26 July, 2021
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Le segreterie di  Filctem-CGIL, Femca-CISL e Uiltec-UIL hanno chiesto un incontro all’assessore regionale dell’Industria Anita Pili e al presidente dell’Unione dei Comuni Andrea Pisanu, sulle problematiche della vertenza Polar.
«Nei giorni scorsi la Società Polar ha provveduto al licenziamento di quasi tutto il personale operante nel sito di Piscinas – scrivono in una nota i segretari di Filctem-CGIL, Femca-CISL e Uiltec-UIL -. Trattandosi di attività sotto concessione minerari, siamo qui a chiedere un incontro urgente al fine di verificare se sussistono ancora le condizioni per il prosieguo dell’attività, e viste le preoccupazioni sollevate dai sindaci capire la situazione ambientale nelle aree sotto concessione vigente. Restiamo a disposizione per poter concordare la possibile data.»

Consentire che una nave gasiera venga ormeggiata in modo permanente nel porto industriale di Portovesme è un errore e rappresenta una decisione non sostenibile dal punto di vista ambientale, della sicurezza e non accettata dalla Comunità. Costituisce anche un ostacolo per il futuro di importanti aziende già presenti nel polo industriale di Portovesme, così come di nuove imprese che hanno già chiesto di potersi insediare. È l’allarme lanciato dai consiglieri regionali dei Riformatori sardi Sara Canu (capogruppo in Consiglio) e Michele Cossa, che attraverso un’interrogazione scritta rivolta al presidente della Giunta e all’assessore dell’Industria, Anita Pili, denunciano la possibilità che una nave FSRU con una capienza di 100.000 mc di GNL possa occupare in maniera permanente la banchina Est (400 metri di lunghezza) del porto urbano di Portovesme.

Sono gli stessi consiglieri regionali a ripercorrere la storia della banchina Est, «che fu realizzata con soldi pubblici – spiegano i due consiglieri regionali dei Riformatori sardiper trasferire più lontano dall’adiacente abitato di Portoscuso e dal traffico civile per la vicina Carloforte (un milione di passeggeri l’anno) la movimentazione di merci sfuse particolarmente inquinanti o comunque impattanti per polverosità sulla popolazione».

«Di contro – aggiungono Sara Canu e Michele Cossala presenza di una nave FSRU nella vicina banchina Est, che dista 1 chilometro in linea d’aria dall’abitato di Portoscuso, 3 chilometri dall’abitato di Paringianu e 10 chilometri da Carloforte,  costituirebbe un grave pericolo per la popolazione e per i lavoratori impiegati nelle attività, già di per sé, a rischio dell’area industria.»

Un pericolo già segnalato dal Comune di Portoscuso, che ha espresso la più netta e ferma contrarietà ad una soluzione di questo genere e la volontà di ricorrere contro una simile iniziativa in tutti le sedi istituzionali e giuridiche, anche europee.

I consiglieri, evidenziando il pericolo che la permanenza della nave gasiera creerebbe, hanno sottolineato l’importanza dell’infrastruttura e la necessità di una piena valorizzazione.

«Il porto, fondamentale per la sopravvivenza e lo sviluppo dell’area industriale di Portovesmehanno spiegatomeriterebbe maggior considerazione e adeguati finanziamenti per renderlo competitivo a livello globale (nei primi anni 2000 transitavano 6 milioni di tonnellate/anno di merci), mentre la presenza permanente di una nave gasiera condizionerebbe fortemente l’attività dello stesso, con gravi conseguenze sull’ambiente e limitazioni anche sull’occupazione attuale e futura.»

La strategia energetica della Regione Sardegna e la centralità della Regione stessa nella determinazione delle nuove politiche di sviluppo energetico per l’Isola sono state l’oggetto dell’incontro svoltosi questo pomeriggio a Roma tra l’assessore regionale dell’Industria, Anita Pili, e il presidente di Enel Italia SpA Carlo Tamburi.

«Un incontro costruttivocommenta l’assessore Anita Piliin cui è stata evidenziata la necessità di mettere insieme tutti i player coinvolti per arrivare a una configurazione energetica che metta in campo la migliore strategia per il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione e di reindustrializzazione in chiave green del sistema regionale.»

L’incontro odierno segue quello avvenuto la scorsa settimana a Roma con il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, riunione in cui l’assessore Pili ha ricevuto rassicurazione circa il pieno coinvolgimento della Regione Sardegna nelle scelte del governo in merito alla nuova strategia energetica nazionale.

«Rimane ferma la necessità di mantenere una configurazione energetica completa della Sardegna, articolata tra rinnovabili e a consumo, e di generazione termoelettrica compatibile con gli obiettivi di decarbonizzazione», conclude l’assessore regionale dell’Industria.

 

!Sulcis Iglesiente, Industria – Pronti, ri-partenza, via! Noi ci siamo”: è il tema del convegno organizzato dalla segreteria UIL UILM per il prossimo 13 luglio nella Casa Fenu, a Villamassargia. E’ prevista la partecipazione dei sindaci di Villamassargia Debora Porrà e Portoscuso Giorgio Alimonda; della segretaria generale UIL Sardegna Maria Francesca Ticca; del segretario UILM Sulcis Iglesiente Renato Tocco; degli assessori dell’Industria Anita Pili e del Lavoro Alessandra Zedda; del vice ministro dello Sviluppo economico Alessandra Todde e del segretario generale nazionale UILM Rocco Palombella.

«Le preoccupazioni che in questo anno erano state denunciate si sono puntualmente verificate. Da lunedì 3 maggio l’uscita dei 103 lavoratori ex Ifras determina la non operatività dei cantieri di Igea ma in parte anche di Carbosulcis considerato che 10 lavoratori prestavano il servizio a Nuraxi Figus per svolgere le attività del piano di messa in sicurezza della miniera. Per questo motivo, giovedì 29 aprile, si è svolta un’assemblea dei lavoratori Carbosulcis e due ore di sciopero dei lavoratori di Igea per denunciare il grave immobilismo della Regione Sardegna e della società in-house.»

La denuncia arriva dall’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori Filctem-CGIL, Femca-CISL e Uiltec-UIL che hanno diffuso un durissimo comunicato.

«Gli incontri avvenuti martedì con l’azienda e giovedì con l’assessorato dell’Industriasi legge nel comunicatohanno generato altra confusione e nessuna decisione operativa se non lo scaricabarile di responsabilità. Nel corso dello sciopero, i lavoratori e le organizzazioni sindacali hanno evidenziato ancora una volta che nella delibera approvata lo scorso 1 aprile non sono menzionate le attività di bonifica, limitando così Igea alle sole attività di gestione delle concessioni minerarie, in più si dispone una dotazione organica in cui, tra l’altro, si palesa ancora una volta la volontà di non prevedere la figura del Direttore Generale.»

«La pianta organica proposta appare non congrua per svolgere la mission aziendale mentre si palesa la trasformazione della società, nelle migliori delle ipotesi, in mera stazione appaltante; per questo motivo abbiamo chiesto all’assessora Anita Pili la possibilità di partecipare alla stesura del Piano industriale, strumento fondamentale per il futuro di Igea – aggiunge l’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori Filctem-CGIL, Femca-CISL e Uiltec-UIL -. Oltre al problema strutturale sono emersi i malumori e le preoccupazioni dei lavoratori derivanti da continui rinvii e scelte aziendali non condivisibili. Abbiamo avuto modo di reiterare la nostra richiesta all’assessora Anita Pili di dare l’opportuno indirizzo rispetto alle problematiche già da tempo evidenziate sulla modifica pianta organica che non riteniamo condivisibile, sul mancato riconoscimento di quanto previsto dal CCNL, sulla mancata discussione e applicazione della contrattazione di secondo livello e sulla decisione di trasferire gli uffici della Direzione aziendale a Cagliari, aumentando così lo scollamento e il distacco tra i vertici aziendali ed i lavoratori. A questo si aggiunge la necessità di una discussione di merito rispetto al futuro dei siti di Silius e Olmedo.»

«Martedì ci sarà un nuovo incontro con l’assessorato dell’Industria, alla presenza dell’Amministratore Unicoconclude l’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori Filctem-CGIL, Femca-CISL e Uiltec-UIL –, al fine di affrontare tutti i problemi sopra descritti. L’auspicio è che si possa delineare un percorso chiaro e condivisibile, per uscire da una situazione che, di fatto, ha portato alla contrapposizione rispetto a tutti i temi sopra menzionati.»

«Per il quinquennio 2020-2024, sono state indicate otto linee di sviluppo strategico, dalla progressiva chiusura dei siti minerari ad alcune bonifiche; dallo sviluppo di nuovi cantieri e di progetti di ricerca; dalla razionalizzazione dell’organizzazione interna fino alle dismissioni immobiliari per pubblica utilità o per fini produttivi.»

Lo ha detto l’assessore regionale dell’Industria, Anita Pili, dopo l’approvazione, da parte della Giunta regionale, del documento “Linee guida Piano industriale 2020-2024” della società in house Igea Spa, che rappresentano una proposta di indirizzo in base a cui la Società potrà predisporre il nuovo piano e la nuova organizzazione.

Con il precedente Piano industriale, Igea aveva avviato il censimento dei lavori necessari alla chiusure ed entro luglio 2021 completerà anche il censimento degli immobili di proprietà: «Dopo aver proceduto alla chiusura delle concessioni minori, con un notevole risparmio di fondi pubblici da destinare ad altre attività di ripristino, nel prossimo quinquennio saranno implementate le chiusure di concessioni maggiori con un progetto per ogni sito, da presentare entro il 2021 al Servizio Attività estrattive e Ripristino ambientale dell’assessorato dell’Industria ha aggiunto l’assessore Anita Pili -. Inoltre, nelle aree minerarie si procederà nella messa in sicurezza dei ‘fanghi rossi’ ed altre aree minori. Igea sta lavorando anche al completamento della bonifica del sito Santu Miali a Furtei e del sito di Olmedo, al supporto nelle bonifiche del Comune di Guspini a Montevecchio Levante e del comune di Iglesias a Valle Rio San Giorgio. Tra gli obiettivi, lo sviluppo dei cantieri di bonifica dell’ex area industriale Seamag ed il ripristino di Palmas Cave a Sant’Antioco, i progetti di ricerca del Centro eccellenza Sostenibilità ambientale (Cesa), formato con l’Università di Cagliari e l’Associazione per l’Università del Sulcis Iglesiente, e il laboratorio sotterraneo a basso rumore sismico nel sito minerario di Lula per lo studio delle onde gravitazionali. Altro obiettivo strategico di brevissimo periodo indicato nelle “Linee guida” è l’efficientamento energetico e quello organizzativo che passa anche attraverso la radicale riorganizzazione societaria».

«Le linee di sviluppo strategico prevedono lavori per complessivi 158 milioni di euro (141 milioni esclusi i lavori presso la miniera di Genna Tres Montes a Silius) ed un piano di assunzioni di 54 unità a tempo indeterminato, determinando una dotazione organica adeguata al raggiungimento degli obiettivi del piano industriale. Perciò, la Giunta regionale ha approvato anche il nuovo Regolamento per le assunzioni», ha concluso l’assessore regionale dell’Industria.

«Nel percorso di decarbonizzazione, tracciato nel Piano nazionale integrato energia e clima (Pniec), sono previste alcune misure che riguardano il Sulcis Iglesiente con importanti effetti socio-economici e occupazionali. Perciò, la Regione è chiamata ad elaborare proposte di investimento per il territorio nell’ambito della nuova programmazione europea, cogliendo le occasioni di rilancio economico dell’area, ulteriormente penalizzata dalla crisi economica generata dall’emergenza sanitaria.»
Lo ha detto l’assessore regionale dell’Industria, Anita Pili, al termine della riunione di Agenda Industria (in videoconferenza) sulle nuove opportunità di investimento offerte dal programma europeo “Just transition fund”, al quale hanno partecipato i consueti componenti del tavolo regionale (Confindustria, Confapi e sindacati), oltre ai rappresentanti delle Unioni dei Comuni (Sulcis, Arcipelago del Sulcis, Metalla e Mare) e dei Comuni.

Il Jtf ha stanziato per l’Italia oltre un miliardo di euro per supportare la transizione verso modelli economici più sostenibili nelle aree del Sulcis Iglesiente e della provincia di Taranto, definendo una serie di azioni: «Il percorso partecipato e la collaborazione istituzionale sono fondamentali e attraverso il dialogo coi rappresentanti dei territori vogliamo raccogliere idee e proposte da valutare per la stesura definitiva del Piano territorialeha aggiunto l’assessore Anita Pili -. L’Unione europea ha indicato i settori di investimento prioritari per il Sulcis Iglesiente nell’ambito del Jtf: le Pmi; la rigenerazione e la decontaminazione dei siti, il ripristino del terreno e i progetti di conversione; il potenziamento dell’economia circolare, anche mediante la prevenzione e la riduzione dei rifiuti, l’uso efficiente delle risorse, il riutilizzo, la riparazione e il riciclaggio; il miglioramento delle competenze e la riqualificazione professionale dei lavoratori, l’inclusione attiva delle persone in cerca di lavoro, l’assistenza nella ricerca del lavoro».

«Vogliamo condividere un percorso strategico – ha concluso Anita Pili – per intercettare le opportunità finanziarie europee che possano contribuire a migliorare la competitività del sistema produttivo sardo.»

«Non è corretto, perché non rispondente al vero, affermare che la posizione della Giunta sul piano industriale Igea non è chiara.»

Lo ha detto l’assessora dell’Industria Anita Pili, in risposta alle affermazioni delle sigle sindacali su alcune vertenze in atto. «Leggo con stuporeha aggiunto l’assessora Anita Pilile dichiarazioni secondo le quali la Giunta non avrebbe agito con la necessaria chiarezza e determinazione. Non risponde al vero, prosegue, nemmeno l’affermazione secondo la quale sarebbero stati ‘infruttuosi’ gli incontri con l’assessorato dell’Industria. Ad oggi. infatti, il lavoro realizzato dall’assessorato dell’Industria e dall’intera Giunta regionale ha consentito la puntuale proroga dei 108 lavoratori ex Ati Ifras, che in assenza di volontà da parte della Giunta regionale non avrebbe potuto avere seguito. Un impegno che abbiamo puntualmente rispettato. La stabilizzazione dei lavoratori all’interno della società Igeaprosegue Anita Piliè questione ben diversa, non essendo la competenza riferibile a un atto di Giunta. Occorre una legge regionale che lo disponga, come certamente è noto ai sindacati. Ed è auspicabile un pieno e immediato coinvolgimento del Consiglio regionale. Per gli altri lavoratori assegnati ad Igea, in particolare quelli della miniera di Olmedo il piano industriale presentato dall’Amministratore Caria successivamente al confronto con le parti sociali, prevede la prosecuzione per la stessa durata del piano. La mia linea di condotta dunque, aggiunge l’assessora, è stata sempre quella di ascoltare e favorire il confronto con tutti gli interlocutori, portando all’attenzione del presidente Christian Solinas e della Giunta regionale le questioni di mia competenza. Nei prossimi giorni saranno discusse le proposte di delibera già trasmesse ai componenti della Giunta. È nostra intenzioneconclude l’assessora dell’Industria riavvicinare la Società alle finalità per le quali è stata costituita, e quindi valorizzare il suo ruolo nella salvaguardia dei lavoratori e del loro futuro.»

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«Stiamo coordinando un’attività di animazione coi maggiori player dell’Isola per dare vita ad una strategia pubblico-privata che consenta di intercettare risorse all’interno della nuova programmazione europea.»

Lo ha detto l’assessore regionale dell’Industria, Anita Pili, questa mattina durante l’incontro, nell’ambito delle attività di ‘Agenda Industria’, sui fondi europei e sulle opportunità di investimento per la Sardegna, al quale hanno partecipato i rappresentanti delle aziende Eurallumina, Fluorsid e Portovesme.

«E’ importante accogliere idee da parte del settore privato per poterle inserire nel progetto istituzionale, creando una strategia di sistema fondamentale per lo sviluppo industriale della Sardegna secondo le principali linee d’azione dell’Unione europea – ha aggiunto l’assessore dell’Industria Anita Pili -. Un tema decisivo per il nostro futuro industriale è quello della transizione energetica e vogliamo condividere un percorso strategico che intercetti le opportunità finanziarie europee.»

«I prossimi incontri (mercoledì 24 e venerdì 26 febbraio) con altri player industriali, suddivisi secondo il tipo di attività svolta, precederanno un tavolo conclusivo dove verrà fatta sintesi di tutte le idee che le aziende avranno trasmesso», ha concluso l’assessore regionale dell’Industria. 

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Il Consiglio regionale approverà un ordine del giorno unitario coni il quale si impegna il Parlamento a prendere in carico la vertenza dello stabilimento della RWM di Domusnovas e a salvare i lavoratori della fabbrica sulcitana.

Questa mattina i capigruppo, presieduti dal presidente del Consiglio Michele Pais, hanno ricevuto i sindaci di  Domusnovas (Massimiliano Ventura), di  Iglesias (Mauro Usai), di Musei (Sasha Sais) e di Villamassargia (Debora Porrà). All’incontro ha partecipato anche l’assessore dell’Industria Anita Pili.

I primi cittadini hanno chiesto a tutti i gruppi politici presenti nell’assemblea un’azione unitaria per  salvare  i circa 300 lavoratori e  di attivarsi immediatamente presso i parlamentari sardi perché la vicenda non sia dimenticata dal nuovo Governo nazionale.

«Proprio in questo periodo di attesa dell’insediamento dei nuovi ministri  hanno aggiunto bisogna preparare un fronte comune per portare nuovamente la vicenda RWM all’attenzione nazionale in quanto è proprio lo Stato che deve assumersi le responsabilità e  trovare una strategia di lungo periodo per mettere in condizioni la fabbrica di lavorare.»

Da quando sono state sospese alla RWM di Domusnovas le commesse, a favore della pace in Yemen e nel mondo, per un importo di 380 milioni di euro, la produzione è bloccata. Nello stabilimento lavorano alla manutenzione 50 lavoratori, 100 sono in cassa integrazione e gli altri sono disoccupati.

Una situazione insostenibile che rischia, se non risolta, di aggravare la già precaria situazione del territorio.

«Se lo Stato toglie ha detto Mauro Usai, sindaco di Iglesias lo Stato deve dare. Quindi è necessario che provveda alla  compensazione di queste commesse sospese.»

Il presidente Michele Pais, a nome dei Capigruppo, ha assicurato che il Consiglio regionale, di concerto con il presidente della Regione Christian Solinas e l’assessore dell’Industria Anita Pili, porrà in essere tutte le azioni a sostegno dei lavoratori e del territorio: «Si tratta di una vertenza di carattere nazionale su cui è necessario aprire una interlocuzione immediata con il nuovo Governo nazionale».