11 May, 2021
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«Le preoccupazioni che in questo anno erano state denunciate si sono puntualmente verificate. Da lunedì 3 maggio l’uscita dei 103 lavoratori ex Ifras determina la non operatività dei cantieri di Igea ma in parte anche di Carbosulcis considerato che 10 lavoratori prestavano il servizio a Nuraxi Figus per svolgere le attività del piano di messa in sicurezza della miniera. Per questo motivo, giovedì 29 aprile, si è svolta un’assemblea dei lavoratori Carbosulcis e due ore di sciopero dei lavoratori di Igea per denunciare il grave immobilismo della Regione Sardegna e della società in-house.»

La denuncia arriva dall’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori Filctem-CGIL, Femca-CISL e Uiltec-UIL che hanno diffuso un durissimo comunicato.

«Gli incontri avvenuti martedì con l’azienda e giovedì con l’assessorato dell’Industriasi legge nel comunicatohanno generato altra confusione e nessuna decisione operativa se non lo scaricabarile di responsabilità. Nel corso dello sciopero, i lavoratori e le organizzazioni sindacali hanno evidenziato ancora una volta che nella delibera approvata lo scorso 1 aprile non sono menzionate le attività di bonifica, limitando così Igea alle sole attività di gestione delle concessioni minerarie, in più si dispone una dotazione organica in cui, tra l’altro, si palesa ancora una volta la volontà di non prevedere la figura del Direttore Generale.»

«La pianta organica proposta appare non congrua per svolgere la mission aziendale mentre si palesa la trasformazione della società, nelle migliori delle ipotesi, in mera stazione appaltante; per questo motivo abbiamo chiesto all’assessora Anita Pili la possibilità di partecipare alla stesura del Piano industriale, strumento fondamentale per il futuro di Igea – aggiunge l’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori Filctem-CGIL, Femca-CISL e Uiltec-UIL -. Oltre al problema strutturale sono emersi i malumori e le preoccupazioni dei lavoratori derivanti da continui rinvii e scelte aziendali non condivisibili. Abbiamo avuto modo di reiterare la nostra richiesta all’assessora Anita Pili di dare l’opportuno indirizzo rispetto alle problematiche già da tempo evidenziate sulla modifica pianta organica che non riteniamo condivisibile, sul mancato riconoscimento di quanto previsto dal CCNL, sulla mancata discussione e applicazione della contrattazione di secondo livello e sulla decisione di trasferire gli uffici della Direzione aziendale a Cagliari, aumentando così lo scollamento e il distacco tra i vertici aziendali ed i lavoratori. A questo si aggiunge la necessità di una discussione di merito rispetto al futuro dei siti di Silius e Olmedo.»

«Martedì ci sarà un nuovo incontro con l’assessorato dell’Industria, alla presenza dell’Amministratore Unicoconclude l’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori Filctem-CGIL, Femca-CISL e Uiltec-UIL –, al fine di affrontare tutti i problemi sopra descritti. L’auspicio è che si possa delineare un percorso chiaro e condivisibile, per uscire da una situazione che, di fatto, ha portato alla contrapposizione rispetto a tutti i temi sopra menzionati.»

«Per il quinquennio 2020-2024, sono state indicate otto linee di sviluppo strategico, dalla progressiva chiusura dei siti minerari ad alcune bonifiche; dallo sviluppo di nuovi cantieri e di progetti di ricerca; dalla razionalizzazione dell’organizzazione interna fino alle dismissioni immobiliari per pubblica utilità o per fini produttivi.»

Lo ha detto l’assessore regionale dell’Industria, Anita Pili, dopo l’approvazione, da parte della Giunta regionale, del documento “Linee guida Piano industriale 2020-2024” della società in house Igea Spa, che rappresentano una proposta di indirizzo in base a cui la Società potrà predisporre il nuovo piano e la nuova organizzazione.

Con il precedente Piano industriale, Igea aveva avviato il censimento dei lavori necessari alla chiusure ed entro luglio 2021 completerà anche il censimento degli immobili di proprietà: «Dopo aver proceduto alla chiusura delle concessioni minori, con un notevole risparmio di fondi pubblici da destinare ad altre attività di ripristino, nel prossimo quinquennio saranno implementate le chiusure di concessioni maggiori con un progetto per ogni sito, da presentare entro il 2021 al Servizio Attività estrattive e Ripristino ambientale dell’assessorato dell’Industria ha aggiunto l’assessore Anita Pili -. Inoltre, nelle aree minerarie si procederà nella messa in sicurezza dei ‘fanghi rossi’ ed altre aree minori. Igea sta lavorando anche al completamento della bonifica del sito Santu Miali a Furtei e del sito di Olmedo, al supporto nelle bonifiche del Comune di Guspini a Montevecchio Levante e del comune di Iglesias a Valle Rio San Giorgio. Tra gli obiettivi, lo sviluppo dei cantieri di bonifica dell’ex area industriale Seamag ed il ripristino di Palmas Cave a Sant’Antioco, i progetti di ricerca del Centro eccellenza Sostenibilità ambientale (Cesa), formato con l’Università di Cagliari e l’Associazione per l’Università del Sulcis Iglesiente, e il laboratorio sotterraneo a basso rumore sismico nel sito minerario di Lula per lo studio delle onde gravitazionali. Altro obiettivo strategico di brevissimo periodo indicato nelle “Linee guida” è l’efficientamento energetico e quello organizzativo che passa anche attraverso la radicale riorganizzazione societaria».

«Le linee di sviluppo strategico prevedono lavori per complessivi 158 milioni di euro (141 milioni esclusi i lavori presso la miniera di Genna Tres Montes a Silius) ed un piano di assunzioni di 54 unità a tempo indeterminato, determinando una dotazione organica adeguata al raggiungimento degli obiettivi del piano industriale. Perciò, la Giunta regionale ha approvato anche il nuovo Regolamento per le assunzioni», ha concluso l’assessore regionale dell’Industria.

«Nel percorso di decarbonizzazione, tracciato nel Piano nazionale integrato energia e clima (Pniec), sono previste alcune misure che riguardano il Sulcis Iglesiente con importanti effetti socio-economici e occupazionali. Perciò, la Regione è chiamata ad elaborare proposte di investimento per il territorio nell’ambito della nuova programmazione europea, cogliendo le occasioni di rilancio economico dell’area, ulteriormente penalizzata dalla crisi economica generata dall’emergenza sanitaria.»
Lo ha detto l’assessore regionale dell’Industria, Anita Pili, al termine della riunione di Agenda Industria (in videoconferenza) sulle nuove opportunità di investimento offerte dal programma europeo “Just transition fund”, al quale hanno partecipato i consueti componenti del tavolo regionale (Confindustria, Confapi e sindacati), oltre ai rappresentanti delle Unioni dei Comuni (Sulcis, Arcipelago del Sulcis, Metalla e Mare) e dei Comuni.

Il Jtf ha stanziato per l’Italia oltre un miliardo di euro per supportare la transizione verso modelli economici più sostenibili nelle aree del Sulcis Iglesiente e della provincia di Taranto, definendo una serie di azioni: «Il percorso partecipato e la collaborazione istituzionale sono fondamentali e attraverso il dialogo coi rappresentanti dei territori vogliamo raccogliere idee e proposte da valutare per la stesura definitiva del Piano territorialeha aggiunto l’assessore Anita Pili -. L’Unione europea ha indicato i settori di investimento prioritari per il Sulcis Iglesiente nell’ambito del Jtf: le Pmi; la rigenerazione e la decontaminazione dei siti, il ripristino del terreno e i progetti di conversione; il potenziamento dell’economia circolare, anche mediante la prevenzione e la riduzione dei rifiuti, l’uso efficiente delle risorse, il riutilizzo, la riparazione e il riciclaggio; il miglioramento delle competenze e la riqualificazione professionale dei lavoratori, l’inclusione attiva delle persone in cerca di lavoro, l’assistenza nella ricerca del lavoro».

«Vogliamo condividere un percorso strategico – ha concluso Anita Pili – per intercettare le opportunità finanziarie europee che possano contribuire a migliorare la competitività del sistema produttivo sardo.»

«Non è corretto, perché non rispondente al vero, affermare che la posizione della Giunta sul piano industriale Igea non è chiara.»

Lo ha detto l’assessora dell’Industria Anita Pili, in risposta alle affermazioni delle sigle sindacali su alcune vertenze in atto. «Leggo con stuporeha aggiunto l’assessora Anita Pilile dichiarazioni secondo le quali la Giunta non avrebbe agito con la necessaria chiarezza e determinazione. Non risponde al vero, prosegue, nemmeno l’affermazione secondo la quale sarebbero stati ‘infruttuosi’ gli incontri con l’assessorato dell’Industria. Ad oggi. infatti, il lavoro realizzato dall’assessorato dell’Industria e dall’intera Giunta regionale ha consentito la puntuale proroga dei 108 lavoratori ex Ati Ifras, che in assenza di volontà da parte della Giunta regionale non avrebbe potuto avere seguito. Un impegno che abbiamo puntualmente rispettato. La stabilizzazione dei lavoratori all’interno della società Igeaprosegue Anita Piliè questione ben diversa, non essendo la competenza riferibile a un atto di Giunta. Occorre una legge regionale che lo disponga, come certamente è noto ai sindacati. Ed è auspicabile un pieno e immediato coinvolgimento del Consiglio regionale. Per gli altri lavoratori assegnati ad Igea, in particolare quelli della miniera di Olmedo il piano industriale presentato dall’Amministratore Caria successivamente al confronto con le parti sociali, prevede la prosecuzione per la stessa durata del piano. La mia linea di condotta dunque, aggiunge l’assessora, è stata sempre quella di ascoltare e favorire il confronto con tutti gli interlocutori, portando all’attenzione del presidente Christian Solinas e della Giunta regionale le questioni di mia competenza. Nei prossimi giorni saranno discusse le proposte di delibera già trasmesse ai componenti della Giunta. È nostra intenzioneconclude l’assessora dell’Industria riavvicinare la Società alle finalità per le quali è stata costituita, e quindi valorizzare il suo ruolo nella salvaguardia dei lavoratori e del loro futuro.»

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«Stiamo coordinando un’attività di animazione coi maggiori player dell’Isola per dare vita ad una strategia pubblico-privata che consenta di intercettare risorse all’interno della nuova programmazione europea.»

Lo ha detto l’assessore regionale dell’Industria, Anita Pili, questa mattina durante l’incontro, nell’ambito delle attività di ‘Agenda Industria’, sui fondi europei e sulle opportunità di investimento per la Sardegna, al quale hanno partecipato i rappresentanti delle aziende Eurallumina, Fluorsid e Portovesme.

«E’ importante accogliere idee da parte del settore privato per poterle inserire nel progetto istituzionale, creando una strategia di sistema fondamentale per lo sviluppo industriale della Sardegna secondo le principali linee d’azione dell’Unione europea – ha aggiunto l’assessore dell’Industria Anita Pili -. Un tema decisivo per il nostro futuro industriale è quello della transizione energetica e vogliamo condividere un percorso strategico che intercetti le opportunità finanziarie europee.»

«I prossimi incontri (mercoledì 24 e venerdì 26 febbraio) con altri player industriali, suddivisi secondo il tipo di attività svolta, precederanno un tavolo conclusivo dove verrà fatta sintesi di tutte le idee che le aziende avranno trasmesso», ha concluso l’assessore regionale dell’Industria. 

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Il Consiglio regionale approverà un ordine del giorno unitario coni il quale si impegna il Parlamento a prendere in carico la vertenza dello stabilimento della RWM di Domusnovas e a salvare i lavoratori della fabbrica sulcitana.

Questa mattina i capigruppo, presieduti dal presidente del Consiglio Michele Pais, hanno ricevuto i sindaci di  Domusnovas (Massimiliano Ventura), di  Iglesias (Mauro Usai), di Musei (Sasha Sais) e di Villamassargia (Debora Porrà). All’incontro ha partecipato anche l’assessore dell’Industria Anita Pili.

I primi cittadini hanno chiesto a tutti i gruppi politici presenti nell’assemblea un’azione unitaria per  salvare  i circa 300 lavoratori e  di attivarsi immediatamente presso i parlamentari sardi perché la vicenda non sia dimenticata dal nuovo Governo nazionale.

«Proprio in questo periodo di attesa dell’insediamento dei nuovi ministri  hanno aggiunto bisogna preparare un fronte comune per portare nuovamente la vicenda RWM all’attenzione nazionale in quanto è proprio lo Stato che deve assumersi le responsabilità e  trovare una strategia di lungo periodo per mettere in condizioni la fabbrica di lavorare.»

Da quando sono state sospese alla RWM di Domusnovas le commesse, a favore della pace in Yemen e nel mondo, per un importo di 380 milioni di euro, la produzione è bloccata. Nello stabilimento lavorano alla manutenzione 50 lavoratori, 100 sono in cassa integrazione e gli altri sono disoccupati.

Una situazione insostenibile che rischia, se non risolta, di aggravare la già precaria situazione del territorio.

«Se lo Stato toglie ha detto Mauro Usai, sindaco di Iglesias lo Stato deve dare. Quindi è necessario che provveda alla  compensazione di queste commesse sospese.»

Il presidente Michele Pais, a nome dei Capigruppo, ha assicurato che il Consiglio regionale, di concerto con il presidente della Regione Christian Solinas e l’assessore dell’Industria Anita Pili, porrà in essere tutte le azioni a sostegno dei lavoratori e del territorio: «Si tratta di una vertenza di carattere nazionale su cui è necessario aprire una interlocuzione immediata con il nuovo Governo nazionale».

 

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«Un grande progetto in linea con le direttive comunitarie sulla transizione energetica, in grado di affrontare gli effetti sociali, economici ed ambientali della transizione verso un’economia climaticamente neutra. Questa è il risultato al quale stiamo puntando per la riconversione del sito industriale di Carbosulcis.»
Sono le parole dell’assessora regionale dell’Industria Anita Pili, in seguito all’incontro avuto nei giorni scorsi con la governance aziendale, e si riferiscono alla soluzione che la Giunta regionale sta verificando per puntare al «dopo Piano di chiusura della miniera, concordato con la Commissione europea nel 2014, che su proposta di Carbosulcis ha visto la Giunta Regionale deliberare nei mesi scorsi il mandato esplorativo per la possibile creazione del primo Hub energetico di proprietà regionale».
«Un area complessiva di oltre 200 ettari in superficie più le decine di chilometri di gallerie in sottosuolo capace di poter ospitare il più grande laboratorio italiano sul paradigma di economia circolare – sostiene l’Amministratore Unico di Carbosulcis, Francesco Lippi -: dal modello criogenico del progetto ARIA passando per la produzione di alga spirulina e ammendanti derivanti dal recupero degli scarti di lavorazione del carbone e compost proveniente dalla lavorazione dei rifiuti urbani di Tecnocasic, fino alla realizzazione di un modello di Hub energetico con la produzione in superficie da fonti rinnovabili di 35 MWp (fotovoltaico e eolico), un potenziale stoccaggio in sottosuolo di almeno altrettanta potenza e la gestione intelligente per smart greed, guardando alle potenzialità aggiuntive sulla produzione di idrogeno verde.»
Sulla base delle indicazioni ricevute dalla Giunta regionale la Carbosulcis sta concludendo la fase di scrittura del Business Plan e effettuando le ultime valutazioni sulle normative nazionali, per valutare in ultimo la possibilità di sostenere attività ed investimenti modulari e progressivi a lungo termine, che prevedano il reimpiego del patrimonio immobiliare e umano della Società.
«Ai primi di marzo presenteremo ai sindacati le risultanze del lavoro effettuato in maniera da poter avere una condivisione sulle effettive potenzialità del progettoafferma l’assessore dell’Industria Anita Pili -, progetto che pensiamo possa trovare a pieno titolo una sua giusta collocazione all’interno delle misure finanziate dalla commissione europea quali il JTF e il Piano Nazionale di ripresa e resilienza.»

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«L’industria sarda necessita di una visione strategica che superi il momento di difficoltà legato all’emergenza sanitaria e punti alla costruzione di un sistema produttivo regionale smart, green e resiliente.»
Lo ha detto l’assessore regionale dell’Industria, Anita Pili, annunciando una serie di incontri con le parti datoriali e sindacali nell’ambito di ‘Agenda industria’, che prevede anche la partecipazione dei rappresentanti delle maggiori aziende industriali dell’Isola.

«Il tema decisivo per il futuro industriale dell’Isola è quello della transizione energetica ha aggiunto l’assessore Anita Pili -. Lo sviluppo che intendiamo realizzare deve essere caratterizzato dalla responsabilità generazionale, utilizzando sempre meno le risorse non rinnovabili e sempre più, con l’obiettivo del 100%, quelle rinnovabili. Finora, l’assessorato regionale dell’Industria ha guidato il tavolo nazionale in seno alla Commissione Energia della Conferenza delle Regioni per tracciare un percorso energetico regionale nello scenario nazionale ed europeo e intende proseguire nel cammino intrapreso.»

«Nei prossimi incontri condivideremo un percorso strategico che, garantendo la giusta transizione energetica isolana, intercetti le opportunità finanziarie del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) e del piano di rilancio europeo ‘Next generation’ – ha concluso Anita Pili -. Il percorso partecipato è fondamentale perché non esiste alcuna prospettiva senza mettere insieme i punti di vista sindacali, datoriali e dell’intero sistema.»

Il programma di ‘Agenda Industria’ prevede venerdì 19 febbraio l’incontro su metanizzazione, Pniec (Piano nazionale integrato energia clima) e Pears (Piano energetico ambientale regionale); martedì 23, mercoledì 24 e venerdì 26 febbraio su fondi europei e sulle opportunità di investimento per la Sardegna.

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E’ positivo il giudizio di Filctem-CGIL, Femca-CISL e Uiltec-UIL sullo stato dell’iter del progetto Eurallumina.

Si è svolta ieri, in modalità web conference la riunione, richiesta dalle organizzazioni sindacali territoriali regionali, sulla vertenza Eurallumina, alla presenza della sottosegretaria Alessandra Todde, per gli assessorati regionali dell’Industria e Lavoro l’assessora Anita Pili e l’assessora Alessandra Zedda, oltre alla Società Eurallumina, il direttore del servizio Energia del Mise Gilberto Dialuce e le segreterie nazionali di Filctem, Femca e Uiltec.

«Nella breve introduzione si legge in una nota dei segretari territoriali Filctem-CGIL, Femca-CISL e Uiltec-UIL, Emanuele Madeddu, Vincenzo Lai, e Pierluigi Loi – la società Eurallumina ha confermato la volontà di voler riavviare gli impianti appena possibile e, su pressione della proprietà, a portare avanti i progetti pianificati per arrivare alla marcia degli stessi nel 2023. La sottosegretaria Alessandra Todde ha illustrato in modo dettagliato l’iter legislativo confermando che il Dpcm previsto dal D.L. semplificazioni, legato all’infrastrutturazione energetica della Sardegna, è il primo che verrà preso in esame da Palazzo Chigi. Il Dpcm, definita la fase concertativa, oramai agli step conclusivi, è stato inviato nelle sedi degli uffici legislativi dei Ministeri e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nel provvedimento, oltre al recepimento del D.L. relativo all’infrastruttura immateriale della Virtual Pipe Line per il trasporto del metano in Sardegna, grazie ad accordo specifico con Snam, edil progetto di un’unità galleggiante di stoccaggio e rigassificazione del GNL, sono inclusi altri provvedimenti considerati strategici. Nello specifico si prevede di classificare come “strategico” per l’applicazione del PNIEC il progetto per il riavvio dello stabilimento Eurallumina, le opere di collegamento a Eurallumina e alla Centrale Enel da riconvertire da carbone a gas. Inoltre novità importante, al fine di ottimizzare la tempistica, è stato previsto l’inserimento del progetto relativo all’escavo del porto, infrastruttura indispensabile per dare piena attuazione agli altri interventi di sviluppo dell’area industriale di Portovesme funzionali allo sviluppo industriale e commerciale dell’intero territorio.»

«Nella riunioneconcludono Emanuele Madeddu, Vincenzo Lai e Pierluigi Loiè emersa l’importante fase concertativa tra tutti i soggetti interessati funzionali alla ripartenza dello stabilimento, ma più complessivamente per garantire nuove opportunità di sviluppo con un progetto moderno, in linea con gli interventi strutturali del Recovery Fund. Esprimiamo apprezzamento per la fase avanzata dell’iter, tuttavia abbiamo ribadito la necessità di avere una tempistica certa ed un cronoprogramma funzionale alla ripartenza prevista.»

La Giunta regionale ha stanziato 12 milioni di euro (2 milioni per il 2020 e 5 milioni per ciascuno degli anni 2021 e 2022) a favore dei Comuni con l’obiettivo di insediare attività produttive nelle aree destinate ai Piani per gli insediamenti produttivi (Pip).

«Si tratta di finanziamenti con grande importanza strategica perché consentono di soddisfare il fabbisogno di infrastrutture necessarie all’insediamento di piccole imprese che gravitano nelle realtà urbane, destinati in modo mirato verso alcune aree così da ridare competitività ai sistemi produttivi e rilanciare l’occupazione», ha sottolineato il presidente della Regione, Christian Solinas.

«Risorse per favorire l’insediamento di aziende artigiane e di unità produttive di piccole dimensioni e di interesse localeha aggiunto l’assessore regionale dell’Industria, Anita Pili -. Così da potenziare e riqualificare l’offerta regionale di aree attrezzate per la localizzazione di insediamenti produttivi, migliorandone il grado di attrattività e qualificandone il contesto ambientale operativo. Particolare attenzione per gli interventi volti a ridurre l’impatto ambientale, migliorare le condizioni di sviluppo imprenditoriale e promuovere la localizzazione di nuove iniziative.»

Una parte dello stanziamento complessivo (3 milioni di euro: 600mila euro per il 2020 e 1 milione 200mila per ciascuno degli anni 2021 e 2022) avrà come destinazione prioritaria la realizzazione di interventi di infrastrutturazione nelle aree industriali già di proprietà dei consorzi Zir, la cui titolarità è stata formalmente trasferita agli enti locali. Questa la ripartizione dei finanziamenti: all’Unione dei Comuni dell’Alta Marmilla sono stati concessi 342mila euro; al comune di Santa Giusta 700mila; Berchidda 410mila; Sant’Antioco 597mila; Ploaghe 720mila; Senorbì 535mila; Terralba 440mila; Sedilo 300mila; Villamassargia 300mila; Bono 300mila; Neoneli 540mila; Villamar 756mila; Arborea 540mila; Cabras 1 milione; San Gavino Monreale 302mila; Nurachi 340mila; Sorso 300mila; Arbus 308mila; Paulilatino 270mila. Inoltre, ai comuni di Tempio Pausania e di Iglesias, subentrati ai rispettivi consorzi Zir, rispettivamente 1 milione 800mila euro e 1 milione 200mila.