2 February, 2023
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Grande omaggio domenica 4 marzo al Teatro Centrale di Carbonia, con lo spettacolo musicale dedicato al grande cantautore Lucio Battisti, a quasi vent’anni dalla sua prematura scomparsa (il 5 marzo 2018 avrebbe compiuto 75 anni, essendo nato il 5 marzo 1943 a Poggio Bustone).

L’evento, organizzato da Sergio Etzi, è stato presentato da Francesca Arrius.

Passo dopo passo, sul palco, ha preso vita, attraverso un viaggio musicale, la carriera di uno stimatissimo artista, nonché emblema di quegli anni in cui, per diventare famosi, bisognava ancora fare una lunga “gavetta”.

Sin dalle prime canzoni, il pubblico ha subito manifestato una grande voglia di cantare e di battere le mani a ritmo, tornando indietro nel passato ed accarezzando così ancora una volta ricordi di gioventù, ancorati strettamente al cuore.

Con la band “Emozioni Battisti”, formata da Maurizio Palla alla batteria, Marcello Cardia al basso, Pino Montalbano e Paolo Loi alle chitarre, Daniel Meloni ed Erica Loi alle voci, ha cantato alcuni pezzi anche Susy Pintus, una cara amica di Lucio e di suo padre, con cui ha vissuto sino al 2008, anno in cui è scomparso. Questa sua convivenza con il padre del cantante le ha dato modo di conoscere alcuni aneddoti legati alla sua vita sin da quando era piccolo e già sognava di cantare.

Durante la serata proprio Susy ci ha fatto sorridere e a tratti commuovere, con la lettura di tre lettere scritte da Lucio, una per Natale dedicata ai suoi genitori quando aveva solo 8 anni, le altre due indirizzate alla mamma quando, un po’ più grande, cominciava ad assaporare qualche successo ed ancora ignorava, quanto poi sarebbe volato in alto con le sue canzoni, con le sue poesie musicate.

Una scelta difficile, visto il ricco repertorio da cui sono stati tratti brani che hanno fatto vibrare il cuore come “I giardini di marzo” una dolce dichiarazione d’amore, “E penso a te” una conferma d’amore sconfinato, “Mi ritorni in mente” un amore impossibile da dimenticare e che farà per sempre parte di un sogno, “Emozioni” tutte quelle sensazioni che si agitano nell’animo umano, “Io vorrei…non vorrei…ma se vuoi” i ricordi che non consolano e tanti altri, dalla melodia incantevole, ora decisa, ora morbida e delicata.

Le tematiche delle sue canzoni, per lo più di natura amorosa in cui dolore, rammarico e disperazione, senso di vuoto e solitudine sono ricorrenti, gli regalano un’immagine di “cantore dell’amore” immortalando per sempre i suoi pezzi dall’immenso valore artistico, che rimarranno per sempre impressi nella memoria collettiva.

Una discografia, testimone del Novecento musicale italiano, che ci farà ancora sognare per chissà quanti altri decenni.

Nadia Pische