4 November, 2026
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È la calabrese Angelica Perri a vincere il 19° “Premio Andrea Parodi”, il prestigioso contest di world music che si è svolto dal 15 al 17 ottobre al Teatro Massimo di Cagliari, organizzato dalla Fondazione Andrea Parodi con la direzione artistica di Elena Ledda. Per Angelica Perri anche il premio della critica e la menzione della giuria internazionale.

Un’edizione con una forte valenza simbolica, dal momento che si è svolta a vent’anni esatti dalla scomparsa dell’indimenticabile musicista sardo a cui è intitolato il Premio (avvenuta il 17 ottobre 2006).

Andrea Parodi era diventato, prima con i Tazenda e poi con un importante percorso solistico, un nome di rilievo proprio nell’ambito della world music. Come tradizione, durante la tre giorni è stato ricordato attraverso canzoni del suo repertorio proposte dai finalisti e dagli ospiti.

In un contest quasi del tutto al femminile e con concorrenti provenienti da Europa, Asia, Sudamerica e Nordamerica, la menzione per la miglior musica è andata a a Momi (Friuli), quella per il miglior arrangiamento a Nubras Ensemble (Italia/Spagna/Romania), quella per la migliore interpretazione a Elana Sasson (California/Spagna). La menzione per il miglior testo invece se l’è aggiudicata Hita Del Rio (Colombia/Francia), così come quella dei concorrenti.

La migliore reinterpretazione di un brano di Andrea Parodi (assegnato direttamente dalla Fondazione) è della campana Chiarè, così come la menzione dei ragazzi in sala. Koyel Basu infine porta a casa il Premio Bianca d’Aponte International.

Ma non sono mancati importanti ospiti, a partire da Paolo Fresu, che si è esibito con Bebo Ferra e Pierpaolo Vacca ed ha ricevuto il premio Albo d’oro 2026.

Oltre al grande trombettista sono saliti sul palco del Teatro Massimo altri artisti di rilievo, ovvero Bungaro, Luisa Briguglio (vincitrice assoluta del concorso nel 2025), Gigi Marras e il progetto “Bent’e mari” che vede coinvolti Elena Ledda, Matteo Leone, Marzouk Mejri e Roberto Taufic (produzione originale Medinsard).

La conduzione delle serate era a cura di Gianmaurizio Foderaro e Ottavio Nieddu.

I premi. La vincitrice assoluta ha diritto ad una borsa di studio di € 2.500, oltre alla possibilità di esibirsi nel 2027 in alcuni festival partner del Parodi, come l’European Jazz Expo (Sardegna), Folkest (Friuli), Festival del Torto (Sicilia), oltre che nello stesso Premio Andrea Parodi.

Il vincitore del Premio della Critica potrà invece realizzare un videoclip professionale di un brano, prodotto dalla Fondazione Andrea Parodi.

Per alcuni dei finalisti del Premio ci sarà inoltre la possibilità di essere invitati da alcuni dei festival partner (come Mare e Miniere, Premio Bianca d’Aponte e Monferr’Autore Festival).

Giuria. Gli artisti si sono esibiti davanti a tre diverse giurie (tecnica, critica, internazionale), composte da autorevoli addetti ai lavori, come cantanti, autori, musicisti, responsabili di festival, manager, discografici, uffici stampa, giornalisti, critici musicali, sia italiani che internazionali.

Ecco i componenti.

Giuria tecnica (artisti/ musicisti/ operatori culturali): Foffo Bianchi (musicista, Ingegnere del suono), Gianfranco Cabiddu (regista, musicista), Claudio Carboni (partner, Consigliere di Gestione SIAE), Lia Careddu (attrice), Salvatore Chessa (partner, Ittiritmi), Gaetano D’Aponte (partner, Premio Bianca D’Aponte), Rambaldo degli Azzoni Avogadro (discografico, operatore culturale), Andrea Del Favero (partner, Folkest), Sergio Delle Cese (manager NoMusic / Antenna Music Factory), Antonio Ferraro (musicista, ingegnere del suono), Elena Ledda (direttrice artistica, musicista), Silvano Lobina (musicista), Cristina Maccioni (attrice), Ignazio Macchiarella (partner, LABIMUS Università Degli Studi di Cagliari), Nicola Meloni (operatore culturale), Salvatore Nocera (partner, Festival del Torto), Michele Palmas (partner, S’ard Music), Andrea Marco Ricci (partner, Nuovo IMAIE), Pippo Rinaldi Kaballà (cantautore), Andrea Ruggeri (musicista), Simonetta Soro (musicista, attrice), Jacopo Tomatis (partner Premio Città di Loano / Il Giornale della Musica), Gisella Vacca (musicista, attrice)

Giuria critica: Claudio Agostoni (partner, Radio Popolare), Giovanni Alcaini (Radio Cernusco Stereo), Paolo Ardovino (Giornalista musicale), Angela Calvini (Avvenire), Luca Carcassi (Videolina, Radiolina), Simone Cavagnino (Soundinia), Flavia Corda (TGR Sardegna), Franz Coriasco (Rai World), Matteo Cruccu (Corriere della Sera), Tore Cubeddu (partner, Eja Tv), Enrico de Angelis (giornalista musicale), Flaviano De Luca (Il Manifesto), Ciro De Rosa (Globofonie), Max De Tomassi (Rai Radio Uno), Salvatore Esposito (partner, Blogfoolk), Enrico Gaviano (La Nuova Sardegna), Gianfranco Lai (Sardegna Notizie), Felice Liperi (Giornalista musicale), Elisabetta Malantrucco (Media partner, Rai Radio Techete’), Marco Mangiarotti (QN, Il Giorno), Enrico Melis Costa (L’Unione sarda), Tonino Merolli (Funweek), Duccio Pasqua (Media partner, Rai Radio Uno), Paola Pilia (Telecostasmeralda), Timisoara Pinto (Rai GR), Cristiano Sanna Martini (giornalista musicale), Claudio Scaccianoce (Gli Stati Generali), Giacomo Serreli (giornalista musicale).

Giuria internazionale: Sergio Albertoni (Rsi Radio Svizzera Italiana), Simon Broughton (Songlines, Regno Unito), Andrew Cronshaw (Froots Magazine, Rough Guide To World Music, Regno Unito), Charlie Crooijmans (Radio Wira Wiri, Olanda), Petr Doruzka (Czech Radio, Rep. Ceca), Rocco Femia (Radici, Francia), Edyta Łubińska (Università di Varsavia, Istituto di Etnologia e Antropologia culturale, Polonia), Albert Reguant (Les Rutes del So, Catalogna), Juan Antonio Vazquez (Mundofonias, Spagna), Martina Vocci (TV Capodistria, Slovenia).

Il Premio Andrea Parodi è realizzato dall’omonima Fondazione grazie a Regione Autonoma della Sardegna (Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport e Assessorato del turismo, artigianato e commercio); Fondazione di Sardegna, Comune di Cagliari (contributo e patrocinio), Comune di Quartu Sant’Elena (contributo e patrocinio evento anteprima).

Partner: Jazz In Sardegna (Sardegna), Premio Bianca d’Aponte (Campania), Folkest (Friuli), Premio Città di Loano Per La Musica Tradizionale Italiana (Liguria), Mare e miniere (Sardegna), Ittiritmi (Sardegna), Festival del Torto (Sicilia), Monferr’Autore (Piemonte), Associazione Culturale S’ardmusic (Sardegna), Associazione Diversamente Odv, Associazione Vico (Voci e immagini della cultura orale), Tazenda Società Cooperativa, Fondazione Barumini – Sistema Cultura, Fondazione Faustino Onnis, Archivio Mario Cervo, Teatro Massimo di Cagliari, Labimus – Laboratorio interdisciplinare sulla musica dell’Università degli studi di Cagliari, dipartimento di lettere, lingue e beni culturali, S.I.A.E. (patrocinio morale), Nuovo Imaie (patrocinio), Rai Sardegna (patrocinio), U.N.A. (Unione Nazionale Autori), Af Motors, Boxoffice Sardegna, Produzioni Sardegna, Cuore Dell’isola, Consorzio Cagliari Centro Storico (Sardegna),

Media partner: Rai Radio 1, Rai Isoradio, Rai Radio Techete’, Gruppo L’Unione Sarda, Radio Popolare, Eja Tv, Sardegna Notizie, Radio Sant’Elena, Soundinia, Il giornale della musica, Blogfoolk, Folk Bulletin, Mundofonias (Spagna), Petr Doruzka (Rep. Ceca), Radio Wira Wiri (Olanda), Musica italiana a Parigi (Francia), Les Rutes Del So (Catalogna).

A breve un’ampia documentazione fotografica e alcuni video della serata.

Immancabile appuntamento di fine giugno a Portoscuso con i seminari di musica, canto e danza popolare di Mare e Miniere: da martedì 23 a domenica 28, l’antica tonnara di Su Pranu torna a ospitare uno degli eventi più consolidati e rappresentativi del cartellone itinerante organizzato dall’associazione culturale Elenaledda Vox con la direzione artistica di Mauro Palmas, che si snoda dalla primavera all’autunno toccando varie località della Sardegna. Dopo l’appuntamento tra fine maggio e primi di giugno a Quartu Sant’Elena con la rassegna Pintai Bisus, Mare e Miniere – quest’anno alla sua diciannovesima edizione – prosegue il suo cammino nell’Isola facendo ora tappa nel centro costiero del Sulcis per una settimana interamente dedicata alla formazione, all’incontro e alla condivisione musicale.

Come sempre è ampio e diversificato per età e provenienze il numero degli iscritti: centotrenta, provenienti dalla Sardegna e dalla Penisola ma anche dall’estero (Canada, Stati Uniti, Svezia, Spagna, Ungheria, Francia, oltre alla “colonia” svizzera presente sin dal primo anno), a conferma del successo dell’iniziativa. Ad accompagnarli nel percorso didattico sarà il collaudato corpo docente che conta nomi di spicco nel panorama della musica popolare e non solo: ecco dunque Elena Ledda e Simonetta Soro in cattedra per il seminario di canto popolare, e Alessandro Foresti per quello di canto corale; si andrà a lezione di organetto diatonico con Riccardo Tesi, di chitarra con Maurizio Geri e di basso con Silvano Lobina; mandola e liuto cantabile sono le materie di insegnamento di Mauro Palmas, mentre le launeddas trovano in Luigi Lai il maestro per eccellenza; altre espressioni tipiche della tradizione sarda, il canto sacro a “cuncordu” e il canto “a tenore” a tema profano, saranno oggetto del laboratorio tenuto dal gruppo Cuncordu e Tenore de Orosei.

Dopo la positiva esperienza della scorsa edizione, ritorna poi il laboratorio di danze tradizionali del centro e sud Italia a cura di Viola Centi, e a distanza di due anni tornano anche Manu Theron e Damien Toumi con il loro seminario di canti politici e popolari occitani. Altri due laboratori completano l’offerta formativa dei seminari di Portoscuso: quello di batteria e percussioni popolari curato da Andrea Ruggeri, Dario Muci ed Enza Pagliara e quello di musiche dal mondo per adulti e bambini a cura di Giulia Cavicchioni.

Un narratore, l’attore, regista e autore teatrale Alessandro Anderloni, Alessandro Foresti all’organo, e due protagonisti della scena musicale sarda: la cantante Elena Ledda e il compositore, ricercatore e strumentista Mauro Palmas al liuto cantabile. Sono gli interpreti di “Le sette parole di Gesù in croce” con le musiche di don Pietro Allori adattate per questo organico nel rispetto della linea melodica originale e del linguaggio del Maestro: l’evento è in programma domani (venerdì 13 marzo) alle 18.30 a Iglesias, nella Cattedrale di Santa Chiara, e sette sere dopo – venerdì 20 – a Quartu Sant’Elena, nella Basilica di Sant’Elena Imperatrice, con inizio alle 19.00; fra le due date in terra sarda, anche una replica oltre Tirreno: sabato 14 (alle 20.45) a Tavernola Bergamasca (BG), nella Parrocchiale Santa Maria Maddalena, sempre con ingresso gratuito.

“Le sette parole di Gesù in croce” si rifa all’antico rito del Venerdì Santo delle Tre ore di agonia di Cristo, una tradizione per lungo tempo profondamente radicata nella vita spirituale di Iglesias. Le musiche di don Pietro Allori, composte olte quarant’anni fa e oggi riproposte in una nuova interpretazione, riportano alla luce quella memoria, conservandone il nucleo spirituale e restituendo il senso dell’antico rito. Per secoli, il Venerdì Santo a Iglesias, infatti, è stato segnato dalla celebrazione delle Tre ore d’agonia. Il momento liturgico, costruito sull’alternanza di predicazione, letture evangeliche e canti popolari, aveva al centro la meditazione sulle sette parole pronunciate da Gesù sulla croce. Il rito si articolava in sette sermoni affidati a predicatori invitati per l’occasione, preceduti da un’introduzione e conclusi da una meditazione finale. Le cronache dell’epoca raccontano che la celebrazione non rimaneva confinata alla cattedrale, ma coinvolgeva più ampiamente l’intera comunità cittadina.

Quando don Pietro Allori, maestro di cappella del duomo di Iglesias, si confrontò con il tema delle Sette parole, la tradizione delle Tre ore d’agonia era già venuta meno, dopo la chiusura della cattedrale nel 1947 e le successive riforme liturgiche. Il compositore non ebbe modo di assistere direttamente al rito, ma ne ricostruì struttura, modalità e atmosfera devozionale grazie alle testimonianze di monsignor Luigi Cinesu, cancelliere della Curia vescovile e suo collaboratore per oltre trent’anni. Considerato l‘ultimo predicatore delle Tre ore d’agonia prima della loro sospensione, monsignor Luigi Cinesu rappresentò per Allori un riferimento decisivo, custode di una memoria liturgica e musicale che il compositore trasformò in materia sonora con rinnovata intensità.

La riflessione di Pietro Allori su questo tema si sviluppò in due momenti distinti, nel 1980 e nel 1983, dando origine a due lavori differenti ma uniti dallo stesso intento: tradurre in musica la densità teologica e drammatica del testo evangelico. Nacquero così due opere complementari: la prima, del 1980, con un’impostazione corale; la seconda, del 1983, si configura invece secondo la forma dell’oratorio classico: i solisti interpretano i personaggi evangelici, il coro a quattro voci rappresenta la voce del popolo, mentre l’impianto musicale rinuncia agli strumenti e si fonda sull’uso della modalità gregoriana.

La versione proposta ora prende le mosse proprio dalla composizione del 1983 e ne offre una nuova configurazione espressiva. La scrittura originale è stata adattata per voce sola, organo e liuto cantabile, mantenendo con piena fedeltà la linea melodica che in origine era affidata ai soprani, mentre l‘intreccio armonico, sostenuto dalle parti di contralti, tenori e bassi, viene qui ricostruito e affidato all’organo e al liuto, che ne conservano l’equilibrio e la funzione espressiva, in continuità con il linguaggio musicale pensato da don Pietro Allori. In questa prospettiva, la nuova veste musicale dialoga idealmente con la storia del rito, restituendo attraverso il suono ciò che le fonti descrivono come un’esperienza comunitaria profondamente radicata

Il progetto è curato dall’Archivio Storico Diocesano di Iglesias con l’organizzazione delle associazioni culturali Elenaledda Vox e Àissa Màissa, con il contributo dalla Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, e del Comune di Quartu Sant’Elena.

Si chiudono in bellezza, a Portoscuso, i seminari di canto, musica e danza popolare di Mare e Miniere organizzato nella cittadina sulla costa del Sud Sardegna dall’associazione culturale Elenaledda Vox con la direzione artistica del musicista e compositore Mauro Palmas. Domani sera  domenica 29 giugno – a suggello di cinque intense giornate di lezioni e concerti, l’antica Tonnara di Su Pranu ospita il momento di congiunzione fra il lato didattico e quello spettacolare della manifestazione: il tradizionale concerto conclusivo – con inizio alle 21.30 e ingresso gratuito – che vedrà impegnati insieme, sullo stesso palco, allievi e docenti dei seminari.

Una testimonianza della validità dell’iniziativa didattica di Mare e Miniere, anche quest’anno sono stati tanti, più di centocinquanta, gli iscritti ai corsi e ai laboratori tenuti da Elena Ledda e Simonetta Soro (per la classe di canto popolare), Riccardo Tesi (suo il corso di organetto diatonico), Cuncordu e Tenore de Orosei (laboratori di canto “a tenore” e “a cuncordu”), Mauro Palmas (mandola e liuto cantabile), Marcello Peghin (chitarra), Alessandro Foresti (canto corale), Silvano Lobina (basso), Giulia Cavicchioni (laboratorio per bambini e ragazzi sulle musiche dal mondo), Andrea Ruggeri, Dario Muci ed Enza Pagliara (batteria e percussioni popolari), e alle due novità di questa edizione: il laboratorio di danze tradizionali del centro e sud Italia a cura di Viola Centi, e quello dedicato a musiche e canti della Val d’Aosta, Savoia e Piemonte condotto da Vincent Boniface. Ed è proprio dalle Alpi valdostane che partirà il repertorio del concerto di domani sera (domenica 29) per proseguire in un giro del Mediterraneo in musica, da Creta alla Grecia, dai Balcani al Salento, alla Sardegna, naturalmente.

Alla vigilia dell’ultimo atto, è possibile trarre un primo bilancio su questa edizione di Mare e Miniere a Portoscuso: «Il consuntivo è straordinario – dichiara con soddisfazione Elena Ledda -, abbiamo molti più iscritti anche della precedente edizione, tanto che sarà complicato far stare tutti sul palco, nel concerto finale. Il programma della serata non ha un tema, come invece l’anno scorso , che era la guerra: abbiamo infatti lasciato a ogni classe la libertà di sviluppare e presentare il proprio programma. Anche il bilancio dei concerti è molto positivo: Mare e Miniere ha un pubblico stabile, fedele, che ci segue sempre. Naturalmente ci sono concerti che richiamano più spettatori, ma non si scende mai sotto una certa media».

Rassegna itinerante, dopo Portoscuso Mare e Miniere proseguirà il suo cammino nell’arco dell’estate in altri siti legati al mare e alla storia mineraria della Sardegna. Prossima tappa dal 24 al 26 luglio a Sarroch. Per informazioni: mareminiere@gmail.com .

 

Ridotti da quattro concerti in Svizzera e Germania, Mauro Palmas e Giacomo Vardeu riprendono il giro di presentazioni in Sardegna di “Sighida”, il loro album che lo scorso febbraio ha inaugurato l’etichetta Mare e Miniere, dedicata alle produzioni nate nell’ambito dei seminari di canto, musica e danza popolare organizzati a Portoscuso, nel Sud Sardegna, dall’associazione Elenaledda Vox.

Il duo sarà di scena domenica (6 aprile) a Sassari negli spazi del Vecchio Mulino, in via Frigaglia, con inizio alle 18.30; ingresso a 10 euro, prenotazioni ai numeri 079 4920324 e 339 3307008. Altro impegno sei sere dopo, sabato 12, nuovamente a Monserrato (Cagliari) dove si è tenuta, nella sede della Sirio Sardegna Teatro, l’anteprima assoluta del disco il 28 febbraio: voluto per venire incontro alle numerose richieste, l’appuntamento stavolta verrà ospitato dall’associazione Pauly nei suoi locali al civico 216 di via del Redentore; si comincia alle 20.00, con ingresso gratuito.

E’ tutto pronto, a Uta, per il 22° festival internazionale del folklore “Ballus”, la grande festa dei popoli organizzata dall’associazione turistica Pro Loco.

«Siamo giunti con gioia alla 22ª edizione e ciò che ci rende più orgogliosi è che, anno dopo anno, l’interesse del pubblico non ha mai conosciuto cali, ma aumenta sempre di più – dichiara Romano Massa, il direttore artistico dell’evento -. Negli anni abbiamo ospitato 132 gruppi provenienti da tutto il mondo e ben 145 gruppi sardi con la partecipazione di quasi 8000 persone, la manifestazione è sempre più amata e seguita, quindi l’impegno è sempre maggiore per far sì che ogni volta sia un successone.»

Un evento, dunque, che promuove e valorizza il territorio, capace di attirare migliaia di persone. Tra gli aspetti da non sottovalutare il luogo che ospiterà anche questa nuova edizione: lo splendido Santuario Romanico di Santa Maria “risalente al XII secolo, che costituisce una cornice architettonica unica nel suo genere, fiore all’occhiello del paese, che offre un’atmosfera magica.»

Si entrerà nel vivo della manifestazione giovedì 1° agosto, con la prima serata. Alle 21.30, si esibiranno: il gruppo folklorico “Pro loco” di Uta e il gruppo “Pichiadas” con Marco Bande, Matteo Piras, Massimo Carnevale, Francesco Masala; per quanto riguarda il Sudafrica il Group Umgungundlovu Traditional “Arts Music Utam”; per il Perù Ballet Folclórico Peruano “Ritmos Del Tiempo” Lima; per l’Ecuador il Grupo de Danza Nacional “Danza e Identidad”; per la Sicilia il gruppo Musicisti tradizionali “I Burgisi di Marsala”. Presenterà la serata Valentina Caruso.

Venerdì 2 agosto, alla stessa ora, la serata “Cultura e tradizioni delle Isole”. Si esibiranno: il gruppo Folk di Quartu Sant’Elena “Su Idanu”; da Nuoro il gruppo Folk, il coro e il tenore “Amici del Folklore”, Simone Loi all’organetto con le coppie di Fonni; il gruppo Folklorico “Burgisi di Marsala” dalla Sicilia. Durante la serata verrà consegnato il Premio “Tziu Adamu Billai” a Elena Ledda. Presenterà la serata Roberto Tangianu.

Sabato 3 agosto, la 22ª edizione culminerà con il Galà Internazionale del Folklore. Dalle 21.30, si esibiranno il Gruppo Folklorico “Pro Loco” di Uta, il gruppo Folk “Cultura Popolare” di Monserrato, il gruppo Folk “Santa Giuliana” di Serbariu; dalla Sicilia il gruppo Folklorico “I Burgisi di Marsala”; dal Perù Ballet Folclórico Peruano “Ritmos Del Tiempo” Lima; dall’Ecuador il Grupo de Danza Nacional “Danza e Identidad”; dal Sudafrica Group Umgungundlovu Traditional “Arts Music Utam”; dalla Slovenia Folk Dance Group “Svoboda Mengeš brings”. A mezzanotte il gran finale di chiusura di Ballus. Presenterà la serata Giuliano Marongiu.

Antonio Caria

 

 

Nuovo appuntamento, questa sera a Sarroch, per il trittico di serate di Mare e Miniere, organizzate dall’associazione culturale Elenaledda Vox. In programma al Parco Siotto, con inizio alle 21.30 e ingresso gratuito, “Contrattempi”, uno spettacolo che vede due attori, Laura Fortuna e Daniel Dwerryhouse, duellare in scena attraverso alcuni tra i brani più brillanti del repertorio di Achille Campanile; un duello scandito e accompagnato dalle musiche di Mauro Palmas ai plettri, affiancato da Silvano Lobina al basso e Marco Argiolas al sax e al clarinetto; un duello fatto di inversioni, parodie, capovolgimenti, ripetizioni, audaci giochi dialettici, pantomime e assurdità, situazioni surreali e continui equivoci che generano quella comicità irresistibile tipica del geniale scrittore e drammaturgo romano, che ha saputo raccontare con leggerezza e umorismo la società e la condizione umana.

Musica e parole sono gli ingredienti di base anche dell’ultimo appuntamento – sabato 27, sempre alle 21.30 – di questa tappa a Sarroch di Mare e Miniere: “La via del pepe”, uno spettacolo musicale tratto dall’omonimo libro di Massimo Carlotto con le illustrazioni di Alessandro Sanna, pubblicato nel 2014 da Edizioni e/o: una “finta fiaba africana per europei benpensanti”, come recita il sottotitolo, che narra di un giovane migrante, naufrago nel suo viaggio verso Lampedusa; una fiaba ironica e commovente che tocca il dramma delle migliaia di esseri umani alla deriva nel Mediterraneo spinti dalla fame e dalle guerre. Prendendo spunto dal racconto dello scrittore padovano, la cantante Elena Ledda e la voce recitante di Simonetta Soro, accompagnate dall’Orchestra Poco Stabile di Mare e Miniere, daranno forma a un affresco in musica e parole sui temi del viaggio, della morte e della speranza, in uno spettacolo capace di trasfigurare il reale anche nei suoi aspetti più difficili. Firma i testi delle canzoni Maria Gabriela Ledda, mentre le musiche originali sono di Mauro Palmas.


 

Dopo un’intensa settimana di lezioni e concerti, cala il sipario, a Portoscuso, sulla diciassettesima edizione dei seminari e della rassegna di musica e canto di matrice popolare di Mare e Miniere, organizzati nella cittadina costiera del Sud Sardegna dall’associazione culturale Elenaledda Vox con la direzione artistica del musicista e compositore Mauro Palmas. 
Domani sera – domenica 30 giugno – gran finale con il tradizionale concerto che riunisce sullo stesso palco allestito nell’antica tonnara Su Pranu allievi e docenti per un abbraccio collettivo in musica: si comincia alle 21.30 con ingresso gratuito. Sono oltre centosessanta gli iscritti ai seminari tenuti da Luigi Lai (suo il corso di launeddas), Cuncordu e Tenore de Orosei (per il laboratorio di canto “a tenore” e “a cuncordu”), Riccardo Tesi (corso di organetto diatonico), Mauro Palmas (mandola), Marcello Peghin (chitarra), Elena Ledda e Simonetta Soro (canto popolare), Alessandro Foresti (canto corale), Andrea Ruggeri e Enza Pagliara (batteria e percussioni popolari), Mario Incudine e Silvano Lobina, (musica d’insieme), Giulia Cavicchioni (laboratorio per bambini sulle musiche dal mondo), Manu Theron e Damien Toumi (canti politici e popolari occitani).
Il programma si annuncia come sempre ricco e variegato, quest’anno seguendo il filo rosso della guerra, della pace e dell’inclusione: «Stiamo lavorando su brani che in qualche modo parlino di queste tematiche così attuali: quindi varie canzoni antimilitariste, contro la guerra, anche per la parte del concerto dei bambini – spiega Elena Ledda –
: Avremo canzoni un po’ da tutto il mondo, ci saranno canti ebraici ma anche arabi, palestinesi, curdi, qualche brano sacro, e poi canti come “Nostra patria è il mondo intero“ e “Dove vola l’avvoltoio”, con testo di Italo Calvino».
Alla vigilia dell’ultimo atto, è già possibile trarre un primo bilancio su questa edizione di Mare e Miniere a Portoscuso: «È stato veramente un seminario particolare, molto partecipato sia nella sua parte didattica, sia per quanto riguarda la rassegna: venerdì, ad esempio, c’era un mare di gente per il concerto di Peppe Servillo, che è stato meraviglioso. Insomma, siamo stanchi per queste intense giornate di lavoro, ma felici e soddisfatti. Come sempre», commenta Elena Ledda.

Calato il sipario sulla settimana di seminari e concerti sulla costa del Sulcis, la lunga stagione di Mare e Miniere prosegue facendo la prossima tappa a Sarroch: in programma, dal 25 al 27 luglio, un trittico di serate al Parco Siotto che vedranno l’Orchestra Poco Stabile di Mare e Miniere, affiancare di volta in volta Peppe Servillo in concerto, Elena Ledda e Simonetta Soro nello spettacolo musicale tratto dalla fiaba di Massimo Carlotto “La via del pepe”, e gli attori Laura Fortuna e Daniel Dwerryhouse in “Contrattempi”. A completare il quadro, un’esibizione del Tenore San Gavino di Oniferi nella serata d’apertura.

Portoscuso ospita i seminari di canto e musica di matrice popolare e i concerti della 17ª edizione di Mare e Miniere, il cartellone itinerante di musica, teatro e danza di matrice popolare, organizzato dall’associazione culturale Elenaledda Vox, che si snoda tra la primavera e l’autunno facendo tappa in vari centri e località della Sardegna: una manifestazione di vasta portata, quest’anno alla sua diciassettesima edizione, guidata dalle mani esperte di due autentici protagonisti della musica isolana come la cantante Elena Ledda e il compositore e polistrumentista Mauro Palmas alla direzione artistica.
Dopo gli appuntamenti dei mesi scorsi della rassegna Tyrrhenica a Sarroch e Ittireddu, e di Pintai Bisus a Quartu Sant’Elena, Mare e Miniere, pianta le tende fino a domenica 30 a Portoscuso, sulla costa occidentale del Sud Sardegna, per la sua immancabile settimana di seminari e concerti di canto e musica popolare nei consueti e suggestivi spazi dell’antica tonnara di Su Pranu. Ancora una volta è folto e variegato per età e provenienze il seguito di iscritti: oltre centocinquanta, tra i sardi e quelli in arrivo dalla Penisola ma anche dall’estero, da Svizzera, Francia, Belgio e Finlandia. Ad accoglierli trovano un affiatato corpo docente che annovera nomi di prestigio nel panorama della musica di matrice popolare: Luigi Lai, novantadue anni il mese prossimo, tiene il corso di launeddas, lo strumento simbolo della tradizione sarda; altre tipiche espressioni del patrimonio etnofonico isolano, il canto “a tenore” e il canto “a cuncordu”, sono invece l’oggetto del laboratorio del Cuncordu e Tenore de Orosei; gli iscritti al corso di organetto diatonico si affidano a un maestro del calibro di Riccardo Tesi; Mauro Palmas insegna mandola e liuto cantabile; Marcello Peghin tiene le lezioni di chitarra; Elena Ledda e Simonetta Soro conducono la classe di canto popolare, Alessandro Foresti quella di canto corale; Andrea Ruggeri e Enza Pagliara curano il corso di batteria e percussioni popolari; si fa musica d’insieme con Mario Incudine e Silvano Lobina, mentre Giulia Cavicchioni guida il laboratorio per bambini sulle musiche dal mondo; e infine, tra gli elementi di originalità di questa edizione, si potranno studiare i canti politici e popolari occitani in compagnia di Manu Theron e Damien Toumi.
Tutti i giorni si va a lezione dalle 10.00 alle 13.00 e, nel pomeriggio, dalle 16.30 alle 19.00. Poi, ogni sera dalle 21.30, spazio ai concerti e agli altri appuntamenti che compongono il cartellone della rassegna che, come sempre, accompagna i seminari.
 

Al via il bando di concorso per la 17a edizione del Premio Andrea Parodi, uno dei più importanti contest europei dedicato alla world music, le cui finali si terranno a Cagliari nell’autunno 2024. Il bando di concorso è disponibile su www.fondazioneandreaparodi.it e su www.premioandreaparodi.it ed è aperto ad artisti di tutto il mondo. La scadenza è fissata al 9 maggio 2023.

Per il vincitore e per alcuni dei finalisti sono previsti importanti premi e bonus, a partire da una serie di concerti e di partecipazioni ad alcuni dei principali festival italiani di musica di qualità.

Il Premio è nato per rendere omaggio a Andrea Parodi, musicista sardo di grande rilievo nel panorama della world music. È realizzato dall’omonima Fondazione con la direzione artistica di Elena Ledda ed ogni anno ricorda il musicista scomparso nel 2006 attraverso sue canzoni proposte dai finalisti e dagli ospiti.