12 February, 2026
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E’ stato presentato ieri sera, nell’aula consiliare del comune di San Giovanni Suergiu, il libro “L’Africa di mio padre – 10 anni di lavoro, guerra e prigionia fra Africa e India”, di Aurelio Fadda. Sono intervenuti il sindaco di San Giovanni Suergiu, Elvira Usai; il vicesindaco ed assessore della Cultura Marco Zusa; Andrea Contu, della Società Umanitaria di Carbonia.

Appassionato di fotografia, dalla fine degli anni ’70, Aurelio Fadda si dedica allo sviluppo e stampa in bianco e nero dei negativi riportati dalla prigionia e gelosamente custoditi da suo padre. Osservando quelle immagini, ha sentito il bisogno di saperne di più sull’esperienza in Africa di suo padre, di conoscerne meglio la storia, il contesto, le persone. Da quelle foto è partita la sua lunghissima ricerca ed è nato questo libro fotografico che ha cercato di ricostruire al meglio la storia di Angelo Fadda e di molti suoi colleghi poco più che ventenni.

«Quando rientrai a casa dopo l’Africa, dopo la prigionia, erano trascorsi ben 11 anni da che avevo lasciato la mia di Mamma. Allo sbarco a Cagliari, seppi quando chiesi di lei a mio Padre e mi fu risposto “la Mamma è morta”! Il mondo, anzi l’universo intero, mi crollò addosso. Morì nel 1942, aveva 46 anni. A scrivermi per lui fu mia sorella Anita, imitandone la calligrafia. Questo per un certo periodo, poi mandavano i suoi saluti, il suo pensiero. Per lei io devo ancora tornare. La ricordo sempre come la lasciai: piangente, abbracciandomi dal suo letto poco prima di partissi.»

        

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Verrà presentato sabato 16 giugno, dalle 18.30, nell’aula consiliare del comune di San Giovanni Suergiu, il libro “L’Africa di mio padre – 10 anni di lavoro, guerra e prigionia fra Africa e India”, di Aurelio Fadda. Interverranno il sindaco di San Giovanni Suergiu, Elvira Usai; il vicesindaco ed assessore della Cultura Marco Zusa; il giornalista Marco Corrias e il direttore della Società Umanitaria di Carbonia, Paolo Serra.

Appassionato di fotografia, dalla fine degli anni ’70, Aurelio Fadda si dedica allo sviluppo e stampa in bianco e nero dei negativi riportati dalla prigionia e gelosamente custoditi da suo padre. Osservando quelle immagini, ha sentito il bisogno di saperne di più sull’esperienza in Africa di suo padre, di conoscerne meglio la storia, il contesto, le persone. Da quelle foto è partita la sua lunghissima ricerca ed è nato questo libro fotografico che ha cercato di ricostruire al meglio la storia di Angelo Fadda e di molti suoi colleghi poco più che ventenni.

«Quando rientrai a casa dopo l’Africa, dopo la prigionia, erano trascorsi ben 11 anni da che avevo lasciato la mia di Mamma. Allo sbarco a Cagliari, seppi quando chiesi di lei a mio Padre e mi fu risposto “la Mamma è morta”! Il mondo, anzi l’universo intero, mi crollò addosso. Morì nel 1942, aveva 46 anni. A scrivermi per lui fu mia sorella Anita, imitandone la calligrafia. Questo per un certo periodo, poi mandavano i suoi saluti, il suo pensiero. Per lei io devo ancora tornare. La ricordo sempre come la lasciai: piangente, abbracciandomi dal suo letto poco prima di partissi.»

Aurelio Fadda.

 

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Lo scorso fine settimana, nell’aula consiliare di San Giovanni Suergiu, si è tenuta la dodicesima edizione di “Donne sarde di ieri e di oggi. Omaggio a… Donne fuori dal comune”.

Numerosi gli ospiti che, con i loro racconti, le loro esperienze di vita e la loro arte, hanno coinvolto ed entusiasmato il numeroso pubblico presente.

Nella serata di domenica, condotta e moderata da Sabrina Sabiu, era presente la compagnia teatrale Actores Alidos, la pilota/navigatrice Nicoletta Deidda, l’imprenditrice Monica Saba, il primo cittadino di Borutta Silvano Arru per ricordare Ninetta Bartoli di Borutta, primo sindaco donna in Italia, con un omaggio magistralmente realizzato dalle alunne dell’Istituto Comprensivo Marconi di San Giovanni Suergiu.

L’evento, al quale era presente anche il sindaco di San Giovanni Suergiu Elvira Usai, è stato organizzato dal Gruppo “Le Mani Amiche” di San Giovanni Suergiu, in collaborazione con le Acli provinciali, l’assessorato della Cultura del comune di San Giovanni Suergiu e la Fondazione di Sardegna.

Marzia Tornatore

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A soli tre mesi dalla presentazione del progetto, il ministero delle Politiche agricole e forestali ha riconosciuto ufficialmente la cipolla di San Giovanni Suergiu come PAT, Prodotto Agroalimentare Tradizionale. La certificazione è realtà per la gioia di tutti quelli che, a vario titolo, hanno partecipato al progetto di valorizzazione del prodotto sulcitano.

«Un risultato – ha detto il sindaco Elvira Usai – che ci rende orgogliosi e che io considero come un traguardo di tutta la nostra comunità. L’Amministrazione comunale è stata determinata nel perseguire quest’obiettivo ambizioso, ma altrettanto lo sono stati i cinque giovani imprenditori agricoli che la coltivano da alcuni anni, l’antropologa Alessandra Guigoni che ha effettuato la ricerca storica e raccolto le varie testimonianze fra gli anziani del paese, il comitato patronale di San Giovanni Battista e i numerosi cittadini che hanno contribuito a perpetuare le ricette gastronomiche tradizionali. Al prodotto identitario – aggiunge il primo cittadino – ora l’auspicio di un’opportunità economica che possa investire tutto il paese sulcitano: dalla sua produzione al commercio, dalla sua trasformazione alla valorizzazione come tipicità nelle famose cucine degli chef sardi e non. Ricca di proprietà organolettiche e oligoelementi, ipocalorica e diuretica, la cipolla di San Giovanni Suergiu è un ottimo prodotto di nicchia che si sposa bene con il tonno e le uova o nel più classico “pani cun cibudda”, focaccia ripiena di cipolle e cotta nel forno a legna. Crediamo nello sviluppo locale – conclude Elvira Usai – nella valorizzazione dei nostri prodotti tipici e nelle mani sapienti di chi vuole mantenerle attuali e farle conoscere.»

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Non solo Carbonia. Sono ben cinque i Comuni del Sulcis Iglesiente che quest’anno non hanno confermato la partecipazione alla manifestazione Monumenti Aperti, giunta alla XXII edizione, nata nel 1997 a Cagliari dalla passione e l’impegno civile di un gruppo di studenti universitari, organizzata dalla ONLUS Imago Mundi.

Il comune di Carbonia ha partecipato a Monumenti Aperti per 14 anni consecutivi ma quest’anno l’Amministrazione guidata da Paola Massidda ha deciso di interrompere questa esperienza e di impegnarsi in un’altra iniziativa, legata alla valorizzazione del paesaggio e del patrimonio culturale della città mineraria che nel 2012 ha ricevuto il Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa. Il tutto, nell’anno in cui la città festeggia i suoi primi 80 anni.

Gli altri Comuni del Sulcis Iglesiente che non hanno confermato la partecipazione a Monumenti Aperti sono Carloforte, Gonnesa, Portoscuso e San Giovanni Suergiu. Anche il sindaco di San Giovanni Suergiu, Elvira Usai, ha motivato la scelta della sua Amministrazione con l’intenzione di valorizzare il patrimonio culturale ed ambientale del paese, con il coinvolgimento delle numerose associazioni e dei giovani.

A fronte dei cinque Comuni del Sulcis Iglesiente usciti al circuito di Monumenti Aperti, ce n’è uno che ha aderito per la prima volta: Sant’Anna Arresi. Gli altri cinque Comuni rimasti (lo scorso anno erano 10, su un totale di 57, stesso numero complessivo confermato per quest’anno, dopo gli abbandoni ed i nuovi arrivi), sono Buggerru, Iglesias, Santadi, Sant’Antioco e Villamassargia.

Monumenti Aperti 2018 dovrebbe iniziare il 14 aprile a Bitonto (Bari) e concludersi nel mese di ottobre a Ferrara, alla seconda partecipazione.

In Sardegna la manifestazione si svolgerà tra il 21 aprile e il 3 giugno.

 

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Cosa significa fare il sindaco oggi dopo vent’anni di progressivo e sistematico smantellamento della figura dei sindaci da parte del centralismo governativo: è il tema trattato nel corso dell’incontro pubblico svoltosi lunedì scorso presso la sala conferenze della provincia del Sud Sardegna, in via Mazzini, a Carbonia, con la partecipazione del sindaco di San Giovanni Suergiu, Elvira Usai, giornalista specializzata in comunicazione aziendale, e del giornalista Giampaolo Cirronis.

Nel corso dell’incontro, durato circa un’ora e mezza, in una sala quasi piena e molto interessata, Elvira Usai ha parlato della sua esperienza lavorativa da giornalista free-lance e del suo impegno in politica, iniziato nel 2011 con la candidatura al Consiglio comunale e la prima esperienza da vicesindaco e assessore dei Servizi sociali e, dopo il passaggio all’opposizione, della sua candidatura a sindaco alle Amministrative 2016, premiata con un vasto consenso elettorale. Tra i temi trattati, le difficoltà ad amministrare un piccolo Comune, in tempi che registrano una grave crisi del tessuto socio-economico e le sempre più ridotte possibilità degli amministratori locali, per i continui tagli dei finanziamenti, della capacità di dare risposte alle necessità e quindi alle richieste dei cittadini.

Si è parlato anche del ritorno all’accentramento dei servizi, cresciuto notevolmente dopo la cancellazione della provincia di Carbonia Iglesias, e dell’inadeguatezza dell’attuale sistema delle autonomie locali che ha creato le Unioni dei Comuni senza dare loro gli strumenti, soprattutto finanziari, per dare risposte ai territori amministrati.

Nella parte finale dell’incontro, si è sviluppato un interessante dibattito con alcuni interventi del pubblico.

L’evento è stato promosso da Unisulky S’Ischiglia Network – Università Popolare del Sulcis.

Foto di Tonino Rossi.

Foto di Tonino Rossi.

Foto di Tonino Rossi.

 

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Alcune centinaia di persone hanno partecipato questa sera, a San Giovanni Suergiu, alla manifestazione organizzata dal parroco della chiesa di San Giovanni Battista, don Tonino Bellu, per denunciare la precarietà dei servizi sanitari.

L’iniziativa è stata sostenuta dalla diocesi di Iglesias, rappresentata da don Salvatore Benizzi (era prevista anche la presenza del vescovo, mons. Giovanni Paolo Zedda, poi impossibilitato a partecipare per un imprevisto dell’ultim’ora), dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Elvira Usai, dalle associazioni locali e da tanti cittadini, gravemente penalizzati da un servizio sanitario assolutamente inadeguato.

Al termine della fiaccolata, c’è stato il concentramento in piazza, sul sagrato della chiesa di San Giovanni Battista, nel corso del quale sono state denunciate le motivazioni della manifestazione di protesta, che si possono sintetizzare in lunghe liste di attesa per ricoveri ospedalieri e visite specialistiche, reparti ospedalieri chiusi e male organizzati e nello stato di completo abbandono in cui si trova il poliambulatorio locale, con i suoi già precari servizi, e i gravissimi disagi per i cittadini, costretti a percorrere molti chilometri per essere sottoposti a visite nelle strutture degli altri centri del Sulcis.

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San Giovanni Suergiu è uno dei 62 comuni italiani (su un numero complessivo di oltre 8.000) ad essere entrato, ad oggi, nel sistema dell’anagrafe digitale unica (Anpr), il secondo in Sardegna dopo Burcei. Il sindaco Elvira Usai, a nome di tutta l’Amministrazione comunale, sottolinea il lavoro svolto dai dipendenti che, nonostante le tante difficoltà, raggiungono obiettivi prestigiosi.

 

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Il sindaco di San Giovanni Suergiu, Elvira Usai, ha inaugurato questa mattina i due campi da tennis, rinnovati nella struttura originaria e completati con la realizzazione degli spogliatoi, dei quali esisteva solo il grezzo, mai ultimato. I campi verranno utilizzati dalla locale società, guidata dal presidente Erminio Sabiu, che conta 60 iscritti.

L’intervento appena ultimato, rientra nel programma di ristrutturazione ed adeguamento dell’impiantistica sportiva cittadina che un paio di mesi fa aveva visto la consegna del rinnovato stadio Comunale alla Fermassenti, in occasione dell’inizio del nuovo campionato di 1ª categoria.

Il prossimo intervento riguarderà il palazzetto dello sport, ridotto in condizioni di fatiscènza e bisognoso di lavori rilevanti per tornare nella disponibilità delle società sportive del paese.

Tutti gli interventi sono stati resi possibili dal recupero di finanziamenti per la ristrutturazione e il completamento degli impianti sportivi che stavano rischiando di andare persi per il loro mancato utilizzo.

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Le donne impegnate negli enti locali si mobilitano per l’approvazione dalla legge sulla doppia preferenza di genere.

«Apprendiamo con grande sconcerto che l’iter per l’approvazione dell’introduzione della doppia preferenza di genere nella legge elettorale regionale ha subito un’ulteriore battuta d’arresto – si legge in una nota diffusa questa sera corredata da 46 firme – . Come donne e come amministratrici dei Comuni della Sardegna siamo consapevoli che questa non é la soluzione perfetta, ma crediamo anche che sia attualmente l’unica possibilità per ricostituire quella parità effettiva necessaria per la composizione dell’assemblea legislativa regionale.»

«Auspichiamo che i consiglieri possano ritrovare il giusto equilibrio e che si tenga conto delle istanze di cambiamento proposte in questi mesi anche dai comitati spontanei. Occorre, come in tutti casi in cui si amministra la “cosa pubblica” – concludono le donne amministratrici -, avere il coraggio di manifestare liberamente e palesemente il proprio pensiero e il proprio voto. No al voto segreto, Si alla doppia preferenza di genere.»

Paola Casula sindaca Guasila

Ilaria Portas vicesindaca Masainas

Debora Porrà sindaca Villamassargia

Sabrina Schirru vice sindaca Escolca

Elvira Usai sindaca San Giovanni Suergiu

Laura Cappelli sindaca Buggerru

Loredana La Barbera assessora Carbonia

Lucia Lobina assessora Masainas

Daniela Farci assessora Sant’Anna Arresi

Daniela Uccheddu assessora Tratalias

Orietta Mura assessora Portoscuso

Loredana Frau assessora Piscinas

Marianna Gambula consigliera Masainas

Vanessa Piria consigliera Masainas

Emanuela Pilloni consigliera Sant’Anna Arresi

Annita Tatti consigliera Arbus

Alice Pisano consigliera Masainas

Maddalena Garau assessora Sant’Anna Arresi

Anita Pili sindaca Siamaggiore

Paola Secci sindaca Sestu

Chirra Marcella sindaca Lei

Silvia Cadeddu sindaca Birori

Anna Paola Marongiu sindaca Decimomannu

Daniela Falconi sindaca Fonni

Ester Tatti sindaca Ruinas

Lucia Catte sindaca Romana

Mariassunta Pisano sindaca Nuraminis

Rita Pireddu sindaca Soleminis

Annalisa Motzo sindaca Bolotana

Francesca Piredda sindaca Tramatza

Carla Medau sindaca Pula

Silvia Soru consigliera Guasila

Lucia Cirroni sindaca Uri

Manuela Pintus sindaca Arborea

Romina Mura sindaca Sadali

Francesca Atzori sindaca Siliqua

Silvia Dessì Assessora Villamassargia

Noemi Fadda Consigliera Villamassargia

Silvia Vacca Consigliera Villamassargia

Marina Madeddu sindaca Villa San Pietro

Donatella Dessì Sindaca Armungia

Stefania Piras sindaca Oniferi

Anna Maria Dore Sindaca Uras

Eleonora Cera consigliera Carbonia

Silvia Pinna consigliera Carbonia

Daniela Marras consigliera Carbonia