24 May, 2022
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«Da almeno due decadi, la strategica opera di bonifica e dragaggio del Porto industriale di Portovesme è ferma al palo. Senza di essa, sarà molto complicato dare seguito al Dpcm Energia nella parte riguardante l’arrivo del gas metano e, nel contempo, assicurare le condizioni di competitività degli stabilimenti industriali Eurallumina e Sider Alloys, quest’ultima in particolare per l’approvvigionamento a costi convenienti delle materie prime. Cosa si è fatto e si sta facendo per uscire da questa inaccettabile situazione di stallo?»

E’ quanto chiede l’interrogazione presentata oggi dal consigliere regionale Fabio Usai, sottoscritta da tutti i colleghi consiglieri del PSD’Az, all’assessora dell’Industria Anita Pili.
«Se non si realizzerà in tempi rapidi questo interventospiega Fabio Usai -, verrà pregiudicato l’approdo di navi di stazza più grandi delle attuali, in grado di trasportare maggiori quantitativi di materie prime a costi complessivi mediamente più bassi. Condizione indispensabile, così come previsto dagli accordi sottoscritti in sede ministeriale tra dirigenza, regione e governo all’atto di cessione-acquisizione dello smelter, per garantire maggiore competitività e concorrenzialità allo stabilimento Sider Alloys.»
«Allo stesso modo verrebbe messo in discussione l’approvvigionamento di gas liquefatto tramite l’unità galleggiante di stoccaggio e rigassificazione (FSRU) ed il suo rifornimento: l’arrivo, lo stoccaggio e la rigassificazione a mare del gnl necessitano infatti di fondali sufficientemente profondi in entrata, nella darsena e nella banchina est di ancoraggioaggiunge il consigliere regionale sardista -. Ad oggi, la profondità del fondale non permette l’approvvigionamento del gas: in assenza di esso verrebbe anche preclusa la sostenibilità economica dello stabilimento Eurallumina, oltre alle condizioni di competitività per altre aziende già operanti o di nuovo insediamento nell’area industriale e in generale nel Sud Sardegna.»
«Le vicissitudini inerenti questa strategica opera pubblica, finanziata con ben 7,74 milioni di euro sui 15,74 milioni di euro complessivi stanziati per la sua realizzazione, si tramandano, tra lungaggini burocratiche, aggiudicazioni, contestazioni e rescissioni di contratti oramai da quasi due decadi e tutt’ora è in atto un clamoroso contenzioso tra la società COGEVI SPA, aggiudicataria dell’appalto, ed il Consorzio industriale di Portovesme che potrebbe presto concludersi con una rescissione del contratto. Scenario che presupporrebbe conclude Fabio Usai -, il riavvio da zero delle procedure burocratiche di bando e affidamento dei lavori e conseguentemente un’ulteriore, insostenibile, dilatazione dei tempi nella realizzazione dell’opera. Nonché imprevedibili e pericolosi elementi di criticità per la risoluzione delle storiche vertenze del polo industriale.»

«È necessario trovare misure di compensazione adeguate all’infrastruttura che sarà realizzata nel territorio della Città metropolitana di Cagliari. Penso ad interventi di natura energetica finalizzati alla produzione, all’accumulo e allo scambio di energia elettrica a beneficio di cittadini e imprese.»

Lo ha detto l’assessore regionale dell’industria, Anita Pili, al termine dell’incontro con i delegati di Terna, Adel Motawi, responsabile della gestione dei processi amministrativi, e Manuela Rafaianni, consulente per la comunicazione istituzionale, che hanno presentato il progetto del Tyrrhenian Link, insieme al percorso di consultazione pubblica avviato da alcuni mesi nei comuni interessati.
«L’infrastruttura rappresenta un’opportunità per la Sardegnaha aggiunto l’assessore Anita PiliSoprattutto, in una configurazione energetica coerente con le nostre proposte, ovvero una transizione con il gas naturale ed una politica delle Fer (Fonti energia rinnovabili) rivolta principalmente al consumo interno. Al momento, però, quanto contenuto nel Dpcm appena approvato non contiene queste caratteristiche e colloca questa infrastruttura in un contesto di servitù energetica. Ritengo, perciò, doveroso che il Governo nazionale riveda la sua posizione unilaterale sulla strategia energetica che riguarda la Sardegna ha concluso Anita Pili -, attuando una transizione energetica equa e giusta, così da garantire le condizioni per la ripresa e lo sviluppo dell’industria e delle imprese nell’Isola, oltre al benessere delle famiglie.»

«La configurazione energetica prevista nel Decreto, come bene evidenziato dal presidente Christian Solinas nel suo intervento sulla stampa, non rispetta la nostra autonomia, introduce un’intollerabile disparità e non risponde alle esigenze della Sardegna.»

È il commento dell’assessore regionale dell’Industria, Anita Pili, al contenuto del documento sul sistema energetico sardo, firmato nei giorni scorsi dal presidente del Consiglio, Mario Draghi.

«Lo evidenzia, soprattutto, la suddivisione a due velocità riservata ai Comuniha aggiunto l’assessore Anita Pili -. Infatti, si preclude, senza una motivazione, la possibilità a oltre 500.000 sardi di beneficiare del gnl e delle tariffe perequate. Non si capisce perché, nel momento in cui il Governo nazionale chiede all’Europa di applicare una perequazione del costo del gas per i cittadini italiani, alla Sardegna sia riservato un trattamento diverso, prevedendo il calmiere solamente per i cantieri conclusi e in fase di ultimazione. Come Regione Sardegna, ed il Presidente lo ha ricordato più volte, abbiamo ripetutamente rivendicato l’opportunità di discutere il Decreto nelle sedi competenti. Solitamente i decreti, anche riguardanti singole Regioni, vengono discussi nella Conferenza Stato-Regioni, in seguito si acquisisce l’intesa. Nel caso della Sardegna non è avvenuto così. Confidiamo nell’apertura di un confronto politico che rimetta le priorità ed i diritti dei sardi al centro del dibattito e delle azioni governative nazionali.»

«Inoltre, l’opposizione potrebbe rinunciare agli ipotetici vantaggi della polemica politica, soprattutto, quando si dovrebbe lavorare uniti per il bene della Sardegna. In particolare, andrebbe ricordato che la Giunta regionale ha agito in perfetta continuità con la visione dell’accordo siglato tra Renzi e Pigliaru, che, proprio per la sua debolezza formale, ha lasciato spazio alle novità penalizzanti per l’Isola, essendo carente nei contenuti in tema di energie rinnovabili e incapace di raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione. Se la Sardegna sarà capace di difendere le sue ragioni dipenderà anche dal lavoro svolto da questa Giunta e dal ruolo che ha esercitato nella Conferenza delle Regioni. Affinché l’interesse comune dei sardi prevalga sarebbe certamente utile anche l’apporto dei colleghi di opposizione che sostengono il Governo Draghi, per esempio nel difendere le ragioni della Sardegna in materia di ‘energy release’, approvata in Conferenza delle Regioni e molto apprezzata sia in ambito accademico che industriale», ha concluso l’assessore regionale dell’Industria.

«Insieme alla Regione Sicilia, proseguendo un lavoro unitario avviato da tempo per avere la cosiddetta ‘superinterrompibilità’, cioè la compensazione sui costi dell’energia, abbiamo predisposto un emendamento al Decreto “Misure urgenti in materia di energia elettrica, gas naturale e fonti rinnovabili” con l’obiettivo della perequazione dei costi energetici tra le aziende che operano nella Penisola e quelle che operano nelle isole maggiori. Proprio oggi, il testo è stato approvato all’unanimità dalla commissione tecnica della Commissione Energia della Conferenza Stato-Regioni.»
Lo ha detto l’assessore regionale dell’Industria, Anita Pili, durante l’incontro (in videoconferenza) sui rincari dell’energia e sulle implicazioni che riguardano l’azienda ‘Portovesme srl’, al quale hanno partecipato il sindaco di Portoscuso, Giorgio Alimonda, i rappresentanti dell’azienda, dei sindacati e di Confindustria.
«L’emendamento per colmare il gap energetico, che propone l’incentivazione della partecipazione dei grandi consumatori industriali agli investimenti in nuova capacità produttiva da fonte rinnovabile e l’aumento dell’autoproduzione per la sostenibilità energetica e risparmi per gli energivori, si è reso necessario soprattutto dopo la bocciatura da parte dal Senato di un altro provvedimento – ha aggiunto l’assessore Anita Pili -. Un problema inasprito anche dalle vicende internazionali che rischia di compromettere gravemente la competitività delle aziende, soprattutto, quelle energivore, che operano nell’Isola, fino al rischio di rendere non più conveniente la loro attività industriale con conseguenti gravi costi sociali per l’intero territorio. E’ assolutamente necessario ristabilire un giusto prezzo dell’energia a beneficio di tutte le aziende sarde. Questo l’obiettivo della Regione, da subito impegnata nel sostegno alle aziende colpite dal caro energia, che ha operato attraverso tutti i canali istituzionali, in particolare quelli dove abbiamo un ruolo di responsabilità, come la Commissione della Conferenza Stato-Regioni. Inoltre, è sempre necessaria l’attivazione di un tavolo tecnico specifico, già richiesto da tempo ai ministeri dello Sviluppo economico e della Transizione ecologica, per affrontare un’emergenza che riguarda in particolare la ‘Portovesme srl’, ma che, individuando le soluzioni, possa dare risposta all’urgenza e al contempo una prospettiva alla continuità della produzione industriale.»
«La differenza di prezzo dell’energiaha sottolineato l’assessore regionale del Lavoro, Alessandra Zedda, che ha partecipato all’incontro influisce pesantemente sui costi della produzione, che, in un momento di particolare crisi, rischia di avere un impatto devastante sull’occupazione nell’Isola. L’impegno dell’intera Giunta regionale è garantito, così da completare il percorso già avviato con proposte concrete e realizzabili.»

«Abbiamo approfondito, in particolare, alcuni temi riguardanti le azioni intraprese dalla Regione Sardegna per garantire l’autoproduzione energetica, come la realizzazione, in aree industriali dismesse, di siti di produzione di idrogeno verde (prodotto con fonti energetiche rinnovabili), la costituzione di comunità energetiche e le configurazioni di autoconsumo collettivo nel territorio regionale.»

Lo ha detto l’assessore regionale dell’Industria, Anita Pili, questa mattina, al termine dell’incontro (in videoconferenza) con il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani.

«Dobbiamo accelerare il processo verso modelli di produzione e consumo sostenibili con l’obiettivo dell’autonomia energetica – ha spiegato l’assessore Anita Pili. Per quanto riguarda le modalità attuative dei due interventi, finanziati coi fondi del ‘Piano nazionale di ripresa e resilienza’, ho evidenziato alcuni punti critici: l’assistenza tecnica e la possibilità di rendicontare alcune spese; la cumulabilità con altri programmi e risorse regionali; le conseguenze dell’inadempienza.»

«La Regione Sardegna rivendica un ruolo da protagonista nella transizione energetica ed è urgente arrivare ad una configurazione chiara e funzionale alle esigenze della nostra comunità regionale ha aggiunto l’assessore regionale dell’Industria -. Quindi, ho fatto presente al Ministro che, nonostante la sua disponibilità, non siamo soddisfatti dei risultati nella stesura del Dpcm energia per la Sardegna. E’ necessario apportare alcune modifiche, soprattutto in tema di perequazione tariffaria del metano, che spacca l’Isola in due zone, creando una Sardegna a due velocità: una con una tariffazione agevolata e l’altra dove, invece, saranno in vigore le regole del libero mercato con pesanti penalizzazioni per quel territorio. La modifica consentirebbe anche di non perdere gli oltre 100 milioni di euro di investimento già in essere ed in fase di attuazione. Perciò, anche in ragione della specialità della nostra Regione, è fondamentale, nell’ottica della più leale collaborazione tra istituzioni, richiedere l’intesa sulla versione finale del Decreto.»

«Infine, ho evidenziato la necessità di rafforzare le azioni che possano garantire il raggiungimento dell’autonomia energetica e rimarcato quanto sia importante affrontare il ‘caro energia’, che rischia di mettere in ginocchio le imprese sarde e di rendere difficile la vita quotidiana delle famiglie. Non è assolutamente sufficiente un provvedimento tampone, ma servono misure di sistema e interventi duraturi che rendano accessibili le tariffe, affinché non incidano ulteriormente su una pesante situazione socioeconomica, già fortemente penalizzata dall’emergenza Internazionale oltre che da quella pandemica», ha concluso l’assessore regionale dell’Industria.

Le problematiche legate al rilancio del Piano Sulcis e alla rimodulazione delle consistenti risorse ancora disponibili, sono state al centro dell’incontro convocato dall’assessore regionale dell’Industria, Anita Pili, nella sala anfiteatro della Regione, in via Roma 253, a Cagliari. Alla convocazione, con gli assessorati regionali dell’Industria, del Lavoro e della Difesa dell’Ambiente, hanno risposto 16 sindaci di altrettanti Comuni del Sulcis Iglesiente (Buggerru, Calasetta, Carbonia, Carloforte, Domusnovas, Fluminimaggiore, Gonnesa, Iglesias, Musei, Perdaxius, Portoscuso, San Giovanni Suergiu, Santadi, Sant’Anna Arresi, Sant’Antioco, Villamassargia) ed il sub commissario della provincia del Sud Sardegna. L’incontro si è concluso poco dopo le 13.00. 

«E’ stata un’importante occasione di confronto per fare il punto della situazione insieme alle Amministrazioni comunali coinvolte nel Piano Sulcis, nato come strumento per lo sviluppo produttivo ed economico di quel territorio. E’ necessario un aggiornamento o un ripensamento dei progetti da realizzare, secondo le esigenze dei singoli Comuni che devono essere i veri protagonisti del Protocollo – ha detto Anita Pili al termine dell’incontro -. Dobbiamo rendere l’accordo più snello anche nelle procedure, affinché il Piano sia uno strumento utile e strategico per tutte le comunità coinvolte. La Giunta regionale è da sempre a disposizione del territorio e pronta a condividere le scelte che sono decisive per il futuro dell’Isola. Negli interventi degli amministratori ho riscontrato la voglia di ripartire insieme e i Comuni potranno contribuire a modificare i contenuti così da poter anche riformulare le risorse, tenendo conto delle mutate esigenze. A breve – ha aggiunto Anita Pili -, riceveremo le proposte dei Comuni, che poi verranno esaminate e valutate da un tavolo tecnico-politico istituito appositamente. Nel frattempo, dialogheremo con i Ministeri che nel 2012 avevano sottoscritto l’accordo, così da cominciare ad analizzare le possibilità di modifica e le risorse destinate.»

«Si tratta di un Piano che viene da lontano e che certamente merita un’accelerazione per dare risposte concrete ad un territorio che da tempo vive una difficile condizione socioeconomicaha sottolineato l’assessore regionale della Difesa dell’ambiente, Gianni Lampis -. Per quanto riguarda l’assessorato dell’Ambiente, all’interno del Piano Sulcis ci stiamo occupando prevalentemente delle bonifiche ambientali dei siti ex minerari. Tutti i progetti che ci riguardano sono programmati, secondo le diverse fasi di progettazione e di esecuzione, alcuni sono già conclusi. Sono azioni importanti e prioritarie perché non può esserci sviluppo se in quelle aree non vengono ripristinate le giuste condizioni di salubrità. Purtroppo, non abbiamo ereditato solo i progetti, ma anche gli ostacoli e le difficoltà nell’attuazione degli interventi che sono assai complessi e intercettano competenze che si sovrappongono. I tempi della burocrazia, per esempio, non sempre dipendono dalla politica regionale, se consideriamo che il potere autorizzativo è spesso in capo al ministero della Transizione ecologica – ha concluso Gianni Lampis -. La Giunta regionale non ha mai fatto mancare la volontà di partecipare all’attuazione del Piano, in stretta collaborazione coi Comuni e l’incontro di oggi è l’ennesima conferma.»

 

La scorsa settimana, a Sant’Antioco, è iniziata la rimozione dell’amianto e dei rifiuti nell’area di accesso alla spiaggia Su Forru ‘a Macchina.

“Con l’intervento, frutto della collaborazione tra Igea e comune di Sant’Antioco, verrà eliminato il materiale pericoloso presente dai tempi della precedente attività industrialeha spiegato l’assessore regionale dell’Industria, Anita PiliL’area da bonificare riguarda il parcheggio davanti alla spiaggia, perché l’inquinamento, ostacolando l’accesso delle auto, limitava la possibilità di usufruire del litorale. Si tratta di una bonifica di superficie, che viene realizzata dopo la caratterizzazione, la cernita e la separazione dei rifiuti, che saranno portati in discarica a cura dell’Amministrazione comunale”.

«Sardegna e Sicilia insieme per chiedere l’equità energetica tra la penisola e le isole». Questo l’obiettivo dichiarato dall’assessore regionale dell’industria, Anita Pili, che questa mattina ha incontrato l’assessore regionale siciliana all’Energia, Daniela Baglieri, per discutere di una proposta normativa che possa garantire la super interrompibilità per Sardegna e Sicilia.
«Il decreto di dicembre, infatti, prevede la proroga della sola misura che ha come beneficiarie le altre regioni d’italia, non le isoleha aggiunto l’assessore Anita Pili -. Questa richiesta, ancor di più alla luce dello straordinario rincaro energetico, rappresenta uno strumento di tutela ed equità per il sistema produttivo sardo. La questione energetica, anche nei termini di sicurezza ed equilibrio del sistema elettrico dell’Isola, rappresenta una delle urgenti priorità per il nostro tessuto industriale.»
«Attualmente sono venti le aziende sarde beneficiarie e la nostra proposta mira ad estenderne il numero. Ne abbiamo già parlato col ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, che ci riceverà la settimana prossima per valutare la proposta», ha concluso Anita Pili.

Dopo la mozione presentata dai consiglieri regionali della Lega, primo firmatario Michele Ennas, il presidente regionale di Confindustria Maurizio De Pascale, ha inviato una nota al presidente della Regione Sardegna Christian Solinas; all’assessore regionale dell’Industria, Anita Pili; al presidente Michele Pais e ai capigruppo del Consiglio regionale; e, infine, ai deputati e senatori della Sardegna, sui rincari dei costi energetici e grave crisi del sistema produttivo isolano. Importanza della reintroduzione del servizio di superinterrompibilità per Sardegna e Sicilia.

«L’aggravio dei costi energetici colpisce ovviamente ed assai duramente anche la Sardegna, che già sconta le diseconomie strutturali e storiche dell’insularità ed in cui si rischia di raggiungere oltre il miliardo di euro di carico aggiuntivo complessivo, con effetti dirompenti sulla tenuta delle imprese e della relativa occupazione scrive tra l’altro Maurizio De Pascale -. In tale situazione, nel ribadire l’importanza e la strategicità di una lungimirante politica energetica per la nostra isola, a partire dal varo dell’atteso DPCM sul phase out dal carbone e sulla metanizzazione della Sardegna, si segnala l’importanza per le nostre imprese maggiormente energivore, per scongiurarne una crisi altrimenti ineludibile, della reintroduzione di una misura di compensazione temporanea. In particolare, si tratta di sostenere nei confronti del Governo nazionale la riproposizione per la Sicilia e la Sardegna di un servizio di compensazione energetico di superinterrompibilità, a vantaggio delle aziende energivore dei territori delle due isole e come riequilibrio della misura dell’interconnector virtuale operante solo per le aziende delle regioni peninsulari rinnovata per il prossimo triennio.»

«Pur trattandosi di una misura temporanea, parziale e che avvantaggia le sole imprese energivore, risulterebbe comunque di sollievo per il nostro apparato produttivo, rispondendo anche a comprensibili esigenze perequativeconclude Maurizio De Pascale -. Sul punto è stata presentata nei giorni scorsi presso il Consiglio regionale della Sardegna una specifica mozione che confidiamo possa trovare un unanime consenso da parte di tutti i gruppi consiliari.»