20 September, 2026
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Manca meno di una settimana a Festa Futura 2026, l’appuntamento che anche quest’anno propone a Carbonia un intero weekend dedicato alla politica attiva, all’informazione, all’ascolto, alla cultura e alla socialità.

Dal 25 al 27 settembre, il Parco di Villa Sulcis farà da cornice a tre giornate di incontri, dibattiti, presentazioni di libri, laboratori per grandi e piccoli, musica e spettacoli. Un programma completamente gratuito e autofinanziato, pensato per offrire alla città uno spazio aperto di confronto e partecipazione, ma anche occasioni di svago e condivisione.

Il tema di questa edizione è “Il coraggio di esserci. Nel mondo che faremo”. Un invito che sentiamo di fare a tutte e tutti a non essere spettatori del presente, ma a partecipare, a costruire insieme un futuro con al centro le persone, l’ascolto e la nonviolenza.

Grande attenzione sarà dedicata ai giovani e alla scuola, protagonisti di due dei dibattiti in programma.

“La scuola sarda non può aspettare. Costruiamo l’istruzione del futuro”, venerdì 25 settembre, con la partecipazione dell’Assessora alla Pubblica Istruzione Ilaria Portas, dell’on. Camilla Soru, dell’on. Paola Casula, dell’on. Lara Serra e dell’on. Valdo Di Nolfo, e “Contro l’oblio, oltre l’algoritmo. Giovani, sapere e attivismo”, sabato 26 settembre, con lo scrittore Francesco Filippi, l’assessora Ilaria Portas, Chiara Mallus di Arci Memoratu e Margherita Puledda della Federazione Giovanile di Sinistra Futura.

Due appuntamenti differenti, ma che vogliono mettere a fuoco gli strumenti culturali, educativi e politici utili alle nuove generazioni per poter essere artefici di un futuro più equo e migliore.

Il dibattito di domenica, “Pace e Costituzione come identità del campo progressista”, invece, darà spazio a un tema a noi molto caro, come la pace, e vedrà partecipare Roberto Ongaro, coordinatore nazionale Sinistra Futura, Alessandro Solinas, consigliere regionale e coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle, Ivana Russu, vicesegretaria regionale del Partito Democratico, Peppino Canu, consigliere regionale di Sinistra Futura, Maria Laura Orrù, consigliera regionale e capogruppo di Alleanza Verdi Sinistra, e Alberto Fois, segretario provinciale di Orizzonte Comune.

La Festa prenderà il via venerdì 25 settembre con i saluti della Segretaria cittadina Luisa Poggi, cui seguirà l’incontro con lo scrittore Francesco Filippi, “Ma perché siamo ancora fascisti”, dedicato alla riflessione sul perché, uno dei fenomeni più distruttivi del Ventesimo secolo, viene ancora visto da molte persone come accettabile o addirittura auspicabile.

 Alle 18.00 sarà presentato il libro di Ottavio Olita, “La stupidità madre dell’odio”, una detective-story ambientata nel Sulcis-Iglesiente e costruita attorno ad atti di vandalismo di stampo nazista compiuti ai danni del patrimonio minerario del territorio.

La prima serata sarà accompagnata dalla musica degli Endelos e dal dj set di Riccardo Massidda.

Sabato prenderanno il via i laboratori rivolti a giovani e meno giovani, con il laboratorio di yoga e il laboratorio di giochi da tavolo “Le scatole dei misteri”. In serata spazio alla musica con Federica ed Enrico Putzolu live e Love Goat live.

La musica sarà interamente affidata ad artisti del Sulcis Iglesiente, una scelta che vuole valorizzare le realtà e i talenti musicali del territorio e rafforzare il legame della Festa con la comunità locale.

Tra i momenti più attesi dell’edizione 2026 c’è senza dubbio il ritorno a Carbonia del Cada Die Teatro, dopo più di quattro anni.

A chiudere la Festa, domenica 27 settembre, infatti, sarà lo spettacolo teatrale “Riva Luigi ’69 ’70 – Cagliari a dì dello scudetto”, di e con Alessandro Lay, prodotto dal Cada Die Teatro.

Un ritorno particolarmente significativo per la città, che potrà nuovamente ospitare una realtà teatrale sarda di grande rilievo e vivere una serata dedicata allo spettacolo e alla memoria collettiva. Un appuntamento che arricchisce il programma di Festa Futura e conferma la volontà di proporre non soltanto momenti di discussione politica, ma anche cultura, arte e teatro come strumenti di incontro e di crescita della comunità.

Sempre domenica, prima dello spettacolo conclusivo, sarà possibile partecipare ad altri due laboratori gratuiti: il laboratorio di danze orientali e “Che la storia abbia inizio. Un’avventura tra i giochi di ruolo”.

Uno degli elementi che caratterizza Festa Futura è la scelta di rendere gratuiti tutti gli appuntamenti: dibattiti, presentazioni, concerti, laboratori e spettacolo teatrale.

L’obiettivo è offrire alla città un intero weekend accessibile a tutte e tutti, nel quale ascolto e riflessione possano convivere con divertimento e cultura, creando occasioni di incontro e partecipazione al di là delle differenze generazionali.

Ogni sera sarà inoltre possibile cenare nel ristorante della Festa, con prezzi popolari e un’offerta che comprenderà anche pietanze vegane, per venire incontro a esigenze e sensibilità diverse.

A raccontare la Festa, tutte le sere, ci sarà anche Radio Hangar – La festa raccontata da Riccardo Massidda, uno spazio dedicato a interviste, musica e notizie di attualità.

aperto alla città: un luogo nel quale incontrarsi, discutere, ascoltare, divertirsi e condividere idee.

Perché la politica è più bella, se la si fa insieme.

Prende il via venerdì 11 settembre, a Villacidro, la XLI edizione del Premio Letterario Giuseppe Dessì, che anche quest’anno propone un programma articolato di incontri, presentazioni, proposte teatrali e musica.

Il programma di apertura mette in dialogo linguaggi e sensibilità differenti: tra gli ospiti del primo fine settimana ci saranno Valeria Usala, Alessandro Lay, Davide Piras ed eroCaddeo.

Alle 18.00, al Mulino Cadoni, la scrittrice Valeria Usala presenterà il suo secondo romanzo, Nelle case degli altri, (Garzanti). A condurre l’incontro saranno Graziella Perria e Angela Sollai, docenti del Liceo Classico e Linguistico “E. Piga”. Valeria Usala, classe 1993, è laureata in Lingue e Comunicazione all’Università di Cagliari, diplomata in Filmmaking presso l’Ateneo del Cinema di Roma e in Storytelling alla Scuola Holden di Torino. Dopo il debutto con La rinnegata, pubblicato da Garzanti nel 2021, l’autrice ha proseguito il proprio percorso dedicandosi anche alla scrittura di racconti e all’insegnamento della scrittura creativa, attività che svolge tra Cagliari e Torino.

Alle 21.30, a Casa Dessì, la memoria e la storia saranno al centro di Sopra di noi le bombe, di e con Alessandro Lay: spettacolo di Cada Die Teatro liberamente tratto dall’opera di Emilio Lussu, che mette in relazione la grande storia del Novecento con la memoria individuale della città di Cagliari. Il racconto parte dalla fine della Prima guerra mondiale e dall’avvento del fascismo, per arrivare ai bombardamenti del 1943 e alle esperienze di chi assistette alla devastazione della città. Una vicenda profondamente legata alla storia di Cagliari che assume, nella rappresentazione teatrale, un significato più ampio e contemporaneo: quello di una riflessione sulla guerra e sulle sue conseguenze, in un mondo dove ancora oggi le bombe continuano a colpire popolazioni e città.

Sabato 12 settembre, alle 18.00, al Mulino Cadoni, sarà la volta di Femmenella (Piemme) di Davide Piras, scrittore e sceneggiatore nato in Sardegna nel 1981. Con l’autore dialogherà Daniele Congiu, esperto di new media, docente di marketing culturale e referente per la comunicazione dell’Assessorato all’Ambiente della Regione Sardegna. Davide Piras è laureato in Lettere moderne, ha collaborato con L’Unione Sarda occupandosi di cronaca e cultura e ha insegnato scrittura creativa nelle carceri di massima sicurezza e presso l’Università della terza età. La sua attività comprende anche collaborazioni con diverse case cinematografiche e un percorso letterario segnato da numerosi riconoscimenti.

A completare il primo fine settimana sarà l’incontro con eroCaddeo, cantautore pop dalla scrittura intima e dalle sonorità delicate. Nato a Modena, cresciuto in Sardegna e residente a Torino, l’artista ha costruito il proprio percorso musicale attorno a una scrittura dalle movenze autobiografiche.

Dopo il debutto discografico nel 2022, eroCaddeo ha pubblicato nel 2025 un nuovo EP, attirando l’attenzione del pubblico e della critica. Nello stesso anno ha partecipato a X Factor Italia, arrivando alla finale e conquistando il secondo posto con l’inedito punto. All’inizio del 2026 è uscito Scrivimi quando arrivi (punto), album pubblicato da Atlantic Records e Cvlto Music Group. Durante l’incontro, eroCaddeo dialogherà con la giornalista Valentina Frau, raccontando la propria esperienza artistica. Nel corso della serata non mancheranno anche momenti puramente musicali.

Al primo fine settimana di appuntamenti, seguiranno altre otto giornate di presentazioni, incontri e spettacoli che accompagneranno la quarantunesima edizione del Premio Dessì per tutto il mese di settembre e fino al 3 ottobre, data della cerimonia di premiazione del concorso letterario. In lizza tra i finalisti: Luigi Nacci, Matteo Nucci e Romana Petri per la Narrativa; Federico Italiano, Isabella Leardini e Alfredo Panetta per la Poesia. Saranno inoltre assegnati i tre Premi Speciali a Rosa Oliva, Alessandro Cattelan e Licia Colò.

La quarantunesima edizione del Premio Letterario Giuseppe Dessì è promossa e organizzata dalla Fondazione Giuseppe Dessì, con il contributo dell’Assessorato Regionale della Pubblica Istruzione e Beni Culturali della Regione Autonoma della Sardegna, del Comune di Villacidro, della Provincia del Medio Campidano, della Fondazione di Sardegna e del MiC – Ministero della Cultura.

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Stagione Nomade, la rassegna autunnale organizzata da Cada Die Teatro, approda all’EXMA, a Cagliari. E lo fa con una produzione di successo della storica compagnia cagliaritana diretta da Giancarlo Biffi. Perché, dopo i consensi, convinti, ricevuti lo scorso anno e nella recente tournée nazionale, sarà RIVA LUIGI ‘69 ‘70. CAGLIARI AI DÌ DELLO SCUDETTO, di e con Alessandro Lay, a sbarcare al Centro d’arte e cultura di via San Lucifero, sabato 14, alle 21.00, e domenica 15 dicembre, alle 18.00.

Il monologo di Alessandro  (le luci sono di Giovanni Schirru, il suono di Matteo Sanna, le scene di Mario Madeddu, Marilena Pittiu, Matteo Sanna, Giovanni Schirru, organizzazione Tatiana Floris) trae ispirazione da, ed è dedicato a, un’icona della storia, non solo sportiva, di Cagliari e dell’intera Sardegna: Gigi Riva, che quest’anno ha compiuto 75 anni, e che è stato e rimane un mito, ancora di più in una stagione calcistica in cui si celebrano il centenario della nascita del Cagliari club ed il cinquntenario della conquista dello scudetto. Il grande giornalista Gianni Brera – come è noto – soprannominò quel campione, arrivato giovanissimo nell’Isola da Leggiuno, “Rombo di tuono”, per la sua potenza, l’ardore agonistico e le eccellenti capacità di goleador. Tutto  questo nonostante il suo carattere riservato: «Adesso si usa il termine ‘anti star’, allora si diceva ‘E’ uno che parla poco, gli piace giocare al pallone e poi starsene tranquillo con gli amici’… Tempi diversi, calcio diverso, Sardegna diversa, parole diverse…».

«Nel 1970, quando il Cagliari divenne campione d’Italia, io avevo 8 anni – scrive nelle note di presentazione Alessandro Lay –. Non ricordo molto dello scudetto, ma ricordo come era la città, come ci vestivamo, come ci appendevamo ai tram per non pagare, l’album della Panini e le partite ‘a figurine’ sui gradini della scuola elementare. Ricordo il medagliere, con i profili dei giocatori del Cagliari sulle monete di finto, fintissimo oro da collezionare. E ricordo vagamente un ragazzo schivo, a volte sorridente, che guardava sempre da un’altra parte quando lo intervistavano. Un ragazzo che puntava i pugni in terra e si faceva tutto il campo correndo ogni volta che segnava un gol…»

Pier Paolo Pasolini, grande appassionato di calcio, scriveva: «Che cos’è una lingua? ‘Un sistema di segni’, risponde, nel modo oggi più esatto, un semiologo. Il gioco del football è un ‘sistema di segni’; è, cioè, una lingua, sia pure non verbale. La sintassi si esprime nella ‘partita’, che è un vero e proprio discorso drammatico. Ci può essere un calcio come linguaggio fondamentalmente prosastico e un calcio come linguaggio fondamentalmente poetico. Per spiegarmi darò alcuni esempi: Bulgarelli gioca un calcio in prosa: egli è un ‘prosatore realista’; Riva gioca un calcio in poesia: egli è un ‘poeta realista’».

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Cada Die Teatro organizza a Cagliari la IV edizione del festival Transitor”. Che verrà ospitato in un monumento simbolo come la Basilica di San Saturnino grazie alla preziosa collaborazione del Polo Museale della Sardegna, e che si avvale di quella con le associazioni Malik e Cultarch. Nuove generazioni – Independent Beat, il sottotitolo di quest’anno; tre giorni di incontri, spettacoli, concerti, installazioni, laboratori, da venerdì 6 a domenica 8 dicembre, incentrati sui temi dell’indipendenza, dell’autonomia e della libertà, in cui saranno coinvolti studenti, insegnanti, artisti, musicisti, architetti, creativi, esperti di new media.

Il programma di “Transistor” verrà presentato giovedì 5 dicembre, alle 11.00 nella Basilica di San Saturnino. Interverranno Mauro Mou, direttore artistico del festival, la dott.ssa Giovanna Damiani, direttore del Polo Museale della Sardegna, l’arch. Alessandro Sitzia, funzionario responsabile della Basilica per il Polo Museale, Alessandro Lay, attore e regista di Cada Die Teatro, Francesca Pani e Marco Noli, dell’associazione Cultarch, Laura Pisu, dell’associazione Malik, il dj Alex P, l’informatico Marco Massa, lo stilista Samsoni Da Costa.

 

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Si avvia verso il rush finale Cada Die Teatro in Tour!, il viaggio con cui la compagnia cagliaritana sta “esportando” sei delle sue produzioni in diverse regioni della Penisola. “Più veloce di un raglio”, di e con Mauro Mou e Silvestro Ziccardi, domani, sabato 30 novembre, e domenica 1 dicembre sarà ospite della rassegna “Anch’io a teatro con mamma e papà”, alle 16.00, al Teatro Cuminetti di Trento. E domenica 1 dicembre verrà anche rappresentato, a chiudere il tour, “Alberi e sogni”, di e con Pierpaolo Piludu, regia di Alessandro Mascia, alle 17.00, all’Arena Parco Nord di Milano nell’ambito del festival “Il Respiro di Oxy.gen – scienza salute ambiente”.

“Più veloce di un raglio”, liberamente tratto dal racconto “L’asino del gessaio” di Luigi Capuana (con la collaborazione di Alessandro Lay per la drammaturgia e la messa in scena, il suono di Giampietro Guttuso, il disegno luci di Giovanni Schirru), ha ricevuto diversi importanti riconoscimenti, come l’Eolo Awards per la migliore novità di teatro ragazzi e giovani, il Premio Rosa D’oro, il Premio Padova – Amici di Emanuele Luzzati.

«C’era una volta un gessaio che aveva tanti asini, magri, brutti e sporchi; ma tra tutti questi asini ne aveva uno che era il più brutto di tutti. Era magro, storto, spelacchiato, con la coda scorticata, le zampe così rovinate che sembrava reggersi in piedi per miracolo. Ma quando il suo padrone gridava “Avanti focoso!…” l’asino alzava la testa, abbassava le orecchie per essere più aerodinamico e, roteando la coda come fosse l’elica di un aeroplano, partiva più veloce d’un raglio!»

Fra racconto, rappresentazione e contrappunto musicale, ecco la storia del gessaio e del suo spelacchiato asino Focoso che, liberato da una malefica stregoneria, diventerà principe. Mauro Mou e Silvestro Ziccardi narrano una storia che parla di redenzione, dove nulla è come appare e dove sono gli umili ad avere la loro giusta rivincita sulle ingiustizie operate dai nobili e dai prepotenti: «Non bisogna farsi ingannare dalle apparenze, anche un asino può avere un cuore nobile e i re e le principesse talvolta devono rimboccarsi le maniche per guadagnarsi un po’ di nobiltà».

Domenica 1 dicembre il compito di chiudere Cada Die Teatro in Tour!, all’Arena Parco Nord di Milano, spetterà a Pierpaolo Piludu, autore e interprete di “Alberi e sogni”, liberamente ispirato a “L’uomo che piantava gli alberi” di Jean Giono, regia e collaborazione alla drammaturgia di Alessandro Mascia, collaborazione musicale di Nicola Piras (elaborazioni sonore: Giampietro Guttuso e Matteo Sanna; disegno luci: Giovanni Schirru; scenografie: Marilena Pittiu; assistente alla regia: Mario Madeddu).
«Siamo partiti dalla storia di Elzéard Bouffier, ‘L’uomo che piantava gli alberi’ che riuscì a trasformare un deserto di sassi e di vento in un’immensa foresta», è scritto nelle note dello spettacolo.

«Questa vicenda si è intrecciata con quelle di altre donne e uomini che hanno dedicato la propria vita alla realizzazione di un sogno, anche quando il buon senso, la ragione e le guerre, suggerivano di lasciar perdere. Uomini e donne che hanno lasciato bonos ammentos, dei bei ricordi: un’umanità semplice e sorprendentemente bella.»
E ancora: «Ci siamo anche avvicinati ai sogni colorati e un tantino ambiziosi che avevamo da ragazzi, alla fine degli anni ’70, quando speravamo di fare la rivoluzione e di dare vita a un mondo più bello e più giusto… In alcuni momenti i protagonisti dello spettacolo diventano un gruppo di giovani attori che, nei primi anni ’80 con un pullmino sgangherato, vanno in giro in un’Europa ancora divisa da muri e rigide frontiere. A fronte delle numerose sonore sconfitte che hanno spesso accompagnato la nostra generazione – aggiungono Pierpaolo Piludu ed Alessandro Mascia – ci piaceva l’idea di raccontare, una volta tanto, anche delle storie che finissero bene. Come quella della nostra compagna Zelinda Roccia, che decise di lasciare scuola e teatro per trasferirsi a Managua e cercare di salvare bambine e bambini di strada che sniffavano la pega, una colla devastante per non sentire i morsi della fame e la paura delle violenze. O come quella di Elzéard Bouffier: chissà cosa gli era passato per la testa, pochi giorni prima di morire, quando si era voltato e aveva visto chilometri di bosco… un mare di alberi mossi dal vento… Un grazie va alle associazioni “L’uomo che pianta gli alberi” di Cagliari e “Los Quinchos” del Nicaragua per l’instancabile e contagiosa voglia di fare e di sognare».

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Cada Die Teatro in Tour!, avanti tutta. Prosegue in Emilia il viaggio con cui la compagnia cagliaritana sta portando sei delle sue produzioni nella Penisola, con tappe anche in Toscana, Milano, Trento, Roma. E’ la volta di RAPTUS. Dal mito greco al femminicidio, di e con Rossella Dassu, regia di Alessandro Lay (che ha collaborato anche alla drammaturgia), produzione di successo di Cada Die, che, sulla scia della Giornata contro la violenza sulle donne, sbarca domani, martedì 26 novembre, a Bologna, al Teatro Arena del Sole (via Indipendenza 44), alle 21.00; il 27, alle 10.30, il matinée per le scuole. Lo spettacolo è ospite del Festival “La Violenza Illustrata”, organizzato e promosso dalla Casa delle Donne di Bologna, con la collaborazione dell’Ufficio pari opportunità, tutela delle differenze e contrasto violenza di genere del comune di Bologna.

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Sei produzioni di una compagnia sarda in giro per la Penisola. Evento non usuale. E’ quello che accadrà con Cada Die Teatro in Tour! (A trevesu), quando la compagnia cagliaritana porterà i suoi spettacoli, fra il 6 novembre e il 1° dicembre, in Emilia, Toscana, Milano, Trento, Roma, Bologna.

Dopo i consensi, convinti, ricevuti lo scorso anno, sarà RIVA LUIGI ‘69 ‘70. CAGLIARI AI DÌ DELLO SCUDETTO, di e con Alessandro Lay, ad aprire la tournée a Sant’Ilario d’Enza (Reggio Emilia) mercoledì 6 novembre, alle 20.30, al Teatro L’attesa. Al termine dello spettacolo, in un incontro sullo sport di un tempo e quello attuale (organizzato in collaborazione con il Teatro L’Attesa ed il Centro Sportivo Italiano), interverranno il vescovo di Reggio Emilia-Guastalla mons. Massimo Camisasca, già cappellano dell’AC Milan, e il maratoneta Stefano Baldini, ex campione olimpico. “Riva Luigi ’69 ‘70” sarà poi il 7 novembre, giorno del 75° compleanno di “Rombo di Tuono”, alle 21.00, al Teatro Comunale Corsini di Barberino di Mugello (Firenze), l’8 e il 9 novembre, alle 20.30, il 10 alle 17.00, al Teatro della Cooperativa di Milano.

Il monologo di Alessandro Lay (le luci sono di Giovanni Schirru, il suono di Matteo Sanna, le scene di Mario Madeddu, Marilena Pittiu, Matteo Sanna, Giovanni Schirru) trae ispirazione da, ed è dedicato a, un’icona della storia, non solo sportiva, di Cagliari e dell’intera Sardegna: Gigi Riva, che il grande giornalista Gianni Brera – come è noto – soprannominò “Rombo di tuono”, per la sua potenza, l’ardore agonistico e le eccellenti capacità di goleador. «Adesso si usa il termine ‘anti star’, allora si diceva ‘E’ uno che parla poco, gli piace giocare al pallone e poi starsene tranquillo con gli amici’… Tempi diversi, calcio diverso, Sardegna diversa, parole diverse…».

«Nel 1970, quando il Cagliari divenne campione d’Italia, io avevo 8 anni – scrive nelle note di presentazione Alessandro Lay –. Non ricordo molto dello scudetto, ma ricordo come era la città, come ci vestivamo, come ci appendevamo ai tram per non pagare, l’album della Panini e le partite ‘a figurine’ sui gradini della scuola elementare. Ricordo il medagliere, con i profili dei giocatori del Cagliari sulle monete di finto, fintissimo oro da collezionare. E ricordo vagamente un ragazzo schivo, a volte sorridente, che guardava sempre da un’altra parte quando lo intervistavano. Un ragazzo che puntava i pugni in terra e si faceva tutto il campo correndo ogni volta che segnava un gol…»
Pier Paolo Pasolini, grande appassionato di calcio, scriveva: «Che cos’è una lingua? ‘Un sistema di segni’, risponde, nel modo oggi più esatto, un semiologo. Il gioco del football è un ‘sistema di segni’; è, cioè, una lingua, sia pure non verbale. La sintassi si esprime nella ‘partita’, che è un vero e proprio discorso drammatico. Ci può essere un calcio come linguaggio fondamentalmente prosastico e un calcio come linguaggio fondamentalmente poetico. Per spiegarmi darò alcuni esempi: Bulgarelli gioca un calcio in prosa: egli è un ‘prosatore realista’; Riva gioca un calcio in poesia: egli è un ‘poeta realista’».

IL TOUR. Il calendario delle altre produzioni che Cada Die Teatro porterà in tour: CIELO NERO, di e con Pierpaolo Piludu, sarà il 22 novembre, alle 21, al Teatro Portland di Trento, inserito nel cartellone de “La bella stagione 2019/2020”; TRE BOTTONI E LA CASA CON LE RUOTE, da Gianni Rodari, con Francesca Pani e Lara Farci, regia di Mauro Mou, approderà il 24 novembre, alle 16.30, al Teatro Mongiovino di Roma, dentro la rassegna “Eyes Wide Open”, e il  25 e 26 novembre, alle 9.30 e alle 11.00 (matinée per le scuole) sarà, sempre nella Capitale, al Brancaccino; RAPTUS – DAL MITO GRECO AL FEMMINICIDIO, di e con Rossella Dassu, regia di Alessandro Lay, sbarcherà il 26 novembre a Bologna, all’Arena del Sole, alle 21.00, il 27, alle 10.30, si terrà il matinée per le scuole (in collaborazione con l’Ufficio Pari Opportunità, Tutela delle Differenze e Contrasto Violenza di Genere del Comune di Bologna e il Festival La violenza Illustrata); sarà poi la volta di PIÙ VELOCE DI UN RAGLIO, di e con Mauro Mou e Silvestro Ziccardi, che il 30 novembre e il 1° dicembre, alle 16.00, sarà ospite di “Anch’io a teatro con mamma e papà” al Teatro Cuminetti di Trento; infine, ALBERI E SOGNI, di e con Pierpaolo Piludu, verrà rappresentato il 1° dicembre, alle 17.00, all’Arena Parco Nord di Milano nell’ambito della rassegna “Il respiro di Oxy.gen”.

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La rassegna “Teatro ragazzi”, organizzata dall’Associazione Enti locali per le attività culturali e di spettacolo, che ha l’obiettivo di promuovere e divulgare la cultura teatrale presso le giovani generazioni, riparte dopo uno stop di alcuni anni e vede per questa edizione aderire ben sette Amministrazioni: Siurgus Donigala, Maracalagonis, Sinnai, Pula, San Gavino Monreale, Iglesias e Carbonia.

La rassegna verrà ospitata nelle sale teatrali dei Comuni che hanno aderito e prevede sette titoli selezionati fra le maggiori produzioni del settore in ambito regionale e nazionale per un totale di 21 recite. Si parte domani, 17 ottobre, a Iglesias, al Teatro Electra, con “I canti di tutte storie”, Teatro dell’armadio.

I giovani spettatori potranno assistere a spettacoli ispirati alle fiabe tradizionali come Cappuccetto Rosso ed il Brutto anatroccolo realizzati con l’utilizzo di diversi linguaggi.

– La danza. Dedicato al linguaggio artistico della danza è stato proposto in cartellone Cappuccetto Rosso, con la regia e la scenografia di Michelangelo Campanale e le coreografie Vito Cassano, realizzato dalla compagnia pugliese La luna nel letto (spettacolo pluripremiato). Ancora la danza è protagonista del lavoro Perseo e Medusa prodotto da ASMED Balletto di Sardegna, con la regia di Senio Dattena, le coreografie di Cristina Locci ed ispirato alla mitologia greca.

– La musica. E’ il linguaggio utilizzato dalla compagnia cagliaritana Teatro dall’armadio per lo spettacolo “I canti di tutte storie” su testi dello scrittore Bruno Tognolini con le musiche originali di Antonello Murgia.

– La narrazione. “Di segno in segno” è lo spettacolo di narrazione che si avvale di un attore e un video – di e con Vania Pucci della compagnia toscana Giallo Mare Minimal Teatro – spettacolo originale che viene distribuito con successo da oltre 20 anni. Ancora, si usano gli oggetti per il teatro di narrazione che sta intorno allo spettacolo de I brutti anatroccoli di Silvano Antonelli, della compagnia Stilema di Torino.

– Musica dal vivo. E’ invece la tecnica usata dalla compagnia cagliaritana Cada Die Teatro che, con lo spettacolo “Più veloce di un raglio“, di e con Mauro Mou e Silvestro Ziccardi, con la collaborazione alla drammaturgia e alla messa in scena di Alessandro Lay, è liberamente tratto dal racconto “L’asino del gessaio” di Luigi Capuana.

– La magia delle bolle di sapone. E’ lo spettacolo “Ouverture des saponettes” dell’artista milanese Michele Cafaggi, attore e autore, che realizza un vero e proprio concerto di bolle di sapone di tutte le dimensioni.

Tutti gli spettacoli previsti sono adatti agli studenti delle scuole primarie mentre alcuni si rivolgono anche ai bambini della scuola dell’infanzia.

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Da trent’anni il Cada Die Teatro si dedica, oltre che alla produzione di spettacoli, alla formazione teatrale con un’ampia offerta di laboratori. Dal mese di ottobre riparte l’attività della Scuola di Arti Sceniche de La Vetreria e sarà possibile iscriversi ai corsi, ben sette, dedicati a varie fasce d’età, dalla prima infanzia all’età adulta, tenuti dagli attori, e registi, della storica compagnia  cagliaritana, che si svolgeranno nel centro comunale d’arte e cultura La Vetreria di Pirri. Un laboratorio – è una novità – che prenderà il via quest’anno è “Spazio alla creatività, istruzioni per l’uso”, dedicato ai bambini dai 7 ai 10 anni e condotto da Francesca Pani. I giovanissimi allievi, attraverso un lavoro che mette insieme il gioco, la costruzione e l’osservazione dell’ambiente urbano, impareranno un nuovo modo di guardare e ascoltare e, soprattutto, a scoprire nuovi spazi per giocare. Ne “Il gioco del teatro”, di Silvestro Ziccardi, bambini dai 5 ai 13 anni si alleneranno a essere più sciolti nei movimenti, balleranno, canteranno, parleranno, discuteranno, in una parola, faranno teatro. Verranno proposti esercizi che stimolano l’attenzione e la fiducia; lo spazio scenico non sarà il luogo della finzione ma un’area protetta dove si può provare, sbagliare, essere se stessi.

“Cuori di panna smontata”, progetto diretto da Mauro Mou e dedicato agli adolescenti, nasce nel 2004 durante un laboratorio sui percorsi possibili delle arti sceniche, organizzato per la manifestazione “Ogliastra teatro”. Anche quest’anno si concentrerà sulla ricerca e lo studio di linguaggi innovativi e sullo sviluppo di nuove tematiche, cercando una metodologia collettiva di elaborazione e di stimolazione del percorso creativo.

Ne “Il mestiere dell’attore”, condotto da Alessandro Lay e rivolto ad allievi dai 20 anni in su, si lavorerà sul corpo e sulla sua preparazione a un’azione teatrale. Si darà vita a dei quadri teatrali usando le varie possibilità attoriali: il linguaggio del corpo, l’uso dell’immagine e della composizione visiva, il testo scritto che diventa vivo, partendo dal monologo alle tecniche di narrazione, dal dialogo alla coralità. “Spirito guida“del percorso sarà il bardo per antonomasia, William Shakespeare.

“Con passione” è il titolo del laboratorio diretto da Pierpaolo Piludu, dedicato a giovani ed adulti.

Verrà sviluppato il lavoro portato avanti nel corso che si è concluso nel mese di maggio con la presentazione dello studio “Se non son gigli”. I partecipanti verranno invitati a mettersi nei panni degli abitanti delle palazzine di Piazzetta Sirboni: donne e uomini egoisti, cinici e menefreghisti, cresciuti con il coltello fra i denti in un ambiente dove le parole gentilezza e bontà sono sinonimo di stupidità.

Ancora Pierpaolo Piludu riprenderà il progetto “La guerra dentro casa”. Ogni anno a febbraio, nei giorni dell’anniversario dei bombardamenti, il gruppo di 20 allievi che frequenta il laboratorio porta in scena “Cagliari 1943. La guerra dentro casa”, un lavoro incentrato sulle tragiche giornate in cui la città venne quasi rasa al suolo durante la seconda guerra mondiale.

Verrà sviluppato anche lo studio Cari simpatici vecchini, proposto, con gli stessi allievi, nello scorso mese di giugno.

“Migranti” è il progetto curato da Alessandro Mascia, un laboratorio teatrale integrato che si rivolge all’area del disagio psichico, fisico e sociale. “Migranti” ha preso le mosse dall’incontro di anime cosiddette diversabili con i presunti normali. E’ nato così un laboratorio permanente, che dal 2003 è ospitato nella Scuola di Arti Sceniche La Vetreria di Pirri.

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Spettacolo, laboratori e giochi: è ancora questa la ricetta vincente per la serata di chiusura di “Capitani coraggiosi d’estate”, la tranche estiva della stagione di teatro per ragazzi organizzata e curata da Cada Die Teatro, sotto la direzione artistica di Tatiana Floris e Silvestro Ziccardi, nella Corte della Vetreria di Pirri.
Domani, venerdì 12 luglio, si partirà alle 19.30, con “Schioppi e galoppi”, laboratorio a cura dei Cemea Sardegna (Centri di Esercitazione ai Metodi dell’Educazione Attiva). Il sigillo sulla rassegna lo metterà alle 21.30 “Più veloce di un raglio”, di e con Mauro Mou e Silvestro Ziccardi, fortunata produzione di Cada Die Teatro. Liberamente tratto dal racconto “L’asino del gessaio” di Luigi Capuana, con la collaborazione di Alessandro Lay per la drammaturgia e la messa in scena (il suono è di Giampietro Guttuso, il disegno luci di Giovanni Schirru, l’organizzazione di Tatiana Floris), lo spettacolo ha ricevuto diversi importanti riconoscimenti, come l’Eolo Awards per la migliore novità di teatro ragazzi e giovani, il Premio Rosa D’oro, il Premio Padova – Amici di Emanuele Luzzati.
«C’era una volta un gessaio che aveva tanti asini, magri, brutti e sporchi; ma tra tutti questi ne aveva uno che era il più brutto di tutti. Era magro, storto, spelacchiato, con la coda scorticata, le zampe così rovinate che sembrava reggersi in piedi per miracolo. Ma quando il suo padrone gridava “Avanti focoso!…” l’asino alzava la testa, abbassava le orecchie per essere più aerodinamico e, roteando la coda come fosse l’elica di un aeroplano, partiva più veloce d’un raglio!»

Fra racconto, rappresentazione e contrappunto musicale, ecco la storia del gessaio e del suo spelacchiato asino Focoso che, liberato da una malefica stregoneria, diventerà principe.
Mauro Mou e Silvestro Ziccardi narrano una storia che parla di redenzione, dove nulla è come appare e dove sono gli umili ad avere la loro giusta rivincita sulle ingiustizie operate dai nobili e dai prepotenti: «Non bisogna farsi ingannare dalle apparenze, anche un asino può avere un cuore nobile e i re e le principesse talvolta devono rimboccarsi le maniche per guadagnarsi un po’ di nobiltà».

Anche domani sarà aperto il Cafè ludico, uno spazio in cui conoscere e sperimentare giochi in scatola, tavolieri, giochi di società, presentati e proposti dagli esperti dei Cemea.