19 October, 2021
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I 24 candidati della lista “Partito Democratico”, una delle 6 liste in campo a sostegno della candidatura a sindaco del capogruppo uscente del Partito democratico, Pietro Morittu, per le elezioni amministrative di Carbonia del 10 e 11 ottobre 2021.

Candidati alla carica di consigliere comunale: Lucia Caddeo, Anna Cani, Lorenzo Congia, Paola Deiana, Velio Diana, Ivonne Fraternale, Cinzia Grussu, Giacomo Guadagnini, Giovanni Mannai, Giorgia Meli, Angelica Mocci, Alessandra Multineddu, Roberto Murgia, Alberto Pili, Manuela Piras, Sandro Piras, Giovanni Sabiu, Manuela Sanna, Antonio Scano, Alberto Straullu, Veronica Tedeschi, Alessio Tidu, Maria Laura Tuveri, Nancy Ziranu.

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Sabrina Licheri, 47 anni, candidata del Movimento 5 Stelle, è il nuovo sindaco di Assemini. Al termine dello scrutinio ha ottenuto 5.482 voti, il 59,19% dei voti, contro i 3.780 voti, il 40,81% di Antonio Scano, 48 anni, candidato della coalizione di centrodestra. Sabrina Licheri succede a Mario Puddu, il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle, che ha deciso di non ricandidarsi e pare intenzionato a tentare la scalata alla Regione (è accreditato come probabile candidato alla presidenza per il movimento pentastellato).

Al primo turno, il 10 giugno, Sabrina Licheri aveva ottenuto 4.983 voti, il 44,75%, contro i 3.962, il 35,58% di Antonio Scano.

Sabrina Licheri sarà sostenuta da una maggioranza monocolore Movimento 5 Stelle di 15 consiglieri.

La minoranza conterà su 9 consiglieri, così distribuiti.

Candidati a sindaco eletti consiglieri:

Antonio Scano

Francesco Lecis

Francesco Consalvo.

“Lista civica Proposta civica” 2 consiglieri

Lega – PSd’Az 2 consiglieri

Forza Italia 1 consigliere

Fratelli d’Italia 1 consigliere.

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Anche ad Assemini, come a Iglesias, il nuovo sindaco scaturirà dal ballottaggio che si terrà domenica 24 giugno tra Sabrina Licheri, candidata del Movimento 5 Stelle (che, ricordiamo, ha guidato il comune negli ultimi cinque anni con il sindaco Mario Puddu, coordinatore regionale del Movimento), ed Antonio Scano, candidato della coalizione di centrodestra. Sabrina Licheri ha ottenuto 4.983 voti, il 44,75%, contro i 3.962 voti, il 35,58% di Antonio Scano.

Molto negativo il risultato del Partito democratico che con Francesco Lecis s’è fermato a 945 voti, l’8,48%; al quarto posto Francesco Consalvo dei Democratici Progressisti con 716 voti, il 6,43%; al quinto posto Irene Piras, della lista Liberi e Uguali – Alternativa libera, con 528 voti, il 4,77%.

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Ad Assemini, quando hanno concluso lo scrutinio 11 delle 22 sezioni complessive, cresce il vantaggio della candidata del Movimento 5 Stelle Sabrina Licheri, che ha ottenuto 2.540 voti, il 45,02%%, sul candidato della coalizione di centrodestra, Antonio Scano, che ha ottenuto 1.891 voti voti, il 34,74%. Molto distanti Francesco Lecis, candidato del Partito democratico, con 481 voti, l’8,83%; Francesco Consalvo, candidato della lista Democratici Progressisti, 366 voti, il 6,72%; e, infine, Irene Piras, candidata della lista Liberi e Uguali – Alternativa Libera, con 254 voti, il 4,66%.

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A Milano, nel pomeriggio di lunedì 11 dicembre 2017, presso l’auditorium della storica Casa Manzoni  (Via Gerolamo Morone 1), il Centro Nazionale di Studi Manzoniani, in collaborazione con la F.A.S.I. (Federazione Associazioni Sarde in Italia), ha organizzato un incontro dal titolo “Ritrarre in forme plastiche la vita” per commemorare i 90 anni  del Premio Nobel per la Letteratura a Grazia Deledda, unica donna italiana ad essere insignita della prestigiosa  benemerenza,

Significativa la data dell’iniziativa culturale (esattamente a 90 anni dalla consegna materiale alla scrittrice sarda del massimo riconoscimento letterario a livello mondiale, avvenuta a Stoccolma il 10 dicembre 1927, anche se il Premio si riferì all’anno 1926, in cui non era stato assegnato dall’Accademia svedese per mancanza di candidature meritevoli). Nota: anche se in un diffusissimo strumento di consultazione come è l’enciclopedia libera Wikipedia è ben precisato che «il 10 dicembre 1927 venne conferito alla Deledda il premio Nobel per la letteratura 1926 (non vinto da alcun candidato l’anno precedente, per mancanza di requisiti)», sono stati innumerevoli coloro che hanno preso la cantonata di collocare il conferimento del Premio nella data errata del 10 dicembre 1926. Ne cito uno per tutti: ha scritto il “Corriere della Sera” dell’11 dicembre 2017: «Nel giorno della consegna dei Nobel, il 10 dicembre, quando anche lei ricevette 91 anni fa, nel 1926, quello per la Letteratura, Grazia Deledda è stata omaggiata da Google. Il motore di ricerca l’ha celebrata ieri con un doodle, versione speciale del logo di Google per commemorare anniversari ed eventi».

Il titolo dell’incontro ha voluto riprendere le parole della motivazione espressa dalla Giuria in occasione del Premio Nobel alla Deledda: «Per la sua potenza di scrittrice, sostenuta da un alto ideale, che ritrae in forme plastiche la vita qual è nella sua appartata isola natale e che con profondità e calore tratta problemi di generale interesse umano».

Di fronte a un folto pubblico, composto in gran parte di giovani, Angelo Stella, presidente del Centro Nazionale di Studi Manzoniani, ha introdotto i lavori ricordando che nella biblioteca personale del Manzoni figuravano opere di autori sardi che lui aveva sicuramente letto dato che le pagine sono risultate non più intonse: 1) di Vincenzo Raimondo Porru il Nou Dizionariu universali sardu-italianu (1834) «che era nello scrittoio di Alessandro Manzoni quando morì, e ancora vi si conserva» secondo una testimonianza del 1879 del poeta vicentino Giacomo Zanella; ed il Saggio di grammatica sul dialetto sardo meridionale dedicato a sua altezza reale Maria Cristina di Bourbon infanta delle Sicilie duchessa del genevese dal sacerdote Vincenzo Raimondo Porru (1811); 2) dello storico Giuseppe Manno la “Storia di Sardegna”, opera suddivisa in quattro volumi scritti tra il 1825 ed il 1827.

La relazione di Mauro Novelli (docente di Letteratura e cultura nell’Italia contemporanea e Letteratura italiana otto-novecentesca presso l’Università degli studi di Milano) ha offerto un ritratto avvincente della personalità eccezionalmente determinata della Deledda ed un cenno alle sue opere più importanti sia quelle ambientate nei suoi luoghi natii e valorizzanti il patrimonio di abitudini e mentalità della gente sarda sia quelle di ambientazione “continentale”.

Giuliana Nuvoli, professore di Letteratura italiana presso l’Università degli studi di Milano, che vanta diversi saggi sui rapporti fra letteratura e cinema, ha messo in evidenza come l’origine della vicenda drammatica al centro delle pagine di Canne al vento sia stata trascritta sullo schermo dal regista Mario Landi nello sceneggiato televisivo prodotto nel 1958 dalla Rai. Sono stati illustrati efficacemente i differenti modi di approccio della scrittrice e del regista.

Personalmente ho ricordato che l’accoglienza non favorevole ricevuta dai suoi primi romanzi convinse la Deledda a cercare di migliorare la conoscenza della lingua italiana seguendo i consigli di Antonio Scano, che la invitò a dedicarsi alla lettura di autori classici italiani (Metastasio, Goldoni, Manzoni, Guerrazzi, Capuana, Verga, Fogazzaro, D’Annunzio e, in generale, gli autori della letteratura regionale di impostazione naturalistica). In una lettera del 10 ottobre 1892 proprio ad Antonio Scano (che la pubblicò in Viaggio letterario in Sardegna, Foligno-Roma, Campitelli, 1932), la Deledda confessa: «Ora non faccio nulla. Cioè, studio soltanto e, secondo il suo consiglio, cerco di studiare la lingua, perché la fantasia non mi manca. […] E ho afferrato il Manzoni, il Boccaccio ed il Tasso, e tanti altri classici che mi fanno sbadigliare e dormire!… Dio mio! È inutile! Io non riuscirò mai ad avere il dono della buona lingua, ed è vano ogni sforzo della mia volontà. Scriverò sempre male, lo sento, perché l’abitudine di scrivere così come mi viene è radicata ormai nella mia povera penna».

Se leggiamo il romanzo Cenere (1904) vediamo però che nella parte seconda la Deledda usa un evidente stilema di derivazione classica tratto dai Promessi Sposi del Manzoni. Riferendo i pensieri di Anania, scrive: «Addio, addio, terra d’esilio e di sogni! Anania rimase immobile, appoggiato al parapetto del piroscafo, finché l’ultima visione di Capo Figari e delle isolette, sorgenti azzurre dalle onde come nuvole pietrificate, svanirono tra i vapori dell’orizzonte; […]».

Questi pensieri non possono non farci venire in mente quelli accorati di Lucia (capitolo VIII dei Promessi Sposi) mentre la barca che trasporta lei – fuggitiva dai luoghi natii, insieme con Agnese e Renzo, per sottrarsi alle grinfie dei “bravi” di don Rodrigo – andava avvicinandosi alla riva destra dell’Adda: «Addio, monti sorgenti dall’acque, ed elevati al cielo; cime inuguali, note a chi è cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente, non meno che lo sia l’aspetto de’ suoi più familiari; torrenti, de’ quali distingue lo scroscio, come il suono delle voci domestiche; ville sparse e biancheggianti sul pendìo, come branchi di pecore pascenti; addio! Quanto è tristo il passo di chi, cresciuto tra voi, se ne allontana! […]».

Per quanto riguarda  il contributo concreto che la F.A.S.I. ha inteso dare alla celebrazione dell’Anno Deleddiano (90 anni dall’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura 1926 e  80 anni dalla morte), per rendere onore alla grande scrittrice sarda, ho citato il bando per  premi che saranno riconosciuti a tesi di laurea sulla Deledda che saranno discusse nell’anno accademico 2017-2018 nei dipartimenti di studi letterari delle Università fuori della Sardegna: si veda questo link: http://www.fasi-italia.it/index.php/2-non-categorizzato/880-padova-12-giugno-2017

Rosa Muggianu, originaria di Atzara (Nuoro), socia del CSCS-Centro Sociale Culturale Sardo di Milano, ha letto sia il discorso pronunciato dalla Deledda nel momento in cui ha ritirato il Premio sia la traduzione in sardo di Nuoro che la Deledda operò del brano dei Promessi Sposi con la narrazione di fra Galdino sul  “miracolo delle noci”. Questa traduzione fu pubblicata nel volumetto, commissionato da Paravia a Ciro Trabalza, che uscì nel 1917 col titolo “Dal dialetto alla lingua. Nuova  grammatica italiana per la IV, V e VI elementare con XVIII versioni in dialetto d’un brano dei “romessi Sposi”.

Giovanni Cervo, presidente del CSCS di Milano, con un gruppo di collaboratori ha coordinato l’offerta ai numerosi uditori di un buffet a base di prodotti sardi, concluso con un “brindisi alla Sarda” (nei due significati: alla maniera sarda; in onore della grande scrittrice sarda).

Paolo Pulina

Prende il via domani, a Neoneli, la sesta edizione de “Sa festa de sa fregula istuvada e de sa cassola – Licanìas de Barigadu”. La quattro giorni enogastronomica e culturale promossa dal comunein provincia di Oristano prende il via domani (giovedì primo ottobre) con la proiezione – alle 21.00 in piazza Italia – del film “L’Arbitro”, di Paolo Zucca, ospite della serata a colloquio con Alessandra Marchi.

Nel lungometraggio realizzato nel 2013 dal regista sardo (classe 1972, cagliaritano di nascita e con radici tra la provincia di Oristano e Roma), le vicende di due squadre isolane di terza categoria si alternano, in un affresco grottesco, con l’ascesa professionale dell’arbitro Cruciani (interpretato da Stefano Accorsi). Nel cast di attori del film compaiono, tra gli altri, Geppi Cucciari, Jacopo Cullin, Alessio Di Clemente, Grégoire Oestermann e Benito Urgu.

L’indomani (venerdì 2 ottobre) la manifestazione dedicata alla tradizionale pasta di semola e ai due piatti tipici del paese nel Barigadu (la “fregula istuvada”, condita col pecorino e lo strutto, e “sa cassola”, a base di carne di pecora) entra nel vivo del lungo weekend che animerà il piccolo centro fino a domenica (4 ottobre).

Il fitto cartellone di spettacoli, mostre, concerti, incontri, prove culinarie, degustazioni, esposizioni di prodotti tipici e dell’artigianato sardo, prende il via dal primo mattino con “S’innenna a s’antiga”, la tradizionale pratica della vendemmia qui rispolverata con i bambini della scuola primaria di Neoneli come protagonisti. Appuntamento alle 8.30, nel piazzale delle scuole (in via Antonio Scano), per la raccolta dell’uva e il suo trasporto con l’antico carro a buoi in piazza Barigadu, dove alle 11.00 è prevista la pigiatura (con una colazione tradizionale offerta al pubblico presente).

Il pomeriggio, alle 17.00, a Casa Cherchi, spazio a un momento di riflessione sul futuro (e sulla sopravvivenza) possibile dei piccoli centri rurali dell’Isola attraverso il loro ricco patrimonio di specificità culturali e ambientali, nella tavola rotonda “La poetica dei paesi – Sui paesaggi della natura e dell’anima”. La tutela del paesaggio, della terra e della cultura immateriale nei piccoli paesi, la quiete dei centri abitati rurali, ma anche il turismo lento e altre buone pratiche, sono alcuni degli spunti al centro del dibattito, coordinato dal giornalista Umberto Cocco. Intervengono Gabriella Belloni (titolare dell’albergo diffuso Antica Dimora del Gruccione, a Santu Lussurgiu), Maria Antonietta Mongiu, presidente regionale del F.A.I. (Fondo Ambientale Italiano) e l’architetto Antonello Cuccu.

Alle 19.00, all’Oratorio San Filippo Neri, si inaugura invece la mostra di Angelo Monne “Com-me-dia. 300 illustrazioni per la Commedia di Dante”, un progetto espositivo che trae linfa dai disegni realizzati nel 2010 dal grafico editoriale e illustratore di Dorgali, utilizzando esclusivamente un pennello cinese da calligrafia, per un’edizione della Commedia di Dante Alighieri destinata ai licei, edita da Zanichelli. Il taglio del nastro è accompagnato da un incontro dell’autore con il grafico Stefano Asili.

La serata si conclude in piazza Italia, con un carico di suggestioni narrative. Le prime sono offerte, alle 21.30 , dai diari di Lalla, il racconto della giornata appena vissuta con gli aneddoti e le storie di Lalla Careddu, un appuntamento che si rinnoverà per tutte le sere successive. Spazio quindi agli Scrittori Da Palco: in scena – per una riflessione collettiva sulla passione, la fissazione, i tic e le mode, in Italia e in Sardegna, sul tema del cibo, del vino, del mangiare bene, lentamente o di gran fretta – i racconti di Flavio Soriga, Nicola Mameli, Elio Satta, Eugenio Cossu, Bachisio Bachis e della stessa Lalla Careddu, con incursioni della cantautrice Chiara Effe.

Neoneli (3) Fregula (s)Un piatto a base di fregula (3)