27 November, 2021
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Ultima giornata di programmazione domani, domenica 20 ottobre, per la sesta edizione del Cagliari film festival, in corso nel Teatro Massimo di Cagliari.
Si comincia la mattina alle 12.00, con le lezioni di cinema, storia e didattica: il critico Gianni Olla, in dialogo con lo storico Luciano Marrocu, terrà una lezione su “I rapporti tra storia, politica e cinema nel ventennio Sessanta/Settanta”.
Alle 18,30 si ricomincia : saranno riproposti i due cortometraggi presentati a settembre , “Ausonia” (2019) di Giulia Camba ed Elisa Meloni e “Paese Museo 1968-2018” (2019) di Andrea Mura.
Poi spazio alle proiezioni di tre documentari che ripercorrono la storia del cinema: alle 19.00 sarà proposto “Omaggio a Bernardo Bertolucci” (ITA, 2019) di Jacopo Quadri, che del grande regista scomparso è stato il montatore. Alle 20.00, alla presenza del regista Sergio Naitza, sarà proiettato invece “L’ultimo pizzaiolo” (ITA 2019), un viaggio nelle sale cinematografiche chiuse della Sardegna, abbandonate e decadenti per raccontare un pezzo di memoria collettiva.
La chiusura di sipario di questa edizione del festival è affidata, alle 21,30, a “Segretarie. Una vita per il cinema” (Italia, 2019), documentario di Raffaele Rago e Daniela Masciale, in cui sei segretarie personali raccontano com’era lavorare nel mondo del cinema quando i film italiani vincevano un premio dopo l’altro, a Venezia come a Los Angeles. Per l’occasione i registi saranno presenti in sala.
All’interno della rassegna, nello spazio espositivo antistante la Sala M2, c’è la proposta artistica del network hOMe: si tratta del video di Daniela Frongia “Sul profilo degli alberi”, e di quello di Daniela Masia “Spectacular spectacular”. I lavori sono accompagnati da un’esposizione fotografica.
Il biglietto d’ingresso costa 5 euro, e comprende l’iscrizione Fic (Federazione italiana cineforum) per l’intera giornata di seminari e proiezioni. Ridotto studenti: 3 euro.

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Salvaguardia dell’ambiente, cambiamenti climatici, tutela del lavoro, migrazioni, diritti di chi si mette in viaggio, memorie collettive. Sono questi i temi al centro della sesta edizione del Cagliari Film Festival, rassegna di impegno civile organizzata dall’Associazione culturale Tina Modotti.

Dopo gli appuntamenti di maggio con Uliano Lucas e Gianni Olla, durante i quali si è riflettuto sul Sessantotto, e l’anteprima dedicata agli autori sardi del 27 settembre, da venerdì si entra nel vivo, con un ricco programma che andrà avanti sino a domenica.

Saranno proposti dodici film che si intrecceranno con quattro lezioni di cinema, presentazioni con autori e autrici e alcuni esperti ed esperte di critica cinematografica e didattica dell’audiovisivo. Sono in arrivo per l’occasione, in collaborazione con la Fondazione Sardegna Film Commission, il regista Mario Brenta (uno dei fondatori e tra i principali animatori di Ipotesi Cinema – laboratorio cinematografico, scuola-non-scuola, ideato da Ermanno Olmi), la documentarista Karine de Villers, Vanessa Roghi, storica della cultura e della scuola italiana che da dieci anni scrive per Rai Tre documentari per la Grande storia, Claudio Cadei, autore della colonna sonora del docu-fiction Il raccolto. In sala anche Raffaele Rago e Daniela Masciale con il documentario Segretarie Una vita per il cinema. Partecipano il critico Gianni Olla, il regista e critico cinematografico Sergio Naitza e lo storico Luciano Marrocu.

Venerdì 18 ottobre, nel Teatro Massimo si comincia alle alle 10,30 quando sarà proiettato, in un matinée per le scuole, il documentario “Domani” (Francia, 2017, 118’) di Cyril Dion e Mélanie Laurent. I due registi si spostano on the road attraverso dieci paesi per incontrare i fautori di un nuovo modello ecosostenibile e di una più virtuosa visione del mondo. L’appuntamento è organizzato in collaborazione con l’associazione culturale L’Uomo che pianta gli alberi di Cagliari.

Si prosegue nel pomeriggio: alle 17,30, in continuità con il tema proposto dal festival la scorsa primavera, si parla di Sessantotto con “Il grande sogno” (Italia, 2009, 101’) film di Michele Placido che rievoca le storie di studenti borghesi in lotta con la società per un mondo senza ingiustizie. Alle 19,30 spazio al tema delle migrazioni con la proiezione di “L’ordine delle cose” (Italia, 2017,112’), film di Andrea Segre, candidato al Nastro d’argento per il miglior soggetto. Un racconto sulla strategia dell’Italia di bloccare in Libia chi è intenzionato a provare il viaggio su un gommone, e che fa capire che cosa comporta questa decisione in termini di diritti umani violati.

Alle 21,30, alla presenza dei registi Mario Brenta e Karine de Villers, sarà proiettato in anteprima regionale “Il sorriso del gatto” (Italia, 2018, 62’), vincitore del Premio Migliore Documentario Italiano al Cinemambiente 2019: uno sguardo sulla crisi e il declino della società occidentale nell’era della globalizzazione.

Sabato 19 ottobre, alle 10,30, ancora un matinée dedicato alla scuola con la replica del documentario “Domani”. Il pomeriggio dalle 17,30 è dedicato a Lezioni di cinema, storia e didattica. Si parte con Gianni Olla che, a partire dal suo saggio “A morte i padri. Cinema e film negli anni della contestazione 1964-1976″ (2018 Cuec), propone un approfondimento su “Film, politica e estetica: la lunga fine del cinema popolare e le vagues europee”. Prosegue un intervento di Luciano Marrocu su “I Rapporti tra storia, politica e cinema nel Ventennio Sessanta/Settanta”.

In collaborazione con la rassegna letteraria Storie in trasformazione, alle 18,30 arriva Vanessa Roghi che parlerà di “Analizzare e utilizzare i programmi televisivi nella didattica della storia”. Dalle 19,30, spazio alle proiezioni: si comincia con La Grande Storia. Don Milani il dovere di non obbedire (2017) della stessa Vanessa Roghi,documentario girato per il programma Rai La Grande Storia che ripercorre la straordinaria vita di un uomo, un prete, che saprà andare contro tutti e tutto, sempre schierandosi dalla parte degli ultimi.

Alle 21,30 si chiude con la proiezione di un inedito docu- musical: “Il raccolto” (ITA, 2017, 73′) di Andrea Paco Mariani, in cui il regista racconta la storia di Gurwinder, rappresentativa di un vasto universo di sfruttamento, quello della comunità Sikh, stanziata stabilmente nella zona dell’agro Pontino e il suo rapporto con il mondo del lavoro, uomini piegati nei campi a lavorare, senza pause, che attraversa oggi l’Italia intera. Sarà presente in sala l’autore della colonna sonora Claudio Cadei.

Domenica 20 ottobre ancora Lezioni di cinema, storia e didattica con Gianni Olla che, alle 12.00, terrà una lezione su “I rapporti tra storia, politica e cinema nel ventennio Sessanta/Settanta” in dialogo con Luciano Marrocu.

Alle 18,30 saranno riproposti i due cortometraggi presentati a settembre, “Ausonia” (2019) di Giulia Camba ed Elisa Meloni e “Paese Museo 1968-2018” (2019) di Andrea Mura.

In serata spazio alle proiezioni con tre documentari che ripercorrono la storia del cinema: si parte alle 19.00, con “Omaggio a Bernardo Bertolucci” (ITA, 2019) di Jacopo Quadri, che del grande regista scomparso è stato il montatore. Alle 20.00, alla presenza del regista Sergio Naitza, sarà proposto invece “L’ultimo pizzaiolo” (ITA 2019), un viaggio nelle sale cinematografiche chiuse della Sardegna, abbandonate e decadenti per raccontare un pezzo di memoria collettiva.

La chiusura di sipario di questa edizione del festival è affidata, alle 21,30, a “Segretarie. Una vita per il cinema” (Italia, 2019), documentario di Raffaele Rago e Daniela Masciale, in cui sei segretarie personali raccontano com’era lavorare nel mondo del cinema quando i film italiani vincevano un premio dopo l’altro, a Venezia come a Los Angeles. Per l’occasione i registi saranno presenti in sala.

All’interno della rassegna, nello spazio espositivo antistante la Sala M2, arriva una proposta artistica del networkhOMe: si tratta del video di Daniela Frongia “Sul profilo degli alberi”, e di quello di Daniela Masia “Spectacular spectacular”. I lavori saranno accompagnati da un’esposizione fotografica.

 

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Salvaguardia dell’ambiente, cambiamenti climatici, tutela del lavoro, migrazioni e diritti di chi si mette in viaggio. Sono questi i temi al centro della sesta edizione del Cagliari Film Festival, rassegna di impegno civile organizzata dall’Associazione culturale Tina Modotti.

Dopo gli appuntamenti di maggio con Uliano Lucas e Gianni Olla, durante i quali si è riflettuto sul Sessantotto, da venerdì 27 settembre parte un nuovo programma di incontri che si snoderà sino al 20 ottobre. Saranno proposti dodici film che si intrecceranno con sei lezioni di cinema, presentazioni con autori e autrici e alcuni esperti ed esperte di critica cinematografica e didattica dell’audiovisivo. Sono in arrivo per l’occasione ospiti come il regista Mario Brenta (ha collaborato con Ermanno Olmi), Letizia Cortini, docente alla Sapienza di Roma di Storia e fonti del documento audiovisivo ed esperta di Public history, Vanessa Roghi, storica che ha firmato diversi documentari per Rai Tre, ma anche il critico Gianni Olla, il regista Sergio Naitza e lo storico Luciano Marrocu.

Venerdì 27 settembre si parte con un’anteprima, realizzata in collaborazione con la Fondazione Sardegna film commission: alle 20.00, nello spazio creativo Artaruga di via San Giovanni, il CFF sarà ospite del festival Smart Cityness – organizzato da Urban Center – con i tre cortometraggi Paese Museo 1968-2018 (2019) di Andrea Mura, “Ausonia” (2019) di Giulia Camba ed Elisa Meloni, Strollica (2017) di Peter Marcias.

Dopo questo primo appuntamento, il 18 ottobre il Cagliari film festival entra nel vivo spostandosi nel Teatro Massimo dove alle 10,30 sarà proiettato, in un matinée per le scuole, il documentario “Domani” (Francia, 2017, 118’) di Cyril Dion e Mélanie Laurent. I due registi si spostano on the road alla ricerca di risposte per salvaguardare l’ambiente e le generazioni future. L’appuntamento è in collaborazione con l’associazione culturale L’Uomo che pianta gli alberi.

Si prosegue nel pomeriggio, quando alle 17,30, in continuità con la proposta del festival della scorsa primavera, si parla ancora di Sessantotto attraverso “Il grande sogno” (Italia, 2009, 101’), film di Michele Placido che rievoca le storie di studenti borghesi in lotta con la società capitalista. Alle 19,30 spazio al tema delle migrazioni con la proiezione di “L’ordine delle cose” (Italia, 2017,112’), film di Andrea Segre, candidato ai Nastri d’argento per il  miglior soggetto. Alle 21,30 gran finale per questa prima giornata di programmazione: alla presenza dei registi Mario Brenta e Karine de Villers sarà proiettato in anteprima regionale “Il sorriso del gatto” (Italia, 2018, 62’, vincitore del Premio Migliore Documentario Italiano al Cineambiente 2019), uno sguardo sulla realtà così come appare oggi nelle strade e nelle città in quanto immagine della crisi e del declino della società occidentale nell’era della globalizzazione.

Sabato 19 ottobre, la giornata è dedicata a Lezioni di cinema, storia e didattica. Si parte alle 10,30, con Gianni Olla che, a partire dal suo saggio “A morte i padri. Cinema e film negli anni della contestazione 1964-1976″ propone un approfondimento su “Film, politica e estetica: la lunga fine del cinema popolare e le vagueseuropee”. Alle 11,15, segue una lezione di Luciano Marrocu su “I Rapporti tra storia, politica e cinema nel Ventennio Sessanta/Settanta”. Alle 17,30 si riprende con una lezione di Letizia Cortini su “L’uso delle fonti audiovisive per lo studio della Storia”, mentre alle 18,30, in collaborazione con la rassegna letteraria Storie in trasformazione, arriva Vanessa Roghi che parlerà di “Analizzare e utilizzare i programmi televisivi nella didattica della storia”.

Dalle 19,30 spazio alle proiezioni: si comincia con La Grande Storia. “Don Milani il dovere di non obbedire” (2017) della stessa Vanessa Roghi, documentario che ripercorre la straordinaria vita di un uomo, un prete, che saprà andare contro tutti e tutto, sempre schierandosi dalla parte degli ultimi. Alle 21,30, si chiude con la proiezione di un inedito docu-musical: “Il raccolto” (ITA 2017, 73′) di Andrea Paco Mariani, in cui il regista racconta l’umiliazione dei lavoratori sfruttati dal caporalato esistente nelle campagne. Sarà presente l’autore della colonna sonora Claudio Cadei.

Domenica 20 ottobre, ancora Lezioni di cinema, storia e didattica con Letizia Cortini, che alle 11.00, parlerà di “L’educazione ai linguaggi fotografico e audiovisivo, alle loro forme e codifiche, i loro usi/riusi consapevoli. Gli Archivi”, e Gianni Olla che, alle 12.00, terrà una lezione su “I rapporti tra storia, politica e cinema nel ventennio Sessanta/Settanta”.

In serata spazio alle proiezioni: si parte alle 19 con “Omaggio a Bernardo Bertolucci” (ITA 2019) di Jacopo Quadri, che del grande regista scomparso l’anno è stato il montatore. Alle 20.00, alla presenza del regista Sergio Naitza, sarà proposto invece il documentario “L’ultimo pizzaiolo” (ITA 2019), un viaggio nelle sale cinematografiche della Sardegna chiuse, abbandonate e decadenti per raccontare un pezzo di memoria collettiva.

Alle 21,30 chiusura di sipario su questa sesta edizione del Cagliari film festival con la proiezione di “Le segretarie. Una vita per il cinema” (ITA 2019) di Raffaele Rago e Daniele Masciale che saranno presenti in sala.

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L’Associazione Culturale La Settima Arte presenta al pubblico isolano l’ultima straordinaria opera di Silvano Agosti “Ora e sempre riprendiamoci la vita”, alla presenza e con la partecipazione in sala del regista. 

Un vero e proprio evento che, dopo il successo al Festival di Locarno 2018, approda in Sardegna per una sola ed imperdibile data, sabato 20 ottobre, alle ore 21.00, presso lo spazio del Greenwich D’Essai, in via Sassari 65/67, a Cagliari. 

Un momento prezioso per riflettere assieme all’autore, su un decennio, quello a cavallo tra il 1968 e il 1978, costellato da eventi politici, sociali ed economici che hanno indelebilmente segnato i nostri tempi e che troppo spesso vengono sommariamente assemblati sotto il titolo “anni di piombo”, escludendo sfumature e sfaccettature invece essenziali per la comprensione di uno spaccato storico così eccezionale.

Si tratta di un film documentario che dalla storia punta dritto al cuore dello spettatore, convogliando quella straripante energia di lotta, emozioni ed aspirazioni verso una costruttiva disamina del presente. Le icone visive dell’infuocato decennio, dalla strage di Piazza Fontana agli scontri di Valle Giulia sino alla tragedia de treno Italicus, sfilano come memoria attiva e corroborante per le coscienze odierne, in un sapiente montaggio a cui Silvano Agosti ha lavorato a lungo per mantenere quella “purezza necessaria” da affidare alle nuove generazioni. Un’opera vibrante, materica, senza trucchi e senza inganno, che sfugge a ogni facile filtro nostalgico sull’intreccio di immagini e testimonianze dirette di personaggi come Dario Fo, Bernardo Bertolucci, Mario Capanna, Pietro Valpreda.

Alle ore 21.00, il regista incontrerà il pubblico, in un contesto aperto e spontaneo in cui la “scaletta” dei tempi sarà dettata dalla reciprocità umana e dialettica autore/spettatore. A seguire la proiezione del film documentario.

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Entra nel vivo la trentesima edizione di Nuoro Jazz: mentre alla Scuola Civica di Musica “Antonietta Chironi”, vanno a regime le attività didattiche, il festival collegato al Seminario Jazz propone domani (mercoledì 22 agosto) due appuntamenti diversi ma accomunati da un riferimento cinematografico. Il primo, alle 18.00, al Caffè Tettamanzi (in corso Garibaldi), è dedicato a Gianni Amico e al suo appassionato rapporto col jazz; presentati dal figlio, Olmo Amico (archivista e catalogatore responsabile della collezione delle colonne sonore presso la biblioteca Renzo Renzi della Cineteca di Bologna), verranno proiettati due documentari del regista e sceneggiatore ligure scomparso (non ancora cinquantasettenne) nel 1990. Si comincia con il suo cortometraggio d’esordio, “Noi insistiamo! Suite per la libertà subito”, del 1964, un film di montaggio di immagini fotografiche: venti minuti in bianco e nero ispirati e accompagnati dalle musiche di “We Insist! Freedom Now Suite”, il disco di Max Roach che fin dal titolo dichiara il suo impegno civile per i diritti degli afroamericani. Girato un anno dopo, nel 1965, in occasione del settimo festival internazionale del jazz di Bologna, il secondo lavoro in visione, “Appunti per un film sul jazz”, propone invece rare immagini e note di alcuni grandi protagonisti di quella manifestazione e di una stagione particolarmente creativa del jazz, come Johnny Griffin, Steve Lacy, Don Cherry, Mal Waldron, Gato Barbieri ed Enrico Rava. Completa la serie di proiezioni al Caffè Tettamanzi “L’uomo Amico”, un documentario del 2014 di Germano Maccioni, da un’idea di Olmo Amico, che ricostruisce un profilo di Gianni Amico attraverso le interviste ad amici e colleghi come Bernardo Bertolucci, Tatti Sanguineti, Caetano Veloso e Gilberto Gil.

Un legame con il cinema caratterizza anche “Metafisica per le scimmie”, titolo del concerto in programma in serata nei cortili del Museo del Costume: al centro dei riflettori, a partire dalle 21, una nuova formazione intestata al chitarrista Bebo Ferra, con il trombettista Fulvio Sigurtà (anche lui docente del Seminario jazz nuorese), Salvatore Maiore al contrabbasso e Alessandro Paternesi alla batteria. Le composizioni nate in collaborazione con Paolo Fresu per il film “Il mio domani”, della regista Marina Spada, sono il punto di partenza da cui Bebo Ferra ha tratto ispirazione per comporre un repertorio di musiche che avessero caratteristiche affini, una forte componente evocativa e narrativa. “Metafisica per le scimmie” era il titolo originario della sceneggiatura del film che il chitarrista cagliaritano ha voluto riprendere per dare sfogo all’ispirazione scaturita da quelle storie e da quel titolo bizzarro. Melodie articolate su un profilo armonico denso, ricco di sfumature e profondità espressiva, fanno parte di un discorso compositivo ampio e complesso che ha come fine ultimo l’esaltazione della cantabilità.

 

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Si terrà sabato 9 settembre, alle ore 18.00, a Carloforte, presso lo stadio comunale “Cav. Pietro Puggioni”, l’incontro di calcio denominato “La Partita del Sole”, fra la ‘Nazionale Attori’, ideata e fondata nel  1971 dall’attuale manager Olivio Lozzi ed una significativa rappresentanza delle ‘Vecchie glorie della S.S. Carloforte Calcio’.

L’evento sportivo si inserisce al centro della manifestazione ‘Un mare di solidarietà’, una tre giorni ricca di appuntamenti all’insegna di convivialità, incontri e generosità, volta a prolungare la stagione turistica e a rafforzare l’immagine dell’Isola di San Pietro quale sito di interesse in ambito culturale e cinematografico. L’organizzazione generale è curata dal comune di Carloforte, in particolare dall’assessore del Turismo, Cultura, Eventi e Spettacoli, Aureliana Curcio, coadiuvata dal suo assistente Luigi Migliaccio (ballerino professionista, in passato nel corpo di ballo della trasmissione ‘Amici’) e dal consigliere comunale dello Sport Massimo Pala, nonché dalla sociologa Silvia Armeni, titolare della società ‘Armeni GES Multimedia Productions‘ di Cagliari, che ha mediato la venuta in loco della Nazionale.

Tutti gli eventi della manifestazione sono destinati all’importante scopo di raccogliere fondi per l’acquisto di un rianimatore cardiopolmonare meccanico da devolvere alla Croce Azzurra, associazione di pubblica assistenza locale.

‘Un mare di solidarietà – La Partita del Sole’ è realizzata anche grazie al contributo di numerosi sponsor privati ed al sostegno di varie associazioni carlofortine e non.   

Da segnalare, ad esempio, che in occasione della presente iniziativa benefica in ambito sanitario, anche il club ‘Rotary Cagliari’ si sia offerto di fornire il proprio contributo, impegnandosi con il comune di Carloforte a donare prossimamente un defibrillatore da mettere a disposizione della popolazione.

Nei tre giorni della manifestazione saranno presenti sull’Isola di San Pietro numerosi artisti appartenenti alla Nazionale e noti al grande pubblico per le proprie partecipazioni a film, fiction, spettacoli teatrali e note trasmissioni televisive, tra cui: LUCA CAPUANO, FABIO FULCO, EDOARDO SIRAVO, DANILO BRUGIA, RAIMONDO TODARO,  NINETTO DAVOLI, CIRO ESPOSITO, e il gradito ritorno di PIO STELLACCIO e MICHELE ROSIELLO, interpreti della fiction ‘L’Isola di Pietro’, qui girata e presto in onda su Canale 5.

A seguire i principali appuntamenti in programma:

Venerdì 8 settembre, alle 20.45, al cineteatro Cavallera è prevista la proiezione del docufilm “Un sogno che continua”, a cui seguirà la presentazione del fumetto sulla storia della ‘Nazionale Attori 1971’, con i suoi rappresentanti presenti in sala. 

Sabato 9 settembre, dalle 10.00 alle 14.00 i protagonisti della squadra azzurra incontreranno gli amici di Carloforte nella spiaggia de ‘La Caletta’, mentre dalle 18.00, al campo sportivo in località Giunco, ci sarà il fischio d’inizio della partita di calcio, in cui è atteso il pubblico delle grandi occasioni.

A seguire, alle 21.30, presso il ristorante “L’Osteria della Tonnara – Da Andrea”, i componenti della Nazionale presenzieranno ed animeranno la ‘cena solidale’, in compagnia degli amici locali e turisti che vorranno intervenire (cena su prenotazione presso il ristorante, fino ad esaurimento posti).

Infine, domenica 10 settembre, alle 12.30, in piazza Repubblica, avverrà la consegna ufficiale alla Croce Azzurra di Carloforte della somma raccolta durante tutti gli appuntamenti previsti, con il saluto finale della Nazionale ai tabarkini e ai turisti presenti.

E’ possibile acquistare i biglietti per gli eventi presso l’ufficio della Pro Loco in Corso Tagliafico, da Lunedì a Giovedì  alle ore 18.00-20.00;

Venerdì sera ore 19.45 al cineteatro Cavallera;

Sabato dalle ore 17.00 direttamente al Campo sportivo;

oppure prenotarli alla mail dedicata: unmaredisolidarietacarloforte@gmail.com . 

I componenti della “Nazionale attori”.

• PIO STELLACCIO (interprete di varie serie TV tra cui ‘Il clan dei camorristi’; coprotagonista della fiction di Canale 5 ‘L’Isola di Pietro’)

• MICHELE ROSIELLO (attore serie TV ‘Gomorra’, fiction ‘L’Isola di Pietro’) + DENISE CAPEZZA  (serie TV ‘Gomorra’)

• LUCA CAPUANO (soap opera ‘CentoVetrine’ e serie TV ‘Le tre rose di Eva’)

• FABIO FULCO (regista al cinema nel film ‘Il crimine non va in pensione’ (2017), interprete nella serie TV ‘Incantesimo’ e fiction ‘Don Matteo’)

• FABRIZIO ROCCA (giornalista e presentatore RAI) 

• EDOARDO SIRAVO (attore di cinema, TV e teatro, doppiatore di Kenin Costner, Gerard Depardieu, Kurt Russel, etc.)

• DOMENICO FORTUNATO  (attore in numerosi film al cinema e serie TV tra cui ‘Rex’)

• ANTONIO PALMESE  (attore reduce dalla trasmissione RAI 1 ‘Ballando con le stelle’) + FABIOLA MILLETARI  (modella e attrice).

• VINCENZO MESSINA  (attore varie serie TV tra cui ‘Distretto di polizia’ Canale 5 ) 

• STEFANO ORADEI  + VEERA KINNUNEN  (ballerini professionisti entrambi della trasmissione RAI 1 ‘Ballando con le stelle’)

• BRICE MARTINET  (attore ed ex naufrago della trasmissione ‘L’Isola dei famosi’ Canale 5 )

• CESAR RODRIGUES (commentatore sportivo, ex giocatore ed ex allenatore spagnolo in varie squadre tra cui il Barcellona)

• FRANCESCO GIUFFRIDA (trasmissione RAI 1 ‘Ballando con le stelle’)

• RAIMONDO TODARO  (ballerino professionista della trasmissione RAI 1 ‘Ballando con le stelle’) + FRANCESCA TOCCA (ballerina professionista della trasmissione di Canale 5 ‘Amici – Il serale‘)

• CIRO ESPOSITO (attore al cinema in film di Carlo Vanzina, Lina Wertmüller, etc.; e in varie serie TV tra cui ‘La squadra’).

• NINETTO DAVOLI  (interprete al cinema in tanti film di Pierpaolo Pasolini – come “Uccellacci e uccellini” con Totò – e di tanti registi come Bernardo Bertolucci; decine di spettacoli in TV e teatro) 

• VANSFI HAMARZ (attore iraniano di varie serie TV, come ‘Squadra Mobile’ e ‘Romanzo Siciliano’ e della soap di RAI 2 ‘Un posto al sole’).

• DANILO BRUGIA (premiato nel 2008 miglior protagonista della soap opera Canale 5 ‘CentoVetrine’, interprete di varie serie TV e numerosi spettacoli in teatro tra cui ‘Non abbiate paura’ su Papa Giovanni Paolo II, nel ruolo di Karol Woitila).

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Ultimo appuntamento in calendario, domani pomeriggio (venerdì 16 dicembre) a Cagliari, per la decima edizione del festival Creuza de Mà: in collaborazione con il Ce.D.A.C. Sardegna, nella sala conferenze della Fondazione di Sardegna (in via San Salvatore da Horta), è in programma l’incontro con due compositori che hanno contribuito a disegnare la musica per cinema degli ultimi quarant’anni: Nicola Piovani e Franco Piersanti. A dialogare con loro ci saranno il regista Gianfranco Cabiddu (Piovani ha firmato le musiche per il suo primo film, “Disamistade”, del 1988; Piersanti, invece, quelle per “Il figlio di Bakunin” e il recentissimo “La stoffa dei sogni”) ed il compositore e musicologo Riccardo Giagni. Si comincia alle 17.30 con ingresso libero fino a esaurimento posti. Inserito nel programma dei Pomeriggi della Fondazione promossi dalla Fondazione di Sardegna, l’incontro chiude il decimo Creuza de Mà e apre il ciclo di appuntamenti “Oltre la Scena” del Ce.D.A.C.

Nicola Piovani sarà protagonista fino a domenica 18 dicembre al Teatro Massimo di Cagliari per la Stagione de La Grande Prosa firmata Ce.D.A.C. con “La Musica è pericolosa” – un Concertato tra parole note e immagini che ripercorre i momenti e gli incontri più significativi della sua intensa carriera di compositore di musiche per il cinema e il teatro – con i grandi protagonisti del Novecento da Federico Fellini a Fabrizio Dé André.

Settant’anni compiuti a maggio, pianista e direttore d’orchestra, dopo il debutto in un lungometraggio di Silvano Agosti nel 1969, Nicola Piovani intraprende una carriera che lo porterà a scrivere musica per i maggiori registi italiani: Marco Bellocchio, Mario Monicelli, Paolo e Vittorio Taviani, Nanni Moretti, Nanni Loy, Giuseppe Tornatore, tra gli altri, e Federico Fellini, che si è rivolto a lui per i suoi ultimi tre film. Premio Oscar per la colonna sonora di “La vita è bella” di Roberto Benigni, il musicista romano conta tra gli altri premi in bacheca tre David di Donatello, tre Nastri d’argento, due Ciak d’Oro, quattro premi Colonna Sonora, il Globo d’Oro della stampa estera e il Premio Elsa Morante. Sin dall’inizio Piovani affianca al lavoro nel cinema quello per il teatro, scrivendo musiche di scena per allestimenti di Carlo Cecchi, Luca De Filippo, Maurizio Scaparro e Vittorio Gassman. Alla fine degli anni Ottanta inizia il sodalizio artistico con Vincenzo Cerami con cui fonda, insieme all’attore Lello Arena, la Compagnia della Luna, con l’intento di dare vita a un teatro dove musica e parola interagiscano sul piano espressivo. Autore anche di canzoni, negli anni Settanta compone a quattro mani con Fabrizio De André gli album “Non al denaro, non all’amore né al cielo” e “Storia di un impiegato”, mentre è del 2013 “Cantabile”, il suo primo disco di canzoni, con le voci di cantanti e amici come Francesco De Gregori, Peppe Servillo, Giorgia, Giusy Ferreri, Fiorella Mannoia, Tosca, Gigi Proietti, Roberto Benigni, Jovanotti, Vittorio Grigolo, Noa e Gianni Morandi.

 Classe 1950, romano di nascita e formazione (diplomato in contrabbasso al Conservatorio Santa Cecilia di Roma, ha studiato composizione e direzione d’orchestra), assistente di Nino Rota fra il 1975 e il 1977, Franco Piersanti è approdato alla composizione per il cinema con il primo lungometraggio di Nanni Moretti, “Io sono un autarchico”, inaugurando un sodalizio seguito poco dopo da quello, ugualmente fortunato, con Gianni Amelio. Autore delle musiche per film di Ermanno Olmi, Bernardo Bertolucci, Daniele Luchetti, Carlo Lizzani, Cristina Comencini, Mimmo Calopresti, Marco Tullio Giordana, Roberto Faenza, Carlo Mazzacurati, Margarethe Von Trotta, Emanuele Crialese, Marco Risi e Paolo Virzì, tra gli altri, conta tra le collaborazioni televisive quelle con Maurizio Zaccaro e con Alberto Sironi, in particolare nelle fortunata serie del commissario Montalbano tratta dai romanzi di Andrea Camilleri. Impegnato fin dagli anni Settanta anche nella composizione per la scena, Franco Piersanti ha firmato le musiche per una cinquantina di allestimenti teatrali, mentre il suo catalogo di musica da concerto comprende svariate composizioni orchestrali e da camera. Tra i riconoscimenti alla sua attività di compositore di musiche per il cinema, tre David di Donatello, due Grolle d’oro, due Nastri d’argento, sette Ciak d’oro, un Globo d’Oro, tre premi “Ennio Morricone” al Festival internazionale del film di Taormina e il premio UCMF – Union Des Compositeurs De Musiques De Films Miglior Colonna Sonora al Festival di Cannes 2007.

Franco Piersanti è stato anche artefice, lo scorso novembre a Cagliari, della prima edizione della Masterclass di composizione musicale per il cinema istituita dal festival Creuza de Mà e intitolata a Sergio Miceli, il musicologo fiorentino scomparso di recente, che per primo ha contribuito, attraverso la sua attività di ricerca, a inserire la storia e l’analisi della musica per film nell’ambito delle discipline accademiche. Un progetto di formazione unico in Italia, sostenuto da un comitato che ha come presidente onorario Ennio Morricone, e che riunisce i compositori Carlo Crivelli, Daniele Furlati, Nicola Piovani e Franco Piersanti (che con Sergio Miceli ha avuto modo di tenere dei corsi di composizione per il cinema in co-docenza), i registi Giuseppe Tornatore, Marco Tullio Giordana, Daniele Luchetti e Alberto Sironi, il montatore Roberto Perpignani, il produttore Carlo Degli Esposti, la presidente della Fondazione Cinema per Roma Piera Detassis, i musicologi Renata Scognamiglio e Antonio Trudu, il giornalista e critico musicale Alberto Dentice, il compositore e musicologo Riccardo Giagni, il Centro sperimentale di cinematografia di Roma e il concorso internazionale di musica per immagini “Francesco Angelo Lavagnino”.

I frutti della prima edizione della Masterclass “Sergio Miceli” sono stati al centro del concerto che si è tenuto domenica scorsa all’Auditorium del Conservatorio di Cagliari, e che ha visto l’esecuzione delle sette migliori composizioni realizzate su varie sequenze filmiche da altrettanti allievi del corso: Tatiana Caselli, Massimo di Paola, Debora Mameli, Alberto Locci, Stefano Tore e Roberto G. Pellegrino.

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TEHO TEARDO e ELIO GERMANO - Foto Elia Falaschi © 2016 - http://www.eliafalaschi.it

TEHO TEARDO e ELIO GERMANO – Foto Elia Falaschi © 2016 – http://www.eliafalaschi.it

TEHO TEARDO e ELIO GERMANO - Foto Elia Falaschi © 2016 - http://www.eliafalaschi.it

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Un documentario dal titolo emblematico, “La musica per il cinema”, apre alle 16.00, al MiniMax del Teatro Massimo, la giornata di domani (sabato 10) di Creuza de Mà, il festival dedicato appunto al rapporto fra le due arti, in corso a Cagliari fino a domenica (con un’appendice finale il 16).

Girato nel 2000 per la regia di Annarosa Morri e Mario Canale, “La musica per il cinema sviluppa il tema attraverso le testimonianze di compositori come Ennio Morricone, Luis Enriquez Bacalov, Franco Piersanti, Goran Bregovic, Nicola Piovani, del musicologo Sergio Miceli e dei registi Bernardo Bertolucci, Gillo Pontecorvo, Giuseppe Tornatore, Werner Herzog e Wim Wenders. Il racconto avviene attraverso sequenze cinematografiche, con l’esecuzione di colonne sonore in studio di registrazione e di brani musicali da film.  

Segue la proiezione del documentario un incontro con i registi Annarosa Morri e Mario Canale, un tandem che si è riproposto anche nel 2006 e nel 2007 con la realizzazione dei documentari “Marcello una vita dolce“, “Marco Ferreri il regista che venne dal futuro”, “Settanta volte set” (per i settant’anni di Cinecittà) e “Gillo, i cavalieri, l’armi e gli amori”. Il compito di dialogare con i due spetta a Riccardo Giagni, musicista e compositore, uno dei conduttori “storici” delle conversazioni di fronte al pubblico con gli ospiti del festival. 

Altre immagini e suggestioni, alle 18.00, con la visione del film “Un attimo sospesi” (2008, 90′), il primo lungometraggio realizzato da Peter Marcias che narra un momento della vita di cinque persone quasi qualunque, sullo sfondo di avvenimenti drammatici per l’umanità intera. A seguire, Riccardo Giagni incontra il regista oristanese e l’autore delle musiche del film, il compositore, pianista e arrangiatore Fabio Liberatori (al suo attivo colonne sonore di documentari e film e collaborazioni con Luciano Salce, Carlo Vanzina, Francesca Marciano, Claudio Bonivento, Stelio Passacantando e in particolare Carlo Verdone).

Alle 21.00, microfoni e riflettori del festival si trasferiscono all’Auditorium del Conservatorio per l’ultimo appuntamento della giornata: teatro, musica e reading letterario sono la cifra di “Viaggio al termine della notte, lo spettacolo tratto dal capolavoro di Louis-Ferdinand Céline che l’attore Elio Germano e il musicista Teho Teardo (autore di colonne sonore per film come “L’amico di famiglia”, “La ragazza del lago”, “Diaz – Don’t Clean Up This Blood”, “Il divo”, “Denti”) portano in scena in una versione rinnovata nelle musiche e nei testi. Affiancano la voce narrante del primo e la chitarra e i live electronics del secondo, gli archi di Elena De Stabile al violino, Ambrachiara Michelangeli alla viola e Laura Bisceglia al violoncello. Avvalendosi della sensibilità interpretativa di Elio Germano, Teho Teardo ripercorre musicalmente alcuni frammenti del “Viaggio” restituendo, in una partitura inedita, la disperazione grottesca di questo capolavoro di scrittura che ritrova nuove dinamiche espressive nella combinazione di archi, chitarra e live electronics. Una fusione di sonorità cameristiche che guardano a un futuro tecnologico nel quale le immagini evocate dal testo interpretato da Germano si inseriscono nelle atmosfere cinematiche di Teardo. La scenografia è quasi inesistente. Il palco, scarno e immerso nel buio, lascia spazio a una scrittura dalla spiccatissima natura, una partitura “impressionista” che diventa essa stessa narrazione e si fa interprete del genio di Céline.

Legati da amicizia e da una solida affinità artistica, Elio Germano e Teho Teardo, che si sono conosciuti sul set del film “Il passato è una terra straniera” di Daniele Vicari, portano avanti questo spettacolo dal 2012, anno della prima tournée che ebbe come tappa inaugurale Genova, la città dove è stato ambientato il film “Diaz” che li ha visti entrambi impegnati, l’uno come attore, l’altro come autore della colonna sonora.

Domenica sera (11 dicembre) il festival fa ancora base all’Auditorium del Conservatorio di Musica per celebrare il momento culminante della prima edizione della Masterclass di composizione musicale per il cinema tenuta a novembre da Franco Piersanti e intitolata a Sergio Miceli. Si comincia alle 21.00, con un incontro in ricordo del musicologo fiorentino scomparso lo scorso luglio, che vedrà la partecipazione dei compositori Daniele Furlati, Riccardo Giagni e Franco Piersanti, e dei musicologi Renata Scognamiglio e Antonio Trudu, oltre a un intervento registrato in video del presidente onorario della masterclass, Ennio Morricone. A seguire un concerto con l’esecuzione di musiche firmate da Riccardo Giagni e Franco Piersanti, e sette commenti musicali, realizzati da altrettanti allievi della masterclass su alcune sequenze filmiche di quattro pellicole provenienti dal Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Sul palcoscenico lo Scisma Ensemble Laboratorio insieme al percussionista Vittorino Naso, il contrabbassista Massimo Tore e gli allievi del Conservatorio di Cagliari e della MasterClass, con la partecipazione di Gavino Murgia al sax soprano e alla voce.

Creuza de Mà chiude la sua decima edizione venerdì 16 dicembre con l’incontro “La parola a chi scrive Musica per il Cinema”, in programma alle 17.30 nella sala conferenze Fondazione di Sardegna (in via San Salvatore da Horta). Nella serata, proposta in collaborazione con il Ce.D.A.C. Sardegna, ragionano sul comporre per il grande schermo due compositori che dagli anni Settanta a oggi hanno contribuito a disegnare la musica per film: Nicola Piovani e Franco Piersanti, autori diversi che spesso si sono avvicendati con gli stessi registi, lasciando il segno. Dialogano con loro Gianfranco Cabiddu e Riccardo Giagni.