17 June, 2026
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Una giornata di festa, memoria e condivisione per celebrare i 38 anni di attività di Casa Emmaus. Lo scorso 5 giugno, presso il Centro Giovanile Santa Barbara di Iglesias, tutte le comunità, i servizi e i progetti della cooperativa si sono riuniti per festeggiare insieme il trentottesimo anniversario dalla fondazione, avvenuta il 25 aprile 1988.
La giornata si è aperta con la celebrazione eucaristica nella Chiesa di San Francesco, officiata da don Luca Manconi. Durante l’omelia, il fondatore di Casa Emmaus, Nico Grillo, ha ricordato il valore delle relazioni e dell’incontro come fondamento dell’esperienza comunitaria. «La comunità non si stanchi mai di cercare tutte le occasioni di incontro», ha affermato.
A seguire è stato proiettato un video celebrativo che ha ripercorso, attraverso immagini e testimonianze, i momenti più significativi vissuti nell’ultimo anno dalle diverse strutture. Un racconto corale concluso da un messaggio che sintetizza l’identità stessa di Casa Emmaus: “A Casa Emmaus la fragilità si trasforma in fiducia”.
Particolarmente partecipato l’intervento del neo-presidente Biagio Sciortino, che ha voluto trasformare la ricorrenza in un momento di riflessione sul significato del tempo e delle relazioni.
«Il compleanno sembra il conteggio del tempo passato, ma per me è uno spazio sacro in cui il tempo si ferma per farci riflettere. Il confronto e la relazione sono la vera esperienza terapeutica. Solamente stando assieme potremo andare avanti», ha dichiarato.
Nel corso della giornata è stata letta anche una lettera dell’ex presidente Giovanna Grillo, mentre il tradizionale taglio della torta ha visto insieme il presidente Biagio Sciortino, il fondatore Nico Grillo e la direttrice generale Emanuela Sanna.
Nel pomeriggio, Nico Grillo ha ripercorso la nascita della comunità, ricordando gli inizi di un progetto nato da un sogno e cresciuto negli anni fino a diventare una realtà articolata che oggi opera nei settori delle dipendenze, della salute mentale, dell’accoglienza, della tutela dei minori e dell’inclusione sociale.
Tra i momenti più emozionanti della giornata, lo scambio dei doni tra le comunità e i servizi di Casa Emmaus: canzoni, racconti, opuscoli multilingue, letture e produzioni creative realizzate dalle persone accolte e dagli operatori, a testimonianza della ricchezza delle relazioni costruite all’interno delle strutture.
A conclusione dell’evento, la direttrice generale Emanuela Sanna ha ringraziato tutte le persone che hanno contribuito all’organizzazione della giornata e alla preparazione delle attività, sottolineando l’importanza di continuare a lavorare insieme, pur nella diversità dei servizi e dei percorsi.
Trentotto anni dopo la sua fondazione, Casa Emmaus continua a rappresentare un punto di riferimento per il territorio e per tutte le persone che, attraverso percorsi di cura, accoglienza e inclusione, cercano nuove opportunità di crescita e di rinascita.

È partito ufficialmente il progetto territoriale EduCare, di cui è capofila la cooperativa sociale Casa Emmaus di Iglesias. È finanziato dal Pnrr (risorse 2024) e ha l’obiettivo di contrastare la povertà socioeducativa nel Sulcis Iglesiente, con un intervento strutturato che risponda a esigenze reali del territorio. L’Hub è concepito come contenitore per l’attuazione di interventi per il contrasto alla povertà educativa, che riguarderanno la presa in carico di adolescenti tra gli 11 e i 17 anni in situazione di vulnerabilità socioeconomica, formativa, culturale e di disagio, adolescenti migranti, che verranno segnalati dal partenariato (Casa Emmaus, Comune di Iglesias, Centro per la giustizia minorile della Sardegna, Istituto comprensivo “Pietro Allori” di Iglesias, Fondazione Anffas, cooperativa sociale “L’Idea”, Key Company Srl).
Le azioni coinvolgeranno 108 adolescenti in laboratori, attività di gioco, tempo libero, culturali e sportive, attività di supporto extra-scolastico e orientamento, formazione professionale. Si terranno incontri formativi e di sensibilizzazione nelle scuole e con i genitori (supporto alla genitorialità), coinvolgendo i Servizi sociali dei Comuni del territorio, le parrocchie, l’Azione cattolica, le società sportive, le associazioni scout e musicali, e più in generale tutti i principali luoghi d’incontro dei ragazzi.
«In questo modo sarà presa in carico tutta la comunità educante, con un supporto extrascolastico di riferimento e sicuro – spiega Vincenzo Castelli, responsabile progettazione di Casa Emmaus -. Il comune di Gonnesa, pur non essendo partner del progetto, metterà a disposizione gli spazi per ospitare le attività che coinvolgeranno i ragazzi di Gonnesa e dei paesi limitrofi che fanno capo al Plus di Carbonia. Un altro supporto importante ci sarà fornito dal Centro di giustizia minorile. Operatori esperti effettueranno incontri formativi e di sensibilizzazione nelle scuole aderenti, riservati a insegnanti e alunni.»
Il Sulcis Iglesiente è un’area con un forte disagio socioeconomico. Soltanto il 43,5% dei residenti tra i 25 e i 65 anni ha completato la scuola secondaria superiore, mentre il 4% dei giovani di 15-19 anni non ha ancora la licenza media o il diploma. Il tasso di occupazione, pari al 36,4%, è nettamente inferiore alla media nazionale e incide sullo scarso ricambio occupazionale tra le generazioni. È del 13,3% la quota dei Neet, i giovani tra i 15 e i 29 anni che non sono occupati, né impegnati in percorsi di istruzione o formazione. Nel 2023 sono state 675 le segnalazioni di under 18 denunciati e arrestati o fermati dalle forze di polizia. Nel dossier 2022 della Polizia di Stato, si rileva in Sardegna un aumento dei reati contro i minori: violenze sessuali, violenze sessuali aggravate, reati di abuso dei mezzi di correzione, prostituzione minorile e corruzione di minorenne.
«Il progetto EduCare adotta una metodologia multitasking, che mette in campo diverse strategie: lavoro di rete, con il coinvolgimento di stakeholders e attori del territorio che ricoprono un ruolo educativo per adolescenti vulnerabili e a rischio di esclusione sociale; lavoro di outreach, funzionale all’individuazione dei beneficiari; didattica interattiva, cooperative learning e peer education, in cui i ragazzi dovranno lavorare in gruppo e saranno stimolati a creare dinamiche positive, al rispetto e alla collaborazione, per rafforzare le proprie competenze relazionali e la conoscenza di séspiega Emanuela Sanna, direttrice generale di Casa Emmaus -. Siamo consapevoli delle difficoltà di aggancio degli adolescenti, perciò abbiamo previsto di individuarne altri in corso d’opera, ampliando il raggio d’azione del progetto.»
L’iniziativa è aperta a tutti i professionisti e gli enti che interagiscono con questi ragazzi. Chi fosse interessato ad aderire, può contattare il coordinamento del progetto all’indirizzo email info@casaemmausiglesias.it.

Sono trascorsi 45 giorni esatti dall’inaugurazione degli ambulatori medici e infermieristici “Talità Kum”, in via XX Settembre 42/a ad Iglesias, e questa mattina è stata superata la soglia delle prime cento prestazioni specialistiche: 7 cardiologiche, 4 chirurgiche, 8 nutrizionali, 6 ematologiche, 12 ginecologiche, 10 infermieristiche, 5 logopedistiche, 9 neuropsichiatriche, 10 oculistiche, 7 psicologiche, 7 psicoterapeutiche, 10 di supporto sociale e 6 urologiche. Dopo una prima settimana di comprensibile rodaggio della macchina gestionale, pian piano si sta arrivando al pieno regime. Intanto, ci sono i primi riscontri positivi, sia da parte delle istituzioni locali (a parte il comune di Iglesias, sono già cinque gli enti che hanno manifestato la propria adesione all’iniziativa: il primo a completare l’iter amministrativo è stato il comune di Perdaxius, gli altri sono al lavoro e dovrebbero giungere alle delibere e alla relativa convenzione nei prossimi giorni), sia da parte dei professionisti, che si stanno proponendo in gran numero per supportare l’iniziativa della cooperativa sociale Casa Emmaus in qualità di volontari.
«È un risultato che ci racconta quanto bisogno ci sia nei territori e quanto bene si possa fare con l’aiuto di tuttispiega la presidente di Casa Emmaus, Giovanna Grillo -. Ci fa sperare che c’è ancora una umanità che crede nei valori etici e li vive.»
«A un mese e mezzo dall’apertura, il nostro poliambulatorio ha già raggiunto traguardi significativi registrando oltre 100 prestazioni erogate, confermando la validità del progetto proposto e la risposta concreta a un’esigenza di sanità territoriale accessibile ai più bisognosi – è il commento di Emanuela Sanna, neo direttrice generale di Casa Emmaus dopo un’esperienza ventennale nella stessa cooperativa sociale -. Inoltre, numerosi Comuni limitrofi hanno manifestato il loro interesse ad aderire al progetto, proponendo una collaborazione sinergica. L’obiettivo condiviso è quello di unire le risorse di ciascuno per offrire risposte più efficaci ai bisogni sociosanitari emergenti. Numerosi specialisti e operatori sanitari stanno manifestando interesse a collaborare con noi, riconoscendo nel poliambulatorio un progetto valido con una prospettiva di crescita. Questi primi risultati sono l’inizio di un percorso che intendiamo portare avanti per consolidare quanto costruito e migliorare il servizio offerto.»