, sono l’orgoglio della famiglia.
La leader del Gruppo, nel quale ricopre l’incarico di direttrice generale, è la dottoressa in Economia e Commercio Arianna Marteddu, classe 1980, che nel corso della serata dei festeggiamenti ha ricostruito il percorso imprenditoriale della famiglia.
I fratelli, il geometra Matteo (classe 1982) e Andrea (classe 1993), guidano le due società che nel corso degli anni sono arrivate ad affiancare la Edil.Sar.: Sardegna Piscine, nata nel 2004, e M Group, l’ultima nata, nel 2021.
L’evento del 19 settembre è stato una grande festa che ha regalato grandissime emozioni, importantissimo momento di riflessione su quel che il Gruppo Marteddu ha fatto nei suoi 40 anni di attività, ma non rappresenta certamente un punto d’arrivo, piuttosto un punto di transito e di ulteriore crescita verso un futuro che lascia già intravedere nuovi im-portanti e significativi successi.
«Siamo in pieno cambio generazionale e l’inaugurazione di questa struttura sancisce questo importante momento storico sia per il contesto familiare, sia per quello legato alle aziende – sottolinea la dott.ssa Arianna Marteddu -. Oggi stiamo festeggiando un sogno realizzato, un obiettivo raggiunto, un’autentica realtà che nel nostro territorio si è contraddistinta in 40 anni di attività per serietà, impegno e valore, creando continuità e futuro. Attualmente sono in forza 85 dipendenti, doveroso e responsabile sarà portare avanti un progetto di cui siamo solo all’inizio, ma di cui siamo consapevoli, ci impegneremo al massimo per ottenere obiettivi ancora più importanti.»
Giampaolo Cirronis