5 July, 2026
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Un’area finora inaccessibile entra per la prima volta, dal 1936 ovvero dopo 90 anni, nei percorsi di visita del Parco archeologico di Nora, offrendo al pubblico l’opportunità di scoprire uno dei più importanti contesti funerari fenici e punici del Mediterraneo occidentale. L’apertura al pubblico dell’area della necropoli fenicia e punica situata nell’ex area militare di Nora rappresenta un traguardo di straordinaria rilevanza per la valorizzazione del patrimonio storico e archeologico della Sardegna. Finora interdetto alle visite in attesa della sua piena sistemazione, questo ampio settore del sito archeologico entra oggi a far parte dell’offerta culturale del Parco, consentendo ai visitatori di accedere a una porzione significativa della città antica e di comprenderne più profondamente la storia e l’estensione.

La fruizione dell’area è stata resa possibile grazie all’impegno congiunto del comune di Pula, della Fondazione Pula Cultura Diffusa e della Soprintendenza per i Beni archeologici, che hanno promosso l’apertura di uno spazio di eccezionale valore scientifico e culturale.

Al suo interno sono custodite testimonianze fondamentali per la ricostruzione delle origini e dello sviluppo della città di Nora e dei rapporti che essa intrattenne con il resto del Mediterraneo.

Nel settore settentrionale dell’ex base militare, dal 2013, l’Università di Padova conduce un articolato programma di ricerca archeologica che ha portato alla scoperta di una vasta necropoli utilizzata per circa sette secoli, dall’età fenicia fino a quella punica. Le sepolture più antiche, databili alla fine del IX secolo a.C., appartengono ai primi decenni della presenza fenicia a Nora. Si tratta di tombe a incinerazione realizzate mediante piccoli pozzetti scavati nella roccia, nei quali venivano deposte le ceneri dei defunti.

La necropoli di Nora costituisce un caso unico nel panorama archeologico sardo: è infatti la prima e, ad oggi, l’unica necropoli fenicia dell’isola rinvenuta in eccellente stato di conservazione e indagata attraverso metodologie scientifiche moderne. Le analisi antropologiche sui resti umani hanno inoltre fornito importanti informazioni sulla provenienza e sulla mobilità delle comunità che frequentavano il centro urbano nel corso del I millennio a.C. Tra il V e il III secolo a.C., in età punica, l’area funeraria continuò a essere utilizzata con modalità differenti. Alle pratiche di incinerazione si sostituì progressivamente il rito dell’inumazione e furono realizzate grandi camere funerarie ipogee, analoghe a quelle documentate in altri importanti centri della Sardegna punica.

Uno degli aspetti più significativi delle ricerche riguarda il rinvenimento di numerose tombe fenicie e puniche rimaste inviolate nel corso dei secoli. I corredi funerari recuperati – costituiti da ceramiche, oggetti metallici e manufatti vitrei – rappresentano una fonte preziosa per la conoscenza delle attività produttive, dei commerci e della vita quotidiana degli abitanti dell’antica Nora. I reperti sono oggi conservati ed esposti presso il Museo Civico “Giovanni Patroni” di Pula. Lo studio delle sepolture e dei materiali archeologici ha inoltre permesso di ricostruire una complessa rete di relazioni che collegava le comunità fenicie alle popolazioni nuragiche del territorio e, allo stesso tempo, inseriva Nora all’interno dei principali circuiti commerciali e culturali del Mediterraneo, con contatti documentati con la penisola italiana, la Spagna, il Nord Africa, la Grecia e le regioni del Levante.

Le testimonianze emerse dagli scavi attestano anche la continuità di frequentazione dell’area in età romana, quando il più antico spazio funerario venne progressivamente occupato da un quartiere residenziale e produttivo rimasto in uso fino alla tarda Antichità.

Le attività di ricerca dell’Università di Padova riprenderanno il 31 agosto e proseguiranno fino al 9 ottobre, confermando il ruolo della necropoli occidentale di Nora come uno dei più importanti laboratori di studio per la conoscenza delle civiltà fenicia e punica nel Mediterraneo.

Per il sindaco di Pula, Walter Cabasino, si tratta di una data storica per tutta l’Isola: «Restituire alla comunità e ai visitatori provenienti da tutto il mondo uno spazio archeologico di questa importanza ha una valenza doppia: l’apertura della necropoli occidentale non solo aumenta gli spazi aperti al pubblico, ma avrà anche ricadute economiche sul territorio. Non dobbiamo dimenticare la fragilità di questo sito archeologico; i danni provocati dall’uragano Harry sono ancora visibili. Ci auguriamo che gli enti preposti contribuiscano alla tutela e alla conservazione di Nora, per permettere anche alle generazioni future di godere della sua bellezza».

Jacopo Bonetto, docente di archeologia classica presso l’Università degli Studi di Padova, parla dei tesori rinvenuti nell’area della necropoli, che ricadeva sino al 2012 nella zona militare: «Abbiamo scavato in una zona dove prima nessun archeologo aveva mai messo piede, un’area che dal 1936 era interdetta ai civili. Dopo dieci anni di ricerca, portati avanti in collaborazione con la Soprintendenza, sono finalmente visibili i risultati del nostro lavoro: dalle scoperte fatte nella necropoli oggi sappiamo molto di più sugli abitanti di Nora. Tombe, arredi funerari, monili e gioielli: dallo scavo sono emersi numerosi reperti, oggi custoditi nel Museo Patroni di Pula. Questa porzione dell’area archeologica è stata una necropoli dall’VIII secolo a.C. al II secolo a.C., ma in seguito ha ospitato anche una cava di arenaria, una zona artigianale e un’area edificata. L’opera di scavo in quella zona non è affatto conclusa: presto torneremo al lavoro per aggiungere nuovi tasselli alla storia di Nora».

Chiara Pilo, archeologa della Soprintendenza, rimarca il delicato compito di scavare in un sito fragile come Nora: «Non esistono campagne a impatto zero, ma su quest’area archeologica si continua a lavorare con il duplice obiettivo di scoprire sempre più informazioni sulla storia di questa antica città e di garantire ai posteri la possibilità di conoscerla così come la vediamo noi oggi. Le campagne e i progetti su Nora proseguono: ci sono ancora zone su cui non abbiamo mai indagato, ma nuove scoperte vengono fatte anche nelle aree già conosciute e continuano ad ampliare il racconto di Nora».

Andrea Boi, presidente della Fondazione Pula Cultura Diffusa, sottolinea il valore scientifico del lavoro degli archeologi: «Rendere accessibili spazi dell’antica città preclusi ai visitatori per 90 anni apre il sito archeologico a nuove opportunità. La necropoli e i suoi reperti, oggi esposti al Museo Patroni, consentono di rendere ancora più interessante la visita al Parco archeologico di Nora».

Clara Pili, direttrice della Fondazione Pula Cultura Diffusa, si concentra sulle nuove esperienze che potrà vivere chi visiterà il Parco archeologico di Pula: «Nora amplia il proprio percorso di visita con l’apertura di nuove aree, finora oggetto di studio e valorizzazione e oggi finalmente accessibili al pubblico. La necropoli, di grande pregio storico e culturale, entra così a far parte di un racconto più completo e condiviso. Sempre più visitatori, soprattutto turisti provenienti da tutta la Sardegna, scelgono Nora per vivere esperienze  culturali e immersive, confermando l’attrattività del sito. In questo percorso virtuoso si inserisce la nuova apertura, pensata per offrire un’esperienza in continua evoluzione e un motivo in più per tornare, anche grazie all’integrazione con visite tematiche, percorsi serali ed esperienze sul territorio».

Manuela Serra, assessora della Cultura, parla di una giornata epocale: «Stiamo vivendo un vero e proprio momento storico: un evento che restituisce non solo a Pula, ma all’intera Sardegna e alla comunità internazionale, un patrimonio archeologico di inestimabile valore. Una straordinaria operazione di restituzione e condivisione che oggi è realtà grazie alla preziosa collaborazione con l’Università di Padova e al fondamentale lavoro sinergico svolto insieme alla Soprintendenza, alla quale va il nostro più sentito ringraziamento per aver creduto e investito in questo progetto».

Il comune di Pula e la Fondazione Pula Cultura Diffusa hanno organizzato per il 24 giugno 2026, alle 10.00, la conferenza stampa per l’apertura al pubblico della Necropoli occidentale di Nora: una scoperta e un evento di eccezionale importanza per il patrimonio culturale dell’Isola.

L’area dell’ex base militare, finora interdetta alle visite e mai inclusa nei tradizionali percorsi archeologici proposti, diventa fruibile per i visitatori. Lo spazio custodisce la prima e ancora unica necropoli fenicia di Sardegna rinvenuta in ottimo stato di conservazione e indagata con rigoroso metodo scientifico, oltre a monumentali tombe a camera di età punica e testimonianze di epoca romana.

La conferenza stampa si terrà alle 10 nell’area archeologica di Nora e parteciperanno Walter Cabasino, sindaco del comune di Pula, il presidente e la direttrice della Fondazione Pula, Andrea Boi e Clara Pili.

Durante l’incontro verranno illustrati i dettagli del nuovo percorso di visita, i risultati scientifico-antropologici sulle origini degli antichi abitanti e il calendario della nuova campagna di scavi archeologici dell’Università di Padova, che riprenderà il prossimo 31 agosto.

Nove sale espositive in cui verranno esposti i tesori provenienti da Nora, un laboratorio che permetterà ai visitatori di vedere dal vivo le operazioni di restauro dei reperti archeologici: dopo 13 anni riapre i battenti il museo “Giovanni Patroni”, in uno spazio rinnovato e molto più ampio rispetto a quello precedente. Con il Parco archeologico di Nora, la Torre del Coltellazzo, la chiesetta di Sant’Efisio, finalmente i visitatori potranno ammirare nuovamente le collezioni custodite nel museo di corso Vittorio Emanuele, che offre una fotografia perfetta delle varie fasi del passato del territorio di Pula. La gestione del museo, ridisegnato dall’architetto Jari Franceschetto con la collaborazione delle curatrici del progetto scientifico Emanuela Atzeni e Chiara Pilo della Soprintendenza archeologica, sarà affidata alla Fondazione Pula Cultura Diffusa: la direttrice sarà Isabella Atzeni.
Nelle teche del Museo Patroni, che sino al 4 aprile darà la possibilità alle scuole e ai residenti di visitare gratuitamente il nuovo spazio espositivo, troveranno spazio anche gli ultimi reperti recuperati dagli archeologi durante l’ultima campagna di scavo condotta a Nora.
Per il sindaco di Pula, Walter Cabasino, non si tratta di una riapertura, ma di una vera e propria inaugurazione di un museo completamente nuovo: «Gli spazi espositivi sono decuplicati, da due sale siamo passati a nove, ma stiamo parlando di un museo in progress, destinato a crescere ulteriormente. Per ingrandirlo il Comune ha acquisito uno stabile adiacente, e presto ne rilevare dai privati anche un altro: l’obiettivo è quello di rendere questo museo il punto di riferimento per la cultura di questo territorio. Questa riapertura è frutto della collaborazione istituzionale tra Comune, Soprintendenza, Regione e Fondazione Pula Cultura Diffusa: abbiamo lavorato in sinergia per raggiungere questo risultato, e per restituire alla comunità un presidio culturale di grande importanza».
Manuela Serra, assessora alla Cultura, la riapertura del Museo equivale alla riapertura di una finestra sul passato di Pula: «Con il Museo Patroni restituiamo alla città un tesoro che non appartiene solo a Pula, ma anche a tutta la Sardegna, all’Italia e alla comunità internazionale. Un tesoro che rafforza il prestigio culturale di Nora, uno dei siti archeologici più importanti del Mediterraneo, e che aggiunge un nuovo tassello alla rete di luoghi che fanno della nostra città un punto di riferimento per la ricerca, lo studio e la cultura. Questo museo non è soltanto uno spazio espositivo. È uno scrigno prezioso che raccoglie le testimonianze della millenaria civiltà che ha abitato il nostro territorio, il luogo in cui la memoria diventa conoscenza e la conoscenza diventa consapevolezza del nostro valore».
Chiara Pilo, archeologa della Soprintendenza, racconta cosa troveranno i visitatori del Museo a Patroni: «Gli spazi espositivi sono organizzati per aree tematiche, che raccontano le varie epoche di Nora e mostrano i luoghi pubblici della città, quelli di culto e la necropoli. Il nuovo museo non racconta solo Nora, ma parla di un intero territorio. Tra le attrazioni che potranno trovare esposte i visitatori possiamo annoverare le pitture murarie dell’edificio a est del Foro; il balsamario a forma di babbuino ritrovato nella necropoli fenicia; statuette votive rinvenute nell’ex area militare, e monili riaffiorati dalle tombe».
Andrea Boi, presidente della Fondazione Pula Cultura Diffusa, spiega come la riapertura del museo chiuda il cerchio della proposta culturale del paese: «Finalmente potremo offrire ai visitatori una visita completa, offrendo una visione d’insieme del nostro immenso patrimonio storico e archeologico. Negli ultimi tre anni il Parco archeologico di Nora è passato grazie un grande lavoro organizzativo da 65mila ingressi l’anno a oltre 100mila: siamo certi che con il funzionamento a pieno regimi del museo i dati miglioreranno ulteriormente».
Ilaria Portas, assessora regionale della Cultura: «Sono molto felice di questa inaugurazione, ogni presidio culturale aumenta l’offerta per la Sardegna, i sardi e i visitatori di ogni  angolo del mondo. I nostri beni culturali, materiali e immateriali hanno bisogno di essere custoditi e valorizzati per essere trasmessi al meglio alle nuove generazioni». 

A Gonnesa sarà corsa a tre, tra il sindaco uscente Hansel Cristian Cabiddu, l’ex sindaco Pietro Cocco ed Antonello Casu.

Lista “Per il bene Comune Gonnesa”.

Candidato alla carica di sindaco: Hansel Cristian Cabiddu.

Candidati alla carica di consigliere comunale: Andrea Piccioni, Angelo Filippini, Andrea Boi, Marzia Puddu, Marianna Tiddia, Michela Balloi, Marco Campus, Maura Masala, Oscar Sanna, Fabio Corona, Fabio Marras, Enrico Pistis.

Lista “Uniti per Gonnesa”.

Candidato alla carica di sindaco: Pietro Cocco.

Candidati alla carica di consigliere comunale: Maria Cristina Balloi, Jessica Cara, Sergio Ciccu, Maria Beatrice Collu, Alessandra Fois, Federico Friargiu, Pier Giorgio Lenzu, Antonio Mario Locci, Cristiano Gabriele Meloni, Mirco Scanu, Alessandro Serra, Pier Domenico Usai.

Lista “Per il nostro territorio”.

Candidato alla carica di sindaco: Antonello Casu.

Candidati alla carica di consigliere comunale: Giancarlo Ballisai, Ivano Bolacchi, Fabrizio Caddeo, Andrea Casu, Rebecca Figus, Jonatha Lenzu, Sabrina Lodde, Barbara Marongiu, Anna Masala nota Francesca, Mirko Orrù.

 

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Marco Fenu è il nuovo delegato della delegazione di Carbonia della Federazione Italiana Giuoco Calcio. La sua nomina è stata ufficializzata dal Comitato Regionale Sardegna, dopo la conclusione del mandato trentennale di Renato Serra. Marco Fenu, ex calciatore del Carbonia e vice delegato uscente, sarà affiancato dal vice Gerolamo Saliu, i componenti Simone Di Franco, Corrado Balia e Matteo Cabiddu e dal segretario Giovanni Uda.

Il Comitato Regionale Sardegna ha ufficializzato anche le nomine delle altre delegazioni provinciali.

Delegazione provinciale di Cagliari

Delegato: Antonio Begliutti

Vice delegato: da nominare

Componenti: Filippo Testa e Stefano Iesu

Segretario facente funzioni: Antonello Madau

Delegazione provinciale di Nuoro

Reggente: Luigi Secci

Vice delegato: Ivan Pinna

Componenti: Andrea Boi, Adriano Catte e Mario Bitti

Segretario: Andrea Mariane

Delegazione provinciale di Olbia Tempio

Reggente: Giovanni Cadoni

Vice delegato: da nominare

Componenti: da nominare

Segretario facente funzioni: Antonello Madau

Delegazione provinciale di Oristano

Delegato: Claudio Macchia

Vice delegato: da nominare

Componenti: Francesco Fadda, Salvatore Madau, Luigi Carloni ed Antonio Medde

Segretario: Giuseppe Collu

Delegazione provinciale di Sassari

Delegato: Peppino Pinna

Vice delegato: Marcello Argiolas

Componenti: Amedeo Greco, Sebastiano Campus, Tonino Murgia, Anna Cozzula, Carmelana Corgiolu, Vincenzo Porcu, Giovanni Ruiu ed Andrea Satta

Segretario: Antonio Mario Augias.