24 September, 2021
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Si avvia alla conclusione la 36esima edizione del Festival “Ai Confini tra Sardegna e Jazz”. Dopo le anteprime di Piscinas, Tratalias, Sant’Antioco, Is Solinas e Carloforte, le cinque straordinarie serate vissute in piazza del Nuraghe, a Sant’Anna Arresi, dove è stato possibile anche visitare la mostra fotografica dedicata a Basilio Sulis, ideatore e fondatore del Festival e ancora il concerto alla Grande Miniera di Serbariu e i numerosi concerti all’alba e al mattino, con diversi artisti, a Porto Pino e Candiani, oggi alla Cantina Santadi e domani a Monte Sirai, verrà presentato il nuovo progetto della Bandakadabra, una rilettura dei grandi successi internazionali in chiave Dixie e Swing Anni Trenta. Dai Daft Punk a Billie Eilish, passando per Bruno Mars e i Radiohead.

L’idea è quella di avvicinare i più giovani alle atmosfere del Jazz Old Style e far conoscere agli spettatori più maturi le più recenti produzioni della musica pop. Un’occasione di incontro musicale tra generazioni diverse.

Quella che si avvia alla conclusione, è stata la prima edizione del festival dopo Basilio Sulis, l’uomo che varca i confini, cui è stata dedicata l’intera rassegna. Sono stati diversi i momenti carichi di emozione, che hanno visto protagonisti artisti grandi amici di Basilio Sulis, tra i quali vi sono Hamid Drake e David Murray.

«E’ surreale suonare qui e pensare che non c’è Basilio Sulis.»

Queste poche parole di Antonello Salis racchiudono le emozioni vissute ieri sera, sul palco di piazza del Nuraghe, nella giornata di apertura della 36esima edizione del festival internazionale “Ai Confini tra Sardegna e Jazz”, dopo le quattro anteprime vissute a Tratalias, Sant’Antioco, Is Solinas e Carloforte.

Antonello Salis tenne a battesimo il Festival creato 36 anni fa da Basilio Sulis, e Antonello Salis 36 anni dopo, ha deliziato ancora una volta il pubblico del Festival arresino, prima con un solo alla fisarmonica, poi ancora alla fisarmonica e al piano, in una band costruita per il Festival – come piaceva tanto a Basilio Sulis – con Hamid Drake (grande amico del Festival e del suo creatore e direttore artistico) alla batteria, Paolo Angeli alla chitarra e Gavino Murgia al sassofono. E’ stato un concerto straordinario, carico di emozioni, impreziosito nel finale dall’ingresso sul palco di Dudù Kouate, il musicista polistrumentista senegalese che tre giorni fa si è esibito sulla spiaggia di Is Solinas.

La serata è stata aperta da una lettura di Giacomo Casti, dedicata al ricordo di Basilio Sulis.

A Basilio Sulis è dedicata la 36esima edizione della rassegna, e a Basilio Sulis è dedicata la mostra fotografica allestita all’interno della chiesetta di piazza del Nuraghe, curata dal fotografo Luciano Rossetti, che racchiude vari momenti delle 36 edizioni del Festival “Ai Confini tra Sardegna e Jazz”.

Il Festival andrà avanti fino a sabato in Piazza del Nuraghe, con puntate sulla costa al mattino, ed avrà ancora una coda dal 5 all’8 settembre, tra Santadi e Carbonia.

Questa sera sono in programma due concerti: aprirà Paolo Angeli con il tenore Omar Bandinu, nella seconda parte salirà sul palco Enzo Favata, con la sua produzione “The Crossing”.

Giampaolo Cirronis

 

Il cuore del Festival “Ai Confini tra Sardegna e Jazz”, la rassegna organizzata dall’associazione Punta Giara, nella nuova edizione “Approdo ad Atlantide – l’uomo che varca i confini”, prosegue a vele spiegate ed approda nel suo cuore pulsante: piazza del Nuraghe a Sant’Anna Arresi. Dieci concerti spalmati in cinque giorni – dal 31 agosto al 4 settembre – e confortati dalla presenza antica di uno dei simboli endemici e caratteristici dell’isola. Il nuraghe accanto al quale la civiltà sarda si è sviluppata con i suoi ritmi e le sue peculiarità, con una riverenza verso il suo passato con cui ha continuato a confrontarsi e convivere.

Abbracciati tra questa suggestiva ed imponente struttura, la chiesa, lo splendido campanile e la piccola arena, il festival attende il suo pubblico di aficionados anche per ricordare Basilio Sulis, patron del festival, con la mostra a lui dedicata, curata da Luciano Rossetti.

Il programma

All’alba di oggi 31 agosto, alle 7,00, Porto Pino, presso lo stabilimento Bahia, si è tenuto lo spettacolo della Alessandro Cau “Brenti mini orchestra”. L’idea portante del progetto è basata sull’ascolto: ascolto di se stessi, ascolto degli altri e di ciò che ci circonda. “Brenti” è stato composto, eseguito e registrato senza premeditazione e – appunto – l’aspetto performativo mostrerà i suoi eccentrici, quanto affascinanti risultati.

Di ritorno in piazza del Nuraghe, il primo porto sicuro, alla sera, dalle 21,00, con due incredibili spettacoli: Antonello Salis – piano solo e a seguire “Giornale di bordo” sempre con il pianista di Villamar, insieme a Gavino Murgia al sax, Hamid Drake alla batteria e Paolo Angeli alla chitarra. Giornale di Bordo prosegue il suo viaggio tra il popolo dei “danzatori delle stelle” e la loro musica aperta e sincera, tra avanguardia jazz e colori multietnici. 

Proseguono i concerti al mattino, sempre a Porto Pino, stavolta allo stabilimento Beach Club con Andrea Schirru – piano solo il 1°settembre.  Il progetto Piano Solo nasce dall’esigenza di comunicare in maniera schietta e sincera un messaggio musicale estremamente personale e intimamente autobiografico.

La sera sotto al Nuraghe continua con Paolo Angeli ed il tenore Omar Bandinu. Parte del concerto sarà dedicato a Jar’a, il suo ultimo album, pubblicato in aprile. La suite, strutturata in sei movimenti, accosta l’avanguardia alla ritualità del canto tradizionale, evocando spazi aperti e coniugando mondi sommersi con la Sardegna ancestrale qui rappresentata anche per il tramite della voce di Omar Bandinu.

Subito dopo, “The Crossing” di Enzo Favata. Un “trafficato incrocio sonante”, come da lui definito “dove autostrade elettroniche si intersecano con piste desertiche, ipnotiche ritmiche balinesi ed assordanti strade metropolitane del jazz”.

2 settembre, stabilimento Nautica 2000, puntate presto la sveglia per il duo Matteo Scano e Riccardo Pittau, rispettivamente piano e tromba. Un viaggio dove i due strumenti cavalcano loop e suoni elettronici in continuo mutamento. Queste le premesse da cui viene creato l’incontro di suoni nel progetto Uname-r, che raccoglie le brillanti anime musicali delle macchine.

Piazza del Nuraghe è anche luogo di nuovi incontri e sodalizi artistici, e la sera del 2 settembre Pasquale Mirra si confronta nuovamente con Hamid Drake in un duo fatto di percussioni (batteria e vibrafono), voci e musica elettronica. Il processo attraverso il quale si sviluppano i percorsi musicali è l’estemporaneità, senza pregiudizi stilistici di sorta dove due culture di appartenenza così apparentemente lontane si ritrovano, si amalgamano, si fondono.

A seguire, Maurice Louca & the Elephantine Band. Per Louca, Elephantine, il suo terzo e più ambizioso album, rappresenta sia l’apice della sua vasta esperienza, ma anche un audace passo nella sua crescita come compositore, arrangiatore e direttore d’orchestra. Si tratta di una panoramica musicale di 38 minuti eseguita da una dozzina di musicisti, si ispira principalmente ai brillanti musicisti della sua comunità artistica, in particolare a Land of Kush del collaboratore Sam Shalabi.

La spiaggia di Porto Pino, il 3 settembre alle 7,00, è tutta per Tommaso Cappellato con “Aforemention” il viaggio di un uomo attraverso il suono, un lavoro capace di evocare spazi interiori, luoghi lontani e nuove idee.

 Il disco, vanta la collaborazione di tre artisti: il leggendario batterista Victor Lewis, Nia Andrews e Dulcinea Detwah. Al festival in solo, Tommaso Cappellato utilizzerà batterie, synth analogici e la propria voce per una performance jazz sperimentale da tenere d’occhio.

I due concerti nella nostra piazza di riferimento a Sant’Anna Arresi dalle 21,00, saranno quelli di Sound Glance con Marco Colonna al sax, Silvia Bolognesi al contrabbasso, Fabrizio Puglisi al piano e Gunter Baby Summer alle percussioni; e l’esplosivo ensemble di David Murray Brave New World Trio Feat Aruán Ortiz, Quattro tra i più grandi musicisti afro-discendenti contemporanei e tra le più grandi sezioni ritmiche degli ultimi trent’anni in ambito jazz e d’improvvisazione.

Lo spettacolo non finisce qui, infatti, in località Candiani dalle 24,00 ci sarà Matteo Muntoni con “Radio Luxembourg”Matteo Muntoni riprende la storica Radio Luxembourg e da ‘’semplice’’ emittente la trasforma in strumento di espressione letterario-musicale. Ogni brano parte da cose, eventi o persone che hanno influenzato musicalmente l’autore nel corso degli anni, senza vincoli di genere, tenendo piuttosto fede ad un’idea di musica.

Se vi è piaciuto Kouate e avete adorato il contrabbasso di Bolognesi in formazione con Sound Glance, è il momento di capire quali magie questi due virtuosi possano compiere insieme. Li troveremo allo stabilimento Papero Giallo, sempre alle 7,00 a Porto Pino il 4 settembre.

 Comodi sugli spalti in pietra di piazza del Nuraghe, alle 21,00 potrete ascoltare la poesia di Thomas Sayers Ellis, accompagnato dal sax di James Brandon Lewis ed il vivace piano di Alexis Marcelo per The Dead Lecturers, un chiaro debito nei confronti di un’ancestrale cultura “black” e che andando oltre la tradizione fa vibrare l’improvvisazione dei suoni e il respiro delle parole.

E in seconda serata: come suona la musica africana per chi non è mai stato in Africa? La domanda avrà (forse) una risposta dopo l’esibizione dei Maistah Aphrica, gruppo di giovani friulani che esplorano le sonorità di questo vasto continente con un’energia che non lascerà indifferenti, neppure se in Africa ci siete stati davvero.

Torniamo in località Candiani alle 24,00 con i Freak Motel un progetto di musica originale che raccoglie molteplici influenze e le converte in un sound di difficile collocazione, un misto tra post-rock esplosivo, atmosfere noise ed electric jazz, nella sua forma più pura, ossia l’improvvisazione.

I membri della band sono Matteo Sedda alla tromba, Andrea Sanna al Fender Rhodes, Andrea Parodo al basso e Nicola Vacca alla batteria.

I concerti Jazz Around tornano dal 5 all’8 settembre tra Carbonia e Santadi, tutte le info nei prossimi giorni e sul sito ufficiale del festival https://santannarresijazz.it/

 

Dopo le anteprime, al via il XXXVI festival “Ai confini tra Sardegna e Jazz”. Concerti “Jazz Around” dal 27 sino al 30 agosto nel borgo medievale di Tratalias, Sant’Antioco, Masainas (Is Solinas) e Carloforte. Dal 31 al 4 settembre: laboratori e spettacoli tra piazza del Nuraghe, spiaggia di Porto Pino e località Candiani. Sempre in piazza, la mostra dedicata a Basilio Sulis, in collaborazione con Luciano Rossetti.

Le numerose presenze per i primi due spettacoli di anteprima del festival “Ai confini tra Sardegna e Jazz” testimoniano l’affetto che il pubblico nutre per la manifestazione targata Punta Giara, arrivata alla 36ª edizione.

Nonostante le restrizioni, la forza trainante della musica e della cultura è riuscita a portare sull’isola appassionati e amanti del genere, creando un precedente che fa ben sperare per le prossime date del festival che prenderà il via ufficialmente il 27 agosto.

A rinnovare questa prima edizione senza il suo fondatore Basilio Sulis, come anticipato dagli organizzatori, saranno gli spettacoli diffusi, i quali caratterizzeranno la prima tranche del festival (dal 27 al 31 agosto) e la coda (dal 5 all’8 settembre).

Prima tappa, venerdì 27 agosto, Borgo Medievale di Tratalias, dove dalle 21,00, si esibirà la formazione di Gabriele Mitelli O.N.G. “Crash” (Gabriele Mitelli – pocket tromba, genis russo, elettronica; Enrico Terragnoli – chitarra elettrica; Gabrio Baldacci – chitarra elettrica baritono; Mark Sanders – batteria).

Sabato 28 agosto il festival approderà a Sant’Antioco, a Is Pirixeddus, sempre con Gabriele Mitelli, stavolta in trio, insieme a John Edwards al contrabbasso e Mark Sanders alle percussioni.

Gabriele Mitelli è uno dei più giovani e interessanti trombettisti e compositori italiani. In pochi anni ha suonato con alcuni dei più importanti musicisti della musica jazz e di confine tra cui Ralph Alessi, Markus Stockhausen, Gianluca Petrella e Giovanni Guidi, Cristiano Calcagnile, Beppe Scardino, Tino Tracanna.

Lo spettacolo è ad ingresso gratuito (prenotazioni presso Infopoint, via Roma 47, Sant’Antioco, telefono +39 3701115900, Email welcometosantantioco@gmail.com).

Il 29 agosto, al tramonto nella splendida spiaggia di Is Solinas (Masainas), alle 19,00, il polistrumentista Dudù Kouate in solo, con un set di strumenti tipicamente africani, tra cui percussioni, flauti e liuto berbero, guidati dalla voce del griot senegalese.

Tiene seminari sulla storia degli strumenti tradizionali africani cercando di tracciare i confini territoriali delle popolazioni e divulgando la tradizione culturale africana attraverso racconti di fiabe musicate.

Il musicista sarà anche impegnato, dal 31 agosto al 4 settembre, con i seminari “Percussion for Kids” per i bambini dal 5 ai 10 anni che si svolgeranno con il maestro Dudu Kouatè presso la spiaggia di Porto Pino, dalle ore 10.00 alle 12.00, con un’esibizione finale il 4 settembre. Il seminario si svolge con la collaborazione della Associazione ANSPI di Sant’Anna Arresi. Iscrizioni già disponibili contattando i numeri 3385931627 e 3400764611.

La prima parte dei concerti si chiuderà il 30 agosto al Parco Urbano del Generale a Carloforte, Isola di San Pietro.

Alle 21,00 saliranno sul palco Paolo Angeli e Hamid Drake. Uno dei più grandi percussionisti del jazz contemporaneo, accompagnato alla chitarra-cello dal musicista gallurese, che porta dentro di sé una Sardegna che scalpita e cerca di emergere sotto ogni nota.

Dal 31 agosto il festival tornerà alle origini, in piazza del Nuraghe, sino al 4 settembre per poi ricominciare con i concerti itineranti sino all’8 settembre. Tutte le informazioni e gli appuntamenti di questa seconda parte della manifestazione saranno comunicati nel fine settimana.

In piazza del Nuraghe, come già accennato, sempre dal 31 agosto al 4 settembre. verrà installata una mostra fotografica con alcuni ritratti di Basilio Sulis scelti e curati dal fotografo Luciano Rossetti.

«Un omaggio per ricordare il fondatore, il visionario ispiratore, l’anima del festival che ha portato i migliori musicisti jazz al mondo in un piccolo paese alla periferia dell’impero, come lui amava dire. Trentasei pannelli come le edizioni del festival.»

Anteprima della 36esima edizione del festival Internazionale “Ai Confini tra Sardegna e Jazz”, sabato 31 luglio, alle 21.30,  in Piazza del Nuraghe, a Sant’Anna Arresi, con il progetto Direction Zappa, diretto da Daniele Sepe.

Sul palco si esibiranno Daniele Sepe (sax) con Dean Bowman (voce), Mario Nappi (piano e tastiere), Hamid Drake (batteria),  Joe Cristiano (chitarra), Davide Costagliola (basso).

E’ il primo evento della rassegna “Ai Confini tra Sardegna e Jazz” dopo la scomparsa del fondatore Basilio Sulis, cui è dedicata la 36esima edizione.

Ingresso gratuito con prenotazione all’indirizzo puntagiara@santannarresijazz.it .

Il festival Ai confini tra Sardegna e Jazz è pronto a salpare. Per il primo anno senza il suo “comandante”, a farne le veci per questa cerimonia di varo sarà il Capitan Capitone Daniele Sepe con la formazione Direction Zappa, sabato 31 luglio alle 21,30, nella “casa” del festival, piazza del Nuraghe a Sant’Anna Arresi.

La produzione del concerto è stata fatta in collaborazione con l’associazione culturale l’Intermezzo e il suo Cala Gonone Jazz Festival (dove Direction Zappa andrà in scena il 30 luglio), la cui organizzazione è sempre stata legatissima alla manifestazione dell’associazione Punta Giara.

E l’album/concerto di Daniele Sepe è proprio un tributo dichiarato a Basilio Sulis, il quale – nel 2016 – aveva chiesto a diversi artisti e amici di preparare dei concerti secondo una loro concezione compositiva innovativa, sperimentale, qualcosa che lo stesso Zappa avrebbe potuto rivalutare e apprezzare.

Cinque anni fa, dunque, Daniele Sepe sale sul palco insieme ad Hamid Drake, percussionista e affezionata presenza del festival, trovando un’affinità ed una comunicazione immediata, instaurando una sintonia che ha quasi del magico.

Gli altri musicisti sono vecchie conoscenze di Daniele Sepe: il cantante Dean Bowman, grande sperimentatore delle potenzialità della voce umana, e Joe Cristiano, chitarrista, con i quali aveva già inciso Voodoo Miles; gli storici Davide Costagliola al basso e Mario Nappi al piano.

L’esperimento del poliedrico Daniele Sepe riesce e i sei registrano l’album in studio «Sapete l’improvvisazione è un territorio strano, la musica suonata insieme a volte si materializza in forme inaspettate.»

Commenta Daniele Sepe: «A volte provi tanto, tantissimo, e suoni uno schifo, al contrario a volte la felicità del primo incontro, del conoscersi e ritrovarsi in una intuizione, ti fa realizzare inaspettatamente cose belle, coerenti, scorrevoli».

Con questo spettacolo viene offerto all’ascoltatore la possibilità di immergersi in un caleidoscopio di sensazioni sonore, guidate dalla visione di un musicista senza confini, che alla guida di una band stellare, esplora uno dei più intriganti e complessi repertori della musica del ‘900.

Il concerto è a ingresso libero, sebbene a causa delle restrizioni dovute all’emergenza sanitaria, sarà necessaria la prenotazione all’indirizzo puntagiara@santannarresijazz.it.

Altra notizia importante è quella del cambio di data del concerto di Davide “Boosta” Dileo, il quale si esibirà l’8 settembre invece del 6 settembre, sempre a Monte Sirai (Carbonia), anticipato dal concerto della Bandakadabra che slitta, quindi, di due giorni rispetto al programma precedente.  

Rimane invece inalterata la data del 7 settembre per la band torinese, che si esibirà alla Cantina di Santadi, alle 21,00.

L’associazione culturale Punta Giara ha presentato stamane il programma del 36° festival internazionale “Ai Confini tra Sardegna e Jazz”, il primo dopo la prematura scomparsa del suo fondatore, l’indimenticabile Basilio Sulis.

La sede scelta per la presentazione della rassegna è stata la sala polifunzionale del comune di Carbonia, comune capoluogo della Provincia e sede di due 28 concerti inseriti nel cartellone, itinerante per diversi centri del territorio dal 27 agosto al 7 settembre.

Il Festival avrà due anteprime: la prima il 31 luglio, ai piedi del Nuraghe di Sant’Anna Arresi, il cuore pulsante della manifestazione; la seconda il 7 agosto, alla Villa Salazar di Piscinas.

La rassegna entrerà ne vivo il 27 agosto con una serie di spettacoli, iniziative e laboratori diffusi che si concluderanno al 7 settembre.

Quattordici giorni e ventotto concerti si snoderanno tra nuove location e orari diversificati. Oltre ai consueti serali, infatti, sono previsti alcuni appuntamenti nella splendida spiaggia di Porto Pino, alle 7,00 del mattino, e quelli delle 24,00 in località Candiani.

A questi si aggiungono la già citata Piscinas; il pittoresco borgo di Tratalias; Sant’Antioco (necropoli di Is Pirixeddus); la già collaudata spiaggia di Is Solinas a Masainas; il Parco Urbano Canale del Generale a Carloforte; la Grande Miniera di Serbariu e l’anfiteatro di Monte Sirai a Carbonia; infine, la Cantina Sociale di Santadi nel comune omonimo.

Valorizzare il territorio del Sulcis, coinvolgere la popolazione locale, i bambini, i turisti, gli appassionati e gli affezionati (musicisti inclusi), è la strada maestra che serve intraprendere per (ri)cominciare questo lungo viaggio oltre i confini, un rimando al tema della manifestazione e al lascito di Basilio Sulis.

Il primo anno senza il suo fondatore sarà l’occasione per celebrare il percorso artistico e comunitario che ha segnato un’epoca, consacrando “Ai confini tra Sardegna e Jazz”, amatissimo anche all’estero e tra i festival storici del free jazz.

I suoi collaboratori più vicini, ora alla direzione, hanno scelto di ricordarlo con un titolo evocativo “Approdo ad Atlantide – l’uomo che varca i confini”.

L’Associazione Culturale Punta Giara, organizzatrice del festival, in collaborazione col fotografo Luciano Rossetti, presenterà anche una mostra interamente dedicata all’indimenticabile Basilio Sulis.

L’intento sarà quello di ripercorrere i tratti salienti del rapporto tra lo stesso ed il suo creatore: una galleria di immagini d’autore che tantissimi grandi fotografi hanno contribuito a realizzare nel corso degli anni. «Sarà occasione per ripercorrere la vita di Basilio durante i Festival, il suo rapporto con i musicisti e la musica, descrivere alcuni episodi che daranno modo a tutti di conoscere il viscerale legame tra questa manifestazione e l’uomo che per essa ha superato i confini tra Sardegna e Jazz».

Il programma

L’attore e regista Giacomo Casti presenterà tutti i concerti in piazza del Nuraghe.

L’anteprima del festival è prevista, dunque, il 31 luglio in piazza del Nuraghe, Sant’Anna Arresi, dove il capitano Daniele Sepe porterà sul palco il progetto Direction Zappa, nato durante la trentesima edizione dedicata all’eclettico e prolifico musicista italoamericano.

Il disco -già disponibile- è frutto del lavoro del sassofonista partenopeo e della collaborazione con alcuni grandi musicisti che lo hanno affiancato nell’esibizione del 2016. Con lui due storiche spalle: il bassista Davide Costagliola ed il pianista Mario Nappi, insieme al batterista Hamid Drake e l’incredibile voce del vocalist Dean Bowman.

7 agosto, seconda anteprima, villa Salazar a Piscinas irrinunciabile appuntamento quello con Enzo Favata e lo scienziato Mario Tozzi nel quale, i due, racconteranno – uno con la musica e l’altro con la voce – il Mediterraneo attraverso il particolare punto di vista della geologia, scienza tanto affascinante quanto trascurata, e la musica al confine tra passato e futuro.

Il 27 agosto si entra nel vivo del festival. A tagliare i nastri di partenza, nel borgo medievale di Tratalias, O.N.G. Crash, il nuovo progetto di Gabriele Mitelli, uscito a maggio 2017 per la “Parco della Musica Records”.

Ci spostiamo a Sant’Antioco, nella necropoli di Is Pirixeddus, il 28 agosto, per il concerto di Gabriele Mitelli, Pasquale Mirra e Cristiano Calcagnile “The Elephant” nato in seno alla residenza artistica al Ground Music Festival (Brescia) con il collettivo di filmmaker Unzalab. Insieme realizzano “Ver”, una performance live di cinema espanso durante la quale musicisti e cineasti, tra dialogo e improvvisazione conducono il pubblico in un viaggio nello spazio alla scoperta di nuovi fantastici mondi.

Primo spettacolo sulla spiaggia, a Is Solinas (Masainas) il 29 agosto con Dudù Kouate. Il percussionista senegalese trapiantato a Bergamo, sarà anche coinvolto nei laboratori rivolti ai bambini tra i cinque e dieci anni (insieme a Matteo Muntoni) che si svolgeranno tra il 31 agosto e il 3 settembre a Porto Pino. Musicista polistrumentista, fa parte di diverse formazioni di afro-jazz, moderna, musica tradizionale e contemporanea. La ricerca costante del suono (sound of elements), lo spinge sempre verso nuove ed interessantissime esperienze nel mondo della musica.

Carloforte, altro punto di approdo del festival, ospiterà al Parco Urbano Canale del Generale il 30 agosto, il duo Paolo Angeli (violoncello e chitarra sarda) e Hamid Drake alle percussioni. Due mondi che si incontrano tra la frenesia dei grattacieli di Chicago e i moti riflessivi dei graniti galluresi.

All’alba del 31 agosto, alle 7,00, ci ritroviamo a Porto Pino, stabilimento Bahia con la Alessandro Cau “Brenti mini orchestra”. L’idea portante del progetto è basata sull’ascolto: ascolto di se stessi, ascolto degli altri e di ciò che ci circonda. “Brenti” è stato composto, eseguito e registrato senza premeditazione e – appunto – l’aspetto performativo mostrerà i suoi eccentrici, quanto affascinanti risultati.

Di ritorno in piazza del Nuraghe, il nostro primo porto sicuro, alla sera, dalle 21,00, ci attendono due incredibili spettacoli: Antonello Salis – piano solo e a seguire “Giornale di bordo” sempre con il pianista di Villamar, insieme a Gavino Murgia al sax, Hamid Drake alla batteria e Paolo Angeli alla chitarra. Giornale di Bordo prosegue il suo viaggio tra il popolo dei “danzatori delle stelle” e la loro musica aperta e sincera, tra avanguardia jazz e colori multietnici.

Proseguono i concerti al mattino, sempre a Porto Pino, stavolta allo stabilimento Beach Club con Andrea Schirru – piano solo il 1°settembre.  Il progetto Piano Solo nasce dall’esigenza di comunicare in maniera schietta e sincera un messaggio musicale estremamente personale e intimamente autobiografico.

La sera sotto al Nuraghe continua con Paolo Angeli e il tenore Omar Bandinu. Parte del concerto sarà dedicato a Jar’a, il suo ultimo album, pubblicato in aprile. La suite, strutturata in sei movimenti, accosta l’avanguardia alla ritualità del canto tradizionale, evocando spazi aperti e coniugando mondi sommersi con la Sardegna ancestrale qui rappresentata anche per il tramite della voce di Omar Bandinu.

Subito dopo, “The Crossing” di Enzo Favata. Un “trafficato incrocio sonante”, come da lui definito “dove autostrade elettroniche si intersecano con piste desertiche, ipnotiche ritmiche balinesi ed assordanti strade metropolitane del jazz.”

 

2 settembre, stabilimento Nautica 2000, puntate presto la sveglia per il duo Matteo Scano e Riccardo Pittau, rispettivamente piano e tromba. Un viaggio dove i due strumenti cavalcano loop e suoni elettronici in continuo mutamento. Queste le premesse da cui viene creato l’incontro di suoni nel progetto Uname -r, che raccoglie le brillanti anime musicali delle macchine.

Piazza del Nuraghe è anche luogo di nuovi incontri e sodalizi artistici, e la sera del 2 settembre Pasquale Mirra si confronta nuovamente con Hamid Drake in un duo fatto di percussioni (batteria e vibrafono), voci e musica elettronica. Il processo attraverso il quale si sviluppano i percorsi musicali è l’estemporaneità, senza pregiudizi stilistici di sorta dove due culture di appartenenza così apparentemente lontane si ritrovano, si amalgamano, si fondono.

A seguire, Maurice Louca & the Elephantine Band. Per Louca, Elephantine, il suo terzo e più ambizioso album, rappresenta sia l’apice della sua vasta esperienza, ma anche un audace passo nella sua crescita come compositore, arrangiatore e direttore d’orchestra. Si tratta di una panoramica musicale di 38 minuti eseguita da una dozzina di musicisti, si ispira principalmente ai brillanti musicisti della sua comunità artistica, in particolare a Land of Kush del collaboratore Sam Shalabi.

La spiaggia di Porto Pino, il 3 settembre alle 7,00, è tutta per Tommaso Cappellato con “Aforemention” il viaggio di un uomo attraverso il suono, un lavoro capace di evocare spazi interiori, luoghi lontani e nuove idee.

Il disco, vanta la collaborazione di tre artisti: il leggendario batterista Victor Lewis, Nia Andrews e Dulcinea Detwah. Al festival in solo, Cappellato utilizzerà batterie, synth analogici e la propria voce per una performance jazz sperimentale da tenere d’occhio.

I due concerti nella nostra piazza di riferimento a Sant’Anna Arresi dalle 21,00, saranno quelli di Sound Glance con Marco Colonna al sax, Silvia Bolognesi al contrabbasso, Fabrizio Puglisi al piano e Gunter Baby Summer alle percussioni; e l’esplosivo ensemble di David Murray Brave New World Trio Feat Aruán Ortiz, Quattro tra i più grandi musicisti afro-discendenti contemporanei e tra le più grandi sezioni ritmiche degli ultimi trent’anni in ambito jazz e d’improvvisazione.

Lo spettacolo non finisce qui, infatti, in località Candiani dalle 24,00 ci sarà Matteo Muntoni conRadio Luxembourg”. Matteo Muntoni riprende la storica Radio Luxembourg e da ‘’semplice’’ emittente la trasforma in strumento di espressione letterario-musicale. Ogni brano parte da cose, eventi o persone che hanno influenzato musicalmente l’autore nel corso degli anni, senza vincoli di genere, tenendo piuttosto fede ad un’idea di musica.

 

Se vi è piaciuto Kouate e avete adorato il contrabbasso di Bolognesi in formazione con Sound Glance, è il momento di capire quali magie questi due virtuosi possano compiere insieme. Li troveremo allo stabilimento Papero Giallo, sempre alle 7,00 a Porto Pino il 4 settembre.

Al ristorante “La peschiera” a Porto Pino alle 19,00, è l’ora della mise-en-scène per i ragazzi che hanno partecipato ai seminari di formazione per i più piccoli, guidati da Matteo Muntoni e Dudù Kouate.

Comodi sugli spalti in pietra di piazza del Nuraghe, alle 21,00 potrete ascoltare la poesia di Thomas Sayers Ellis, accompagnato dal sax di James Brandon Lewis e il vivace piano di Alexis Marcelo per The Dead Lecturers, un chiaro debito nei confronti di un’ancestrale cultura “black” e che andando oltre la tradizione fa vibrare l’improvvisazione dei suoni e il respiro delle parole.

E in seconda serata: come suona la musica africana per chi non è mai stato in Africa? La domanda avrà (forse) una risposta dopo l’esibizione dei Maistah Aphrica, gruppo di giovani friulani che esplorano le sonorità di questo vasto continente con un’energia che non lascerà indifferenti, neppure se in Africa ci siete stati davvero.

Si tornerà in località Candiani alle 24,00 con i Freak Motel un progetto di musica originale che raccoglie molteplici influenze e le converte in un sound di difficile collocazione, un misto tra post-rock esplosivo, atmosfere noise ed electric jazz, nella sua forma più pura, ossia l’improvvisazione.

I membri della band sono Matteo Sedda alla tromba, Andrea Sanna al Fender Rhodes, Andrea Parodo al basso e Nicola Vacca alla batteria.

Una line up d’eccezione alla Miniera di Serbariu, il 5 settembre alle 21,00, dove il pianista Aruán Ortiz avvierà un dialogo musicale insieme a Silvia Bolognesi, Hamid Drake e Pasquale Mirra. Li abbiamo imparati a conoscere in quest’edizione ma, nonostante tutto, la loro adattabilità e imprevedibilità li rende insondabili e – per questo – assolutamente imperdibili.

Il 6 settembre un concerto poco jazz, benché in linea con lo spirito del festival di Sant’Anna Arresi in quanto a ricerca e sperimentazione: Davide “Boosta” Dileo, fondatore dei Subsonica, producer, dj, tastierista e compositore, si esibirà all’anfiteatro di Monte Sirai.

Dalle 22,30, stessa location: sette fiati, due percussioni. Rocksteady, balkan, swing una vera orchestra da passeggio che unisce l’energia delle formazioni streetal sound delle big band anni trenta: i Bandakadabra.

Nata a Torino, la Bandakadabra vanta una frenetica attività live che l’ha portata a esibirsi sia in Italia che nel resto d’Europa e a guadagnarsi una crescente attenzione da parte degli appassionati, grazie a una combinazione riuscita di musica e cabaret e a uno spettacolo capace di conquistare qualsiasi tipo di pubblico.

Saranno loro, infatti, a chiudere il festival e salutare la 36esima edizione il 7 settembre, alla Cantina Sociale di Santadi.

 

Italy. Verona. 2016. Musician Miles Cooper Seaton. Phases in Exile. With Vaggimal Dischi e Trovarobato
in collaboration with SMaC at Centro di Cultura Polivalente Santa Maria in Chiavica e Dèsegni Association.

Il XXXVI festival “Ai confini tra Sardegna e Jazz” si farà. Dal 31 agosto al 4 settembre 2021 una sfilza di concerti, preceduti dalle attesissime anteprime, ci condurranno in un viaggio ancestrale dove mito e realtà si incontrano, si contaminano, si raccontano nel presente.
Una delle manifestazioni più rappresentative del free jazz, capitanata dall’associazione Punta Giara, tornerà nei luoghi cardine che da diversi anni caratterizzano le produzioni della rassegna sulcitana: ai piedi del nuraghe della piazza omonima di Sant’Anna Arresi, ed in molte altre suggestive località del Sud Sardegna che faranno da palco anche per le anteprime della storica manifestazione.

Questo trentaseiesimo appuntamento sarà contraddistinto da un ritorno alle origini, continuando al contempo a guardare oltre i confini, come quelli audacemente valicati dall’indimenticabile patron del festival Basilio Sulis. Il primo anno senza la sua presenza, sebbene la manifestazione «non sarà mai orfana! Perché nata dai suoi racconti, dai suoi studi e ricerche, dalle sue idee che, vive, sono presenti e custodite dall’Associazione che porterà avanti tutti i suoi preziosi insegnamenti e visioni che resteranno originali e che saranno contemporanei anche tra cento anni», spiegano gli organizzatori dell’Associazione Culturale Punta Giara.

Un ritorno metaforico che scava nelle radici, dunque, ma anche tangibile perché, dopo tanto peregrinare, toccare nuovamente terra e ridefinire il concetto di arrivo e di stanziamento assume una connotazione rassicurante.
E il tema di questo 2021 sarà proprio “Approdo ad Atlantide” in cui la Sardegna non sarà più concepita unicamente come crocevia, punto di passaggio temporaneo di viaggiatori che si spostano verso nuove e più allettanti rotte, bensì come ultima e anelata meta «Sardegna, terra e mito, molto famosa già nell’antichità. Era ricca di ossidiana, metalli e pietre rare, famosa in tutto il Mediterraneo per la potenza delle sue navi, e la durezza dei suoi soldati, citati perfino nei testi egizi» comunica l’Associazione «e proprio da un piccolo centro ai margini di questo impero che si riparte per un nuovo viaggio dove nulla è più ai margini del mondo ma si viene al contrario riconosciuti come terra mitica, coi suoi nuraghi ancora oggi pieni di misteri ancestrali che l’hanno resa punto d’ incontro di civiltà, centro di cultura e di musica».

L’isola è, infatti, ormai riconosciuta come fucina del jazz anche nel panorama internazionale, proprio grazie al lavoro indefesso di appassionati cultori come Basilio Sulis e gli altri veterani dei festival sardi, riuniti nel progetto di Sardinia Jazz Network.

E tra gli impegni dell’associazione Punta Giara, non manca mai lo spazio dedicato alle migrazioni, perfettamente inserite nel tema di quest’anno e nella continuità storica del viaggio come ricerca di prosperità, di sicurezza e certezze: l’esilio, la fuga e, infine, una nuova dimora.
«E quel mare lo hanno attraversato in tanti per raggiungere il Festival dove per arrivare dovevi attraversare il Mediterraneo, mare amato e odiato dai navigatori per secoli che arrivati in Sardegna trovavano l’Approdo di Atlantide ad accoglierli. Ed il concetto di approdo qui è ben noto anche come approdo geografico che questa terra ancora vive con gli sbarchi di migliaia di disperati che questo Mediterraneo attraversano in condizioni avvolte davvero disumane per approdare proprio sulle nostre coste di Porto Pino.»

L’edizione 2021 sarà una grande festa di musica, suoni e colori interamente dedicata a Basilio Sulis “L’Uomo che varca i Confini”; sarà un modo, quello più naturale, per celebrare il grande ed innovativo movimento musicale che ha creato partendo da un piccolo borgo del sud della Sardegna e che ha poi ha varcato i confini delle possibilità creative annullando qualsiasi linea di confine reale o immaginaria non riconoscendo più muri, confini, limiti, sbarre, gabbie e definizioni quando l’unica cosa che conta e che conterà davvero sarà l’abbraccio che unisce tutto.

Tutti i dettagli del festival, giorni, orari, progetti e artisti presenti saranno rivelati durante la conferenza stampa che si terrà i primi di giugno.
Tutte le news verranno pubblicate anche sui social ufficiali del festival.

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È morto Basilio Sulis, fondatore dell’associazione culturale Punta Giara e del prestigioso festival internazionale “Ai Confini tra Sardegna e Jazz”. Aveva 72 anni. La notizia ha fatto rapidamente il giro del mondo, perché nel mondo musicale Basilio Sulis si è fatto conoscere ed apprezzare per la straordinaria vitalità organizzativa che lo ha portato a creare uno dei festival jazz più apprezzati, per originalità e qualità artistica, ormai da 35 anni. Originario di Carbonia, conclusa in età ancora giovane una promettente carriera calcistica da portiere (nel 1964 fu tra i protagonisti, con la maglia dell’Olimpia, della conquista della seconda edizione della Coppa Santa Barbara) Basilio Sulis si è fatto presto conoscere come ristoratore, creatore e gestore con la moglie Novella, de La Peschiera, molto apprezzato fino ad arrivare a ricevere, qualche anno, fa un prestigioso riconoscimento della Guida del Gambero Rosso, ma è stata la musica jazz, con il festival internazionale “Ai Confini tra Sardegna e Jazz”, a dargli la notorietà e straordinarie soddisfazioni che, nonostante cercasse sempre di mantenere un profilo basso, lo riempivano di orgoglio. Sul palco di Sant’Anna Arresi sono passati i più grandi interpreti della musica jazz mondiale, citandone alcuni farei sicuramente torto a tantissimi altri, molti dei quali sono diventati amici di Basilio e del Festival, tornando più volte, a distanza di anni. Quando venivano invitati da Basilio, gli artisti sapevano che accettando, sarebbero andati incontro ad un’esperienza diversa dalla routine quotidiana, che non si sarebbero esibiti in un classico concerto, ma avrebbero dovuto accettare le idee del grande direttore artistico, per produzioni originali, quasi sempre in anteprima mondiale, dalle quali poi sono nate diverse incisioni che resteranno pietre miliari nello sviluppo della musica jazz. Creare e far crescere il festival a Sant’Anna Arresi non è stato facile e spesso Basilio e l’associazione culturale Punta Giara hanno dovuto combattere vere e proprie battaglie, per ottenere il giusto riconoscimento dalle Istituzioni, non sono mancati i problemi con la comunità e l’istituzione locali, sfociati due volte con l’esilio dalla storica piazza del Nuraghe, evitata solo in extremis la scorsa estate, quando la 35ª edizione, “salvata” dagli effetti del Coronavirus, ha regalato ancora emozioni forti con serate indimenticabili. Da diversi anni Basilio Sulis aveva lasciato la presidenza dell’associazione culturale Punta Giara al più stretto collaboratore, Paolo Francesco Sodde, ed aveva mantenuto la direzione artistica del Festival. La scoperta della malattia con la quale ha combattuto con tutte le sue forze, fisiche e soprattutto interiori, risale all’inizio dell’anno, durante un viaggio di lavoro (musicale) a Parigi. La sua reazione è stata incredibile, personalmente mi ha detto «mi faccio operare subito, così mi tolgo il problema e poi ci vediamo per organizzare delle cose»… In quei giorni, a Cagliari, è esplosa l’emergenza sanitaria per il Coronavirus, l’intervento è stato rinviato ed eseguito dopo alcune settimane. La sua reazione è stata straordinaria, s’è rimesso al lavoro, con il presidente e gli altri soci dell’associazione Punta Giara s’è messo al lavoro e in poche settimane ha deciso di organizzare il Festival e ha allestito un programma straordinario, superando i limiti degli spostamenti intercontinentali, con artisti di vari continenti già presenti in Europa (programma solo in parte modificato forzatamente per alcuni forfait legati alla pandemia). Al termine del Festival, la domenica dell’ultima serata, ha voluto incontrare i giornalisti per parlare dei problemi del presente e del futuro, che ha annunciato di essere pronto ad affrontare da semplice socio dell’associazione, dopo aver deciso di lasciare anche la direzione artistica, per favorire un ricambio generazionale. Fino all’ultimo Basilio ha conservato intatto lo spirito, una grande voglia di vivere e di fare progetti per il futuro, ma la notte scorsa s’è arreso. L’ho sentito telefonicamente la settimana scorsa, mi ha detto di essere debole ma in ripresa e ci siamo dati appuntamento a breve per parlare di progetti futuri. Basilio Sulis lascia un grande vuoto. Era un personaggio atipico, caratteristica delle persone fuori dal comune, spesso dei grandi. Basilio Sulis era un grande e la sua grandezza, come purtroppo spesso accade, verrà probabilmente valutata fino in fondo nel tempo, quando arriveranno i momenti dei bilanci di un pezzo di storia, musicale e non solo, degli ultimi decenni di vita del territorio in cui ha vissuto, che ha sempre difeso e valorizzato, creando una gemma del panorama musicale mondiale, in un piccolo centro della periferia, Sant’Anna Arresi, di un’Isola periferica chiamata Sardegna. Basilio lascia la moglie Novella e le figlie Graziella e Giulia.

Ciao Basilio Giampaolo Cirronis

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Si conclude questa sera, la 35ª edizione del Festival “Ai Confini tra Sardegna e Jazz”. E’ stata un’edizione condizionata dall’emergenza Coronavirus, preceduta dalla defezione dell’ultimo momento del sassofonista svedese Mats Gustafsson e di quelle di qualche altro artista inserito nel programma, ma rivelatasi poi di assoluta qualità e premiata dal pubblico che, nonostante le limitazioni, è stato ampiamente più numeroso rispetto alle ultime edizioni.

I bilanci verranno fatti nelle prossime settimane ma oggi, intanto, il direttore artistico Basilio Sulis, come preannunciato al momento della presentazione della rassegna, ha tenuto una conferenza stampa, nei locali del Ristorante La Peschiera, nel corso della quale ha annunciato – sul piano personale – la conclusione di un ciclo che lo ha visto sempre in primissima fila ed un suo passo indietro, teso a fare un bilancio e a gettare le basi per il futuro, nel quale vede un maggiore coinvolgimento sia dei soci sia della comunità, nella quale l’associazione culturale Punta Giara che organizza il festival, opera. Le sue parole sono state molto critiche nei confronti dell’Amministrazione comunale, sia quella in carica sia quelle che l’hanno preceduta.

Al termine della conferenza stampa abbiamo realizzato un’intervista con Basilio Sulis, che pubblicheremo domani, a festival concluso.