21 June, 2026
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Dopo il successo della seconda edizione, Carbonia si prepara ad accogliere la terza edizione di “Carta Carbonia”, il festival letterario in programma dal 23 al 26 luglio 2026, con un progetto culturale ampio, multidisciplinare e fortemente legato al territorio.

Il festival, presentato ufficialmente giovedì 28 maggio, negli spazi del Teatro Massimo di Cagliari, è promosso dal comune di Carbonia con il sostegno del Fondo FSE+, Priorità 5, Obiettivo Specifico 4.11, e con il coordinamento organizzativo dell’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo.

«Carta Carboniadichiara il sindaco di Carbonia Pietro Moritturappresenta per la nostra città un investimento culturale e strategico. La terza edizione conferma la volontà dell’Amministrazione comunale di costruire un progetto capace di valorizzare Carbonia non solo come luogo della memoria mineraria e operaia, ma anche come spazio contemporaneo di confronto, formazione e produzione culturale. In un tempo segnato da profonde tensioni internazionali, conflitti, trasformazioni geopolitiche e nuove fragilità sociali, riteniamo fondamentale offrire alla comunità occasioni di lettura critica del presente. La presenza di autori, giornalisti e studiosi che si occupano di geopolitica, attualità internazionale e grandi scenari globali permette di portare questi temi anche nel Sulcis, rendendo Carta Carbonia un festival capace di parlare del presente con attenzione, competenza e apertura e di mettere la nostra città al centro del dibattito culturale regionale e nazionale·»

«Carta Carbonia 2026 – afferma l’assessora della Cultura della Città di Carbonia Giorgia Melinasce con l’obiettivo di intrecciare linguaggi diversi – libri, podcast, divulgazione, fotografia, memoria, geopolitica e nuove forme di racconto – costruendo non solo un calendario di eventi, ma un vero percorso culturale e formativo. La Scuola di Narrazione e Podcast Genius, aperta gratuitamente ai partecipanti, rappresenta uno degli elementi centrali del progetto perché permette alla comunità, e in particolare ai giovani, di diventare parte attiva del racconto della città. Accanto agli appuntamenti principali, che avranno nell’Arena Mirastelle il loro cuore, il festival vivrà anche attraverso iniziative collaterali, laboratori e proposte dedicate alle scuole. La mostra fotografica dedicata a Giovanni Coda e il laboratorio multimediale rivolto agli studenti confermano la volontà di ampliare il perimetro di Carta Carbonia: un festival che guarda alla letteratura, ma anche all’immagine, alla didattica innovativa e alla responsabilità dello sguardo, raccontando Carbonia a partire dalla sua identità e aprendola a una prospettiva contemporanea, educativa e internazionale.»

Il percorso di avvicinamento al festival ha preso ufficialmente forma il 22 maggio, con i primi passi pubblici della seconda edizione della Scuola di Scrittura Genius, quest’anno dedicata alla narrazione audio e al podcast. Un laboratorio gratuito che accompagnerà il cammino verso Carta Carbonia 2026 e che rappresenta uno dei tasselli più significativi dell’intero progetto: non solo un’esperienza formativa, ma anche uno spazio di partecipazione, racconto del territorio e coinvolgimento diretto della comunità.

«La terza edizione di CartaCarbonia – racconta Giovanni Follesa, direttore artistico del festivalnasce con un obiettivo chiaro: lavorare affinché Carbonia diventi uno spazio accogliente dedicato al racconto contemporaneo. In un tempo dominato dalla velocità, dalla frammentazione e dal consumo rapido delle informazioni, la cultura deve tornare a essere uno spazio di incontro reale, capace di unire pensiero, emozione e comunità. Per questo CartaCarbonia non è soltanto un festival letterario, ma un laboratorio aperto dove letteratura, giornalismo, fotografia, musica e nuovi media dialogano tra loro per interpretare il presente. Carbonia, con la sua storia operaia, mineraria e profondamente umana, non è semplicemente una cornice: è il cuore simbolico del festival. Una città – continua Follesa – nata dal lavoro e dalla trasformazione sociale che oggi sceglie di investire nella cultura come strumento di futuro. Il programma, sfaccettato e plurale, si inserisce in questo solco con alcune delle voci più autorevoli della cultura italiana contemporanea, capaci di dialogare con pubblici diversi, generazioni differenti e sensibilità lontane.»

La terza edizione di Carta Carbonia

L’edizione 2026 del festival si annuncia come un appuntamento capace di intrecciare libri, divulgazione, memoria, geopolitica, spettacolo, podcast, arti visive e partecipazione civica. Non una semplice rassegna di incontri, dunque, ma un percorso culturale che partirà dalla formazione e arriverà alle serate pubbliche dell’Arena Mirastelle, cuore degli eventi principali.

Il programma presentato a Cagliari conferma una direzione chiara: Carta Carbonia vuole portare nel Sulcis alcune delle voci più interessanti del panorama culturale e letterario nazionale, costruendo un dialogo tra letteratura, attualità, scienza, geopolitica, memoria e nuove forme di racconto.

Tra i protagonisti della terza edizione figurano Giacomo Mameli, con Pedrito, lamette a Caracas, fiori a OrgosoloEmanuele Trevi, con Mia nonna e il ConteVincenzo Schettini, con lo spettacolo La fisica che ci piaceMiguel Gotor, con Lomicidio di Piersanti MattarellaTelmo Pievani, con Il delitto di Darwin. Storia di un segreto spaventosoFrancesco Abate e Fabio Farigu, protagonisti del karaoke letterario de Gli Indegni.

Nel cartellone anche Matteo Caccia e Giulia Bertasi, con Orazio liveFrancesco Piccolo, con TotòMassimo Franco, con Papi, dollari e guerreElio Turno Arthemalle, con un reading dedicato a Carbonia; Anthony Muroni, con La firma del RePaola Soriga, con lo spettacolo Un irresistibile viaggio del mondo Grazia Deledda, Joyce Lussu e Maria GiacobbeAndrea Serra con Fernando o della melanconia dell’irreversibile ed Edoardo Prati, atteso con un talk pensato per dialogare anche con le nuove generazioni.

Le quattro giornate, dal 23 al 26 luglio, saranno attraversate da presentazioni di libri, talk, reading, spettacoli e momenti di approfondimento. Al centro ci saranno i grandi temi del nostro tempo: il rapporto tra memoria e identità, le trasformazioni sociali, le tensioni geopolitiche, la divulgazione scientifica, il racconto del Novecento, il dialogo tra generazioni e il modo in cui i territori possono diventare spazi vivi di narrazione.

La giornata conclusiva, domenica 26 luglio, avrà un valore particolarmente simbolico. Oltre alla presentazione pubblica dei lavori della Scuola di Narrazione Genius, il festival chiuderà il proprio percorso mettendo insieme letteratura, divulgazione e racconto orale, confermando la volontà di trasformare Carta Carbonia in un luogo di incontro tra linguaggi diversi.

La Scuola Genius

Dentro l’articolato percorso di Carta Carbonia 2026 si inserisce la programmazione della Scuola di Narrazione e Podcast Genius, curata dall’Associazione Story Genius. Il laboratorio, completamente gratuito, si svolgerà in presenza a Carbonia dal 20 al 26 luglio, in orario pomeridiano e serale.

L’iniziativa sarà aperta a tutte le persone interessate, residenti e non residenti a Carbonia, a partire dai 12 anni. Le iscrizioni resteranno aperte fino al 10 luglio attraverso il form disponibile sul sito www.cartacarbonia.it e sui canali social Facebook e Instagram di Carta Carbonia Festival Letterario.

La Scuola Genius porterà dentro Carta Carbonia un laboratorio intensivo di sette giorni dedicato al podcast e alla narrazione sonora, pensato per dare voce alle storie, alle idee e agli sguardi di chi vive, attraversa e racconta Carbonia. L’obiettivo è trasformare il territorio in materia narrativa, facendo emergere memorie, esperienze, luoghi, linguaggi e prospettive nuove.

Durante il percorso, i partecipanti impareranno a scrivere per essere ascoltati, utilizzare microfoni e strumenti audio, condurre al microfono, realizzare interviste, registrare e montare la propria voce, scegliere musiche ed effetti sonori coerenti con il racconto da costruire.

Il percorso si concluderà con la realizzazione del “numero zero”, la prima puntata di un podcast originale ideata, scritta, registrata e montata dai partecipanti. Le voci raccolte entreranno così nel racconto del festival e del territorio, trasformando la Scuola di Narrazione in un vero laboratorio di cittadinanza sonora, dove Carbonia si ascolta, si archivia e si condivide.

A guidare il percorso saranno docenti con esperienze consolidate nel campo della scrittura, della radio, del giornalismo, del cinema, della narrazione audio e della formazione. Tra loro figurano nomi di rilievo come Lucia Pappalardo, scrittrice, giornalista e filmmaker; Paolo Restuccia, scrittore e regista della trasmissione Il Ruggito del Coniglio su Rai Radio2; Loredana Germani, tra i fondatori della Scuola di scrittura creativa Genius e impegnata nella scrittura, nella formazione e nella divulgazione letteraria; e Andrea Borgnino, giornalista, autore e conduttore radiofonico.

Scuole, mostra fotografica ed eventi autunnali

Durante le giornate del festival sarà proposto anche il Workshop su prenotazione Haiku, condotto da Daniela Cimino a cura dell’Associazione Cherimus.

L’haiku è un’antica forma poetica giapponese che, attraverso tre versi e diciassette sillabe, riesce a racchiudere un gesto, un’immagine, un’intuizione o un istante. Privo di titolo e di rima, chiede soprattutto attenzione: invita a fermarsi, osservare, cogliere un dettaglio minimo della realtà e trasformarlo in parola poetica. Per la sua immediatezza e semplicità, rappresenta una forma ideale per avvicinare adulti e bambini alla poesia, rendendo l’esperienza creativa accessibile, leggera e coinvolgente.

Nel corso del laboratorio i partecipanti saranno accompagnati in un piccolo viaggio nel tempo e nello spazio: impareranno a riconoscere emozioni nelle foglie, nei gesti, nei paesaggi e nei frammenti della quotidianità, scoprendo la possibilità di essere poeti attraverso lo sguardo. I componimenti realizzati durante il workshop saranno poi raccolti in un libro di immagini e parole, costruito direttamente dai partecipanti.

Sempre nell’ambito delle giornate del festival, la dimensione visiva troverà spazio con AS IT IS, la mostra fotografica scandaglia i 35 anni di attività di Giovanni Coda, regista, autore, fotografo e curatore cagliaritano, da oltre trentacinque anni impegnato in una ricerca che attraversa cinema, fotografia, videoarte e impegno civile. Direttore artistico del V-Art – Festival Internazionale Immagine dAutore, fondatore di The Social Gallery a Quartu Sant’Elena e autore di opere presentate in contesti museali e internazionali, Coda porterà a Carta Carbonia un percorso espositivo capace di dialogare con i temi centrali del festival: la memoria, il corpo, i luoghi, la dignità umana e la responsabilità dello sguardo.

La mostra proporrà opere della collezione LOGUS e immagini tratte dal reportage umanitario realizzato in Bangladesh nell’ambito del progetto internazionale di cooperazione promosso da Farmacisti nel Mondo. Un racconto fotografico che non si limita a documentare, ma invita a sostare davanti alle immagini, a riconoscere ciò che resta e ciò che resiste, trasformando la fotografia in una forma di testimonianza, relazione e memoria visiva dedicata agli esseri umani.

Il progetto non si esaurirà nelle quattro giornate del festival. Accanto agli appuntamenti principali sono previste attività collaterali, percorsi formativi e iniziative dedicate al rapporto tra memoria, arti visive, partecipazione e nuovi linguaggi del racconto.

La dimensione formativa proseguirà quindi in autunno con il laboratorio multimediale “La storia immersiva”, rivolto alle scuole superiori e dedicato all’uso della realtà virtuale nella didattica della storia, a partire dai bombardamenti di Cagliari e Carbonia del 1943. Un’occasione di formazione, dialogo e confronto che conferma la vocazione del festival a unire memoria, innovazione e consapevolezza critica.

Con la presentazione ufficiale al Teatro Massimo di Cagliari, Carta Carbonia 2026 entra così nella sua fase pubblica e conferma l’ambizione di riportare Carbonia e il Sulcis al centro di un racconto culturale capace di unire territorio, comunità e grandi voci della scena nazionale.

L’offerta al pubblico della Biblioteca comunale di Sant’Antioco si arricchisce di oltre 300 volumi, in larga parte costituiti da novità editoriali: la maggior parte abbraccia tutti gli abituali settori della biblioteca di pubblica lettura, dalla narrativa alla saggistica, italiana e straniera, con un focus sull’editoria e su diversi autori – anche emergenti – della Sardegna.

Accanto ai tradizionali best sellers internazionali come Ken Follett (Per niente al mondo), Stephen King (Billy Summers) e Jeffery Deaver (Il visitatore notturno), troviamo narratori meno noti come la giornalista e poetessa vietnamita Nguyễn Phan Quế Mai (Quando le montagne cantano), il turco Ahmet Ümit (Perché Istanbul ricordi), l’albanese Aliçka Ylljet, apprezzato sceneggiatore ed ex diplomatico (Il sogno italiano), ed ancora il Premio Goncourt 2020 Hervé Le Tellier (L’anomalia) e la scrittrice giapponese Tsumura Kikuko (Un lavoro perfetto).

In Italia non potevano mancare l’ultimo Premio Strega Emanuele Trevi (Due vite) e la vincitrice del Premio Campiello 2021 Giulia Caminito (L’acqua del lago non è mai dolce); accanto a loro tanti altri titoli di autori amatissimi dal grande pubblico, soprattutto femminile, come Sveva Casati Modignani (L’amore fa miracoli) e Stefania Auci (La saga dei Florio), ma pure esordienti come Daniele Petruccioli (La casa delle madri) o semplicemente meno conosciuti come la giornalista Stefania Nardini (La combattente).

Tra gli autori sardi, insieme ai più recenti lavori di Marcello Fois (L’invenzione degli italiani), Salvatore Niffoi (Il sogno dello scorpione), Cristina Caboni (La ragazza dei colori) e Vanessa Roggeri (Il battito dei ricordi), segnaliamo il debutto di Danilo Lampis (Essere giovani non è una scusa), il lavoro del nuorese Giovanni Gusai, classe 1987, anch’egli al suo primo romanzo (Come in cielo, così in mare) e il romanzo breve Pane rosso della nostra concittadina Pierluigia Troncia.

Per ciò che concerne la saggistica, diversi sono i titoli che investono tematiche di stretta attualità come il cambiamento climatico (W. Behringer, Storia culturale del clima. Dall’era glaciale al riscaldamento globale), la storia coloniale degli italiani (F. Filippi, Noi però gli abbiamo fatto le strade) ed ancora la storia della medicina (C. Kenny, La danza della peste. Storia dell’umanità attraverso le malattie infettive), la politica e il suo legame con i temi della giustizia (L. Manconi – F. Graziani, Per il tuo bene ti mozzerò la testa), anche nei suoi intrecci più torbidi (S. Zurlo, Il libro nero della magistratura).

Ultime, ma non certo per importanza, sono le proposte dedicate alla letteratura per l’infanzia e per i ragazzi. Anche in questo settore – che ricopre circa il 30% dell’intera fornitura – sono tanti i libri dedicati ai più piccini (albi e storie illustrate, sezione Primi Libri e Nati per Leggere), attraverso una selezione che abbraccia tutte le fasce di età, dall’età prescolare a quella adolescenziale e oltre, con un occhio di riguardo ai temi della parità di genere (Viola e il blu. La libertà di essere i colori che vuoi), dell’educazione ambientale (Cos’è successo al clima? I cambiamenti del nostro pianeta spiegati ai bambini), del rispetto delle diversità (Ettore, l’uomo straordinariamente forte) e del contrasto al fenomeno del bullismo (Il bullismo spiegato ai bambini).

Quasi tutti i libri, ad eccezione di una piccola parte ancora in corso di trattamento, sono disponibili per il prestito esterno, secondo i termini e le modalità stabilite dal personale della Biblioteca comunale afferente al Sistema Bibliotecario Interurbano del Sulcis (SBIS).

Si ricorda che la Biblioteca comunale – ubicata in Piazza De Gasperi (Piazza di Chiesa), raggiungibile telefonicamente allo 0781.83132 e via mail all’indirizzo: biblioteca.santantioco@sbis.it : – è aperta al pubblico dal lunedì al venerdì, il mattino dalle 8.30 alle 12.30 (il venerdì dalle 8.00 alle 13.00) e il pomeriggio dalle 15.30 alle 18.30.

Parole sotto la torre copiaParole sotto la torre 1Gianni Zanata.

“Parole sotto la torre”, nona edizione, ancora Portoscuso, dal 23 al 26 luglio, ancora Sulcis. Un territorio afflitto da un profondo disagio economico, che decide di investire in cultura, nella promozione del libro e della lettura. Prohairesis ha organizzato la manifestazione per cinque anni a Calasetta, poi il cambio di destinazione, nel centro emblema della crisi industriale e occupazionale in Sardegna. Nel 2012 ha lasciato “le chiavi” del festival letterario a un gruppo locale di giovani che in questi anni si sono formati all’interno dello staff operativo, all’associazione Noteapiedipagina, con sede a Carloforte, che firma la rassegna, in collaborazione con il Comune di Portoscuso e il sostegno della Fondazione Banco di Sardegna. La direzione artistica è affidata a Gianni Biondillo, scrittore, architetto, redattore del blog culturale Nazione Indiana, coadiuvato da Saverio Gaeta. Il festival, per l’azione qualificante svolta nel territorio sulcitano, è stato insignito con la Medaglia ai benemeriti della cultura e dell’arte della Presidenza della Repubblica.

Nomi importanti della letteratura nazionale ed internazionale si sono succeduti in questi anni. Oliviero Beha, Paolo Giordano, Nicolai Lilin, Moni Ovadia, Ascanio Celestini, Stefano Benni, Silvia Avallone, Nicola Lecca, Ildefonso Falcones, Emanuele Trevi, Bjorn Larsson, Giulio Giorello, Andrea Molesini, Licia Troisi, Efraim Medina Reyes, Catherine Dunne, Raquel Martos, Georgi Gospodinov, Giorgio Terruzzi, Laura Pariani, Marcos Giralt Torrente: sono solo alcuni degli scrittori che sono passati per “Parole sotto la torre”.

Le verità dell’inganno, il filo conduttore dell’edizione 2015 del festival. «Cosa rende affascinante e misteriosa l’idea che abbiamo dell’arte? Il rapporto ambiguo col concetto di verità. La filosofia classica non aveva dubbi in merito. Gli antichi greci parlavano di alètheia (αλήϑεια): Disvelamento… , scrive Gianni Biondillo… Eppure, quasi a contraltare, da sempre l’arte è il luogo dell’inganno. La vita che viene rappresentata, che sia con una scultura, un dipinto, un poema, proprio perché rappresentata e non vissuta è intrinsecamente falsa… Perché solo attraverso l’inganno, solo attraverso la verosimiglianza, l’artista può dire la verità. Una verità che va oltre al dato oggettivo e diventa universale… Le verità dell’inganno, le uniche ammesse dalla letteratura».

“Parole sotto la torre” prenderà quindi il via nella cittadina sulcitana giovedì 23, fino a domenica 26 luglio. Tutti gli incontri con gli autori saranno ospitati alla Tonnara Su Pranu. Quest’anno si inaugura la collaborazione con Skepto International Film Festival, la rassegna dedicata ai cortometraggi provenienti da tutto il mondo, che da sei anni si svolge con successo a Cagliari. Le prime tre serate del festival si chiuderanno con le proiezioni de Il canto dell’inganno. Dodici corti sulla meraviglia, lo stupore e la verità.

Si comincia giovedì 23, alle 21.30, con Il traduttore malinconico: protagonista Bruno Arpaia, romanziere, giornalista, consulente editoriale e traduttore di letteratura spagnola e latinoamericana. Ha pubblicato diversi romanzi, che hanno ottenuto importanti riconoscimenti, come il Premio Selezione Campiello 2001 per L’angelo della storia, il Premio Letterario Giovanni Comisso 2006 per Il passato davanti a noi, finalista al Premio Strega per L’energia del vuoto. Conduce l’incontro il giornalista Vito Biolchini.

Alle 23.00, a cura di Skepto, Inganni a tempo determinato, con Despina Economopoulou, videomaker di origine greca che vive a Barcellona. Verranno proiettati “I frutti sperati” (15′ – Italia),

“Debtfools” (9′ – Grecia/Spagna), “L’homme qui en connaissait un rayon” (20′- Francia), “Tuesday” (6′ – Svizzera).

Venerdì 24 si parte alle 19.30 con La memoria presente. Sotto i riflettori due scrittori sardi Giulio Angioni e Giulia Clarkson, con la conduzione di Anna Rita Briganti, giornalista culturale (su Repubblica e Donna Moderna), scrittrice e blogger. Angioni, antropologo e romanziere: Le fiamme di Toledo, L’oro di Fraus, Doppio cielo, Il sale sulla ferita, Alba dei giorni bui, Una ignota compagnia, solo per citare alcuni suoi successi editoriali. Sulla faccia della terra è il titolo del suo ultimo romanzo ambientato nella Cagliari medioevale, uscito quest’anno per Feltrinelli e Il Maestrale, votato nello scorso marzo Libro del mese dagli ascoltatori di Fahrenheit, la nota trasmissione in onda su Radio3 Rai. Giulia Clarkson vinse con La città d’acqua (Il Maestrale, 2003) il Premio Grazia Deledda. Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati su Nuovi Argomenti e nella raccolta Principesse azzurre crescono (Mondadori, 2006). L’eredità dei petali d’avorio (Arkadia Editore, 2015) è il suo ultimo romanzo.

Notizie dal profondo Nord: sono quelle che arriveranno alle 22.00, con Giorgio Fontana ed Enrico Remmert, moderati da Gianni Biondillo. Fontana, classe 1981, “milanese di Saronno”, ha pubblicato quattro romanzi: l’ultimo è Morte di un uomo felice, con cui ha vinto, a sorpresa, il Premio Campiello 2014. Collabora con diverse testate, fra cui Internazionale.it, il Domenicale del Sole 24 ore, Lo Straniero, l’inserto Tuttolibri de La Stampa e Doppiozero. Remmert, torinese, ha pubblicato Rossenotti, La ballata delle canaglie e Strade bianche, tutti editi da Marsilio. Lo scorso anno è uscito per Laterza L’acino fuggente – Sulle Strade del vino tra Monferrato, Langhe e Roero, scritto a quattro mani con Luca Ragagnin (con cui Remmert ha scritto vari libri, tra cui il fortunato Elogio della sbronza consapevole).

Ancora spazio ai cortometraggi alle 23.30: Skepto cura La verità nell’inganno: tra il surreale e l’imprevedibile (parte 1). Sarà presente Nicola Piovesan, laureato al Dams di Bologna, regista e sceneggiatore, autore di cortometraggi, videoclip, animazioni, documentari. Attualmente vive in Estonia, con collaborazioni in tutto il mondo.

Si potranno vedere “Deus in machina” (20′ – Italia), “8 ay” (20′ – Turchia), “Ehi muso giallo” (15′ – Italia).

Sabato 25, primo appuntamento alle 19.30: Resistere a vent’anni, il titolo dell’incontro in cui Camilla Barone, semiologa specializzata in analisi di identità visive e processi creativi (ha insegnato alla IULM e collabora con il Politecnico di Milano) dialogherà con Marco Rovelli, scrittore e musicista, insegnante di storia e filosofia nelle scuole superiori secondarie. Rovelli è giunto alla notorietà nel 2006 con il libro Lager italiani, un reportage narrativo dedicato ai centri di permanenza temporanea. Come musicista ha vinto con il suo gruppo il premio Ciampi 2002 per il miglior album d’esordio. È anche autore teatrale.

Alle 22 Nero metropolitano: Gianni Biondillo incontra Maurizio De Giovanni, che nel 2005 si è guadagnato la notorietà con il libro giallo I vivi e i morti (e il suo Commissario Ricciardi), ambientato nella Napoli degli anni Trenta, con cui ha ottenuto diversi riconoscimenti. Ha pubblicato per Mondadori ed Einaudi Stile Libero, consacrandosi tra i più importanti giallisti italiani (ha vinto il Premio Selezione Bancarella, il Premio Camaiore Letteratura Gialla e il Premio Giuria Viareggio). Per la serie del Commissario Ricciardi l’ultima pubblicazione risale allo scorso giugno, Anime di vetro. Falene per il commissario Ricciardi (Einaudi). Sempre quest’anno ha licenziato Il resto della settimana (Rizzoli), romanzo dedicato alla sua grande passione per il calcio. I suoi libri sono stati tradotti e pubblicati anche all’estero. Conduce Anna Rita Briganti.

Alle 23.30 scatta l’ora de La verità nell’inganno: tra il surreale e l’imprevedibile (parte 2). La sezione Il canto dell’inganno. Dodici corti sulla meraviglia, lo stupore e la verità, curata da Skepto, ospita Matt Willis-Jones. Londinese, con studi di cinema a Chicago, ha lavorato nella post-produzione di importanti film e serie tv. Dal 2005 vive e lavora in Norvegia, i suoi film sono stati proiettati in più di 30 festival internazionali e hanno ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui una menzione speciale allo Skepto International Film Festival 2013 perA Short Film on Conformity e il premio per la Miglior Web Series al MAshRome 2014 per Everything is Perfect and There are no Problems.

Chiudono la serie di proiezioni “Dos caras” (14′ – Argentina), “A Short Film on Conformity” (10′ Norvegia), “Not funny” (15′ – Spagna), “Hotel” (11′ – Spagna).

Il sipario sulla nona edizione di “Parole sotto la torre” calerà domenica 26 luglio. Gianni Biondillo,  alle 21, conduce Cantarle fuori dai denti, l’incontro con Luciana Parisi e Daniele Sanzone. Parisi ha collaborato con diverse testate, Donna Moderna, La Stampa, Repubblica delle Donne; oggi, dopo le esperienze a Rai News 24 e al Giornale Radio, lavora come giornalista per la redazione cultura del Tg3 Rai. Sanzone, napoletano, laurea in Filosofia, è fondatore, autore e voce della rock band ‘A67. È stato finalista al premio Tenco nel 2008 e ha all’attivo numerose collaborazioni con musicisti e scrittori come Edoardo Bennato, Mauro Pagani, Caparezza, Raiz, James Senese, Roberto Saviano, Giancarlo De Cataldo, Valeria Parrella. Scrive o ha scritto su camorra e illegalità per La Repubblica XL, Corriere del Mezzogiorno, Donna Moderna, Tgcom24, La Repubblica e Il Fatto Quotidiano online, dove cura il Blog degli ‘A67. È autore e conduttore del programma Brain Food su Fanpage.it. Nel 2014 ha pubblicato il suo primo libro, Camorra Sound, con il quale ha vinto il Premio Paolo Borsellino.

Si chiude in musica alle 22.30, con Verità rubate e bellezze dal profumo di passione e riscatto, Lello Analfino & Tinturia in concerto acustico. Analfino è entrato nella band nel 1996, ha iniziato suonando le tastiere, per poi diventare il cantante e il frontman del gruppo. E’ autore dei testi e delle musiche dei Tinturia, che spaziano con creatività dal pop al reggae, dal funk al rap, con un pizzico di folk di radice siciliana.

Parole sotto la torre 2013 2 Parole sotto la torre 2013 1

Prende il via giovedì 17 luglio, a Portoscuso, la rassegna “Parole sotto la torre”, giunta all’ottava edizione. Prohairesis ha organizzato la manifestazione per cinque anni a Calasetta, poi il cambio di destinazione, nel centro emblema della crisi industriale ed occupazionale in Sardegna. Nel 2012 ha lasciato “le chiavi” del festival letterario ad un gruppo locale di giovani che in questi anni si sono formati all’interno dello staff operativo, all’associazione Noteapiedipagina, con sede a Carloforte, che firma la rassegna, in collaborazione con il comune di Portoscuso ed il sostegno dell’assessorato regionale alla Cultura e della Fondazione Banco di Sardegna. La direzione artistica è affidata a Gianni Biondillo, coadiuvato da Saverio Gaeta.

Il festival, per l’azione qualificante svolta nel territorio sulcitano, è stato insignito dal Presidente della Repubblica con la medaglia ai benemeriti della cultura e dell’arte, ed è inserito nel processo legato alla candidatura di #Cagliari capitale europea della Cultura per il 2019.

Nomi importanti della letteratura nazionale ed internazionale si sono succeduti in questi anni. Oliviero Beha, Paolo Giordano, Nicolai Lilin, Moni Ovadia, Ascanio Celestini, Stefano Benni, Silvia Avallone, Nicola Lecca, Ildefonso Falcones, Emanuele Trevi, Bjorn Larsson, Giulio Giorello, Andrea Molesini, Licia Troisi, Efraim Medina Reyes, Catherine Dunne: sono solo alcuni degli scrittori che sono passati per “Parole sotto la torre”.

Le vite degli altri, il filo conduttore dell’edizione 2014 del festival. «Tutto quello che fa la letteratura, da millenni, è raccontarci “le vite degli altri”. Non con la morbosità che oggi molto giornalismo televisivo ha. Senza ergersi a giudice che assolve o condanna. Chi scrive, chi racconta, vuole farci vivere tutti i mondi possibili: presenti, passati, futuri. Vuole farci conoscere culture, esistenze, abitudini, pregiudizi. Vuole farci calare nei tormenti, nelle gioie, farci conoscere la tristezza, l’allegria, farci piangere e ridere. Leggere non è sono un bel modo di intrattenere il tempo. È il più elaborato e allo stesso tempo semplice sistema di attivazione dell’empatia umana. Vivere le vite degli altri significa farle proprie…», scrive Biondillo, architetto, scrittore (nel 2011 il suo romanzo I materiali del killer ha vinto il Premio Scerbanenco – La Stampa), redattore di Nazione Indiana, il blog culturale più letto della rete.

Tutti gli incontri con gli autori di “Parole sotto la torre” saranno ospitati dalla Tonnara Su Pranu ed avranno inizio alle 22.00. Si comincia giovedì 17 luglio con Chiacchiere a bocca chiusa. Protagonista dell’incontro Raquel Martos, giornalista e scrittrice madrilena, da alcuni anni uno dei volti del celebre programma televisivo El Hormiguero su Antena 3. Feltrinelli ha pubblicato in Italia “I baci non sono mai troppi” (2013) e, quest’anno, il suo ultimo romanzo Alla fine andrà tutto bene (e se non va bene… non è ancora la fine). A dialogare con lei ci sarà Paolo Lusci.

Si prosegue venerdì 18, So Much Younger Than Today – Viaggio nell’Italia di Gigi Meroni, di “Le Voci del tempo”. Uno scrittore, Marco Peroni, due musicisti, Mario Congiu e Mao Gurlino, raccontano la storia di quell’ala destra travolgente che vestiva la maglia granata del “Toro”, calciatore anticonformista gentile, di quel ragazzo che andava a spasso con una gallina al guinzaglio per il centro di Torino, uno dei simboli di una generazione e della sua ansia di libertà. Sullo sfondo l’Italia degli anni Sessanta travolta dal cambiamento e le canzoni dei Beatles a far da colonna sonora.

Il giorno dopo, sabato 19, Stefano Piedimonte incontra Alessandro Robecchi in Ridere del male. Il primo, giornalista e scrittore, si occupa principalmente di cronaca nera. I suoi racconti e articoli sono pubblicati nelle pagine culturali del Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano, L’Unità. Per Guanda sono usciti “Nel nome dello Zio” (2012) e “Voglio solo ammazzarti” (2013). Robecchi, giornalista e autore televisivo, ha lavorato a Cuore, è stato editorialista de Il manifesto e scrive attualmente per varie testate, tra cui Il Fatto Quotidiano. È tra gli autori degli spettacoli di Maurizio Crozza per la tv e il teatro. “Questa non è una canzone d’amore” (Sellerio, 2014) è il suo primo romanzo. A moderare il dialogo sarà Gianni Biondillo.

Il primo fine settimana lungo di “Parole sotto la torre” si chiude domenica 20 con quello che oggi viene considerato uno dei più noti e promettenti autori bulgari: Georgi Gospodinov, poeta innovativo e raffinato, prosatore e studioso di letteratura. Si è classificato secondo al Premio Strega Europeo 2014 con il romanzo Fisica della malinconia, che dà anche il titolo all’incontro che verrà condotto da Giorgio Vasta, scrittore, collabora con La Repubblica, il Sole 24 ore e con Il manifesto,  scrive sul blog letterario Minima&moralia.

Si riparte giovedì 24 luglio con “Vite oltre i limiti”. Lorenzo Iervolino, componente della direzione artistica del Flep! Festival delle Letterature Popolari (nel 2012 ha girato l’Italia con il reading-concerto tratto dal romanzo Vogliamo tutto di Nanni Balestrini), incontra Giorgio Terruzzi, giornalista sportivo (Italia 1, Corriere della Sera), autore televisivo e scrittore. Terruzzi si occupa da anni di Formula uno, MotoGp e rugby e fino al dicembre 2012 è stato vicedirettore della testata Sport Mediaset. Collabora con Claudio Bisio e Diego Abatantuono, e quest’anno ha pubblicato Suite 200. L’ultima notte di Ayrton Senna. Conduce il giornalista Alberto Urgu.

Venerdì 25, “Tutti i colori del buio”, un tris di autori moderati da Gianni Biondillo: Nicola Fantini, traduttore e scrittore, “Nostra Signora degli scorpioni” (con Laura Pariani, Sellerio, 2014) il suo ultimo libro; Davide Longo, regista di documentari e autore di testi per il teatro e per la radio, ha pubblicato i romanzi “L’uomo verticale” (Fandango, 2010) e “Il caso Bramard” (Feltrinelli, 2014), insegna scrittura alla Scuola Holden di Baricco; Laura Pariani, pittrice, sceneggiatrice, autrice di una ventina di opere teatrali e romanziera. Tra le ultime opere: “Milano è una selva oscura” (Einaudi, 2010), “La valle delle donne lupo” (Einaudi, 2011),” Nostra Signora degli scorpioni” (con Nicola Fantini, Sellerio, 2014).

Sabato 26, alle 21.00, Figurelle con il LabPerm (Laboratorio Permanente di Ricerca sull’Arte dell’Attore) di Domenico Castaldo e la Figurelle Orkestar.
Le fi’urelle in dialetto napoletano rappresentano le immagini dei calciatori e quelle dei santi. Qui diventano “figurelle” canore e teatrali, parola e musica si inseguono in una commistione fatta di musicalità popolare, teatralità, umanità e poesia.

Il sipario sull’ottava edizione di “Parole sotto la torre” calerà domenica 27 luglio. Marcos Giralt Torrente, scrittore e critico letterario spagnolo, parlerà de Il tempo della vita, che è anche il titolo dell’opera con cui ha vinto il Premio Strega Europeo 2014. Torrente collabora da anni con El País, nel 2001 ha pubblicato il romanzo vincitore del premio Herralde Parigi (Fazi), tradotto in molti paesi e acclamato dalla critica internazionale. A dialogare con lui la giornalista e scrittrice Anna Rita Briganti.

gli appuntamenti canonici nell’edizione 2014 di “Parole sotto la torre” si aggiungono due momenti che accompagneranno i presenti alla cena con un “Aperitivo con l’Autore”. Venerdì 25 luglio, alle 19.30, Sulcis: antiche arti, giovani innovatori, project e graphic designer, esperti di settore, Olga Bachschmidt, Annalisa Cocco, Mario Figus, moderati da Gianni Biondillo, si confronteranno su un tema di particolare importanza per la cultura e l’economia dell’Isola: il patrimonio dell’artigianato sardo, contaminato dall’innovazione progettuale, con il contributo del design contemporaneo, può salvarsi adattandosi alle nuove strategie del mercato che sono in grado di valorizzare le antiche arti del “saper fare”. Sabato 26, sempre alle 19.30, sollecitata da Saverio Gaeta, parlerà de “La felicità proibita” Anna Rita Briganti. Giornalista culturale e scrittrice, scrive di libri sul cartaceo e sul digitale di Repubblica. Ha appena debuttato con il suo primo romanzo “Non chiedermi come sei nata” (Cairo Editore).

La Torre spagnola di Portoscuso.

La Torre spagnola di Portoscuso.

Gianni Zanata.

Gianni Zanata.

Dal 2 all’11 agosto Portoscuso ospita la settima edizione di “Parole sotto la torre”. Quando l’associazione Prohairesis ha ideato questo festival letterario ha operato una scelta non casuale: quella di andare a promuovere il libro e la lettura in un territorio come il Sulcis, afflitto da un profondo disagio economico, e per questo ancora più bisognoso, e desideroso, di investire in cultura. Cinque anni a Calasetta, poi a Portoscuso, uno degli esempi più eclatanti della crisi industriale e occupazionale in Sardegna, dove le attività culturali possono, e devono, rappresentare una risorsa.

Oliviero Beha, Paolo Giordano, Nicolai Lilin, Moni Ovadia, Ascanio Celestini, Stefano Benni, Silvia Avallone, Nicola Lecca, Ildefonso Falcones, Ricardo Menendez Salmon, Petros Markaris, Michele Mari, Tiziano Scarpa, Piergiorgio Odifreddi, Emanuele Trevi: sono solo alcuni degli scrittori che sono passati per “Parole sotto la torre”. Ma Prohairesis non ha solo portato nel Sulcis nomi importanti della letteratura nazionale e internazionale, ha anche creato competenze e opportunità di lavoro. Nel 2012 ha lasciato l’organizzazione del festival all’associazione Noteapiedipagina, composta da giovani del territorio, che in questi anni hanno fatto parte dello staff della manifestazione, e che firma la rassegna, in collaborazione con il Comune di Portoscuso e il supporto dell’assessorato regionale alla Cultura e della Fondazione Banco di Sardegna.

La direzione artistica è affidata a Gianni Biondillo, il coordinamento a Saverio Gaeta.

“Parole sotto la torre” prenderà il via nella cittadina sulcitana venerdì 2 agosto, fino a domenica 11.00. Ma prima della partenza, ancora un’anteprima, Pillole di Parole. Dopo Gianni Zanata, un altro giornalista-scrittore: Celestino Tabasso, firma delle pagine culturali dell’Unione Sarda, dopodomani, sabato 27 luglio, alle 21, alla Tonnara Su Pranu, presenta il suo libro Forse non fa (edito da Caracò nella collana “Freschi”), originale, “gustosa” e divertente guida su Cagliari e sulla “cagliaritanità”. A condurre l’incontro sarà Francesco Abate, anche lui giornalista e scrittore.

Arcipelaghi, il filo conduttore dell’edizione 2013 del festival. Le “isole” nell’Isola. Gli scrittori sono un arcipelago di lingue, idiomi, gergalità, abitudini, sono un popolo di naviganti. Ogni esperienza narrativa è un viaggio verso l’ignoto, sia per chi scrive che per chi legge.

Ci piace la similitudine dell’isola, qui, in Sardegna. Perché ci aiuta a capire che ogni territorio ha una narrazione, una particolarità, che se espressa con gli strumenti dell’arte sa sempre essere universale. Un libro è un porto, da dove partire e dove attraccare… Ed ogni lettore cerca, come un esploratore, il suo romanziere.

Tutti gli incontri con gli autori di Parole sotto la torre saranno ospitati dalla Tonnara Su Pranu e avranno inizio alle 22.00.

Si comincia il 2 agosto con Bjorn Larsson, uno degli autori svedesi più noti in Italia, dopo il successo de La vera storia del pirata Long John Silver, Il Cerchio celtico, Il porto dei sogni incrociati (pubblicati da Iperborea, casa editrice specializzata in letteratura del nord Europa). I Pirati e la saggezza del mare, il titolo dell’incontro, condotto da Luca Molinari, docente universitario di Storia contemporanea dell’architettura alla “Luigi Vanvitelli” di Napoli, e responsabile editoriale per il settore Architettura e Design della casa editrice Skira.

Sabato 3 agosto, Il tradimento di Topolino. Giulio Giorello, ordinario di Filosofia della Scienza all’Università degli Studi di Milano e collaboratore del Corriere della Sera, presenterà il suo ultimo libro, Il tradimento di Topolino, appunto, edito da Guanda.

In mezzo c’è sempre il mare: domenica 4 sarà protagonista Andrea Molesini, l’autore di Non tutti i bastardi sono di Vienna (Sellerio), che nel 2011 ha vinto il Premio Campiello e il Premio Comisso. Quest’anno ha pubblicato La primavera del lupo. A dialogare con lui il direttore artistico di “Parole sotto la torre”, Gianni Biondillo, architetto, autore di libri di successo, del 2013 il nuovo romanzo, Cronaca di un suicidio, redattore di Nazione Indiana, il blog culturale più letto della rete (www.nazioneindiana.com).

Letteratura, ma non solo. Appuntamento da non perdere mercoledì 7 agosto: Acqua,  il concerto di Saba Anglana (alle 22.00, Lungomare di Portoscuso). La poliedrica cantante, e attrice, nata a Mogadiscio da madre etiope e padre italiano, sposerà il carisma della sua voce con l’energia della musica africana. La “sua” Somalia è solo il punto di partenza per un abbraccio simbolico capace di parlare un linguaggio musicale universale. Anglana sarà accompagnata da due componenti “storici” del gruppo Mau Mau, Bienvenu Zenon Nsongan (chitarra e percussioni) e Fabio Barovero (fisarmonica), e da Cheick Sadibou Fall (cora).

Gli incontri letterari riprenderanno giovedì 8: Sa Reina e l’Isola delle lepri, con Simone Caltabellota e Anna Maria Falchi, introdotti dal giornalista Vito Biolchini. Caltabellota parlerà del suo ultimo romanzo, Sa Reina. Un’avventura in Sardegna, che parte proprio dal Sulcis e da un ulivo millenario, forse il più antico del Mediterraneo: comincia così il viaggio del protagonista. Lo scrittore romano, classe ’69, ha scoperto come editor alcuni dei maggiori casi letterari degli ultimi dieci anni e ha curato le opere, tra gli altri, di John Fante e Manlio Cancogni. Ha esordito come narratore con Il giardino elettrico (Bompiani), diventato un libro di culto. Anna Maria Falchi è nata a Firenze nel 1967 e ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza in Sardegna, in un piccolo paese del Campidano. Ha lasciato l’Isola nel 1988 per trasferirsi di nuovo a Firenze, dove vive e lavora. L’isola delle lepri è il suo primo romanzo.

Venerdì 9, Licia Troisi sarà protagonista dell’incontro Mondi emersi. Nata a Roma nel 1980, astrofisica, è l’autrice fantasy italiana più venduta al mondo, grazie al successo delle saghe del Mondo Emerso e della Ragazza Drago. Parleranno di e con lei Massimo Spiga, traduttore, scrittore e sceneggiatore di fumetti, ed Elisabetta Randaccio, critico cinematografico.

Efraim Medina Reyes sarà alla Tonnara Su Pranu sabato 10. La longevità dei pesci, il titolo dell’appuntamento con lo scrittore colombiano. Autore di film, di testi teatrali, con Feltrinelli ha pubblicato C’era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo, La sessualità della Pantera rosa e Quello che ancora non sai del Pesce Ghiaccio (2013). A presentarlo Michele De Mieri, giornalista, critico letterario, autore radiotelevisivo (è coautore del programma radiofonico Fahrenheit di Radio3).

Il sipario su “Parole sotto la torre” calerà  domenica 11 agosto: Le Storie e le Isole, con la scrittrice irlandese Catherine Dunne. Guanda ha pubblicato i suoi romanzi: La metà di niente, La moglie che dorme, Il viaggio verso casa, Una vita diversa, L’amore o quasi, Se stasera siamo qui, Donna alla finestra, Tutto per amore e Quel che ora sappiamo. L’ultimo suo libro è il romanzo breve La grande amica. E’ la vincitrice dell’ultima edizione del premio internazionale Boccaccio. A dialogare con lei Anna Rita Briganti, che collabora con le pagine culturali di Repubblica.

Venerdì 9 agosto (alle 20.30 nella Piazza del Comune) andrà in scena Il fil’Armonico, spettacolo di marionette a filo di Agostino Cacciabue (Teatro Tages).

Dal 2 al 4 agosto si svolgerà il laboratorio Visioni, parole e ricordi, per costruire un “Atlante sentimentale per Portoscuso”, a cura di Luca Molinari (rivolto a bambini e adulti). Per informazioni e iscrizioni consultare il sito  www.noteapiedipagina.it.