7 July, 2022
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La scorsa settimana, a Sant’Antioco, è iniziata la rimozione dell’amianto e dei rifiuti nell’area di accesso alla spiaggia Su Forru ‘a Macchina.

“Con l’intervento, frutto della collaborazione tra Igea e comune di Sant’Antioco, verrà eliminato il materiale pericoloso presente dai tempi della precedente attività industrialeha spiegato l’assessore regionale dell’Industria, Anita PiliL’area da bonificare riguarda il parcheggio davanti alla spiaggia, perché l’inquinamento, ostacolando l’accesso delle auto, limitava la possibilità di usufruire del litorale. Si tratta di una bonifica di superficie, che viene realizzata dopo la caratterizzazione, la cernita e la separazione dei rifiuti, che saranno portati in discarica a cura dell’Amministrazione comunale”.

«Sardegna e Sicilia insieme per chiedere l’equità energetica tra la penisola e le isole». Questo l’obiettivo dichiarato dall’assessore regionale dell’industria, Anita Pili, che questa mattina ha incontrato l’assessore regionale siciliana all’Energia, Daniela Baglieri, per discutere di una proposta normativa che possa garantire la super interrompibilità per Sardegna e Sicilia.
«Il decreto di dicembre, infatti, prevede la proroga della sola misura che ha come beneficiarie le altre regioni d’italia, non le isoleha aggiunto l’assessore Anita Pili -. Questa richiesta, ancor di più alla luce dello straordinario rincaro energetico, rappresenta uno strumento di tutela ed equità per il sistema produttivo sardo. La questione energetica, anche nei termini di sicurezza ed equilibrio del sistema elettrico dell’Isola, rappresenta una delle urgenti priorità per il nostro tessuto industriale.»
«Attualmente sono venti le aziende sarde beneficiarie e la nostra proposta mira ad estenderne il numero. Ne abbiamo già parlato col ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, che ci riceverà la settimana prossima per valutare la proposta», ha concluso Anita Pili.

Dopo la mozione presentata dai consiglieri regionali della Lega, primo firmatario Michele Ennas, il presidente regionale di Confindustria Maurizio De Pascale, ha inviato una nota al presidente della Regione Sardegna Christian Solinas; all’assessore regionale dell’Industria, Anita Pili; al presidente Michele Pais e ai capigruppo del Consiglio regionale; e, infine, ai deputati e senatori della Sardegna, sui rincari dei costi energetici e grave crisi del sistema produttivo isolano. Importanza della reintroduzione del servizio di superinterrompibilità per Sardegna e Sicilia.

«L’aggravio dei costi energetici colpisce ovviamente ed assai duramente anche la Sardegna, che già sconta le diseconomie strutturali e storiche dell’insularità ed in cui si rischia di raggiungere oltre il miliardo di euro di carico aggiuntivo complessivo, con effetti dirompenti sulla tenuta delle imprese e della relativa occupazione scrive tra l’altro Maurizio De Pascale -. In tale situazione, nel ribadire l’importanza e la strategicità di una lungimirante politica energetica per la nostra isola, a partire dal varo dell’atteso DPCM sul phase out dal carbone e sulla metanizzazione della Sardegna, si segnala l’importanza per le nostre imprese maggiormente energivore, per scongiurarne una crisi altrimenti ineludibile, della reintroduzione di una misura di compensazione temporanea. In particolare, si tratta di sostenere nei confronti del Governo nazionale la riproposizione per la Sicilia e la Sardegna di un servizio di compensazione energetico di superinterrompibilità, a vantaggio delle aziende energivore dei territori delle due isole e come riequilibrio della misura dell’interconnector virtuale operante solo per le aziende delle regioni peninsulari rinnovata per il prossimo triennio.»

«Pur trattandosi di una misura temporanea, parziale e che avvantaggia le sole imprese energivore, risulterebbe comunque di sollievo per il nostro apparato produttivo, rispondendo anche a comprensibili esigenze perequativeconclude Maurizio De Pascale -. Sul punto è stata presentata nei giorni scorsi presso il Consiglio regionale della Sardegna una specifica mozione che confidiamo possa trovare un unanime consenso da parte di tutti i gruppi consiliari.»

Venerdì una delegazione composta dal coordinatore della Lega in Sardegna e membro della Commissione Esteri alla Camera Eugenio Zoffili, dall’on.le Paolo Formentini (vicepresidente della Commissione Esteri alla Camera), dall’on.le Roberto Paolo Ferrari (membro della Commissione Difesa alla Camera), da Lidia Palma (capo dipartimento attività produttive Lega Sardegna), da Michele Ennas (consigliere regionale) e dell’assessore regionale dell’Industria Anita Pili, hanno visitato lo stabilimento RWM dove hanno incontrato la RSU.

La RSU ha manifestato forte preoccupazione per il futuro della continuità lavorativa dello stabilimento di Domusnovas visto l’avvicinarsi della conclusione nei prossimi 5/6 mesi delle commesse oggi in lavorazione, ed hanno ribadito con fermezza che senza un aiuto concreto e fattivo del Governo in carica, nei prossimi mesi si dovrà discutere di scenari ancora peggiori.

Hanno chiesto inoltre il coinvolgimento immediato dei Ministeri e degli assessorati competenti e la convocazione in tempi brevi di un incontro istituzionale a Roma, già richiesto più volte in passato e fino ad ora mai concesso.

“La Regione è impegnata a sostenere le aziende colpite dalla crisi, ora maggiormente interessate dalle difficoltà legate al caro energia, come la Portovesme srl. L’aumento dei costi energetici genera un nuovo problema di carattere economico, ma anche sociale.”

Lo ha detto l’assessore regionale dell’Industria, Anita Pili, che insieme all’assessore del Lavoro, Alessandra Zedda, questa mattina ha incontrato i rappresentanti della Rsu Portovesme srl e delle organizzazioni sindacali.

“Per questa nuova emergenza nel polo industriale è necessario individuare prontamente le soluzioni che possano dare risposta all’urgenza, ma anche una prospettiva alla continuità della produzione industriale, così da tutelare i livelli occupazionali”, ha aggiunto l’assessore Anita Pili.

L’assessore Alessandra Zedda ha ricordato l’impegno della Regione per la cassa integrazione, concordando con la collega Anita Pili sulla necessità di chiedere ai ministeri dello Sviluppo economico e della Transizione ecologica l’attivazione immediata di un tavolo tecnico.

La settimana prossima è previsto un nuovo incontro, al quale saranno invitati anche i rappresentanti dell’azienda.

Via libera della Regione al riavvio dello stabilimento Sider Alloys di Portovesme. Il conto alla rovescia è terminato con la seduta di ieri della Giunta, che ha approvato la delibera con la quale si è concluso il complesso iter autorizzativo, che sblocca un investimento di 185 milioni di euro.
«Rinasce una grande speranza per il territorio dice il presidente della Regione Christian Solinas, che ha seguito personalmente ogni fase delle procedure -. Un lavoro straordinario compiuto con estrema efficienza e in tempi molto rapidi, reso possibile dall’impegno profuso dagli assessori coinvolti e dalle loro strutture. Il polo di Portovesme, prosegue il Presidente, rappresenta ancora oggi, e deve rappresentare in futuro, una ricchezza in termini di economia e di competenze, alla quale non possiamo assolutamente rinunciare. Per questo, la Regione si è mobilitata per predisporre tutte le strategie per garantire che l’abbandono del carbone e la riconversione energetica avvengano salvaguardando tutti i presidi industriali, fondamentali per lo sviluppo armonico, insieme agli altri settori produttivi, del nostro sistema economico.»
Con la delibera approvata ieri, la Giunta ha espresso il giudizio positivo sulla compatibilità Ambientale, subordinatamente al rispetto delle condizioni ambientali previste. 
«Si tratta della prima delibera di un provvedimento ambientale unico regionale, voluto da questa giunta nello scorso mese di gennaio e divenuto operativo a maggio scorsodice l’assessore dell’Ambiente Gianni Lampis –. In soli 7 mesi, abbiamo evaso una pratica che in altri tempi avrebbe richiesto almeno tre anni.»
«La Regioneassicura l’assessore della Sanità Mario Nieddu -, avvierà immediatamente un intenso lavoro di monitoraggio sull’impatto delle attività nel territorio, garantendo i massimi livelli di sicurezza. Analogo lavoro sarà effettuato riguardo agli aspetti sanitari, con il coinvolgimento dell’Azienda sanitaria competente per territorio e dell’A.R.P.A.S.»
«Saranno realizzati precisano gli esponenti della Giunta -, tutte le azioni e i mezzi per realizzare un piano di mitigazione della qualità dell’aria, una sorveglianza epidemiologica, un approfondimento delle problematiche legate alle esposizioni per via alimentare della popolazione residente nei comuni di Portoscuso, Carloforte, Calasetta, Carbonia, Gonnesa e San Giovanni Suergiu.»
Soddisfazione viene espressa anche dagli assessori dell’Industria Anita Pili e del Lavoro Alessandra Zedda, che hanno seguito l’iter per le parti di loro competenza. 
Tutti i dipendenti sono supportati dagli ammortizzatori sociali; la Regione è impegnata per il loro reinserimento nel mercato del lavoro.

Il riavvio dello stabilimento ex Keller di Villacidro è possibile. Gli assessori regionali dell’Industria Anita Pili, del Lavoro Alessandra Zedda e dell’Ambiente Gianni Lampis, si sono confrontati oggi, per l’esame dello stato di attuazione delle procedure di acquisizione e cessione, con il presidente del Consorzio Industriale Provinciale Medio Campidano Villacidro e con i rappresentanti degli investitori interessati.
Gli assessori hanno evidenziato come, nonostante il rallentamento dei tempi determinato dalla lunga pandemia, sia intendimento preciso della Regione Sarda accelerare la ripartenza produttiva dello stabilimento di Villacidro, garantendo il proprio impegno con l’attivazione di tutte quelle attività tecniche e amministrative utili e rientranti nelle competenze della Regione.
Le attuali prospettive legate al PNRR, oltre agli strumenti relativi al quadro comunitario di sostegno, aprono un momento di grandi opportunità per le attività di ripartenza e di attrazione degli investimenti. A tal proposito gli Assessori hanno ricordato che la Regione intende promuovere le produzioni strategiche territoriali, attraverso la valorizzazione degli attrattori produttivi in grado di attivare, anche in rete, l’occupazione stabile e lo sviluppo del territorio di riferimento.
I rappresentanti della Giunta regionale hanno chiesto di stilare una preliminare road map, utile a costruire il programma di ripartenza produttiva nel sito di Villacidro, invitando Consorzio e imprenditori a evidenziare proposte, tempistica e eventuali ostacoli per la definizione delle procedure di riavvio.
Gli investitori intendono presentare una proposta di acquisizione entro due settimane, mentre un riscontro positivo è giunto anche dal Consorzio Industriale, che ha garantito una risposta immediata.
Il percorso condiviso si articola in 3 momenti: la presentazione di una proposta di acquisizione da parte degli investitori coinvolti, secondo le modalità indicate dal Consorzio; la pubblicazione di tale proposta ai fini dell’evidenza pubblica; la fase di aggiudicazione, qualora non vi siano opposizioni o altre proposte, entro il termine di 60 giorni.
Gli assessori regionali hanno quindi confermato, per quanto di loro competenza, un continuo monitoraggio e la rimozione degli ostacoli per l’attività di cessione dello stabilimento.

Dopo l’acquisizione della VIA e l’AIA rilasciata dalla Provincia, si avvicina la fase della riapertura per lo stabilimento Sider Alloys di Portovesme.
«La Giunta regionalespiega l’assessora regionale del Lavoro Alessandra Zedda -, avvierà immediatamente, tramite Aspal, i corsi di formazione per i 400 lavoratori che dovranno essere pronti per il momento della ripresa delle attività della fabbrica, secondo quanto stabilito in accordo con i sindacati.»
«Al termine dell’iter proceduraleaggiunge l’assessora dell’Industria Anita Pili -, l’Esecutivo adotterà una delibera che stabilirà la definitiva concessione delle autorizzazioni e la tempistica per la riapertura dello stabilimento.»
«L’impegno è stato mantenuto su tutti i frontidice l’assessore dell’Ambiente Gianni Lampis -. Confidiamo che entro pochi giorni tutto possa essere definitivamente risolto e sia assicurata la ripresa delle attività e il mantenimento dei livelli occupazionali. Abbiamo presentato alla Società e alle parti sindacali un cronoprogramma che abbiamo rispettato a dimostrazione di come alle parole siano seguiti i fatti.»

«Con la presa d’atto assunta dalla Giunta Regionale sul progetto “HUB Energetico Carbosulcis” si fissa un ulteriore passaggio importante non solo per l’auspicata riconversione del sito ex carbonifero, ma anche per una nuova possibile strategia della Regione legata alla produzione e stoccaggio di energia da fonti rinnovabili.»

Così l’assessora regionale dell’Industria, Anita Pili, commenta la conclusione della fase che ha portato all’individuazione e allo studio di soluzioni tecniche legate in questa prima fase alla realizzazione di impianti di produzione per complessivi 35 MWp (20 MWp solari e 15 eolici) e 10 MWh di accumulo con batterie tradizionali, distribuiti su circa 30 ettari di proprietà regionale e inseriti, come previsione d’investimento, sia nel PNRR nazionale che nella misura del Just Transition Fund.

«Con la recente approvazione del documento sulla Strategia Energetica Nazionale prosegue l’assessora dell’Industria l’obiettivo è quello di arrivare a una revisione del sistema di produzione e di distribuzione energetico regionale nel momento in cui verrà a mancare l’apporto dei sistemi di produzione di energia elettrica da fonti combustibili tradizionali. È quindi importante affrontare il tema sui processi di accumulo e della gestione stabile ed affidabile dell’energia, cosa che Carbosulcis sta portando avanti grazie al rapporto di collaborazione che la lega ai dipartimenti di Meccanica e di Energia dell’Università di Cagliari, cosi come concorrere, anche in forma diretta, alla produzione di energia da fonti rinnovabili tale da poter consentire un abbattimento del costo energetico sulla bolletta della regione.»

L’iniziativa della Carbosulcis è in linea con le raccomandazioni già previste all’interno del Piano di chiusura sull’attivazione di iniziative volte ad attenuare l’impatto ambientale del carbone attraverso investimenti da attivare nel settore delle energie rinnovabili, dello stoccaggio del carbonio e della desolforazione del carbone, per altro la mancata realizzazione degli interventi potrebbe condurre, a seguito di controlli da parte della Commissione Europea, a rilievi circa la legittimità degli aiuti erogati negli ultimi anni a copertura delle perdite della produzione oramai definitivamente conclusa.

L’iniziativa dell’HUB energetico, fermo restando il pieno rispetto dei contenuti previsti nel Piano di chiusura, si inserisce in un quadro più generale di iniziative presentate sugli interventi Sulcis Iglesiente – JTF, attraverso i quali si ipotizza il pieno rilancio dell’area ex mineraria attraverso la realizzazione dei progetti ARIA (installazione criogenica per la lavorazione dei gas naturali), FEDE (fertilizzanti da rifiuti di lavorazione mineraria) e Spirulina Noa (coltivazione pregiata dell’alga spirulina).

Nuovo incontro stamane all’assessorato regionale del Lavoro sulla vertenza Sider Alloys. L’obiettivo: evitare la cassa integrazione e riavviare la produzione di alluminio. Intorno allo stesso tavolo si sono trovati Regione, Azienda e Sindacati.
L’assessore del Lavoro, Alessandra Zedda, ha riepilogato le principali criticità che allo stato attuale non consentono l’avvio dei lavori finalizzati alla ripartenza della produzione.
L’assessore della Difesa dell’Ambiente, Gianni Lampis, ha ripercorso le vicende legate alla Conferenza dei Servizi e riconvocherà la conferenza solo dopo il ricevimento di alcuni documenti fondamentali ancora non trasmessi. E’ quindi ipotizzabile – ha proseguito Gianni Lampis -, che se gli atti vengono trasmessi nei tempi richiesti, la conferenza verrà convocata in una data compresa tra il 20 e il 25 settembre 2021.
Per l’Azienda ha preso la parola il dott. Eros Brega che ha comunicato che tra il 20 e il 25 settembre si terrà la conferenza dei servizi decisoria e la Giunta probabilmente potrà deliberare tra il 15 e 20 del mese di ottobre. Solo dopo quella data l’azienda, potrà chiedere le autorizzazioni al comune di Portoscuso e i lavori potranno iniziare orientativamente a fine novembre.
Eros Brega ha aggiunto che l’Azienda non è in grado di garantire i circa 100 lavoratori sino alla partenza del cantiere e ha evidenziato che le tempistiche rappresentate hanno delle implicazioni oltre che sui lavoratori anche sul contratto ENEL e a livello finanziario.
A tal proposito, è intervenuta l’assessore dell’Industria, Anita Pili, che si è resa disponibile ad attivarsi immediatamente con l’ENEL, al fine di garantire l’eventuale traslazione dell’inizio del contratto di fornitura, per compensare i ritardi nel riavvio degli impianti.
Le parti hanno convenuto di convocare un nuovo incontro il 30 agosto, alle ore 10.00, per il monitoraggio e la verifica della reale anticipazione delle scadenze fissate per i mesi di settembre e ottobre 2021, compreso il rispetto minimo dei termini di legge per la deliberazione della Giunta regionale.
Eros Brega inoltre ha comunicato che laddove le date e il percorso condiviso non dovesse essere mantenuto l’azienda si riserva di attivare le procedure per la Cassa Integrazione.
A tale riguardo le organizzazioni sindacali hanno sottolineato di non concordare sulla possibilità di attivare le procedure di Cassa Integrazione, in quanto la riapertura dello stabilimento è vitale per la ripresa produttiva e per tutto il territorio.
Ancora una volta il sindacato ha rivolto un appello alla Regione affinché vengano ridotti i tempi previsti per le autorizzazioni.
Hanno partecipato all’incontro gli assessori regionali Alessandra Zedda, Anita Pili, Gianni Lampis e Mario Nieddu; il presidente del Consiglio regionale Michele Pais; i consiglieri regionali Giorgio Oppi e Michele Ennas; il Direttore generale dell’assessorato della Sanità Marcello Tidore; per l’Azienda Eros Brega, Marzia Borgese e Carla Cicilloni; per le organizzazioni sindacali Samuele Piddiu, Roberto Forresu e Francesco Bardi per la CGIL; Rino Barca per la CISL; Renato Tocco per la UIL e Angelo Diciotti per la CUB.
Armando Cusa