13 June, 2024
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Il Cagliari formato casalingo è un’altra squadra rispetto a quella spenta e a tratti rinunciataria sconfitta all’Olimpico di Roma dalla Lazio. Contro il Genoa, in uno scontro diretto per la salvezza, la squadra rossoblu ha ritrovato pienamente se stessa ed ha conquistato tre punti pesantissimi in chiave salvezza. A decidere è stato un goal di Diego Farias, al 48′ del primo tempo.

Rolando Maran ha recuperato Srna, Ceppitelli e Pavoletti, i primi due reduci da due giornate di squalifica, il terzo da un infortunio, affiancato in attacco a Diego Farias. Dopo un quarto d’ora ha perso Joao Pedro, vittima di un brutto intervento di Romero, e lo ha sostituito con Artur Ionita.

Il primo tempo non ha offerto grandi emozioni ed è risultato sostanzialmente equilibrato. A sbloccare la partita è arrivato il goal di Diego Farias, abile a sfruttare un assist di Srna, con un pallone che ha rimbalzato sul terreno, prima di infilarsi in rete imparabilmente.

In avvio di ripresa, Cesare Prandelli ha tentato la carta Kouamé, inserito al posto di un centrocampista, Sandro. Il Genoa ha sfiorato il pareggio due volte in pochi minuti con Bessa ed una terza volta con il nuovo entrato Kouamé, sul quale si è esaltato il portierone rossoblu Alessio Cragno. Il Cagliari ha sfiorato il raddoppio prima con Diego Farias, poi con Nicolò Barella, con una grande conclusione terminata sulla traversa.

Il Genoa non si è arreso, ci ha provato con il polacco Piatek, capocannoniere del campionato, anticipato al momento della battuta a rete da favorevole posizione da uno straordinario recupero di Luca Ceppitelli, e nel finale ha provato in tutti i mondi di creare insidie alla difesa del Cagliari, che si è disimpegnata brillantemente, consentendo alla squadra di portare in porto una vittoria importantissima, con la quale sale a quota 20 punti ad una giornata dal giro di boa del campionato, in perfetta media per una salvezza anticipata.

«Oggi siamo riusciti a portare a casa una gara difficile, in un momento particolare, dove contano altri aspetti, oltre al gioco – ha commentato a fine partita Rolando Maran -. È stata una partita “sporca”, i ragazzi sono stati bravi a giocarla con grande sacrificio, compattezza e spirito di squadra: abbiamo saputo leggere i momenti della partita e questi sono tutti dettagli importanti, oltre alla vittoria che aspettavamo da tempo. Su queste basi abbiamo costruito la nostra vittoria. Sottolineo anche la vicinanza del pubblico, che continua a spingerci oltre l’ostacolo ad ogni partita e diventa un valore aggiunto.»

«Il Genoa al momento è una delle squadre più in forma del campionato, si è visto subito che avrebbe potuto procurarci problemi – ha aggiunto Rolando Maran -. L’uscita di Joao Pedro ha un po’ rovinato i nostri piani, quando ho dovuto sostituirlo ho preferito inserire Ionita per pareggiare le forze in mezzo al campo e al contempo ho allargato Farias per contenere gli esterni che stavano spingendo molto. La squadra è riuscita a rimanere corta. Soprattutto nel primo tempo abbiamo avuto il freno a mano tirato, cose che succedono quando vieni da due sconfitte e un periodo difficile a causa di infortuni e squalifiche. Aspetti mentali – ha concluso il tecnico del Cagliari – che sono mutati durante la gara e che abbiamo superato da squadra.

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Un brutto Cagliari, sceso in campo in formazione largamente rimaneggiata, è uscito sconfitto nettamente dall’Olimpico di Roma, al termine della sfida con la Lazio di Simone Inzaghi. Il risultato finale è stato reso meno netto dal calcio di rigore realizzato da Joao Pedro in pieno recupero (alla quarta marcatura personale), ma il risultato non è stato mai in discussione, perché la squadra capitolina l’ha subito incanalata dalla sua parte, con due goal nei primi 23′ minuti, autori Sergej Milinković-Savić e Francesco Acerbi, pronti a ribadire in rete due respinte di Alessio Cragno. E il risultato a metà del primo tempo sarebbe potuto essere ancora più rotondo, perché al 21′, poco prima del secondo goal, Ciro Immobile ha colpito la parte interna della traversa con una gran botta.

I primi cenni di reazione del Cagliari sono arrivati negli ultimi minuti della prima frazione di gioco, con Alberto Cerri e Paolo Faragò.

Nella ripresa la Lazio è andata vicina al terzo goal in un paio di occasioni, prima di centrare il bersaglio al 21′ con Senad Lulić che, ben servito da Immobile, non ha lasciato scampo ad Alessio Cragno.

A quel punto, a risultato ormai acquisito, il Cagliari ha avuto una reazione, è andato vicino al goal con Daniele Dessena e lo ha realizzato con il calcio di rigore procurato e realizzato da Joao Pedro.

La squadra di Rolando Maran deve dimenticare in fretta il brutto pomeriggio di ieri, perché il calendario non dà tregua. Mercoledì, alla Sardegna Arena, arriva il Genoa del capocannoniere del campionato Krzysztof Piątek, andato in goal anche ieri nella partita vinta dalla squadra ligure contro la forte Atalanta.

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Alessio Cragno.

Un bel Cagliari s’è arreso al Napoli solo al 90′ per una prodezza balistica di Arkadiusz Milik su calcio di punizione. Scesa in campo priva di ben cinque titolari (Lucas Castro. Leonardo Pavoletti, Darijo Srna, Luca Ceppitelli e Charalampos Lykogiannis), la squadra di Leonardo Mara ha giocato ad armi pari con la vicecapolista e, soprattutto nel primo tempo, è andata più volte al goal del vantaggio. Il Napoli, sorpreso dalla vivacità del Cagliari, ha sofferto per tutto il primo tempo, nella ripresa ha aumentato i ritmi fin dalle battute iniziali e la partita ha cambiato volto ma i rossoblu hanno saputo soffrire e sono riusciti a tenere il risultato di parità fino al 90′, quando è maturata l’azione decisiva: Marco Andreolli ha commesso fallo su Dries Mertens al limite dell’area, s’è incaricato della battuta Arkadiusz Milik che ha inventato traiettoria perfetta con il pallone che è andato ad infilarsi sotto la traversa, imprendibile per l’ottimo Alessio Cragno.

Nei lunghi sette minuti di recupero, il Cagliari ha tentato una reazione ma, anche per la stanchezza accumulata, jon è risucito più a creare problemi alla difesa partenopea.

Con i tre punti conquistati il Napoli sale a quota 38 punti e mantiene invariato il ritardo di 8 lunghezze dalla Juventus, mentre il Cagliari resta fermo a quota 17, con 6 lunghezze di vantaggio sul Bologna, terz’ultimo, che domani sera ospiterà il Milan in chiusura della 16ª giornata del girone d’andata.

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Pazzesco alla Sardegna Arena: sotto di due goal fino all’84’, il Cagliari privo dello squalificato Nicolò Barella, Luca Castro infortunato e Leonardo Pavoletti bloccato da un leggero risentimento al flessore durante il riscaldamento, ha compiuto un’impresa incredibile, dimezzando lo svantaggio con Artur Ionita all’84’ e riagguantando la Roma all’ultimo respiro, al 95′, con il neo entrato Marco Sau, dopo essere rimasto in 9 uomini per le espulsioni di Luca Ceppitelli e Darijo Srna. La Sardegna Arena al goal di Marco Sau è esplosa di gioia. Il punto conquistato in extremis, pienamente meritato per il grande secondo tempo nel corso del quale la Roma non è praticamente esistita, è di un’importanza capitale per le condizioni in cui è maturato, in prospettiva salvezza!

La Roma nel primo tempo, con il maestrale alle spalle, ha sbloccato il risultato con Bryan Cristante al 14′. Il Cagliari ha sofferto nella prima mezz’ora, poi ha cercato di organizzare una reazione ma solo in due occasioni, con Paolo Faragò, ha impensierito la difesa giallorossa. E nel finale del tempo, al 41′, ha subito il raddoppio della Roma, con Aleksandar Kolarov.

Al rientro in campo dagli spogliatoi si è visto subito un altro Cagliari. La Roma si è ritratta a difesa del doppio vantaggio, inizialmente ha rischiato poco ma con il passare dei minuti la pressione della squadra di Rolando Maran è diventata sempre più continua e la difesa giallorossa è andata via via sempre più in sofferenza.

La Roma si è rifatta viva al 17′ con una conclusione del baby Nicolò Zaniolo, sulla quale ha compiuto una prodezza Alessio Cragno. Il Cagliari ha reclamato un rigore per un presunto fallo di mano di Aleksandar Kolarov ma l’arbitro, dopo aver consultato la VAR, ha detto di no. Sono iniziati i cambi e la Roma si è chiusa ancora più in difesa. In campo Xavier Pastore per Patrik Schick.

All’84’ è arrivato il gol che ha riaperto la partita: calcio d’angolo di Darijo Srna, tocco di Joao Pedro e sul secondo palo è arrivato puntuale Artur Ionita che ha fatto esplodere d’entusiasmo la Sardegna Arena.

All’88’ Eusebio Di Francesco ha tolto dal campo Nicolò Zaniolo, anche oggi tra i migliori, inserendo Juan Jesus. L’arbitro ha concesso 5 minuti di recupero, nel corso dei quali è accaduto di tutto.

Al 91’, su lancio di Luca Cigarini (entrato a 10′ dalla fine per Filip Bradarić) ha messo in mezzo un gran pallone, sul quale Paolo Faragò ha calciato addosso a Robin Olsen, poi fortuitamente è finito addosso al portiere, l’arbitro ha assegnato un calcio di punizione alla Roma, Luca Ceppitelli e Darijo Srna hanno ecceduto nelle proteste e sono stati espulsi. Cagliari in 9 contro 11, tutto finito? Per niente.

Il Cagliari ci ha creduto ancora, Artur Ionita ha servito in profondità un pallone di platino per Marco Sau che si è infilato come una lama nel burro della difesa romanista ed ha gelato l’incolpevole Robin Olsen! La Sardegna Arena è diventata un inferno, l’arbitro ha fischiato la fine e per il Cagliari il 2 a 2 vale come una vittoria e la classifica questa sera dice 17!

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Le prodezze di Alessio Cragno ed il ritorno al goal di Diego Farias, entrato in campo a mezz’ora dalla fine con la squadra sotto di un goal e in evidente difficoltà, sono i due elementi alla base del prezioso punto strappato dal Cagliari a Frosinone, in una partita caratterizzata da un primo tempo e da un’apprezzabile reazione nella ripresa. Un punto che consente di tenere le distanza dalla squadra ciociara, penultima con 8 punti, e di aumentare di un punto il margine sulla terz’ultima posizione, occupata dal Bologna, travolto nell’anticipo giocato sabato sera sul campo della Sampdoria. Unica vera nota stonata della domenica, l’espulsione nel finale di Nicolò Barella, per doppia ammonizione, senza la quale probabilmente la squadra rossoblu avrebbe potuto tentare anche il colpaccio.

«Nei primi 45’ abbiamo sofferto, portavamo troppo il pallone e siamo diventati prevedibili. Inoltre, ci siamo troppo esposti alle loro ripartenze – ha commentato a fine partita Rolando Maran -. Rischiavamo ogni volta che perdevamo il pallone. Nella ripresa invece abbiamo ritrovato l’equilibrio, creato quattro-cinque occasioni e una siamo riusciti a sfruttarla. Se fossimo rimasti in undici avremmo trovato la forza giusta per vincerla, il Frosinone stava facendo fatica ad accorciare. Con l’inferiorità numerica abbiamo pensato più che altro a conservare il pareggio.»

«La squadra ha mostrato molta personalità ed è un segnale di miglioramento – ha aggiunto il tecnico rossoblu -. Alcune volte riusciamo a fare bene, altre volte meno ma quel che conta è avere una identità e mettere in campo prerogative come determinazione, carattere e voglia di fare risultato. La squadra ha bisogno del rendimento dell’undici di partenza ma anche di un grande apporto di qualità da coloro che subentrano con la testa giusta. Oggi, come tante altre volte, questo contributo c’è stato. Sono contento per Farias: al di là della prestazione personale – ha concluso Rolando Maran – gli attaccanti hanno bisogno del gol ed il fatto che sia riuscito a sbloccarsi è un bel segnale.»

Diego Farias con il goal del pareggio ha ritrovato il sorriso. «Sono felice per il gol e ancora di più perché è stato utile alla squadra per portare a casa un risultato positivo. Una rete bella ed importante. Quando sono entrato avevo il compito di fare il trequartista in partenza ma anche di scambiarmi con Joao. Ho provato a fare quel che mi chiedeva il mister, alla fine è arrivato il gol. Ma per me l’importante è giocare e aiutare i compagni, non conta in quale ruolo.»

«Questo gol lo dedico a tutti coloro che mi sono stati vicini in un periodo difficile. Ringrazio anche i miei compagni per l’abbraccio dopo il gol, anche loro mi hanno aiutato tanto. Io vorrei sempre essere in campo e dare il massimo per la squadra, purtroppo, ultimamente le cose non sono andate come volevo. Ho continuato a lavorare – ha concluso Diego Farias – ed oggi ho raccolto i frutti.»

Diego Farias.

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E’ un pari positivo quello ottenuto ieri sera dal Cagliari, nel posticipo della 13ª giornata, contro il Torino. Una partita senza grandi squilli, che ha visto il Torino più vicino al goal, negatogli da alcuni grandi interventi di Alessio Cragno nel secondo tempo. Il tecnico rossoblu, Rolando Maran, comunque, è soddisfatto del risultato e, soprattutto, della prestazione della sua squadra che, una volta resasi conto delle difficoltà, l’ha gestita per conseguire quel pari che muove la classifica e porta la squadra a quota 15 punti, 4 punti avanti alla quota salvezza.

«E’ stata una partita strana, falsata dalle condizioni atmosferiche – ha detto a fine partita Rolando Maran -. Il Torino non ci ha fatto ragionare, ha attaccato i nostri punti di riferimento concedendoci poco palleggio. Non siamo riusciti a fare circolare la palla con velocità, altre volte abbiamo fatto meglio: però la squadra ha tenuto bene il campo, con caparbietà, senza sbagliare nulla, contro un avversario costruito per andare in Europa League. Penso che sia stata una prova di maturità, la crescita passa anche attraverso questi momenti·»

«Avevamo giocatori fuori da tempo, siamo stati squadra sino all’ultimo – ha aggiunto il tecnico rossoblu -. Mi è piaciuta la capacità di soffrire, abbiamo disputato una partita di sacrificio ma senza rinunciare a cercare di vincere. Vero che il Torino nella seconda parte di gara ha intensificato la pressione specie dopo l’ingresso di Zaza, però la partita è rimasta sempre in equilibrio ed anche noi ci siamo resi pericolosi col tiro di Daniele Dessena in pieno recupero. Non ci dobbiamo mai accontentare, poi alcune partite possono risultare più complicate di altre.»

Soddisfatto anche il presidente Tommaso Giulini.

«La squadra ha fatto una buona gara – ha detto il presidente rossoblu -. Abbiamo affrontato una compagine costruita per andare in Europa League come il Torino con una formazione rimaneggiata; i ragazzi erano scioccati per l’infortunio occorso a Castro ed anche le condizioni atmosferiche hanno condizionato l’andamento di una partita molto bloccata sul piano tattico. Ci siamo guadagnati il nostro punto con grande volontà.»

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Il Cagliari affronta alle 18.00 la Spal (dirige Daniele Doveri di Roma), diretta concorrente per la salvezza, nell’anticipo della dodicesima giornata del campionato di serie A. I rossoblu di Rolando Maran affrontano la formazione estense con il morale alto e una grande consapevolezza nei propri mezzi, rafforzata prima dalla prestazione fornita all’Allianz Stadium contro la capolista Juventus, poi, in settimana, dalla convocazione in Nazionale di ben tre giocatori: Alessio Cragno, Nicolò Barella e Leonardo Pavoletti.

Ancora indisponibili Ragnar Klavan, Diego Farias e Charalampos Lykogiannis, Rolando Maran dovrebbe riconfermare la stessa formazione che tanto bene ha fatto a Torino, con Lucas Castro alle spalle della coppia d’attacco formata da João Pedro e Pavoletti. Fabio Pisacane e Luca Ceppitelli faranno coppia al centro della difesa.

 

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Il Cagliari è uscito sconfitto dalla sfida con la corazzata Juventus, come da pronostico, ma ha lasciato l’Allianz Stadium a testa non alta ma altissima, perché ha saputo reggere il confronto con Cristiano Ronaldo e compagni, andando vicina al pareggio molto più di quanto si potrebbe pensare osservando soltanto il risultato finale di 3 a 1.

La partita è iniziata in salita, perché dopo soli 42″ Paulo Dybala l’ha sbloccata, approfittando di una distrazione della difesa rossoblu. I più, a quel punto, hanno pensato ad una passeggiata bianconera, ad una vittoria con punteggio ampio, ma il Cagliari ha impiegato pochi minuti per far capire alla Juventus e ai suoi tifosi, che non sarebbe stata una serata facile. La squadra di Rolando Maran ha iniziato a giocare senza timori, ribattendo colpo su colpo alle iniziative juventine, ha chiesto un rigore per un fallo di mano di Benatia (18′), non concesso dal direttore di gara dopo la consultazione del VAR, ha sfiorato il pareggio con Leonardo Pavoletti (20′) ed è emersa la sensazione che il Cagliari avrebbe potuto riaprire la partita, tanto che il goal di Joao Pedro, arrivato al 36′, non ha sorpreso nessuno. A quel punto, purtroppo, dopo soli due minuti, un intervento in scivolata di Bradaric su un innocuo traversone di Douglas Costa dalla fascia sinistra, ha provocato una sfortunata autorete ed ha riportato la Juventus in vantaggio. Nel finale del tempo, Cristiano Ronaldo ha avuto sui piedi il pallone del terzo goal che avrebbe chiuso il match al 2′ di recupero del primo tempo, ma la sua gran botta ha terminato la corsa sul primo palo.

Il secondo tempo ha offerto meno emozioni ma il Cagliari ha continuato a crederci, rischiando poco in difesa e al 41′ ha costruito una clamorosa occasione per pareggiare, con Leonardo Pavoletti su assist di Marco Sau, entrato pochi minuti prima al posto di Simone Padoin, la cui conclusione è stata respinta con il ginocchio da Benatia e sul successivo tentativo, Bentancur ha messo in angolo. Sul capovolgimento di fronte, con la difesa rossoblu scoperta, Cristiano Ronaldo ha trovato spazio al centro ed ha servito a Cuadrado un pallone che chiedeva solo di essere messo alle spalle di Alessio Cragno, cosa che l’ex udinese ha fatto puntualmente.

Il risultato finale è troppo severo per il bellissimo Cagliari di Rolando Maran che può giustamente andare fiero della sua squadra, in continua crescita e che, continuando così, pare destinata ad un campionato tranquillo, ben lontano dalle paure della bassa classifica.

 

 

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Missione compiuta! Contro il Bologna il Cagliari doveva vincere, per conquistare i primi tre punti casalinghi della stagione, ed ha centrato il bersaglio con pieno merito, con goal di Joao Pedro e Leonardo Pavoletti. La vittoria è arrivata unitamente alla conferma di quel bel gioco che fino ad oggi non aveva fruttato quanto la squadra avrebbe meritato.

Rolando Maran ha proposto un undici iniziale diverso rispetto alle ultime partite, con la coppia centrale formata da Pisacane e Romagna, Padoin sulla fascia sinistra, Castro trequartista e Joao Pedro al fianco di Leonardo Pavoletti.

Il Cagliari ha iniziato con grande aggressività, creando alcune buone opportunità, non concretizzate, ma a metà tempo ha sbloccato il risultato, sugli sviluppi di un’azione dello scatenato Castro che ha superato Calabresi con un tunnel ed ha servito un assist perfetto per Joao Pedro. il cui colpo di testa non ha lasciato scampo a Skorupski.

Il goal del vantaggio non ha fermato le iniziative del Cagliari che avrebbe potuto raddoppiare già al 27′ con lo stesso Joao Pedro. Subito dopo Rolando Maran è stato costretto a rinunciare a Srna, dolorante per un colpo subito ad un fianco, e lo ha sostituito con  Paolo Faragò.

Nuova iniziativa offensiva del Cagliari al 31′, sull’asse Castro-Joao Pedro, con conclusione di testa oltre la traversa. Il centrocampo del Cagliari sovrasta quello bolognese con Barella e Castro e allo scadere del tempo uno scambio Castro-Joao Pedro costringe il portiere ospite ad un’uscita in tutto per precedere il brasiliano.

L’avvio della ripresa è meno brillante del primo tempo ma nel Cagliari è sempre Joao Pedro il più intraprendente in attacco e a metà ripresa il Cagliari ha chiuso i conti con il goal del 2 a 0: Castro si è liberato sulla destra ed ha servito un assist perfetto per Leonardo Pavoletti che ha messo alle spalle di Skorupski con un grande colpo di testa, la sua specialità. Girandola di cambi da una parte e dall’altra ma fino alla fine nulla è cambiato, il Cagliari ha controllato senza problemi le timide puntate offensive del Bologna ed ha centrato il traguardo della prima vittoria casalinga, scavalcando in classifica il Bologna.

Il Cagliari va alla sosta per gli impegni della Nazionale più tranquillo, ora la classifica è più rispondente alle aspettative e a quanto prodotto sul campo nelle prime otto partite stagionali.

«Lo dovevamo ai tifosi che ci hanno sempre sostenuto, nonostante non avessimo ancora regalato loro una gioia. Sono contento per tutti, dal presidente ai magazzinieri – ha detto Rolando Maran a fine partita -. La squadra ha finalmente raccolto quel che ha seminato. In altre occasioni quello che avevamo fatto non era stato sufficiente; volevamo fortemente questa vittoria, la pressione c’era, ma non ci ha turbato. Abbiamo sfoderato una grande prestazione, con spirito e sacrificio da parte di tutti. Una vittoria ottenuta grazie al gioco. Siamo stati bravi a capitalizzare.»

Rolando Maran ha commentato la nuova convocazione in Nazionale di Nicolò Barella ed Alessio Cragno: «La loro convocazione è motivo di orgoglio per i ragazzi e per tutta la Società. Stanno crescendo in maniera eclatante. Pavoletti? In area di rigore è tra i più forti in Italia, penso che se continua così possa giocarsi anche lui le sue carte per l’azzurro».

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Un Cagliari dai due volti: bello nel primo tempo, a tratti letteralmente dominato; un secondo tempo in calo e nel finale in grande sofferenza, con Alessio Cragno in cattedra a salvare il risultato sul calcio di rigore battuto da David Kownacki a tempo ormai scaduto. E’ questa la fotografia della partita Cagliari-Sampdoria che ieri sera, alla Sardegna Arena, ha fruttato al Cagliari di Rolando Maran il terzo pareggio casalingo consecutivo.

Nel primo tempo s’è rivisto il Cagliari brillante che due settimane fa in avvio di partita aveva fatto tremare il Milan. I rossoblu hanno creato tanto ma non sono riusciti a concretizzare ed hanno poi visto crescere la squadra dell’ex Marco Giampaolo che ha riequilibrato la partita.

Nella ripresa le occasioni sono fioccate da una parte e dall’altra. Al 9′ Diego Farias ha colto un palo, su assist di Joao Pedro e, sul capovolgimento di fronte, Alessio Cragno ha detto di no a Grégoire Defrel, sfuggito alla guardia di Ragnar Klavan. E due minuti dopo la Sa squadra bucerchiata ha sfiorato ancora il goal con lo stesso Grégoire Defrel che ha colpito la parte alta della traversa al culmine di un’azione sviluppata da Gastón Ramírez e rifinita da Édgar Barreto.

Girandola di sostituzioni: Karol Linetty nella Sampdoria ha rilevato Gastón Ramírez; nel Cagliari sono entrati Filip Bradaric ed Artur Ionita per Luca Cigarini e Joao Pedro.

Al 28′ Karol Linetty ha colpito un’altra traversa. Altri cambi: nella Sampdoria Jakub Jankto e David Kownacki per Dennis Praet e Fabio Quagliarella; nel Cagliari Marco Andreolli per Carlo Pisacane.

Quando la partita è sembrata ormai destinata a terminare senza goal, è arrivato l’episodio decisivo, al 1° dei 4 minuti di recupero concessi dall’arbitro Gianluca Rocchi.

Marco Andreolli ha ostacolato fallosamente Grégoire Defrel e l’arbitro ha concesso il calcio di rigore. Sulla Sardegna Arena è calato lo spettro della prima sconfitta interna (con il Sassuolo un rigore al 97′ fu decisivo per il pareggio) ma Alessio Cragno ha “gelato” David Kownacki, bloccando il suo tiro in presa in tuffo.

E’ finita così senza goal e il Cagliari sale a quota 6 punti in classifica, dopo 6 giornate, perfetta media salvezza.

«Alessio Cragno ci ha messo una pezza nel recupero, è stato bravissimo però il nostro punto è meritato: perdere oggi sarebbe stato ingiusto, focalizzare l’attenzione solo nei minuti finali non avrebbe reso giustizia al tipo di partita giocato dai ragazzi – ha commentato a fine partita Rolando Maran -. Audero ha fatto un paio di grandi parate su Farias, la squadra ha giocato e concluso in porta diverse volte. Ripeto, uscire sconfitti oggi non sarebbe stato giusto. La squadra è partita anche oggi su grandi ritmi, voleva conquistare la vittoria iniziando forte. Poi è chiaro, un avversario come la Sampdoria può mettere in difficoltà chiunque, a volte può farti girare a vuoto e creare dei pericoli, come è successo nella ripresa. Ci sono stati tanti capovolgimenti di fronte, occasioni per entrambe, bisogna correre tanto e calciare in maniera pericolosa. Nel momento di massima pressione della Sampdoria abbiamo colpito un palo, un paio di verticalizzazioni di Farias potevano finire in maniera diversa – ha concluso Rolando Maran -. La partita si è conclusa a reti inviolate ma i ragazzi hanno fatto quel che dovevano fare.»