16 May, 2022
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Se la si misura dal numero delle persone che hanno partecipato, la festa del primo maggio voluta da Acli, Endas e Uisp con Heliogabalus è stata un grande successo.
Oltre 10.000 i cittadini di Sassari che hanno scelto i giardini pubblici per  passare la giornata di riposo dedicata a tutti i lavoratori, per l’animazione dei bambini, per le proposte culturali, per la musica e il teatro, per il cibo a km zero, per le proposte di artigianato.
Riflettere, condividere e ascoltare era il sottotitolo di “Primu Maju, la festa, la lotta” per la prima volta a Sassari dopo l’esperienza degli anni scorsi a Porto Torres con l’inedita alleanza tra Heliogabalus e le associazioni popolari.
«Siamo soddisfatti della riuscita della nostra proposta – hanno detto i presidenti di Acli, Salvatore Sanna, Endas, Andrea Perrone e quello della Uisp, Marco Perra -, volevamo creare le condizioni di un primo maggio antico e per molti verso nuovo e diverso. Dobbiamo ringraziare i volontari che hanno lavorato e gli sponsor e i friens che hanno creduto e sostenuto la festa. Da Verdevita, la società che si occupa di ambiente, Abinsula, la società della new economy di Sassari, il Centro cura e salute di Platamona, che si occupa di prevenzione e diagnosi, il mondo delle feste, Character e FL Comunicazione e poi EP produzione, la Fondazione di Sardegna e il Banco di Sardegna che hanno sostenuto le attività artistiche e culturali. Dobbiamo poi ringraziare, facendogli i nostri più grandi auguri la Dinamo e il suo presidente Stefano Sardara che ci ha consentito la diretta della finale di Eurocup e il comune di Sassari che con il vicesindaco di Sassari Fabio Pinna ha favorito una iniziativa di grande respiro per la città, dopo l’ultimo primo maggio festeggiato all’ippodromo nel 2001.»
Enorme successo per la diretta della Dinamo, un vero palazzetto trasferitosi ai giardini dove la vittoria finale è diventata un festeggiamento collettivo di tutti i presenti.
Due giorni di musica con grandi artisti, culminato con il concerto jazz di Gavino Murgia e Majjd Bekkas alle 19.00, e di Nada che dalle 20.00 alle 22.00 ha sprigionato la sua energia con le sue produzioni più recenti e nel finale alcuni classici del suo repertorio. Molto bene i programmi del martedì, con One Dimentional Man, Apollo Beat e DLewis, e del mercoledì notte da Cinaski, Arrogalla, Angela Colombino, Capovilla, Arawak e Forelock, reduci dalla tournée europea, che si sono alternati sul palco dei giardini.
Molto apprezzate le installazioni artistiche di Antonello Fresu e di Salvatore Masala, il libro scritto a mano è stato il discorso sulla costituzione di Piero Calamandrei che è stato trascritto da oltre 300 persone mentre i quasi 9 minuti di foto degli anni 70 e 80 delle manifestazioni di Sassari è stata molto apprezzata. Nel mezzo il convegno del mattino aperto dal presidente delle Acli che ha presentato la manifestazione e coordinato dal giornalista Antonio Meloni. Molto incisive le parole dei tre relazioni, l’arcivescovo mons. Gian Franco Saba, il prorettore Luca Deidda e il direttore della Fondazione Carlo Mannoni. Le disuguaglianze di istruzione sono quelle che vanno colmate con ogni sforzo da parte di ogni istituzione e ogni associazione, è il punto di partenza diverso con cui si nasce che deve essere colmato.  Molto interessanti le testimonianze a partire da quella di Don Bruno Bignami, direttore nazionale ufficio CEI per i problemi sociali e il lavoro che ha valorizzato l’iniziativa; poi il CEO di Abinsula, Pierluigi Pinna, il CEO di Verdevita Fabrizio Pilo, il direttore EP produzione Paolo Appeddu, il dirigente scolastico Gianfranco Strinna, la portavoce della rete Crescere al Sud Maria Pina Casula.
Al mattino poi l’animazione della Uisp e delle altre associazioni con il tree climbing e la lunga fila dei bimbi per provare a “scalare gli alberi”, i giochi di movimento e i giochi sull’erba, gli antichi giochi sardi e i laboratori di costruzione dei giochi.
Per due giorni hanno potuto mettere in evidenza i loro prodotti gli artigiani sardi del mercatino dell’associazione Kirghisia mentre il cibo di EAT e Buffas e le birre artigianali sarde hanno completato l’esperienza Primu Maju.

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Un’intera giornata vissuta tutti insieme nella bellissima cornice dei giardini di via Tavolara. Il primo maggio sassarese, organizzato da Heliogabalus e dal Comitato che racchiude insieme a Acli, Endas e Uisp numerose associazioni cittadine, vivrà domani il suo momento più importante e sarà un momento che partirà sin dalla mattina per concludersi a tarda sera. Ci sarà spazio per tutti, dai bambini ai ragazzi, dai giovani, agli anziani. Oltre al programma di iniziative di intrattenimento e di animazione curate da Uisp e Endas la mattina è previsto anche un interessante convegno dedicato alle 15 proposte per combattere le disuguaglianze e per promuovere lo sviluppo. Un incontro dibattito, in programma dalle 11,00 e promosso da Acli, Endas e Uisp, insieme alla Fondazione Accademia dei Popoli-Casa di Popoli Cultura e Religioni.

A discutere e approfondire il tema saranno l’Arcivescovo di Sassari Monsignor Gianfranco Saba, il direttore della Fondazione di Sardegna Carlo Mannoni, l’economista e Prorettore dell’Università di Sassari Luca Deidda.

Contribuiranno al dibattito le testimonianze di alcuni protagonisti del mondo dell’istruzione, dell’impresa e dell’associazionismo.

La testimonianza sull’istruzione sarà proposta dal Dirigente Scolastico dell’istituto magistrale Margherita di Castelvì il prof. Gianfranco Strinna, Fabrizio Pilo, AD di Verdevita, discuterà di economia circolare, Pierluigi Pinna, Ad di Abinsula parlerà di innovazione tecnologica, poi Paolo Appeddu, dirigente ed esperto di politiche energetiche e infine, Maria Pina Casula, portavoce di Crescere al Sud, sulle politiche di contrasto alle povertà educative.

Ci sarà ovviamente spazio per la musica con il concerto che è iniziato già dal pomeriggio del 30 aprile. Il programma di domani avrà in Nada e nel duo Gavino Murgia/Majid Bekkas due dei momenti più importanti e attesi. Ma altrettanto attesa sarà l’esibizione di Pierpaolo Capovilla che arriva a Sassari nella doppia veste di solista e con i suoi One Dimensional Man. Nelle ultime ore il programma musicale si è ulteriormente arricchito con la presenza di Forelok e Aarawak una delle realtà più interessanti del panorama reggae nazionale. E poi ancora i sassaresi Angela Colombino, il progetto Arrogalla, il narratore, poeta e interprete Cinaski.

C’è poi l’arte con il progetto Ri-trascrizioni di Antonello Fresu che consentirà a tutti i partecipanti di contribuire alla stesura di un libro scritto a mano. L’opera scelta sarà “la lettera sulla Costituzione agli studenti” di Piero Calamandrei.

E poi dalle 17,00 la Dinamo. La partita di ritorno della finale di Eurocup contro i tedeschi del Wurzberg sarà visibile nel maxi schermo posizionato all’interno dei giardini di Via Tavolara.

«Abbiamo cercato di creare un grande contenitore nel quale inserire iniziative ed eventi capaci di attirare il numero di accontentare tutti – affermano i promotori del Comitato 1 maggio -. Per noi era e rimane prioritario offrire alla città e al territorio una bella festa ma anche una serie di spunti di riflessione. L’auspicio è di farlo diventare un appuntamento fisso e di riempirlo sempre più di contenuti, perché questo deve essere il vero spirito che anima il 1 maggio e la festa del lavoro.»

 

 

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Si rinnova anche quest’anno a Macomer l’appuntamento con la Mostra regionale del Libro in Sardegna, la storica manifestazione che, giunta alla sua diciassettesima edizione, propone e presenta il meglio dell’editoria isolana. Con il tema “Mediterraneo: racconti di cultura e libertà”, da giovedì 26 a domenica 29 aprile saranno oltre settanta gli appuntamenti in programma, tra presentazioni, dibattiti, spettacoli, mostre, proiezioni e concerti, che vedranno protagonisti nomi come lo storico Manlio Brigaglia, l’archeologo Giovanni Ugas, il musicista Luigi Lai, lo scrittore Antonello Pellegrino, il fotografo Domenico Ruju, Annitta Garibaldi e Gian Nicola Cabizza. In programma anche un incontro dedicato allo scrittore Giulio Angioni.

Il cartellone, forte dei titoli dell’editoria sarda, accoglierà inoltre negli spazi delle ex Caserme Mura anche autori italiani e di livello internazionale come la danzatrice e pittrice Simona Atzori, la rivelazione Sasha Naspini (autore del romanzo “Le Case del malcontento”), il vincitore del Premio Strega Giovani Giuseppe Catozzella, l’avvocato Massimiliano Battagliola, lo studioso di questioni internazionali Vittorio Emanuele Varsi, il giornalista Vindice Lecis, lo scrittore Pietro Caliceti, il giornalista Sergio Frau, lo scrittore tunisino Anis Ezzine ed il regista Andrea Segre.

Un programma ricco e variegato, impreziosito dalle mostre “Novecento” di Antonello Fresu e “La Sardegna nel cuore” dedicata al pittore e incisore Mario Delitala, oltre che dai concerti che vedranno sul palco i Tazenda, il trio jazz Kerlox Dynamic 3, il maestro Luigi Lai e in un’unica straordinaria serata il duo sardo Elva Lutza, il provenzale Renat Sette e la catalana Ester Formosa.

La Mostra, promossa e organizzata dall’assessorato regionale della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport e dal Comune di Macomer d’intesa e con la collaborazione progettuale dell’AES (Associazione Editori Sardi), insieme al Centro Unla e a Verbavoglio Libreria Emmepì, si conferma dunque come un appuntamento centrale nel panorama culturale sardo, capace di stimolare il dibattito su un tema importante come quello legato al Mediterraneo. La necessità di comunicazione e contaminazione tra culture, verso l’incontro e oltre lo scontro, verso la mentalità dello scambio e non della chiusura e dell’isolamento, è sempre più forte e sentita ed è infatti al centro del cartellone di quest’anno. In questa direzione va l’impegno dell’amministrazione comunale di Macomer, che rinnova il suo impegno riguardo una manifestazione importante a livello non solo regionale, e che punta ad essere sempre più un luogo di incontro tra i protagonisti della cultura e dell’editoria.

Attorno a questa traccia ruoteranno anche le iniziative dell’AES, all’interno delle due sezioni “Tra isola e mondo. Incontri con gli autori” e “Adotta un libro sardo. Incontri con le scuole”, dove trovano spazio circa trenta appuntamenti, suddivisi nelle sub-aree tematiche “Giustizia e libertà”, “Mediterraneo. Cultura e libertà”, “Sardegna. Cultura e Mediterraneo” e “Narrativa”. Saranno quindi presentate le più recenti pubblicazioni sulla storia della nostra isola, antica medievale e contemporanea, volumi sul banditismo, recenti approfondimenti sulle figure di Gramsci e Garibaldi da punti di vista inediti, per passare al romanzo storico, alla narrativa, alla poesia e non ultimo, alla lingua sarda.

«Essere giunti alla 17esima edizione della mostra del libro di Macomer è la conferma della vivacità di una manifestazione amata e attesa, non solo nel territorio dove storicamente si svolge, ma da tutta la Sardegna – spiega l’assessore regionale dall’Assessorato regionale della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, Giuseppe Dessena -. La Regione investe molte risorse in cultura e nello specifico in quelle dedicate alla promozione del libro sardo e all’editoria isolana, come la Mostra di Macomer, la partecipazione al Salone del libro di Torino e altri festival che si svolgono durante tutto l’arco dell’anno. Sono tutti progetti dedicati a giovani e meno giovani e, soprattutto, ai bambini e ai ragazzi in età scolare. Il ricco programma di Macomer, cresciuto quest’anno anche in termini numerici di eventi, e ospiti di grande livello, sottolinea l’importanza del lavoro svolto congiuntamente tra Regione, Comune e AES. Un lavoro che ci regala molte certezze ma soprattutto una prospettiva per il futuro.»

In rappresentanza dell’amministrazione di Macomer, ha partecipato alla conferenza stampa il consigliere comunale Gianfranco Congiu. «Macomer è fiera di ospitare una iniziativa culturale così importante, frutto della legge 22, una delle meglio riuscite” ha affermato. «L’amministrazione comunale investe nell’iniziativa risorse proprie e ringraziamo l’AES per l’ottimo sostegno e la compartecipazione ad un programma che è tra i più interessanti degli ultimi anni. Alla Regione chiediamo invece di individuare una data fissa per la Mostra, per consentire alla manifestazione di uscire dalla precarietà amministrativa in cui rischia ti trovarsi ogni anno».

L’AES ritorna quest’anno alla Mostra del libro in Sardegna con i trentatré editori più importanti dell’isola e le novità librarie più interessanti del momento. La presenza dell’associazione, fortemente voluta dalla Regione dopo l’assenza dello scorso anno e stagioni di forti polemiche, appare come il tentativo di superare in maniera costruttiva, qualificando il programma, le problematiche legate alla mancanza di centralità degli editori sardi, nella coerenza di un evento che è votato al sostegno del comparto e alla valorizzazione dell’editoria locale. «Sarà quindi un anno importante, un momento di transizione – sostengono i vertici AES – nel tentativo di ricucire uno strappo che tuttavia deve ancora essere recuperato riguardo alla gestione e al coordinamento».

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Il Circolo culturale sardo “Logudoro” di Pavia ha aderito alla richiesta di patrocinio e di collaborazione formulata dal Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Pavia per il simposio “Ri-trascrizioni: la scrittura manuale tra storia, arte e neuroscienze”, organizzato dall’Ordine degli Psicologi della Lombardia e dall’Università degli Studi di Pavia.

Il saluto del Circolo ai convegnisti è stato portato dalla presidente Paola Pisano.

Nell’ottica di promozione dei prodotti sardi il Circolo  ha offerto ai convegnisti, alla fine dei lavori, nel  salone del Rettorato, un apprezzato buffet “alla sarda” (grazie ai soci Angela Congiu, Gesuino Dente e Luca Lazzati).

L’importante incontro di studi  ha avuto notevole eco presso la stampa nazionale (giornali, radio e tv).

“La Repubblica” gli ha dedicato prima un articolo e poi un’intera pagina (entrambi a firma di Giuliano Aluffi). Ecco cosa ha scritto il 4 aprile il quotidiano. «Salvate la scrittura manuale per proteggere la memoria e la creatività». È lo spirito del simposio “Ri-Trascrizioni, la scrittura manuale tra storia, arte e neuroscienze” che si terrà il 10 aprile all’Università di Pavia, e che inaugurerà un’opera di ricopiatura a mano, aperta a tutti, degli “Esercizi di stile” di Raymond Queneau. «Il progetto Ri-Trascrizioni nasce da un’idea di Antonello Fresu, psichiatra e artista visivo di successo – spiega Gabriella Bottini, docente di Neuropsicologia all’Università di Pavia -. L’idea è di esporre in luoghi pubblici una postazione con un libro, perché chi vuole possa copiarne brani a mano su un libro bianco». Lo scopo è sottolineare il valore cognitivo della scrittura. «Oggi c’è un impoverimento espressivo degli studenti – spiega Eraldo Paulesu, docente di psicologia all’Università di Milano-Bicocca. «Legato alla predominanza, sui mezzi digitali, dell’audio, delle abbreviazioni e dei testi supercontratti. Il recupero della scrittura manuale può ridarci padronanza nell’esprimerci».

Ha scritto, fra l’altro, il settimanale “Famiglia  Cristiana”: «Pochi giorni fa anche gli studiosi di neuroscienze dell’Università di Pavia, in un simposio sul tema “Ri-Trascrizioni, la scrittura manuale tra storia, arte e neuroscienze”  hanno fatto eco agli appelli lanciati dai loro colleghi americani ribadendo l’utilità e la bellezza della scrittura manuale ai fini della cognizione vera e propria. Prendere appunti con la penna durante una lezione – per esempio – aiuta a farne propri i contenuti. In altre parole è il primo passo dell’apprendimento, molto più utile della trascrizione meccanica delle parole dell’insegnante, anche se più veloce, attraverso la tastiera del computer».

Si è verificata una curiosa predominanza delle caratteristiche connotative della “sardità” e della “sarditudine” tra i relatori. Antonello Fresu, fratello del musicista Paolo Fresu. Di padre originario dell’oristanese Eraldo Paulesu (Università di Milano-Bicocca: “Cervello, lettura e scrittura nell’era dei robot: scenari dal XXII secolo”). Di madre sarda Clelia Martignoni (Università di Pavia: “Scritture e ri-scritture dal Centro manoscritti e altro”). Silvana Borutti (Università di Pavia), nella sua relazione “Tracce e identità. Bambini, antenati, artisti”, ha citato l’opera dello scultore sardo (Olbia, 1929) Giovanni Campus: «Anche Campus, in un’opera in cui una corda è applicata al complesso nuragico Genna Maria, fa un’operazione biomorfica che collega la vita alla cosa inanimata: Campus persegue, attraverso il segno-corda, che delimita un luogo e lo risimboleggia, una comparazione con le misure primarie del sito nuragico».

Dopo il rinfresco, tutti nello Shop-Up (negozio di vendita e promozione prodotti a marchio Università degli Studi di Pavia) del Cortile dei tassi a ricopiare a mano pagine degli “Esercizi di stile” di Raymond Queneau (di cui Michele Spinicci aveva letto alcuni brani nel corso del convegno).

Paolo Pulina

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Avrà un sapore speciale, l’estate prossima, l’appuntamento con “Time in Jazz”: dall’8 al 16 agosto, il festival ideato e diretto da Paolo Fresu a Berchidda celebra, infatti, la sua trentesima edizione. Un traguardo importante per uno degli eventi più apprezzati nel panorama nazionale della musica dal vivo, capace di richiamare ogni estate, tra la seconda e la terza settimana di agosto, un vasto seguito di pubblico in questo angolo del Nord Sardegna.  

Il paese natale del trombettista, tra i jazzisti italiani più apprezzati a livello internazionale, è il fulcro della manifestazione: qui ha casa l’associazione culturale Time in Jazz che ne cura l’organizzazione, e qui si concentra la maggior parte degli eventi in cartellone. Un cartellone fitto di appuntamenti che si snodano per nove giorni consecutivi fin dal mattino in luoghi e spazi differenti: la grande arena allestita nella piazza centrale di Berchidda, teatro dei concerti serali, ma anche i boschi e le chiesette campestri nei dintorni del paese e i siti più rappresentativi degli altri centri in cui il festival fa tappa con i suoi concerti: Bortigiadas, Cheremule, Chiaramonti, Loiri Porto San Paolo, Olbia, Posada, Sassari, Tempio Pausania, Tula e altri ancora da confermare. 

Il cast riunisce nomi di primo piano della scena jazzistica nazionale e internazionale, alla testa di proprie formazioni o alle prese con progetti ad hoc per “Time in Jazz”: ecco, dunque, il sassofonista inglese Andy Sheppard con il suo quartetto e in duo con il chitarrista norvegese Eivind Aarset; in arrivo dagli Stati Uniti il pianista Uri Caine col suo trio, una formazione storica del calibro dell’Art Ensemble of Chicago e un gruppo giovane come gli Huntertones; dalla Germania sbarcano invece in Sardegna la tromba e il flicorno di Markus Stockhausen insieme al pianista Florian Weber; polacco, ma da tempo trapiantato nella Grande Mela, è un altro grande trombettista, Tomasz Stanko, atteso a Berchidda con il suo New York Quartet; e polacco è anche il violinista Adam Baldych in duo col pianista norvegese Helge Lien, mentre la scena transalpina è rappresentata dal trio del batterista Philippe Garcia e dal quartetto del trombettista Erik Truffaz.

E poi gli italiani: i pianisti Dino Rubino, Enrico Zanisi e Giovanni Guidi, la cantante Ada Montellanico, il trombonista Gianluca Petrella, il contrabbassista Marco Bardoscia, i sassofonisti Raffaele Casarano e Francesco Bearzatti, la clarinettista sarda Zoe Pia e due trombettisti della statura di Enrico Rava e, naturalmente, Paolo Fresu atteso come sempre in svariate occasioni, compreso un omaggio a Lucio Dalla e Fabrizio De André con il cantante Gaetano Curreri e il pianista Fabrizio Foschini che riporterà il festival, dopo qualche anno di assenza, in quello che fu il buen retiro dell’indimenticabile Faber a L’Agnata.

Come sempre, non solo la musica animerà le giornate di Time in Jazz: previsti il consueto spazio per film e documentari scelti dal regista Gianfranco Cabiddu e quello dedicato alle arti visive curato da Giannella Demuro e Antonello Fresu, oltre alle varie iniziative di promozione e sensibilizzazione ambientale, presentazioni di libri e conferenze.

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Giornata intensa, quella odierna, al ventottesimo Festival Time in Jazz, il festival internazionale diretto da Paolo Fresu che ha preso il via sabato per andare avanti fino a domenica (16 agosto), ruotando tra Berchidda e altri quattordici centri del Nord Sardegna.

Quattro concerti scandiscono il palinsesto giornaliero: si è iniziato in mattinata, con il duo del pianista Giovanni Guidi e del sassofonista Dan Kinzelman a Sant’Antonio di Gallura; nel pomeriggio tappa a Calangianus, alle 18.00, con la Piccola Orchestra Gagarin di Paolo Angeli (chitarra sarda preparata), Sasha Agranov (violoncello) e Oriol Roca (percussioni). Poi, in serata, doppio appuntamento al Centro Laber di Berchidda, alle 21,30 con Paolo Fresu (tromba, flicorno) e Dino Rubino (pianoforte) in duo, e alle 23 con la Puglia Jazz Factory di Gaetano Partipilo, Raffaele Casarano (sassofoni), Mirko Signorile (pianoforte), Marco Bardoscia (contrabbasso) e Fabio Accardi (batteria).

Non solo musica: altri momenti e appuntamenti sono infatti in programma a Berchidda. Alle 11.00, al Cinema Comunale prende il via Sardegna, the Sustainable Island, rassegna di Corti e Serie Web realizzati a cura della Fondazione Sardegna Film Commission. Cominciano anche gli incontri della serie Wine Book, presentazioni-aperitivo di novità editoriali: primo ospite, alle 19,30 al Centro Laber, il giornalista e storico musicale americano Ashley Kahn, con il libro “Suono universale. La mia vita”.

Poi, in serata, fra i due concerti, sempre al Centro Laber, si inaugura il P.A.V., il Progetto Arti Visive curato da Giannella Demuro e Antonello Fresu, quest’anno alla sua diciottesima edizione. Di particolare rilievo una grande mostra su Pier Paolo Pasolini, in occasione del quarantennale della tragica morte dello scrittore e regista, e una rassegna di opere video ispirate al volo e quindi al tema delle ali, leitmotiv di questa edizione del festival: BirdMen. Il volo delle immagini, a cura di Marco Senaldi.

puglia-jazz-factory PAOLO ANGELI 03 Lucia Veronesi, Paesaggio senza titolo #6 (nel mio tempo), 2014 (Progetto Arti Visive - Mostra Bird-Men)

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Prende il via sabato 8 agosto la 28ª edizione Time in Jazz, il festival internazionale ideato e diretto da Paolo Fresu, uno degli eventi di punta dell’estate jazzistica italiana. L’epicentro è a Berchidda, paese natale del trombettista, dove pulsa il cuore organizzativo (l’associazione culturale Time in Jazz) e si concentra il grosso della manifestazione, in particolare i concerti serali nella grande arena allestita in piazza del Popolo. Ma, come sempre, Time in Jazz coinvolge anche diversi altri centri del nord Sardegna, a comporre un circuito di concerti che nel mattino e nel pomeriggio fa tappa di volta in volta in luoghi rappresentativi della storia, delle tradizioni o del paesaggio locali.

Si parte, sabato 8, con l’immancabile prologo del concerto a bordo di una nave della Sardinia Ferries in viaggio dalla penisola verso la terra dei Nuraghi (protagonisti Monica Demuru e Natalio Mangalavite), cui però si affianca quest’anno una trasvolata del Tirreno su un aereo di linea della Meridiana in compagnia della musica di Paolo Fresu: un’ouverture emblematica per questa edizione del festival che sceglie come titolo (e leitmotiv) “Ali“.

Con questo tema prosegue dunque il percorso iniziato l’anno scorso all’insegna dei “Piedi”, in una continuità che Fresu sintetizza nelle sue note di presentazione citando un famoso aforisma dell’artista messicana Frida Kahlo: “Pies, para que los quiero si tengo alas para volar” (“A cosa mi servono i piedi se ho ali per volare”). Perché, come ricorda il direttore artistico, “è con questa metafora che lo scorso anno ci siamo lasciati pronti a volare verso un nuovo festival che si annuncia luminoso come il sole e volatile come una meteora. Festival composto da una infinità di piccoli tasselli che creano una galassia multiforme e multicolore disegnata da artisti, progetti, linguaggi, genti, luoghi, dialoghi, riflessioni, scambi e voci plurali”.

A spiegare le ali nel cielo di Time in Jazz sarà un cast di musicisti come sempre folto e di caratura internazionale in cui spiccano in particolare i nomi di Louis Moholo-Moholo, Manu Katché, Lars Danielsson, Stefano Bollani, Michel Godard, Nguyen Le, Oren Marshall, Kenny Barron, Dave Holland; e poi Dan Kinzelman, Enrico Merlin, Alexander Hawkins, Giovanni Guidi, Luca Aquino, Michele Rabbia, The Rad Trads, Dino Rubino, Vincent Peirani, Paolo Angeli, la Piccola Orchestra Gagarin.

Ma non è tutto, perché, chiuse le otto giornate berchiddesi, lunedì 17 e martedì 18 agosto ritorna Time in Sassari, consueto proseguimento di Time in Jazz che insieme al capoluogo turritano coinvolge varie località della provincia sassarese: Cheremule, Siligo e Sorso, quest’anno. Protagonisti Paolino Dalla Porta e Salvatore Maltana con Paolo Fresu, Silvia Corda, e ancora i Rad Trads e Lars Danielsson.

Più di quaranta appuntamenti musicali diversi nell’arco di undici giorni, ma anche gli immancabili eventi espositivi del P.A.V., il Progetto Arti Visive curato da Giannella Demuro e Antonello Fresu. Di particolare rilievo una grande mostra su Pier Paolo Pasolini, in occasione del quarantennale della tragica morte dello scrittore e regista. In programma anche una rassegna di opere video sul tema del volo e delle ali: Bird – Men. Il volo delle immagini, a cura di Marco Senaldi, e, come sempre, una serie di interventi urbani, performance e progetti “site specific” tra le strade di Berchidda.

Al leitmotiv delle ali si si ispira anche un altro momento immancabile del festival, la rassegna di film e documentari a cura di Gianfranco Cabiddu, che quest’anno esplora il rapporto dell’uomo con il volo fotografando esperienze di vita che, oltre l’impresa, sono capaci di mettere in relazione mondi spirituali interiori, a diverse latitudini, con la meraviglia, i colori, le storie.

 Paolo Fresu 09 (@Roberto Cifarelli) 07mMonica Demuru - Natalio Mangalavite (2)