18 May, 2024
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L’Accademia Italiana della Cucina – Delegazione di Alghero, con il delegato Aldo Panti, ha organizzato una conviviale il  23 c.m.,  a Villa Loreto (Alghero), sul tema Il Carciofo Spinoso Sardo, nell’ambito delle attività volte a valorizzare i prodotti tipici del territorio. “Il carciofo spinoso della Sardegna, aspetti economici e curiosità”, sarà l’argomento dell’incontro che si terrà a Villa Loreto (Alghero) il 23 marzo, alle 12.30, e precederà la conviviale organizzata per l’occasione, che avrà come alimento principale proprio il carciofo.

La conferenza vedrà per relatori il prof. Franco Mario Andrea, già professore ordinario di Scienze merceologiche dell’Università di Sassari e vice delegato della Accademia della Cucina Delegazione di Alghero e la dott.ssa Rosanna Seazzu, produttrice del carciofo spinoso sardo.

L’incontro, come già detto avrà per argomento le problematiche relative al carciofo spinoso che come tutti sanno è l’unica DOP (Denominazione di Origine Protetta) tra i carciofi italiani a potersi fregiare di questo marchio comunitario.

Gli argomenti trattati spazieranno dalle problematiche tecno-economiche sino a toccare argomenti più attinenti all’aattività conviviale quali l’evoluzione del carciofo nella cultura culinaria.

La produttrice Rosanna Seazzu, dell’Azienda Agricola Sas eredi Seazzu Mario di Valledoria, tratterà le problematiche legate alla creazione e crescita di una azienda del settore con particolare riferimento a quelle legate alle difficoltà di genere.

Anche il  menu previsto, prevede un ampio uso  del carciofo spinoso, così da poter essere in sintonia con l’argomento trattato nell’incontro.

L’Accademia della Cucina Italiana è una organizzazione che nasce in Italia, ma attualmente si è espansa in tutto il mondo, con la finalità di trasformare quello che è un avvenimento conviviale in un momento culturale. L’ obiettivo è la riscoperta di antichi valori legati alla tradizione culinaria e verificare come la ristorazione interpreti questa necessità che è fortemente legata alla valorizzazione dei territori. Per tale motivo questo incontro che fa seguito a quelli organizzati su argomenti che hanno trattato su “L’aroma dei Formaggi”, “la diffusione del Tartufo in  Sardegna”, “La produzione del miele in Sardegna” e tanti altri rientra negli obiettivi e finalità proprie di questa organizzazione.

L’attività dell’Accademia della cucina Italiana viene pubblicizzata su una propria rivista mensile ed un volume, aggiornato annualmente, sui ristoranti che sono stati visitati dalle organizzazioni periferiche.

Interverrà all’incontro anche il direttore della D.O.P. il dott. Carlo Cherchi, che porterà la sua esperienza.

All’evento parteciperanno diversi delegati e Accademici della regione Sardegna.

Il menu della conviviale prevede un uso importante di carciofo spinoso così da poter essere in sintonia con l’argomento.

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Studi, libri e documenti inediti, testimonianze che raccontano la storia dell’Asinara, dei profughi e dei prigionieri che sull’isola trascorsero gli ultimi, tristi anni del primo conflitto mondiale. In 27mila arrivarono, trasportati con le navi da Valona dopo la lunga marcia della morte partita dalla Serbia, e in oltre 7mila trovarono la morte nei campi allestiti tra le pianure e le colline dell’isola.

Sono stati tanti e di profondo interesse i contributi arrivati venerdì, in occasione della prima giornata del convegno “Asinara isola d’Europa”, organizzato dal comune di Stintino, al Mut di via Lepanto e che si concluderà oggi, 17 novembre. L’appuntamento arriva a coronamento di un lungo percorso, avviato dall’amministrazione comunale stintinese nel 2013, in occasione del centenario della Grande Guerra, con il progetto per le “Commemorazioni di pace: i profughi serbi e i prigionieri austroungarici nell’isola dell’Asinara durante la prima guerra mondiale”.

«Un progetto che nasce da lontano – ha detto il sindaco di Stintino, Antonio Diana – e che in questi cinque anni ci ha consentito di raggiungere un importate obiettivo: fare dell’Asinara un luogo di incontro tra popoli». Lo dimostrano, come hanno detto l’assessore della Cultura Francesca Demontis e gli studiosi Alberto Mario Carta e Aldo Panti nel ripercorrere le tappe di questo percorso di studi, i partecipanti che negli anni si sono succeduti ai convegni e agli incontri stintinesi sulla storia dell’Asinara. Tra questi ricercatori, esperti, docenti universitari, rappresentanti delle istituzioni locali, regionali, del governo italiano e dei Paesi europei e del Medio Oriente, il presidente della Repubblica di Ungheria e ambasciatori delle Nazioni che, a vario titolo, furono coinvolti in quei tragici eventi. Accomunati tutti dalla volontà di dare dignità e un volto a prigionieri e profughi di varie etnie e religioni, provenienti dai vari Paesi di un’Europa allora disgregata, «che – ha aggiunto il direttore del Parco nazionale dell’Asinara Pierpaolo Congiatu – furono seppelliti in terra straniera. Quando riusciremo a dare all’Asinara il titolo di terra d’Europa, allora, quei ragazzi riposeranno come fossero nella loro patria».

Le novità illustrate sono state tante, a partire dai documenti emersi dagli archivi pubblici e privati, «come quello – ha sottolineato Vittorio Gazale direttore dell’Amp Asinara – a disposizione di Filippo Sallusto, discendente dell’ufficiale Alberto Cappelletti che sull’isola raccolse, disegni, acquerelli, fotografie, novelle e articoli per il suo giornale che portava il nome di una località dell’isola: la gazzetta degli Stretti». E ancora, ha illustrato Gabriele Carenti, le ricerche del dipartimento di Microbiologia dell’Università di Sassari che, sotto la guida di Salvatore Rubino, ha ricostruito la vita dei prigionieri sull’isola, avviato il recupero di campioni biologici per lo studio del Dna e individuato le malattie (colera, tifo, tubercolosi e dissenteria) che uccisero oltre 7mila persone. E ancora gli studi e le osservazioni di tipo archeologiche portate avanti dal dipartimento di Storia, Scienze dell’uomo e della Formazione dell’Ateneo sassarese con docente Marco Milanese. E poi ancora le tante storie di uomini e donne legate a doppio filo con l’Asinara: a partire da quella del cappellano militare croato Gabro Cvitanovic, illustrata da Filip Hamersak dell’istituto Lessicografico di Zagabria. E poi le vicende giudiziarie di alcuni prigionieri sull’isola raccontata dalla ricercatrice Marisa Porcu Gaias. Quindi, come sottolineato dal ricercatore Giuseppe Zichi, l’attenzione della Chiesa per la questione umanitaria dell’isola dell’Asinara e, in considerazione delle diverse etnie presenti nei campi profughi, la necessita di avviare un dialogo interreligioso. E ancora le vicende dei prigionieri, degli internati e dei confinati austro-ungarici ricoverati nel manicomio di Sassari. Una raccolta di documenti – studiati da Giovanni Fiori della Soprintendenza Mibac per province di Sassari e Nuoro – che mettono in luce il cammino di malattia e dolore di una parte degli austro-ungarici transitati in Sardegna durante la Grande Guerra.

Il convengo prosegue anche oggi al MuT sul tema: “1918-2018 un secolo di sogno europeo: identità, nazioni e minoranze”.

Domani, domenica 18 novembre, invece, i protagonisti del convegno si sposteranno sull’isola dell’Asinara, per una visita ai luoghi della memoria.

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L’Accademia italiana della Cucina ha un nuovo delegato: è Aldo Panti che, nei giorni scorsi nello scenario del ristorante Pedramare, ha ricevuto il testimone dal suo predecessore Francesco Flumene.

L’Accademia italiana della Cucina, istituzione culturale di rilevante interesse pubblico, fondata da Orio Vergani nel 1953 e riconosciuta con dpr,  ha lo scopo di tutelare, favorire le tradizioni della cucina italiana, attraverso i propri organi territoriali. L’Accademia è presente con le proprie delegazioni a livello mondiale e a livello territoriale. In Sardegna sono attive delegazioni in ogni provincia.

In occasione della cerimonia al Pedramare, gli accademici e i numerosi ospiti hanno avuto modo di apprezzare il ricco menù predisposto da Pietro Dettori, qualificato chef con grande esperienza in importanti ristoranti a Roma e in Toscana. I piatti sono stati accompagnati dai vini della cantina sociale di Santa Maria La Palma.

A fare gli onori di casa è stata Silvia Carta Mantiglia, patron del locale.

La circostanza ha consentito di ufficializzare le nuove nomine della delegazione di Alghero. E così: delegato Aldo Panti, vice delegato Andrea Franco, tesoriera e segretaria Maria Nuvoli e componenti della consulta Maria Regina Corona, Domenica Obino e Gianfranco Righi.

Il prossimo appuntamento è fissato per il 18 ottobre quando, in tutto il  mondo, accademici e ospiti si ritroveranno per descrivere le ricette delle torte dolci e salate della tradizione locale.

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L’obiettivo è mettere in campo quanto prima una stretta collaborazione con il Gal Logudoro e Goceano quindi con la Collectivitè territoriale de Corse per avviare, attraverso l’accesso a progetti europei, azioni comuni in diversi ambiti. Da una parte scambi scolastici transfrontalieri, dall’altra azioni di educazione allo sport, con la realizzazione di manifestazioni sportive transfrontaliere, quindi ancora azioni comuni transfrontaliere in settori affini e di reciproco interesse.

Sono stati questi i temi principali dell’incontro che si è svolto qualche giorno fa a Stintino e che ha visto riuniti attorno al tavolo gli amministratori del Comune costiero, quindi del Gal Logudoro e Goceano e della Collectivitè territoriale de Corse.

Una riunione tecnica durante la quale i consulenti della Qcs Consulting e l’esperto dell’Università di Sassari Alberto Carta hanno da subito messo sul piatto le opportunità da sfruttare per l’accesso a fondi europei.

I settori che sembrano aprire da subito opportunità da sfruttare sono quelli del turismo ecosostenibile, della sharing economy e ancora del turismo storico evocativo e religioso. Ambiti di azioni nei quali, è stato fatto presente, il comune di Stintino ha già avviato alcune azioni in collaborazione con il Gal Logudoro-Goceano e con il Parco nazionale dell’Asinara.

Azioni che possono e danno vita a un’alleanza tra paesi costieri e interni, con particolare attenzione alla valorizzazione delle vocazioni tipiche dei territori, oltre che a un turismo archeologico, rurale e religioso.

È stato ricordato quindi il progetto per il centenario della fine della Prima Guerra Mondiale 1918-2018 che il comune di Stintino ed il Parco nazionale dell’Asinara sottoporranno nel programma Europa per i Cittadini 2014-2020, la cui scadenza per la partecipazione è prevista per il 1° marzo prossimo.

«Abbiamo costruito un’importante rete di partner con Serbia, Ungheria, Austria, Germania, Slovacchia, Repubblica Ceca – hanno ricordato il primo cittadino Antonio Diana e l’assessore Francesca Demontis – e vorremmo che la Collectivitè territoriale de Corse fosse parte del nostro progetto.»

I possibili punti di incontro potrebbero prevedere il coinvolgimento delle scuole, degli studenti e delle associazioni giovanili della Corsica in un “Laboratorio della Casa Comune Europa” sull’isola dell’Asinara.

«Il laboratorio – è stato spiegato ancora – potrà coinvolgere anche giovani e studenti di scuole e università dei paesi europei contattati e che hanno già aderito, o stanno aderendo, alla nostra iniziativa.»

Si potrà puntare, inoltre, ad azioni di valorizzazione e promozione delle identità linguistiche e nazionali. Il progetto del Centenario, poi, potrebbe essere anche arricchito da quello già portato avanti in Corsica e dedicato ai caduti del 173° reggimento di fanteria, detto anche reggimento Corso, conosciuto anche per il suo motto: “Aiò Zitelli”.

Alla riunione hanno partecipato anche la presidente del Consiglio comunale Marilena Gadau, quindi il vicepresidente del Gal Logudoro-Goceano Giovanni Antonio Sanna, ed i rappresentanti della Collectivitè territoriale della Corsica, Direzione gioventù e sport, Alain Pasqualini e Jean-Louis de Zerbi, oltre agli esperti della Qcs Consulting Aldo Panti e Piero Cossu.